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Periodico di informazione - distribuzione gratuita - anno VII - numero 14 - Maggio 2008 - Reg. Tribunale di Bologna n° 7210 del 21 marzo 2002

notizie e consigli a tutela dei cittadini

UN FRANCHISING PIù VICINO AL PAESE REALE TADDIA infortunistica rinnova le formule di affiliazione

editoriale a pag. 3

LA LEGGE IN DIFESA DAI RISCHI NEL LAVORO DOMESTICO

Le casalinghe sono oggi più tutelate grazie all’assicurazione obbligatoria a pag. 14

AUTOMOBILISTI PIGRI O DISTRATTI?

I carrozzieri ci fanno notare che la maggior parte della clientela si preoccupa di controllare l’auto solo in prossimità della revisione SPECIALE a pagg. 21-23


hai mai pensato di diventare imprenditrice ?

PROGETTO DONNA L’imprenditoria si tinge di rosa

La Direzione franchising di infortunistica TADDIA è oggi in grado di offrire una grande opportunità alle donne che vogliono realizzarsi professionalmente ed economicamente esaltando le proprie potenzialità e mantenendo la propria identità di ruolo all’interno della famiglia, con un minimo investimento economico e la tutela dai rischi d’impresa. La formula di affiliazione infortunistica TADDIA PROGETTO DONNA ti assicura la GARANZIA DI SUCCESSO derivata da un marchio leader nel suo settore, fondato su una professionalità consolidata e in costante evoluzione, con un INVESTIMENTO di soli € 250,00 + IVA al mese * per il primo anno e con il sostegno della Direzione franchising che, entrando in partnership con l’affiliato, garantisce per la fase di start-up (per la durata di un anno), un insieme di “optional” davvero allettanti: Ricerca e assolvimento obblighi di contratto d’assunzione di • una impiegata part-time, in modo da consentire alla titolare di non allontanarsi dalla propria famiglia per l’intera giornata Progettazione personalizzata e fornitura dell’arredo comple• to per l’ufficio con una speciale attenzione all’ufficio direzionale, studiato “a misura di donna” Gestione diretta delle pratiche di sinistro dalla Direzione • franchising Assistenza in loco per la stipula e il mantenimento delle • convenzioni attraverso l’invio in visita operativa con cadenza mensile del responsabile commerciale dalla Direzione franchising



*salvo approvazione della finanziaria

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EDITORIALE

UN FRANCHISING PIù VICINO AL PAESE REALE infortunistica taddia RINNOVA le formule di affiliazione

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a complicata congiuntura economica internazionale mette in difficoltà la vita quotidiana delle famiglie e ha imposto una frenata alle attività imprenditoriali, costrette a limitare gli investimenti con una conseguente riduzione della produttività. Diventa quindi necessario studiare nuove iniziative e nuove formule per far ripartire il volano economico e ridare fiducia agli investitori e ai lavoratori.

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dieci anni esatti dalla nascita del franchising “infortunistica TADDIA”, abbiamo deciso di fare tesoro dell’esperienza acquisita nel guidare e seguire i nostri affiliati, e di concentrarci sulle problematiche che possono mettere in difficoltà un imprenditore alle prime armi, per trasformarle in soluzioni vincenti. Abbiamo quindi deciso di trasformare radicalmente il nostro metodo di lavoro per dare a chiunque voglia entrare nella nostra squadra una nuova possibilità, grazie alla quale è possibile superare le difficoltà iniziali ed annullare i rischi d’impresa che spesso scoraggiano dall’avviare una carriera da libero professionista.

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a oggi, dopo la formazione iniziale e accanto all’assistenza continuativa, agevoliamo l’attività dell’agenzia con la gestione diretta delle pratiche di risarcimento, che vengono aperte in modo semplice e rapido anche dall’affiliato più giovane ed inesperto, e quindi istruite e trattate dal team di professionisti dell’ufficio centralizzato direzionale con sede a Roma, che garantisce l’esito ottimale e il miglior risarcimento grazie alla sua pluriennale professionalità. A questo si aggiunge il supporto dell’ufficio commerciale direzionale, con agenti che operano per lo sviluppo delle agenzie attraverso la realizzazione di accordi e convenzioni, e ancora – ultimi ma non meno importanti – il sostegno forte del Centro di gestione sanitaria (che tratta il danno fisico nella sua totalità, dalla prenotazione delle visite alla somministrazione di cure e terapie fino alla valutazione dei danni per il risarcimento) e dello Studio legale collaboratore, che affronta con perizia e competenza gli aspetti giudiziali e stragiudiziali delle pratiche. L’affiliato può quindi essere certo di affrontare le esigenze dei Clienti dando loro le risposte più appropriate e garantendo un più alto ed equo risarcimento, grazie al sostegno continuativo di operatori preparati, specializzati e aggiornati.

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a non è solo questo che consente al nostro neo-imprenditore di dormire sonni tranquilli: oggi è possibile aprire un’agenzia “infortunistica TADDIA”con un finanziamento totale della fee d’ingresso, senza anticipi e con rateizzazioni minime ai tassi più interessanti del mercato. Infine - e questa è la “rivoluzione” che trasforma radicalmente il “solito” franchising in un vero affare - nelle nuove formule (rese flessibili perché differenziate per consentire una remunerazione proporzionale all’investimento e incrementabile nel tempo) è stata completamente eliminata le voce “royalties”, cioè alla Casa Madre non è più dovuta una percentuale sul fatturato dell’agenzia.

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ntrare a far parte della catena “infortunistica TADDIA” è oggi diventato come sottoscrivere un’offerta “flat” ma con una differenza fondamentale, e cioè che, a fronte della quota minima di abbonamento fissa, contrariamente alle “soglie” previste dalla maggior parte delle offerte economiche, in questo caso il ricavato non è fisso anch’esso, bensì potenzialmente illimitato: gli unici limiti sono la voglia di impegnarsi, la grinta e l’intraprendenza dei neo-imprenditori che accoglieranno la proposta, e che sicuramente saranno entusiasti di accettare la sfida a superare sé stessi, senza fare un volo nel vuoto ma sapendo di poter contare su una vera, solida rete di protezione che preserva la loro sicurezza.

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i auguriamo quindi che presto molti di Voi lettori affezionati decidano di fare un salto e “passare dall’altra parte”: scegliete di aprire un’agenzia affiliata, ...e TADDIAinforma sarà ancora di più il “Vostro” giornale!

Buona lettura!




in questo numero SALTO NELLA RETE

6

SFRECCIA SU DUE RUOTE IL FUTURO DEL SOCCORSO STRADALE

Ottimi risultati dalle prime sperimentazioni delle nuove moto da traino prodotte da un’azienda svedese

L’AVVOCATO RISPONDE

7

8

Le dichiarazioni Irpef bastano ad attestare un danno patrimoniale da colpo di frusta?

PROVIAMO A VEDERE IL BICCHIERE MEZZO PIENO 9

Il nuovo Codice delle Assicurazioni nasconde qualcosa di buono

LEGGI SEMPRE PIù FORTI PER LA SICUREZZA

10

Alla fine della scorsa legislatura è stato finalmente approvato in via definitiva il testo unico del decreto legge

UN’OTTIMA PRESENTAZIONE

12

La Divisione Sinistri Mortali illustra i suoi servizi agli operatori nella più importante manifestazione espositiva del settore funerario

LA LEGGE IN DIFESA DAI RISCHI NEL LAVORO DOMESTICO 14

Casalinghe...e casalinghi sono oggi più tutelati grazie all’assicurazione obbligatoria

IN BREVE

16 - 17

IN CARROZZERIA UN SERVIZIO IN PIù E TANTI PROBLEMI IN MENO 18

L’intelligente sinergia con le società di noleggio rende la vita più facile agli autoriparatori e fa felici i clienti

ORA COME ALLORA, SCHIAVI DEL PETROLIO 20 Fa riflettere una mostra svoltasi al Centro Nazionale di Architettura di Montreal




INDICE LO SPECIALE DI QUESTO NUMERO: AUTOMOBILISTI PIGRI O DISTRATTI?

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I carrozzieri ci fanno notare che la maggior parte della clientela si preoccupa di controllare l’auto solo in prossimità della revisione uida causa stress

LE IMPRESE ASSICURATRICI IMPEGNATE PER LA SICUREZZA STRADALE

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Un progetto di monitoraggio attivo delle strade italiane finalizzato all’informazione dei cittadini e all’agevolazione degli interventi

A NORMA DI LEGGE 26 NOTIZIARIO A.N.T.A.C.C.I.S. 31 - 34 FACCIAMOCI VALERE: UNA MANO IN PIù PER TUTELARE I VOSTRI DIRITTI

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se la Compagnia assicuratrice non rispetta il contratto, vi spieghiamo come ricorrere all’Isvap

Area di servizio - la rubrica dell’autotrasportatore 36 FINALMENTE QUALCHE INCENTIVO PER FAR CRESCERE IL SETTORE TADDIA IN ITALIA - TADDIA CONSIGLIA 39 - 47 Agenzie affiliate e ditte convenzionate TADDIA TOP PARTNERS 48 - 49 I convenzionati che offrono le migliori condizioni DIVISIONE SINISTRI MORTALI PARTNERS 50 - 52 Le migliori onoranze funebri d’Italia DOVE SIAMO Punti di distribuzione di TADDIAinforma

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TAZEBAO Annunci e proposte dai lettori

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SALTO NELLA RETE Taddia ti segnala i siti internet più interessanti sulla sicurezza stradale e non UN BLOG CON QUALCOSA IN PIù

l sito si presenta da solo così: “Autoblog è un magazine dove trovare tutte le ultime novità sul mondo I dell’auto: gli ultimi modelli, la tecnica, le curiosità, i servizi più innovativi e le notizie dai costruttori nazionali ed esteri. (...) è nato nel dicembre 2004 all’interno del network Blogo.it, per fornire agli appassionati di auto le informazioni più aggiornate. Autoblog si distingue rispetto ad altri siti web per la semplicità, l’immediatezza e la freschezza che solo il formato blog garantisce. Autoblog non è un sito come tanti altri. Il tono

colloquiale annulla la distanza tra chi scrive e chi legge, aprendo la possibilità di una partecipazione più attiva dei lettori, che finora era confinata nei gruppi di discussione. La massima apertura al mondo della rete, si traduce in collegamenti diretti alla fonte della notizia, sia essa di un organo d’informazione, di una casa costruttrice o di un altro blog. Il lettore, attraverso i commenti, può dire la sua su tutti gli argomenti di cui scrive Autoblog, in un dialogo diretto con gli autori ma soprattutto con gli altri lettori. I commenti dei lettori aggiungono valore ai contenuti del blog, perchè non contengono solo critiche o opinioni, ma anche informazioni aggiuntive, soprattutto basate sull’esperienza diretta. Autoblog sta velocemente diventando un punto di riferimento per gli appassionati di automobili alla ricerca di notizie fresche, originali, scritte da appassionati per appassionati”. opo una rapida navigazione fra le pagine, possiamo senz’altro confermare che il sito internet www.autoblog.it “mantiene le promesse”, e offre persino qualcosa in più rispetto a quanto dichiarato: scritto e curato da Filippo Bassoli e Luca Lizzeri, può vantare la prestigiosa sponsorizzazione di Mercedes-Benz, che sicuramente ha fatto un buon investimento; la grafica è essenziale e mostra in modo sinottico e sempre in primo piano l’amplissimo ventaglio di contenuti accessibili, accuratamente suddivisi in categorie elencate in ordine alfabetico. appassionato di motori può scegliere di consultare la “Guida all’acquisto” generale oppure selezionare più specificamente le auto nelle sezioni dedicate alle diverse tipologie (berline, utilitarie, Suv, fuoriserie etc) o individuandole nell’elenco suddiviso per marche, ma può anche rivolgersi ad aree specifiche che trattano i diversi aspetti del mondo dell’auto, tutti egualmente importanti e trattati con dovizia di informazioni e dettagli, dalla sicurezza, alle prove su strada, agli aspetti tecnici, alle gare, agli annunci. Sezioni specifiche sono inoltre dedicate agli eventi, cioé fiere e saloni italiani ed esteri, ed alle gallerie di immagini. La consultazione all’interno del sito è facilitata da un archivio ordinato mese per mese a partire dal 2004 e da un motore di ricerca interno ed è attivo un servizio di newsletter che si può chiedere di ricevere inserendo il proprio e-mail.

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SFRECCIA SU DUE RUOTE IL FUTURO DEL SOCCORSO STRADALE

Ottimi risultati dalle prime sperimentazioni delle nuove moto da traino prodotte da un’azienda svedese

(articolo di Valentina Corti su www.scienze.tv)

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ai più ingombranti carro attrezzi che bloccano il traffico. E’ arrivato Retriever, una moto da traino che, giunta nel luogo dell’incidente, carica la macchina in panne con estrema facilità e la porta via. Ad aver progettato il tecnologico mezzo è la Coming through, con sede a Stoccolma.

