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Anno scolastico 2013/2014

RELAZIONE FINALE Didatec

Classe di LORIZIO MARIO (FGPS010008)

Corsista: Cattelan Tarcisia


Anno scolastico 2013/2014

INTRODUZIONE Le nuove tecnologie hanno trasformato profondamente la relazione comunicativa tra studenti ed insegnanti, modificando gli stili di apprendimento, le strategie formative e le metodologie educative. Negli ultimi anni numerosi progetti si sono susseguiti nelle scuole per introdurre la cosiddetta “didattica digitale” e consistenti risorse sono state investite per allestire ambienti di apprendimento idonei. Un cambiamento così radicale, dunque, non può non investirci in prima persona in quanto “formatori” nel mondo della scuola.

ASPETTATIVE

Fin dal 1992 ho frequentato corsi di informatica, a partire da quelli di alfabetizzazione, necessari per acquisire le competenze di base, e via via sempre più approfonditi, ma, molto spesso, ripetitivi fino alla noia. Per questo motivo le mie aspettative iniziali su questo corso erano modeste, ma conoscere meglio, anzi sperimentare e utilizzare nuove tecnologie nella didattica quotidiana, con gli alunni di V classe nella quale mi sono trovata da operare solo per questo anno scolastico, mi ha spinto ad affrontare il corso DIDATEC avanzato al quale mi ero iscritta più di un anno fa e che avevo quasi dimenticato.

PERCORSO FORMATIVO Già dal primo incontro con il tutor e con i colleghi corsisti, che in parte già conoscevo perché del mio stesso Istituto, si è instaurato un clima sereno di condivisione e di collaborazione. Ho trovato interessanti i moduli delle aree tematiche proposte e da subito mi sono soffermata su alcuni “materiali” che proponevano argomenti che da tempo volevo approfondire, come ad esempio: “Multimedialità a scuola” “Risorse digitali per la didattica” “ICT nella didattica curricolare e per il potenziamento delle competenze chiave”.


Anno scolastico 2013/2014 Dopo questa prima fase di studio dei materiali il tutor ci ha guidati a completare il •

Format – DESCRIZIONE DEL CASO

e la •

SCENEGGIATURA DELL’ATTIVITA’ DIDATTICA

che ciascuno di noi aveva deciso di sperimentare, in aula, con i propri alunni. La mia scelta era ricaduta sull’attività “Racconta la tua scuola con i numeri”proposta dalla Società Italiana di Statistica in un concorso bandito per la Scuola Primaria, che ho proposto alla classe di affrontare in due modi: •

in aula, in maniera tradizionale con carta, penna,colori, riga, squadra, compasso, goniometro;

in laboratorio di informatica usufruendo di tutti i mezzi tecnologici disponibili.


Anno scolastico 2013/2014 I ragazzi accettano la proposta con entusiasmo, discutono su quali siano i “caratteri” da indagare per presentare al meglio la loro realtà, si aggregano a coppie e si suddividono i compiti da svolgere.

Tutte le fasi previste dall’indagine statistica • elaborazione dei quesiti da somministrare al campione statistico •

somministrazione dei quesiti

spoglio delle risposte

elaborazione matematica delle risposte (traduzione in percentuale)

rappresentazione grafica con diagrammi di vario tipo

tengono impegnati gli alunni per circa un mese, in quanto avevamo stabilito di dedicare a questa attività un’ora alla settimana per tutto il mese di aprile.


Anno scolastico 2013/2014 Nella prima settimana di maggio, tutte le coppie di “rilevatori” erano pronte con il lavoro manuale e il materiale cartaceo ed ansiose di misurarsi con le nuove tecnologie che, normalmente, utilizzano solo per giocare o navigare in Internet, ma che comunque forniscono a tutti loro una buona dimestichezza con gli strumenti tecnologici. Tutti si sono mostrati entusiasti e si sono impegnati a partecipare attivamente e responsabilmente alla trascrizione di tutti i dati con l’utilizzo del software di calcolo che nessuno aveva mai sperimentato, ma che la presentazione fatta contemporaneamente a tutto il gruppo classe con l’ausilio della LIM presente nel laboratorio, ha semplificato notevolmente. Non hanno incontrato difficoltà ad • assimilarne il linguaggio specifico (foglio, cella, ecc) • riconoscerne i pulsanti più semplici (unisci e centra, somma automatica, ecc) • operarci, in funzione di quanto ci eravamo proposti, anche coloro che normalmente sono caratterizzati da un coinvolgimento poco attivo e che, spesso, incontrano difficoltà a stare al passo con lo svolgimento delle attività didattiche proposte e rallentano il ritmo della classe.


