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IO, ME E IL MIO CLOWN di Gaetano Basile Il clown come molti pensano non è un personaggio né una maschera come nella commedia dell’arte,è molto di più Il clown è un modo di essere, di stare in scena, come nella vita, il clown è essere. Uno non agisce come clown, uno è clown: nell’immaginario collettivo la figura del clown è una figura dai vestiti super colorati, che fa smorfie stereotipate .Questo non è essere clown. Bisogna dire che il clown contemporaneo è un clown intimo che nasce da dentro,pura energia, non ha sesso ed è puro spirito . Essere clown “implica” accettare i nostri difetti e portarli dinanzi a tutti rendendoli forza, arma vincente del nostro essere. Bisogna vedere se stessi,conoscere le proprie azioni e reazioni, il proprio modo di essere, di camminare e vedere le cose. Cercare il proprio clown è la ricerca del sé ridicolo. Bisogna cercare di essere naturali. Bisogna giocare in maniera spontanea con uno stato di energia molto elevato. Il tuo clown arriva a catturare l'attenzione della gente e rubare il loro cuore. Se lo si fa con una energia ordinaria,il risultato potrebbe essere deludente. Bisogna accettare le debolezze personali per essere clown, ciò ci permette di ottenere la massima libertà, la libertà di correre dei rischi. Il clown vive nell’errore creando la propria magia, e la gente questo lo capisce e partecipa abbattendo la quarta parete, creando un gioco collettivo, un gioco che rende il tutto reale, perché i sentimenti sono reali. Il primo esercizio che si fa per scoprire il proprio clown è la scoperta del pubblico; un modo per scoprire il nostro clown in scena e scoprire i nostri sentimenti che portiamo dentro, per poi donarli al nostro pubblico. Se fosse uno schema pressoché sarebbe cosi: io entro – scopro il pubblico – scopro i miei sentimenti – scopro chi sono –mi emoziono – il pubblico si emoziona – io esisto, io sono clown più o meno cosi. Il clown è imperfezione il clown è wabi-sabi, "se un oggetto o un'espressione può provocare dentro noi stessi una sensazione di serena malinconia e un ardore spirituale, allora si può dire che quell'oggetto è wabi-sabi". Richard R. Powell I migliori clown sono i bambini, sono ingenui,vulnerabili,innocenti. Il clown è ingenuo. E’ sempre felice di avere un pubblico con cui condividere la sua innocenza e la sua vulnerabilità. Per questo in scena il clown fa qualsiasi cosa,perché è innocente e non è previsto che lui


possa fare del male. Il clown non si sa difendere (ma può prendersi la rivincita dopo). Egli mostra tutta la sua vulnerabilità ed è questo che lo rende più umano ed è per questo che arriva ad agganciare i sentimenti del pubblico. Goffo e stupido. Sempre un errore o gaffe. Curioso come un bambino ,Sognante e realistico allo stesso tempo. Comunque oggi il clown contemporaneo non deve essere ingenuo e non solo anzi deve essere intelligente con qualche pizzico di cattiveria. Potremmo dire che il clown di oggi lavora con degli archetipi universali più psicologici, gioca di più con le emozioni del pubblico, offrendo anche situazioni della vita quotidiana che il pubblico identifica. In generale, la maggior parte dei clown può essere buoni attori, ma per un attore può essere difficile essere un buon clown. Questo perché un clown è molto diverso da un attore. Il clown vive e reagisce ad ogni stimolo esterno. Per il clown non c'è quarta parete, come nel teatro tradizionale, vive in un mondo reale, condivisa da tutti. Un clown non è un attore, un clown è un clown. Un attore può fare un personaggio che non ha nulla a che fare con la loro personalità. Ma il clown è già dentro di te, ci sta. Dentro di noi ci potrebbero essere vari tipi di clown .Ma nonostante ci sarà uno di loro che sarà il predominante , più simile a ciò che siamo. Gaetano Basile


io, me e il mio clown