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Parte dei Pelescet (Pelasti, Pelasgi, Pelasgi) ed alcuni Tjeker (Teucri-Troiani) riusciranno comunque ad insediarsi in quella regione che dal loro nome si chiamerà Palestina. Gli Ebrei li chiameranno Filistei (Cfr. Pelasti e Pelescet). I loro elmi erano piumati al modo di quelli dei Pelescet. Pare che, conforme alla loro origine, parlassero una lingua indoeuropea, diversa dall’Ebraico ch’era una lingua semitica. L’Ebraico biblico ci ha conservato due vocaboli filistei: koba per l’elmetto di Golia (che a quanto sembra deriva dall’anatolico kupahhi “elmetto”), e seren per il comandante (relazionato con tyrannos “signore” e tyrrenos “tirreno”). Nella Bibbia, poi, uno dei loro re, porta il nome di Akish (1 Sam. 21: 10-15; 27: 1-12). Nella versione greca dei LXX però il suo nome è Anchise come quello del padre del troiano Enea. Ciò dovrebbe confermare l’identificazione dei Tjeker con i Teucri-Troiani Ciò potrebbe significare che i Pelasgi (Filistei) della Palestina ritenevano di avere un antenato in comune con i Troiani. Il fatto potrebbe essere significativo della parentela fra Pelasgi, Tirreni e Troiani?

N. B. Ai nostri giorni, a Lemno sono state trovate due iscrizioni di VII-VI sec. a.C. redatte in un alfabeto simile a quello etrusco, ed in una lingua somigliante all’Etrusco, ma più arcaica dell’Etrusco di VII-VI sec. a.C. Da Erodoto (V sec. a.C.) poi sappiamo che ai suoi tempi, nel Mediterraneo orientale e sulle coste dell’Anatolia, i Pelasgi parlavano ancora una incomprensibile lingua diversa dal Greco. Oggi, sappiamo pure che il DNA degli odierni abitanti di Lemno somiglia a quello degli attuali “Etruschi” d’Italia. Tutto ciò conforta quel che le antiche fonti greche ci hanno tramandato, cioè che un tempo l’isola di Lemno fu abitata dai Tirreni-Pelasgi di Atene; questi a loro volta provenivano dall’Etruria: in particolare da Regisvilla (a nord di Gravisca, il porto di Tarquinia). Verosimilmente, i Greci, fin dai loro primi contatti con le coste dell’Italia centrale tirrenica, notarono la somiglianza di linguaggio e di certi costumi e culti religiosi degli “Etruschi” con i “Tyrsanoi o Tyrsenoi o Tyrrhanoi o Tyrrhenoi” delle isole Egee e delle coste nord-occidentali dell’Anatolia, e così ricordarono o ritennero a torto o a ragione, ma probabilmente a ragione, che gli uni e gli altri appartenessero ad un'unica stirpe e fossero stati protagonisti di scambievoli migrazioni fin dai tempi della preistoria. Dovette esser per questo motivo ch’essi estesero il nome di Tyrshanoi e sue varianti anche agli “Etruschi” d’Italia. Secondo poi il noto glottologo Vladimir Georgiev, il nome dei Tyrshanoi o Tyrshenoi deriva dal nome neoittita *T(a)ruysan > *Trusyan (cfr. itt. Taruisa = Troia) che nelle isole Egee e sulle coste dell’Anatolia, i discendenti troiani davano ancora a se stessi171.

Alberto Palmucci 171

V. Georgiev, La lingua degli Etruschi, Roma, 1079, pp. 91-93.

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Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

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