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1) DARDANO CAPOSTIPITE DEI TROIANI. Omero, nell'Iliade, canta che Dardano, capostipite dei Troiani, era figlio di Giove, ed era nato in Frigia alle pendici del monte Ida. Più tardi si disse, invece, che fosse nato a Samotracia o in Arcadia da Giove e dalla ninfa Elettra. Virgilio, infine, nell'Eneide, recepì una tradizione secondo cui Dardano era nato in una città etrusca chiamata Còrito o Corinto. Da qui Dardano avrebbe emigrato nell'isola di Samotracia ed in Asia minore dove i suoi nipoti avrebbero fondato Troia. In seguito, dopo che i Greci ebbero distrutto la città, Apollo e gli Dei Penati ordineranno ad Enea, che era un discendente di Dardano, di ricondurre i superstiti troiani in Italia, a Còrito, perché questa era “l'antica madre (antiqua mater)” della stirpe. In Italia, poi, secondo Virgilio, i discendenti di Enea fonderanno Roma663. Al tempo del poeta, sotto l'impero di Augusto (fine I sec. a.C.), Roma era all'apice della sua potenza, perciò gli storici greci tendevano a sostenere che i Troiani, dai quali i Romani pretendevano di discendere, fossero di origine greca. In opposizione a questa tendenza, Virgilio volle rivendicare l'originaria italicità del popolo romano; e, con ciò, fece sua la tradizione che Dardano, capostipite di Troiani e Romani, era nato a Còrito (oggi Tarquinia). In epoca molto antica, la parola Italia significava solo la punta estrema della penisola, poi comprese l'intera regione meridionale, e via via quella centrale e settentrionale, finché l'imperatore Augusto la estese ad indicare tutta la penisola fino alle Alpi. Il poema che il mantovano Virgilio scrisse sul ritorno di Enea alla “Antica madre” italica dei Troiani si configura, pertanto, come la più antica espressione del sentimento di unità nazionale, e la città di Còrito (Corneto Tarquinia) ne assume il ruolo di matrice in quanto progenitrice di Roma e del suo Impero. Alcuni hanno pensato che il poeta abbia inventato che Dardano fosse nato a Còrito (oggi Tarquinia) in Etruria, e lo abbia fatto per spirito nazionalistico nei riguardi dei Greci. Costoro, conseguentemente, svalutano la funzione che Virgilio, nelle vicende dell'Eneide, assegnava agli Etruschi ed alla città che egli chiamava Còrito (oggi Tarquinia). La cosa, invece, è di primaria importanza perché riguarda non solo la attendibilità di Virgilio, ma, come vedremo, sarà la chiave di comprensione di molti passi oscuri del poema. Il problema preliminare sarà, pertanto, quello di individuare quale fosse stata, nelle intenzioni del poeta, questa città. Secondo una antica tradizione, questa città, come abbiamo già visto (vd. p. 221 ss.), era Corneto (oggi Tarquinia). 2) LE INSEGNE DEL POTERE FEDERALE. Nella struttura dell'Eneide c'è una contraddizione. Da un lato Virgilio dice che gli dèi impongono ai Troiani di tornare alla “antica madre”, cioè a Còrito (oggi Tarquinia) in Etruria, dall'altro egli però farà poi approdare Enea nel Lazio vetus alla foce del Tevere. Egli poteva, tuttavia, definire “etrusco” questo fiume Nel Martyrologium Hieronymianum, alla data dell'otto Agosto, il nome di un santo è variamente attestato come Corithonis, Corinthonis, Corinthionis e Corvintonis. In un cippo funerario di età imperiale, il nome Corinthus è scritto Coritus (C.I.L., VI, 10013). Un figlio di Priamo, nel Diario della guerra di Troia di Ditti Cretese (IV, 7), è chiamato sia Chorithon che Corinton. Nella Biblioteca di Apollodoro (III, 12,5), egli ha il nome greco di Gorgythion. Anche la città greca di Corinto, nelle due menzioni fatte nel succitato Diario della guerra di Troia (VI, 2), è chiamata Choritus come la omonima città etrusca. Il fatto assume particolare significato se confrontato con quanto disse Isidoro di Siviglia (560-636 d.C.). Questi, in una occasione, sostenne che i fratelli Dardano e Iasio venivano dalla Grecia, in un'altra precisò che Dardano veniva da Corinto (Isidoro, Etimologie, IX, 2,7; XIV, 3,41). Isidoro, dunque, o la sua fonte, confondeva la etrusca città di Corythus/Corinthus con la greca Corinthos/Choritus al punto da ritenere che Dardano fosse partito da quest'ultima. Questi casi chiariscono l'intercambiabilità delle forme Còrito e Corinto. Analoghe oscillazioni si trovano nella lingua etrusca, per es. nelle varie forme del nome di persona Arath, Aranth, Arnth, Ar(n)thna e *Arnath (lat. Arruns = Arunte). *Arnath si ricava da Arnath-alisa (C.I.E., 1219). 663 Verg., Aen., III, 94-98; 154-171; VII, 195-242.

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Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

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