Issuu on Google+

GIANCARLO MONTUSCHI


in copertina “Specchio delle mie brame” acrilico su tela cm 105x175 © Galleria Tartaglia Arte Tutti i diritti sono riservati nessuna parte di questo opuscolo può essere riprodotta o trasmessa, anche parzialmente, in qualsiasi formato, con qualsiasi mezzo elettronico, meccanico o altro, senza l’autorizzazione scritta dei proprietari dei diritti


Giancarlo Montuschi

Carte, pitture e sculture 12 - 31 dicembre 2011 testo critico di Maria Pia Cappello a cura di Riccardo Tartaglia

Galleria

TARTAGLIA ARTE

Via XX Settembre, 98 c/d - 00187 Roma tel +39 06 4884234 - fax +39 06 97999998 gallerie@tartagliaarte.com - www.tartagliaarte.com


La ricerca dell’essere Giancarlo Montuschi è un pittore-scultore aretino genialmente eclettico che delinea nelle sue opere connotati simbolici avvicinandosi alla poetica di William Butler Yeats nel momento in cui unisce il reale con l’ideale, l’armonia con l’amore spirituale in quanto la stella rappresenta l’incognito e l’eternità, i fiori la felicità e la vita, l’arcobaleno la creazione artistica. Intensa la sua arte nella totalità di invenzione e di un sognato simbiotico, fusi in una comunicabile bellezza di colori, fuori dal paradigma, nella piena autonomia creativa del suo tratto implicante. Si avvicina a Van Gogh e Gaugin nell’uso del colore come autonoma espressione interiore senza ricercare la perfetta verosimiglianza con la natura. Compone immagini e figure umane attraverso un punto di vista trasversale e segmenti di colori che sembrano quasi sovrapposti . Il colore blu delle figure denota uno stato di adattamento, contemplazione in quanto è associato alla forma geometrica del cerchio, simbolo dell’eterno moto e dello spirito. Il verde della natura suggerisce rinascita, forza e perseveranza: il giallo dei fiori rimanda alla radiosità che risveglia e dà calore illuminando il cambiamento; il rosso dell’arcobaleno indica la passione, fiducia nelle proprie forze e capacità e mobilitazione di tutte le energie. Montuschi, insieme al gruppo dei Fauves svincola il rapporto tra colore reale delle cose e il colore impegnato per la rappresentazione pittorica. Questa sorprendente vivezza coloristica esprime una grande felicità di vivere in un universo circoscritto di un’infanzia ritrovata. In alcuni dipinti si delinea una presa poetica dell’essere e del recupero di diversi disequilibri mediante un’eccitazione pittorica che evoca alcune risonanze cubiste di Gino Severini e del simbolista Odilon Redon. Leonardo da Vinci affermò che “La pittura è una poesia che si vede e non si sente e la poesia è una pittura che si sente e non si vede” . Infatti, un tema ricorrente di Montuschi è la coppia di innamorati indistinta e anonima che si può collegare ai versi di Pablo Neruda: “Mela carnale, luna calda, denso aroma d’alghe quale oscurità s’apre tra le tue colonne? Ah….amare è un combattimento di lampi” . “Ti guardo e nulla trovo in te se non un corpo uguale a quelli che scivolarono sotto il mio corpo senza lasciare memoria”. In alcune opere si evocano i versi di Novalis: “ la vita diventa un’ora d’amore” e di jaques Prévert: “ Questo amore così fragile, tenero e beffardo è vivo come il desiderio, crudele come la memoria”. Stilisticamente oggettive, le sue creature sono coinvolte in un anelito che anima gli spazi, collocandole in un paesaggio immaginario ampliando riferimenti visivi in quanto l’artista è anche interessato al cambiamento interiore dell’anima e delle emozioni. In questo modo rende inconfondibili e magici i luoghi e i profili con un particolare tocco fiabesco narrato con amore e ricchezza di colori accentuati, quasi fantastici ma sempre armoniosi.


