Page 1

------->CONTINUA attenderemo il permesso degli altri presunti membri del Concilio per pubblicare le loro. La Regina degli Spiriti, Kirara Byakuya, è in realtà Mio Maeda, studentessa all’università del Sol Levante e barista al kuro neko pub. La situazione è fragile e incerta, una rivelazione simile ha risvo lti che vanno ben oltre la personale sfera di credenza religiosa. La polizia e il governo si stanno muovendo per poter parlare con il Concilio stesso, anche se questo ha garantito che non intende fare alcuna mossa nel mondo mortale, dato che loro compito è occuparsi solo delle faccende, a loro detta, mistiche. Questo pone alcuni quesiti: se esistono i Kami e i loro emissari , e si occupano di faccende mistiche, questo porta alla conclu sione che esistano anche dei pericoli di questa natura? C’è chi già suppone che costoro se ne siano occupati nell’ombra fin’ora, e per qualche motivo si siano voluti mostrare solo adesso. Altri pensano sia tutto un trucco, qualcuno che vuole imbro gliarci. Ma ciò che hanno fatto resta ben oltre le possibilità anche di trucchi scenici Hollywoodiani, e visto da molte persone. Come giornalista, non so cosa pensare, miei cari lettori. Non è un qualcosa che possa spingere a scrivere facilmente proprie opinioni. Spero che siano davvero ciò che dicono di essere. Ma la ragionevolezza ci deve spingere a pensare. A riflettere su ciò che abbiamo visto, e su ciò che ci viene detto . Non possiamo, in tutta coscienza, prendere per oro colato ciò che è accaduto.


Panoramica dell'istituto


Immagini di Botanical garden


Cronaca Rosa- eventi e spettacolo


Miti e leggende Il mito dei tengu è stato probabilmente importato dalla Cina: il loro nome è scritto con gli stessi kanji del cinese Tiangou ( 天狗 sempl., Tiāngǒupinyin lett. ""cane del cielo""), il nome di Sirio nell'astrologia cinese, e forse il nome dato a una meteora dalla coda di cane che precipitò in Cina nel VI secolo a.C. Di fatto, in Cina si sviluppò un'intera classe di demoni di montagna chiamati tiangou, molto simili ai tengu giapponesi nel loro comportamento maligno; questi tiangou furono probabilmente introdotti in Giappone dai primi buddhisti nel VI-VII secolo, e lì si fusero con gli spiriti indigeni dello Shinto. Le prime leggende di tengu parlano solo dei karasu, quasi invariabilmente maligni; diventano sempre più umanoidi col passare del tempo, e anche meno malvagi. I tengu simili a monaci sono quelli più spesso rappresentati nell'arte, ma questa è una delle varianti più recenti, probabilmente nata dalla fusione di storie di yamabushi dotati di poteri magici e di tengu di montagna. Durante l'epoca feudale giapponese, la corruzione dilagò tra il clero buddhista;fu durante questo periodo che i tengu cominciarono a punire i blasfemi, e questa associazione li rese i protagonisti ideali per gli autori del periodo Kamakura che volevano criticare in sicurezza i vizi del clero; i monaci di montagna (yamabushi) erano visti dal popolo come un baluardo alla corruzione, e questo spiega come i tengu assunsero il loro attuale aspetto yamabushi. Durante il periodo Edo, i mercanti olandesi erano gli unici europei a cui era consentito entrare in Giappone, ed è stato suggerito che i tengu yamabushi, con occhi grandi e nasi lunghi, possano aver avuto origine dai contadini che pensavano che quegli stranieri dall'aspetto inconsueto fossero mostri travestiti. Alla fine dell'epoca Edo, ufficiali governativi affiggevano avvisi in cui intimavano ai tengu di lasciare la zona prima di ogni visita dello shogun.Una favola molto nota parla di due tengu seduti in cima ad una montagna che possono estendere il loro naso a grandi distanze, seguendo gli allettanti odori provenienti dal villaggio sottostante. Un gran numero di storie prevede un ventaglio, ricevuto in dono o comprato da un tengu, sventolando il quale è possibile cambiare la lunghezza del proprio o dell'altrui naso, magicamente ma non permanentemente.


Karaoke presso Kawasaki centro cittĂ Giornate di Musica e divertimento con Gli amici ti aspettano!!!

Pr e p a r a t o Pe r r a m e n n e i m iglior i Kon b in i q u e s t a s e t t im a n a a s olo 2 0 ye n


Sapevate che: Al Santuario Prima di entrare in un Santuario si fa un’abluzione per purificarsi. Ci si sciacqua la bocca e le mani tramite un mestolo e una fontanella che si trova proprio all’entrata del Santuario. Fuori dai santuari shintoisti si vedono appese delle tavolette di legno, dove solitamente si scrivono dei messaggi rivolti agli Dei, desideri o ringraziamenti. Così avviene anche con le tanichette di sake. Inoltre si può lasciare un’offerta nel contenitore e in cambio si prende un foglietto di carta della fortuna con su scritto un messaggio: può essere una frase fortunata o una sfortunata sul proprio futuro Dopodiché si annoda il foglietto. Al ristorante I giapponesi tengono molto all’igiene personale e per questo nei ristoranti danno sempre una salviettina (o asciugamanino a seconda del posto) umida e calda per lavarsi le mani. Il the verde (tiepido) è sempre gratis e viene servito subito, prima di ordinare. In alternativa si può chiedere un bicchiere d’acqua ma… state attenti perché in Giappone il bicchiere d’acqua è sempre pieno di cubetti di ghiaccio! Non importa se è inverno e fuori c’è il gelo… loro abbondano col ghiaccio (anche per le bibite vale lo stesso discorso) Se non capite il giapponese, c’è quasi sempre un menu in inglese o, altrimenti, potete interpretare il menu attraverso le foto dei piatti e fare la vostra scelta indicando la foto.


12

10

8

Azioni

6

Titoli Quote

4

2

0 Idol M@aster Lilly a Editori Shin&Co Stark Industries Shinto Co Ivanov&Dekker Co

Borsa di Tokyo

Times