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Notizie, Eventi, Luoghi, Persone per vivere Terracina e dintorni

vita da canile, CERCASI AMORE All’interno

LA BANDA, UNA STORIA TERRACINESE SOCIETà

5 SENSI

SPORT

Gli auspici per il 2014 di personaggi, sportivi e uomini di cultura

Ripartono i corsi per diventare provetti pizzaioli

L’alpinista Daniele Nardi, dai monti Lepini all’Himalaya

anno II numero 9 Gennaio Febbraio 2014 mensile gratuito 12.000 copie

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Notizie, Eventi, Luoghi, Persone per vivere Terracina e dintorni

IL CORPO BANDISTICO UNA STORIA TERRACINESE All’interno

VITA DA CANILE, AMORE RANDAGIO SOCIETà

5 SENSI

SPORT

Gli auspici per il 2014 di personaggi, sportivi e uomini di cultura

Ripartono i corsi per diventare provetti pizzaioli

L’alpinista Daniele Nardi, dai monti Lepini all’Himalaya

anno II numero 9 Gennaio Febbraio 2014 mensile gratuito 12.000 copie

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IL SOMMARIO

Notizie, Eventi, Luoghi, Persone per vivere Terracina e dintorni

VITA DA CANILE, CERCASI AMORE All’interno

LA BANDA, UNA STORIA TERRACINESE SOCIETÀ

5 SENSI

SPORT

Gli auspici per il 2014 di personaggi,

Ripartono i corsi per diventare

L’alpinista Daniele Nardi,

sportivi e uomini di cultura

provetti pizzaioli

dai monti Lepini all’Himalaya

società

sport

5 sensi

pag 10,33

pag 44,50

pag 34,41

Gli auguri di personaggi, sportivi e intellettuali pag. 10

Intervista a Daniele Nardi, il temerario alpinista di Sezze pag. 44

Folk a metà, festival di musica popolare della Pontinia pag. 34

Il canile comunale e suoi 200 randagi pag. 18

Una cena “vip” per sostenere il Memorial Falcone pag. 47

LE BUONE ABITUDINI IN CUCINA pag. 36

Viaggio nel cuore della banda musicale pag. 28

Tutti in campo, uno sguardo agli sport locali pag. 48

Il tocco esotico della moda primavera-estate pag. 37

Intervista al maestro Gaetano Palmacci pag. 30

“Messere Porte-Cicli Tornesi”, team che non conosce avversari pag. 50

È il matrimonio “misto” banco di prova dell’amore pag. 38

anno II numero 9 Gennaio Febbraio 2014 mensile gratuito 12.000 copie

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Registrazione n. 4 del 05/06/2013 presso il Tribunale di Latina Direttore responsabile Andrea Ferrari Anxurmedia C.F. 91126790590 Via Roma 10 Terracina (LT) Responsabile commerciale Paola Carnevale Cell. 389.1281999 - Tel. 0773.709048 anxurmedia@gmail.com Progetto grafico ed impaginazione Tango marketing & comunicazione www.tango360.it In redazione Helena Antonelli, Fabio Arduini, Francesco Avena, Ilario Bassiano, Salvatore Citarella, Mary Crottini, Laura Di Raimondo, Andrea Ferrari, Danilo Mastracco, Massimiliano Mattei, Alessandro Marangon, Raffaele Moro, Lillina Olleia, Stefano Pandolfi, Simone Pizzati, Diego Roma, Luciano Savarese, Paolo Vecchio La collaborazione ad articoli e servizi è da considerarsi del tutto gratuita. Per contattare la redazione scrivere a tlive.redazione@gmail.com Foto Studio Fotografico Controluce Via Adriano, 8/10 Terracina (LT) - 04019 Tel. 0773-709128 Antonio Masiello Tel: 3290687505 mail: masielloantonio@live.it Altre foto di: Roberto delle Monache, Davide Frainetti, Mark Kuroda, Claudio Nardi, Daniele Nardi, Luca Rajna Si ringraziano persone, organizzazioni e associazioni per l’utilizzazione delle immagini Stampa Tipografia Monti srl Km 56.100 Via Appia, 04012 Cisterna di Latina (LT) Chiuso in redazione in data 15/01/2014

La banda di Terracina e le majorettes schierati davanti alla Cattedrale di San Cesareo in una vecchia foto degli anni ’80.


EDITORIALE

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editoriale di A. Ferrari

In questo numero combinato su due mesi, un pò irregolare come si addice a carnevale, offriamo ai nostri lettori tre storie diverse e significative. La prima è quella dei volontari e degli ospiti del canile di Terracina, un piccolo mondo di generosità che abbiamo illuminato per attestarne il valore e per richiamare tutti ad un’attenzione meno sporadica verso una struttura che fa onore alla città. In questa pagina trovate un quadro di Francisco Goya, conservato al Museo del Prado di Madrid, un’opera eccezionale nella sua apparente semplicità, su un fondo ocra si staglia il muso di un cane che comunica, se lo guardiamo con attenzione, un senso di vertigine e di solitudine, sentimenti che appartengono agli animali come agli uomini. Un richiamo potente a considerare come la nostra storia si intreccia con queste creature, che vivono con noi condividendo gioie e dolori, un motivo più che sufficiente per rispettarli, prendersene cura, ricambiarli di quel amore fedele di cui loro sono capaci. La seconda storia che vi raccontiamo, è una vicenda corale, di popolo, tutta terracinese. Protagonista il Corpo bandistico della città, che da oltre un secolo accompagna i momenti salienti che scandiscono la vita di Terracina. Una tradizione singolare, ricca di senso, creata da uomini e donne di ogni età che si riuniscono, condividono il proprio tempo e concorrono nel nome della musica alla coesione della comunità, alla sua identità. Un patrimonio straordinario di partecipazione civile e culturale che collabora, tra le altre cose, a promuovere tra le giovani generazioni quell’educazione musicale che è da sempre la cenerentola dei programmi scolastici. Infine, abbiamo lasciato la parola a Daniele Nardi, alpinista di Sezze, che è partito in questi giorni per tentare l’ascesa al Nanga Parbat, un 8000 metri in terra pakistana che nessuno ha mai scalato in inverno. Un’ impresa giudicata impossibile da Reinhold Messner, che lassù nel 1970 perse il fratello Gűnther, travolto da una valanga. Ce la faccia o meno ad arrivare in vetta, Daniele Nardi è comunque un esempio splendido di come la volontà, la tenacia e il sacrificio possano essere il grimaldello per tagliare traguardi “impossibili”, come per gli antichi lo era volare. A Prometeo affidiamo il fuoco del progresso. Buona lettura.

Per scrivere al direttore: nuntio.af@gmail.com

“Il Cane” di Francisco Goya 1819-1823, Museo del Prado Madrid


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STARS CLUB...OUTDOOR Non c’è niente di meglio di un bell’allenamento all’aria aperta. Complice la nostra temperatura perfetta per praticare le nostre sedute di fitness per mantenersi in forma è ancora più semplice. Vi basterà indossare la vostra tuta, le vostre scarpe da ginnastica ed uscire di casa. Venite allo Stars Club, punto di partenza, ed ogni Domenica alternando una volta la camminata ed una volta la Mountain Bike ci si allena all’aria aperta. Esercitarsi all’aria aperta è un vero toccasana. Si hanno miglioramenti della motivazione e sullo scarico dello stress quotidiano; inoltre i nostri polmoni respireranno aria più pura e non rarefatta e condizionata; infine si ha una diminuzione della percentuale di massa grassa e in generale benessere assicurato... ...Stars Club Life Style.

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di M. Crottini

Oroscopo

di Circe

il segno del mese ACQUARIO

21.01 - 19.02

La pigrizia si è impadronita di te, con la testa sei rimasto in vacanza. Saturno e Marte ti spingono nel mondo ma tu chiuso in te stesso non sai dove dirottare le tue azioni. Non hai nulla da temere è un breve letargo che ti permette di ricaricarti e di meditare per poter affrontare una strada ripida ma ricca di successi e soddisfazioni. Con la fine del mese i tuoi voli pindarici si concretizzeranno.

ARIETE

21.03 - 20.04

Potresti ritrovarti, Venere colpevole , in ciò che Roland Barthes affermava «Come geloso, io soffro quattro volte: perché sono geloso, perché mi rimprovero di esserlo,perché temo che la mia gelosia finisca col ferire l’altro, perché mi lascio soggiogare da una banalità:soffro di essere escluso, di essere aggressivo,di essere pazzo e di essere come tutti gli altri». Si sa che nasci guerriero,questo per te è un periodo di grandi battaglie, ma non ti manca di certo l’energia per affrontarle.

TORO

21.04 - 20.05

«Sono sempre in cammino, cerco uno spazio creativo in un mondo in cui tutto è fermo» così dichiara Anna Oxa nata sotto il tuo stesso Cielo. Un viaggio, il tuo, accompagnato dalle Stelle che ti spronano all’ottimismo e alla fiducia in te stesso. La calma è però necessaria per affrontare qualche piccola avversità che può così trasformarsi in una occasione. Ricorda che Nettuno in Pesci ti aiuta a risolve ogni problema.

GEMELLI

21.05 - 21.06

Un guerriero giapponese fu catturato dai suoi nemici e gettato in prigione. La notte non riusciva a dormire perché era convinto che il giorno dopo sarebbe stato crudelmente torturato. Poi gli vennero in mente le parole del suo maestro zen: «il domani non è reale. L’unica cosa reale è il presente». Così si fermò nel presente e…ben presto si addormentò. Si sa che spesso sei distratto e viaggi nel futuro ma ora le Stelle ti chiedono una responsabile attenzione soprattutto verso i tuoi impegni familiari.

CANCRO

22.06 - 22.07

«A volte alcune cose ti richiamano più forte di altre. Con una determinazione inspiegabile più delle altre ti attraggono quasi a possederti. Penso che è proprio lì che l’alpinismo si fa pericoloso perché potrebbe accadere che non ti accorgi più del sottile confine che c’è tra quello che puoi o non puoi permetterti di fare». Daniele Nardi, l’alpinista di Sezze, la pensa così e visto che Marte ti ha dichiarato guerra, sei costretto a rischiare, a buttarti a capofitto in imprese spericolate, perdendo per una volta di vista i confini.

LEONE

23.07 - 22.08

Un gallo aveva come domestici dei gatti e si faceva portare tutto tronfio in portantina.Una volpe, appena lo vide così fiero e superbo, gli disse: «Guardati da costoro! Fai attenzione all’inganno! Hanno l’aria, se li consideri bene, di portare una preda non un padrone». Appena la compagnia dei gatti cominciò a sentire la fame, sbranò il padrone e si divise le parti.

Scrivete a: mary_cro@libero.it

dal 1 al 31 Gennaio

23.08 - 22.09

VERGINE

Si dice che il buongiorno si vede dal mattino, e tu puoi verificarlo già dal primo giorno dell’anno che è illuminato da una splendida Luna Nuova fino ad un crescendo di pianeti sempre più favorevoli. La tua Stella dominante, Mercurio, ti protegge per tutto il mese permettendoti di sfruttare al meglio ogni opportunità. Non devi però esasperare il tuo senso critico o finirai con il diventare insopportabile. Venere supportata da Plutone e Urano ti rende vivace in amore.

23.09 - 22.10

BILANCIA

Tutto ti appare difficile e insormontabile, sei stanco ma soprattutto irritabile. Le discussioni sono all’ordine del giorno. Tutto questo ti appartiene poco, si può dire che gli Astri ti sfidano in una corsa ad ostacoli, ma non dimenticare che i traguardi più difficili sono quelli più ricchi di soddisfazioni. E tu ne avrai tante, devi solo pazientare un poco. Il tuo partner non è il colpevole dei tuoi problemi, non prenderla con lui, o saranno dolori, e accetta il suo aiuto.

23.10 - 21.11

SCORPIONE

In inverno, essendo bagnati i chicchi di grano, le formiche li esposero all’aria; una cicala invece che aveva fame chiedeva loro del cibo. E le formiche le dissero: «perché d’estate non hai raccolto il cibo»? E quella disse: «Non sono stata in ozio ma ho cantato armoniosamente». E quelle mettendosi a ridere dissero: «Ebbene, se nelle giornate d’estate hai cantato, d’inverno balla».

22.11 - 21.12

SAGITTARIO

Vuoi fuggire dalle delusioni del passato ma un Marte un pò dissonante non te lo permette. Ti regala però un pieno di energia che devi sfruttare adeguatamente soprattutto in campo lavorativo cogliendo con tempestività le occasioni favorevoli e circondandoti delle persone giuste. Non alzare troppo la voce, se vuoi fare valere le tue ragioni è meglio un sorriso.

22.12 - 20.01

CAPRICORNO

La pigrizia si è impadronita di te, con la testa sei rimasto in vacanza. Saturno e Marte ti spingono nel mondo ma tu chiuso in te stesso non sai dove dirottare le tue azioni. Non hai nulla da temere è un breve letargo che ti permette di ricaricarti e di meditare per poter affrontare una strada ripida ma ricca di successi e soddisfazioni. Con la fine del mese i tuoi voli pindarici si concretizzeranno.

20.02 - 20.03

PESCI

Inizi l’anno con una marcia in più, le Stelle fanno a gara tra loro per riempirti di doni. Uno splendido Cielo non deve essere frenato dalle tensioni, dal vittimismo o dalla paura. Guardati dentro e cerca di districare la matassa dei tuoi pensieri, cerca la luce che illumina il tuo percorso. Non avere fretta, non arrenderti, ricorda che è la goccia che scava la roccia, insisti e conta sull’aiuto di un vero amico. Ritorna un amore dal passato.