Anno scolastico 2013/2014

L’entusiasmo è salito alle stelle quando hanno scoperto la facilità con cui i dati raccolti venivano rappresentati con tabelle semplici e a doppia entrata, trasformati in percentuali, visualizzati con i grafici, di svariati tipi, che il foglio di calcolo di Excel mette a disposizione e calcolata la “media”.


Anno scolastico 2013/2014 Inoltre, sono rimasti “meravigliati” dalla differenza di tempo impiegato per realizzare le due attività e immediatamente propongono di fare quello che, secondo me, più amano e più sanno fare in INTERNET, ossia ricercare immagini attinenti alla propria indagine.

E, osservando le varie coppie al lavoro e ascoltando i loro commenti la prima riflessione che è ho riportato alle colleghe con cui ho condiviso la gestione della classe, è stata che “l’attività svolta nell’aula di informatica ha veramente favorito la partecipazione di tutti gli studenti in un ambiente non competitivo, in cui ciascuno è responsabilizzato: i timidi sono facilitati dalla mediazione della macchina a esporsi, i più capaci imparano meglio insegnando agli altri, i meno abili possono trovare una maggiore motivazione. Ogni studente riesce a personalizzare il proprio processo di apprendimento secondo gli spazi, i tempi, i ritmi a sé più congeniali”.


Anno scolastico 2013/2014

CONCLUSIONI Il percorso formativo “DIDATEC” mi ha fatto riflettere sull’uso delle tecnologie in didattica, sulla convenienza o meno del loro utilizzo in termini di “valore aggiunto”. Non è, infatti, la semplice organizzazione, sviluppo e distribuzione di contenuti con il supporto delle tecnologie digitali che produce miglioramenti nelle dimensioni e nelle dinamiche dell’apprendimento “di qualità”. Occorre che le tecnologie siano utilizzate, ad esempio, come “strumenti cognitivi”, come strumenti di collaborazione, di costruzione, di condivisione di esperienza, di rappresentazione di conoscenza, per evidenziare un miglioramento degli apprendimenti. È fondamentale, quindi, che a scuola docenti e studenti parlino lo stesso linguaggio verbale, non verbale, multimediale. Occorre ridisegnare a scuola gli ambienti di apprendimento, in modo da utilizzare le TIC come componenti addizionali ma costitutive delle nuove scansioni didattiche. L’insegnante nel contesto della classe digitale non è più il focus dominante della comunicazione ma il mediatore di processo che favorisce l’interattività, una connettività reale e virtuale tra gli alunni ed il mondo circostante. Le tecnologie informatiche e multimediali possono favorire l’accesso ad informazioni non precostituite (come quelle del libro di testo) e migliorare la dimensione acquisitiva grazie a specifici accessi metodologici e riflessioni metacognitive. Le attività didattiche vanno ripensate come spazio intenzionale che crei curiosità, interesse, motivazione, scoperta, ricerca negli alunni.

Si deve favorire allora un

ambiente di apprendimento collaborativo che coinvolga docenti e alunni nella costruzione del sapere, utilizzando i tanti strumenti, che il web 2.0 ci mette a disposizione. A mio avviso queste sono le caratteristiche di un BUON APPRENDIMENTO con le tecnologie: 1. deve essere attivo, basarsi sull’osservazione e sulla manipolazione; 2. deve essere costruttivo, rendendo espliciti i risultati e facendo riflettere sulle attività svolte e sulle osservazioni fatte; 3. deve essere intenzionale, orientato ad un obiettivo che lo studente condivide; 4. deve essere autentico, contestualizzato nella realtà in cui oggi si vive; 5. deve essere cooperativo, in una collaborazione tra pari.


Relazione finale