“P

erchè - si chiede l’azienda svedese - bisogna mandare in giro per la città giganteschi rimorchi attaccati a camion quando lo stesso lavoro lo può fare una moto?”. La risposta è facile e sta in un velocissimo mezzo a due ruote che può essere “parcheggiato” senza problemi in un garage.

363 chilogrammi e la società di Stoccolma non ha reso noto il peso del veicolo per trainare le auto. Perciò come si guida un mezzo del genere?

“B

ene - risponde un motociclista della polizia svedese che ha già provato il Retriever - perché ci si muove agilmente. E quando hai una macchina al traino sembra semplicemente di avere un passeggero un po’ grassoccio in sella”.

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noltre il tecnologico mezzo di soccorso è dotata di un sistema elettronico (Ctfc) in grado di stabilizzare il veicolo per superare salite e discese. “Nessun carro attrezzi può battere il nostro veicolo e qualsiasi società di soccorso stradale avrà immediati benefici economici usando il nostro prodotto, l’unico in grado di effettuare più interventi al giorno” fa sapere la Coming through, che precisa anche il suo obiettivo: quello cioè di vendere il Retriever in mezzo mondo.

R

etriever è un’Honda, non di un modello qualsiasi però. Si tratta della Gold Wing 6 cilindri e ha 1800 di cilindrata. Nonostante le sue dimensioni abbastanza abbondanti per essere una moto, è in grado di passare tra le macchine in tempi rapidi.

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al mezzo si estrae un carrello, regolabile grazie ad un meccanismo pieghevole che può facilmente scomparire nel bauletto. E poi sul carrello si carica la macchina.

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nsomma fin qui tutto bene. Ma il punto è che la Gold Wing base pesa esattamente




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L’AVVOCATO RISPONDE

le dichiarazioni IRPEF BASTANO AD ATTESTARE UN danno patrimoniale dA colpo di frusta?

(Articolo tratto da www.altalexmese.it )

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ccertata la colpa della controparte, il GDP condanna l’assicurazione al pagamento della somma di L. 28.553.00 di cui: 1.375.000 per danni all’autovettura; 265.000 per spese mediche; 2.000.000 per danno biologico da invalidità permenente; 11.590.000 per lucro cessante da invalidità temporanea totale di giorni 30; 11.325.000 per 50 giorni di invalidità temporanea.

L

’avvocato Tizio viene coinvolto in un incidente stradale. A seguito dell’incidente riporta un’invalidità che il CTU determina nella percentuale dell’uno per cento (ovverosia il cosiddetto “colpo di frusta”). La medesima CTU esclude la sussistenza di postumi permanenti.



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n appello, la somma viene ridotta considerevolmente, in L. 4.640.000 comprensive della somma di un milione a titolo di danno morale.

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l Tribunale motivava la sua decisione ritenendo non provato il decurtamento del reddito di Tizio, nonostante costui avesse prodotto in giudizio le dichiarazioni Irpef degli ultimi tre anni, da cui risul-

tava un guadagno minore rispetto agli anni successivi.

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’avvocato Tizio ricorre in Cassazione con tre motivi, sostanzialmente riassumibili come segue: il giudice avrebbe assiomaticamente escluso il valore di elementi significati alla produzione delle dichiarazioni dei redditi, ritenendo non provata l’allegata riduzione del reddito, anziché analizzare e valutare le situazioni dedotte e dimostrate.

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noltre il giudice non avrebbe tenuto conto dell’articolo 4 l. 39 del 1977, che espressamente prevede come base di calcolo per l’invalidità temporanea e permanente il reddito delle persone fisiche così come dichiarato ai fini IRPEF. Tale norma introdurrebbe infatti un principio presuntivo che, quando si verte intorno al reddito di un professionista (notoramente soggetto a variazioni), sarebbe particolarmente utile, stante la difficoltà di provare l’effettiva diminuzione di reddito.

A

dire della difesa attorea sarebbe stato onere della controparte fornire smentita o dimostrazione che malgrado l’accertata e non contestata inabilità temporanea l’attività del professionista fosse continuata senza interruzioni.


PROVIAMO A VEDERE IL BICCHIERE MEZZO PIENO

Il nuovo Codice delle Assicurazioni nasconde qualcosa di buono (di Alessandro Taddia)

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iamo riusciti anche in questo. Siamo riusciti a trovare del buono perfino nella recente normativa che porta il nome di Nuovo Codice delle Assicurazioni. La sorpresa è del tutto giustificata, soprattutto se consideriamo i non esaltanti risultati generati dall’applicazione della nuova normativa, che possiamo, senza temere alcuna smentita, affermare di aver previsto prima ancora della sua operatività, giudicando la nuova norma nel suo complesso come un provvedimento del tutto fallimentare, che non poteva che generare difficoltà, disservizi, fallimenti operativi.

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primi a lamentare la situazione generatasi sono proprio gli operatori del servizio assicurativo, gli agenti, coloro che ora direttamente hanno il contatto e l’onore della gestione del cliente e della sua pratica, nella maggior parte dei sinistri. Da qui i guai. Ai problemi derivanti dall’adeguamento delle strutture organizzative delle agenzie (che ora devono anche ricevere le denunce e impostare la gestione delle pratiche, con tutte le incombenze che ne seguono) si aggiunge la difficoltà degli ispettorati sinistri, che si vedono costretti a dover far rientrare la gestione delle varie fasi (incarico perito, incarico dell’accertatore, verifica della documentazione in possesso etc.) in tempi oggettivamente brevi, trascorsi i quali il senso stesso della procedura viene meno.

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utto questo non fa che confermare quanto in realtà già

verificatosi dal ‘78, anno in cui l’indennizzo diretto ha fatto la sua prima comparsa (pur essendo limitato ai soli danni materiali, mentre ora si applica anche per i danni fisici del solo conducente, e solo se inferiori al 9% compreso di I.P.), e da allora non ha avuto una sola stagione di successo. Inutile poi, ogni commento circa la giustificazione data dalle organizzazioni preposte alla progettazione di tali rivoluzionarie procedure, fondata, a dir loro, sull’aspettativa di una riduzione dei costi dei sinistri e una conseguente riduzione dei premi assicurativi. Dal 1978 ad oggi i premi assicurativi R.C.A., dati Istat alla mano, si sono più che decuplicati.

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erificato tutto ciò, con eguale onestà, occorre dare atto che la nuova normativa introduce una innovazione finalmente a tutela e difesa delle parti illecitamente lese in occasione di sinistri da circolazione stradale, in particolare prevedendo una espansione di operatività del Fondo Vittime della Strada.

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nfatti, il Fondo, istituito nel 1969, e gestito dalla Consap (Concessionaria servizi assicurativi pubblici) sotto il controllo del Ministero delle Imprese Produttive, si occupava del risarcimento dei danni causati

da veicoli non identificati, non assicurati o assicurati presso Compagnie che, al momento del sinistro, si trovano in stato di liquidazione coatta.

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a novità introdotta prevede ora l’estensione dell’intervento del Fondo anche per i danni causati da un veicolo rubato. Per questi casi, vengono coperti i danni alla persona e alle cose, subiti dai terzi non trasportati o trasportati contro la propria volontà. Danni che, sino ad ora avevano trovato come unico referente il responsabile civile autore del furto, con tutte le difficoltà e garanzie che una situazione simile necessariamente implica. Inoltre al proprietario del mezzo rubato, spetta da ora il risarcimento del premio per il periodo di residua copertura a partire dal giorno successivo alla denuncia del furto del veicolo presentata alle autorità competenti.

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inalmente un’iniziativa che tutela gli interessi dei consumatori e non li vede, per una volta, solo penalizzati.




LEGGI SEMPRE PIù FORTI PER LA SICUREZZA

Alla fine della scorsa legislatura è stato finalmente approvato in via definitiva il testo unico del decreto legge (da www.governoinforma.it) vigilanza, uno dei nodi di maggiore criticità emersi negli ultimi anni.

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opo trent’anni, finalmente, la legislazione italiana possiede un Testo Unico a tutela della salute dei lavoratori. Il Consiglio dei Ministri dello scorso 1 aprile infatti ha approvato in via definitiva il decreto legislativo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, la cosiddetta “nuova 626”, in attuazione della legge n. 123 del 2007.

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l Testo è stato definitivamente deliberato dopo due anni di intensa attività, con un anticipo di due mesi rispetto alla scadenza prevista dalla legge delega. “Ce l’abbiamo fatta. Non era scontato”, ha commentato il Ministro del Lavoro Cesare Damiano. ‘’è stato fatto un lavoro straordinario, un atto dovuto al Paese, sul quale abbiamo cercato le più larghe convergenze tra le forze sociali e politiche’’. Il testo uscito, ha aggiunto Damiano, è “tra i più avanzati della legislazione europea. Il punto, ora, è applicare queste leggi”. E proprio per garantire una concreta affermazione del provvedimento, il Governo ha scelto di puntare innanzitutto su prevenzione e formazione, oltre che sul coordinamento dell’attività di

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iamo consapevoli che una buona legge non è sufficiente a far cessare l’inaccettabile catena di incidenti e morti sul lavoro - spiegano in una nota il sottosegretario al lavoro, Antonio Montagnino, e il sottosegretario alla Salute, Gian Paolo Patta - siamo però convinti che questo provvedimento porterà risultati positivi, perché inciderà sulla diffusione della cultura della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e sulla costruzione di una coscienza collettiva fondata sul rispetto delle regole”.

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omano Prodi, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta al termine del Consiglio dei Ministri, ha affermato: “abbiamo approvato un decreto che non ha intenti punitivi, non ha nel mirino le imprese, mette invece al centro la tutela della persona umana, perché i luoghi di lavoro devono essere all’altezza di un Paese quale l’Italia”, e ha proseguito: “non vorrei che si facessero polemiche, perché altrimenti sarebbe un’offesa nei confronti di tutti e soprattutto dei lavoratori. Il Governo ha ragionato in questi giorni in termini di dialogo. Abbiamo approvato un testo dopo una lunghissima analisi che è stata aperta a tutti i contributi. Erano trent’anni che si aspettava un Testo Unico così importante, abbiamo inserito misure per la prevenzione, la formazione e la vigilanza, e non solo sanzioni”.

Il contenuto del decreto in sintesi

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a legge provvede innanzi tutto a garantire la piena tutela contro gli incidenti a tutte le lavoratrici e i lavoratori, compresi quelli a tempo determinato: “flessibili”, a domicilio e a distanza. Ma inserisce nella legislazione anche altri importanti correttivi: la revisione dell’attività di vigilanza; la revisione del sistema delle sanzioni; l’alleggerimento degli adempimenti di tipo burocratico a carico delle imprese e la rivisitazione delle modalità di attuazione della sorveglianza sanitaria; l’avvio di provvedimenti a favore della formazione, anche a livello scolastico, per favorire una migliore cultura della sicurezza: questo, in estrema sintesi, il contenuto dello schema del decreto legislativo. Le singole parti del decreto sicurezza fanno riferimento a queste aree: • riordino della normativa vigente; • revisione del sistema delle sanzioni; • estensione dei diritti; • coordinamento delle informazione.

Riordino della normativa vigente

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l testo del decreto approvato dal Consiglio dei Ministri è strutturato come Testo Unico. Il suo obiettivo è riordinare e coordinare tutte le disposizioni sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso un provvedimento che dia uniformità alla tutela del lavoro su tutto il territorio nazionale. Il decreto prevede, ad esempio, la


semplificazione degli adempimenti burocratici a carico delle imprese e la rivisitazione delle modalità di attuazione della sorveglianza sanitaria. Il tutto avverrà attraverso l’ottimizzazione delle risorse, l’eliminazione delle sovrapposizioni e il miglioramento dell’efficienza degli interventi.

Revisione del sistema delle sanzioni

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l sistema sanzionatorio è stato modificato e la sanzione verrà calibrata sulla gravità della violazione delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Infatti, il datore di lavoro che non abbia effettuato la valutazione dei pericoli a cui possono essere esposti i lavoratori nelle aziende ad alto rischio, potrà incorrere in tipologie diverse di sanzioni: • •

della stessa con una sanzione pecuniaria che va da un minimo di 8.000 a un massimo di 24.000 euro; Per il datore di lavoro recidivo: tale possibilità è esclusa qualora il datore di lavoro sia recidivo o si siano causati, in conseguenza della mancata valutazione del rischio, infortuni sul lavoro con danni alla salute del lavoratore.

