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Quanto ai Troiani, molti emigrarono in cerca di zone più sicure, ed in questa ricerca scesero dalla Troade e dalla Misia lungo le coste dell’Anatolia, sciamarono nelle isole Egee assieme agli altri Popoli del Mare, e tentarono pure di stabilirsi nel ricco Egitto. Negli ultimi tentativi di invasione dell’Egitto mancano infatti gli Achei, ma ci sono ancora i Turuscia (Tirreni) e per la prima volta i Teucri (cioè i Troiani) e i Pelasgi. Alcuni Troiani però rimasero in patria e ricostruirono la città. Nell’Iliade se ne trova un’anticipazione: il dio Poeseidone predice che, dopo la guerra, la forza di Enea regnerà sui Troiani e sui figli dei figli e su quelli che verranno dopo di loro252. Da questa predizione nacquero tre tradizioni: 1. una secondo cui Enea, nipote di Priamo re di Troia, ricostruisce la città; 2. un’altra secondo cui egli regnò sui profughi Troiani da lui condotti in Italia; 3. una terza, riferita da Dionigi di Alicarnasso, secondo cui “Enea, figlio di Afrodite, una volta stabilita in Italia la sua gente, se ne sia ritornato in patria e abbia regnato in Troia, trasmettendo alla fine il regno al figlio Ascanio i cui discendenti tennero il potere per moltissimo tempo” 253. Distinte nel tempo, Troia avrebbe dunque avuto due mitiche fondazioni partite dall’Italia. Una delle quali da parte di emigranti venuti da Corito-Tarquinia (come voleva Virgilio), e un’altra da parte di Enea ritornato dall’Italia (come pretendeva Dionigi). Tutto questo, oggi trova qualche conforto •

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nella scoperta che il DNA dei Toscani è in parte simile a quello delle popolazioni dell’Anatolia e selettivamente a quello degli abitanti dell’isola di Lemno (questa si trova a 32 chilometri di mare davanti a Troia); nelle iscrizioni rinvenute nell’isola di Lemno” (VII-VI sec. a.C.) redatte in una lingua e con un alfabeto simili a quelli etruschi; in una certa somiglianza dell’etrusco con le lingue antiche del vicino oriente. Nei reperti archeologici per cui ciotole, anse cornute e vasi cordonati trovati a Troia sono simili nella forma a quelli trovati in Italia, compreso il territorio di Tarquinia.

*** La nuova Troia durò un paio di generazioni, finche attorno al 1100 a.C fu nuovamente distrutta non sappiamo da chi: forse dai Frigi. Questi erano venuti dalla Macedonia254, e dovevano essersi stanziati in varie regioni dell’Anatolia nord occidentale già prima della canonica guerra di Troia255. Omero, nella sua Iliade, li pone infatti fra gli Alleati dei Troiani256. Strabone, però raccontava pure come si dicesse che i Frigi, dopo aver attraversato il mare della Tracia, avrebbero ucciso il re di Troia e 252

Omero, Iliade, XX, 306. Dionigi di Alicarnasso, Antichità Romane, I, 53: “Alcuni scrittori negano del tutto che Enea sia venuto in Italia insieme coi Troiani; altri affermano che si tratta di un altro Enea, non del figlio di Afrodite e di Anchise; altri che capo della spedizione fu Ascanio, figlio di Enea; altri ancora fanno nomi diversi. Alcuni poi sostengono che Enea, figlio di Afrodite, una volta stabilita in Italia la sua gente, se ne sia ritornato in patria e abbia regnato in Troia, trasmettendo alla fine il regno al figlio Ascanio, e che i discendenti di questo abbiano tenuto il potere per moltissimo tempo”. 254 Erodoto, Storie, VII, 73. 255 Strabone, Geografia, XII, 8.4 256 Omero, Iliade, II, 862. 253

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Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

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