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un figlio di nome Latino che ne ereditò il trono232, ed una figlia di nome Alba che sposò Enea e diede il nome alla città di Alba233. Lo schema di queste vicende dovette in origine essere stato ambientato in Etruria, e poi trasferito nel Lazio assieme alla leggenda di Enea. E’ infatti significativo che fra i re di Alba discendenti di Telefo e di Enea troveremo un Silvio Tarquinio234; e fra i re di Alba, ci sarà pure un crudele Tarchethius (=Tarquinio), in casa del quale nasceranno i gemelli fondatori di Roma (vd. p. 156). 6). TARCONTE FIGLIO DI TELEFO E DI ASTIOCHE SORELLA DEL RE DI TROIA Tarconte, come sappiamo, era figlio di Telefo re della Misia. Telefo, come pure sappiamo, ebbe varie mogli, od una sola alla quale la leggenda attribuì vari nomi: • • • •

Argiope, figlia di Teutrante, già re della Misia; Hiera che morì combattendo contro i Greci che avevano invaso la Misia scambiata per la vicina Traode235; Astioche figlia di Laomedonte re di Troia; Laodice figlia di Priamo re di Troia, figlio di Laomedonte.

Telefo ebbe pure tre figli: Tarconte, Tirreno ed Euripilo. Racconta Omero che quest’ultimo portò un esercito di Ittiti (gr. Cetei. Cfr. eg. Ketti = Ittiti) in soccorso di Troia assediata dai Greci. Telefo, secondo le tarde notizie del bizantino Tzetze (XIII sec. d.C.), aveva avuti tutti e tre i figli da Iera236. Però un più antico scolio all’Odissea di Omero presenta Euripilo come figlio di Astioche. Dagli scoli poi all’Eneide di Virgilio si può dedurre che Telefo aveva avuto tutti e tre i figli da Astioche, sorella di Priamo re di Troia (vedi nota)237. 7). TARCONTE FIGLIO DI ALESSANDRO-PARIDE? In uno specchio etrusco di IV sec. a.C. (f. 49 a p. 115) si vedono alcuni personaggi al di sopra dei quali è scritto in etrusco il loro nome. A destra si vedono Priamo, re di Troia, e suo figlio Alessandro. Sopra il primo è scritto Priumne (Priamo); sopra il secondo Helasntre (Alessandro). Sul lato sinistro dello specchio, la dea Minerva guarda un giovane con la bulla al collo. Questi, a sua volta, le si rivolge con un braccio alzato. Sullo sfondo della scena, il tempio della dea. Sopra la testa di Minerva è scritto il nome etrusco Menerva. Sopra quella del giovane, fra le ossidazioni dello specchio, stando alla lettura del Nicholls, è scritto Tarch […]238 che è la radice della forma etrusca del nome di Tarconte (cfr. itt. Tarhunta). La presenza di Tarconte (che qui è un ragazzo con la bulla al collo) che aveva la moglie di nome Roma. Egli divenne re degli Aborigeni, e fondò Roma (in Festo, op. cit., s.v. Roma); oppure, furono i suoi figli Romo e Remolo a fondare la città Callia (in Dionigi di Alic., op. cit., I, 72). 232 Malelas, Chronicon, VI, 162. 233 Excerpta Latina Barbari. 234 Vedi la tavola sinottica dei re di Alba in C. Trieber, Zur Kritik des Eusebios - Die Konigstafel von Alba Longa, “Hermes”, 29, 1894, pp. 124-125. 235 Tzetze, Antehomerica, 275; Chil.,XII,949. 236 Per Tarconte e Tirreno vd. Tzetze, Ad Lyc. Alex., 1248; per Euripilo, vd. Tzetze, Posthom. 558. 237 Scolio Ad Hom. Od. XI, 520; Euripilo, per Elio Donato, è figlio di Telefo e di Astioche figlia di Laomedonte: “Eurypylus filius Telephi, Herculis et Auges filii, ex Astioche Laomedontis filia (Servio Dan. , Ad Verg. Buc. 6, 72) “. Lo stesso autore, in altra occasione presenta Tirreno come figlio di Telefo (Servio Dan. ,Ad Verg. Aen. 8, 558: “Tyrrheno Telephi filio”), e Tarconte come fratello di Tirreno (Servio Dan. ,Ad Verg. Aen. 10, 198: “Tarchone Tyrrheni fratre”). 238 R. V. Nicholls, Corpus Etruscorum Speculorum, Great Britain, Cambridge, 1993, II, 17. Contra: M. Martelli, Sul nome etrusco di Alessandro, “StEtr”, LX (1994), pp. 166-168.

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Dna etruschi e troia di alberto palmucci  

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