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di P. De Meo *

Il viaggio e la costruzione di un “sogno” Nuove tecnologie, nuovi device, nuove strategie di revenue management. Tutto fondamentale per il marketing di una struttura alberghiera ma non dimentichiamoci della reale ospitalità… A volte sembra che il marketing di una struttura ricettiva si sia spostato, nel dualismo online – offline, tutto sull’online, mentre i due universi sono complementari e anzi, il primo nasce e cresce solo grazie al secondo. è ormai fondamentale aggiornare il proprio sito ufficiale, leggere i dati della web analytics, e lavorare per ottenere il massimo dalle campagne social o advertising. Ma tutte queste attività devono necessariamente ruotare attorno ad un aspetto fondamentale: il saper fare ospitalità e accoglienza rispondendo alle aspettative del cliente. E perché no, provando a superarle! Studiando una recente analisi condotta su quali saranno i trend del turismo nei prossimi dieci anni, emerge in modo chiaro come i servizi passeranno in secondo piano rispetto a un’ospitalità fatta di persone e di relazioni. Lo studio dice “L’Ospitalità si è sempre basata sulle relazioni, ma nel passato la nostra industria ha definito le nostre relazioni con gli ospiti in termini di servizio – alto, medio, economico. Nel futuro i rapporti umani diventeranno una vera e propria moneta, una nuova ‘economia delle relazioni’ in cui i consumatori si aspettano soprattutto un’esperienza di viaggio che sia unica e rilevante. Per gli hotel, questo significherà ridefinire l’approccio del servizio e personaliz-

zarlo in modo da poter costruire relazioni sociali con i clienti a un livello ben più profondo.” (IHG) Il viaggiatore moderno, in risposta alla globalizzazione imperante anche nel settore delle vacanze, sembra ricercare sempre più un’esperienza di viaggio “unica” e “autentica”. Un’esperienza che sfugge al pacchetto standardizzato e preconfezionato, ai luoghi comuni e agli stereotipi per trasformarsi in qualcosa di personale e individuale. è capitato di certo a tutti, mentre si decide e si valuta la destinazione della nostra prossima vacanza di “sognare ad occhi aperti” e partire con l’immaginazione… se infatti la prima fase del processo decisionale che guida l’utente alla prenotazione del viaggio è il sogno, allora l’hotel deve diventare il “costruttore” di questo sogno. Chi viaggia lo fa da sempre per mille motivi, ma soprattutto per fuggire dalla routine. Per un periodo più o meno lungo, l’ospite vuole “staccare la spina”. È in questo contesto che l’hotel deve diventare un viaggio dentro il viaggio, aiutante attivo nella costruzione di un’esperienza da sogno assieme al viaggiatore stesso. Deve contribuire a costruire un sogno che comincia da lontano, sulle pagine di un blog o sulla bacheca di un social network e che poi si concretizza in realtà, nel soggiorno


*

Pamela De Meo, 31 anni, è project manager presso l’agenzia Tango Marketing & Comunicazione. Dopo la laurea in Marketing e Comunicazione a Perugia e un periodo di collaborazione con l’Università di Cassino per il laboratorio di Semiotica, inizia a lavorare dal 2006 come consulente e decide che il mondo del marketing le appartiene. Per i clienti sviluppa e coordina progetti di marketing, crea strategie, pianifica e gestisce campagne di comunicazione integrata. Contatti: pamelademeo@yahoo.it

vero e proprio. Che sia una meta lontana o la località più familiare dove rifugiarsi per brevi periodi, ogni viaggiatore è questo che si aspetta! Capita spesso di trovare nel web piccoli hotel, magari con qualche pecca nella struttura o con un sito poco efficiente, che però hanno occupazione sempre alta, alto tasso di disintermediazione e una brand reputation da far invidia a strutture lussuosissime… tutto questo è possibile grazie ad una totale devozione all’ospitalità (essere ospitali sempre al massimo con i loro ospiti, anche a scapito delle revenue a breve termine), alla capacità di ascoltare i propri ospiti (in hotel come sul web) e di sfruttare un’argomentazione esclusiva di vendita forte e solida e difficilmente replicabile. Queste caratteristiche permettono di creare delle relazioni forti tutti i giorni e con tutti gli ospiti, collaborando alla creazione di esperienze di soggiorno profonde ed indimenticabili. L’albergatore deve quindi focalizzarsi solo sull’ospitalità senza tener conto delle attività di web marketing? Non è questo quanto vorrei sostenere con questo breve articolo ma riflettere insieme sul fatto che tutto ciò che è tecnologico deve essere al servizio della buona ospitalità. Il viaggiatore moderno ha anche il puro piacere di condividere la sua esperienza in rete (finché un’esperienza non è online, non esiste), ha la possibilità di realizzare in modo autonomo e semplice foto, video, racconti e pubblicare e condividere in tempo reale… in questo contesto l’hotel deve andare al di là dell’essere un semplice sfondo e diventare un protagonista di questa storia fatta di luoghi, piaceri, persone e… appunto albergatori!

Basta con la tradizionale dicotomia uomo o donna! Non più solo due identità sessuali: in questi giorni su Facebook (quello “americano” per ora!) puoi scegliere per il tuo profilo una decina di connotazioni sessuali. “Facebook è sempre di più la nostra carta d’identità, un modo per dire a tutti chi siamo. Ed era sconfortante che offrisse solo due opzioni: adesso mi sento rappresentata anch’io, la mia identità è più esatta” dichiara una responsabile Facebook. E allora sul famoso social network, che compie 10 anni in questi giorni, ai due generi si aggiungono le opzioni transgender, fluido, androgino e molte altre secondo un vocabolario scelto con cura insieme alle maggiori organizzazioni del movimento Lgt. “Dopo mille battaglie abbiamo le parole giuste per raccontare le nostre storie senza sotterfugi o bugie” dichiara Sarah Kate Ellis di Glaad e chissà se questa volta altri (vedi le vicende di Sochi 2014) possano imparare da questo esempio di civiltà di Facebook!


Gli Auguri MUIRAVALE FREETOWN Gruppo musicale

SETTIMIO SAVIOLI Trombettista

Il nuovo anno non è solo aggiungere una tacca al numero del calendario, il nuovo anno è rinnovamento! Il nuovo anno è mettersi alla prova con nuove esperienze, provando a cancellare gli aspetti negativi e le intolleranze che spesso incrociano e influenzano la nostra quotidianità. Non possiamo che diffondere il grande esempio del compianto nostro concittadino Alfredo Fiorini, che ispira il nostro agire artistico ma anche umano nel segno dell’altruismo: auguriamo a tutti i cittadini che il nuovo anno sia una scuola di cooperazione con il prossimo per lavorare e raggiungere un obiettivo comune, a fare qualcosa per Terracina e per gli altri. Facciamo a tutti i lettori di T-Live e ai terracinesi i migliori auguri per un nuovo anno che sia felice e pieno d’amore.

Un augurio speciale ai miei concittadini, di riuscire il prima possibile a tirare su di nuovo la nostra bella Terracina, per farla tornare ad essere una perla nel panorama nazionale delle cittadine turistiche: che grazie ad un’opera lungimirante si renda una città capace di proporre cultura e spettacolo di livello, salubrità dell’aria e benessere ambientale a chi ci vive e a chi viene in vacanza. Come in tutte le arti e le discipline, serve impegno e competenza da parte di chi si è candidato ad amministrare, se necessario col supporto di esperti di ogni settore, per rilanciare la vocazione naturale all’accoglienza e al turismo della città. Mi auguro di rivivere quelle belle estati piene di spettacoli, d’arte e musica che rendono ancora oggi Terracina una città indimenticabile.


MASSIMO LEROSE Scrittore, sceneggiatore, attore Da attore auguro al terracinese un Teatro al posto dell’ennesimo Centro Commerciale. Da scrittore gli auguro di leggere di più, soprattutto della propria Storia. Da editore che ci siano più librerie che valorizzino gli autori locali. Da terracinese auguro al terracinese di essere meno terracinese apatico e invidioso e più terracinese propositivo, partecipativo... e sorridente! Buon 2014 Terracina. Buon 2014 T-Live

ROMINA D’AURIA - Podista ANTONIO SAVIANI Guardia zoofila del canile comunale L’augurio più grande che noi volontari del canile comunale possiamo fare ai nostri concittadini per il 2014 è di essere e sentirsi amati come lo siamo noi dai nostri ospiti a 4 zampe. E di prendere esempio e forza dai cani cittadini, che si sono lasciati alle spalle un triste passato, spesso fatto di abbandono e cattiveria, ma ciò nonostante, con coraggio, ogni giorno scodinzolano davanti ad un semplice gesto e guardano ancora con fiducia al domani. I cani del canile comunale sono qui, in attesa di una vostra visita, sicuri di cambiarvi la vita. Un 2014 di amore e di speranza dall’associazione “La Madia Canile Comunale di Terracina”.

L’inizio del nuovo anno mi offre l’occasione per rivolgere a tutti i terracinesi l’augurio, forte e sincero, che il 2014 possa portare in dote – a dispetto dell’attuale clima di difficoltà e incertezza generale – benessere e prosperità. A coloro che versano in condizioni di disagio, in particolare, auguro la rapida soluzione di ogni loro problema. Alle giovani generazioni, che scontano gli errori di chi le ha precedute, l’auspicio è che si facciano presto interpreti del loro destino e ritrovino la giusta spinta motivazionale per dare forma, corpo e sostanza ad ogni loro desiderio. I sentimenti di incoraggiamento e consenso manifestati nei miei confronti durante il 2013 mi riempiono di orgoglio e mi danno nuovi stimoli per fare sempre meglio. Sono consapevole della grande responsabilità che comporta gareggiare con il nome della mia città sulla maglia. Sentire, a pochi metri dalla linea d’arrivo, lo speaker che urla e associa il mio cognome a Terracina mi dà i brividi e mi rende fiera, perché è anche nel nome della mia Città che corro e che, con l’aiuto di Dio, alzo al cielo i miei trofei.


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IL WWF LITORALE PONTINO Associazione ambientalista Auguriamo a tutti i terracinesi di vivere un anno in cui si moltiplichino gli interventi a favore di un ambiente sano a garanzia di una migliore qualità della vita cittadina. Che gli amministratori tutelino il territorio non consentendo altro consumo di suolo ma, nel caso di necessità, utilizzino i terreni già impegnati da costruzioni preesistenti. Auguriamo un maggiore controllo della qualità delle acque, la bonifica del cemento-amianto e che la nuova gestione dei rifiuti liberi la città da un senso diffuso di sporcizia e che realizzi finalmente la raccolta differenziata. Auguriamo alla città forme alternative di mobilità, favorendo i mezzi pubblici e in particolare il riattivarsi della stazione ferroviaria all’interno di un polo del trasporto finalmente accogliente. Un augurio infine per la migliore conservazione del nostro patrimonio artistico, archeologico e monumentale insieme alla predisposizione di spazi per la cultura a partire da un sede adeguata per la biblioteca di base.

SARA DE FALCO Giornalista televisiva Auguro a questa città, dalla quale sono stata adottata e nella quale vivo ormai da oltre 20 anni, che si compia una vera e propria rivoluzione. Ma non nel senso che i più intendono: auspico una rivoluzione delle menti, etica, comportamentale. E non perché è di moda ma perché il vecchio sistema è finito e bisogna trovarne un altro e a deciderlo non dovranno essere più o meno sempre i soliti. Mi aspetto questo, la gente si aspetta questo, che arrivi il nuovo. Di errori ne sono stati fatti tanti ma bisogna avere l’umiltà di comprenderlo e di fare, se necessario, qualche passo indietro. Coloro che gestiscono il potere abbiano l’umiltà di metterlo a servizio dei cittadini, senza personalismi e badando solo e unicamente al bene collettivo. D’altro canto siano i cittadini permeati da quel senso di responsabilità che dovrebbe essere il baluardo di ognuno di noi. Siano vigili e pronti ad una maggiore partecipazione civile. Una nuova Terracina: questo auguro alla “mia “ città.


di F. Avena

IL VESCOVO CROCIATA VISITA TERRACINA, BAGNO DI FOLLA PER DARGLI IL BENVENUTO

Foto di A. Masiello

Per la prima volta è arrivato a Terracina per portare il suo messaggio di speranza e la città ha risposto con un bagno di folla per il benvenuto al nuovo vescovo di Latina monsignor Mariano Crociata. Centinaia di fedeli hanno reso omaggio al vescovo che si è insediato prima di Natale nel capoluogo pontino e che ha iniziato il tour tra le parrocchie del territorio. Domenica 12 gennaio Crociata ha fatto tappa al Duomo di San Cesareo, trovando di fronte a sé centinaia di fedeli in festa. La Santa Messa, il messaggio di benvenuto del sindaco Nicola Procaccini e la benedizione a Terracina: abbiate la forza di vivere nella pace seguendo i valori veri dell’uomo. TAGLI ALLA SANITà, CHIUDE IL LABORATORIO ANALISI

NUOVI AUTOVELOX MOBILI SULL’APPIA, OCCHIO ALLE MULTE

Annunciato e sottovalutato, il problema della mancanza di personale nel laboratorio analisi dell’ospedale «Fiorini» ha portato all’inevitabile conseguenza di chiudere il servizio agli utenti. Da oltre un mese il servizio, che in pieno regime di attività erogava un centinaio di prestazioni al giorno, non è più aperto ai pazienti extraospedalieri. Resta invece attivo per i degenti ricoverati al «Fiorini». I disagi sono molti e inevitabili ma, nonostante i tentativi di politica e comitati cittadini di farlo riaprire, il laboratorio analisi resta chiuso.

Automobilisti:attenzione alla velocità! Meglio tenere sempre sott’occhio il tachimetro della macchina. Da pochi giorni sono stati attivati sulla strada statale Appia, nel tratto compreso tra Terracina e Latina, nuovi autovelox mobili. Sarà la polizia stradale a effettuare controlli a tappeto in entrambe le direzioni di marcia. L’obiettivo è quello di utilizzare il deterrente degli autovelox per spingere gli automobilisti a rispettare i limiti di velocità tra l’altro su una strada ad altissimo rischio di incidenti.

ALBERGATORI UNITI, NASCE L’ASSOCIAZIONE PER IL TURISMO L’unione fa la forza e per uscire dalla crisi, provare a farcela insieme è più vantaggioso che combattere da soli. È partendo da questo presupposto che è nata di recente l’Associazione Albergatori Terracina, nuovo gruppo di categoria che riunisce numerosi operatori del settore. La «mission» dell’associazione presieduta da Teresa Ciampa è fare rete tra imprenditori che vogliono avviare un progetto di riqualificazione e di miglioramento dell’offerta turistica di un territorio generosissimo di potenzialità.

IL TERRACINA BOOK FESTIVAL SI PRESENTA AL MINISTRO Da piazza Municipio al «salotto» romano, protagonisti di un incontro sui festival letterari italiani. Il 9 gennaio scorso anche i promotori del Terracina Book Festival, Andrea Giannasi e Massimo Lerose di «Prospektiva» hanno partecipato al meeting con il ministro dei beni e delle attività culturali Massimo Bray, insieme al presidente dell’associazione nazionale Comuni italiani Piero Fassino. Tra le iniziative culturali presentati anche il «nostro» Terracina Book Festival. Sicuramente una «vetrina» di tutto rispetto per la città e per la sua voglia di fare cultura.


PARCHEGGIO PER IL CENTRO STORICO, RISPUNTA IL PROGETTO Rispunta il progetto del «parcheggione» per il centro storico alto. Naufragato anni fa perché non conforme ai piani della Soprintendenza dei beni archeologici, adesso il Comune vuole riprovarci. Ma questa volta la posizione scelta per realizzare l’area di sosta che potrebbe prevedere anche la realizzazione del famoso ascensore mobile, non è la rampa Braschi ma l’ex Rossi, all’interno del giardino pubblico Oasi, sull’Appia, dove attualmente c’è un magnifico parco con tanto di fattoria didattica. Ma secondo i piani dell’amministrazione comunale i lavori non intaccherebbero minimamente la vivibilità dell’area verde.

L’ANNO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA, ADESSO TOCCA AI CITTADINI Il 2014 sarà l’anno della raccolta differenziata. In questi giorni è cominciata la consegna dei kit per separare e conferire in modo separato i rifiuti prodotti sia da attività commerciali che da utenze domestiche. La Servizi Industriali sta organizzando la fase di preparazione all’avvio capillare della raccolta differenziata. Vetro, carta, plastica e materiale organico dovranno essere separati dai cittadini e raccolti nei diversi cassonetti consegnati a ciascuna famiglia o attività commerciale. L’obiettivo è mettersi al pari con gli altri Comuni che già da tempo hanno sperimentato con successo questo tipo di raccolta rifiuti.

La pesca abusiva La pesca abusiva sulle sponde dei canali di Terracina, oltre che illegale, è anche pericolosa. Il pesce catturato non è sottoposto a controlli e viene venduto sottobanco alimentando il mercato nero. Colpa anche la crisi, la pesca di frodo negli ultimi anni ha subito un incremento esponenziale. Nel 2013 le guardia ittiche Fipsas hanno effettuato blitz e controlli mirati per arginare una piaga che sembra crescere di giorno in giorno. Sono stati 500 i bracconieri di fiume sorpresi a pescare illegalmente; circa 150 i sequestri di materiale illecito utilizzato per questo tipo di pesca e decine i verbali staccati per un importo complessivo di circa 30 mila euro.

PRESEPI ARTISTICI, SUCCESSO PER IL PRIMO CONCORSO CITTADINO Per un mese la cappella del battistero nella chiesa del Santissimo Salvatore si è trasformata in una stupenda mostra di presepi artistici, realizzati da «artigiani» appassionati di presepi. La prima edizione del Concorso del presepe terracinese, organizzato dall’associazione culturale «Amici dell’Arte», è stato un grande successo. Gli artisti in gara hanno dimostrato grande inventiva e capacità di stupire il pubblico: il primo posto è stato ottenuto, nella categoria «Libero» e «Scorci di Terracina», rispettivamente da Antonino Amuro e da Angelo Cainero. Il premio alla migliore opera in concorso e dedicata alla memoria del mai dimenticato Don Adriano è stato assegnato a Luigi Mastrobattista.


