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In proposito, è indispensabile sapere che, nel Medioevo, solo alle sedi vescovili o agli avanzi di città ritenute ex sedi vescovili o di fondazione etrusca e romana veniva data la denominazione di Civitas. Per esempio, Tuscania era detta civitas Tuscana, perché etrusca e sede di diocesi; ed anche la piccola Orcla era chiamata civitas, però lo era per la sola presenza di ruderi antichi. Il centro, infatti, era privo d’importanza territoriale ed amministrativa560. Da svariati documenti dell’XI secolo, apprendiamo che pure il Castello e la Torre di Corneto o Corgitus (Corythus?) erano chiamati Civitas. Ciò evidentemente perché, come nella piccola Orcla, esistevano sul luogo resti etrusco-romani, e non perché la torre e il castello fossero grandi come una città561. La prima attestazione è del 1011. La dicitura che maggiormente ricorre nei Documenti Amiatini e nel Registro Farfense è “Castello torre di Corneto che è chiamato Civita”562. Si realizzi, peraltro, che nel nostro caso, non si trattava di una civitas che si chiamasse Corneto, bensì di un castello che veniva denominato anche Civitas come secondo nome (Castellum Turris de Corgnito qui Civitas vocatur). Ciò perché il Castello e la Torre di Corneto erano sorti su un luogo che, per la presenza di ruderi etrusco-romani, era stato ed era ancora comunemente denominato semplicemente Civitas. Allo stesso modo oggi è chiamato semplicemente “Civita” il luogo dove si trovano i ruderi etrusco-romani di Tarquinii. Via via, poi, che il Castello di Corneto si amplierà sui ruderi della vecchia Civitas, questi si ridurranno fino a scomparire per far luogo alle nuove costruzioni, e così scomparirà pure l’appellativo di Civitas. Sin dagli ultimi decenni de sec. XI la già saltuaria denominazione di Civitas diventerà rara fino a scomparire nel corso del sec. XII. Rimarranno però (e si vedono ancora) qua e là vari avanzi delle basi delle antiche mura etrusche; e su queste verrà ricostruita la prima cinta di mura medievali. In realtà, Corneto non aveva mai assunto la qualifica di Civitas. Il centro sarà veramente eretto a Civitas solo nel 1435 quando diverrà sede vescovile. In quella occasione, il papa Eugenio IV, nella stessa bolla con cui lo erigerà a diocesi, gli conferirà esplicitamente la relativa qualifica di Civitas563. l’analogia fra le alternanze Corythus, Corgitus e *Crugentus con quelle del nome personale latino Coriton, Corvinton e Corinton (Martyl. Hieron., 8 Ag.), nonché con quelle del nome personale greco Corython (Ditti Cretese, IV, 7) e Corgynthon ( Apollodoro, Bibl. St., III, 12,5). 560 S. Del Lungo, La toponomastica archeologica della provincia di Viterbo, Tarquinia, 1999, p. 153. 561 A. Palmucci, opp. citt. ; S. Del Lungo, loc. cit. 562 C. Calisse, op. cit. , 16, 1893, pp.343-345, nr. 48 ( Apr. 1011): “in ipsu castellu turre de Corgnitu qui Civitas vocatur”; 17, 1894, p. 103, nr. 53, (Marzo 1014/1015) : “in ipsu castellu turre de Corgnitus, qui Civitas vocatur”; p. 105, nr. 104 (Marzo 1014/1015) : “in ipsu castellu turre de Corgnitus, qui Civitas vocatur”; p. 107, nr. 55 (3 Apr. 1015): “intus civitate de Corgnieto). R.F. , IV, p. 2, nr. 603 ( anno 1009/1012): “in castello et civitate Corgnito”; R:F. , III, p. 216, nr. 505 (anno 1017): “in loco et castello qui civitas vocatur Corgnitum”; R.F. , V, p.221, nr. 1235 (anno 1045/46): “uno petio terrae cum casa posita intro ipsum castellum turris de Corgnito qui civitas vocatur”; R. F. , IV, pp. 225-226, nr. 824 (anno 1051): “infra Civitatem de Corgnito [...] In platea quae est iuxta aecclesiam quae vocatur Sancti Martini [...]. Infra suprasriptam Civitatem quae vocatur Corgnitum”; R.F., V, p. 49, nr. 1049 (anno 1080): “in palatio intus Castellum quod nominatur Civitas de Corgnito [...]. Aecclesia Sancti Petri sita iuxta castellum de Corgnito”; R.F., V, pp. 95-96, nr. 1099 (anno 1084): “Aecclesiam Sancti Petri extra muros Civitatis Chronetanae, et quicquid infra ipsam Civitatem vel foris habere videtur. Aecclesiam Sancti Peregrini et aecclesiam Sancti Angeli sub ripa, in integra proprietate sua”. 563 Vedi il testo della bolla papale in M. Polidori, Croniche di Corneto, Tarquinia, 1978, pp.144-148: “Eugenius Episcopus, Servus Servorum Dei [...]. Terram ipsam [...] in Civitatem erigimus, Civitatisque titulo et insignijs decoramus, ipsamque Terram ex nunc Civitatem Cornetanam volumus perpetuis futuris temporibus nuncupari [...]. Margheritae ecclesiam predictam in Cathedralem Ecclesiam erigimus eamque Dignitatis Episcopalis titulo insignimus”.

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Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

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