Estensione dei diritti

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iene ampliata l’applicazione delle disposizioni in materia di salute e sicurezza, con conseguente innalzamento dei livelli di tutela, a tutte le tipologie di lavoratori; è previsto anche il rafforzamento delle rappresentanze in azienda, in particolare di quelle dei lavo-

ratori territoriali, e la creazione di un rappresentante di sito produttivo che sia presente in realtà particolarmente complesse e pericolose (ad esempio, le aree portuali).

Coordinamento delle informazioni

è

prevista la creazione di un sistema informativo pubblico, al quale partecipano anche le parti sociali, per la condivisione e la circolazione di notizie sugli infortuni, sulle ispezioni e sulle attività in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il sistema sarà utile anche ad indirizzare le azioni pubbliche. Sono previsti inoltre i finanziamenti per le azioni promozionali private e pubbliche come l’inserimento nei programmi scolastici e universitari della materia “salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”.

Per i casi gravi: è prevista la pena dell’arresto da 6 a 18 mesi; Per i casi meno gravi: ad esempio quelli di inadempienza, si applica la sanzione dell’arresto alternativo all’ammenda o l’ammenda, con la graduazione delle sanzioni in relazione alle singole violazioni; Per chi si mette subito in regola: non è applicata la sanzione penale ma una sanzione pecuniaria. Nella stessa logica, il datore di lavoro che cominci ad eliminare concretamente le conseguenze della violazione o che adempia, anche in ritardo, all’obbligo violato, ottiene, nel primo caso, una riduzione della pena, nel secondo caso, la sostituzione

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NEWS ON AIR

Comunicati da un’azienda in continua evoluzione

UN’OTTIMA PRESENTAZIONE La Divisione Sinistri Mortali illustra i suoi servizi agli operatori nella più importante manifestazione espositiva del settore funerario

(di Marcello Filippi)

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l marchio TADDIAgroup con la Divisione Sinistri Mortali ha fatto il suo ingresso tra gli espositori al Tanexpo 2008 di Bologna, la fiera che è punto di riferimento nazionale e internazionale per l’intero settore delle onoranze funebri. L’arte e la speciale cura e qualità nelle installazioni allestite a Tanexpo dalle aziende protagoniste, e tra queste per la prima volta la TADDIAgroup Divisione Sinistri Mortali, sanciscono l’unicità dell’evento italiano a livello mondiale.

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a manifestazione ha attirato più di 16.000 visitatori all’interno degli stand, per le riconosciute peculiarità che la rendono unica nel panorama fieristico internazionale, tra cui spicca la particolare sinergia tra momento espositivo ed iniziative speciali come gli incontri internazionali per il confronto di realtà e di esperienze che permettono un vero aggiornamento professionale e culturale. Particolare attenzione è posta allo sviluppo della qualificazione professionale attraverso momenti di formazione e dibattito sulle problematiche di settore, con approfondimenti sulle novità legislative, i patrocini e le collaborazioni.

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ADDIAgroup - Divisione Sinistri Mortali, rappresentata dal responsabile nazionale Marcello Filippi e dal corrispondente Angelo Zarcone della consociata SICILIAfranchising (master del marchio infortunistica TADDIA per la regione omonima), non è voluta mancare a questo

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appuntamento patrocinato dalle due Federazioni italiane di riferimento per la categoria: Fe.N.I.O.F. (Federazione Nazionale Imprese Onoranze Funebri) e Feder.Co.F.It. (Federazione del Comparto Funerario Italiano): Tanexpo si è dunque configurata Angelo Zarcone e Marcello Filippi nello stand espositivo “TADDIAgroup come un rileDivisione Sinistri Mortali”a Tanexpo 2008 vante momento svolto e per tastare il polso di confronto con gli operatori al settore principe di questa del settore già associati e come collaborazione: abbiamo quindi occasione di approfondito avuto ampio riscontro del graincontro conoscitivo con tutti dimento riscontrato dal nostro gli altri, un target altamente servizio, fornito alle società di selezionato per la qualità del onoranza funebre con la collaservizio offerto alla clientela. borazione delle agenzie affiliate nostri responsabili si sono infortunistica TADDIA in tutta impegnati alacremente Italia. è un successo che credianell’incontrare titolari e buyers mo a ragione meritato, per la serietà e l’impegno profusi in d’imprese e società di servizi, questo primo anno: le oltre 300 hanno avviato e consolidato i imprese del settore che hanno rapporti attraverso la forza del accettato di collaborare a procontatto personale, forti del muovere il nostro progetto ne è fatto che, anche in una econouna evidente garanzia. mia sempre più informatizzata come quella contemporanea, n un momento fortemente il faccia a faccia diretto gioca segnato dagli aumentati comunque un ruolo fondamendecessi in ambiente di lavoro tale nel successo delle relazioni e nelle tragedie della stracommerciali. da TADDIAgroup si pone anexpo, a un anno dalla all’avanguardia del settore nascita del nuovo progetto infortunistico per l’offerta di di TADDIAgroup con la costiuna consulenza professionale tuzione della Divisione Sinie di ampi servizi di supporto a stri Mortali, è stata un’ottima tutela del cittadino e della sua occasione per valutare il lavoro famiglia.

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NEWS ON AIR

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intervento di TADDIAgroup Divisione Sinistri Mortali solleva in parte gli eredi dalle gravose e spiacevoli incombenze derivanti dagli incidenti più gravi, sia stradali che nell’ambiente di lavoro, fornendo un’assistenza immediata previo appuntamento concordato con la famiglia - e in questo la collaborazione delle società di Onoranza funebre è basilare - ai fini dell’approfondita conoscenza di un servizio che comprende l’anticipo delle spese funebri, e lo svolgimento di tutti gli adempimenti burocratici (anche quelli in ambito pensionistico, le dichiarazioni di successione, le volture catastali e la denuncia ICI, l’elaborazione del mod. Unico), per arrivare fino alla gestione professionale delle richieste di risarcimento, che includono la valutazione del trauma psicologico degli eredi.

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l nostro punto di forza è proprio lo sgravio degli assistiti da tutte le spese e le incombenze: in sinergia con le società di onoranza funebre riusciamo così ad offrire un conforto completo e discreto ai parenti del defunto, garantendo loro il giusto e congruo risarcimento ed

Comunicati da un’azienda in continua evoluzione

evitando al contempo il rischio di quelle ignobili speculazioni a cui spesso capita di assistere in questi casi e che fanno leva proprio sulla fragilità e la mancanza di assistenza in cui possono venire a trovarsi gli eredi. Attraverso una oculata gestione della pratica di risarcimento possiamo garantire un funerale dignitoso anche a chi non può permetterselo: TADDIAgroup fa in modo che le spese vengano liquidate dalla compagnia di assicurazione, cosicchè anche alla fine non ricadano sull’assistito.

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urante il Tanexpo il contatto con i professionisti del settore (costituiti, oltre agli espositori, anche dal 90% dei visitatori) ci ha messi a confronto con gli obbiettivi da raggiungere entro i prossimi due anni, e cioé il consolidamento dell’immagine aziendale, la verifica e l’incremento della forza commerciale; siamo certi di poter conseguire questi traguardi attraverso il nostro servizio economicamente flessibile e vantaggioso, arricchito dalla sinergia di più fattori promozionali: un sapiente mix di strumenti commerciali efficaci e tempestivi (eventi espositivi,

web, campagne stampa, convegni) e uno sguardo lungimirante rivolto verso l’espansione dell’attività oltre i confini nazionali, già avviata da tempo con contatti e collaborazioni con i Consolati di Romania e Costa D’Avorio, e in procinto di incrementarsi grazie alle relazioni intraprese proprio nell’ambito del Tanexpo con operatori del settore in Spagna, Romania e Regno Unito.

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on la propria attività, la Divisione Sinistri Mortali di TADDIAgroup è parte integrante nella trasformazione oggi in atto del tradizionale concetto di servizio fornito dalle società di onoranza funebre in qualcosa di più completo e moderno, che ha avuto ampio riconoscimento nei dibattiti che si sono aperti all’interno del Tanexpo 2008 e che avranno il loro consuntivo fra due anni al Tanexpo 2010 che si svolgerà sempre a Bologna e al quale diamo appuntamento a tutte le aziende del settore nostre collaboratrici, certi che il lavoro svolto in questi anni sarà di importante supporto ai concittadini meno fortunati, tutelati dalla nostra serietà e professionalità.

Il vostro dolore non si può ripagare, ma offrirvi tutta l’assistenza di cui avete bisogno in un momento così difficile è il nostro lavoro. • • • • • • • • •

Offriamo assistenza e consulenza in modo discreto e professionale, con la collaborazione delle migliori imprese di onoranze funebri in tutta Italia. Supportiamo gli eredi dal punto di vista psicologico e materiale perché possano affrontare i momenti più difficili con un conforto totale. Informazioni e consulenza gratuita: 051.467573

IN CASO DI INCIDENTE STRADALE E SUL LAVORO: Assistenza immediata Anticipo spese funebri Adempimenti burocratici Adempimenti in ambito pensionistico Dichiarazioni di successione Volture catastali e denuncia ICI Elaborazione mod. UNICO Richieste risarcimenti Valutazione trauma psicologico eredi

Potete contare su di noi.

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LA LEGGE IN DIFESA DAI RISCHI NEL LAVORO DOMESTICO Casalinghe...e casalinghi sono oggi più tutelati grazie all’assicurazione obbligatoria (dott.ssa Anna Lenzi Studio Legale Associato Fioriglio-Croari alle cure della propria famiglia e dell’ambiente in cui si dimora. Sono, per contro, esclusi coloro che svolgono altra attività che comporti l’iscrizione a forme obbligatorie di previdenza sociale.

L’

assicurazione obbligatoria contro gli infortuni domestici è stata istituita dalla legge 3 dicembre 1999, n. 493, che ha introdotto nel nostro ordinamento una forma di tutela di per chiunque, donna o uomo, impieghi le proprie energie in maniera abituale, esclusiva e gratuita, nell’ambito domestico.

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iù in particolare, in base a tale normativa – ed al relativo regolamento attuativo dettato con d.m.15 settembre 2000 - sono obbligati ad assicurarsi coloro che, in età compresa tra i 18 ed i 65 anni, svolgono in via non occasionale, gratuitamente e senza vincolo di subordinazione, lavoro finalizzato

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ome ha precisato lo stesso Istituto assicuratore con circolare n. 9 del 22 febbraio 2001, per nucleo familiare deve intendersi qualsiasi insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti e aventi la medesima dimora abituale e può essere costituito anche da una sola persona. Sono, inoltre, da ricomprendere nell’assicurazione anche i cittadini stranieri che soggiornano regolarmente in Italia. Poichè l’attività in ambito domestico è coperta da assicurazione qualora sia svolta in via non occasionale – ovvero, come più volte ribadito dalla Corte di Cassazione “abitual-

mente e sistematicamente, anche se non continuativamente” - devono intendersi ricompresi nella tutela assicurativa gli studenti anche se studiano e dimorano in una località diversa dalla città di residenza, purchè, beninteso, non stiano svolgendo contestualmente altra attività lavorativa.

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uanto all’oggetto dell’assicurazione in ambito domestico, questa si estende a tutti i casi di infortunio (con esclusione, pertanto, delle malattie professionali) avvenuti, per causa violenta o virulenta, in occasione ed a causa di lavoro in ambito domestico, comprensivo dell’immobile di civile abitazione, delle relative pertinenze e delle parti comuni condominiali. Devono, inoltre, considerarsi avvenuti in ambito domestico anche gli infortuni avvenuti nell’immobile dove si trascorrono le vacanze (pur se in affitto), purché questo si trovi sul territorio nazionale.

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anto premesso, è bene precisare che originariamente la tutela assicurativa copriva unicamente gli infortuni dai quali fosse derivata un’inabi-


lità permanente al lavoro non inferiore al 33 per cento, con esclusione, dunque, non solo dei casi di inabilità temporanea, ma anche degli infortuni con esito letale. L’ambito della tutela contro gli infortuni domestici è stato tuttavia successivamente ampliato ad opera di una serie di interventi normativi che hanno inciso in misura rilevante sul quadro sin qui descritto.

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n particolare, per effetto del decreto del Ministero del lavoro del 31 gennaio 2006, la copertura assicurativa deve ritenersi operante anche in relazione agli infortuni dai quali sia derivata la morte dell’assicurato, purché verificatisi successivamente al 17 maggio 2006. In tal caso, è corrisposta ai superstiti una rendita per la cui liquidazione è assunta quale retribuzione convenzionale la retribuzione annua minima fissata per il calcolo delle rendite del settore industriale.

sul lavoro e le malattie professionali (D.P.R. n. 1124/1965). Ma la principale novità in materia è senza dubbio quella introdotta dalla legge finanziaria 2007 (legge n. 296/2006), la quale ha determinato l’abbassamento del grado di inabilità permanente indennizzabile in rendita dal 33% al 27%.

dità permanente in grado inferiore oppure l’invalidità temporanea dell’infortunato, la tutela dei quali non potrà che passare, ricorrendone i presupposti e in assenza di un’assicurazione privata del danneggiato, per le strade consuete della responsabilità civile e del risarcimento del danno.

