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Alberto Palmucci

PARTE SECONDA DA ORIENTE A OCCIDE NTE Capitolo Primo IL RITORNO DEI TIRRENI Abbiamo già visto che gli storici antichi parlavano di migrazioni di genti tirrene dall’Italia in varie isole Egee fra cui Lemno e Samotracia. Abbiamo anche già detto che la tradizione virgiliana sosteneva che i Tirreni della etrusca città di Corito Tarquinia emigrarono a Samotracia, e da qui in Anatolia dove i suoi nipoti fondarono Troia. Se questa città è quella che nei testi ittiti è chiamata Taruisa, e se questo nome deriva da quello del dio Taru o Tarhui o Tarhunt, essa è omonima di Tarquinia. Virgilio sostenne pure che Enea, dopo la fine di Troia, raccolse molti superstiti, li ricondusse in Italia, e che Enea stesso giunse fino a Corito Tarquinia, antica madre della stirpe. Ora, quel che rende produttivo l’accostamento dei Turuscia (E-truschi) dei popoli del Mare a quei *Trusyan (Troiani e Tyrsanoi) che dall’Anatolia (Troia, Misia, Lidia) vennero in Italia a seguito della rovina di Troia è il fatto che, dopo i tempi oscuri che seguirono la fine dell’impero ittita, sulle coste occidentali dell’Anatolia (già occupata dai Popoli del Mare, Turuscia compresi) nacquero i regni della Misia e della Lidia, che nella famiglia dei loro primi re vantavano personaggi che avevano il nome di Tirreno (gr. Tyrsenos o Tyrrhenos). *** A ottanta miglia marine da Lemno, sul luogo dell’antico regno anatolico di Seha, troveremo la Misia governata da Telefo. Si diceva che egli fosse nato nella terra del re Còrito, in Arcadia, e ne fosse figlio adottivo. Era poi emigrato nella Misia. Si diceva pure che aveva sposato una donna della casa reale di Troia, alla quale vennero dati più nomi: Iera, Astioche e Laodice. Queste due ultime erano specificamente indicate l’una come sorella, e l’altra come figlia di Priamo re di Troia. Telefo ebbe tre figli: • •

Euripilo, che durante l’assedio dei Greci a Troia, condusse un esercito di Cetei (Ittiti) in soccorso della città258 (cfr. Tarhunta che soccorse Wilusa-Troia). Tarconte (cfr. Tarhunta) e Tirseno (cfr. Turuscia), che dopo la guerra di Troia, vennero in Etruria, dove si unirono ai profughi troiani portati da Enea (vd. p. 147, ss.). Tarconte fondò o rifondò Tarquinia (la nuova città del dio Tarhui), e Tirreno fondò Cere. Nei graffiti di una specchio etrusco di III sec. a. C. si vede Tarconte a colloquio con Priamo re di Troia (f. 49 a p. 115).

Secondo una variante, Telefo stesso portò i Cetei (Ittiti) in Italia dove fondò Tarquinia259 258 259

Omero, Odissea, XI, 519. Excerpta Latina Barbari; Stefano Bizantino, Tarchonion.

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Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

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