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dal vaso etrusco del VII secolo (vd. p. 56 e f. 129), sì che la tradizione d’un apporto di gente venuta dall’oriente potrebbe risalire al tempo della formazione della nazione etrusca.

Fig. 62 - Documenti etruschi A

B

Fig. 62. Coppia di anelli etruschi (500 – 475 a.C.) prodotti da un unico artefice. A) Enea porta il padre Anchise su una sola spalla come nelle monete di Eneia. Però stavolta Anchise esibisce in bilico su una sola mano il cesto dei Penati di Troia. Alla fine del I sec.a.C. questo particolare verrà ripreso da Teodoro nella Tabula Iliaca e dai Romani. B) Enea porta la madre Turan (Venere) su una sola spalla. La dea esibisce qualcosa che le pende da una mano. La sua testa è compresa fra la scrittura etrusca Turan.

La raffigurazione di Enea che sostiene Anchise su una spalla si vede anche su un vaso vulcente del 470 a.C. Ma stavolta è la moglie di Enea, che reca in mano un fagotto; e non siamo sicuri che questo assolva alla funzione di contenitore delle divinità troiane (f. 63). Nella città di Veio sono state, infine, rinvenute quattro statuette di Enea che regge Anchise sulla spalla sinistra (f. 64)327. Qui, tuttavia, il padre non ha con sé il contenitore dei Penati. Gli dèi Troiani sono raffigurati anche sul retro di uno specchio etrusco del III sec. a.C.328

327

A. Alfoeldi, op. cit. ; G. Karl Galinski, Aeneas, Sicily and Rome, Princeton, University Press, 1969; Marta Sordi, Il mito troiano e l'eredità etrusca di Roma, Milano, Jaca Book, 1989. 328 M. Lejeune, Inscriptions étrusques de la colletion Froehner, “StEtr”,22, 1962-3, pp.132, f.2.

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Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

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