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i conseguenza, sono attualmente coperti dalla tutela antinfortunistica gli infortuni in ambito domestico da cui sia derivata la morte dell’infortunato o una inabilità permanente non inferiore al 27 per cento. Rimangono, invece, ancora esclusi dalla polizza assicurativa gli infortuni che abbiano determinato un’invali-

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ome chiarito dalla circolare INAIL del 10 febbraio 2007, inoltre, in caso di infortunio con exitus letale, oltre alla rendita, deve essere corrisposto ai superstiti anche l’assegno funerario erogato una tantum ai sensi all’art. 85, comma 3, del Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni

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IN BREVE

Make-up antifurto a portata di autista squattrinato D

imenticate l’antifurto satellitare, il blocca pedali, il lucchetto al volante e le sirene che strombazzano nell’indifferenza dei passanti. Il rimedio per non farsi rubare l’automobile ora è un kit adesivo fatto di finti graffi, finta ruggine e ammaccature di ogni tipo sulla carrozzeria. Gli stickers si applicano sul cofano, sugli sportelli persino sul tetto per invecchiare la macchina e renderla meno appetibile agli occhi dei ladri. Per una decina di euro il kit antifurto, che ricorda tanto la mitica maglietta con la cintura di sicurezza disegnata, si trova in vendita sul web: i graffi e le macchie di ruggine sono di ogni forma e dimensione con sbavature e imperfezioni che le fanno sembrare ancora più veritiere. Del resto c’è la mano esperta di un giovane grafico inglese , che quest’ “opera” l’ha addirittura esposta al Festival di Design di Londra. Dominic Wilcox ha avuto l’idea degli adesivi dopo aver subito l’ennesimo furto di bicicletta, il mezzo di trasporto che usa di più per muoversi tra le rive del Tamigi. “Grazie agli stickers la mia nuova bici rossa fiammante non è stata ancora toccata - spiega- Ce l’ho da 13 giorni e per Londra è un record”.

La gomma...fa da sé

(articolo di Daniele Sparisci su Repubblica Motori)

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ermarsi a controllare le gomme presto potrebbe diventare un ricordo: sta per arrivare il pneumatico che si gonfia da solo, capace di controllare automaticamente la pressione e di “pompare” aria in movimento senza ricorrere a compressori. La novità è stata annunciata da un’azienda di Praga, la Coda Development: l’ingegnoso sistema SIT (Self Inflating Tire), per iniettare aria dall’esterno nella gomma sfrutta il rotolamento della vettura, una valvola e un piccolo tubo integrato nella parete del pneumatico. Il principio di funzionamento è quello di una pompa peristaltica, che attraverso la rotazione e lo schiacciamento del tubo consente l’ingresso dell’aria. Quando i livelli di pressione ritornano alla normalità una valvola di sicurezza si chiude da sola, per ritornare ad aprirsi ogni volta che questi scendono. I risultati dei primi test dicono che basta guidare per appena 2 km perché il sistema recuperi quei cali di pressione, compresi tra 1 e il 3%, che si verificano ogni mese su tante autovetture. Viaggiare con le gomme sgonfie, oltre ad essere un pericolo per la sicurezza stradale, è anche controproducente per il portafoglio, visto che i consumi possono aumentare anche fino al 5%. Per ora la gomma che si gonfia da sola è solamente un prototipo, ma presto saranno realizzati i primi test su autovetture.

(articolo di Daniele Sparisci su Repubblica Motori)

Il risparmio al telefono 4

48472, un breve numero da salvare nella rubrica del cellulare e a cui fare appello per conoscere le informazioni sulle stazioni di servizio più vicine al luogo in cui ci si trova con auto o moto, sui servizi di assistenza garantiti e sui prezzi applicati a benzina e diesel. Clic&Clic Fuel è l’innovativo sistema offerto dalle associazioni dei benzinai tramite tecnologia Imin Holding. Semplice: è sufficiente inviare un SMS al 48472 per ricevere una notifica sul cellulare sugli impianti prossimi alla propria posizione. Non male per chi è in transito in zone di cui non si ha una precisa conoscenza (città, strade provinciali e statali, autostrade) e rischia di restare a secco di carburante con l’auto o la moto. Il servizio 48472 Clic&Clic Fuel conta circa 1000 stazioni di servizio, corrispondenti al 5% delle unità presenti sul territorio, tuttavia si sta lavorando per giungere a un livello di copertura della mappatura del 65%. La spesa relativa al messaggino inviato al numero 48472 dipende dalla tariffa applicata dal gestore di telefonia mobile per gli SMS. Ciascun SMS ricevuto da Clic&Clic Fuel costa 16 centesimi di euro; c’è da tenere presente che si possono ricevere più SMS che soddisfano la propria richiesta. Un valore minimo che, per evitare di rimanere in panne, val bene un SMS!

(tratto da www.webmasterpoint.org)

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IN BREVE

Fashion Victim, di nome e di fatto! D

opo un clamoroso incidente stradale tante ragazze in Inghilterra stanno rinunciando al piercing sull’ombelico. Tutto è cominciato quando una ragazza gallese di 19 anni ha rischiato di morire dopo che, durante l’impatto, il piercing che portava le ha penetrato lo stomaco “come un proiettile”, fermandosi a pochi millimetri dalla spina dorsale. Jessica Collins, questo il nome della giovane di Radyr, vicino a Cardiff, ha chiesto alla madre di dire a tutti, a partire dai suoi amici, quanto le è successo, così che altri ragazzi sappiano quello che può accadere a chi ha un piercing. Ne è nato un tam tam impressionante, che grazie al web sta facendo ricredere molte adolescenti in fatto di moda. Durante l’incidente, che ha avuto luogo a Monaco di Baviera, dove la ragazza si trovava in vacanza, Jessica ha riportato anche alcune ferite al volto e alla testa, ma è stato proprio il piercing a metterla in pericolo di vita e a farla finire in sala operatoria per tre ore. Chris Beadle, patrigno della ragazza, ha raccontato che molte delle amiche di Jessica ora hanno deciso di togliersi il piercing.

(tratto da Repubblica Motori)

è

Un’auto davvero “divina”

stata venduta il 27 ottobre scorso, per 240.000 euro, l’auto di Padre Pio. La Mercedes Benz 190 D del 1959, appartenuta al Santo era il lotto più famoso dell’asta Coys che si è svolta ad Auto e Moto d’Epoca, la principale rassegna italiana del settore alla Fiera di Padova. L’auto ha una storia molto particolare: fu regalata a Padre Pio da una famiglia immensamente grata per un miracolo ricevuto e successivamente regalata dallo stesso santo ad un fedele. Domenico Cristiani, precedente possessore della Mercedes Benz 190 D racconta che “correva l’anno 1964, ero impegnato al montaggio di una gru presso un’impresa edile che aveva ottenuto l’appalto per la costruzione di vari reparti dell’ospedale Sollievo della Sofferenza. Durante il lavoro presso l’ospedale, in un momento di pausa, mi recai presso una masseria dei frati cappuccini (adibita a caseificio) e notai la Mercedes; l’auto era in completo stato di abbandono. Mi rivolsi, quindi, all’allora Padre Priore per chiedere informazioni, ma quest’ultimo rispose che senza prima aver consultato Padre Pio (dato che comunque si trattava di una donazione fatta a lui), non era in grado di prendere decisione alcuna, circa un’eventuale vendita. Finalmente (con un po’ d’insistenza), dopo alcuni mesi, riuscii a incontrare il Padre Priore (che ricordo minuto e di bassa statura) e Padre Pio; a quel punto il Padre Priore si rivolse a Padre Pio e gli chiese “Padre Pio gliela diamo la macchina a Mim”?”; allora Padre Pio si avvicinò, mi guardò, mi diede due pacche sulla spalla e, rivolgendosi al Padre Priore, rispose “Diamangel la macchina a Mim, che è nu bravo guaglione “.

(tratto da Repubblica Motori)

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NEWS ON AIR

Comunicati da un’azienda in continua evoluzione

IN CARROZZERIA UN SERVIZIO IN PIù E TANTI PROBLEMI IN MENO

L’intelligente sinergia con le società di noleggio rende la vita più facile agli autoriparatori e fa felici i clienti

(tratto da Al Volante e integrato dalla redazione di TADDIAinforma)

è

un servizio sempre più richiesto dai clienti automobilisti. E negli ultimi anni è cresciuto notevolmente il numero di società che propongono agli autoriparatori vantaggiosi contratti di noleggio a lungo termine per le vetture da usare come auto sostitutive.

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ualsiasi carrozzeria per fidelizzare i vecchi clienti o riuscire a conquistarne di nuovi deve essere in grado di offrire dei servizi. Uno fra i più richiesti è sicuramente quello dell’auto sostitutiva. Per molto tempo questo problema è stato risolto in maniera piuttosto “garibaldina”, col prestito di una vettura intestata alla carrozzeria o al suo titolare. Con rischi che sono diventati sempre più evidenti: si pensi al caso in cui il guidatore “temporaneo” non ha la patente o questa non è in corso di validità, oppure a quello in cui si verificano infrazioni al Codice della Strada, per non parlare

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dell’uso eventuale della vettura per fini illeciti. Le carrozzerie più grandi in una prima fase hanno risolto il problema dotandosi della licenza di noleggio, con notevoli aggravi economici e burocratici. Ma a un certo punto è intervenuto uno strumento più pratico e alla fine anche più vantaggioso, quello del ricorso al noleggio a lungo termine.

D

a qualche anno è notevolmente cresciuto il numero di società di servizi che offrono all’autoriparatore, sia che s’interessi della parte meccanica sia che dedichi le sue cure alla carrozzeria, un contratto di noleggio a lungo termine per una vettura da utilizzare come mezzo di cortesia, la cosiddetta auto sostitutiva, aggiungendo come deroga contrattuale la possibilità di affidarla a un cliente. Il rinoleggio avviene in comodato gratuito quando l’automobilista è dalla parte del torto e non può rivalersi sull’assicurazione, ma avendo subito un danno notevole porta al carrozziere un fatturato interessante. Quando, invece, il cliente ha torto, ma ha subito un danno lieve, è prevista la sua partecipazione al pagamento del noleggio e infine quando ha ragione e quindi ha diritto al risarcimento delle spese, comprese quelle di fermo tecnico, si applica la formula

del noleggio vero e proprio. Dotandosi dell’auto di cortesia, quindi, il carrozziere accresce l’immagine della propria impresa. Se si appoggia per questo servizio a una società di renting, può delegare in toto la gestione burocratica della vettura.

Come trasformare un costo in una fonte di guadagno

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n funzione del tipo di intervento, l’autoriparatore dispone di tre opzioni riguardo alle modalità per fornire l’auto di cortesia al proprio Cliente. • Comodato gratuito. In questo caso non viene fatto pagare nulla al Cliente, ma ci si toglie qualunque responsabilità affidando la vettura alla società di ri-noleggio che chiede per l’apertura della pratica pochi euro. Questa formula viene di solito applicata ai clienti che hanno torto, pertanto non possono rivalersi sull’Assicurazione della controparte, e hanno subito danni consistenti. • Partecipazione dei costi. Questa opzione è di norma prevista per clienti che hanno torto, ma hanno subito danni lievi. Si fa fatturare alla società di ri-noleggio una cifra pari al costo giornaliero del canone di noleggio. È molto difficile che un cliente rifiuti di pagare una


NEWS ON AIR

decina di euro al giorno o poco più, visto che gli si offre una vettura anche con la copertura Kasko. • Noleggio. Nel caso di un incidente in cui il cliente ha ragione, ha diritto al risarcimento delle spese di noleggio per il periodo di fermo tecnico della sua vettura (art. 3 legge 39/1977). Il carrozziere dà mandato alla società di ri-noleggio di noleggiare la vettura all’importo di mercato e, se lo desidera, potrà conferirle anche il mandato di provvedere al recupero del denaro dell’Assicurazione della controparte. Di solito le società di ri-noleggio riconoscono al carrozziere per il procurato noleggio una certa percentuale nel caso in cui venga a loro affidato il recupero del credito, maggiore quando se ne occupa lo stesso autoriparatore.

La proposta di TADDIArent

L

a società del gruppo TADDIA da anni specializzata in noleggio a lungo termine ha scelto di mettersi sul mercato del servizio alle carrozzerie

Comunicati da un’azienda in continua evoluzione

con una proposta ben più che concorrenziale, perché integrata da optional esclusivi resi disponibili grazie alla sinergia con le altre società del gruppo.

