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TACCO N. 64 (1):Mastro nuovo 10/11/09 17:51 Pagina 22

LA BIOEDILIZIA È UN RAMO DELL’EDILIZIA INTRODOTTO NEGLI ANNI NOVANTA. PROGETTA EDIFICI RISPETTOSI DELL’AMBIENTE ED A BASSO CONSUMO ENERGETICO. NEL SALENTO LA CULTURA DELLE COSTRUZIONI “BIO” È UNA CONQUISTA RECENTE di ANNALISA NESCA

meglIo una Casa “bIo” ivere in una casa accogliente risparmiando energia, acqua e soprattutto la salute è un sogno che in molti ormai da tempo coltivano. Un edificio eco-sostenibile con un basso impatto ambientale che vada incontro a esigenze di risparmio e di tutela del territorio è la risposta. La bioedilizia, mettendo insieme le migliori soluzioni, tra meto-

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Silvano Ingrosso, architetto di Casarano esperto di bioedilizia, spiega che nel Salento “l’unico settore in via di sviluppo è quello del risparmio energetico, ma manca in sostanza la cultura del rinnovabile e dell’ecosostenibile. Le altre province pugliesi – dice Ingrosso - sono all’avanguardia in questo settore, progettano e sviluppano edifici di alto valore qualitativo e sostenibile”. Silvano Ingrosso In verità qualcosa già si muove. Un esempio ne è stato il concorso di idee “La casa per i paesi del Mediterraneo” bandito nel 2008 dal Portale Edilpro.it e realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Architettura ed UrbaMichele Di Noia

dologie del costruire e materiali utilizzati, persegue l’obiettivo della sicurezza, del comfort e della piena armonia con l’ambiente. Lievitano un po’ i costi rispetto all’edilizia tradizionale di circa il 5-10% ma la teoria della bioedilizia può essere concentrata nel concetto “investire oggi per risparmiare domani”.

nistica della Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Bari, il Comune di Leverano, l’Ordine degli architetti e l’Ordine degli ingegneri della Provincia di Lecce. Gli obiettivi e le linee guida cui i progettisti partecipanti dovevano attenersi riguardavano il giusto equilibrio tra valore architettonico, soluzioni tecnologiche, problematiche ambientali e compatibilità economica. Michele Di Noia, ingegnere e responsabile del portale Edilpro.it, ribadisce che “questa esperienza oltre ad aver avuto un’innegabile valore teorico ha dimostrato che quando le realtà locali riescono a integrare competenze e potenzialità i risultati sono visibili. Analizzando i singoli progetti è possibile ritrovare grande attenzione alla sostenibilità degli edifici”, che dunque rientrano a pieno titolo nell’ambito della bioedilizia. Guido Raffaele Dell’Osso, ingegnere e consulente scientifico del concorso per il dipartimento di Architettura e Urbanistica del Politecnico di Bari, sostiene che “le soluzioni progettuali dei numerosi gruppi che hanno partecipato al concorso (più di 100) declinano in modo attento e diversificato i principi dell’architettura bioclimatica e della sosteniil tacco d’Italia

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Novembre 2009

bilità. Le proposte sono esito di specifiche riflessioni sulla applicazione delle teorie generali al contesto territoriale e alle peculiarità del Salento”.

// I MATERIALI “ECO” Tutti i prodotti utilizzati in bioedilizia sono biodegradabili e conosciuti dal ciclo geofisico del pianeta. Hanno un effetto equilibrante e consentono di mantenere la traspirabilità delle superfici, sono semplici da usare e richiedono poca manutenzione e a basso costo. L’etichetta “Bioedilizia Italia” apposta sui prodotti, ne certifica la conformità e ne dichiara le materie prime utilizzate. Per i materiali tradizionali, invece, non esiste alcuna normativa che obblighi ad indicare le sostanze contenute o utilizzate per la fabbricazione. I materiali bio vanno dalla calce idraulica naturale ottenuta dalla pietra calcarea, agli intonaci di argilla e paglia, dal coccio pesto, alle pitture murali, agli isolamenti in sughero e lino, passando dalle colle naturali al riscaldamento a battiscopa. (Info: Casasana Tricase).

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Tacco d'Italia, Casa cara casa

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