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“Energia al Futuro”, un grande evento firmato Tevent per RIDA Ambiente Ospite d’onore Paola Saluzzi che ha presentato un dibattitocon esperti e ambientalisti all’interno dell’impianto di bio essicazione di Aprilia. di M. C. Pernarella

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Un open day per fare luce sulle politiche di un’azienda, eccellenza nel suo territorio e nel suo settore. Il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti è un argomento da cui tutti rifuggono, un coperchio che scotta. Tevent, società specializzata in eventi, ha raccolto la sfida riposizionando in termini di comunicazione il marchio RIDA e il suo universo valoriale trattando i rifiuti alla pari di un qualsiasi bene di consumo, senza pregiudizi. Porta il marchio “T” l’inaugurazione del nuovo impianto di bio essiccazione della RIDA Ambiente il 18 dicembre scorso ad Aprilia. Un evento non solo per celebrare l’innovazione tecnologica ma soprattutto per avvicinare autorità e cittadini alla filosofia aziendale. Tralasciando i consueti formalismi appartenenti all’etichetta degli eventi aziendale i titolari dell’azienda, Fabio e Cristina Altissimi, coadiuvati dallo staff Tevent, danno il benvenuto nella loro realtà con la stessa naturalezza con cui si invitano i propri amici a casa. “Energia al futuro” il tema principale della giornata e la lente attraverso cui si è trattato il tema del recupero e riciclo. Un dibattito non stop, una tavola rotonda con ricercatori, ambientalisti, politici, artisti, ecologisti, imprenditori con un’ospite d’eccezione a condurre gli interventi, Paola Saluzzi. Un’occasione da parte dell’azienda per raccontare la nuova tecnologia in un ambiente caldo ed informale, molto più simile ad un grande salone privato che ad una fredda sala conferenze. Un grande salone delle feste caratterizzato da stufe radianti in acciaio, poltrone e sedie di design con un’attenzione particolare al riciclo. Plaid scozzesi a disposizione degli ospiti e al centro un grande albero natalizio. All’intero dello spazio é stato servito su diverse postazioni un light lunch a buffet a base di prodotti locali e stagionali provenienti da un agricoltura sostenibile. Un cooking show a cura di Lisa Casali (www.ecocucina.org) per intrattenere gli ospiti dove lo scarto alimentare diventa ingrediente, risorsa preziosa per nuove ricette. Un’istallazione fotografica per raccontare punto per punto la storia della RIDA, un viaggio nel tempo attraverso una selezione di parole chiave utili per trasmettere l’universo valoriale dell’azienda. Un ruolo l’hanno giocato i bambini con una sezione tutta dedicata a loro, un piccolo auditorio green per sfidare, provocare e approfondire le questioni che contano di più nell’universo dell’energia. Una serie di laboratori ludici dove l’obiettivo è stato quello di fornire spunti divertenti per i grandi temi dell’ambiente e offrire modi intelligenti e giocosi di interpretare il mondo dell’energia pulita.


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Operazione Welcome RIDA Ambiente tratta, smaltisce, e cura quello che noi buttiamo Una filosofia aziendale attenta alla responsabilità sociale di impresa “Avere cura” è un atteggiamento premuroso e costante verso qualcuno o qualcosa. Ci si prende cura della proprio persona, del proprio figlio, della proprio moto, del proprio cane. RIDA Ambiente cura i nostri rifiuti. Parole che sembrano stridere, ma in realtà non è così se ci addentra nella storia di questa società industriale di Aprilia che ha fatto dell’etica dei comportamenti, del rispetto per l’ambiente e dall’attento uso delle sue risorse una filosofia aziendale. Una visione con al centro il concetto di responsabilità sociale d’impresa.

Una peculiarità culturale che rivela una precisa strategia di vita, prima ancora che d’impresa. Una caratteristica distintiva che conquista un posizionamento deciso nel settore trattamento e smaltimento dei rifiuti. Benvenuti in un’azienda che recupera energia a partire da ciò che tutti noi buttiamo. Sembra un utopia ma non lo è o meglio è un utopia con le istruzioni scritte sul retro. Il 18 dicembre scorso la RIDA Ambiente inaugura un nuovo impianto di bio essiccazione per rifiuti attraverso l’operazione “Welcome”: un invito vederci chiaro in una realtà che non ha niente da nascondere. A grattare il fondo non si farà altro che lucidare la loro corazza. Informarsi per credere: l’elemento innovativo dell’impianto è la scelta di bioessiccare il rifiuto in entrata anziché solo lo scarto. Un sistema che comporta una serie di vantaggi tra cui: un aumento delle percentuali di recupero ed una riduzione dello residuo, che con il tempo dovrebbe ridursi ai minimi quantitativi (circa il 15%). Un grande evento per racchiudere e rappresentare un’ azienda atipica, dalle prospettive capovolte, che ha scelto la partecipazione e il consenso come canoni etici del proprio bussines. Una giornata aperta a tutti, autorità e cittadini, dedicata a spiegare le buone pratiche messe in atto e gli aspetti positivi che ne derivano per il territorio e per i suoi abitanti. Storia rurale e tecnologia si fondono in una dimensione verde in cui l’ecologia e la sostenibilità non saranno più in discussione e allora: “Benvenuti dove non te lo aspetti”

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La storia di un’azienda tecnologicamente all’avanguardia RIDA ambiente nasce nel 1990 e opera per circa 9 anni nel settore recupero legno per la produzione di pannelli truciolati destinati alla lavorazione dei mobili. Nel 1999 inaugura un impianto di trattamento e recupero dei rifiuti speciali non pericolosi. Nel 2003 definisce come core business il trattamento e il recupero dei rifiuti urbani e avvia la progettazione di un impianto di trattamento rifiuti per la produzione di combustibile derivato da rifiuti. Nel 2004, RIDA viene autorizzata alla realizzazione e all’esercizio del progetto relativo a un impianto di produzione di CDR. Si tratta di uno dei maggiori impianti del Lazio che nel 2007, si arricchisce di una linea di smaltimento di rifiuti liquidi non pericolosi. Nel 2012 avvia la costruzione di una nuova linea di bioessiccazione di rifiuti urbani, che termina nel novembre 2013, segnando una nuova era nei processi di trattamento dei rifiuti urbani nel Lazio. La metodica del trattamento consente di ottenere un CDR/CSS, ossia combustibili di alta qualità; l’utilizzo di tecnologie di carico automatizzate e a bassa impatto ambientale e quelle per il controllo e l’utilizzo dei punti di emissioni in atmosfere realizzano un modello di efficienza tecnologica e di innovazione che proiettano RIDA Ambiente ai vertici delle imprese del settore trattamento rifiuti a livello nazionale.


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VITA DA CANILE: l’amore randagio

Attendono una famiglia ma i 200 randagi di via delle Industrie non se la passano male. Gli operatori zoofili dell’associazione “La Madia” pensano a tutto. La struttura, tra le prime comunali in Italia, è diventata ormai una “banca” del sentimento. Dove i cittadini vanno anche solo per ricordare che esiste l’amore. di D. Roma

Senti la storia di Bad il ribelle, cagnone catturato con l’anestetico e capisci tutto. Ti basta osservarlo che guarda fuori dalle inferriate perché in canile non ci vuole stare. Capisci che lo sguardo di un cane è l’esatta riproduzione di un sentimento umano: rancore, gratitudine, speranza, odio, amore, perdono. Perfino nostalgia. Quegli occhi sono un dna, fedele e infallibile. La storia di un cane è la lastra completa della vita dell’uomo che c’è - o c’è stato - dietro. E forse è per questo che il canile comunale di Terracina è ormai molto più che un ricovero per randagi. Con i suoi oltre 200 ospiti radunati negli enormi box di metallo senza distinzione di razza, sesso o religione (chissà che Zoe, Hilary, Rosalba o Cin Cin non ne abbiano una), fa da specchio ai sentimenti. è diventato una clinica del “cuore” buona anche per gli umani: c’è chi ci va per curiosità, chi per abitudine, chi quasi per dovere. In ogni caso è un posto in cui la gente va a misurare la propria capienza emotiva: dedizione, pazienza, amore, entusiasmo, coraggio. Incroci quegli occhi e ti trovi davanti a un bivio: questo peloso ci giurerebbe fedeltà eterna, noi saremmo all’altezza? Purtroppo i 200 cani del canile hanno in loro anche la risposta, che non sempre è positiva. Gli abbandoni non accennano a diminuire: cuccioli lasciati fuori dai cancelli, a volte sigillati in scatole con nastro adesivo; cani ormai in età avanzata legati a un albero dal padrone che deve trasferirsi, traslocare, sposarsi. Cani da caccia che non sanno andare a caccia ma che magari conoscono le tabelline meglio dei loro proprietari. Insomma, ogni cane chiuso dietro i cancelli di via delle Industrie in un modo o nell’altro incarna un fallimento: l’incapacità - umana troppo umana - dell’uomo di misurarsi con la responsabilità. Ma c’è anche un mondo magnifico dietro il canile di Ter-

Foto A. Masiello

Foto A. Masiello

racina. Varcato il cancello di via delle Industrie si entra in un’altra dimensione. Non c’è molto spazio per ragionare in quel coro di felicità che ti scoppia addosso quando entri. Figurarsi consultare lo smartphone o rispondere alle chat. Qui i padroni sono loro, i cani scodinzolano, latrano, saltellano e ululano dietro le sirene delle ambulanze. Sono felici di incontrare gente ma si lasciano avvicinare solo se ad aprire le gabbie sono i loro angeli custodi. Eccoli Antonio, Fabio, Marisa, Roberto e Stefania, Agata e Silvana, gli operatori zoofili volontari che sono dietro alla gestione del canile comunale. Guanti, parannanze, stivaloni, sotto il sole o con il gelo, i volontari tutti i santi giorni danno da mangiare, curano e sverminano gli ospiti a 4 zampe. Alcuni operatori sono lì dalla nascita della struttura, nel 1989, perché - e forse in pochi lo sanno - questo è uno dei primi canili comunali d’Italia. «Il nostro compito è quello di accudire i cani» ci spiega Antonio Saviani, uno degli operatori zoofili: «Li laviamo e puliamo, disinfettiamo i loro box, li nutriamo e curiamo e, quando possibile, li facciamo giocare e portiamo anche a spasso. Lavorano al nostro fianco il veterinario dottor Morlani, responsabile sanitario della struttura e l’ufficio comunale randagismo e tutela degli animali gestito da Mario Maresca». Come per ogni canile che si rispetti, qui la speranza è che prima o poi si chiuda perché tutti gli ospiti avranno una casa. L’obiettivo infatti resta l’adozione: «Nonostante il blocco sanitario degli ingressi dovuto alla mancanza di spazi adeguati per i cani, in un anno e sei mesi la struttura di via delle Industrie ha registrato 50 adozioni» racconta Fabio Malizia, sociologo Territorio e ambiente. «Spesso sono cani giovani e cuccioli abbandonati fuori il cancello. Il canile comunale è sceso da circa 280 cani negli anni 2000 ai 200 di oggi grazie


SOCIETA’

Nelle foto: un’operatrice porta da mangiare ai cani; un’operatrice circondata da dimostrazioni d’affetto dei cani; l’operatore zoofilo Antonio Saviani alle prese con gli ospiti del canile comunale.

Foto A. Masiello

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Nella pagina accanto Il veterinario visita un cane insieme all’operatore.

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alle adozioni degli ultimi tre anni. Restano quelli che oggi hanno un’età media di 10 anni e che, spesso malati, difficilmente hanno prospettive di uscita, cani molto spesso entrati cuccioli e che conoscono solo gli operatori, unici punti di riferimento insieme alla struttura che seppur con pochi spazi e in via di delocalizzazione è ormai la loro casa». Tra i veterani c’è Snoopy, considerato la mascotte del canile, con i suoi 20 anni suonati, una cardiopatia e l’artrosi che avanza ma che non gli impedisce di saltellare. O Ela, 10 anni, diabetica e cieca, “drogata” di insulina ma soprattutto di massicce dosi d’affetto. Il lavoro dei volontari è duro ma il compenso in termini emotivi è inestimabile. Non è raro vedere cani ormai adottati che in strada, se intravedono Antonio, Roberto, Stefania o Marisa, sono capaci di trascinare i loro nuovi padroni per metri e metri pur di andare a salutare i loro angeli custodi. Il primo amore non si scorda mai. Provare per credere. Ecco perché un canile così in città è un patrimonio. Una vera e propria “banca” dei sentimenti, che di questi tempi è molto più che un servizio pubblico contro il randagismo, è una cassaforte emotiva per l’anima. Al canile di via delle Industrie, comunque vadano le cose, troveremo sempre Bad, Snoopy, Marlene, Arnaldino e gli altri. Loro sono disposti a guardare negli occhi, alzarsi su due zampe sulle sbarre e, per quanto possibile, anche ad ascoltare. Ad incuriosirsi su chi siamo, dove andiamo e cosa vogliamo. Lo faranno sempre, indifferentemente, senza chiedere nulla in cambio. O forse qualcosa, in fondo in fondo, te la chiederebbero pure, e probabilmente suonerebbe così: «Caro umano, portami via».

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Foto A. Masiello

FUTURO DA CANI

Adozioni, la vetrina 2.0

Qualcosa presto potrebbe cambiare per il canile comunale. Dopo anni e anni, il Comune ha pensato bene di affidare il servizio all’esterno con un bando di gara della durata di un anno. Circa 130 mila euro l’importo a base d’asta. Ma questo cosa significa? Quello che possiamo dire, è che oggi il canile comunale ha superato le emergenze e difficoltà degli anni passati - ci spiegano in via delle Industrie - grazie soprattutto ad una maggiore attenzione amministrativa data alla questione randagismo; in relazione a ciò, l’associazione “La Madia” si augura che non venga compromessa la storia e il modello gestionale ultra ventennale del canile comunale di Terracina. Ciò di cui la struttura ha realmente bisogno è di guardie zoofile volontarie di supporto ausiliario agli uffici ed organi competenti sul territorio comunale. L’associazione “La Madia” ha ottenuto nomine per 4 propri iscritti con decreto del Presidente della Regione Lazio, in base alla L.R. 34/97. Ora non ci resta che attendere gli sviluppi.

Sereni, puliti, nutriti e “sbarbati” con pelo e contropelo. Sono tutti lì in bella mostra, capaci ormai di arrivare con i loro musi a chilometri di distanza. Sembrano sorridere sulla pagina facebook “Canile comunale di Terracina” gli ospiti di via delle Industrie a chi clicca e fa un giro negli album. Quantomeno sembrano mettersi in posa. Ogni cane ha un suo album con foto e nome: Greta, Pluto, Diletta, Nadine, Caterina, Zorro, Pirata, Mel Gibson e via dicendo. Le femmine sono tantissime, e bellissime. Per i volontari il social network è stato una svolta vera e propria. Il canile comunale ora è cliccato da tutta Italia e capita non di rado che si venga dalla Lombardia, dal Veneto, dall’Emilia Romagna perché ci si innamora, a distanza, di un quattro zampe terracinese. «Il social network ha fatto sì che si potessero spalancare finestre sulla nostra realtà - spiega Antonio Saviani. Ci piace l’idea di un canile trasparente, senza gabbie, visitabile da chiunque anche a distanza. Ogni giorno la pagina facebook ci consente di pubblicare la foto di qualche ospite, incentivarne l’adozione fornendo le informazioni sull’età, il sesso, eventuali abitudini e perché no, piccoli vizi». Il web è anche un grande veicolo per la prevenzione. I volontari non dimenticano mai di dire che la lotta al randagismo si fa con le sterilizzazioni. «Sono e restano una priorità» spiega Fabio Malizia. Occorre riproporre il bando gratuito del Comune, unico argine efficace contro il randagismo. E occorre costruire un nuovo canile per dare risposte ai cani terracinesi, a quelli ospitati nelle strutture esterne convenzionate e a quelli presenti nel rifugio “Oasi Serena” di Borgo Hermada.


