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Fig. 76 - A: Lullingstone “nave troiana”; B: Tarquinia “barchette”

Certo, con le vele spiegate, le navi dei Pelescet sulle quali navigavano i Popoli del Mare, dovevano sembrare uccelli erranti sulle acque. Se non il nome, almeno la figura delle navi dei Pelescet, terminanti con poppa e prua a forma d’uccello, dovrebbe avere ispirato al faraone le immagini suggestive con le quali egli si esprime quando dice che il dio degli Egizi era pronto a catturare gli invasori “come uccelli nelle reti”, e che “per prenderli fu preparata una rete; e quelli che entrarono nelle foci del fiume vi rimasero intrappolati e vi caddero dentro”. Anche le navi troiane raffigurate in un mosaico britannico d’epoca imperiale presentano a prua una protome d’uccello (f. 76). Il che farebbe pensare che agli antichi romani della Bretagna potesse esser in qualche modo pervenuta una tradizione che attribuiva ai Troiani l’uso dello stesso tipo di nave che noi sappiamo essere stato quello dei Popoli del Mare. Tuttavia, il tipo di nave raffigurato nel mosaico britannico presenta la protome solo a prua mentre gli originali modelli delle navi dei Popoli del Mare presentano la protome sia a prua che a poppa. Hugh Hencken ha notato che la doppia protome d’uccello avrebbe il suo archetipo in un oggettino, trovato nella Tomba I di Grunwald presso Monaco. Esso ha la forma di una lunula terminante a protome d’uccello nelle due estremità (f. 72:5); appartiene al periodo chiamato Hallstatt A1 (XII sec. a.C.) cioè alla stessa epoca in cui le barche dei Pelescet tentarono di penetrare nel delta del Nilo. Nota poi lo Hencken che quel tipo di imbarcazione si ritrova pure in un modellino proveniente da Somes River a San Mare in Romania settentrionale (f. 73:2). Egli però non considera che la sagoma di quel tipo di imbarcazione con protome d’uccello a poppa ed a prua si ritrova pure graffita nelle più antiche figurazioni litiche dell’Europa settentrionale ed in alcuni oggetti di bronzo e d’osso dell’Italia settentrionale (ff. 73; 74). E, nuovamente a noi, come nel caso delle armi, viene alla mente il fatto che le tradizioni greche facevano partire proprio dall’Italia le migrazioni pelasgiche verso oriente.

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Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

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