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Nel periodo della massima fioritura, i Micenei stabilirono numerosi contatti con le coste dell’Italia meridionale e delle sue isole: le Eolie, la Sicilia e soprattutto la Sardegna. In quest’ultima le influenze non si limitarono alle ceramiche, ma si estesero ai prodotti metallici. Lungo le coste dell’Adriatico si spinsero fino a risalire il corso finale del fiume Po. Nell’Italia centrale interna, risalirono forse il Tevere, e giunsero sull’Appennino, a Contigliano presso Rieti, ed a Piediluco presso Terni. In queste due località sono stati trovati frammenti bronzei di tipo egeo risalenti al XII-XI secolo, depositati però in ripostigli di X o IX secolo24. Lungo le coste meridionali dell’Italia tirrenica, i Micenei si spinsero fino a Vivara ed Ischia presso Napoli. Nell’Italia centrale tirrenica abbiamo prove di isolati contatti presso Latina e presso Ladispoli. Ne abbiamo però plurime subito dopo Civitavecchia, nei bacini idromontani del Mignone e del Marta, in quella parte d’Etruria che poi apparterrà in modo specifico alla lucumonia di Tarquinia. Frammenti di ceramica micenea di XIII secolo sono stati rinvenuti pure alle origini della valle del Fiora. Qui terminano le prove archeologiche finora trovate della salita dei Micenei lungo le coste tirreniche d’Italia (f. 9). Fig. 10 - Presenze micenee a Tarquinia e nelle zone limitrofe

I reperti ceramici rinvenuti nel bacino idromontano del Fiora, del Marta e soprattutto in quello del Mignone (alla cui foce è stata pure trovata un’àncora di tipo egeo) testimonia24

L. Vagnetti, Appunti sui Bronzi Egei e Ciprioti del Ripostiglio di Contigliano (Rieti), “MEFRA”, 86-2, 1974, pp. 657-671.

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Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

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