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di F. Arduini

Il piacere dei sapori locali tra le pagine di carta Terracina e dintorni a tavola Sfogliando uno dei libri più conosciuti e popolari della tradizione terracinese, Fra vetuste mura di Genesio Cittarelli (CI.BI Terracina, € 16) è possibile assaporare e odorare il gusto e il profumo dei dolci tipici della nostra tradizione culinaria. I “morsetti”, i “ciecamarini”, le ciambelle di magro, i croccanti, la “casatella“ e il “tortolo”. Prendendo spunto da questo libro vi proponiamo altri libri a carattere culinario dedicati alla cucina locale e nazionale. Il Sapore della Palude di Roberto Campagna

Il Talismano della felicità di Ada Boni

Il Sapore della Palude contiene una sessantina di ricette tradizionali del nostro territorio con abbinato a ogni piatto un vino locale. Non solo, ma per ogni prodotto censito è stato riportato anche l’indirizzo del luogo o dell’azienda, dove poterlo acquistare. È un viaggio, vero e proprio, tra i prodotti agricoli d’eccellenza dell’Agro Pontino: il Kiwi di Latina, il Carciofo romanesco di Sezze, il Sedano bianco di Sperlonga e altre specialità come le olive di Gaeta. Un percorso che, dalle zucchine del “triangolo d’oro” di Sabaudia, San Felice e Terracina, diventa “tour gastronomico” alla riscoperta di prodotti come le arance di Fondi, le ciliegie di Maenza, i broccoletti di Sezze e Priverno, le lenticchie di Ventotene, le cicerchie di Campodimele, l’uva Moscato di Terracina, i cocomeri nostrani,  il pomodoro Spagnoletta di Gaeta, l’uva fragola di Roccagorga, i fichi di Pisterzo, le castagne di Norma, le fragole “Favetta” di Terracina e la cicoria di Catalogna frastagliata di Gaeta. La bontà di questi frutti della terra si deve in gran parte ai terreni bonificati dell’Agro Pontino. Il tutto è descritto con dovizia di particolari golosi e infarcito di tante curiosità, senza tralasciare il profilo storico-economico. Un gustoso libro di prodotti che ha il… Sapore della Palude.

Il Talismano della felicità è lo storico manuale gastronomico evocativo fin dal titolo. Sfogliando, infatti, le sue pagine troverete la ricetta della felicità, che passa dalle ricette di cucina sia romana sia italiana! La cucina proposta da Ada Boni è tipicamente borghese, espressione diretta della scuola di cucina che aveva aperto nel 1915 a Roma, frequentata dalle “signore bene” e da fanciulle di buona famiglia ma, a distanza di anni, le sue ricette sono realizzabili e ancora attuali. Il Talismano è probabilmente il primo manuale di cucina in lingua italiana rivolto alle spose, infatti, registra da sempre un aumento nelle vendite in primavera e in estate, periodo di matrimoni. Non solo per il titolo, che incoraggia a una lieta vita coniugale, anche perché - da vero e proprio manuale - è semplice, didascalico e dettagliato in ogni ricetta.

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CULTURA

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Stralcio del discorso d’insediamento Ringraziando per l’alto onore che il Consiglio comunale mi ha conferito, in questo momento non posso non rilevare come la massima Assise politica e amministrativa della nostra Città viva ormai da qualche anno un conclamato paradosso: l’abnorme stato di conflitto tra le parti politiche di maggioranza e minoranza, che in determinati momenti non ha permesso l’adozione unitaria d’importanti atti proposti alla discussione dell’assemblea. Una conflittualità, che seppur nella diversità della visione politica deve esserci, non può continuare a pregiudicare il percorso amministrativo e avvelenare i pozzi del dibattito democratico, perché tutti noi abbiamo assunto l’impegno davanti agli elettori terracinesi di produrre il massimo dello sforzo possibile per la cura dei loro interessi. I cittadini ci stanno chiedendo con sempre maggiore insistenza di governare la città, tralasciando i piccoli e dannosi interessi di bottega politica o di sterile contrapposizione, spesso solo di carattere personale, che impedisce di andare spediti verso il risanamento della finanza pubblica e una più corretta pianificazione gestionale della città. Anche in quest’occasione non posso però disconoscere il lavoro prodotto dai banchi della maggioranza di governo e il sostegno dato all’indirizzo amministrativo del sindaco Nicola Procaccini, come sento di confermare il mio impegno, super partes, per ogni componente politica che siede sui banchi del Consiglio comunale. In questo importate momento sento inoltre il dovere morale e politico di ricordare la figura di Giovanni Aiello, scomparso soltanto pochi giorni orsono, riconoscendogli il notevole lavoro svolto in quest’Aula, sempre improntato nel massimo rispetto dell’Istituzione e delle sue parti politiche. Detto questo, e in prospettiva futura, ci aspetta un intenso lavoro, ognuno per la sua parte di competenza, ma tutti con la voglia di mettersi senza pregiudiziali al servizio del cittadino e delle sue molteplici preoccupazioni, risolvendo quanto è più possibile ogni criticità e ogni bisogno. Buon lavoro a tutti.

Giovanni Zappone

Presidente del Consiglio comunale di Terracina

Giovanni Zappone eletto Presidente del Consiglio comunale


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Delibera di Giunta per migliorare il Ciclo delle acque nel territorio comunale Il Comune di Terracina approvava il 26 ottobre 2007 il Piano di Azione Ambientale proposto dal Forum di Agenda 21 Locale. Uno degli obiettivi importanti stabiliti dal Piano vi è il controllo e la gestione del ciclo delle acque del territorio comunale. Con deliberazione di Giunta comunale dell’11 luglio 2013 l’amministrazione istituiva il Tavolo Permanente, che in questi mesi ha affrontato le relative problematiche e i criteri per trattare l’intero ciclo delle acque, con azioni che intendono favorire non soltanto una gestione integrata delle acque con analisi, monitoraggio, controllo e previsione, ma soprattutto nel predisposizione di azioni necessarie a identificare e rimuovere le cause dell’inquinamento. Il tutto ai fini della tutela, del risanamento, della qualità e dell’uso corretto e sostenibile delle risorse idriche.

Questa mattina la Giunta comunale, presieduta dal sindaco Nicola Procaccini, ha compiuto un ulteriore e decisivo passo in avanti, approvando le proposte giunte dal Tavolo Permanente, che mirano al raggiungimento dei seguenti obiettivi: 1. Interventi per il risanamento dei corpi idrici di bacino. 2. Interventi per reintegrare e tutelare la falda. 3. Interventi per migliorare la qualità delle aree marino – costiere. 4. Interventi per potenziare l’efficienza di gestione del servizio idrico integrato.

In totale sono 21 le azioni per tutelare e migliorare le risorse idriche, tra queste vi è il potenziamento del servizio fognatura, il monitoraggio delle fonti di inquinamento della fascia costiera, con riferimento particolare al diffuso insediamento residenziale e turistico ricettivo, abusivo e non, privo di allaccio alla rete fognaria. Il miglioramento della qualità dell’acqua potabile con l’abbattimento degli inquinanti naturali e la istituzione, previa richiesta ad Acqualatina, di un “Punto acqua comunale”.


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Firmato il protocollo d’intesa con l’Istituto del Credito Sportivo Alla presenza dei dirigenti delle associazioni sportive terracinesi si è svolta in Aula consiliare la cerimonia di sottoscrizione del protocollo d’intesa tra l’Amministrazione cittadina e l’Istituto per il Credito Sportivo, rappresentati rispettivamente dal sindaco dott. Nicola Procaccini e dal Commissario nazionale dott. Paolo D’Alessio. L’accordo è stato sancito sotto l’egida del Coni, presente all’incontro con il suo presidente regionale Riccardo Viola e con il responsabile provinciale Gianni Biondi. Fino a tre milioni di euro, eventualmente aumentabili, sono stati messi a disposizione della città di Terracina per la ristrutturazione di alcuni impianti sportivi già esistenti come il Palacarucci, lo stadio di Borgo Hermada e lo stadio Colavolpe, oltre che per la realizzazione di nuove strutture dedicate al rugby e alle discipline indoor. Sarà un mutuo dalle condizioni straordinariamente vantaggiose per l’ente comunale che potrà usufruire di un tasso del 2.55%. Attraverso gli interventi degli assessori Mario Pescante, Gianfranco Sciscione, Paolo Cerilli e Dario Percoco si è così potuto disegnare un piano generale per l’impiantistica sportiva terracinese. Dove l’iniziativa degli eventuali investitori privati è destinata a sposarsi con l’iniziativa pubblica che comunque potrà perseguire il proprio vasto programma di interventi. Ciò si realizzerà anche grazie ad un bando di gara attraverso il quale si individueranno aree pubbliche in abbandono ma disponibili, di modo che chiunque abbia le risorse economiche e la volontà per crearvi strutture sportive possa farlo. “Oggi abbiamo fatto un altro passo in avanti verso la città che sogniamo – ha dichiarato il sindaco Procaccini - Una città a misura di cittadino dove

la pratica sportiva sia accessibile a tutti e in ogni forma possibile. Naturalmente desidero ringraziare su tutti il presidente Mario Pescante che ha messo a disposizione della città di Terracina la sua straordinaria autorevolezza nel mondo dello sport nazionale ed internazionale”. “Sono davvero felice di aver potuto contribuire alla definizione di questo piano generale dello sport terracinese - ha affermato il vicepresidente del Comitato Olimpico Mario Pescante - Mi piace pensare che attraverso la pratica sportiva si possano dissuadere le giovani generazioni dall’intraprendere strade sbagliate e contemporaneamente si possano formare le loro giovani coscienze facendone così dei buoni italiani. È un pò la missione della mia vita. E non vi sarei riuscito se non avessi trovato nell’amministrazione comunale terreno fertile per coltivare tale obiettivo”. La realizzazione del piano si dispiegherà nel corso dei prossimi due anni e di volta in volta verranno rese note e condivise le diverse fasi di attuazione.


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All’Azienda Speciale Terracina la gestione dei Cimiteri cittadini Il Comune di Terracina, in ragione di una diversa rimodulazione della spesa pubblica, che deve tendere al raggiungimento di un maggiore livello di efficienza, efficacia ed economicità dei servizi pubblici gestiti, ha deliberato di assegnare dal primo gennaio 2014 all’Azienda Speciale Terracina la gestione dei servizi cimiteriali. Sottolineando nel verbale di Giunta come l’Azienda Speciale Terracina, per sua natura (ex art. 114 del Tuel), non ha scopo di lucro, ma l’obbligo del pareggio di bilancio da perseguire attraverso l’equilibrio dei costi e dei ricavi, compresi i trasferimenti derivanti dal Comune. L’amministrazione comunale per l’ottimale svolgimento, tra gli altri, dei servizi di: manutenzione ordinaria dei due Cimiteri cittadini, pulizia giornaliera all’interno degli stessi e nelle aree di accesso, assistenza sala autoptica mortuaria, pulizia dei locali e dei servizi igienici, apertura e chiusura al pubblico

nei giorni si sabato e festivi, operazioni di tumulazione, traslazioni, estumulazione, inumazione, esumazioni, riduzione in resti ossei di salme mineralizzate, deposizione resti ossario e bonifica loculi, conferirà all’Azienda Speciale Terracina la somma annua di 104.000,00 aggiuntivi. Somma comprensiva delle prestazioni di manodopera, utilizzo di nolo dei mezzi meccanici, acquisto di materiali: sacchi speciali e cassette ossario

e per la pulizia, attrezzature e quant’altro necessario a rendere gli interventi funzionali e a perfetta regola d’arte. La nuova impostazione di gestione comporterà, questione importante, anche un risparmio sostanziale per il bilancio comunale rispetto alla spesa complessiva impegnata negli esercizi precedenti. L’Azienda Speciale Terracina, per il corretto espletamento del servizio, dovrà infine garantire un congruo numero di unità lavorative specializzate, con l’assicurazione di un numero adeguato di personale anche durante i giorni dell’annuale commemorazione dei defunti.


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Una lunga storia di note e amore Viaggio nella grande famiglia della banda musicale, dove suona il ritmo della felicità di F. Avena

Non c’è famiglia che in qualche modo non abbia avuto a che fare con la banda musicale di Terracina. Fratelli, cugini, nipoti, zii e genitori: alzi la mano chi può dire di non aver avuto almeno un amico o un parente che abbia indossato la divisa e abbia fatto parte della grande famiglia del corpo bandistico città di Terracina. Forse non è un’esagerazione. Forse per davvero tutta la città, chi più chi meno, è entrato direttamente o indirettamente nella banda. Te ne accorgi seguendo una parata qualunque dei musicanti, avvicinati da questo o quel signore che saluta e si presenta: «Tanti anni fa suonavo il tuo stesso strumento», «Mio fratello era un sassofonista della banda», «Ho un amico che suona il trombone. In che fila sta? Ah, eccolo!». E via con strette di mano e complimenti. La casistica si perde nell’infinità delle volte che succedono episodi del genere. Secondo un censimento, che non può essere esau-

stivo per tante ragioni, la banda cittadina ha arruolato nella sua storia secolare oltre millecinquecento musicanti, la stragrande maggioranza di terracinesi doc. Ed è un numero al ribasso. C’è chi s’iscrive da ragazzino ed è talmente piccolo da non riuscire neppure a tenere in mano lo strumento e poi resta in banda tutta la vita; chi arriva da «grande» e non se ne va più; chi per tanti motivi – quasi sempre per impegni di lavoro e di famiglia – è costretto a malincuore a lasciare. Per tutti, comunque, fare parte della banda musicale resta un ricordo indelebile, un marchio di fabbrica dell’essere terracinese, un vaso carico fino all’orlo di ricordi pieni di amore. Perché la banda musicale, prima che musica, è soprattutto gioia, allegria, amicizia, voglia di stare insieme e condividere esperienze, uniti dall’emozione e dalla passione per note e melodie. Nessuno tra i musicanti della banda vive questa esperienza come un semplice hobby. C’è un senso di appartenenza, una voglia di far bene che supera i confini del semplice passatempo per diventare una vera e propria missione: far divertire e portare allegria

Nelle foto in Alto: Sfilata di primavera. Terracina, 2013; in Alto a Sinistra: La sfilata di banda e majorettes per il campionato mondiale di Offshore, Terracina 2013; in Basso: il corpo bandistico durante un’esibizione a Piazza Garibaldi nella Pagina accanto: il corpo bandistico città di Terracina schierato sulla scalinata del Duomo di San Cesareo. (foto di Antonio Masiello)


SOCIETA’

con professionalità ed emozione. E allora pensiamo alle tante sfilate che attraversano le vie del centro, le parate con le majorettes, la musica che risuona tra le facciate dei palazzi. Ecco, chiudiamo gli occhi e ognuno di noi - di questo siamo sicuri - avrà il suo ricordo di quando la banda parte e inizia a marciare. È un brulichio che risveglia. La gente si affaccia dalle finestre e batte le mani ai musicanti, li saluta e si sporge dal davanzale fin quando la scia blu delle divise non scompare portandosi il suono delle sue marce. O ancora lo spettacolo di una sfilata che trascina con sé, man mano che avanza per le strade, decine e decine di passanti. Inte-

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re famiglie che magari stavano andando da tutt’altra parte ma che all’arrivo delle file schierate di musicanti cambiano i loro programmi per seguire suoni e ritmi capaci di tirarsi dietro il pubblico come una mamma che prende per mano il figlioletto e se lo tiene stretto vicino. Trasporto, energia, passione: il bambino che sorride con gli occhi spalancati e il ditino a indicare ai genitori uno strumento che riluce al sole mentre gli passa la banda davanti è l’immagine più bella che un musicante possa provare suonando per le vie della città. Un piccolo miracolo che a Terracina si ripete da sempre.

