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AGOSTO 2012

Comune di Auletta Politiche Territoriali Giovanili

LA NOSTRA VOCE

ANNO I, numero 7

Il giornale del

Diretto da Giuseppe Opromolla

DIALOGO, NO GRAZIE! La febbre della ragione

Non comunicare porta solo cattivi frutti

una finestra sui giovani

di Giuseppe Opromolla Di recente mi sono imbattuto in questa frase: “l’essenza della comunicazione è il dialogo, o meglio, l’essenza del linguaggio è la conversazione appropriata”. Proseguendo nella mia lettura si faceva riferimento a specifiche caratteristiche del dialogo: “direzionale, progressivo e cumulativo”. Per direzionale s’intende il perseguire un fine nella conversazione; il concetto di progressivo e cumulativo, essendo legati direttamente all’atto comunicativo, fanno riferimento al continuo aggiungere informazioni alla conversazione. Alla base della prospettiva illustrata nel testo, si sostiene che, attraverso il dialogo, i parlanti uniscono le proprie conoscenze per arrivare ad un sapere condiviso che accresca quella che gli inglesi chiamano “common knowledge” (conoscenza comune). Che cosa ha a che fare con la nostra comunità? La risposta a quest’interrogativo è molto semplice e abbastanza evidente. Ciò che è assente nel nostro paese è il DIALOGO tra le diverse forze politiche, sociali. C’è una costante della difesa dei propri interessi, precedentemente conquistati e/o la volontà di mantenere

di Gianluca Addesso

lo status acquisito. Questo modus operandi ha come logica conseguenza, e non potrebbe essere altrimenti, la ricerca dello scontro, dell’opposizione a prescindere. Gli atteggiamenti ostili, gli out-out (il classico “o con me o contro di me”) diventano una prassi consolidata nel tempo. I rari lampi di “tregua” rappresentano un’inconsueta parentesi, una fase di stanca, all’interno di una “battaglia” dove la firma del trattato di pace è come un’oasi nel deserto: una ILLUSIONE. Simili atteggiamenti non giovano a nessuno, tanto più a chi vive in modo disinteressato (quasi impossibile) le giornate nella nostra comunità. Simili atteggiamenti [...] Continua a pag. 4

Sommario: Dialogo, No Grazie

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La Febbre della ra-

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gione Auletta: ritorna il

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Cinema Militante Ex Ss19 ter: la strada Pag. 4 dimenticata Asd Aulettese: siamo Pag. 5 al capolinea?! Due anni di Forum

Pag. 6

dei giovani Social Network come Pag. 7 protesi umana Il Caampo estivo

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dell’Oratorio Memorial “Cafaro Franco”

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Trovo opportuno chiarire in premessa e per chi non fosse in pianta stabile ad Auletta che qui da noi usiamo inspiegabilmente far bande e solo occasionalmente e incidentalmente dialoghiamo, tra aulettesi. E la premessa oltre che assistermi nel discorso seguente mi aiuta a chiarire perchè siamo una comunità tanto infelice. Solo qualche giorno fa, un membro della mia “banda” appunto se ne veniva con una menata di quelle del tipo “ se vincessi 50 milioni di euro...”. Seguiva una domanda all’apparenza sciocca ma che deve essere rivelatrice di quanto sia difficile solo immaginare per chi vive nell’incertezza del proprio futuro, restare ad Auletta invece che prendere e partire: “Se facessi dono ad ognuno di voi di una quota della mia vincita riuscirei a convincervi a restare ad Auletta per il resto della vostra vita?” In altre parole si proponeva idealmente di barattare la libertà, diritto in valore assoluto, con il denaro, tanto denaro, e quindi con il benessere. L’insospettabile sondaggio che ne è emerso non ha destato in me sorpresa se alcuni hanno ammesso *…+ continua a pag. 2.


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La febbre della ragione una finestra sui giovani Continua da pag.1 che avrebbero certamente accettato senza riserve e se i più, a conti fatti, avrebbero alla fin fine accettato malgrado rilanciassero le più disparate condizioni. Per parte mia, nella gazzarra accalorata che segue simili uscite non sono riuscito in quel frangente ad esprimere il mio punto di vista; ne approfitto di seguito confidando nella utilità dell’argomento. Penso che nemmeno per tutto l’oro del mondo rinuncerei al mio diritto di piantare in asso Auletta: e non a caso esprimo questo mio stato d’animo sul giornalino, ma perchè i nostri ragazzi aulettesi sappiano dell’ennesima delusione che si sono lasciati sulla loro scia dopo la pessima prova di sè a proposito della vicenda di “Auletta in music”. Peraltro insisto (qualcuno si offenderà) nell’utilizzare questo appellativo. Lo faccio per ricordare a chi se ne fosse dimenticato che se Auletta per qualche tempo ha sognato di colmare il gap culturale, dal punto di vista musicale (decenni di digiuno), che ha accumulato rispetto ai paesi limitrofi, bisogna ringraziare chi al tempo si è speso per una impresa incerta e ambiziosa che ha avuto il merito di soffiare una ventata musicale su Auletta. Questa nota di merito non può ad ogni modo risparmiare critiche a queste stesse persone, che in altra cornice decantavano entusiasticamente le proprie gesta e che oggi si sono ritirate senza colpo ferire. Ai

