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anteriore a quella in cui fu innalzata la stessa cinta etrusco-romana, sì che la lunghezza del cunicolo potrebbe corrispondere a quella occupata da precedenti strutture etrusche di epoca più antica, come già aveva supposto il Pasqui alla fine del 1800. 9). IL TEMPIO DI S. PANCRAZIO. Chiesa di stile gotico, costruita alla fine del sec. XII. Presenta tuttavia qualche reminiscenza romanica. Secondo la tradizione, l’edificio sarebbe stato in origine un tempio pagano posto dinanzi alla sede del Praetor Etruriae d’epoca romana, e sarebbe poi stato trasformato in chiesa cristiana. A riprova, se ne adduceva il ritrovamento di materiale etrusco-romano dentro il palazzo antistante, l’insolita forma pressoché quadrata del tempio, l’esistenza di un’ara di marmo per sacrifici (poi demolita), nonché la presenza, fino al 1612, di un battistero per immersione588. Sotto il piano del pavimento, è stata poi trovata una fila di quattro basi di colonne, estranee alla struttura portante dell’edificio fin dalla sua costruzione. La forma ottagonale potrebbe richiamare lo stesso stile gotico proprio della chiesa. Essi, però, pur essendo rimasti interrati per secoli, sono molto corrosi. Ciò fa supporre che abbiano avuto una lunghissima esposizione precedente alla costruzione della chiesa. Cautamente, possiamo pensare ad una tradizione di forme poligonali che potrebbe risalire ai pilastri delle tombe rupestri, come quelle di Canino, Veio, Cerveteri e della stessa Tarquinia: vedi i pilastri esagonali della tomba del Guerriero Giacente589. 5). CÒRITO CORNETO NELLA TRADIZIONE. Nell’anno 853, la Bolla del Papa Leone IV a Virobono vescovo di Tuscania menziona un fundum Corgitellu accanto ad un territorio Corgnetanensi. In alcuni atti notarili del 1004, del 1005 e del 1018, per nove volte troviamo scritto Corgitus e Corgetu invece di Cornietum590. Nell’anno 1224, abbiamo poi la variante *Crugentus591. La cosa si riscontra per un totale di undici volte in vari atti anche assai distanziati fra loro nel tempo; ed è ipotizzabile che Corgitus e Crugentus siano varianti grafiche di Corythus e Corynthus592. La “Y” sarebbe stata trattata come suono consonantico. Nella vita di S. Gugliemo d’Aquitania (? - 1157), composta dal discepolo Alberto (? – 1187), si dice che il santo per recarsi all’eremo agostiniano di Centumcellae passò per Corneto, un tempo detta Còrito dove Dardano è nato (Cornietum olim Corythum unde Dardanus ortus). Paolo Perugino (1280? - 1348) scrisse le Collectiones, un’opera mitografica presto perdutasi. Per fortuna, Giovanni Boccaccio (1313-1375) ne riportò alcune notizie nel proprio libro di mitologia. Egli disse: Secondo quanto afferma Paolo Perugino, risulta che Dardano fu figlio del re Còrito, al quale era simile anche nel carattere, e della moglie Elettra, ma che per nobilitarne la posterità fu attribuito a Giove. Infatti, fu uomo religioso e mite, come diceva lo stesso Paolo. Ebbe per fratello Iasio, anche se ci sono quelli che vi aggiungono Italo, Sicano e la sorella Candavia. Al re Còrito apparteneva la sola città di Còrito, così chiamata dal suo nome, ed era quella che oggi, secondo il parere di 588

L. D’Asti, Notizie Storiche ed Aecheologiche su Tarquinia e Corneto, p. 190: M. Corteselli e A. Pardi, Corneto com’era, Tarquinia, 1983, p. 123. 589 Vedi A. Palmucci, Gli Etruschi di Corneto (oggi Tarquinia), Tarquinia, 2005, p. 60 e f, 22. 590

Vedi C. Calisse, Documenti del monastero di San Salvatore sul monte Amiata riguardanti il territorio romano "sec. VIII-XII", “ASRSP”, XVI, 1983, pp. 298-345; XVII, 1984, pp. 95-129. 591 Si ricava da Crugentanus (Theiner, Cod. diplom. temp. S.S.,I, CXXXIV). 592 Si noti l’analogia delle alternanze Corythus/Corgitus/Crugentus con quelle del nome latino Còri-ton/Corinton/Corvinton (Còritone), e con quella del greco Corython/Gorgynthon (vd. n. 1).

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Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

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