Page 10

TACCO N. 64 (1):Mastro nuovo 10/11/09 17:51 Pagina 10

nICastro: “I rIsChI della legge” Abbiamo posto i nostri quesiti anche a Lorenzo Nicastro, sostituto procuratore presso il Tribunale di Bari. Sono sue l’inchiesta sui presunti favori nella sanità barese, che vede coinvolti l’imprenditore Gianpaolo Tarantini e politici regionali; quella sulla Cedis Puglia; quella denominata “La Fiorita” nella quale è imputato per il reato di corruzione l’allora presidente della Regione Puglia, Raffaele Fitto, per il quale è stato chiesto il rinvio a giudizio (l’udienza si terrà il 30 novembre). Il magistrato ha confermato i nostri timori: il rischio che i Comuni si muovano ognuno per proprio conto nell’applicazione del Piano casa, c’è. E c’è anche il rischio di un’eccessiva cementificazione del territorio. Scongiurare l’aggressione del paesaggio non sarebbe dunque così facile.

a ChI gIova Il pIano Casa deguare la propria casa alle norme di sicurezza e di risparmio energetico ed ottenere in cambio la possibilità di allargarla un po’. E’ il sogno nel cassetto praticamente di chiunque. Il Piano casa si propone di realizzarlo. Emanato nelle sue linee generali dal Governo centrale il 1° aprile 2009i e poi recepito dalle Regioni tramite proprie leggi regionaliii, esso ha carattere “straordinario ed urgente” e dunque temporaneo. In Puglia ha validità di 18 mesi. Questa legge si propone di riattivare gli investimenti nel settore edile, prevedendo tre tipi di intervento urbanistico.

A

L’ampliamento del 20% dell’immobile. Si applica agli edifici residenziali. E’ subordinato all’adeguamento dell’edificio alle norme di sicurezza. La demolizione di immobile non a norma e la sua ricostruzione secondo criteri di sicurezza e risparmio energetico; concessa ad edifici residenziali per il 75%. La delocalizzazione con ampliamento del 45%. Prevista anche per edifici non residenziali come attività private commerciali, turistiche, industriali, di qualsiasi grandezza, nate anche in sanatoria, che sorgono in zone non adatte, come le aree naturali protette, le zone umide, le zone sismiche, quelle a vincolo paesaggistico. Chi delocalizza può usufruire di altri incentivi quali la riduzione dell’Ici o altre imposte comunali, degli oneri di urbanizzazione secondaria o del costo di costruzione e di un ulteriore 10% di volume rispet-

to all’originale. Il vero business è qui. Sono i grandi imprenditori, in definitiva, che possono trarre maggiore vantaggio dalla legge, perché hanno maggiore disponibilità economica e perché possono usufruire degli sgravi fiscali citati. La domanda a questo punto è: quanto il Piano casa riesce effettivamente a venire incontro ai bisogni abitativi dei cittadini? E che cosa ne sarà del territorio una volta che questi interventi saranno stati realizzati? Chi vigila, infine, affinché si svolgano nel rispetto dell’ambiente? Abbiamo rivolto queste domande a tecnici del settore ed a rappresentanti del mondo associativo ed imprenditoriale. Infine, le abbiamo girate ad Angela Barbanente (pag. 14), assessora regionale all’Urbanistica, cui va la maternità del Piano casa.

la legge puglIese La Puglia è stata la prima Regione meridionale ad approvare il Piano Casa, tramite la legge regionale 14 del 30 luglio 2009, poi rettificata il 24 settembre con un “errata corrige” relativo all’articolo 3 “Interventi straordinari di ampliamento”. Sin dalla pubblicazione della legge la Regione ha attivato sul sito internet istituzionale il forum “Misure urgenti per l’edilizia”, che già nel primo mese, riferisce Emanuele Moretti, referente del forum, ha raccolto 150 richieste di informazioni da parte di privati e di studi tecnici, segno dell’interesse suscitato dalla norma.

il tacco d’Italia

10

Novembre 2009

Se spetta ai Comuni deliberare il Regolamento che avrà validità nel proprio territorio, non si rischia un’eccessiva differenziazione nell’applicazione della legge tra Comuni vicini? “Il rischio di differente applicazione della legge da Comune a Comune è un rischio concretissimo, che pone numerosi interrogativi sul fatto che la legge regionale possa essere interpretata in maniera capillare”. Con le loro delibere ed i loro Regolamenti i Comuni potranno autorizzare interventi che stravolgeranno irrimediabilmente l’aspetto del territorio? “Gli atti regolamentativi ed ogni ulteriore attività provvedimentale della pubblica amministrazione dovranno essere rispettosi della legislazione vincolistica (territorio, paesaggio ecc.) esistente. In mancanza di vincoli ovviamente la discrezionalità amministrativa sarà molto più ampia”. Concedendo ampliamenti degli immobili fino anche al 45%, non esiste il rischio di un’eccessiva cementificazione del territorio? “Certamente sussiste concretamente il rischio di cementificazione del territorio, ma non sembra evidentemente un problema di interesse comune”. La legge prevede la possibilità di demolire un immobile che sorga in un contesto non consono, come una zona a vincolo paesaggistico, e ricostruirlo in altra zona ampliandolo fino al 45%. Ciò può essere un danno per il paesaggio? “Se la nuova unità viene costruita in zona non sottoposta a vincoli, almeno teoricamente (salvo verifiche pratiche) non si può parlare di danno per il territorio. La legge autorizza l’intervento ampliativo, quindi non possiamo parlare di danno. Altra e diversa cosa sono le considerazioni circa le scelte ‘politiche’ sottese all’intervento legislativo”. Prevedendo la delocalizzazione, la legge impone che, una volta spostato l’edificio, vengano ripristinate le condizioni paesaggistiche precedenti l’insediamento. Chi controlla che ciò venga fatto? “Controllano (dovrebbero controllare) tutti coloro che sono, appunto, dotati di potere di controllo sull’assetto del territorio. Polizia giudiziaria, Autorità amministrative e così via”. Dal momento che in passato è capitato che le Amministrazioni abbiano concesso autorizzazioni ad immobili senza curarsi troppo del danno provocato ai luoghi, oppure che abbiano chiuso gli occhi su fenomeni di abusivismo più o meno grave, come si può escludere che ciò avvenga nuovamente? “Per rispondere sarebbe necessario credere alle favole”. Andrea Morrone

Profile for il tacco d'italia

Tacco_64  

Tacco d'Italia, Casa cara casa

Tacco_64  

Tacco d'Italia, Casa cara casa

Advertisement