nostri danni, beninteso di noialtri volenterosi che ci eravamo illusi di poter contare su di loro. E ripercorrendo di malavoglia le tappe della querelle iniziata con il cambio di guardia al municipio ricorderemo, ma con scorciatoie ed evitando di cadere vittima della trappola del linguaggio cavilloso che allora caratterizzò quello scambio di battute, che si trattò di una polemica sterile, degna di chi ha appreso in fretta, vinto dall’odio e dal desiderio di vendetta, ad

meglio con l’invito in ultimo del Forum dei Giovani che aveva scrupolosamente individuato il terreno di definizione del nuovo evento musicale mettendo a disposizione un luogo e una struttura di confronto: le esortazioni che hanno trovato voce su questo giornale, gli appelli insistenti su facebook rivolti a tutti i ragazzi, la convocazione di ben due riunioni, non sono serviti ad abbattere il muro di silenzio, (o solo ignavia?) eretto da chi ha preferito

di riprendere quel detto che recita: quando i buoi non vogliono arare, non serve a niente gridare. Il risultato è che Auletta torna quella di sempre; tanto meno ci si aspetterà che la soluzione venga dalla conservatrice festa di San Donato che ci ha abituato ai soliti cantanti da strapazzo e agli antiquati fuochi d’artificio. L’atteggiamento decadente dei nostri giovani aulettesi in questa circostanza non ha fatto altro che avallare

utilizzare le armi della politica. Riducendo all’osso, le posizioni prevalenti vedevano due schieramenti in antitesi: da un lato i ragazzi che avevano preso parte ad “Auletta in music”, i quali rivendicavano la paternalità dell’evento e, dall’altro l’amministrazione che faceva notare come “Auletta in music” avesse bisogno di una organizzazione e di regole. Sembrava dovesse volgere tutto per il

continuare ad accampare scuse più o meno pretestuose fino ad arrivare all’aperto dissenso politico in alcuni casi. Che poi verrebbe da chiedere spiegazioni a proposito di questa incolmabile distanza culturale capace di animare una guerra politica tale da manopolizzare la vita di un paese di appena due migliaia di persone e la stessa organizzazione di un evento musicale. Forse è solo il caso

quello, che si ripete da tempo e cioè che gli habitat privilegiati degli aulettesi sono le piazze, i bar, le feste di paese, luoghi ideali in cui spacciare per interessamento e attaccamento, il borbottio, la lamentela, la rimostranza fine a se stessa, perfino l’insulto. Quando si tratta di rimboccarsi le maniche nemmeno a pagarli.


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Auletta: ritorna il cinema militante Il “Cin&state” è una rassegna di cinema all'aperto e gratuito che nasce dall'idea di sensibilizzare la nostra comunità sulle questioni più critiche dell'epoca attuale, che spesso creano conflitti non solo fra individui ma soprattutto interiori. Mi riferisco a temi come l'immigrazione, percepita ora come risorsa ora come insidia, o l'omosessualità fonte di disagi da una parte e ancora oggetto d’ironia quanto di derisione dall'altra. Questioni cosi complesse da apparire quasi aliene al contesto di un piccolo paese eppure così permeate nei suoi rapporti quotidiani. Mi piace ancora ricordare le aspre polemiche che seguirono la proiezione de “I segreti di Brokeback mountain”, un viaggio attraverso le passioni di due giovani cowboy. Da più parti ci fu contestata l'inopportunità della proiezione per alcune immagini

a parer loro troppo “esplicite”, critiche che in realtà esprimevano una sorta di difesa sociale, quasi un invito ad astenerci dal proporre modelli non conformi ad un presunto ordine naturale prestabilito. La potenza unita all'accessibilità del cinema c.d. “reale” permette a noi di fare esattamente questo, cioè di rovesciare determinati paradigmi secolari e di rappresentare la realtà per quella che è nella multiformità delle sue espressioni. Ancora, con la “Giusta distanza” di Mazzacurati provammo a stigmatizzare i pregiudizi che si annidano in alcuni diffusi assiomi, il vezzo di scorgere dietro ad un furto la presenza albanese, o dietro ad un tradimento l'ombra della ragazza rumena. E poi ancora “Quando nasci non puoi più nasconderti” di Marco Tullio Giordana fu l'occasione per rappresentare la drammaticità