Foto A. Masiello

Se la musica mette su famiglia Conoscersi, amarsi e perché no, sposarsi e mettere su famiglia: tutto nel segno della musica col battesimo della banda. Condividere emozioni forti ed esperienze magnifiche spesso può aiutare a creare affinità e a far crescere sentimenti. Non è un caso che il corpo bandistico abbia suggellato tante unioni. A partire dal maestro Gaetano Palmacci, che conobbe sua moglie Luisa perché sorella di musicanti, e poi diventata protagonista del gruppo delle majorettes. Oppure il presidente Orfeo Palmacci, che conobbe sua moglie Patrizia Palmacci, figlia del maestro Ennio e sorella dell’attuale direttore Gaetano, a un concerto nel piazzale del santuario della Madonna della Delibera. Ma la lista potrebbe andare avanti a lungo. Due musicanti tra loro o musicante e majorette: in tanti hanno conosciuto proprio nella banda la propria dolce metà. Sandro e Roberta, Gigi ed Anna e tantissime altre coppie sono nate lì dentro. Almeno una cinquantina dal dopoguerra ad oggi, ipotizzano i musicanti più anziani. Quando la famiglia si allarga, poi, anche i figli entrano a far parte della banda. E così tante famiglie si mescolano trascinandosi appresso fratelli e cugini. La banda è anche questo.


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Più di un secolo di vita e di successi Dai concerti d’inizio ‘900 ai quarant’anni del maestro Ennio Palmacci: la banda c’è sempre stata di F. Avena

Entriamo nella scuola di musica nella sede di via Appia 18 un pomeriggio qualunque. All’ingresso una targa commemorativa ricorda che la sede è intitolata al maestro Ennio Palmacci, direttore per 41 anni della banda di Terracina. Salendo le scale si è avvolti dal suono di strumenti diversi: deve essere un sassofonista che si esercita in una stanza; da un’altra parte è un trombettista che scalda le labbra perché tra qualche minuto si prova. La banda musicale non si ferma mai, è in continuo movimento: c’è sempre una sfilata da preparare, una processione o un concerto in cui esibirsi. E il segreto è farsi trovare pronti,

sempre. Ci si spalanca di fronte un’anticamera addobbata con le testimonianze della banda, che sembra essere vissuta da sempre. Fotografie, vecchi spartiti, coppe e trofei conquisati negli anni. E ancora i cappelli delle divise storiche del corpo bandistico insieme a strumenti musicali vecchi un secolo. La storia della banda è lunghissima e lo capisci anche da queste cose. Nel 1861 l’Italia raggiungeva la sua unità e indipendenza, negli stessi anni nella piccola Terracina iniziavano a organizzarsi i primi gruppi di musicisti che avrebbero gettato le basi per diventare la banda cittadina. Sappiamo con certezza che la banda, intesa come un corpo organizzato di musicanti, esisteva già nel 1879, aveva una sede in cui suonare e si esibiva puntualmente su direttiva del Comune. Ma è consultando l’archivio storico che saltano fuori documenti incredibili. Ci aiuta Sandro Palmacci, affermato percussionista, figlio dell’indimenticato maestro Ennio e fratello dell’attuale direttore della banda, il professor Gaetano Palmacci. Tra le «carte» conservate spuntano delibere dell’allora giunta comunale: siamo agli inizi del ‘900. Il Comune pagava le spese di operai e falegname per montare il palco del «Concerto civico». Correva l’anno 1903: a quel tempo la giunta autorizzava anche il pagamento - pensate un pò - del petrolio per le luci della sala-musica. Documenti storici che solo a tenerli in mano trasudano storia. L’arrivo della prima guerra mondiale impone lo scio-


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nazionali. Il repertorio sempre aggiornato e la capacità di esibirsi di fronte a ogni tipo di pubblico fanno della banda di Terracina un gruppo richiestissimo: allo stadio San Paolo per la partita di calcio Napoli-Milan di fronte a 50 mila spettatori; all’ippodromo di Agnano per la lotteria nazionale; in trasmissioni televisive e radiofoniche. Dalla sfilata del carnevale terracinese alla festa del mare, passando per i concerti in tutta Italia e le sagre di paese, il corpo bandistico ha riempito strade e piazze di musica e allegria. Nel 1995 la banda passa nelle mani del prof. Gaglimento della banda che si ricostituisce alla fine del conflitto bellico, affidata alla direzione del maestro Chezzi (a cui è intitolato il parco pubblico alle spalle di piazza Mazzini) per poi disperdersi nuovamente nella seconda guerra mondiale. Gli anni Cinquanta sono quelli della grande ricostruzione e anche la banda partecipa alla rinascita. La direzione passa per il maestro Olivio Di Domenico e poi a Pasquale Valentini. Nel 1954 prende le redini un giovane sassofonista, Ennio Palmacci, già vice di Valentini. Fino al 1995 sarà proprio lui il maestro, il più conosciuto e longevo di tutti i tempi. Con infaticabile volontà e una passione fuori dal comune, Palmacci insegnerà musica a centinaia di allievi, molti diventati artisti di fama nazionale e internazionale. Gli anni Sessanta e Settanta sono di grande rinnovamento ma anche di sacrifici. La banda si rinnova, cresce e si fa conoscere e apprezzare. Costituitasi in associazione culturale sotto la guida del presidente Orfeo Palmacci (che sposa Patrizia, la figlia del maestro Ennio), gli anni Ottanta sono quelli della consacrazione: banda di Terracina diventa sinonimo di successo e garanzia di qualità. Il corpo bandistico con i suoi musicanti e l’innovativo gruppo delle majorettes, istituito nel ’77 e diventato fiore all’occhiello dell’associazione culturale, viaggia in tutta Italia e all’estero. Visita le città gemellate con Terracina, partecipa a raduni nazionali e inter-

etano Palmacci, figlio di Ennio. La musica, è proprio il caso di dirlo, non cambia. Il corpo bandistico continua ad essere protagonista di eventi, concerti e «uscite» famose come la sfilata a Roma con Mike Bongiorno, Fiorello e Marco Baldini per la chiusura della più famosa trasmissione radiofonica degli ultimi anni, Viva Radio 2. Oggi la banda conta una sessantina di musicisti (studenti, lavoratori, intere famiglie) e altrettante majorettes dai 4 ai 25 anni. Si esibisce continuamente sia in città che fuori, portando sempre alto il nome di Terracina e l’orgoglio di un’intera comunità di cui si sente anima e protagonista.

Nelle foto dall’Alto in senso orario Corso allievi, 1969; Sfilata banda musicale stadio San Paolo di Napoli; Sfilata ippodromo di Agnano Lotteria nazionale, 1985; Esibizione delle majorettes di Terracina allo stadio San Paolo per la partita di calcio di serie A Napoli-Milan, 1983; Sfilata della banda musicale a Roma, 1997; Sfilata della banda con Mike Bongiorno, Fiorello e Marco Baldini della trasmissione radiofonica Viva Radio 2. Roma, 2007. Nella pagina accanto Lezione del maestro Ennio Palmacci in sala prove, 1971; Sfilata in via Roma; Immagine storica: musicanti in piazza Municipio; Concerto civico della banda musicale in piazza della Repubblica, inizi del ‘900.


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Toglietemi la banda, mi toglierete l’aria L’intervista al maestro Palmacci: l’ingresso a scuola col vestito «buono» e le nuove sfide di F. Avena

CHI è Gaetano Palmacci studia musica da quando ha 8 anni. Figlio del maestro Ennio, si iscrive da bambino alla scuola di musica per imparare il trombone. Si diploma al conservatorio di Santa Cecilia a Roma e nei tre anni successivi è professore d’orchestra come trombonista. Suona al Teatro dell’Opera, con l’orchestra sinfonica della Rai, con la Sinfonica Abruzzese e con l’Accademia Filarmonica romana. Nell’ambito di questa esperienza si esibisce per il 74esimo compleanno di Goffredo Petrassi, maestro del compositore Ennio Morricone. Durante gli anni della leva militare suona nella banda dell’esercito e ha all’attivo esibizioni al Teatro La Fenice di Venezia e al Teatro Olimpico di Roma. Nel 1976 decide di prendere la via dell’insegnamento a scuola e lavorerà in diversi istituti della provincia di Latina fino ad approdare a Fondi, dove insegna tuttora all’istituto comprensivo Don Milani. Nel 1995, a causa di un malore che colpisce il padre Ennio, ne raccoglie l’eredità e inizia a dirigere la banda musicale e a svolgere le lezioni agli allievi. Come fa ancora oggi con la passione e la professionalità di sempre.

Andiamo a trovare il maestro Gaetano mentre fa lezione a un adolescente con un sassofono tra le mani. Il tempo di assegnargli gli esercizi per l’appuntamento successivo e ci riceve nella sala prove, tra gli strumenti e i leggii pieni di spartiti. Da dietro una scrivania spartana batte il tempo ai suoi allievi che gli siedono al fianco cosicché entrambi possano leggere lo spartito. Da una vita fa lezione in questo modo, forse non cambierà mai. È un rituale che si ripete. Fa parte della banda da quando era bambino, introdotto dall’indimenticato maestro Ennio Palmacci, suo padre, che gli ha lasciato il testimone nel 1995. Da 19 anni dirige la banda portandola in giro per l’Italia e l’Europa, svolgendo quotidianamente le lezioni con i ragazzi del corso allievi con cui si alimenta il vivaio musicale. Per uno che vive nella banda da sempre, forse è difficile ricordare il primo contatto con la musica… «In effetti non è semplice ma ricordo un’immagine e deve essere stato quello il mio primo bacio alla musica. Ero piccolo, forse sui tre anni, e mio padre Ennio stava facendo una lezione di musica a casa. Giocavo ai suoi piedi e vedevo l’ombra di una mano che si muoveva, quella di un allievo che faceva solfeggio per imparare a leggere la musica». Con un padre come il maestro Ennio, era impossibile non entrare in banda. Quando è successo? «Ero piccolino, avevo otto anni. Un pomeriggio andai da mio zio Gino, altro musicista molto conosciuto e che a quel tempo faceva il barbiere in piazza Municipio. Mi diede qualche lira e mi disse di andare a comprare subito un quaderno col pentagramma. Pensavo fosse per lui e invece quando tornai mi fece scrivere le note e mi disse di correre a scuola di musica a impararle. Andai da papà, contentissimo per la mia decisione, e mi invitò a vestirmi di tutto punto. Entrare in banda doveva essere un momento importante della mia vita, un pò come un matrimonio». Immagino che ricorderà molto bene la prima uscita ufficiale con la divisa

della banda… «Ogni musicante potrà spiegarvi che per chiunque il giorno della prima uscita in banda è indimenticabile. E io non faccio eccezione. Era il 19 marzo 1969, un tempo a San Giuseppe si suonava per sfilata e processione. Fu un’emozione fortissima. Ricordo che da quel momento ho conosciuto tantissime persone. Ne ho apprezzato l’umiltà ma allo stesso tempo la fierezza e la professionalità di suonare per la banda. Presto la scuola di musica è diventata la mia seconda casa. Qui ritrovavo mio padre che ogni giorno “staccava” dal Comune e veniva a fare lezione. E poi ho trovato una famiglia, gli amici, la ragazza che è diventata mia moglie, Luisa, che poi sarebbe stata un pilastro del gruppo delle majorettes dalla sua nascita negli anni Settanta fino a oggi. Gran parte della mia vita è legata con un nodo strettissimo alla banda. Alcune mie scelte di vita sono state guidate dall’amore per lei. Come quando ho deciso di prendere la strada dell’insegnamen-


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Foto A. Masiello

to a scuola, cosa che mi permetteva di restare nelle vicinanze di Terracina e di continuare a vivere intensamente, giorno per giorno, l’esperienza della banda. Non potevo farne a meno: toglietemi la banda e mi toglierete l’aria. Tanto per rendere l’idea, nessun impegno è mai riuscito in tutta la mia vita a farmi saltare la tradizionale sfilata di San Silviano che il primo maggio attraversa le campagne di Terracina». Ha vissuto mezzo secolo di banda, come è cambiata? «In cinquant’anni la banda si è trasformata, e anche questa è stata la nostra fortuna e bravura. Eravamo un gruppo tradizionale e siamo diventati un qualcosa di più. Non soltanto un organico che eseguiva brani sinfonici ma un corpo bandistico che aggiornava costantemente il proprio repertorio, introducendo strumenti “diversi” come la batteria, la chitarra e il basso elettrico. Non è stato facile convincere tutti della bontà di queste scelte, ma con il tempo la banda ha raccolto i frutti desiderati. Altro punto di svolta è stato quello di dotarci di una vera divisa bandistica, e poi negli anni Settanta una maggiore organizza-

zione con la costituzione dell’associazione culturale e l’elezione del presidente Orfeo Palmacci. Grazie a tutte queste novità siamo riusciti a conquistare il pubblico, a rinnovarci sempre e ad allargare il nostro raggio di azione». Tra i tanti ricordi legati alla banda, ce n’è uno che sceglierebbe? «E sì, sono veramente tanti. Ma sicuramente il ricordo più bello è il raduno bandistico in Sicilia, a Canicattì, nel 1988. Siamo partiti con la meravigliosa idea di andare a suonare per Terracina, la nostra città. Dovevamo rappresentarla in un contesto internazionale e volevamo fare bella figura. Ci siamo esibiti all’una di notte, dopo tante altre bande, e il pubblico ha aspettato fino alla fine che suonassimo. Il giorno successivo tanti appassionati vennero in albergo a chiederci gli autografi. Non potevamo credere ai nostri occhi…». Che progetto ha per la banda? «Per una banda sempre viva come quella di Terracina i progetti sono sempre tanti, ma sicuramente è fondamentale alimentare il corso allievi, il vivaio della nostra associazione culturale. Tra impegni di lavoro, famiglia, trasferimenti, non è facile tenere sempre alto il livello. Per bilanciare questo turn-over fisiologico bisogna rinnovare sempre l’organico, insegnando a tanti ragazzi la splendida arte della musica. Da non dimenticare che spesso la musica può diventare anche una grande opportunità professionale, oltre che una maestra di vita. Pensiamo ai tanti musicisti partiti dalla scuola di musica della banda di Terracina e hanno raggiunto livelli altissimi di fama internazionale, uno fra tutti il sassofonista jazz Rosario Giuliani». Mentre ci congediamo da questa splendida chiacchierata, il maestro Palmacci ci chiede di aggiungere una risposta all’intervista. «Chiedetemi cos’è la banda musicale, vi risponderò che la banda è lo stupore dell’abituale. La vedi tante volte, ti passa sotto gli occhi, ma ogni volta è un’emozione diversa».