L

e carrozzerie che aderiranno all’offerta avranno la possibilità di scegliere fra le due auto statisticamente più richieste perchè meglio adatte a questo servizio, e cioé la Fiat Panda e la Fiat Grande Punto, in entrambi i casi a costi incredibilmente contenuti.

L

e auto, tutte nuove di fabbrica, verranno fornite già personalizzate con i riferimenti della carrozzeria (grazie al servizio degli uffici grafici di Publi&Marketing) ed essendo immatricolate per uso noleggio potranno all’occorrenza essere ri-noleggiate dal carrozziere.

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questa conveniente formula di noleggio si aggiunge l’apporto delle agenzie affiliate infortunistica TADDIA, che si prestano a gestire le pratiche di eventuali sinistri attivi segnalati dalle carrozzerie riconoscendo al segnalatore l’importo corrispondente ad un intero mese di noleggio (in caso di fermo tecnico fino a 10

giorni) o addirittura l’intero importo risconosciuto a titolo di fermo tecnico (qualora il fermo stesso superi i 10 giorni). TADDIArent inoltre ha previsto ulteriori incentivi per le carrozzerie più “attive” nel servizio di fornitura dell’auto sostitutiva.

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nfine, è non è di poco conto, le carrozzerie ricevono gratuitamente un “bonus” di promozione pubblicitaria: infatti vengono inserite nel database delle “carrozzerie selezionate” da infortunistica TADDIA e come tali pubblicizzate sul sito internet www.infortunistica.it e sulle pagine di TADDIAinforma.

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ome è facile intuire dopo aver valutato queste incoraggianti premesse, per questa “proposta che non si può rifiutare” si prospettata fin dalle prime battute d’avvio dell’inziativa una grossa adesione da parte dei carrozzieri: consigliamo agli interessati di contattare al più presto la Direzione franchising (051 467573) per fissare un incontro informativo con i responsabili commerciali le cui agende sono già decisamente affollate...

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ORA COME ALLORA, SCHIAVI DEL PETROLIO

Fa riflettere una mostra svoltasi al Centro Nazionale di Architettura di Montreal (da un articolo di Daniele Sparisci su Repubblica Motori)

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e code infinite ai distributori di benzina erano il segno più evidente. I lampioni spenti la sera, i palinsesti anticipati dei programmi in tv, le prime domeniche senza auto durante le quali il divieto di circolazione era totale, fecero il resto. Correva l’anno 1973, quello dello shock petrolifero, quando il prezzo del greggio volò alle stelle in seguito alla decisione dell’Opec di tagliare la produzione dopo la guerra dello Yom Kippur.

L’

occidente faceva i conti la prima vera crisi mondiale energetica dopo anni di crescita economica. A 35 anni di distanza un’esposizione ha ripercorso gli anni bui del “oil shock” ma soprattutto ricorda come quegli eventi hanno messo in discussione alcune certezze del ricco occidente. Il pieno nel serbatoio, per esempio.

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on a caso l’esposizione curata da Mirko Zardini, tenutasi fino ad aprile presso il Centro Nazionale di Architettura di Montreal in Canada, si chiama “1973: Sorry, out of gas”, come l’insegna esposta dai benzinai americani nei giorni che seguirono la crisi. Eventi che ebbero profonde ripercussioni sul mondo dell’auto: è del 1975, infatti, il primo pacchetto di misure approvato dal congresso americano per aumentare l’effi-

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cienza energetica delle vetture e ridurne i consumi, oggi noto come CAFE, acronimo che sta per Corporate Average Fuel Economy.

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pochi anni dopo l’allora presidente Jimmy Carter si faceva immortalare davanti alla tetto del Casa Bianca dove erano stato installati pannelli solari, che poi furono smantellati durante l’amministrazione Reagan. Attraverso progetti, libri e opuscoli, immagini di repertorio e archivi televisivi che mostrano strade vuote e città semi-deserte oltre alle stazioni di servizio chiuse, l’esposizione mette in luce anche le risposte alla penuria di petrolio da parte delle istituzioni, dei gruppi ambientalisti, degli architetti e degli stessi cittadini.

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puntarono remote comunità rurali che inseguivano il sogno dell’autosufficienza energetica, iniziarono a diffondersi le prime turbine eoliche moderne, i pannelli solari, persino a Manhattan dove al numero 539 dell’11esima strada sorgeva uno dei primi condomini alimentati da fonti verdi.

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i quel periodo riemergono dall’oblio queste ed altre memorie sepolte dal nuovo boom degli anni ottanta spinto dalle quotazioni del petrolio in picchiata. Il resto è cronaca con l’ambiente in primo piano: basta guardare il listino del benzinaio sotto casa per capire che dell’esperienza del 1973 avremmo dovuto imparare qualcosa di più. Come giustamente ci ricorda l’esposizione canadese.


FOCUS ON

Lo speciale di questo numero

AUTOMOBILISTI PIGRI O DISTRATTI? I carrozzieri ci fanno notare che la maggior parte della clientela si preoccupa di controllare l’auto solo in prossimità della revisione

(tratto da BellAuto)

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a scorsa edizione, terza dell’ormai collaudata campagna “100 piazze per l’ambiente e la sicurezza stradale”, ha contato su un campione di riferimento composto da 1.178 vetture che si sono presentate presso i centri allestiti dalle organizzazioni territoriali di Confartigianato le quali, in collaborazione con gli autoriparatori associati, si sono adoperate per supportare questa iniziativa di sensibilizzazione mirata a promuovere la sicurezza stradale e il rispetto dell’ambiente. Come è ovvio, le vetture più nuove sono poco rappresentate, stante la diffusa convinzione che un’auto di recente immatricolazione non abbia necessità di controlli tecnici. La sensibilità a sottoporre la vettura a qualche forma di controllo inizia ad emergere dopo due o tre anni, poco prima della revisione obbligatoria prevista dopo i primi quattro anni di vita. In termini di rappresentatività del parco, si è infatti osservato come questa giornata di prevenzione sia stata percepita come un’occasione di visita pre-revisione. Sempre con riferimento a questo adempimento obbligatorio, considerando la data dell’ultima revisione delle vetture prese in considerazione e facendo una proiezione sul parco circolante, emerge che ben 150.000 automobilisti circolano sulle strade italiane sicuramente inconsapevoli di avere superato la scadenza. Poi ci sono quelli consapevoli, che sicuramente non si sono presentati ai controlli.

Gas di scarico

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l 93,3%delle vetture benzina e il 95,8%delle diesel hanno dato un esito positivo all’analisi dei gas di scarico. E’ opportuno sottolineare che lo spirito con il quale gli automobilisti si sono recati presso le postazioni era quello di venire a conoscenza di eventuali problemi della vettura, e quindi in generale buona fede. Rispetto all’alimentazione, non è da sottovalutare che il 23,5% delle vetture con doppia carburazione abbia dimostrato problemi a livello di gas di scarico, a riprova che un sistema studiato per apportare benefici, qualora mal utilizzato, produce effetti contrari. E’ un caso emblematico dell’importanza della cura e della manutenzione effettuata da professionisti, per garantire il buon funzionamento del veicolo, anche ai fini dell’ottimizzazione dei costi e

del mantenimento del valore del veicolo, oltre che del rispetto dell’ambiente e della salute di tutti.

Impianto frenante

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risultati della prova freni con frenometro sono stati piuttosto confortanti anche in considerazione del fatto che i progressi delle caratteristiche tecniche degli impianti hanno ridotto al minimo i problemi di simmetria, che oggi sono circoscritti quasi esclusivamente al cattivo scorrimento della pinza sulle colonnette a causa di sporco, usura o comunque scarsa manutenzione. Dal controllo visivo dell’usura dei dischi è emerso che un 6% delle vetture avrebbe dovuto cambiare i dischi, consumati oltre lo spessore minimo (che, si ricorda, è indicato sul disco). Proiettando il dato sul parco

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FOCUS ON

Lo speciale di questo numero

circolante, 1.800.000 vetture risultano essere a rischio, numero senz’altro sottostimato se consideriamo che le prove con frenometro sono eseguite “a freddo”, mentre un disco eccessivamente usurato provoca l‘aumento della temperatura della pastiglia della pinza e quindi del fluido del freno, con il conseguente rischio di “vapor lock”. Il livello di usura delle pastiglie rispecchia fedelmente quello dell’usura dischi. Per quanto concerne i controlli relativi all’efficienza e alla corsa del freno a mano, questi hanno dimostrato un rapporto inversamente proporzionale all’età della vettura, a ulteriore dimostrazione di un’attenzione ancora troppo carente alla manutenzione, anche su un impianto vitale come quello frenante.

Ammortizzatori

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er quanto riguarda gli ammortizzatori, i dati sono nettamente rassicuranti e conformi alle attese per il 100% delle vetture di meno di 2 anni di età, qualche lieve segnale di non efficienza comincia ad apparire al terzo anno. L’anomalia cresce, ovviamente, con l’età dell’auto e il chilometraggio percorso e diventa sensibile nelle vetture che, in 1 caso su 8, non viaggiano in condizioni di sicurezza. Il controllo visivo degli ammortizzatori ha inoltre segnalato che, anche sulle vetture sottoposte ai controlli e quindi presumibilmente più curate rispetto alla media, oltre i dieci anni 1 su 4 mostra segni di trafilamento. Curiosamente il dato, basso fino ai 2 anni di vita, si alza intorno ai 3 - 4 anni e scende di nuovo tra i 5 a i 10 anni.

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I controlli di routine

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er quanto riguarda i controlli su olio motore, spazzole tergicristallo e pneumatici, sul totale delle vetture controllate, il 40,7% avrebbe dovuto sostituire subito o a breve le spazzole, per ottimizzare il livello di visibilità in caso di cattive condizioni atmosferiche, ovvero proprio quando frenare diventa più problematico e sarebbe importante poter anticipare gli ostacoli. Dodici milioni di vetture viaggiano con questa criticità. Al controllo del livello dell’olio motore i veicoli diesel sono risultati più regolari. In linea generale, comunque, questa prova ha evidenziato miglioramenti rispetto all’anno scorso. Va sottolineato che motori più ermetici, frutto di tecnologie più evolute, consumano meno olio poiché non consentono l’evaporazione in atmosfera. Confermata e anzi incrementata invece, l’alta criticità legata alle condizioni degli pneumatici riscontrata in occasione dei precedenti controlli. Il 17,5% contro il 12% dello scorso anno delle automobili visionate circolava con almeno un pneumatico completamente usurato.”Gli pneumatici sono come gli elefanti: non si scordano mai le botte che hanno preso” recitava un tecnico esperto, e in questo caso l’incidentalità non è per nulla legata all’età della vettura. Già le vetture sotto i due anni di vita hanno presentato un’usura

sull’assale posteriore dovuta all’alleggerimento in frenata. Netta, invece, la differenza tra le auto revisionate di recente, che hanno mostrato un livello di efficienza relativa al pneumatico vicina al 100%, e quelle prossime alla revisione successiva, che recano livelli di inefficienza superiori al 20%. Salita rispetto al 2006 anche la percentuale dei veicoli che montano pneumatici non correttamente gonfiati. Il 19,8% delle automobili visionate circola con almeno un pneumatico con pressione bassa; il dato rilevato l’anno scorso era del 13,7%. Dato, questo, allarmante per l’impatto diretto della pressione sulla sicurezza, ma anche su ambiente e costi e soprattutto in considerazione del fatto che per ovviare al problema basta un minimo di attenzione alla cura e alla manutenzione, attraverso un intervento gratuito. Per curiosità abbiamo sviluppato il conto relativo al consumo di un’auto che circola con gomme sgonfie. Su una percorrenza di 10.000 km, la circolazione in queste condizioni costa circa 66 euro in più. Il 6% delle automobili ha fatto, infine, registrare un rigonfiamento su almeno un pneumatico.


AUTOMOBILISTI PIGRI O DISTRATTI?