di alcuni dei fenomeni più tipici della società italiana attuale, l'immigrazione clandestina e l'integrazione di tanti extracomunitari nella nostra vita quotidiana. Con“Noi credevamo” di Martone, attraverso le vicende di tre nostri conterranei chiamati a reagire alla pesante repressione borbonica, provammo ad illustrare alcune fasi di quel processo storico che chiamiamo Risorgimento. Quest'anno il Cinestate ritorna e lo fa attraverso una nuova offerta del cinema che piace a noi, il cinema d’impegno civile. Cinque capolavori che testimoniano la vitalità del cinema italiano, che sembra esprimersi al meglio proprio come mezzo di denuncia e rappresentazione dei mutamenti in atto nel tessuto sociale, con i conflitti sociali che inevitabilmente essi comportano. “Terraferma”è un film - denuncia delle ferite

Vignetta di Arturo Addesso

Mazz'e Panèll fann li figl'....BELL

di Mario Addesso

dell'immigrazione e della miopia delle politiche migratorie; “Corpo Celeste” coglie una realtà ecclesiale contaminata da modelli consumistici e dalla figura di un parroco più interessato alla politica che alla fede; “Signorinaeffe” è la storia d'amore di un operaio e una dirigente della fiat, allegoria di una insperata riconciliazione sociale. “Quando il vento fa il suo giro”, prima delle cinque proiezioni, girato interamente nelle valli occitane del Piemonte, propone un'esperienza a noi tutt'altro che sconosciuta, quella del rifiuto di un estraneo da parte di una piccola comunità. “Viola di mare”da ultimo racconta la storia di due donne che si amano e che spezzano così la ritualità di una terra imprigionata nelle sue liturgie millenarie. Lo scarso riscontro di pubblico delle edizioni passate non intacca le nostre ambizioni. Siamo persuasi che l'indifferenza dei nostri amici, in primis, e in generale della gioventù “aulettese” non ne sia la causa bensì sia l'effetto del deficit culturale accumulato negli anni. E' questa la ragione per cui il nostro progetto continua nella convinzione che in fin dei conti, indipendentemente dal riscontro numerico, avremo offerto un contributo alla disperata causa. P.S. Il Cin&state prese forma grazie al modesto contributo mio, quello di mio fratello Gianluca e di Antonio Ciliberti, al prezioso supporto tecnico del Mida e dagli amici Donato Giachetta e Luciano Montefusco. Da quest'anno la rassegna è “patrocinata”dal Forum dei giovani, che ringraziamo vivamente per la puntuale sensibilità dimostrata.


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Ex SS 19 ter: la strada dimenticata

Pagina 4 DIALOGO, NO GRAZIE! Continua da pag.1

di Toni Addesso Facciamo un salto indietro nel tempo, 19 marzo 2004, partono i lavori di ammodernamento, del primo maxilotto dell’autostrada Salerno – Reggio Calabria, nel tratto compreso fra gli svincoli di Sicignano degli Alburni ed Atena Lucana. Nello stesso periodo, viene istituito il percorso alternativo sulla famosa Ex SS 19 ter, che attraversa i comuni di Buccino, Auletta, Caggiano, Polla. Radio e Televisioni trasmettono di continuo questo comunicato: “L’Anas consiglia agli automobilisti di utilizzare il percorso alternativo ( ex strada statale 19 ter ) per bypassare il tratto Atena Lucana – Sicignano degli Alburni, dove per la presenza dei cantieri, si circola a doppio senso su unica sede”. Mentre i lavori procedono, l’ex S.S. 19 ter supporta tutto il traffico deviato dall’autostrada, con grande quantità di autocarri e autoveicoli pesanti, rimanendo in condizioni pessime, erba alta, manto stradale disastrato, ponti e curve pericolose, segnaletica verticale ed orizzontale non presente, barriere in alcuni tratti pericolosi inesistenti, illuminazione inesistente. E’ per questo che nel 2006, dopo varie sollecitazioni da parte degli amministratori locali, il Consiglio di Amministrazione dell’Anas approva il progetto di ammodernamento e messa in sicurezza della Ex Ss 19 ter. I lavori, per un importo complessivo di 6.714.339,72 Euro, dovevano essere finanziati per 350.000,00 Euro dall’Anas

