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ucciso in duello da Diomede. Fra i documenti etruschi abbiamo • • •

un vaso di Vulci (470-460 a.C)332, una trozella di provenienza ignota (ca. 460 a.C.)333, uno specchio etrusco (f. 66) di Tarquinia (350- 300 a.C.)334.

Su questi tre reperti è raffigurato un episodio dell’Iliade di Omero nel quale Venere salva il figlio che sta per essere ucciso in duello da Diomede. Per rendersi conto del significato che ha oggi per noi questa scena dobbiamo porla in relazione con quanto Virgilio dice nell'Eneide. Il poeta canta che due volte Giove concesse a Venere di salvare Enea dalla morte, ma che lo fece solo perché Enea avrebbe poi dovuto riportare a Corito (oggi Tarquinia) in Italia gli esuli troiani335. Si capisce allora il significato che hanno per noi gli episodi omerici raffigurati dagli Etruschi di Vulci e di Tarquinia molti secoli prima che Virgilio li riprendesse nell’Eneide. Il poeta, verosimilmente, rielaborò in chiave romana una tradizione etrusca dove l’Etruria era stata la nuova patria degli esuli Troiani.

13). ENEA PORTA SU UNA SPALLA LA MADRE VENERE DA TROIA IN ETRURIA. Lo stesso autore dell’anello sul cui castone si vede Enea che porta s’una spalla il padre Anchise col cesto dei Penati (f. 62 A), ne fabbricò un altro dove stavolta sulla spalla di Enea non c’è il padre, ma la madre Venere: sopra la testa della dea è chiaramente scritto Turan ch’è il suo nome etrusco (f. 62 B)336. Evidentemente, l’autore dell’anello si rifaceva a un tradizione secondo la quale il culto della maggiore dea etrusca Turan era stato portato in Etruria dai profughi Troiani. Vari secoli dopo, i Romani cercheranno di appropriarsi di questa leggenda (vd. p. 155).

14). LA FORMA ETRUSCA DEL NOME DI ENEA Sopra le figure graffite s’uno specchio bronzeo da Chiusi, oggi scomparso, si leggevano i nomi di Eina (Enea), Menerva (Minerva), Clutmsta (Clitennestra) ed Elcste (Alessandro)337. Conosciamo due nomi etruschi di famiglia, uno è Eina di Chiusi, l'altro è Einana di Tarquinia338. Il primo è identico al nome etrusco di Eina (Enea), il secondo è formato da Eina (Enea) più il suffisso na dei gentilizi etruschi. Si diceva pure, come già abbiamo visto (p. 141), che esistesse, in Etruria, una città di nome Eneia (gr. Aineia, etr. *Eina > Ena)339, e sembra che questa città possa essere la stessa che nel Liber Linteus è denominata “Ena” (< Eina “nome etrusco di Enea”)340. 332

L.I.M.C. , cit., n. 41 L.I.M.C. , cit., n. 42 334 L.I.M.C. , cit., n.43 335 Virgilio, op. cit. , IV, 227-231. 336 P. Zazov, Etruskische Skarabaen, 1968, p. 43, nr. 45 e tav. XIV, 45. 337 W. Helbig, Bull. dell'Inst. 1882; Gerard, Etr. Sp., V, 103, tav. 85 a; L.I.M.C., I, 1, s.v. Aineias, n. 206. 338 Per entrambi i gentilizi, vedi Th.L.E. , pag. 124. 339 Stefano Bizantino, op. cit. , s.v. Aineia. 333

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Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

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