Lo speciale di questo numero

Impianto di illuminazione

Stato della carrozzeria

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l 4% delle vetture recava fari anabbaglianti non funzionanti, il che significa 1.200.000 automobili sull’intero parco circolante. L’età critica è risultata intorno ai 5-6 anni di anzianità. Si osserva un aumento della frequenza di guasti alle lampadine in conseguenza del sopraggiunto obbligo di accendere i fari oltre i limiti degli agglomerati urbani, ma anche per le sollecitazioni dovute alla maggiore potenza degli alternatori. Relativamente ai fari abbaglianti, la percentuale di vetture non in regola è di circa il 3%, dato sorprendentemente sbilanciato verso le auto più recenti. La prova con centrafari ha mostrato una difettosità crescente a partire dal quinto anno di anzianità. Le percentuali sopra riferite si sono mantenute più o meno tali all’ esame delle luci di posizione e degli indicatori di direzione, mentre si sono registrati valori pericolosamente più alti (7,5% ) al controllo degli stop.

er quanto riguarda i controlli sullo stato della carrozzeria, sulle vetture di 5-6 anni, reduci dalla prima revisione, non sono stati riscontrati danni importanti, la cui incidenza cresce con l’età del veicolo. Solo una quota molto limitata dei parabrezza controllati erano danneggiati, lo stesso dicasi per il lunotto, entrambi oggetto di controllo in sede di revisione. Per gli specchietti retrovisori esterni, si è stranamente riscontrata un’ importante percentuale di vetture recenti con anomalie a sinistra.

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lla fine dei test è stato attribuito un punteggio in base alle condizioni delle vetture relativamente alle tipologie di controlli eseguiti. Il punteggio medio è risultato essere di 8,90, con un massimo di 9,4 per le vetture più recenti. Questo gruppo segna però una valutazione relativamente bassa per i pneumatici, forse più esposti a urti (per esempio contro i mar-

ciapiede, fattore indipendente dall’età della vettura). Il voto decade proporzionalmente con l’aumento dell’età per raggiungere un 8,71 per le vetture più anziane, che hanno riscosso valutazioni basse per carrozzeria, spazzole tergicristallo (7,34), livello olio motore (7,20), e soprattutto impianto frenante (7,70) e pneumatici (7,74).

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oncludiamo evidenziando che le parti dell’auto maggiormente coinvolte nella sicurezza sono pneumatici, sospensioni e ammortizzatori,impianto frenante. Sull’ambiente sono davvero pochi gli elementi che non hanno influenza: filtri, candele, carburante, olio, fasce elastiche (e motore in genere), semiassi, pneumatici a buona pressione, geometria sterzo, aerodinamicità della vettura e sicuramente la lista non è esaustiva. Il nostro auspicio è quello di riuscire, attraverso un impegno costante, ad affermare l’importanza di una corretta manutenzione per risparmiare carburante, limitare l’usura delle parti meccaniche e inquinare meno. Ma, soprattutto, per essere tranquilli dal punto di vista della propria e dell’altrui sicurezza.

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LE IMPRESE ASSICURATRICI IMPEGNATE PER LA SICUREZZA STRADALE

Un progetto di monitoraggio attivo delle strade italiane finalizzato all’informazione dei cittadini e all’agevolazione degli interventi (di Sandro Vedovi - fondazione ANIA)

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a Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale, costituita dalle Compagnie di Assicurazione per rispondere alle esigenze di sicurezza stradale dei cittadini e degli assicurati, ha predisposto un progetto che si pone l’obiettivo di censire e registrare i punti critici della circolazione ed i punti a rischio d’incidente, dando voce a chi circola sulla strada e si trova a subire le conseguenze dei problemi infrastrutturali.

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na delle concause di incidentalità è, infatti, individuabile nei difetti costruttivi e/o di manutenzione delle infrastrutture esistenti che inducono nell’automobilista errori di percezione dell’ambiente stradale o amplificano gli effetti di lievi distrazioni della guida.

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sistono nelle strade delle zone a particolare rischio, definite “punti neri o black point” dove avvengono buona parte degli incidenti stradali. Le statistiche evidenziano come l’80% degli incidenti si verifichi sul 20% della rete viaria, confermando una certa ripetitività del rischio. Migliorare lo stato delle conoscenze e sviluppare le rilevazioni, le analisi, le elaborazioni aiuterà la sicurezza stradale.

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l progetto “black point” realizzato dalla Fondazione ANIA si pone l’obiettivo

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di migliorare la completezza dell’informazione sull’incidentalità, contribuire a localizzare gli incidenti e le vittime sulla rete stradale urbana ed extraurbana, consentendo in

questo modo una analisi più dettagliata del fenomeno e una individuazione dei fattori di rischio specifici che agiscono sulle diverse tratte stradali o sui diversi sistemi di mobilità.


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ttualmente risultano localizzabili sulla rete prevalentemente gli incidenti stradali che si verificano sulle autostrade e sulle strade statali, ciò implica che il fenomeno dell’incidentalità stradale, per oltre 2/3, non è riferito ad una situazione infrastrutturale specifica ma è collocabile solo genericamente in un territorio comunale.

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o strumento messo a disposizione degli automobilisti da parte di Fondazione ANIA è interattivo, in quanto non è solo un archivio di dati e statistiche, ma dà la possibilità agli utenti d’inserire nel sistema web all’indirizzo www.smaniadisicurezza.it le informazioni relative ad un incidente, ad uno o più punti neri, fornendo l’ubicazione esatta, la tipologia, la descrizione dell’anomalia individuata ed eventualmente la foto.

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er mezzo di una serie di campi predefiniti vengono raccolte informazioni relative al tipo di strada, al tipo di incidente, alla tipologia di pericolo che si vuole segnalare (es. cattiva manutenzione del manto stradale e delle barriere laterali, scarsa presenza di barriere laterali di protezione degli ostacoli fissi, scarsa aderenza del manto stradale, cattiva manutenzione o mancanza della segnaletica orizzontale e verticale, scarsa visibilità dovuta a cattiva manutenzione o presenza di cartelli pubblicitari abusivi, scarsa illuminazione, presenza di incroci con scarsa visibilità o

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mal segnalati). Le informazioni possono essere fornite a degli operatori tramite un numero verde, attivo al numero 800 433 466, con e-mail all’indirizzo info@smaniadisicurezza.it ed anche SMS o MMS al numero 3312687575.

ondazione ANIA terrà monitorato l’iter della segnalazione, dandone comunicazione degli esiti direttamente al cittadino. Nel sito è inoltre prevista una sezione “white point” dove saranno evidenziate tutte le situazioni di rischio risolte.

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a il progetto non si limita alla sola fase di segnalazione. Fondazione ANIA si fa carico di trasferire queste segnalazioni ai proprietari del tratto stradale indicato (Concessionarie autostradali, ANAS, Regioni, Province, Comuni). La comunicazione ha lo scopo di segnalare ai vari proprietari delle strade i problemi riscontrati dai cittadini, indicando la descrizione e l’ubicazione di ogni punto a rischio, confidando sul fatto che tale problematica venga risolta al più presto, secondo le possibilità delle varie amministrazioni.

iamo convinti che lo sviluppo e l’implementazione di questa banca dati sui punti a rischio per la circolazione, voluta da Fondazione ANIA, aiuterà la Pubblica Amministrazione ed i Cittadini a migliorare l’attenzione e la sensibilità sul problema.Questo è senz’altro un esempio, al massimo livello, di quanto gli assicuratori siano sensibili ai problemi di sicurezza dei loro assicurati e come dimostrino un reale impegno nel raggiungere quell’obiettivo datoti dalla UE di diminuire del 50% le vittime di incidente stradale entro il 2010.

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A NORMA DI LEGGE

Sentenze interessanti e aggiornamenti legislativi

La multa non è invalidata dalla mancanza della firma di chi notifica

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na multa resta valida anche se sul verbale notificato all’automobilista manca la firma del vigile che l’ha elevata. E’ quanto si evince da una sentenza della Cassazione (II Sezione civile, numero 22088), con la quale è stata confermata la decisione del Tribunale di Milano che aveva condannato un uomo a pagare oltre 2.700 euro per cartelle esattoriali relative ad infrazioni del codice della strada. L’automobilista, infatti, aveva proposto ai giudici opposizione contro tali multe, rilevando l’invalidità della notificazione dei verbali di accertamento, perchè privi della sottoscrizione dell’agente che le aveva elevate o dell’organo competente per contestarne la conformità all’originale. Il Tribunale, però, aveva ribadito che queste multe andavano pagate e contro tale decisione aveva presentato ricorso in Cassazione l’automobilista. Per la Suprema corte, il ricorso è da rigettare: “In tema di sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada e per il caso di contestazione non immediata dell’infrazione”, ricordano gli ‘Ermellini’ la legge prevede che “il verbale redatto dall’organo accertatore rimane agli atti all’ufficio o comando, mentre ai soggetti ai quali devono essere notificati gli estremi viene inviato uno degli originali o copia autenticata a cura del responsabile dello stesso ufficio”. Infatti, la funzione del verbale notificato al contravventore è quella, conclude la Suprema corte, “di portare a conoscenza del medesimo gli estremi della violazione: la validità della contestazione, quale che sia la forma usata, è condizionata unicamente dalla sua idoneità a garantire l’esercizio di detto diritto”.

(notizia AGI)

è annullabile la multa in cui non è indicata la sanzione ridotta

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ono nulle le multe se il verbale non indica la misura della sanzione ridotta, cui hanno accesso gli automobilisti che pagano entro 60 giorni. Non solo. Devono essere chiare anche le modalità di pagamento, l’ufficio o il comando della polizia competente e i termini per il saldo. è quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza 23506 del 12 novembre 2007, ha respinto il ricorso del Comune di Avellino presentato contro la decisione del giudice di pace locale che aveva accolto l’opposizione contro un verbale di accertamento perché privo delle indicazioni necessarie per pervenire “all’entità della sanzione”. Secondo il magistrato onorario la contestazione dell’infrazione, “determinando la decorrenza del termine per il pagamento in misura ridotta della sanzione pecuniaria, deve consentire l’esercizio del diritto di oblazione, sicché il verbale deve contenere tutti gli elementi che consentono di pervenire all’entità della sanzione, non essendo sufficiente l’indicazione della sanzione edittale”. Contro questa decisione il Comune di Avellino ha fatto ricorso in Cassazione. La Seconda sezione civile lo ha respinto precisando che “il Codice della strada stabilisce che, nell’ipotesi in cui è ammesso il pagamento della sanzione pecuniaria in misura ridotta, l’accertatore deve fornire al trasgressore ragguagli circa le modalità di pagamento, precisando l’ammontare della somma da pagare, termini del pagamento, l’ufficio comando presso il quale questo può essere effettuato. Il verbale - spiega ancora il collegio di legittimità - deve quindi contenere una serie di indicazioni necessarie per consentire al trasgressore il pagamento in misura ridotta della sanzione non essendo evidentemente al riguardo sufficiente, come correttamente ritenuto dal giudice di pace, l’indicazione del minimo della sanzione edittale”.

(notizia Apicom tratta da www.sicurauto.it)

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(di Giorgia Marchesini)

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qualche mese di distanza ci fa piacere ricordare ai lettori e agli affiliati la nostra presenza da protagonisti al più importante evento italiano nel settore automobilistico: grazie all’accattivante allestimento e alla vivace animazione che ogni giorno vi si svolgeva, lo stand “infortunistica TADDIA” ha attratto migliaia di visitatori che hanno dato in seguito amplissimo riscontro di immagine e un conseguente aumento di Clientela, a conferma del successo di una iniziativa nata con le agenzie e per le agenzie.

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li affiliati sono stati al centro dell’evento soprattutto nel weekend di chiusura, che ha visto lo svolgersi, proprio nei locali di BolognaFiere - MotorShow 2007, l’annuale riunione nazionale, tradizionale occasione di incontro e confronto che alterna i momenti “seri” legati al reporting delle attività e all’illustrazione di programmi e strategie future, ad altre fasi più “leggere” ed informali in cui prevale lo svago e l’intrattenimento, nell’ottica del consolidamento di un gruppo che diventa sempre più grande e forte.

sempre in pole position 27


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(di Giorgia Marchesini)

p que orta co sto n te vale annunc io: c EXT RA Bome O SED per un NUS UTA a OMA DI PROVA G

GIO

UN CORPO PERFETTAMENTE MODELLATO

SU MISURA PER LA BELLA STAGIONE I più saggi tra noi stanno già iniziando a pensare alle sospirate ferie estive...per presentarsi in spiaggia nella forma migliore finalmente tutti possono realizzare il sogno di un corpo perfetto senza soffrire: in esclusiva per l’Emilia Romagna, solo a Bologna possiamo provare questa eccezionale macchina:

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zione dei liquidi in eccesso, e viene attivato il metabolismo, (che può essere pigro anche in presenza di una dieta), con in più un effetto tonificante. Come funziona esattaCome mente? Vi funziona riepiloghiamo? in sintesi la descrizione fa di que• la radiofrequenza aula diffusione stamentare straordinaria azione intrasinercellulare dell’ossigeno, stigica: il tessuto adiposo. • molando la radiofrequenza fa aumentare la diffusione in• la luce a infrarossi aumendell’ossigeta tracellulare l’elasticità della pelle e no, stimolando il tessuto stimola il metabolismo. adiposo. massaggiatori disten• • i rulli la luce a infrarossi aumendono la pelle consentendo ta l’elasticità della pelle e una uniforme ed efficace stimola il metabolismo. distribuzione di energia. • i rulli massano lnergia. VELA Smooth manipola meccanicamente i legami fibrosi, la pelle e lo strato di grasso e allo stesso tempo riscalda il grasso sottocutaneo e stimola il mitocondrio: i legami cellulari si tendono, le cellule si spezzano e sono assorbite senza traumi, aumenta il metabolismo dell’intera area. Il risultato finale è un aspetto più liscio e più regolare e una riduzione generale delle circonferenze.