e la restante parte dalla Provincia per opere di collegamento e altri lavori connessi. Il progetto prevede numerose opere fra le quali: cavalcavia, innesti, sottopassi, marciapiedi ed illuminazione pubblica, l’adeguamento stradale e la messa in sicurezza degli incroci più pericolosi, attraverso le rotatorie anche nei pressi di contrada Mattina di Auletta. E’ infatti, l’assessorato alle infrastrutture ed ai trasporti della provincia ad interessarsi al progetto in sinergia con l’Anas, la Cmc, i comuni di: Atena Lucana, Auletta, Buccino, Caggiano, Pertosa, Petina, Polla, Sicignano degli Alburni e le locali comunità montane. Il 23 luglio 2008, i lavori del primo macrolotto dell’autostrada A3 giungono al termine e l’opera viene inaugurata alla presenza del ex-Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteoli, del Presidente dell’Anas Pietro Ciucci, e dell’ex Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino. Ad oggi, sebbene le numerose istanze, e due petizioni i lavori della 19 ter non sono ancora iniziati, la condizione della strada, teatro di numerosi incidenti, e fortemente peggiorata, sia in termini di fruizione per i cittadini che in quelli di sicurezza della circolazione, e nonostante il suo stato, la strada viene ancora utilizzata come percorso alternativo per ovviare alla chiusura del raccordo autostradale "Sicignano-Potenza" tra Buccino e Balvano. Il mancato inizio dei lavori di riqualificazione sulla ex SS 19 ter e la sua pericolosità sono

stati i temi al centro dell’incontro del 3 luglio 2012, presso l’ex scuola “Casa Carusi” in località Mattina di Auletta, organizzato dal “Comitato di Quartiere Mattina-Tufariello” al quale hanno partecipato, tra gli altri, il dirigente alla viabilità della Provincia di Salerno ing. Scaramella, il presidente dell’associazione Life Onlus Daniele Campanelli. L’Anas ha riconfermato gli impegni assunti molti anni fa per finanziare “una parte” dei lavori. L’Ente Nazionale per le strade ha pronti 1,5 milioni di Euro, il passo necessario ora è che venga sottoscritta una convenzione fra Anas e provincia di Salerno, per affidare alla amministrazione provinciale di Salerno, titolare della strada, la gestione di tale finanziamento e la procedura di gara per l'affidamento con rapidità dell'appalto dei lavori. Infatti, trattandosi di una strada non più di competenza diretta Anas, la procedura di gara ed i lavori debbono essere gestiti dalla provincia, ente titolare della strada. Alle risorse Anas si dovrà unire il contributo (già previsto in passato dalla provincia di Salerno) di circa altri 1,5 milioni di Euro, per opere di collegamento ed altri lavori connessi e per completare così l'intervento". Speriamo che i prossimi giorni, siano i giorni decisivi affinchè si arrivi a questo accordo risolutivo, sarebbe il tassello fondamentale verso il completamento di un’opera lungamente attesa e di primaria importanza per il nostro territorio”.

*…+ non fanno altro che alimentare il fuoco della discordia offrendo esempi negativi alle nuove generazioni che, in un futuro non molto lontano, si spera, dovranno guidare la nostra comunità ed evitare la sua scomparsa. Bisogna veicolare nuovi comportamenti, attraverso un dialogo costruttivo, costante e finalizzato alla crescita comune. Superare le barriere degli interessi personali e porre le basi per un futuro diverso, migliore rispetto a quello che sembra paventarsi davanti a noi attualmente. Il “Nord” per tutti gli amministratori locali vecchi, nuovi e futuri dovrà essere la ricerca del BENE COMUNE, della quiete cittadina, dell’unione degli intenti. Qualcuno potrebbe obiettare e dire: “Che significato ha il dialogo in tutto questo?” A prescindere se si è di destra o di sinistra, se si è del nord o del sud, dell’est o dell’ovest, DIALOGARE, CONFRONTARSI è il primo passo per crescere, per migliore, per maturare come comunità, per favorire il cambiamento che in questo caso significa: ambire alla crescita economica, civile, sociale collettiva. Da cento buone idee se ne possono ricavare dieci eccezionali perché ognuno di noi ha le capacità di cogliere degli aspetti che altri non vedono. Senza il dialogo questa fusione non potrà mai verificarsi perché ognuno resta “legato al proprio orto”. Questo non giova a nessuno tanto meno ad una comunità che deve cercare di rinnovarsi e di creare attrattive altrimenti rischia di non avere futuro.


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Asd Aulettese: siamo al capolinea?! Il calcio è fermo. Si giocano tornei estivi e manifestazioni di contorno ma, a meno di un mese dall’inizio della preparazione precampionato, le società impegnate nei campionati dilettantistici dovrebbero iniziare a programmare la prossima stagione. Ad Auletta la situazione è differente. C’è il serio rischio che il calcio dei grandi, dopo due decenni, chiuda i battenti. Definitivamente archiviata, dopo solo un anno, l’avventura della Virtus Auletta (a quanto sembra la società ha svincolato tutti i tesserati e ha deciso di non proseguire) anche lo storico marchio ASD Aulettese potrebbe fare la stessa fine. La società di Porta Rivellino, dopo 20 anni di militanza nei campionati minori della Campania, alza bandiera bianca e non si iscriverà ad alcun campionato nella prossima stagione. Nei giorni scorsi si è riunito il direttivo