Nei suoi dipinti i cromatismi sono magistrali. Si avverte una visione pirandelliana della vita sul contrasto tra la vita che è il fluire interrotto e le forme nelle quali l’uomo è costretto a fissarla. Infatti le figure di Montuschi sembrano essere prigioniere di schemi nei quali si rinchiudono senza volto o identità. Sembra che vogliano uscire dalle convenzioni e dalla anonima personalità anelando ad una pura libertà. Si avverte quindi il contrasto tra l’essere e l’apparire, tra la sostanza e le varie forme. Montuschi rappresenta quindi l’uomo dei nostri giorni nelle sue incongruenze e tragicità contemplate nella nudità, esempio vivente dell’assurdità della vita sociale e delle complicazioni grottesche. La sua figura blu si collega al “Cavaliere inesistente” di Italo Calvino in cui Agilulfo, il cavaliere della Corte dell’imperatore Carlo Magno esiste solo come bianca armatura. Infatti, le figure prive di identità di Montuschi sono il simbolo paradossale e angosciante dell’uomo nella società industriale e attuale, private di ogni connotazione umana e ridotte alla pura idea delle loro funzioni. Montuschi , quindi dipinge delle situazioni irreali per esprimere una verità umana, crea dei modelli fantastici per dimostrare un pensiero razionale e sociale. La natura ha un ruolo fondamentale perché diventa rifugio innocente fuori dal caos e dalle contraddizioni del mondo, pieno di fiori in cui sovrasta brillante la stella ricordandoci i versi leopardiani: “Che fai tu luna in cielo?” in cui la luna è impassibile e muta testimone del mistero della vita e della solitudine dell’uomo alienato in quanto ha perso la propria individualità, puro ingranaggio di una macchina perfetta che può essere quella dell’industria o degli schemi della società, unicamente tesa ai suoi fini produttivistici e economici. Il giardino diventa in questo contesto, il palcoscenico del mondo su cui sfilano senza storia gli accadimenti della vita terrena e sembra che l’uomo cerchi con tutto il suo coraggio e ottimismo di avere un ruolo nel cambiamento della storia a cui spesso deve assistere. Lo stato d’animo del pittore è quello di chi è umanamente partecipe alla delusione umana ma che allo stesso tempo vede molte alternative possibili avvicinandosi a Rainer Maria Rilke quando afferma che “la nostra vita passa in trasformazioni”. Vista nella sua totalità, l’arte di Montuschi ci trasmette un messaggio rasserenante, si intravede la speranza oltre la mestizia, la serenità oltre il caos. Nelle sculture, i suoi corpi dalle lunghe membra dinamiche nel gioco dei movimenti vengono interpretati come un segno di speranza e di fede nell’umanità che anela alla felicità. Maria Pia Cappello