Buon compleanno presidente Aveva provato anche lui a suonare, ma poi per frequentare il liceo a Latina aveva dovuto appendere il trombone al chiodo. Ma il destino gli avrebbe fatto incontrare di nuovo la banda musicale di Terracina. L’avvocato Orfeo Palmacci di recente ha festeggiato i suoi 40 anni di presidenza. Da responsabile tuttofare è riuscito a trovare il suo posto nella grande casa della banda di Terracina. Nel 1973, da poco laureato in giurisprudenza, Orfeo Palmacci venne chiamato dai musicanti che gli chiedevano di assumere il ruolo di presidente. «Fu una scelta non proprio semplice – ammette Orfeo Palmacci – perché avevo solo 27 anni e non avevo molta esperienza nel campo. Ma alla fine, spinto anche dall’amicizia che mi legava a molti musicanti, decisi di accettare. Oggi, quarant’anni dopo, posso dire di non aver rimpianto un solo istante quella scelta». Sotto l’impulso del nuovo presidente, la banda si costituì come associazione culturale, si diede una nuova veste con la divisa e soprattutto un nuovo repertorio musicale. «Ma per la banda – continua Palmacci - era fondamentale farsi conoscere. Come? Cominciando a uscire dai confini terracinesi e andando a suonare fuori. Iniziò così l’era dei raduni bandistici a cui il gruppo terracinese partecipava sempre con successo. Negli anni ’80 si arrivò a suonare anche 70 volte, in pratica tutti i fine settimana, e la maggior parte erano trasferte divertentissime ma anche faticose. Proprio in una di queste occasioni non posso dimenticare uno dei momenti più intensi della mia presidenza, una stretta di mano all’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini». Oggi la banda vuole essere ancora protagonista della cultura e dell’identità terracinese. «Sono orgoglioso di guidare, magari per altri quarant’anni, quest’associazione fatta di ragazzi magnifici».

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“FOLK A META’”, RASSEGNA DI MUSICA D’AUTORE E ARTI PER RINTRACCIARE IL GENIUS LOCI Ospitata al teatro Fellini di Pontinia prenderà il via il 28 febbraio Sul palco si esibiranno 4 formazioni mentre nel foyer saranno esposte le opere di artisti visivi locali di R. Moro Il vento del nuovo folk arriva a Pontinia. è il Teatro Fellini della cittadina pontina ad ospitare “FOLK a META”, I edizione della Rassegna della nuova musica popolare e d’autore, una kermesse che vedrà tra febbraio e marzo quattro appuntamenti, nel corso dei quali si avvicenderanno diversi artisti che omaggeranno la scena musicale del nuovo-folk. Serata di apertura il 28 febbraio con un maestro indiscusso della fisarmonica, il pontino Marco Lorusso che, con le sue “Variazioni colte ed extracolte per fisarmonica”, attraverserà in maniera trasversale i territori della musica popolare. A seguire, giovedì 6 marzo, sarà il turno di Gianni Perilli L’altretnica, formazione che raccoglie l’esperienza e la bravura del maestro Gianni Perilli in un ensemble in grado di firmare brani ricchi di interessanti e innovative suggestioni sonore. I Circolabili saranno i protagonisti della serata di venerdì 14 marzo, con le loro atmosfere sospese tra musica, circo e coinvolgimento, come appunto il loro nome suggerisce. Serata finale sabato 22 marzo con i terraci-

nesi Bandancia, che presentano un repertorio, in buona parte originale e d’autore, che si colloca nel filone della musica popolare ma contaminato da diversi generi e dalla voglia di proporre sonorità e testi che denotano sensibilità sociale. Il cartellone della rassegna aggiunge altre partecipazioni di rilievo. Saranno ospiti del foyer alcuni tra i più interessanti artisti cromatico-visivi del territorio pontino, che presenteranno le loro opere prima e dopo ogni concerto. Nell’ordine di partecipazione, si alterneranno Alessandra Romagna, Francesco Canini, Raffaella Menichetti e il Collettivo Uneveneye. è un’iniziativa che punta a qualificare il territorio, proponendo artisti di vari ambiti che, avendo in comune la terra pontina, per nascita o per adozione, sentono il bisogno di “restituire” un patrimonio culturale che, in parte, dipende anche dalle suggestioni e contaminazioni del contesto in cui operano e vivono quotidianamente. Grande è l’attesa per questo appuntamento che, grazie alla riconosciuta vivacità del Teatro Fellini e alla collaborazione dell’Associazione culturale “Piacere la conoscenza”, punta a valorizzare il “genius loci” per contribuire a sostenere quanti, istituzioni e privati, operano con questo stesso obiettivo. Ab imo pectore: è dal profondo del cuore che nascono le passioni!


CINQUE SENSI

MARCO LORUSSO | Venerdì 28 Febbraio Marco Lorusso è un musicista estremamente eclettico, amante delle sonorità mediterranee e contemporanee, con interessi che spaziano dal repertorio classico sino al tango argentino passando per contaminazioni jazzistiche ed elettroniche. Svolge una notevole attività artistica come concertista e compositore. Ha all’attivo diverse produzioni discografiche.

GIANNI PERILLI | Giovedì 6 Marzo Gianni Perilli, versatile musicista apprezzato in Italia e all’estero, ha dato vita a questa nuova formazione scegliendo particolari musicisti del Sud Pontino per proporre un repertorio che, partendo dalla musica tradizionale del Sud Italia, si apre ad altri generi musicali come jazz, blues, rock, lirico, afro. Un repertorio formato da brani originali e di genere popolare: saltarelli, pizziche, tammuriate, e tarantelle rivisitate con particolari arrangiamenti e soluzioni musicali. Nel 2013 in Austria, ha rappresentato l’Italia al “Tanzlust Festival” di Freistadt.

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I CIRCOLABILI | Venerdì 14 Marzo I Circolabili nascono da un ’intuizione musicale di Sebastiano Forti (autore delle musiche e dei testi, mentre l’arrangiamento è merito di tutti i circolabili), il quale ha cercato di fondere con vari elementi musicali (jazz, musica balcanica, ritmi popolari) con elementi multimediali (cantanti, ballerini, action painting, trampolieri, acrobati e giocolieri). Lo stesso nome in italiano è la sintesi fra il circo e la follia. Spesso una giocosità estrosa coinvolge sia i musicisti che il pubblico, rendendo tutti i presenti, protagonisti di un imprevedibile atto creativo.

BANDANCIA | Sabato 22 Marzo Bandancia è un gruppo nato da un progetto che ha preso il via nel 2009 intorno ad una passione comune: la musica popolare. Propone un repertorio che da una radice tradizionale si evolve verso una propria produzione d’autore caratterizzata dalla presenza di diversi stili e atmosfere musicali. La scommessa principale è unire il discorso ad una pratica di sensibilità sociale. Nel 2013 il loro primo cd.

Nelle foto dall’Alto in senso orario: Marco Lorusso; Gianni Perilli; I Circolabili; Bandacia. Nella pagina accanto dall’Alto in senso orario: il Teatro Fellini a Pontinia; “Le Amanti” di Alessandra Romagna; un opera di Raffaella Menichetti; “Nuotatrice” di Francesco Canini

Abbonamento a tutta la rassegna € 20, singolo spettacolo € 10, ragazzi € 7. Per informazioni sulla rassegna www.teatrofellinipontinia.com oppure telefonare al 0773.841508 o al cell. 380.7222231. Per informazioni sugli artisti visuali che esporranno nel foyer del teatro Fellini: www.premioceleste.it/ artista-ita/idu:55055; www.raffaellamenichetti.it; www.francescocanini.it; www.uneveneye.com


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di D. Mastracco

Il

Cibo buono

pulito e giusto

Buone abitudini per un’alimentazione amica del clima e della salute La qualità del cibo che arriva sulla nostra tavola è indissolubilmente legata al lavoro degli agricoltori e dei produttori, alla tutela dell’ambiente e della biodiversità. Tutto ciò emerge chiaramente dallo slogan “Buono, Pulito e Giusto” che è alla base della filosofia Slow Food; dove “Pulito” si riferisce infatti a un modello di produzione e di consumo alimentare in armonia con l’ambiente, la salute degli animali e degli esseri umani. Fatta questa premessa, è importante rilevare che la temperatura media del nostro pianeta sta aumentando troppo velocemente, una delle maggiori cause di inquinamento ambientale è il sistema agroalimentare e una delle prime vittime di questa situazione è sicuramente la biodiversità. Cosa fare? Ecco 10 consigli su come modificare le abitudini a tavola, dalla spesa alla cucina, per contribuire a mitigare i cambiamenti climatici in atto, sapendo che quello che fa bene al clima fa bene anche alla nostra salute. 1. Scegliamo l’agricoltura sostenibile. Privilegiamo i prodotti biologici, biodinamici o quelli che sono frutto di agricoltura a minore impatto ambientale. Facciamo attenzione alle certificazioni e acquistiamo cibo, non merce. Evitiamo di scegliere solo in base al prezzo. 2. Mangiamo plurale: frutta, verdura, carni...La diversità biologica è il fondamento della sicurezza alimentare ed è amica del clima perché non pesa sul pianeta, anzi lo rende più reattivo ai cambiamenti. 3. Mangiamo locale. I cibi freschi oltre che ad essere più buoni sono anche più nutrienti. Se compriamo il cibo direttamente in azienda avremo anche la possibilità di conoscere il

nostro territorio e i suoi protagonisti. 4. Scegliamo i prodotti di stagione. Procuriamoci un calendario della stagionalità degli alimenti e consultiamolo prima di fare la spesa. 5. Acquistiamo da chi produce. Ridurre il numero di passaggi ha tanti vantaggi: si risparmia energia e si hanno meno emissioni, si usa meno packaging e si ha la garanzia di un prezzo trasparente per chi acquista e più equo per chi produce. 6. Mangiamo meno e meglio. Riscopriamo la nostra cultura e le nostre tradizioni. Convinciamoci che la qualità conviene. 7. Riscopriamo i legumi, anche attraverso ricette regionali, sono eccellenti fonti di proteine e sono amici dell’ambiente. Riduciamo il consumo di carne a non più di due o tre volte la settimana. 8. Torniamo a dare al cibo il giusto valore. Riduciamo gli scarti ed evitiamo gli sprechi. 9. Evitiamo di essere “consumatori”, ovvero persone sempre meno informate sull’origine dei prodotti che acquistiamo, sempre più avare di tempo e attenzione e sempre più facili bersagli delle suggestioni del marketing. Diventiamo invece co-produttori, cioè delle persone consapevoli che fare la spesa significa anche porsi delle domande, chiedere informazioni sull’origine dei prodotti e sulle tecniche di produzione. 10. Impariamo a leggere le etichette e, quando è possibile, compriamo direttamente dai produttori. A Terracina, in Via del Rio, ogni prima Domenica del Mese si svolge un “Mercato della Terra” ricco di prodotti e Produttori che sono le eccellenze agro-alimentari del nostro Territorio.


All mad about Fashion

di H. Antonelli

SE SIETE SOPRAVVISUTI AI SALDI INVERNALI SENZA SPERPERARE BUTTATE L’OCCHIO ALLA MODA PRIMAVERA-ESTATE: QUEST’ANNO CONIUGA L’ESOTICO CON L’UNDERGROUD Buon inizio anno e soprattutto felice shopping! Sopravvissute ai saldi invernali? Il mio consiglio per chi non avesse ancora dedicato un giorno a questo evento è... preparatevi! Per arrivare pronte e non perdersi in desideri effimeri quello che serve è un’organizzazione di base, così da non correre il rischio di tornare a casa a mani vuote o peggio ancora di tornare a casa con capi totalmente inutili, acquistati solo perché in saldo. È giunto il momento di fare vostri quei capi must have della collezione autunno inverno e perché no, di iniziare a sbirciare quella che sarà la nuova collezione primavera estate. Il 2014 è iniziato da poco ma Il calendario della moda è già pieno di eventi imperdibili! Nello scenario italiano della moda e non solo, Milano Moda Main è l’ appuntamento innovativo che coordina le aperture degli showroom milanesi per le vendite delle Main Collection Uomo, Donna e bambino. È prevista l’esposizione e la vendita dei marchi più importanti del prèt-à-porter presentati negli showroom degli stilisti e delle aziende di moda. Due gli appuntamenti annuali da non perdere: Fall (Milano

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Moda Uomo 11-14 Gennaio, Milano Moda Donna 19-24 Febbraio) e Summer (Giugno/Luglio). Ancora una volta, Milano prestigiosa location, si conferma come imprescindibile riferimento mondiale del settore, promuovendo le maison che hanno reso celebre il Made in Italy. Andiamo insieme a sbirciare nei backstage quella che sarà la collezione per questa primavera-estate! Una collezione che amo definire di vere e proprie opere d’arte contemporanee. È un pò l’ispirazione che hanno avuto gli stilisti giocando a fare gli artisti in questa collezione primavera-estate 2014, coniugando alla moda natura incontaminata, fiori tropicali e i grafismi di metropoli contemporanee. Un grande Si alla felpa, dalla versione più sportiva al sempre cool bicolore. E ancora spazio alle frange di pelle, dagli abiti folk e noir, agli accessori più trendy. Torna in larga scelta per noi il bomber, grande icona degli anni 80, classico in pelle da indossare con jeans, corto e metal e in stile collage americano. E per la sera al via alle applicazioni! Paillettes, strass, perle, ruches e quant’altro non mancheranno su vestiti, accessori e scarpe!

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Nelle foto: 01 - Alexander Wang, Fleece; 02 - Celine, Africa; 03 - Christian Dior, Pop Art; 04 - Galliano, Bomber; 05 - Tommy Hilfiger, Tropicale.

Scrivete a: hele.antonelli@hotmail.it


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di P. Carnevale

Sì Wedding

L’AMORE SUPERA DIVERSITà E BARRIERE, IL BANCO DI PROVA è IL MATRIMONIO “MISTO” è questo il tempo della globalizzazione, mai come oggi le persone hanno avuto la possibilità di spostarsi, migrare da un capo all’altro della terra portando con se culture e tradizioni proprie. In questo contesto sono sempre più frequenti i cosiddetti matrimoni “misti” ossia unioni tra donne e uomini di nazionalità e religioni diverse. Un fenomeno in crescita che conferma il fatto che l’amore supera le diversità, ma anche una smentita del detto “vacche e buoi dei paesi tuoi”. I numeri sono imparziali testimoni di questa tendenza: in Italia nel 2012 questo tipo di matrimoni ha raggiunto il ragguardevole numero di 20.764, con una crescita rispetto all’anno precedente del 15,3 per cento. La maggioranza delle coppie “miste” è composta da marito italiano e da una moglie straniera (78,7%). Organizzare un matrimonio di una coppia mista mette alla

prova il talento del wedding planer, perché le variabili da controllare e le sensibilità da rispettare sono veramente tante. A cominciare dal tipo di cerimonia. Ovviamente se i due piccioncini si sposano in comune con rito civile di problemi non ce ne sono; l’accordo sulla cerimonia e i differenti riti religiosi può diventare invece una faccenda di stato, soprattutto se i parenti ci mettono il naso facendo pressione su i due innamorati. L’accordo è più semplice per sposi che sono entrambi cristiani ma di chiese diverse

Per scrivere: tevent012@gmail.com

in questo caso è possibile organizzare un rito celebrato da un sacerdote cattolico con al fianco un sacerdote ortodosso o un pastore protestante. Negli altri casi la situazione si complica, perché uno dei due sposi dovrà rinunciare alla propria tradizione. Per fare solo due esempi una donna mussulmana, non può (diciamo non potrebbe..) sposare un uomo di un’altra fede, mentre un mussulmano maschio può unirsi in matrimonio con donne di altra religioni. Nell’ebraismo non sono ammessi di norma matrimoni misti, chi vuole sposare un ebreo deve di fatto convertirsi. La regola generale per fare in modo che il matrimonio misto sia un successo riguarda il rispetto delle differenze dei due sposi e delle rispettive famiglie, nello sforzo di conciliare i desideri di tutti senza urtare le sensibilità di nessuno. Questo vale anche per il ricevimento, dalla scelta della location, al menù per gli ospiti, che va calibrato con la massima attenzione. Fondamentale è non servire piatti vietati o alcol nel caso di invitati di religione musulmana. Le portate se sono presenti famiglie di religione ebraica o mussulmana devono essere rispettivamente kosher o halal (ossia consentite). Si possono avvicendare piatti delle due tradizioni magari alternando i paesi di provenienza. Infine l’’animazione, che può diventare una straordinaria occasione per far conoscere musica e costumi delle due tradizioni alle famiglie degli sposi. E magari rilassare i suoceri, che si sono guardati di traverso per tutto il ricevimento...


di M. Mattei

Hairdressing

Parrucchieri

Inizia il nuovo anno con stile! Il nuovo anno è arrivato e mai come adesso è il momento più opportuno per iniziare a pensare a quale look potrà darci il giusto appeal e la grinta per essere al top! Parola d’ordine: no alle mezze misure. Bisogna lasciarci un pò prendere dalla «follia». Se si razionalizza troppo, lo stile perde fascino. Va liberata la creatività.