della società e tutti hanno presentato le loro dimissioni, con il presidente in testa. Nella stessa riunione, inoltre, si è deciso all’unanimità di non presentare alcuna domanda d’iscrizione al prossimo campionato (presenti sei soci su nove e tutti hanno votato a favor e di quest’opzione). Questo il comunicato apparso sul profilo FB del fondatore nonché attuale socio Antonio Gagliardi: “I soci dell'A.S.D.AULETTESE, a maggioranza dei presenti nella riunione del giorno 7 agosto,ha stabilito di non iscrivere la squadra per la prossima stagione sportiva 2012 / 2013 al campionato di seconda categoria. Il sottoscritto è stato incaricato di ricevere le proposte di eventuali interessati a subentrare e continuare a portare avanti il nome della stessa associazione A.S.D. AULETTESE. Agli eventuali interessati verrà consegnato a

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di Giuseppe Opromolla

titolo gratuito, il titolo di seconda categoria e tutto il materiale sportivo a disposizione”. Se nelle scorse settimane era circolata la voce di un possibile ridimensionamento con il tesseramento degli ex Virtus Auletta e prendere parte ad un campionato di Seconda Categoria, dopo l’incontro del consiglio direttivo, anche quest’ipotesi sembra tramontare. Cosa accadrà adesso? Come recita il comunicato si attendono “proposte di eventuali interessati a subentrare e continuare a portare avanti il nome dell’Asd Aulettese” che al momento non sembrano paventarsi all’orizzonte, Insomma servono nuovi capitali che possano garantire almeno un’altra stagione sportiva. Ad oggi, vista la difficile situazione economica che sta attraversando il Paese anche lo sport subisce dei contraccolpi identificabili con il calo vertiginoso delle

Vignetta di Arturo Addesso

Panèll senza Mazz fann li figl' Pazz!

sponsorizzazioni. In quest’ottica a soffrire sono soprattutto le piccole società che rischiano di scomparire dopo aver segnato la storia in ambito locale e regionale. Questo è il caso della nostra benamata Asd Aulettese. Ci sono altri possibili scenari per non far sparire la denominazione sociale Asd Aulettese? Si. In primis, il titolo sportivo potrebbe essere utilizzato dalla squadra Over 35 per disputare il proprio campionato di riferimento. In secondo luogo, e questa potrebbe essere la soluzione più allettante, intrigante ma allo stesso tempo più impegnativa, riconvertirsi e iniziare l’avventura del calcio a 5 (meglio conosciuto come futsal) dando vita ad una formazione interamente composta da ragazzi aulettesi. In tutta questa convulsa situazione, al momento, soltanto l’over 35 sarà sicuramente in campo nella stagione 2012-13 mentre continuerà l’avventura della scuola calcio e il settore giovanile gestito dalla Feldi. In attesa di nuovi sviluppi e, soprattutto di nuovi soci, c’è da segnalare che il giorno 20 agosto sarà presentato il libro “Auletta, un paese e un pallone” scritto dal co-fondatore, nonché primo presidente dell’Asd Aulettese, Antonio Gagliardi all’interno del quale viene illustrata la storia del calcio nella nostra piccola realtà. Un libro da leggere con attenzione al quale, si spera, si possano aggiungere nuove pagine del futuro prossimo di questa gloriosa società che, ad oggi, sembra, però, essere giunta al capolinea.


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Due anni di Forum: tra iniziative svolte e la speranza di cambiamento di Gerardo De Maffutiis Cari lettori, se oggi, in qualità di coordinatore del Forum dei Giovani di Auletta, posso fare il punto della situazione sull'esperienza del Forum bisogna ringraziare chi, in diverso modo, ha collaborato a "La nostra voce", progetto partito lo scorso gennaio, oggi in versione estesa per celebrare la vitalità che esprime il nostro paese nel mese di Agosto. Il giornalino ha coinvolto ragazzi e ragazze dai tredici ai trent'anni, che si sono alternati nel pubblicare i propri punti di vista condividendo pensieri, idee, opinioni o semplicemente raccontare ciò che accade nel nostro piccolo Paese. Tuttavia

quella del giornalino non è l’unica iniziativa realizzata. Il Forum dei Giovani, in questi due anni, non si é dato un attimo di tregua e si é cimentato in attività sia di carattere Sociale che Culturale non allontanandosi mai dall’obiettivo principale: coinvolgere il maggior numero possibile di ragazzi. Tra le iniziative Culturali sono da ricordare: il dibattito sull’“Italia e le Costituzioni”; l’indimenticabile esperienza del Cinefilos: una due giorni durante la quale si è parlato del binomio tra Cinema e Filosofia che ci ha visti collaborare con un'altra associazione per la realizzazione dell’evento; ; il workshop sulla Legalità