“Amanti” - acrilico su tela cm 80 x 60


“Triangolo d’amore” - acrilico su tela cm 100 x 50


“pescatori di arcobaleni” - acrilico su tela cm 50 x 100

“Volo su Venezia” - acrilico su tela cm 80 x 120


“Famiglia del Re pescatore” - acrilico su tela cm 150 x 80


“Vittoria” - acrilico su tela cm 60 x 40


“Foca” dal bestiario fantastico” - acrilico su carta fatta a mano cm 30 x 30


“Liocorno” dal bestiario fantastico” - acrilico su carta fatta a mano cm 30 x 30


Dreambox - Terracotta dipinta cm 15 x 11 x 5


Dreambox - Terracotta dipinta cm 15 x 11 x 5


Scultura - Terracotta dipinta cm 12 x 22 x 22

Scultura - Terracotta dipinta cm 16 x 14 x 14


Scultura - Terracotta dipinta cm 22 x 14 x 14


L’artista nel suo atelier

Montuschi con il Maestro Antonio Possenti

Montuschi con il gallerista Riccardo Tartaglia

Montuschi con il pittore Bruno Donzelli

con Giuliano Trombini ed Elio Marchegiani


CRONOLOGIA Faentino di nascita, ma radicato in Toscana dal 1976, Montuschi oggi vive e lavora fra Anghiari e Sansepolcro in un piccolo e antico borgo in mezzo alla campagna dove ha anche un grande studio, parte del quale divide con la moglie ceramista. Insegna all’Istituto d’Arte di Sansepolcro e partecipa attivamente alle attività culturali pubbliche all’ombra di Piero della Francesca. Di seguito si riporta una cronologia ragionata della sua vita e del suo lavoro d’artista precisando che non riporta tutte le mostre, per le quali si pubblica un’elenco a parte, così come per la critica che nella sua completezza è riportata nella bibliografia. 1952-1970 Giancarlo Montuschi nasce a Faenza il 9 agosto 1952. La sua formazione artistica si svolge a Bologna dove frequenta e si diploma al Liceo Artistico. Frequenta poi l’Accademia di Belle Arti a Bologna e Ravenna, ma non ne conclude i corsi perché già tutto preso dall’attività artistica. Riceve, giovanissimo, riconoscimenti a premi di pittura a Cesena e al “Romano Brazzi” di Marina di Ravenna. 1972 Tiene la sua prima mostra personale alla Galleria Sire di Faenza. Viene poi scelto a rappresentare, unico giovane di un gruppo di dodici pittori, la provincia di Ravenna per la mostra del gemellaggio con Rijeka. 1975 Matura, a partire da questo periodo, un linguaggio di declinazione Pop, retaggio della Pop Art italiana degli anni Sessanta. Partecipa al Collettivo Nos e aderisce a vari manifesti di Arte Autogestita. 1976 Si trasferisce in Toscana, ad Anghiari. In questo anno espone alla Galleria Sire di Faenza. Esce in novembre un testo Claudio Spadoni che scrive di Post-Pop riguardo al linguaggio dell’artista. 1980 Anno di svolta e cambiamento nella poetica e nel linguaggio dell’artista che si rivolge a temi alchemico-esoterici, come avvicinamento alla natura e all’arcano, la cui conoscenza gli deriva anche da un collaterale lavoro di correttore di bozze presso una rivista specializzata proprio in questo settore. 1986 Per nulla dimentico della sua formazione iniziale, coltiva anche la ceramica partecipando ai Premi Internazionali della Ceramica di Faenza e Gualdo Tadino. Esposizione alla galleria De 20 a Vaxio in Svezia, all’interno di una mostra collettiva dedicata alla tecnica ceramica Raku. 1987 L’attenzione rinnovata per la ceramica fa acquisire progressivamente ai suoi manufatti una conformazione scultorea. E’ legato alla ceramica anche il gesto di donare un’opera al Museo della ceramica di Castelli e la sua partecipazione alla II Triennale Mondiale della Ceramica di Zagabria, al cui museo dedicato alla ceramica dona una sua opera. Partecipa con successo per la prima volta all’Arte Fiera di Bologna.


