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(capitale dell’Impero Romano d’Occidente) e Tarquinia stessa (capitale d’Etruria) lo sono da due torrette poste su un piedistallo. Fig. 101- Tabula Peutingeriana

In piena epoca imperiale, troviamo ancora a Tarqiuinia la sepoltura del praetor Etruriae P. Tullio Varrone645. Più tardi, peraltro, la città fu la sede del Consularis Tusciae. Dagli Acta Santorum (9 agosto), sappiamo che, attorno al 250 d.C., un cristiano chiamato Secondiano fu inviato da Roma a Centumcellae (oggi Civitavecchia) ed a Colonia (Gravisca), il porto di Tarquinia, dove fu processato e martirizzato da Marco Promoto, consularis Tusciae646. La residenza di questo Consularis Tusciae era evidentemente Tarquinia. Il martire fu sepolto in Colonia (Gravisca). A Corneto (oggi Tarquinia) dove il santo divenne patrono se ne conservava un braccio. Un governatore della Tuscia e dell’Umbria, poi, sotto Diocleziano, si chiamava Tarquinius, nome che potrebbe essere significativo della città dov’egli svolgeva la sua funzione647. 12). Tarquinia “Città Regina” Da A. Palmucci, “Nuova ARCHEOLOGIA “, sett.-ott., 2007. Abbiamo pubblicato la traduzione dal Greco in Italiano di tutti i Libri Tagetici che Giovanni Lido aveva tradotto dal Latino in Greco, nel nostro lavoro “Aruspina Etrusca ed Orientale a Confronto”, Gruppo Editoriale l’Espresso, Roma, 2010.

Il bizantino Giovanni Lido (VI sec.d.C.), nel Proemio al De Magistratibus Populi Romani, 645

CIL, 3364. Acta Santorum, 8 Agosto. 647 L. Cantarelli, La diocesi italiciana, 1964, p. 116. 646

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Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

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