svoltosi nella doppia sede di Auletta e Petina che ha visto la presenza dei ragazzi delle scuole medie dei due paesi e la partecipazione di personalità illustri note nel nostro Paese per l'impegno profuso nella difesa dello stato di diritto, ogni giorno sempre più sotto assedio. Anche quando si é trattato di misurarci con attività meno dotte, ma non per questo meno impegnative, abbiamo dato il meglio di noi. Abbiamo ospitato lo scorso dicembre la compagnia teatrale “Musicaldianum”di Sala Consilina, che ha proposto un musical sul precariato. In prima persona abbiamo collaborato con la Parrocchia

.per la messa in scena de la “Via Crucis Animata” che ha attraversato le vie del paese. Abbiamo fatto la nostra parte cercando di riempire le vuote e pallide giornate Aulettesi organizzando attività sportive ed eventi musicali: tornei di Pallavolo, Tennis, Ping Pong e non ultimo il Concerto di Valerio Jovine con la partecipazione O'Zulù, voce storica dei 99 POSSE. Ho voluto riportare questa carrellata d’iniziative che hanno visto l'organizzazione o la semplice collaborazione del Forum dei Giovani perchè non si dimentichi il lavoro svolto e che continueremo a svolgere al servizio dei giovani. Ma anche per ringraziare quei ragazzi che hanno deciso di sacrificare parte del loro tempo prezioso perché credono che la speranza sia l'ultima a morire. Non a caso parlo di SPERANZA. La situazione che Auletta sta vivendo dal punto di vista sociale, in riferimento ai giovani, é certamente delicata. Questo vuole essere un ulteriore, l'ennesimo, appello affinché le nuove generazioni non restino con le mani in mano e comprendano quanto è difficile costruire il nostro futuro in un paese in cui pochi danno tutto se stessi e i più approfittano. Basta solo pensare che tutte queste iniziative potrebbero non essere rimpiazzate da altre in un giorno non molto lontano.


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Social Network come protesi umana Il primo ad utilizzare il termine “Villaggio globale” è stato Marshall McLuhan nel suo libro “Understanding media: the extensions of man”, indicando come con l’evoluzione dei mezzi di comunicazione, il mondo sia diventato più piccolo e abbia assunto i comportamenti tipici di un villaggio. McLuhan è considerato un precursore del suo tempo e un grande interprete del nostro, grazie all’enorme contributo teorico nell’ambito di media, comunicazione e tecnologia e della loro influenza sulla psiche umana, sulle dinamiche sociali, sulle arti, sulla letteratura, sulla formazione, sul lavoro e sull’economia. Quale tempo migliore del nostro per poter riflettere sullo scenario digitale tracciato da Mc Luhan. La profezia di McLuhan sembra proprio essersi avverata e oggi assistiamo ad una rottura tecnolo-

gica paragonabile alla scoperta del telegrafo. Il digitale ci ha portato ad un enorme aumento della libertà, alla costruzione di elementi comunitari reali. Se il nostro paese riuscisse a sfruttare le potenzialità della rivoluzione digitale, potrebbe pensare di uscire dalla crisi. Tuttavia, il problema dello sviluppo e diffusione delle nuove tecnologie non è di poco conto. È nota a tutti l'influenza sociale di questi nuovi mezzi di comunicazione, basta guardare il numero degli iscritti a Facebook (tanto per citare il più famoso SNS), lievitato negli ultimi anni in maniera impressionante. Qualcuno ha parlato di inconscio digitale, che si formerebbe seguendo quattro categorie della persona nascosta: una persona che non è a conoscenza degli archivi che conservano i suoi dati sensibili; una persona che è a conoscenza degli archivi su di essa ma a

cui non può accedere; una che è a conoscenza degli archivi e ne ha accesso ma non conosce i codici per decodificare le informazioni su tali archivi; una che nonostante abbia accesso ai suoi dati sa che ad essi sono state sottratte delle informazioni che la profilano senza conoscerne il motivo. Secondo tale teoria, tutti abbiamo più digital persona, ogni dispositivo o connessione fa in modo che l’individuo possa creare nuove identità. C'è ancora posto per la coscienza reale dell'uomo, che dovrebbe essere in grado di separate queste identità? Guardando i comportamenti digitali verrebbe da dire di no. Le tecnologie dovrebbero forse essere vissute con un foglietto illustrativo a supporto che dica ‘leggere attentamente l’impatto educativo’. Dovremmo forse pensare la persona digitale come una protesi della