E’ presente in diverse mostre fra cui Dalla materia alla Forma, a Reggiolo (Reggio Emilia), a cura di G. Baldo e R. Margonari. E’ anche all’esposizione Con il cuore dell’Arte, Arezzo, Sala d’Arte Contemporanea di S. Ignazio, alla Fiera Abitare il tempo, Verona e al III Festival d’Arte di Castelnuovo di Farfa. 1988 Ancora per il suo impegno nella ceramica riceve un prestigioso premio al Concorso Internazionale della Ceramica di Vallauris, cittadina ben nota per aver ospitato a lungo Picasso nella sua stagione di ceramista. Fra le mostre si ricordano la personale alla Galleria Selearte e la presenza nella Collettiva Tecné, alla Libreria Nanni di Bologna. In questo anno scrive di lui Marcello Venturoli che individua nel linguaggio dell’artista una felice sintesi della recente esperienza d’avanguardia e un ritorno ai primitivi istinti materici. 1989 Partecipa al Premio Suzzara, curato allora dal meglio della critca italiana, e alla Biennale della Ceramica di Faenza. E’ anche nella collettiva Eppur si muove Palazzo Pretorio di Sansepolcro e allo Smaland Museum di Vaxio, Svezia. Tiene anche due personali con sculture in ceramica alla Galleria Pirra di Torino e alla Galleria Ken’s Art di Firenze, quest’ultima curata da Giuliano Serafini. Scrive dell’artista A.Dragone sulla “Stampa” di una “materia stupenda, viva e fossile insieme”, mentre G. Serafini sottolinea il ruolo fondante di “segno, immagine e materia” nei confini di “aria, terra e fuoco”. 1990 Gli anni Novanta segnano per l’artista un ampliamento di interessi tematici e di poetica, affiancando e contaminando le tematiche alchemico-esoteriche con quelle ludiche e accendendo di colore le sue narrazioni. La sua città natale, Faenza, gli dedica una personale alla Galleria Comunale che riassume e fa il punto del lavoro degli anni Ottanta con un cospicuo numero di opere. Dunque, una sorta di retrospettiva all’inizio di una nuova stagione creativa. Ne scrive Cristina Vignoli sottolineando l’incontro fra la materia e le “figure asessuate”. Partecipa a Scarpentola a una collettiva ideata da Samuele Mazza che girerà diverse capitali europee ed extraeuropee. 1991 Installazione de “L’opera al Nero” , Galleria Fluxia, Chiavari. 1992 Personale alla Galleria “Il Gianicolo”, Perugia, con Catalogo di presentazione a cura di Giuliano Serafini e alla Galleria “l’Idioma” di Ascoli Piceno. 1993 Personale al Salone della Ceramica Del Novecento di Faenza, presentato dalla galleria Ken’s Art di Firenze. Partecipazione alla mostra all’aperto “Terre Liberate” a Monteroni d’Arbia, presentata dalla Galleria Gagliardi di San Gimignano, a cura di Giancarlo Boiani. Partecipazione all’Esposizione itinerante nelle principali capitali internazionali, “Scarperentola” ideata da Samuele Mazza. 1994 Partecipazione a diverse manifestazioni organizzate dal gruppo “Mano d’Opera” di Firenze. Partecipazione alla Manifestazione Glass and Art, esposizione nazionale di opere pittoriche e scultoree realizzate sui vasi prodotti dalle vetrerie Valdarnesi.


1995 Tiene personali ad Arezzo (Galleria Contemporanea), Città di Castello (Galleria Il Pozzo) e Firenze (Galleria Ken’s Art). Partecipa a Arezzo 95, collettiva delle ultime generazioni di artisti aretini, curata da Michele Loffredo e introdotta da Enrico Crispolti. 1996 La sua città di adozione, Sansepolcro, gli dedica una grande antologica negli spazi della ex Chiesa di San Giovanni, dove anticamente si trovava il Battesimo di Piero della Francesca. Vi espone una vasta rassegna della sua produzioen degli ultimi venti anni intitolata Percorsi 1976-1996. Tiene poi personali a Parma (Viaggi nella Fantasia, Galleria Montmartre), a Vicenza (Galleria Joannart). Fra le collettive a tema, significativa la presenza a Lontano da Itaca. Ricerca e follia creativa nell’arte, organizzata dalla Galleria il Gianicolo di Perugia. L’artista viene indicato come il preferito dei lettori della rivista “Quadri e Sculture” tra quelli proposti a rappresentare le tendenze attuali nell’arte italiana a Palazzo Barberini di Roma. 1996-1997 Partecipa alle rassegne di Art Convention nel cui ambito le gallerie italiane associate ad Altamarea inaugurano presso le loro sedi contemporaneamente e con un catalogo comune la mostra degli artisti. 1997 Da quest’anno frequenta la scena artistica parigina dove sarà a lungo presente. Espone così alla Galleria G.N.G. a Saint-Germain, la stessa che anche attualmente si occupa della diffusione delle sue opere nelle principali Fiere d’Arte Europee. Al Festival di Spoleto è presente con la Galleria Jonnart. 1998 Con la Galleria Navona 42 di Roma partecipa a Colori su Fonopoli, in collaborazione con Renato Zero, ideatore di Fonopoli. Tiene una personale alla Galleria Cigarini di Ginevra. Appassionato del “libro d’artista”, del quale è anche raffinato collezionista, espone questi suoi lavori alla mostra internazionale itinerante “Original Book”. Viene nominato membro della “Jurat de Saint-Emillion”, a Saint-Emillion, e contestualmente vengono presentate sue opere negli spazi del Museo della Ceramica, il quale ne acquista alcune. 1999 Col successo si consolidano in questo anno i rapporti di collaborazione con gallerie italiane e parigine che lo espongono in permanenza. 2000 Sperimenta l’immagine digitale, stampata anche su metallo, ed espone questa ricerca nella mostra Lo specchio che fugge al Teatro Valle di Roma, organizzata dalla Galleria “Navona 42”. Sperimenta carte dedicate ai “Bestiari immaginari” che espone per la prima volta a Roma (libreria Bibi) e che rappresentano una ulteriore svolta nel suo linguaggio. Seguono in questo anno altre partecipazioni a mostre a New York, Londra, Parigi, Vienna, Gent, Strasburgo, Ginevra, Düsseldorf, Milano, Roma, Bologna, Firenze, Perugia, Bari. 2001 Esce per le edizioni de Il Gianicolo Centro d’Arte la monografia dedicata all’artista dal titolo Dipinti, sculture e tecniche miste. Un mondo incantato tra musica e magia con


