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Alberto Palmucci

PARTE SECONDA D A O R I E N T E A D O C C I D E N TE

Capitolo Quinto CONSIDERAZIONI

1). CONSIDERAZIONI Se ci furono migrazioni dall’Oriente, la loro più importante meta dovette esser Tarquinia. Una ragione in più sta nel fatto che è da questa città che poi iniziò la conquista della regione e la diffusione dell’aruspicina. Sul piano mitostorico, Tarconte, venuto dall’Oriente, stabilisce le norme dell’aruspicina, fonda Tarquinia e, in subordine, tutte le altre città dell’Etruria e della valle Padana. Sul piano archeologico, il primato del territorio della futura lucumonia di Tarquinia si era già maturato dai contatti che esso ebbe fin dal XIV secolo col mondo miceneo. Questi contatti sono documentati dalla ceramica di Luni sul Mignone, San Giovenale, Monte Rovello, Norchia, e da uno specchio rinvenuto in una tomba della stessa Tarquinia. Un’ancora di tipo egeo è stata trovata alla foce del fiume Mignone. Per l’età compresa fra Bronzo finale e primo Ferro, l’insediamento del Calvario, sul colle di Corneto (oggi Tarquinia), è il più vasto che si conosca, e pare possa aver ospitato qualche migliaio di abitanti. Il materiale protoetrusco, poi, ritrovato sui monti di Allumiere e Tolfa e nelle necropoli dei poggi di Tarquinia, ma soprattutto quello delle necropoli di Corneto (Arcatelle, Le Rose, Villa Falgari) sembra essere più antico di quello dell’Etruria settentrionale e della valle Padana. Dovrebbe non essere un caso che Tarconte, fondatore di Tarquinia e, in subordine, delle altre città etrusche e padane, è presente sia nella tradizione erodotea, sia in quella misia, sia in quella troiana. Potrebbe anche esser indicativo il fatto che nell’Eneide, Tarconte riceve il troiano Enea proprio a Corito (oggi Tarquinia) meta del ritorno dei Troiani nel seno della ”antica madre”. In alcune fonti etrusche, poi, Tarconte è istruito nella divinazione una volta dal tarquiniese Tagete, un’altra dal troiano Caco, e un’altra ancora dal lidio Tirreno. Pare, dunque, che per gli Etruschi la figura di Tarconte fosse il ponte mitostorico che univa tutte le tradizioni, e che Tarquinia sia stata il principale centro delle immigrazioni. Dal centro delle immigrazioni inizia, poi, ovviamente la conquista della regione. Dice infatti Strabone che Tarconte fondò Tarquinia e in subordine ogni altra città d’Etruria. E sono addirittura le fonti etrusche a narrare che egli fondò pure tutte quelle della Padania. Lo scrittore etrusco Aulo Cecina disse: Tarconte, dopo aver varcato l’Appennino con l’esercito, dapprima fondò la città che allora chiamò Mantova dal nome che il padre Dite ha nella lingua etrusca [...]. Lì ordinò il calendario, e parimenti consacrò il luogo dove fondare dodici città525. 525

Scholia Veronensia all’Eneide, X, 200.

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Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

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