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stimoniare la contemporanea presenza a Troia e nel territorio di Tarquinia (Luni sul Mignone) di anse cilindro rette (vd. p. 94 e ff. 41 e 42). Certamente non è un caso che nei luoghi dove in Etruria, come a Tarquinia e nelle regioni limitrofe, si trovano reperti micenei ed orientali, là si trovano pure i reperti troiani o pseudotroiani. Fig. 70. Tarquinia > Monte Rovello

Possiamo ipotizzare che tra la fine del XII e la metà dell’ XI sec. a.C., dal nord e dal sud, genti diverse portatrici di varie culture arrivarono nel territorio della futura lucumonia tarquiniese. Come già abbiamo visto, per coloro che venivano dal Mediterraneo orientale, la rotta per la regione di Tarquinia era stata già aperta sia dagli stessi Micenei che fin dal XIV secolo avevano approdato alla foce del Mignone, attratti dall’allume dei monti di Allumiere, sia da coloro che dalla mitica Còrito (Tarquinia) avevano emigrato a Troia ripercorrendo a ritroso la rotta già indicata dai Micenei. Significativa è l’àncora litica di tipo orientale rinvenuta nelle acque della foce del Mignone (vd. p. 25). La valle del fiume Mignone divide Tarquinia dai suoi vicini monti. Su questi, a Monte Rovello (Allumiere), in una capanna rettangolare tardo appenninica di XI secolo, Odoardo Toti ha trovato un frammento di ceramica tardo micenea databile fra il 1120 e il 1050 a.C. All’interno di questa capanna ne ha trovata una più piccola, pure rettangolare tardo 167

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Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

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