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(di Giorgia Marchesini)


anno III numero VI MAGGIO 2008

NOTIZIARIO DELL’ASSOCIAZIONE edizione riservata ai lettori di taddiaInforma

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A.N.T.A.C.C.I.S. INFORMA insieme a infortunistica taddia per ”aprire la strada” ai futuri automobilisti Nell’ottica di offrire una serie di servizi sempre più completa, Infortunistica Taddia e A.N.T.A.C.C.I.S. hanno unito le proprie esperienze per varare un progetto finalizzato a sensibilizzare i nuovi automobilisti sin dal loro esordio nel “driving world”. Spesso il compimento del diciottesimo anno di età viene vissuto dai giovani come un traguardo………la patente!! Grazie a questo pezzetto di plastica ci si sente “grandi”, indipendenti, liberi di scoprire il mondo. Tutti ci siamo iscritti ad un’autoscuola, fiduciosi nelle nostre capacità e desiderosi di apprendere le regole del Codice della Strada: abbiamo frequentato le lezioni, ci siamo esercitati nella guida, abbiamo superato la prova scritta e la temuta prova di guida e finalmente ci siamo sentiti padroni della strada. Le Autoscuole rappresentano un mezzo insostituibile per conseguire qualsiasi tipo di patente e costituiscono forse l’unico modo per conoscere veramente a fondo le norme che regolano la circolazione dei veicoli su strada; durante lo svolgimento dei corsi ci viene infatti insegnato come comportarci correttamente e nel pieno rispetto delle regole, auspicando che anche gli altri utenti della strada abbiano atteggiamenti analoghi. Fin qui tutto bene, ma...che fare quando le cose non vanno per il verso giusto? Come dobbiamo comportarci nel caso in cui rimaniamo coinvolti in un incidente? Come stabilire se la colpa è nostra o della controparte? Come compilare il modulo di constatazione amichevole di incidente e soprattutto a chi rivolgere la richiesta danni? E se sono coinvolti più veicoli, se non si tratta di sole vetture, ma anche di velocipedi, pedoni, animali, che fare?

In funzione di tutto ciò, si è pensato di inserire, all’interno dei corsi delle Autoscuole, alcuni interventi, tenuti da esperti consulenti in infortunistica stradale: l’iniziativa, secondo quanto stabilito nello statuto stesso di A.N.T.A.C.C.I.S., mira a fornire una tutela preventiva ai neopatentati e a dotarli di tutti gli strumenti utili ad affrontare una eventuale situazione problematica, nella quale spesso si può sbagliare, rendendo di fatto difficoltosa o addirittura impossibile la possibilità di un giusto risarcimento. Sono già state contattate numerose Autoscuole, i cui titolari hanno accolto l’iniziativa con grande interesse, ed è quindi stato messo a punto un calendario di interventi che verranno inseriti alla fine dei corsi teorici, in modo tale da fornire le necessarie informazioni integrative a coloro che già siano almeno parzialmente formati. “Docenti” di questi minicorsi integrativi saranno i titolari delle agenzie affiliate “infortunistica Taddia”, pronti a mettere a disposizione dei giovani futuri automobilisti tutta la competenza che ogni giorno li guida nel gestire le pratiche e garantire ai Clienti il migliore e più rapido risarcimento ai danni del loro incidente. Il corso consiste essenzialmente nella discussione interattiva a partire da una presentazione multimediale, che con una grafica semplice ma efficace illustra tutti i casi di sinistro che si possono verificare: il supporto audiovisivo sarà affiancato da un supporto cartaceo, distribuito a tutti i partecipanti, i quali potranno così memorizzare e conservare preziosi consigli, che potranno eventualmente tornare utili nella loro futura vita di automobilisti. Siamo certi della validità e del positivo riscontro di questa iniziativa e nei prossimi notiziari torneremo a parlarne e a commentarne i risultati.

Paolo Torricelli


A.N.T.A.C.C.I.S. UTILITIES Il decalogo del buon guidatore Sul sito internet del Ministero dei Trasporti è stato pubblicato un promemoria con le basi per una guida corretta e sicura, semplici norme di buon senso che tutti conosciamo ma che a ciascuno fa bene ripassare... 1) Curare con attenzione la funzionalità del veicolo Conviene tenere sempre in buon ordine il nostro veicolo (pneumatici, freni, luci e quant’altro). Pensate sempre che un battistrada consumato può aumentare di tre o più volte lo spazio di arresto. 2) Moderare il più possibile la velocità A 100 km/h ci muoviamo a 28 metri al secondo; a 40 km/h, velocità apparentemente tranquilla, facciamo più di 11 metri al secondo. Al crescere della velocità, tutto diventa più difficile. La velocità è un primario fattore di rischio per incidenti stradali gravi e mortali. 3) Valutare oggettivamente le proprie condizioni fisiche Evitate di guidare se non siete in normali condizioni fisiche, in particolare se non vi sentite bene, se siete molto stanchi o capite di aver sonno. Ci si addormenta senza accorgersene, nonostante i vari caffè, le sigarette, la radio, il finestrino aperto, ecc. Se la sonnolenza comincia a farsi viva mentre state guidando, fate guidare un altro che sia riposato, o – se questo non è possibile – fermatevi a dormire da qualche parte. La sonnolenza è uno dei rischi maggiori della sicurezza stradale. 4) Mai telefonare guidando Telefonare guidando è assai pericoloso. Anche se utilizzate l’auricolare o il “viva voce”, ricordate sempre che la conversazione impegna comunque il vostro cervello e lo distoglie dalla strada. 5) Alcol e sostanze stupefacenti alla guida L’alcol, come pure le sostanze stupefacenti rallentano la nostra percezione del rischio, la capacità di capire come vanno le cose, e la facoltà di prendere decisioni. Evitate, perciò, di assumere bevande alcoliche (o altre sostanze psicotrope) se poi dovete guidare. La guida sotto l’influenza di alcol o sostanze è la maggiore causa di incidenti gravi o mortali. 6) Farmaci e guida: ascoltare i consigli del proprio medico I farmaci possono rallentarci i riflessi, crearci problemi di equilibrio, indurre sonnolenza, ecc.. Se dovete prendere (o prendete) farmaci, chiedete al vostro medico se ci sono effetti collaterali per la sicurezza di guida. Se questi effetti esistono, abbondate in pru-

denza ed attenzione, specie nelle prime settimane di trattamento. Ricordatevi poi che gli effetti dei farmaci sono spesso esaltati dall’alcol, anche se assunto in dosi moderate e a distanza di tempo dall’assunzione del farmaco. 7) Utilizzare sempre e far utilizzare ai trasportati le cinture di sicurezza L’uso delle cinture di sicurezza riduce notevolmente la probabilità di morire in un incidente stradale, come pure la gravità delle lesioni che si dovessero riportare. Utilizzare e far utilizzare sempre le cinture di sicurezza, sia nella parte anteriore sia in quella posteriore dell’autoveicolo. Tenete poi presente che, se l’auto dispone di airbag, non indossare la cintura di sicurezza vi espone a rischio di serie lesioni che l’airbag stesso potrebbe produrvi entrando in funzione in caso di incidente. 8) Utilizzare i seggiolini per i bambini Il trasporto dei bambini in auto a volte non è corretto: sono seduti o posti in culle o seggiolini non ancorati alle cinture di sicurezza. Questo comporta, in caso di collisioni, un vero e proprio pericolo di morte! Non basta solo l’ancoraggio: occorre ottimizzare la sistemazione del seggiolino sui sedili posteriori nel senso contrario alla direzione di marcia. In caso di incidente, questo consente al peso del corpo di venire assorbito dalla schiena. 9) Cortesi con tutti, con l’utenza “debole” in particolare Cercate di essere cortesi alla guida: moderate il più possibile la velocità in prossimità di scuole, di parchigioco e di altri posti dove possono trovarsi bambini; fermatevi sempre se qualcuno deve attraversare le strisce pedonali, in particolare se è un anziano. Fate attenzione ai ciclisti, che sono i conducenti più vulnerabili e si notano poco; attenzione anche a ciclomotoristi e motociclisti (molto vulnerabili anch’essi). 10) Mantenere sempre la distanza di sicurezza Quando si è alla guida del proprio veicolo è fondamentale mantenere una certa distanza dal veicolo che ci precede: in caso di una sua frenata brusca, lo spazio che abbiamo interposto ci permette di frenare a nostra volta e di fermare in sicurezza la nostra auto. La distanza di sicurezza è condizionata dalla velocità, dallo stato delle gomme e dei freni, dalla natura della strada e dal tempo di reazione del conducente nell’imminenza di un pericolo. Quindi è sempre meglio abbondare.

Tratto

da www.trasporti.gov.it


A.N.T.A.C.C.I.S. CURIOSITà ALTRO CHE GIOCATTOLI! STIAMO ATTENTI ALLE MINIAUTO Microcar sotto accusa: hanno il doppio degli incidenti rispetto alle auto, sono costose da assicurare contro il furto e molti sindaci le vorrebbero fuori dai centri storici. In più c’è già un progetto di legge che punta ad innalzare l’età minima per poterle guidare (da 14 a 16 o addirittura a 18 anni). “C’è molta confusione sulle vetturette - spiega Stefano Casalini, uno dei maggiori produttori europei di questi veicoli e presidente del Gruppo Quadricicli di Confindustria Ancma, l’associazione nazionale ciclo e motociclo - e tutto nasce dal fatto che si continuano a paragonarli alle auto. Ma le microcar sono ciclomotori, solo molto più sicuri: io li definisco “scooter con il casco integrale”, che in questo caso non protegge solo la testa ma tutto il corpo”. Queste vetturette effettivamente non hanno la scocca portante ma un semplice telaio in tubi ricoperto di pannelli in plastica, proprio come gli scooter. Così vanno prodotti interamente a mano, come le due ruote, ed è impossibile quindi fare economie di scala: da un certo punto di vista produrne 10 o 1000 costa uguale. Per questo i prezzi delle microcar sono alti (da 10mila euro un su per i modelli più venduti). Inoltre hanno limiti di peso severissimi (al massimo 350 o 400 kg) e altrettanto severi limiti di velocità e potenza (45 Km/h e 5,4 Cv per i quadricicli leggeri e 20,4 Cv per i quadricicli). Eppure fa impressione trovare sul mercato una Hyundai Atos a 7.000 euro e una microcar a 14 mila. Così come fa gridare al pericolo constatare che in Italia - dati Aci-Istat - l’1,5%

delle microcar circolanti nel 2006 ha subito un incidente contro solo lo 0,8% delle auto. Stesso discorso per i centri storici a traffico limitato di alcune città, ormai “zone di caccia” esclusiva delle vetturette. Le microcar sono insomma vittime del loro aspetto perché visto il loro design, l’uso che se ne fa e - particolare non trascurabile - le quattro ruote, tutti le paragonano alle normali automobili. Ma che rapporto c’è davvero con le normali automobili? Secondo Massimo Nordio, amministratore delegato della filiale italiana del più grande costruttore di auto del mondo, la Toyota, “in queste microcar c’è qualcosa di geniale: in una città caotica come Roma una macchinina così compatta è la soluzione ideale. Soprattutto perché rende possibile entrare in centro e parcheggiare dove nessuna auto ci riuscirebbe. Le microcar sono un’idea viaggiante, un’esemplificazione perfetta del concetto di dimensioni ridotte al minimo. Al punto che una volta, per far capire in modo immediato ai colleghi giapponesi perché in città stritolate dal traffico sono importantissime le macchine microscopiche, mi sono presentato a cena guidando una microcar: ha funzionato più di mille discorsi...”. Ci sono però anche altri aspetti, di cui nessuno parla, che fanno la fortuna delle microcar: con queste “auto” si sfugge alla patente a punti e, soprattutto, c’è la possibilità di guidarle anche quando il permesso di guida è stato revocato. Non a caso chi le usa nel 59 per cento dei casi è un ultra 50enne (solo il 5% ha un’età compresa tra i 16 e i 25 anni) e nel 48% dei casi è un pensionato: altro che macchinine da teen ager...

