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TACCO N. 64 (1):Mastro nuovo 10/11/09 17:51 Pagina 20

Alessio Colella segretario provinciale Fillea-Cgil

Salvatore Zermo segretario provinciale Feneal Uil

ognI gIorno ChIude un CantIere

CrIsI eConomICa e CattIve abItudInI

“Il Salento si ritrova ad affrontare la crisi del settore in maniera più convulsa rispetto ad altre province perché ha numerosi cantieri di piccola e piccolissima dimensione che non permettono di delineare un quadro ben definito della crisi. Il sindacato riscontra quotidianamente cantieri chiusi e gente che perde il lavoro. Dal punto di vista della sicurezza sul lavoro, abbiamo registrato una fase positiva dovuta all’introduzione del Durc anche per i cantieri privati che ha permesso l’emersione di un bel numero di lavoratori in nero o in grigio. Ora si denota un abbassamento del numero di operai determinato dalla crisi. E’ necessario un intervento più consistente da parte del pubblico”.

Sandro Russo segretario provinciale Filca Cisl

pIù Cassa IntegrazIone, meno sommerso “Negli ultimi sei mesi abbiamo riscontrato un calo dei lavoratori entro il 10%. Non è un dato drammatico rispetto al quadro generale di tutta Italia. Moltissime aziende stanno usufruendo della cassa integrazione, anche quelle un tempo più solide. Il lavoro sommerso è un capitolo a sé. Dal 2006 con l’introduzione dell’obbligatorietà del Durc anche per i lavori privati sono emersi molti lavoratori dal nero. La Cassa edile ha registrato un aumento del 45% degli addetti nel giro di due anni dall’applicazione del Durc. Il Durc infatti mette in comunicazione l’Inps, l’Inail e la Cassa edile ed attraverso dei controlli incrociati permette di capire di individuare lavoratori in nero. Essendo gli enti appaltanti sia pubblici sia privati obbligati a pretendere il Durc in fase di concessione edilizia, concessione di agibilità ed in fase di avanzamento dei lavori, le imprese sono costrette ad iscriversi in Cassa edile e quindi ad emergere. Il Durc è rilasciato dalla Cassa edile al termine di un percorso di controllo della regolarità effettuato da Inps ed Inail”.

“Il nostro settore ha una percezione ritardata della crisi perché è a volano lento ed avverte gli effetti della crisi con sei/nove mesi di ritardo rispetto ad altri settori. Negli sei mesi abbiamo registrato un calo dell’11% del numero di ore lavorate dagli operai e, dopo dieci anni di continua crescita, un calo dei lavoratori del 13/15%. Per le aziende la riduzione è stata del -2%; ciò perché molti lavoratori vengono obbligati dall’azienda ad aprire false partite Iva, facendo risultare di essersi messi in proprio. In tal modo si spogliano dei diritti di lavoratori e della tutela di lavoratori dipendente pur di avere un reddito. Non è l’unica prassi negativa che notiamo. Molte imprese, per quadrare i conti, danno al lavoratore una busta paga che copre tutte le ore lavorate, ma in realtà li pagano molto meno di quanto dichiarato sulla busta paga. Questo crea un grosso danno perché il lavoratore paga tasse sull’importo percepito e intanto perde i diritti sociali legati al reddito, come borse di studio, assegni familiari, eccetera. Altre volte l’azienda dichiara un numero di ore inferiore a quelle effettivamente lavorate dall’operaio, facendo risultare che questi ha chiesto ore di permesso non retribuito. Il problema è: quando passerà la crisi queste cattive abitudini resteranno”?

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Tacco d'Italia, Casa cara casa

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