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riferimento all’esistenza in Italia d’una città di Dardano richiamava di certo l’etrusca città di Còrito patria di Dardano capostipite dei Troiani. Ma l’origine italica dei Troiani non piaceva né agli antichi Greci e Romani, né ai Bizantini del Medioevo; così il passo fu espunto dal testo, e ne rimase fuori per molti secoli. Esistevano però la riduzione in prosa del parafraste e le attestazioni degli scoliasti; così, per stornare definitivamente dall’Etruria la città di Dardano, il bizantino Giovanni Tzetze (sec. XII) scisse il lago di Salpe dalla etrusca città di Dardano, e sostenne che il lago si trovasse nella Daunia (Apulia), e che la città di Dardano si trovasse lontano dal lago fra i Dardani dell’Illiria o della Macedonia. Seguendo le suggestioni di Tzetze si poté così rendere accettabile la terzina di Licofrone, preferire “i principi della Daunia” a “i principi d’Italia”, e reinserirla timidamente nel margine d’una pagina del codice E241. Quanto alle “alture di Salpe”, lo stesso Licofrone, in un diverso passo della sua opera, scrisse che i coloni venuti dalla Lidia in Etruria conquistarono tutto il territorio che va dall’Umbria alle alte cime dei Salpi242. Questi Salpi dovrebbero corrisponde ai Salpinati o Sappinati menzionati da Tito Livio fra gli alleati dei Volsinesi in una delle guerre combattute fra gli Etruschi e Roma243. Ora, se l’antica Volsini, come oggi si vuole, corrisponde alla odierna Orvieto (Vulsini Veteres), i Salpinati di Tito Livio dovrebbero corrispondere a quelli della odierna Bolsena (Vulsinii Novi)244 che si trova accanto al lago che oggi porta il suo nome, ma che in antico si chiamava lago Tarquiniese245. Ora, la città di Dardano non doveva esser considerata troppo lontana al lago Tarquiniese. Ciò anche perché nella tradizione virgiliana la città dove era nato Dardano, capostipite dei Dardani Troiani, era Còrito (oggi Tarquinia). 2) L’altra regione europea abitata dai Dardani è l’Illiria. Solino (II, 51) vi poneva un popolo di Dardani ritenuti d’origine troiana. L’Illiria era ubicata nei territori che oggi fanno parte della ex Iugoslavia e dell’Albania. A nord confinava coi Veneti, e a sud arrivava a comprendere la Macedonia e l’Epiro. Conosciamo ben poco della lingua illirica. Abbiamo due sole iscrizioni, una delle quali travata in Bosnia. I dati archeologici la pongono fra il VI e il V sec. a.C.. Secondo le letture che vengono proposte, essa avrebbe uno sconcertante contenuto perché alcune sue parole sembrano aver qualche rapporto con la lingua etrusca246. D’altra parte, l’Epiro e la Macedonia fecero parte delle regioni dove avrebbero sostato i mitici emigranti che dall’Italia centrale Tirrenica si portarono ad Atene, alle isole Egee e in Anatolia. Ricordiamo l’oracolo pelasgico di Dodona in Epiro, e la fondazione in Macedonia delle città di Elimia e di Aiane da parte dei sovrani tirreni Elimia ed Aiane figlio di Elimo: nomi etruschi a loro volta stranamente somiglianti a quelli che alcune tradizioni attribuivano a personaggi siculi e troiani quali Elimo fratello di Enea. Molti oggi ritengono che questi Dardani avrebbero emigrato in Anatolia, e sarebbero gli stessi abitanti della città di Dardano nella Troade, quegli stessi D.R.D.NY (Dardani) che i testi geroglifici egizi menzionano fra le genti che coadiuvarono gli Ittiti nella battaglia combattuta a Kadesh nel 1274 a.C. 241

Per il testo greco del parafraste di Licofrone vedi Lycophroinis Alexandra, ed. L. Mascialino, Lipsia, 1964, p. 95; per il testo greco di Tzetze vedi Lycophronis Alexandra, II (Scholia Continens) di E. Scheer, 1958, p. 333. 242 Licofrone, Alessandra, v. 1361. 243 Tito Livio, Storia di Roma, V, 31. 244 C. Moreschini, note a Tito Livio, Storia di Roma dalla sua Fondazione, V-VII, Milano, 1987, p. 380. 245 Oggi, tuttavia, viste le connessioni fra l’Apulia, la Daunia e i Dardi, molti ritengono che Licofrone intendesse riferirsi a Salapia, una città che Strabone poneva in Apulia presso una laguna (Strabone, Geografia, VI, 284), e si congettura che la città di Dardano fosse da quelle parti. 246 F. Villar, Gli indoeuropei e l’origine dell’Europa, trad. it. , Bologna, 1997, pp. 367-368.

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Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

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