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Strabone, come si vede, è vago. Regisvilla è la traslitterazione greca di un nome latino che letteralmente significa “villa, casa di campagna, fattoria, fondo, tenuta del re”, e non è di certo il nome d’una città. Strabone stesso non indica Regisvilla come città, e nemmeno la include nell’elenco di quelle “piccole città (polichnià)” ch’egli pone sulla costa. Il vocabolo Regisvilla sembra essere piuttosto un eufemismo usato popolarmente per indicare una sito all’interno del quale, come si diceva, era esistita la sede d’un antico re. Anche oggi a Tarquinia il maggiore tempio etrusco della città è chiamato “Ara della “Regina”, e due grandi tumuli sepolcrali della necropoli sono detti “Tumulo del Re” e “Tumulo della Regina”. Sarebbe stato davvero conveniente che Strabone avesse indicato con più precisione dove fosse questa località denominata Regisvilla, e quale fosse il suo vero nome. A proposito d’un luogo così importante è troppo vago dire che si trova nell’intervallo fra Cosa e Gravisca. Ora, Gravisca era il principale porto di Tarquinia, e fra lei e Cosa, nell’interno, si trovava pure Vulci. Ma Strabone non menziona né l’una né l’altra città, e nemmeno le menziona nell’elenco delle città etrusche. Sembra che egli non sappia o non voglia dire quale fosse il vero nome della località donde sarebbe partita la mitica migrazione verso oriente. Subito dopo questa notizia, egli ne fornisce altre facendo grossolani errori. Per esempio, distingue erroneamente Pirgi (il porto di Cere) da un altro luogo vicinissimo a Gravisca, ch’egli chiama “porto dei Ceretani”55. Subito dopo, poi, parla dei laghi d‘Etruria e di quello di Bolsena, e dice che i fiumi che vi escono vanno tutti a confluire nel Tevere (V, 2, 9). Invece dal Lago di Bolsena esce il fiume Marta (<*Malta?) che, dopo esser passato sotto Tarquinia, va a sfociare nel mar Tirreno proprio a nord di Gravisca. Sulla destra della foce di questo fiume, cinque miglia a nord di Gravisca, c’era il porto di Malta o Maltano56. Questo era probabilmente il luogo donde Maleoto sarebbe partito (egli fu chiamato anche Malteo e Maleo). Malta peraltro doveva esser pure la forma originaria del nome dell’odierno fiume Marta presso la cui foce era il porto di Malta. Comunque, Regivilla (residenza del re) potrebbe essere una denominazione eufemistica dello stesso luogo che la tradizione virgiliana chiamava Còrito. Questo sito era presso Tarquinia; e, secondo Virgilio, era il luogo donde era partita la mitica migrazione etrusca verso l’Asia Minore. Còrito era anche il luogo, dove, sempre per Virgilio, si eleggeva il re supremo della Nazione (En., X, 200, ss.). Si consideri che gli Etruschi, con evidente riferimento al luogo (Còrito) dove si eleggeva il re di tutta la nazione, denominavano Tarquinia come Città Regina (vd. A. Palmucci, Aruspicina Etrusca, Gruppo Editoriale L’Espresso, Roma, 2010, pp. 154; 169-70). Questa eufemistica denominazione etrusca (che noi conosciamo nella traslitterazione greca Basilis Polis) ci riporta facilmente a quella parimenti eufemistica denominazione latina Residenza del Re (Regisvilla). Probabilente, la denominazione greca (Basilis Polis = Città Regina) e quella latina (Regisvilla = Città del Re) erano le rispettive traduzioni del binomio etrusco Mech- Rasna (Mech/Methlum = città capitale; Rasna = re. Cfr. scr. raja “re” e rajni “regina”; lat. rex “re” e regina “regina”) presente nelle epigrafi sepolcrali degli zilath (capi) sepolti a Tarquinia. E’ comunque paradossale che Strabone, nell’elenco delle città etrusche, escluda sia Tarquinia che Vulci. Egli si rifaceva a fonti che lo inducevano in errore, oppure, come suppone la Sordi57, si conformava ad una damnatio memoriae (condanna al silenzio) imposta dai Romani.

Nelle altre fonti che incontreremo, Maleoto sarà definito pelasgio solo poche volte58; nella maggioranza dei casi sarà chiamato tirreno. 55

Strabone, loc. u. cit. Poco a nord di Gravisca, si trovavano due scali marittimi che nell’antico Itinerario Marittimo furono nominati rispettivamente Malta o Maltano e Regas. Nonostante la assonanza, il nome di Regas (che significa “scoglio”) non è sinonimo di Regisvilla (che vuol dire “Città del Re”). Invece, il nome di Malta o Maltano richiama quello di Maleoto o Maleto o Malteo o Maleo o Meleo come il nostro re è pure chiamato in altre fonti. 57 M. Sordi, Tarquinia e Roma, in Tarquinia, ricerche, scavi e prospettive, Atti del Congresso Internazionale di Studi “La Lombardia per gli Etrushi”, a cura di M. Bonghi Jovino e C. Chiaramonte Trerè, Milano, 1986, p. 160. 58 Dionisio di Calcide e Mnasea di Patara (III sec. a.C.) raccontarono di un responso dato dall’Oracolo ad un errante pelasgio di nome Meleos; la notizia è riferita da Zenobio (III sec. ) e ripetuta da Libanio nel IV sec. (in Dominique Briquel, Les Pelasges en Italie, Roma, 1986, p. 268). 56

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Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

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