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vano ancora in quei luoghi, e convivevano con i nuovi arrivati497. Nel V sec. a.C. esistevano ancora e parlavano la loro lingua diversa dal Greco e simile all’Etrusco (vd. pp. 42-44). Altri poi dovettero ritirarsi nella Tessaglia; ma, scacciati dai Greci, iniziarono una nuova migrazione sia verso l’Africa e l’Anatolia sia verso le regioni del Mediterraneo occidentale. Dagli antichi scrittori greci le mitiche migrazioni verso l’Italia furono variamente raccontate. 2). ELLANICO DI LESBO (V SEC. A.C.). Da un frammento sappiamo che Ellanico disse che la città di Metaon, a Lesbo (sua isola natale) era stata fondata da un tirreno di nome Meta498. Da un secondo frammento sappiamo pure che egli parlò di una migrazione di Tirreni dall’isola di Tenedo (dinanzi a Troia), all’isola di Lemno (vd. pp. 38 e 39)499. Da un terzo frammento apprendiamo ch’egli trattò della venuta di Enea, assieme ad Odisseo, in Italia dove avrebbe fondato Roma (vd. p. 152). Da un quarto frammento riferito con qualche libertà da Dionigi di Alicarnasso (fine I sec. a.C.) sappiamo infine che egli avrebbe scritto: Frastore fu figlio di Pelasgo, loro re, e di Menippe, figlia di Peneo; Amintore fu figlio di Frastore, Teutamide lo fu di Amintore, e Nanas di Teutamide; durante il regno di Nanas i Pelasgi furono cacciati dal loro paese dai Greci; così lasciate le navi presso il fiume Spina (oggi il Po), nel golfo Ionico (Mare Adriatico), presero Croton, città che era al centro del territorio (gr. mesogenia), e, partiti di lì occuparono quella che noi ora chiamiamo Tirrenia500. Notiamo subito che il conduttore della migrazione in Italia, è Nanas figlio di Teutamide. Quest’ultimo dovrebbe essere quello stesso i cui figli Pyleo ed Ippòtoo avevano portato soccorso da Larissa a Troia assediata dagli Achei. Pyleo poi era colui che secondo gli abitanti di Lesbo aveva colonizzato la loro isola. I fatti narrati da Ellanico dovrebbero esser dunque ambientati al tempo che seguì la rovina di Troia, e dovrebbero rientrare nelle mitiche migrazioni troiane, pelasgiche e tirreniche avvenute a seguito di quella rovina. E’ pensabile che si dicesse che la terra dalla quale i Pelasgi furono scacciati fosse stata quella stessa Larissa (in Tessaglia o nella Troade) donde Omero aveva fatto venire in soccorso di Troia i Pelasgi di Pyleo figlio di Teutamide. Nei frammenti di Ellanico possiamo comunque ritrovare l’eco di varie tradizioni. •

Una migrazione di Tirreni dall’Italia verso le isole e le coste dell’Anatolia. In particolare, i Tirreni avrebbero colonizzato l’isola di Lesbo (fondando Metaon), quella di Tenedo e quella di Lemno.

Una venuta (o ritorno) in Italia di profughi troiani guidati da Enea.

Una contemporanea venuta in Italia di micenei reduci da Troia guidati da Odisseo.

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Strabone, Geografia, XIII, passim. Stefano di Bisanzio, De urbibus, s.v. Metaon. 499 Ellanico di Lesbo, FGrH, 4, 7; C. De Simone, I Tirreni a Lemno, Firenze, 1996, p. 73. 500 Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, I, 28. Dionigi si basa su questa citazione per pretendere che Ellanico avesse detto che “I Tirreni prima si chiamavano Pelasgi, e che presero il loro attuale nome dopo che si stabilirono in Italia”. 498

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Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

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