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Il Bernaschina fa harakiri e si rovina con le proprie mani. Domina il primo tempo, un palo dopo pochi secondi, un gran gol di Zanello, diverse palle gol e nessun rischio in difesa fino all’espulsione di Negro allo scadere del tempo con rigore trasformato per il Carnago. Tutta la ripresa con l’uomo in meno porta all’inevitabile prima sconfitta. Nel finale ingiusta espulsione di Gigli su sceneggiata in perfetto “carnago style”.

Dalle stelle alle stalle il passo è molto breve. Così come è breve il passaggio da una partita in assoluto controllo, a una debacle, dal tentativo di fuga, al gruppo che ti riprende. E sono sempre le piccole leggerezze a scatenare i più grandi cataclismi. Nel nostro sport all’avversario puoi concedere tutto, anche valanghe di gol di vantaggio, ma se regali un uomo in più, la partita è segnata. Se poi questo vantaggio lo concedi per un tempo intero sei praticamente spacciato. Nelle ultime cinque partite è aumentato a dismisura il numero di ammonizioni e adesso anche espulsioni. E’ così difficile comprendere che le sanzioni sono la prima cosa da cui bisogna stare lontani? Che anche un ammonizione può condizionare un’intera gara perché prenderne una seconda causerebbe un danno enorme a tutta la squadra. Un giocatore deve usare l’intelligenza anche nella gestione dei cartellini. Quindi evitare i falli inutili, le proteste e soprattutto sono banditi gli interventi da ultimo uomo o a impedire una chiara occasione da gol. Costringere la propria squadra a giocare con l’uomo in meno è la cosa peggiore che si possa fare.


La Gazzetta del Greov