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I due esegeti virgiliani non vedevano contrasti fra questa origine ateniese dei Troiani e l’origine etrusca di Dardano cantata da Virgilio, tanto è vero che attribuivano allo stesso Virgilio l’intenzione di alludere, in due passi del poema, all’origine ateniese dei Troiani407. Il nome del demo attico di Troes e la tradizione legata ad esso potrebbero infatti esser connessi con la presenza ad Atene di quegli “Etruschi” dell’Italia centrale che i Greci chiamarono Tirreni e Pelargi 408. Questi sarebbero poi ripartiti verso le isole Egee (Lemno, Imbro, Lesbo, Samotracia, Tenedo) e le coste occidentali dell’Anatolia. Secondo la tradizione virgiliana, poi, gli Etruschi da Samotracia si portarono in Anatolia dove fondarono Troia. In lingua etrusca, peraltro, come abbiamo visto, non esisteva il nome di Dardano. Esisteva tuttavia quello di Teucro (etr. Tevcrun). Esso è documentato su uno specchio di Preneste del IV-III sec. a.C. Quel che abbiamo detto ha la sua importanza nella interpretazione d’una epigrafe rinvenuta a Tarquinia. Qui, in cima alla gradinata del tempio dell’Ara della Regina, esiste ancora un altare di VI sec. a.C., sopravvissuto alle posteriori ristrutturazioni dell’edificio. Ai piedi dell’altare è stato trovato un sepolcro vuoto o comunque un cenotafio risalente allo stesso VI secolo. Accanto ad esso è stata pure rinvenuta un’epigrafe mutila che forse voleva ricordare il titolare del sepolcro409. …CHO… …TRURIA… …ARQUINI… …O HAM… … V C I ... La prima riga contiene i resti del nome latino di [Tar]cho[n] (Tarconte) oppure di Cho[rithon] (Còrito). La seconda, la terza e la quarta contengono rispettivamente i resti dei nomi [E]truri[a], [T]arquini[a] ed Ham[axitos]410. Hamaxitos era il nome della città dove si diceva che avesse approdato Teucro quando dall’Attica arrivò sulle coste della Troade. I Greci poi e particolarmente gli Ateniesi, come già abbiamo visto, sostenevano che Teucro era stato il capostite dei Troiani, in alternativa a Dardano411. Il frammento contenuto nella prima riga è stato comunemente ricostruito come Tarchon (Tarconte), il leggendario fondatore di Tarquinia, venuto dalla Misia. Io stesso l’ho ipotizzato in precedenti lavori, ed ho cercato di connettere la figura di Tarconte con la troiana città di Hamaxitos. Ma a quel tempo non mi ero accorto che il frammento della prima riga può essere ricostruito anche come Chorithon (Còrito). Questo è un nome troiano e come tale è più connettibile con quello della troiana città di Hamaxitos. Chorithon, nel Diario della guerra di Troia (IV, 7) di Ditti Cretese, è la forma grafica latina del nome di Còrito, uno dei figli di Priamo re di Troia. Ma, Còrito, secondo Servio, era anche il nome d’un figlio di Paride e di Enone, e sarebbe stato lui, e non Enea, a condurre i profughi Troiani in Etruria dove avrebbe fondato, o rifondato, la città di Còrito (oggi Tarquinia) (vd. pure pp. 121-123). Servio riporta anche un’altra versione, secondo cui Dardano, figlio di Còrito, aveva fondato in Etruria la città di Còrito (oggi Tarquinia)412. Ma è sorprendente che, secondo altutelam colendi populo praestare, constat enim apud Troianos principe loco Minervam cultam» ; III, 281: «Nam et Vestam ideo Troiani colunt, quia eadem terra est, terrigenos autem Athenienses nemo dubidat». 407 Virgilio, op. cit., II 188: «Neu populum antiqua sub religione tueri» ; III, 281 : «Patrias palestras». 408 Strabone, Geografia, V, 2,7; Dionigi di Alicarnasso, Antichità Romane, I, 22. 409 M. Bonghi Jovino, in L’Ara della Regina di Tarquinia, Università degli Studi di Milano, p. 21. 410 Pochissimi vocaboli latini iniziano per Ham ... . Si può pensare al luco di Hamae in Campania, o meglio ad Hamaxitos nella Troade (vd. A. Palmucci, “Archelogia”, 12, 2002; Gli Etruschi di Corneto, Tarquinia, 2005, p. 110. 411 Callino ed Eraclide Pontico, in Strabone, Geografia, XIII, 1, 47-48. 412 Servio, ad Verg. Aen, III, 170.

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Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

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