Il Campo Estivo: un giorno tra i bambini dell’Oratorio Divertentissimo! Questa è la parola chiave dei bambini del campo estivo presso l’oratorio Sacro Cuore di Auletta. Una realtà viva nel nostro paese da ben due anni, che grazie all’impegno e alla disponibilità degli animatori volontari e di Don Angelo Barra, cerca di crescere nel corso del tempo. Un punto di ritrovo per piccoli e non, all’insegna dei sani valori e dello stare insieme, punti cardini di attività come pic-nic, cacce al tesoro, cartelloni, pittura con le mani, piscina, giochi all’aperto, creazioni di lavoretti a mano. Un progetto finalizzato all’unione, alla partecipazione. Abbiamo raccolto il pensiero di alcuni i bambini: “Il campo estivo è la cosa più divertente dell’estate. Le attività sono tante e in ognuna di queste ci

guidano gli animatori volontari e Don Angelo. Il campo estivo ci ha permesso di fare nuove amicizie. Non è come a scuola, dove si sta solo con i coetanei, qui siamo una sola gran bella classe di circa sessanta bambini!”. Don Angelo è stato per noi una grande scoperta: sa suonare la chitarra, sa cantare ed anche ballare. Ci divertiamo molto con lui, a patto che ci sia il rispetto reciproco e delle regole”. A questo punto la nostra domanda sorge spontanea: “Cosa pensate di Don Angelo?” Stupefacente è stata la rapidità e la fermezza nella risposta: “Si deve ringraziare Don Angelo per il campo estivo. Ci ha permesso di riempire la nostra estate con tante belle esperienze. Ci ha insegnato molte cose, anche sulla vita. Lo consideriamo un padre spiritua-

-le, anzi no, il nostro terzo padre, perché il primo è Gesù e il secondo è il nostro biologico. Come tutti i papà anche lui a volte è un po’ severo, ma sappiamo che lo fa per il nostro bene. Siamo molto dispiaciuti che debba lasciare la nostra comunità. Ormai c’eravamo abituati al suo modo di fare, c’eravamo persino abituati alle sue catechesi! Ci ha avvicinati a Gesù, ci hai insegnato a non aver paura di Lui e che per essere suoi figli basta davvero poco, solo amore. Non sappiamo se il nuovo parroco ci permetterà di rivivere l’esperienza del campo estivo o se sarà nostro amico come Don Angelo. Gli staremo vicino, lo aiuteremo ad inserirsi perché l’amore e l’accoglienza sono i punti cardine dell’unione comunitaria”. A questo punto

di Dalila Pucciarelli

persona reale? Sicuramente sì. On line si riproducono, a volte troppo disinibitamente perchè protetti da uno schermo, comportamenti usuali esercitati off line. Il futuro della comunicazione sarà sempre più “tablet e social”, se non hai facebook non esisti, e tutto ciò è terribile e rivoluzionario al tempo stesso. Il concetto di libertà è ormai dipendente da quello di interconnessione e di diffusione dell’accesso a Internet. Tuttavia il web non può sostituirsi all’esperienza concreta, all’esplorazione fisica. Paulo Cohelo scrive: "Possiamo avere a disposizione tutti i mezzi di comunicazione del mondo, ma niente, assolutamente niente, sostituisce lo sguardo di un essere umano". Guardiamoci di più, parliamoci di più, litighiamo e sorridiamoci. Magari smetteremo di usare protesi per comunicare.

di Lucia Morrone parola al collante dell’iniziativa, gli animatori: “Il campo estivo è una delle più belle realtà del nostro paese, un’idea che unisce, fa crescere ed insegna a fare gruppo. Il nostro impegno è consistente, i bambini sono tanti e ciò ci rende felici. Si crea una nuova famiglia, fatta di tanti genitori e di tanti figli. Sulla scia dell’amore si possono costruire grandi cose, ed è questa la scia che seguiremo anche quando il nostro parroco non sarà più ad Auletta. Ci ha lasciato un gran segno in noi che spereremo sarà il nostro distintivo nelle iniziative future. Non ci resta che ringraziare infinitamente Don Angelo e ringraziare anche voi per aver dedicato uno spazio editoriale a questo contesto che merita davvero di essere vissuto. Grazie”.


“La Nostra Voce”

