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Nel luogo indicato, la doppia cinta è ancora visibile. Fig. 89 – Alberata Dante Alighieri: conci sporadici

Fig. 89. Sporadici grandi conci alla base delle mura che corrono lungo Alberata Dante Alighieri.

3). IL CUNICOLO E FONTANA NUOVA. Il sottosuolo della città è attraversato da due acquedotti di tipologia etrusca. L’uno va da sud-est a nord-ovest; l’altro, giusta la descrizione del Polidori, “risponde in questo e tira verso la chiesa del Salvatore”583. A grandi linee, essi potrebbero indicare rispettivamente il decumano ed uno dei cardi dell’antica città (f. 91). L’uno e l’altro sono simili nella struttura ad altri trovati a Tarquinii. Vi si poteva attingere acqua da vari pozzi che oggi però sono chiusi e dimenticati. Dalle descrizione del Pasqui sappiamo che, lungo il cunicolo-decumano, il primo pozzo “si trovava a 200 metri al di qua delle mura di Porta Romana nel mezzo dell’orto delle passioniste, il secondo nel cortile dell’ex ergastolo, il terzo sotto il fabbricato n. 32 appartenente al conte Falzacappa, il quarto presso la fabbrica n. 4 del signor P. Benedetti in via del Forno, il quinto nella piazza Sacchetti, l’ultimo presso la Ripa e dentro l’orto detto di Franzilla”584. 583 584

M. Polidori, Croniche di Corneto, Tarquinia, 1977, p. 80. A. Pasqui, op. cit., p. 515

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Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

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