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tri, Còrito era figlio di Paride e di Elena413, e si chiamava pure Dardano414. Sembrano giochi di parole, ma verosimilmente siamo dinanzi ai frammenti scomposti della ragnatela mitica che gli antichi intesserono attorno alla parentela degli Etruschi di Còrito (oggi Tarquinia) con i Troiani. Abbiamo già visto come si dicesse che ad Hamaxitos, nella Troade, avesse approdato Teucro, ritenuto capostipite dei Troiani, in alternativa a Dardano. Il nome di Hamaxitos, per i suoi agganci con le origini di Troia, poteva dunque suggerire agli Etruschi di Tarquinia varie connessioni mitostoriche che, al momento, noi possiamo solo congetturare. A titolo di ipotesi, si può immaginare che il testo, nel suo complesso, potesse ricordare sia/o lo sbarco ad Hamaxitos, nella Troade, della mitica migrazione degli Etruschi di Còrito (oggi Tarquinia), sia/o il loro ritorno da Hamaxitos a Còrito (oggi Tarquinia) condotti da Còrito figlio di Paride o da Tarconte o dallo stesso Enea. Il residuo “...VCIT...” che rimane dell’ultima riga della lapide potrebbe essere restituito in DVCIT o CONDUCIT (conduce). Il nome di Tarquinia (etr. Tarchu-na), peraltro, ripete quello di Troia (itt. Tarui-sa / *Tarhui-sa) se non altro per la comune derivazione da quello del “Dio della Tempesta” anatolico, variamene chiamato Taru, Tarui, Tarhui, Tarhu-n e Tarhu-nta, e protettore sia di Troia415 che di Tarquinia416. Se poi il testo del Liber Linteus di Zagabria, come noi riteniamo, è un calendario liturgico dettato dal divino Tagete (etr. Tarchies) a Tarconte (etr. Tarchunus), il sepolcro o il cenotafio di Enea (cerethi Enas) ivi menzionato potrebbe riferirsi a quello dell’Ara della Regina che, peraltro, è il tempio più grande d’Etruria417. Il sepolcro o il cenotafio (con l’epigrafe rinvenuta ai suoi piedi) che è in cima alla scalinata del tempio dell’Ara della Regina, potrebbe esser dunque quello di uno dei mitici fondatori venuti dall’oriente: Tarconte, ma anche Còrito.figlio di Paride, o addirittura Enea.

27). SCHEMA DELL’ORIGINE DEGLI ETRUSCHI NELLE FONTI ETRUSCHE Di quanto fin qui abbiamo riferito riassumiamo ora in un uno schema i documenti prodotti dagli stessi Etruschi.

Le scene raffigurate nel vaso di Vulci e nello specchio di Tarquinia (vd. p. 145 e f. 66) dove si vede Venere che salva Enea perché possa condurre in Etruria i profughi Troiani;

IL Ludus Troiae sul vaso di Tragliatella (vd. p. 129 e f. 57);

La più antica raffigurazione di una famiglia che emigra da Troia mentre i Greci occupano la città (vd. p. 128 e f. 56);

la presenza di Tarconte fra i Troiani nella scena incisa in uno specchio etrusco di quarto secolo a.C. (vd. p. 110 e f. 49);

413

Nicandro, in Partenio, Narrazioni Erotiche, IV, 34; Eustazio, Omero, p. 1479; Tzetze, Omerica, vv. 440-442. Dionisio Scitabrachione, Ad Omero, 3, 40; Eustazio, Omero, p. 380. 415 Nel trattato di vassallaggio che Alaksandu, re di Wilusa-Taruisa (Troia), fece con l’imperatore ittica, è scritto che la città era sotto la protezione del “dio della Tempesta”. 416 Vedi il nome del mitico fondatore della città, Tarchon, venuto dalla Misia in Etruria insieme ad Enea. 417 A. Palmucci, Il Fanum Voltumnae Era a Tarquinia, cit. p. 210. 414

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Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

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