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Alberto Palmucci

PARTE SECONDA D A O R I E N T E A D O C C I D E N TE

Capitolo Secondo IL RITORNO DEI TROIANI (L A L E G G E N D A T R O I A N A I N E T R U R I A) Ripreso e aggiornato dal n. 60 di Atti e Memorie dell’Accademia Nazionale Virgiliana di Mantova; dai nn. 24 e 31 di Aufidus (Università di Bari); da Anatolico ed Indogermanico (Università di Innsbruck, 2001)

1). TARCONTE IL VECCHIO E LO SPECCHIO DI BOLSENA. Il riferimento mitostorico al più antico contatto fra la Troade e l'Etruria si ha in una tradizione che ci è giunta frammentata e corrotta. In un frammento di Gneo Gellio (II sec. a.C.) si dice che Il re Marsia inviò Caco ed il frigio Megales come ambasciatori al tirreno Tarconte che li imprigionò. Caco fuggì, tornò in patria, poi rivenne in Italia con truppe più forti, ed andò ad occupare il regno intorno a Volturno (nome etrusco della città di Capua) ed alla Campania; ma, avendo osato attaccare gli Arcadi (che abitavano sul colle Palatino, vicino al Tevere), fu ucciso da Ercole. Megales, invece, trovò rifugio presso i Sabini ai quali insegnò l'arte degli àuguri264. Elio Donato ci fornisce un altro frammento: Bisogna sapere, come affermano antichi autori, che sia Enea che moltissimi troiani furono espertissimi nell'arte degli àuguri. Alcuni, poi, dicono che, al tempo del regno di Fauno, il re Marsia li inviò dalla Frigia, ed essi insegnarono agli Itali la disciplina degli àuguri265. Si diceva dunque che Caco e Megales erano troiani. Del resto, Kukunna fu il nome di colui che regnò a Troia prima di Alaksandu (vd. p. 106). In Italia, il nucleo originario della leggenda veniva dall’Etruria, dove era molto diffuso e variato. Sui graffiti di uno specchio proveniente da Bolsena (f. 51), si vede un bosco dove Caco è sorvegliato dai fratelli Aulo e Celio Vibenna. Egli è ispirato da un dio (Silvano? 266 - Vertumnus?), e profetizza suonando la lira. Seduto accanto a lui, un personaggio di nome Artile (= piccolo Arunte) ha sulle ginocchia due tavolette iscritte. La medesima scena, con qualche variante, si vede su cinque urne funerarie di Chiusi, Sarteana 264

In Solino, Miscellanea di cose memorabili, 1, 18-19. Servio Danielino, Ad Verg. Aen., 3, 359. 266 L. Luschi, Cacu, Fauno e i venti, "StEtr", 57, 1991, p. 105, ss. 265

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Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

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