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sa636, al confine con la Misia637 di cui Telefo, padre di Tarconte, era re. Si diceva peraltro che ad Amaxitos avesse un tempo approdato Teucro, ritenuto capostipite dei Troiani, in alternativa a Dardano. Il nome di questa città poteva dunque suggerire agli Etruschi di Tarquinia varie connessioni mitostoriche che, al momento, noi possiamo solo congetturare. A titolo di pura ipotesi, si può immaginare che il testo, nel suo complesso, potesse ricordare lo sbarco nella Troade della mitica migrazione degli Etruschi di Còrito (Tarquinia), oppure il loro ritorno a Tarquinia condotto da Tarconte o da Còrito (figlio di Paride), o da Enea. Ai piedi della scalinata del tempio s’è trovato anche un cippo di marmo (II-III sec. d.C.) che in origine recava una scritta già scalpellata in epoca antica. Nel basso, però, si legge ancora: “Tarquinienses Foeder[ati]”638. E’ possibile che in origine il testo integrale contenesse un riferimento all’antica Federazione Etrusca, e che poi quel testo sia stato scalpellato per damnatio memoriae. Il tempio dinanzi al quale era il cippo dovrebbe esser comunque quello della Federazione Etrusca in epoca romana639. A Tarquinia, peraltro, si trova la quasi totalità delle attestazioni epigrafiche delle sepolture del capo della Lega: lo Zilath mechl Rasnal o lo Zilch Cechaneri640. E’ poi dal frontone di questo tempio che proviene la coppia dei famosi scalpitanti Cavalli Alati (vd. f. 102 a p. 245). Questi erano attaccati ad un cocchio del quale purtroppo rimangono solo il timone e i finimenti. Ma poiché da fonti romane noi sappiamo che il dio Vertumnus sapeva e poteva assumere sia l’aspetto dell’acrobata che volteggia da un cavallo all’altro sia l’aspetto dell’auriga641, noi possiamo immaginare che il personaggio che, nell’originale composizione del frontone, guidava i cavalli fosse stato il dio Vertumnus. 10). TITO LIVIO ED IL FANUM VOLTUMNAE. Tito Livio spiegò che le riunioni dove gli Etruschi, durante la prima metà del IV secolo, eleggevano il capo supremo avvenivano al Fanum Voltumnae, cioè nel tempio di Voltumna. Egli però non disse presso quale città si trovasse il tempio; pose comunque Tarquinia a capo di un esercito federale condotto contro Roma alla metà del secolo. In ogni caso, è da escludere ch’egli intendesse che il Fanum fosse a Volsini, come alcuni vorrebbero credere. Egli, infatti, in altra occasione, parlerà di Volsini, Perugia e Arezzo, e le presenterà tutte insieme come tre distinte “capitali d’Etruria”, ognuna del proprio singolo Stato: “Tres validissimae urbes, Etruriae capita, Volsinii, Perusia, Arretium”642. Lo specchio etrusco sopramenzionato, dove si vede il dio federale Veltun presente a Tarquinia, è proprio del IV secolo. Nello stesso secolo, nelle tomba François, come abbiamo visto, è ricordato un Tarquinio Romano e non un Volsiniese quale capo della coalizione di città etrusche alla quale la stessa Volsini apparteneva (vd. p. 229 e f. 94). 636

Tucidide, La Guerra del Peloponneso, VIII, 101, 3; Strabone, Geografia, IX, 5, 19; XIII, 2. Plinio, Storia Naturale, V, 124. 638 M. Torelli, Elogia Tarquiniensia, p. 16. 639 In quella etrusca il Fanum era verosimilmente sul colle della vicina Corneto (Corito), nel luogo della Corneto medioevale o presso il Mignone dove doveva trovarsi il luco di Silvano (cfr. Virgilio, Eneide, VIII, 597 ss.). Quella del dio Silvano/Fauno era una delle forme che Vertumnus sapeva assumere (Properzio, IV, 2). Silvano, similmente a Giove/Tinia e a Vertumnus era anche la divinità che proteggeva i confini e sanciva i patti e i giuramenti. Non è da escludere peraltro che in epoca etrusca il tempio dell’Ara della Regina fosse dedicato a Veltun Tinia/Silvano. In merito a questo argomento vd. A. Palmucci, Aruspicina Etrusca ed orientale a confronto, Roma, 2010, p. 81, n. 7. 640 Per lo Zilath: CIE Tarquinia 5360 (TLE 87); 5472 (TLE 137); 5811 (TLE 174); ThLE, s.v. Zilath. Per lo Zilch: CIE, Tarquinia, 5385 (TLE 90); 5423 (TLE 126). Vd. A. Maggiani, Appunti sulle magistrature etrusche, “StEtr” 62, 1996, p. 107. 641 Properzio, Elegie, IV, 11, 3-36: “Est etiam aurigae species Vertumnus et eius tracit alterno qui leve pondus equo (Vertumno inoltre ha l’aspetto di auriga e di colui che sposta il suo lieve peso da un cavallo all’altro)”. 642 Livio, op. cit., X,37; lo stesso significato ha dunque pur Caput Etruriae habebatur di Valerio Massimo “IX,1”. 637

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Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

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