AGOSTO 2012

“Memorial Cafaro Franco” Un evento costoso e con poco appeal Anche quest’anno, come ormai da tradizione, nel mese di luglio ha avuto inizio il XIII torneo di calcetto “Memorial Cafaro Franco”. Il torneo quest’anno è partito con circa una settimana di ritardo e si è svolto a ranghi molto più ridotti con partite a singhiozzo dovute al numero di squadre iscritte, 10, minimo storico per la manifestazione. La struttura del torneo consta in una fase a gironi che fa da preliminare per la successiva fase ad eliminazione diretta che conduce alla classica finale del 16 agosto a mezzanotte, ormai diventata un cult per la nostra comunità. Ritornando ora al ridotto numero delle squadre, poniamoci qualche piccolo interrogativo. Prima di iniziare, mi preme sottolineare che questa piccola disamina, lungi dal voler essere una polemica, ha uno scopo ben preciso: aiutare a far riflettere sulla decadenza del torneo e offrire spunti utili a migliorare l’organizzazione per gli anni a venire. Primo problema che ha visto diminuire il numero delle squadre è quello riguardante la quota d’iscrizione (280€), definita da molti troppo elevata. È impensabile che un gruppo di amici che vuole partecipare ad un torneo di paese soltanto con lo scopo di divertirsi debba spendere 35 euro a persone che, visto la formula di quest’anno, significa 8,75 euro a gara cadauno se conclude la sua avventura ai girone, oppure 5 euro cadauno a partita se l’avventura della squadra si protrae fino alla finale. Una cifra troppo elevata rispetto

che cosa? Quali sono i parametri di riferimento? Partiamo da un esempio. Un torneo di calciotto a Caggiano: quota d’iscrizione 350€ a fronte di un premio vittoria di ben 1200€. Ecco la prima criticità, il rapporto tra quota d’iscrizione e premio finale che nel nostro caso è di “solo” 500€. Una squadra con tanto di sponsorizzazione con il premio vittoria copre, e non è sicuro, i costi sostenuti. Una domanda sorge spontanea: “Se si riducesse la quota d’iscrizione ad una simbolica cifra di 150 euro non ci sarebbero più possibilità di veder aumentare il numero di squadre iscritte e conseguentemente anche il denaro disponibile?” Una regola semplice di economia che nessuno all’interno della Pro Loco (organizzatrice dell’evento) ha preso mai in considerazione continuando, in modo continuo e costante a proseguire verso la direzione opposta. Eppure non mancano esperti di economia, imprenditori e persone che conoscono e applicano nella loro vita quotidiana questa semplice regola. Tuttavia, e permetteteci una nota polemica, la mancanza di spirito d’iniziativa, di crescita e di ricerca del meglio lascia intendere come l’unico scopo dell’organizzazione è quello di trarre un profitto dall’evento che, probabilmente, nelle passate edizioni si è consumato visto che i costi di gestione del campo e r a n o c o p e r t i dall’amministrazione comunale. Un'altra criticità è il manto erboso giunto ormai

all’esaurimento. Argomento che merita un discorso a parte e che non affrontiamo in questa sede (almeno per il momento). Il secondo problema riguarda quelli che sono i servizi offerti. Infatti, nella quota dì iscrizione non sono inclusi servizi aggiuntivi quali ad esempio bibite oppure la possibilità di disporre degli spogliatoi e docce. La totale assenza di un luogo dover poter almeno cambiarsi in totale tranquillità è uno di quei fattori che limitano la diffusione del nostro torneo. Ci sono anche deficit di carattere strutturale. Primo tra tutti è la caratteristica stessa di Memorial che non permette all’interno delle varie squadre la presenza di più di tre giocatori non residenti. Non sarebbe auspicabile quantomeno aumentare il numero dei non residenti o ancora meglio aprire il torneo anche a squadre esterne? Inventarsi nuove formule per mantenere inalterato il numero dei non residenti in campo ma consentendo la possibilità di poterne iscrivere a referto più di tre? Altro problema emerso quest’anno riguarda la formazione dei gironi, assolutamente a casaccio, che ha portato a squilibri molto evidenti dimin u end o fortemen te l’interesse verso la manifestazione. Questo problema è decisamente meno semplice da risolvere, ma forse qualche passo in avanti potrebbe anche essere fatto considerando che al momento dell’iscrizione gli organizzatori prendono visione dei partecipant e potrebber suddividere le squadre in tre/quattro

di Tonio Caggiano fasce sul modello della Champions League . Tenendo comunque presente che le spese per organizzare il memorial sono elevate,, forse sarebbe meglio investire i soldi dell’iscrizione in modo migliore. Un’ultima nota negativa riguarda il materiale tecnico utilizzato: i palloni. Si è dovuto assistere alle fasi finali del torneo per vedere sul terreno di gioco qualche pallone decente mentre nella prima parte della competizione l’organizzazione ha chiesto in prestito ad un ragazzo di Auletta un pallone per poter giocare le prime gare. Evidentemente i conti non tornano nonostante i 280 euro d’iscrizione. Una nota positiva: c’è ancora da segnalare la completa collaborazione di tutti i partecipanti ad un clima volto al completo fair play, che fa ricordare a tutti che è certamente una competizione, ma anche e soprattutto un modo per ricordare persone che hanno lasciato precocemente la nostra comunità, come lo stesso Cafaro Franco, ma anche i compianti Francesco Lupo e Donato Opromolla.

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La Nostra Voce - Numero Agosto 2012