saggio critico di Emidio De Albentiis 2003 Esce da Artegraf la monografia Montuschi-Dipinti 1975-2003, con testimonianze di E. De Albentiis e di M. Venturoli. 2004 Partecipa alla mostra organizzata dalla Galleria La loggia di Sansepolcro nei suoi spazi e in quelli del Museo Civico su Da de Chirico a Ferroni. Il Novecento fra epoche, ipotesi e provocazioni, curata da Giovanni Faccenda e prefata da Vittorio Sgarbi. 2005 Il suo lavoro riceve un riconoscimento internazionale con l’invito della Repubblica del Costa Rica a partecipare alla 51° Biennale di Venezia nel padiglione dell’Istituto ItaloLatino-Americano, accanto a una selezione di artisti del Paese che lo aveva invitato, a Palazzo Cavalli Franchetti al Ponte dell’Accademia. L’iniziativa è stata promossa dal Museo di Arte Contemporanea Italiana in America e dall’Istituto Italo-Latino Americano di Roma. Per l’occasione è stato pubblicato un catalogo dell’artista con brani di testi critici di Giuliano Serafini. Realizza un bozzetto per la scatola speciale del panettone Le Tre Marie, uno dei numerosi esempi di applicazione all’industria e all’artigianato del suo lavoro artistico. 2006 E’ presente in una quindicina fra mostre e fiere in Italia e all’estero. Fra queste, la mostra curata dall’Istituto Italiano di Cultura della Finlandia e dal Circolo degli italiani in Finlandia a Leppavaara. A Insbruck la Galleria Contemporart lo presenta a “10 Art internationale Messe”. L’Ipost- Poste italiane, su proposta della Galleria Navona 42, lo sceglie come artista dell’anno affidandogli la realizzazione dell’immagine per tutta la comunicazione. 2007 Viene scelto come testimonial del 2° Festival nazionale dell’autobiografia di Anghiari. In questo anno partecipa a una decine di mostre e fiere, fra queste Hangzhou, Wet Lake, in Cina con Artour e la Galleria Excalibur di Solcio di Lesa. 2008 Collabora con Riccardo Lorenzi al Calendario Ingram, i cui bozzetti vengono esposti a Sansepolcro al Centro Gocce. E’ presente in molte altre gallerie italiane e in fiere specializzate. 2009 Espone a Pesaro nella prestigiosa sede dell’ AlexanderMuseumPalaceHotel Viene invitato al concorso Arte Limen di Vibo Valenzia aggiudicandosi poi un premio prestigioso Continua la sua presenza alle principali fiere d’arte in Italia e in Europa. 2010 Viene scelto come Artista per la realizzazione del drappo in contesa per la storica disfida del Palio della Balestra della città di Sansepolcro – la vittoria consente a Sansepolcro di conservare questo drappo nella loro collezione storica Continua la sua presenza in molte gallerie italiane e in fiere specializzate. 2011 Viene invitato a presentare la sua esperienza d’artista ai: Racconti di Arte Contemporanea - Ciclo di incontri con gli artisti , con una introduzione di Marcello Duranti , al Museo civico di Sansepolcro


finito di stampare novembre 2011


Carte,pitture e sculture di Giancarlo Montuschi