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Fig. 87

Fig. 87. Tre file di conci etruschi in piazza Soderini 3, nei locali sotterranei delle caldaie del Museo Nazionale (Conci: cm. 90 x 53 x 53; 80 x 45 x 45; 75 x 51 x 35; ecc....). Da Bruno Blasi, “Boll. S.T.A.S.”, 1979.

C’è chi variamente ritiene che i resti di mura di cui abbiamo parlato siano appartenuti ad una cinta muraria l’VIII e l’XI sec.579 Ma, come ha osservato Andrews580, i grandi blocchi etruschi e romani possono a volte esser scambiati per altomedioevali. Nel nostro caso, infatti, non è pensabile che quando Corneto era solo una Torre (sec. X), e poi una Torre con Castello (secc. X-XI), esistesse un cinta muraria che, in aggiunta a quella del Castello, si estendesse per altri e due chilometri. Evidentemente, i resti attuali delle mura in questione appartengono alla più ampia e antica cinta della Civitas etrusco-romana581. Dentro di questa, durante l'alto medioevo, poterono però sussistere piccoli nuclei di case costruite accanto o sui resti degli antichi edifici, e dislocate soprattutto lungo la linea del grande acquedotto sotterraneo etrusco i cui pozzi attraversavano l’antica città. 579

L Dasti, op. cit. , p. 88 ; G. Tiziani, op. cit., p. 9 e ff. 5; 12; R. Chiovelli, op. cit. , p. 24 . D. Andrews, L’evoluzione della tecnica muraria nell’alto medioevo, inserto n. 6 in Biblioteca e Società, n. 1-2, giugno 1982, p. 5 nota 2; G. Tiziani, op. cit. , p. 9 e n. 11. 581 A rigore, alcuni dei grandi conci che si vedono nelle mura di Castello potrebbero appartenere a resti altomedioevali. Tiziani (op.cit. fgg. 5 e 12), ritiene che quelli fuori porta Castello siano di sec. VIII-IX; è però verosimile che a quel tempo il Castello di Corneto non esistesse ancora. 580

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Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

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