Ecco allora per voi le nostre proposte di gennaio, dal rock al grunge, dal minimal chic al soft trend, ecco tutto quello che vedremo nella prossima stagione.

CHI è

Massimiliano Mattei gestisce da 13 anni il salone «Hairdressing Parrucchieri» in via dei Volsci, a Terracina, insieme alla sorella Nicoletta. Grazie a impegno, sacrificio, fantasia e una bravura indiscutibile, Massimiliano Mattei è entrato a far parte con il suo salone nel Tigi Ambassador Team che lo vede coinvolto in numerose attività educazionali e in manifestazioni di livello internazionale. Partecipa alle fashion week nelle capitali della moda internazionali collaborando con stilisti del calibro di John Richmond e Gianfranco Ferrè.

Hairdressing Parrucchieri è a Terracina in Via Dei Volsci, 24 - Tel: 0773 703813


di L. Di Raimondo

in Cucina

Una gustosa passeggiata in provincia Nostalgia delle festività natalizie? Delle tante serate passate in compagnia di amici e parenti tra chiacchere e buon vino? A chi lo dite! Ma non disperiamo, possiamo approfittare dei fine settimana per gite fuori porta o alla “scoperta” del nostra città. Unica precauzione organizziamoci in anticipo e prestiamo molta cura ai particolari per evitare perdite di tempo e decisioni prese all’ultimo momento che potrebbero riservarci brutte sorpese. Allora, affamati di curiosità ed eccellenza, pensiamo ad una prelibatezza del nostro territorio; prendiamoci del tempo perchè la scelta non è semplice, infatti la lista è lunga se consideriamo i vini, le birre, i salumi i formaggi, le verdure, le carni… In seguito provate ad organizzare il vostro giorno libero partendo proprio dalla vostra scelta e da tutto ciò che ci gira intorno. Sarà un piacere scoprire quanto la nostra regione

ha da offrirci. Partendo da Terracina e dirigendoci verso sud, la prima tappa è a pochi Km per un assaggio del Formaggio Marzolina, prodotto con latte di capra bianca e della buonissima salsiccia al coriandolo del borgo medievale di Monte San Biagio. Proseguendo il nostro tour incontriamo il lago di Fondi popolato di saporitissime Palamite ed il cui territorio è ricco di coltivazioni di agrumi, ortaggi e verdure di stagione, in questo periodo possiamo trovare ad esempio i broccoletti e l’Arancio Biondo di Fondi. Terminiamo il nostro primo percorso del gusto a Gaeta, una passeggiata tra le vie del centro storico e poi giù, ad ammirare la bellezza del Golfo degustando una delle specialità gaetane più famose in regione: la Tiella.

Vi ho dato qualche idea da cui partire, se volete saperne di più visitate il sito www.laziodoc.it e buon viaggio!


la LEGGENDA

LA RICETTA Tiella di Gaeta INGREDIENTI 500 g di farina 20 g di lievito naturale 3 cucchiai di olio di oliva 200 ml di acqua tiepida 1 kg di polpi o calamari bolliti 50 g di capperi 100 g di olive di Gaeta snocciolate 100 g di pomodori pelati Prezzemolo Peperoncino Sale q.b.

PROCEDIMENTO Impasto

In una ciotola mettere il lievito con il sale e l’olio. Aggiungere la farina un poco alla volta fino ad ottenere un impasto omogeneo. Avvolgere l’impasto in uno strofinaccio e lasciarlo lievitare per almeno mezz’ora in ambiente caldo.

Si narra che Ferdinando IV di Borbone (1751-1825) ne fosse un grande estimatore, anzi secondo alcuni ne fu proprio l’inventore. Amava girovagare indisturbato per le vie di Gaeta indossando semplici indumenti, in modo da confondersi con il suo popolo. Ed è proprio per questo modo di fare, che il giovane re un giorno, sotto mentite spoglie, vide una massaia che preparava l’impasto per il pane. Stimolato dalla fame chiese alla popolana di poterla aiutare. La signora acconsentì ed il re le chiese di stendere la pasta sottile e di metterla in una teglia di rame, le fece aggiungere della scarola cotta che la massaia aveva pronta in una in una zuppiera sul tavolo, olio e olive di Gaeta, le fece stendere un altro disco di pasta per chiudere il tutto per poi poterla infornare.

Ripieno*

Versare i polpi nell’acqua bollente già salata e lasciarli bollire per 30-40 minuti. Una volta assicurata la cottura con una forchetta lasciarli raffreddare nella loro acqua. In seguito tagliare i polpi o calamari bolliti a pezzetti e condirli con olio, prezzemolo, peperoncino e i pomodori pelati, aggiungendo le olive di Gaeta snocciolate ed i capperi. Prendere metà dell’impasto e stenderlo ottenendo una sfoglia di spessore inferiore ad un centimetro. Ungere una teglia rotonda con l’olio e foderarla con il disco di pasta. Mettere il ripieno sulla pasta e ricoprire con un disco di pasta come quello preparato in precedenza, unendo i due dischi con una lieve pressione su tutto il bordo. Infornare la tiella di Gaeta a 180°C per almeno 30 minuti (la pasta deve risultare di colore dorato). Servire tiepida.

*Il ripieno va preparato preferibilmente il giorno prima per dar modo agli ingredienti di amalgamarsi esaltandone i sapori.

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Reinventarsi la vita per battere la crisi: al laboratorio di formazione IN.CAT. ripartono i corsi per diventare pizzaioli di attività, intravedendone le potenzialità per giovani e meno giovani. 40 ore di corso ed una frequenza di due volte la settimana, per avvicinarsi al mondo della pizza, per scoprirne i segreti, per approfondire una passione, per aspirare a diventare pizzaioli. 120 ore di corso e una frequenza quotidiana (dal lunedì al venerdì) per un mese, per il percorso completo, con rilascio di attestato di pizzaiolo professionista. Dalla teoria alla pratica, dalle nozioni di economia aziendale, di amministrazione, di food cost, di marketing, di HACCP (con relativo attestato), a tutte le tecniche di impasto, di lievitazione (diretta, indiretta, biga, poolish, pasta madre), tecniche di cottura (forno elettrico e fono a legna), e tecniche di preparazione (pizza tonda, in teglia, in pala, napoletana stg), un percorso completo, un bagaglio che si arricchisce giorno dopo giorno, un mestiere che si plasma tra le mani di quanti, per curiosità, per passione o per necessità sono pronti a cogliere la sfida. Una sfida che il laboratorio della IN.CAT. rivolge ai più giovani, appena usciti dal mondo della scuola e quindi in cerca di un primo sbocco professionale, ma anche ai più maturi che vogliono o devono rimettersi in gioco, così come a chi un lavoro c’è l’ha, ma nel tempo libero piuttosto che stare con le mani in mano...preferisce avere le mani in pasta! Info ed iscrizioni presso la sede IN.CAT., via Appia 120, a Terracina (LT), Tel. 0773 709872 - 393 9446000.

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Da troppo tempo e in qualsiasi campo sentiamo parlare crisi, forse la parola più temuta ma allo stesso tempo la più inflazionata di quest’ultimo periodo. Un momento critico nasce e viene percepito come un momento di stasi, di rottura, un momento in cui ciò che funzionava inizia a non funzionare più, ciò che rendeva non rende più. Ma al di là di ogni interpretazione e risvolto di carattere economico, sociologico, psicologico che si possa legare al concetto di crisi, ciò che vale la pena evidenziare è come un momento critico possa trasformarsi anche in un’opportunità. Dalla necessità di cambiare strategia, di convertire il proprio operato può partire un percorso di vita alternativo, una nuova carriera. E allora in un momento come questo, nel quale più che mai bisogna sapersi mettere in gioco, vale la pena sperimentare e sperimentarsi, per scoprire magari di avere doti fino ad ora ignorate, o che quella che si considerava una passione si può anche trasformare nella propria professione, in occasione di riscatto. è in questo contesto che si inserisce il progetto avviato nell’ultimo anno dal laboratorio di formazione IN.CAT. di Terracina, che ha saputo cogliere questa necessità di cambiamento imposta dal mercato ed, in collaborazione con l’Associazione Pizza italiana, organizza percorsi formativi per aspiranti e per futuri pizzaioli, mettendo a disposizione dei corsisti spazi, laboratori e attrezzature dedicati, ma soprattutto formazione ed esperienza pluriennale nel settore del personale docente altamente qualificato, che ha scommesso su questo filone


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DANIELE NARDI, ALPINISTA “PROMETEO” DI SEZZE SFIDA ANCORA LA VETTA DEl NANGA PARBAT: 3 ORE DI LUCE AL GIORNO E TEMPERATURE A -70

Ha cominciato a 14 anni da autodidatta sui monti Lepini ora è un personaggio famoso: “La rupe di Pisco Montano è scalabile, peccato non sia possibile utilizzarla per arrampicasi” di A. Ferrari

Dalle falesie dei monti Lepini all’Himalaya il viaggio può essere anche breve se il fuoco dell’ignoto ti divora. Lo sa bene Daniele Nardi, 38 anni, di Sezze, primo alpinista al di sotto del Po ad avere scalato 5 cime di 8000 metri tra cui Everest e K2. Un Prometeo dello sport estremo, ma non un superuomo. Due occhioni scuri incorniciati in un bel viso abbrunito dal sole, Daniele è simpatico, alla mano, l’abbiamo incontrato a Milano prima di un’ intervista per Radio 24 condotta dal giornalista Dario Ricci, che anche l’autore della sua biografia (In vetta al mondo, Infinito edizioni, 13 euro). Nardi è partito lo scorso 20 gennaio da Fiumicino diretto a Islamabad, Pakistan, per tentare l’ascesa in solitaria e in stile leggero, senza sherpa né ossigeno, del Nanga Parbat, la “Regina delle montagne”. Un colosso di 8.125 metri, la nona montagna più alta della Terra, la cui vetta nessuno è mai riuscito a raggiungere in inverno. Un’impresa che se dovesse riuscire consegnerà il suo nome agli annali della storia dell’alpinismo mondiale. Un tentativo lo ha già fatto l’anno scorso insieme

alla francese Elisabeth Revol, sua compagna d’avventura, ma venti che soffiavano ad oltre 100 chilometri orari e temperature fra i 40 e 60 gradi sotto zero lo hanno costretto a fermarsi a 6.450 metri. Insieme a Nardi altre tre spedizioni (tra cui quella del bergamasco Simone Moro) tenteranno la medesima impresa, lui ha scelto di provare la scalata dallo Sperone Mummery, un versante che prende il nome di uno dei fondatori dell’alpinismo, che lì mori travolto da una valanga nel lontano agosto 1895. Un posto che in inverno, a causa dell’ombra delle altre montagne, è illuminato tre ore scarse durante tutta la giornata. Un incubo nero e freddo. Ai pericoli della montagna si sommano le incognite del terrorismo, Nardi avrà il campo base a Diamir a 4200 metri, dove nel giugno scorso i talebani hanno massacrato 11 turisti, il governo pakistano gli ha garantito una scorta armata. La sua, insiste, è una sfida personale: «Non posso partire con l’idea di fare corse per chi arriva primo, per me in questo momento è più importante lo stile. E non va mai dimenticato quanto siamo sul filo del rasoio lassù».

Nelle foto: In Alto e a Sinistra Daniele Nardi sulle pendici del Nanga Parbat nell’inverno scorso quando ha tentato di conquistarne la vetta per la prima volta. Nella pagina accanto In Alto l’alpinista di Sezze nel 2013 si ripara nella tenda; Sotto a Destra preparativi di sistemazione al campo base. In alto a destra la conquista della Vetta Broad Peak nel 2009 a 8047 metri di altezza; In Basso a destra Nardi si arrampica sulle falesie dei Lepini.


SPORT

magazine, dedicata alla montagna e all’alpinismo e vedevo questi ragazzi che scalavano e mi sono detto perché loro scalano e io devo annoiarmi a camminare per sentieri. Vedendo che da noi ci sono tante pareti calcaree da scalare, mi sono fatto comprare una corda da imbarcazione, ho preso due imbragature da lavoro e con un amico ho cominciato a fare le prime arrampicate, ben nascosto agli occhi dei miei genitori. Fortunatamente, intorno ai 17 anni, leggo su una locandina affissa in una torrefazione di Sezze di un primo corso di arrampicata sportiva proprio nel mio paese. Così da minorenne, dopo una lunga discussione per convincere i miei genitori a firmare, mi iscrivo al corso. A Roma poco dopo compro una piccozza, dei ramponi e rimedio gli scarQuando verrai a scalare Pisco Montano… «Presto, presto - scherza - a Terracina ho diversi amici, alcuni dei miei allievi dei corsi di arrampicata sportiva, sono di lì. Mi sono arrampicato una sola volta tanti anni fa, un pò in barba ai divieti. La roccia di Terracina è scalabile, bellissima, ed è un peccato che vi siano dei vincoli che impediscano di sfruttarla. Ci sarebbero centinaia di persone disposte ad arrampicarsi perché le vie sono già aperte. Si racconta, ma forse è una leggenda, che un tempo si poteva ascendere liberamente ma venne posto un divieto perché gli automobilisti si fermavano a decine per guardare gli arrampicatori. Nel mio cuore c’è sempre l’obiettivo di mettere nella condizione i ragazzi di potersi avvicinare all’arrampicata sportiva anche in posti dove tendenzialmente non c’è una tradizione, è una disciplina che si può praticare anche in piccole strutture ed è un buon viatico per l’alpinismo. Quando c’è passione il resto viene». Come hai cominciato ad arrampicarti… «A 14 anni ho cominciato andare da solo in montagna, sui Lepini, a 17 ho iniziato a scalare, inventandomi dei nodi, delle imbragature, affrontando pareti di 30-40 metri. Avere degli antenati che venivano dalle montagne deve avere avuto qualche influenza, i miei nonni infatti erano pastori dei monti Lepini. I genitori invece fanno tutt’altro: mio padre è ingegnere e la mamma insegnante, ho due fratelli, uno ricercatore a Londra e l’altro lavora con me sulla comunicazione». Avrai avuto un maestro… «No, quando ho cominciato ero solo. Leggevo una rivista, Alp

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46 poni ad un mercatino dell’usato, all’epoca non c’avevo una lira, e così parto da solo per scalare il Monte Bianco. Senza dire niente a nessuno». Quanto conta la volontà nel diventare un alpinista di prima grandezza? «Volontà, desiderio, passione e soprattutto perseveranza, contano moltissimo. Non devi mollare se vuoi scoprire il tuo vero limite, quello oggettivo. Io non sono il più forte alpinista del mondo, ce ne sono altri più forti di me in Italia, però credo di essere capace di spingermi sulla soglia del mio vero limite. Altri non lo fanno». Per te la montagna è anche una professione… «Sì, affianco coach e professionisti della formazione come testimonial sportivo. Sostanzialmente riporto quello che faccio in montagna e il formatore lo “traduce” a beneficio dei partecipanti al corso. è un metodo che prevede di utilizzare gli sport estremi per entrare in azienda e formare le persone. Un approccio che è stato utile anche a me per arrivare ad una maggior introspezione». Cosa cerchi sulle grandi vette? «Può suonare retorico ma quello che cerco è misurare me stesso nel superare gli ostacoli nell’ambiente che mi circonda. Per me l’alpinismo è bellezza, esplorazione dentro e fuori, uno stile di vita, di pensiero. è libertà». Sei pronto fisicamente per il Nanga Parbat? «Sono in gran forma, mi sono allenato duramente per cinque mesi per riaffrontare il Nanga Parbat. Scalerò da solo e so perfettamente che la percentuale di riuscire è molto bassa, bassissima. Già è difficile in due o tre figurati da solo. è un’impresa che dal 1988 è stata tentata 16 volte dal gotha dell’alpinismo mondiale e mai portata a termine». Quando prevedi di cominciare a scalare? «Considera che in questa scalata il coefficiente di rischio è altissimo, dunque mi devo concentrare senza pensare ad altro. Dovrò per prima cosa acclimatarmi in modo ottimale a 6500 metri su delle montagne collaterali. Poi aspetterò la finestra di bel tempo e farò un solo tentativo in solitaria. Mi gioco una volta sola la scalata. La mia compagna ha avuto degli impedimenti famigliari e non potrà partire, mi auguro che le cose cambino verso fine febbraio e lei possa raggiungermi, se così sarà insieme faremo un eventuale secondo tentativo».

