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vengono di nuovo definiti nei documenti dell’epoca gli abitanti del luogo551; e solo in un testo del 1014 avremo la prima esplicita menzione di persone sicuramente originarie552. Il luogo non era di certo un grande centro, bensì un nucleo di abitazioni poste prima accanto a una torre, e poi a una torre con Castello. Il sito è identificabile con quello che a tutt'oggi si chiama Castello di Corneto, ed ha ancora un’autonoma cinta muraria. Non è quindi pensabile, come alcuni vorrebbero, che i Cornetani del X secolo avessero già eretto la vasta cinta muraria che caratterizzerà invece il centro urbano del XIII secolo. Come vedremo, esistevano però i resti della vecchie mura etrusco-romane, che cingevano la deserta o semideserta antica Civitas. I pretesi trattati di navigazione e commercio che Corneto avrebbe stipulato nel 916 con Pisa, Ragusa, Genova e Venezia discendono da un errore di A. Guglielmotti che attribuì la notizia nientedimeno che al grande storico Antonio Muratori. Ma in quella data la Corneto medioevale non esisteva ancora o era solo una “Torre di Corgnito”, così non poteva aver stipulato simili trattati. Infatti, nessuna fonte li menziona e tanto meno il Muratori che, nel luogo citato da Guglielmotti, parla invece del trattato stipulato da Corneto con Pisa nel 1173 quando Corneto sarà una vera importante città553. Agli inizi del ‘900, l’errore di Guglielmotti è stato recepito da L. Dasti. Purtroppo, ai nostri giorni è ancora recepito da T. Tiziani, da G. C. Traversi e particolarmente da R. Chiovelli che ancora nella sua ultima opera, pubblicata con L’Erma di Bretschneider, sostiene che Corneto nel decimo secolo abbia non solo avuto rapporti con Roma e l’interno della Tuscia, ma abbia pure stipulato trattati di commercio con Pisa, Ragusa, Genova e Venezia. Anche I. Serchi, pur evitando l’errore di Gugliemotti, ha seguito alcune delle principali deduzioni di Chiovelli554. Ma, partendo dalla errata credenza che già prima del mille Corneto sia stata una notevole città, l’esistenza dei grandi conci di tipo etrusco alla base delle sue mura non può esser correttamente valutata.

Nel 1004 troviamo ancora: “Castello o Torre di Corgetu”555. Accanto al Castello c’era il vicus, secondo la formazione tipica dei centri medioevali. Infatti, nel 1005/6, troviamo “Vico del Castello e Torre di Corgetu”556. La forma particolare Corgetus e Corgitus del nuovo nome dato al vico, castello e torre apparirà, nei Documenti Amiatini, per nove volte fra gli anni 1004 e 1018557. Nel 1224 troveremo la variante *Crugentus558. Queste particolari forme ricordano, nella scrittura, in nome di Corythus o Corynthus, che nella tradizione virgiliana era quello dell'antica città etrusca patria di Dardano, capostipite dei Troiani559. 551

P. Egidi, Un documento cornetano del X decimo, “Boll. Dell’Ist. Storico Italiano”, 34. 1914, pp. 4-6: “abitator in castello ...turre de Corgnetu...Actum in castello de Cornetu”, 552 I Placiti del “Regnum Italiae”, II, 2, Roma, 1955, p. 538, nr. 284: “isti de Cognito”. 553 A. Muratori, Antiquitates Italicae Mediae Aevi, vol IV, col. 401. 554 A. Guglielmotti, Storia della marina pontificia, p. 103; L. Dasti, Notizie storiche ed archeologiche di Tarquinia e Corneto, Tarquinia, 1910, p. 289; G. Tiziani, Le fortificazioni di Tarquinia medioevale (Corneto) “Quaderni della Biblioteca dell’Arch. com. di Tarquinia” 3, 1985; G. C. Traversi, Tarquinia, Relazione per una storia urbana, Tarquinia, 1985, p. 59; R. Chiovelli, Preliminari ad uno studio cronologico delle mura di Corneto, “BollSTAS”, 25,1996, p. 24; Tecniche costruttivemurarie medievali, Roma, L’Erma di Bretschneider, 2007, p. 182; I. Serchi, Analisi delle mura medievali di Corneto (Tarquinia), dai nuovi dati degli scavi archeologici, “BollStas”, 2007, p. 361, ss. 555 C. Calisse, Documentidel Monastero di S. Salvatore sul Monte Amiata riguardanti il Territorio Romano “secc. VIII-XII”., “ASRSP” 16, 1893, pp.335-336, nr.44 (Genn. 1004): “in Castello aut turre de Corgetu”. 556 C. Calisse, op. cit. , 16, 1893, pp.337-338, nr. 65 ( Apr. 1005/6): “in Vico de Castellu et turre de Corgetu [....]. In Vico et Castellu et Tturre de Corgeto”. 557 Vd. C. Calisse, op. cit. , 16, 1893, pp. 335-336, nr. 44 (Genn. 1004), quattro volte; pp. 337-338, nr.65 (Apr. 1005/1006), tre volte; 17, 1894, pp. 112-114, nr.58 (Maggio 1018), due volte. Un omonimo fundum Corgitellum, posto fra Montalto e il territorio di Corneto, era stato menzionato anche nella sopra citata Bolla emessa da Leone IV nell’850. 558 Si deduce da Crugentanus (Theiner, Cod. Dipl. Temp. , S. S. 1, 134). 559 Si può pensare che la “y” di Corythus e Corynthus sia stata trattata come un suono consonantico. Devo al compianto amico Francesco Della corte, titolare della Cattedra di Latino all’Università di Genova, il suggerimento della possibile trasformazione grafica di Corythus in Corjitus > Corigitus > Corgitus. Si noti

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