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stessa concessione i Greci fecero ad Enea perché si diceva che anch'egli avesse favorito la presa della città. Egli andò a stabilirsi in Etruria dove accolse pure Odisseo e i fratelli Tarconte e Tirreno (vd. p. 147, ss). Lo stesso favore i Greci potrebbero aver concesso a Còrito o Corinto in cambio del fatto che, in precedenza, egli aveva guidato la loro flotta fino alla spiaggia di Troia. Secondo altre fonti, però, il giovane Còrito o Corinto si chiamava anche Dardano283, ed era figlio di Paride e di Elena284. Ed è piuttosto a costui che, proprio perché figlio di Elena, i Greci dovrebbero aver permesso di portar via i profughi troiani; e proprio perché si chiamava anche Dardano potrebbe esser quello stesso Dardano che in Etruria, secondo la tradizione riportata da Elio Donato (vd. sopra), fondò o rifondò Còrito o Corinto (oggi Tarquinia). E forse proprio il valore equivalente dei due nomi, Còrito e Dardano, portati dal fondatore della etrusca città di Còrito (oggi Tarquinia), dovette consentire a Virgilio di sostenere che il capostipite etrusco dei Troiani fosse Dardano figlio di Còrito (vd. pp. 159-160). *** Secondo un’altra leggenda, fu Telefo a guidare la flotta greca fino alla spiaggia di Troia (vd. p. 108). Egli era il re della Misia, ma era nato in una regione greca chiamata Còrito o Corinto, ed era stato figlio adottivo del re Còrito o Corinto,. Si diceva che anche lui, dopo la guerra di Troia, avesse condotto una colonia in Italia. Si diceva pure che lui stesso, o suo figlio Tarconte, avesse fondato Tarquinia Cori(n)to285. Egli avrebbe pure avuto una figlia chiamata Roma che avrebbe sposato Enea, e dato il nome alla città di Roma286. Si noti il parallelismo fra il nome di Còrito o Corinto (figlio di Paride e di Enone o di Elena), conduttore della flotta greca e fondatore della città etrusca di Còrito o Corinto (oggi Tarquinia), e il nome del re Còrito o Corinto, padre di Telefo conduttore della flotta greca e fondatore di Tarquinia (Còrito o Corinto). Si ricordi, infine che Corinto, detta anche Còrito287, era il nome della città greca donde Demarato, soprannominato il Corinto, venne fra i Tarquiniesi, e, secondo Strabone, vi divenne re288. Il gioco delle omonimie deve aver avuto un peso notevole nella struttura delle varie leggende riguardanti Cori(n)toTarquinia. 4). Arctino e gli Etruschi Omero, nell’Iliade, canta che mentre Enea è in duello con Achille il dio Poseidone dice agli altri dèi: Suvvia, noi stessi allontaniamo la morte da Enea ... Il suo destino è di salvarsi affinché la stirpe di Dardano non finisca isterilita e cancellata ... Già il Cronide (Zeus) ha preso ad odiare la stirpe di Priamo, ma ora la forza di Enea regnerà sui Troiani e sui figli dei figli che nasceranno dopo di lui289. Sugli sviluppi di questa profezia, nacquero due interpretazioni. Una che credeva che Enea ed i suoi discendenti avessero a lungo regnato su Troia ricostruita dopo la sua distruzione, ed un’altra che vedeva Enea regnare in una nuova terra sui profughi Troiani. Ambedue erano “storicamente“ 283

Dionisio Scitabrachione, Scolio ad Omero, III, 40; Eustazio, op. cit. , pag. 380. Nicandro, in Partenio, loc. u.cit. ; Eustazio, Omero, p. 1479; Tzetze, Omerica, vv.440-442. La doppia n n tradizione secondo cui l'etrusca città di Cori to risulta fondata una volta da Cori to figlio di Paride troiano, e n n un'altra da Dardano figlio di Cori to etrusco dimostra l'intercambiabilità del nome di Cori to (figlio di Paride n e di Enone) con quello di Cori to-Dardano (figlio di Paride e di Elena). 285 Stefano Bizantino, op. cit., s.v. Tarchonion e Tarchynia. 286 Plutarco, Vita di Romolo, I. 287 Ditti Cretese, Diario della Guerra di Troia, 155. 288 Strabone, Geogravia, V, 2; VIII, 5. 289 Omero, Iliade, XX, 30 ss. 284

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Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

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