Quanto costa la spedizione? «Circa 100 mila euro, soldi investiti dagli sponsor» Come è la notte a 8000 metri? «Fredda. Molto fredda. Il mese scorso le temperature in vetta sono arrivate a -71 gradi. Io ho deciso di adottare uno stile alpino molto leggero, una scelta estrema che non mi permette di portare sacchi a pelo pesanti, tende a doppio telo e altre attrezzature». Riesci a dormire? «No, ma a un certo momento il cervello stacca la spina per far riposare il corpo. Come un piccolo svenimento». Hai paura? «La paura c’è sempre. è quella che ti aiuta a capire quand’è che devi tornare indietro, però non devi farti travolgere dalla paura, va controllata». Una domanda da uomo della strada: Daniele, ma chi te lo fa fare? «Lo scrittore Antonio Pennacchi, che è un amico, proprio ieri su Latina oggi ha scritto un articolo su Shumacher in cui poneva questa domanda e si rispondeva annoverandomi tra quelle persone speciali o forse matte che animate da una passione cercano in qualche modo di cambiare il mondo. Credo che abbia ragione. Io lo faccio nello sport ma vale in tutti i campi». Sei religioso? «Si sono cristiano credente. Prego e credo in Dio» Lassù in alto si è più vicini a Lui... «Assolutamente sì. Lassù è tutto molto più chiaro, eppure c’è meno ossigeno». In bocca al lupo «Crepi»! I SITI E i SOCIAL PER CONOSCERLO Sito: www.danielenardi.org Formazione: www.climbyourself.com Associazione: www.mountainfreedom.it FB: danielenardimontagna Tube Vimeo: danielenardi Blog: www.mountainblog.it/danielenardi Youtube: www.youtube.com/user/NardiDaniele.

Nelle foto: Dall’alto l’alpinista fermo su uno sperone di ghiaccio; In Basso a Sinistra l’alpinista nel 2011 in India scala il Bhagirathi III, cima di 6454 metri situata sul ghiacciaio Gangotri; Sotto Nardi durante l’intervista.


SPORT

La città blinda il memorial ciclistico Con la cena a Le Onde Gran contributo per il Memorial Falcone di A. Marangon

Ancora un gran contributo per il Memorial Marcello Falcone è arrivato grazie alla cena pre-natalizia organizzata al ristorante Le Onde dal presidente del GSC Desco Tiziano Testa. La cittadinanza ha risposto affollando i tavoli del locale del lungomare e nell’occasione ha potuto cenare in compagnia di Paolo Bettini, Filippo Simeoni, Gigi Sgarbozza, Rita Forte e Maurizio Marchetti, i quali, insieme al sindaco Nicola Procaccini e al vicesindaco Gianfranco Sciscione, hanno risposto al nuovo invito dell’amico Testa che, come noto, non lesina mai nell’impegno per la corsa ciclistica riservata alla categoria juniores che il 30 marzo 2014 taglierà il nastro della 39esima edizione. «Grazie a tutti gli amici per il sostegno - dice Testa - e in particolar modo ai dottori Mauro Palmacci e Luca Di Girolamo, l’avvocato Francesco Pietricola, Sergio Giuliani, Giovanni Rinaldi, Marcello Cervini, Massimo Saurini, Umberto Masi, Luciano Gasbarrone, Domenico Villani, Gaetano Senesi, Pedale Amico di Borgo Hermada, Cicli Tornesi, Pagliaroli Vetri e Cicli Conte Fondi».

Nella foto alcune delle personalità che hanno partecipato alla cena in favore del Memorial Falcone, terzo da sinistra il sindaco Nicola Procaccini con a fianco la cantante Rita Forte:

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Tutti

di S. Citarella e L. Savarese

in campo

CALCIO Terracina, una magia tira l’altra

L’inizio dell’anno del Terracina si è rivelato prolifico sia dal punto dei risultati che delle prestazioni. Dopo lo sfortunato pari colto al “Nazareth” di Isola del Liri, i tigrotti hanno fatto bottino pieno con San Cesareo, Marino e Porto Torres, riducendo il margine dalla capolista a una sola lunghezza. Oltre ai soliti colpi da illusionista di Flavio Marzullo (due goal e due assist negli ultimi trionfi), il neoacquisto Giuseppe Genchi è salito alla ribalta griffando con la sua doppietta il successo per 3-2 con il San Cesareo e chiudendo la sfida di Marino nel finale. Massimo Agovino al di là dei brillanti risultati conseguiti sul prato verde può guardare al futuro con rinnovato ottimismo. La rincorsa alla Lupa è lanciata. Tra una magia e l’altra.

volley terracina suona la decima

Tredici vittorie su dodici partite disputate. Primato in solitaria con 28 punti. La Volley Terracina di Carmine Pesce continua a macinare record su record nel campionato femminile di B2, lasciando agli avversari le briciole. Le gare con Volley Frascati e Roma 7 (entrambe vinte 3-0) certificano il dominio delle terracinesi, sconfitte sola una volta in stagione dalla Giò Volley Aprilia. E per giunta al tie-break. «Sono orgoglioso delle mie ragazze e della maturità che hanno raggiunto» - ha dichiarato un raggiante Iannarilli «Sono certo che nelle prossime decisive sfide interne il pubblico terracinese verrà a sostenerci in massa». Lo meritano le giocatrici, ma soprattutto la nostra città, degnamente rappresentata in tutta Italia dal nostro club.


Basket Terracina play off nel mirino

Comincia l’anno come l’aveva finito il Basket Terracina di coach Penchi, ovvero vincendo. E soffrendo. Il successo in volata di Grottaferrata viene bissato tra le mura amiche del “Palacarucci” con l’APDB Roma; decisivi - in entrambe le sfide - Paolo Bondatti e Arturo Spada, autentici trascinatori e leader indiscussi della compagine tirrenica. La successiva (e inopinata) battuta d’arresto interna con il St. Charles non scalfisce l’ottimo campionato dei tirrenici, ancorati ai primissimi posti della graduatoria. Comunque soddisfatto di questo primo scorcio di stagione il presidente Favali: «Abbiamo raggiunto brillanti risultati sul parquet, lanciando e facendo crescere giovani del nostro settore giovanile. Il nostro obiettivo per il futuro resta l’approdo ai play off».

RUGBY terracina avanti a testa alta

“L’importante è perdere”. Una massima lapidaria, ma anche il titolo del libro di successo del giornalista sportivo di Sky Sport Nicola Roggero. Il Terracina Rugby - sempre sconfitto nel campionato regionale di serie C e ultimissimo in classifica - sembra aver colto appieno il senso e l’essenza della frase. E i valori dello sport. Relazionandosi con la sconfitta in modo onorevole. Uscendo sempre a testa alta. Dopo la lunga sosta invernale, la formazione di Fabio Turchi ripartirà dalla trasferta contro il Fabraternum. Nel frattempo i tigrotti opereranno un richiamo alla preparazione estiva e si cimenteranno in due amichevoli con formazioni dilettantistiche di Roma e Napoli. I terracinesi contano di svuotare l’infermeria per testare la propria forma fisica in vista del girone di ritorno. Il sogno di ottenere il primo ruggito stagionale resta più che mai vivo.

CALCIO A 5 Rabbia Terracina, impresa dello Sporting. Real in pole, Virtus in perenne affanno

In serie C2 sfortunata prova per il Terracina di Cardillo, che viene sconfitto di misura a Pontinia. Le reti biancocelesti – siglate dai fratelli Vestoso e da Campoli – non bastano. Il direttore di gara e il funambolo locale Foggia (grande ex della sfida) decidono la contesa. Il ritorno in campo della serie D di Futsal regala alle squadre terracinesi indicazioni positive e punti preziosi. Il Real Terracina di mister Miccinilli stupisce tutti sotterrando di reti il sempre ostico Antonio Palluzzi Priverno. Trascinata dal solito Di Giorgio (autore di un pokerissimo) e dalle reti dei due Zannella, di Cacciotti e di Parisella, il sodalizio della presidentessa Feudi ha lanciato un segnale importante alle dirette avversarie, tenendosi saldamente in zona in play off. E a soli quattro punti dalla vetta. Sempre nel girone A, la Virtus Terracina viene battuta a domicilio dalla capolista Real Podgora; nonostante l’ottima prova, la squadra di Pecchia resta ancorata al penultimo posto, con soli sei punti conquistati. Compie una piccola impresa, invece, lo Sporting Terracina. Il pari interno nella folle partita contro la corazzata Old Ranch, impreziosisce uno scorcio di stagione ricco di soddisfazioni e risultati utili. Protagonisti della sfida Daniele Lauretti e Marco di Massimo, entrambi a referto con una doppietta.

BIGLIE DA SPIAGGIA Raponi super nel torneo della Befana

Tonino Raponi non conosce ostacoli e si guadagna il primo posto anche nel torneo di biglie da spiaggia della Befana. Al termine di una gara combattuta e avvincente, il pluricampione si è imposto in volata su Mauro Pernarella e Romano Pernarella, giunti rispettivamente secondo e terzo. Da sottolineare la splendida cornice di pubblico che ha accompagnato l’intera durata dell’evento. L’ennesima testimonianza di legame e vicinanza tra gli sport da spiaggia e la città tirrenica.

ATLETICA Romina D’Auria come il vento

Anche quest’anno lo scettro della 23/a edizione del Grande Slam UISP è andato Romina D’Auria, atleta simbolo della “Podistica Terracina”. La campionessa terracinese ha chiuso nel migliore dei modi, così com’era iniziata, una stagione davvero straordinaria, che ha visto nella conquista del titolo italiano Opes di mezza maratona il proprio picco massimo. Degni di rilievo - oltre ai 10 successi inanellati negli ultimi mesi - anche i continui miglioramenti di ogni precedente record personale fatti registrare nelle distanze più classiche (maratona e mezza maratona). Corri, Romina corri.


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Ciclismo, ecco il super team “Messere Porte - Cicli Tornesi”, la squadra nata due anni fa sull’asse Roma-Latina-Terracina e che non conosce avversari di A. Marangon Prendete il Team Castelli di Nicola Biondi, poi aggiungete nell’ordine il Cycling Team Latina di Antonio Liquori - entrambi targati Messere Porte - il Team Cicli Tornesi di Terracina dei fratelli Francesco e Paolo Tornesi e infine la Lombardo Corse. Fatto? Bene, adesso mescolate il tutto e avrete tra le mani un unico grande gruppo, o per meglio dire un’unica grande squadra, dunque un vero e proprio super team di ciclismo, contrassegnato dai colori arancio-nero. Già, perché l’epilogo dell’anno 2012 questo ha regalato alla nostra provincia grazie a una sinergia, sorta sull’asse Roma-Latina-Terracina, che ha realmente stravolto gli equilibri, provinciali, regionali e nazionali, del pianeta delle due ruote. In questa sede spetterà al numero uno Nicola Biondi (che proprio in chiusura d’anno ha riunito il gruppo al Ristorante La Noce di Monte San Biagio per gli auguri e per la consegna dei premi ai corridori che più si sono distinti nella stagione) il compito di illustrare finalità e progetti di una realtà che nella provincia di Latina vede a Terracina la sede di riferimento principale, che poi è il negozio Cicli Tornesi di via Badino che ogni pomeriggio si trasforma, di fatto, in un vero e proprio club di amici e appassionati, tutti alla ricerca delle ultime novità del mercato e di perfezionare il proprio mezzo meccanico.

Allora, presidente Biondi, perché è nato il ‘Team Messere Porte Cicli Tornesi’? “Perché insieme all’amico, e vicepresidente del team, Antonio Liquori (padre di Marco, vale a dire l’unico terracinese ad aver vinto, nel 2004, il noto Trofeo Marcello Falcone riservato alla categoria juniores, ndr), ci siamo detti: per poter sperare di proseguire l’avventura ciclistica, che anche a livello amatoriale richiede sempre più risorse, dobbiamo coinvolgere anche altre realtà. E Terracina ha risposto presente con il gruppo che fa riferimento ai fratelli Tornesi”. Qual è l’obiettivo di fondo? “Coprire con i nostri atleti, che vanno dai 18 ai 54 anni, l’intero calendario della Federazione Ciclistica Italiana, ma soprattutto gareggiare per divertimento e rispettando il puro spirito sporti-

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vo. Poi è chiaro che i nostri atleti di punta hanno subito cercato di conquistare il podio in ogni occasione”. Contate circa una quarantina di corridori: mica male come biglietto da visita per la concorrenza... “D’altronde unendo le forze era normale che si arrivasse a numeri importanti. Il settore cicloamatoriale e quello di mountain bike, ad esempio, sono aumentati proprio grazie all’apporto di Cicli Tornesi, per cui appena nati abbiamo avuto subito la possibilità di partecipare a tutte le gare del calendario della federazione, a quelle del movimento ciclistico di Latina, alle Gran Fondo nazionali e ai diversi trofei di mountain bike”. Si parlava di atleti di punta. Qualche nome? “Beh, per il settore strada non posso non citare Roberto Mattei

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e Alessandro Mandatori, mentre sul fronte mountain bike dico Roberto Biondi, Michele Boglione e Francesco Tornesi”. Un sogno nel cassetto? “Rimettere in piedi al più presto anche un settore giovanile degno di questo nome. Per il momento proseguiamo la collaborazione, grazie al Cycling Team di Liquori, con il Gruppo Sportivo Ciclistico Latinense. Anche quest’anno, su questo fronte, sarà un anno di riflessione, ma dal 2015 partiremo con un nostro gruppo selezionato”. Passiamo ai doverosi ringraziamenti? “Sì, ai fratelli Messere, a partire da Massimo, a Fiorello Ermini che si occupa di macchine etichettatrici per aziende farmaceutiche, alla CSA di Annibale D’Alessio, a Natura e Fitness, a Immobiliare Tempiocasa, al Colorificio Di Manno, a OC di Gerardo Ceccacci, alla toscana Cicli Formigli, mentre a livello tecnico diciamo grazie ai fratelli Tornesi, alla ditta siciliana Lombardo Corse per le attrezzature e a GSG per l’abbigliamento”. In chiusura, però, è giusto citare, tra i tanti, i nomi degli atleti che hanno tenuto alto il marchio del super team a suon di successi. Ecco allora Salvatore Pagliaroli, re delle Gran Fondo, la punta di diamante Roberto Mattei (medaglia di bronzo alle Olimpiadi della Federazione Ciclistica Italiana), l’esperto Alessandro Mandatori, per proseguire con Angelo Fisalli, Roberto Biondi e Paolo Coccoluto. Senza dimenticare, naturalmente, le regine della squadra: Maria Di Paolo e Assunta Saccucci, mogli del già citato Antonio Liquori e dell’altro componente del gruppo Luigi Russo, che si sono fatte valere in tutte le Gran Fondo per cicloamatori.

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