Articolo di Vincenzo Borgomeo Tratto da Repubblica Motori

INCONTRACI ON LINE: WWW.ANTACCIS.ORG o SCRIVICI: INFO@ANTACCIS.ORG A.N.T.A.C.C.I.S. NEWS VI - MAG 2008

CA M PAG N A I S C R I Z I O N I 2007 - 2008

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FACCIAMOCI VALERE

UNA MANO IN PIù PER TUTELARE I VOSTRI DIRITTI

Modalità e procedure per ricorsi e reclami

se la Compagnia assicuratrice non rispetta il contratto, vi spieghiamo come ricorrere all’Isvap

(tratto da Al Volante)

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cco il classico “litigio” fra assicurato e Compagnia: venite coinvolti in un incidente stradale e subite dei danni, ma la vostra Assicurazione non vi rimborsa o lo fa in parte; sollecitate il risarcimento, che, però, non arriva. In questo caso potete inoltrare un reclamo all’lsvap, l’Istituto di vigilanza sulle Compagnie. È un’autorità indipendente e risolverà la controversia: se avete ragione, l’ Assicurazione dovrà pagarvi (o verrà multata). Ma fate attenzione: per ottenere quanto vi spetta dovete seguire una procedura precisa, inviando il reclamo prima alla vostra Compagnia e poi, se non ricevete risposta, all’Istituto di vigilanza.

I malintesi che causano problemi

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ino al 2 aprile 2007, chi comprava un’auto entrava nella propria classe di merito; invece, dal 3 aprile (legge 40/2007), chi acquista una vettura ha diritto a entrare nella stessa classe dei famigliari conviventi: un bel risparmio, specie per i giovani che ottengono la classe di un genitore anziché la 14°. Inoltre, da quella data, chi acquista una seconda vettura ha diritto a una Rca con la stessa classe della prima auto. Tuttavia la legge non è chiarissima (per esempio, non dice quale procedura le Compagnie devono seguire se l’auto è in comproprietà): possono sorgere controversie con Assicurazioni che non concedono classi basse a famigliari conviventi o a chi compra la seconda auto. Anche in questi casi, per dirimere la questione, rivolgetevi all’Isvap.

Niente risposta? Scrivi all’Istituto di vigilanza

I

n caso di controversia con la vostra Assicurazione, se una telefonata in agenzia non basta a risolvere la questione, inviate una raccomandata con avviso di ricevimento o un fax all’ufficio reclami della Compagnia, in cui chiedete il rispetto del contratto Rca: trovate i riferimenti nelle note informative contrattuali. La legge consente l’uso della posta elettronica: noi non la consigliamo, perché l’assicurato non ha la certezza che l’Assicurazione abbia ricevuto il messaggio. La Compagnia è tenuta a rispondervi entro 45 giorni dal ricevimento dell’esposto. Se l’Assicurazione non risponde entro i termini o vi dà una risposta che non vi soddisfa, rivolgetevi all’Isvap: Servizio tutela utenti, via del Quirinale, 21 - 00187 Roma; oppure fax 06 2133426 o 06 42133353. L’Istituto fornisce anche informazioni per telefono (06 12133000). Per avere più probabilità di ottenere quello che vi spetta, la lettera dev’essere il più possibile precisa e dettagliata.

La vittoria può essere totale...oppure parziale

R

icevuta lo vostra lettera, l’Isvap, se lo ritiene opportuno, dà il via all’indagine: quando necessario, l’Istituto può chiedere altri documenti all’ Assicurazione. Nel caso stabilisca che l’automobilista ha

torto, lo controversia si chiude; se l’Istituto dà ragione all’assicurato, esorta la Compagnia a rispettare il contratto. A questo punto, l’Assicurazione può accettare il “verdetto” dell’Isvap e per esempio, a seconda dei casi, risarcire il cliente oppure consegnargli l’attestato di rischio. Invece, se la Compagnia continua a non rispettare il contratto, l’ultima arma per ottenere quello che (secondo voi) vi spetta è rivolgervi alla magistratura. Ma qui i tempi si allungano notevolmente ed è necessario pagare un avvocato.

Quando le multe diventano buone azioni

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i tenga anche presente che se l’Isvap vi dà ragione ma l’Assicurazione insiste nel non rispettare il contratto, l’Istituto multa la compagnia. Quel denaro finanzia il Fondo vittime della strada (solo nel 2006, le assicurazioni sono state multate per 23,4 milioni di euro). Il fondo vittime risarcisce i danneggiati in caso di incidenti provocati da veicoli non assicurati oppure, ma esclusivamente per i danni alle persone, da veicoli che non vengono identificati.

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AREA DI SERVIZIO La rubrica dell’autotrasportatore

FINALMENTE QUALCHE INCENTIVO PER FAR CRESCERE IL SETTORE Le misure a favore del comparto autotrasporto merci approvate dal Consiglio dei Ministri nella scorsa legislatura (notizia d’agenzia)

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on il decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 giugno 2007, sono state varate, su proposta dell’allora ministro Alessandro Bianchi, alcune importanti misure a favore del comparto dell’autotrasporto di merci.

ià la legge finanziaria 2006 aveva istituito il “fondo per le misure di accompagnamento della riforma dell’autotrasporto di merci e per lo sviluppo della logistica”, prevedendo una dotazione iniziale di 80 milioni di euro.

L’

a finanziaria 2007 ha aggiunto ulteriori 186 milioni, dei quali 70 destinati all’acquisto di veicoli pesanti di ultima generazione, con l’obiettivo di evitare che la liberalizzazione si riflettesse negativamente sulla sicurezza della circolazione e sulla sicurezza sociale, con gravi ripercussioni sulle aziende più deboli.

obiettivo è quello di contribuire al miglioramento della mobilità del sistema Paese e di porre le imprese in condizioni di meglio competere sul mercato nazionale ed europeo, con lo sviluppo di forme di multimodalità e di processi di aggregazione, mirando ad una più efficace applicazione delle tecniche di logistica nella movimentazione delle merci.

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partire dall’attuazione nel marzo 2006 della riforma del settore (che ha liberalizzato i prezzi dei servizi abrogando il sistema delle tariffe obbligatorie), il processo di rinnovamento delle imprese di autotrasporto di merci ha ricevuto un forte impulso, grazie soprattutto alla legge finanziaria 2007 ed al Protocollo d’intesa sottoscritto dal Governo e dalle principali associazioni di categoria il 7 febbraio 2007.

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n complesso, la legge finanziaria 2007 ha stanziato risorse pari a 485 milioni di euro, destinate ad una variegata gamma di misure a favore dell’autotrasporto. Fra queste, oltre ai 186 milioni di euro sul fondo di accompagnamento della riforma, vanno segnalati: interventi a favore della riduzione del costo del lavoro (attraverso l’abbattimento dei premi INAIL ed il recupero del contributo sul servizio sanitario nazionale versato nel 2006 sui premi RCA); l’incremento delle risorse

rivolte al miglioramento della sicurezza stradale ed alla riduzione compensata dei pedaggi autostradali e l’incremento delle deduzioni forfettarie delle spese non documentate per le imprese con un solo automezzo. I criteri e le modalità di utilizzazione delle risorse stanziate saranno determinati da regolamenti di imminente emanazione.

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n primo regolamento riguarda la distribuzione delle somme non utilizzate nell’anno 2006, pari a 38 milioni di euro, dei quali circa 15 milioni sono destinati ad installazioni di sicurezza nelle strutture intermodali più importanti del Paese e circa 23 milioni saranno utilizzati per misure di supporto a favore delle imprese maggiormente strutturate. Rientrano in questa categoria investimenti in impianti tecnologici, informatici e telematici, in aree attrezzate per favorire la sosta dei veicoli pesanti e la custodia delle merci, in attrezzature e dispositivi per migliorare la sicurezza e l’impatto ambientale del trasporto stradale, nonché interventi volti a realizzare l’utilizzo di modalità di trasporto alternative al trasporto stradale e iniziative per la formazione del personale.


AREA DI SERVIZIO La rubrica dell’autotrasportatore

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n secondo regolamento stabilirà criteri e modalità di utilizzazione dei 70 milioni di euro destinati a favorire l’uso di veicoli più favorevoli all’ambiente, attraverso contributi a fondo perduto per l’acquisizione di mezzi pesanti di categoria Euro 5.

U

n ulteriore regolamento, in corso di elaborazione, provvederà alla destinazione degli ulteriori 116 milioni stanziati sul fondo, prevalentemente a misure di razionalizzazione dei processi logistici e di strutturazione delle imprese.

L’

evoluzione del settore dell’autotrasporto dal lato dell’offerta comporterà nel medio e lungo periodo conseguenze positive sia sul versante del rafforzamento della struttura imprenditoriale del settore

(oggi caratterizzato da una miriade di piccole e piccolissime imprese), sia sul versante dello sviluppo di modalità alternative al trasporto terrestre (combinato ferroviario e marittimo).

I

n parallelo con la legge finanziaria, è stata recepita la direttiva 2003/96/CE in materia di tassazione dei prodotti petroliferi neutralizzando gli aumenti periodici dell’accisa sul gasolio attraverso una procedura di rimborso a favore degli autotrasportatori.

M

eritano di essere segnalate anche la destinazione al settore delle entrate derivanti dalla procedura di recupero del bonus fiscale di cui hanno usufruito le maggiori imprese di autotrasporto nel triennio 1992-93-94, la possibilità per le imprese destinatarie delle

agevolazioni a carico del fondo per l’autotrasporto recuperato dall’anno 2006 di fruire delle relative risorse mediante credito d’imposta ed infine la neutralità fiscale delle somme percepite.

S

otto il profilo normativo, gli impegni sottoscritti nel Protocollo d’intesa del 7 febbraio, rappresentano una svolta per la riforma del settore ed il corretto andamento del mercato del trasporto e della logistica.

è

partita inoltre l’intensificazione dei controlli, tecnici ed amministrativi, sui mezzi pesanti, effettuati con pattuglie miste Polstrada-Trasporti ed avvalendosi anche dei Centri mobili di revisione, per verificare mediamente almeno dieci veicoli al giorno in ogni provincia.

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In queste pagine riportiamo l’elenco delle imprese di Onoranze funebri con cui collaboriamo, in costante incremento a dimostrazione della serietà e della professionalità dei nostri operatori. (ultimo aggiornamento 16 aprile 2008) • PREMIATA IMPRESA ONORANZE FUNEBRI OTTANI Via Marconi n° 30/2 tel. 051 6640034 BENTIVOGLIO BO Via Castellina n° 14 tel. 051 871215 ALTEDO BO Via Centese n° 153 ARGELATO BO Via Matteotti n° 80 tel. 051 6640034 CASTELLO D’ARGILE BO Via Donati n° 1 tel. 051 6835900 CENTO FE • ONORANZE FUNEBRI PARMEGGIANI di Parmeggiani Riccardo e C. S.a.s. Via Bologna n° 17/a tel. 051 825414 S. GIOVANNI IN P. BO • ONORANZE FUNEBRI PIZZOTTI Via Donati n° 22 tel. 051 904001 CENTO FE Piazza Battaglini tel. 051 904001 MIRABELLO FE • P.T.M. di Marani Riccardo e Patuelli Cristian e C. S.n.c. ONORANZE FUNEBRI Viale Oriani n° 1 tel. 0545 78880 LUGO RA Via Roma n° 6 tel. 0532 318323 MORDANO RA Via Monti n° 31 tel. 0545 78880 FUSIGNANO RA Via Grassi n° 13 tel. 0545 78880 ARGENTA FE Via Gramsci n° 10 tel. 0545 78880 COTIGNOLA RA Via Ballardini n° 15 tel. 0545 78880 BARBIANO RA • ONORANZE FUNEBRI RIDOLFI S.r.l. Via Duca Valentino n° 5 tel. 0543 33969 FORLI FC Via Trieste n° 13 tel. 0543 33969 FORLI FC Via Cavour n° 187 tel. 0543 493312 MELDOLA FC • ONORANZE FUNEBRI SAN SIMONE Via Bentivoglio n° 57 tel. 0532 847803 FERRARA FE Corso Italia n° 422 tel. 0532 847803 MIRABELLO FE Piazza Castello n° 12 tel. 0532 847803 POGGIO RENATICO FE • ZUFFOLI ONORANZE FUNEBRI di Zuffoli Roberto & C. S.n.c. Via Dell’Artigianato n° 2 tel. 0532 825322 POGGIO RENATICO FE Via Masi n° 129/b tel. 0532 825322 S. BARTOLOMEO IN B. FE Viale Adriatico n° 50/b tel. 0532 825322 MASI TORELLO FE Via Bologna n° 167/b tel. 0532 825322 FERRARA FE

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Periodico di informazione - distribuzione gratuita - anno VII - numero 14 - Maggio 2008 Proprietario e Direttore responsabile: Alessandro Taddia

maggio 2008

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Taddia Informa - Maggio 2008