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EDITORIALE zx di Maria Luisa Mastrogiovanni

Meglio un elefante in piazza S. Oronzo che una taranta a Melpignano

C’era il monsone. Che significa diluvio, economia ferma perché l’unico settore che fa girare gli affari, il turismo, è privato della materia prima: spiagge e bel tempo. Così in Thailandia hanno cominciato a pensare in grande. Anzi, a pensare gigante. Ad un elefante, poi a decine. A tanti elefanti che giocano tra loro. E quale gioco fanno? Il polo, ovvio. E se sei in Thailandia (che si vende da sola, direbbe un tour operator) il tuo cliente è il mondo. Allora, pensando gigante, hanno organizzato il campionato mondiale di polo su elefante. Sotto gli acquazzoni come Dio li manda, sono arrivati da tutto il globo migliaia di appassionati e con loro 14 milioni di euro. Il tutto esaurito in qualunque bettola e il problema della destagionalizzazione è risolto. E torniamo al Salento. Titoloni su tutte le testate. Tutti entusiasti perché la Taranta ha fatto il giro del mondo. Entusiasti perché in 80mila hanno riempito la piazza di Melpignano. Lasciando sporco e desolazione. Le vecchine sulla soglia di casa vendevano qualunque cosa, poggiando qualche fico appena

raccolto sulle cassette di legno girate a mo’ di tavolini. Come i bambini che, chiusa la scuola, vendono e scambiano giochini e cianfrusaglie su improvvisate bancarelle. Folkloristico da vedere, per un turista. Una cartolina di un’Italia contadina degli anni Cinquanta. Ma visto da un salentino, fa venire il magone alla gola. E rabbia. Sarà stato un eccesso d’orgoglio. Ma una nonna seduta sul gradino della soglia di una casa linda, con le tendine ricamate alle finestre e i merletti fatti all’uncinetto sotto il centro tavola, a tirare sul prezzo con un punka bestia sbronzo, no. La rabbia l’ho rivolta non contro il turista (si divertiva) né contro la nonnina (“Nu mme rricchiscu e nnu mme mpovariscu. Teni a fica”! Ahh, i salentini…), né tantomeno contro la Taranta (è bene che ci sia, ma affianchiamole un festival-simposio mondiale sulle musiche e danze taumaturgiche. Pensiamo gigante, portiamo il mondo qui. Così il mondo parlerà di sé, parlando di noi). La rabbia l’ho rivolta contro le parole, che “sono importanti”, diceva Nanni Moretti schiaffeggian-

GOLEM Grazia Manni, capogruppo della Margherita al Comune di Lecce, ha inviato alle redazioni un insolito comunicato stampa intitolato: “Per favore, calmiamoci!”, dove denuncia il clima tesissimo che si respira all’interno del Centrosinistra salentino. Riferendosi alle “critiche e attacchi feroci all’interno dei medesimi partiti, insulti spesso gratuiti, insinuazioni su sottrazione di poltrone alla Provincia”, la giovane esponente ulivista confessa il disagio di appartenere ad una corporazione che sempre più “si sta avviluppando su se stessa” e lascia intendere l’ipotesi di un suo disimpegno dalla politica. I suoi colleghi di partito pare non l’abbiano presa bene. Una stilettata è anche riservata alle “sapienti penne del giornalismo salentino” che si prestano a questo gioco di messaggi trasversali, limitandosi a riportare dichiarazioni o reggere un microfono sul volto del potente di turno. L’opinione del Golem è che questa brava imprenditrice editoriale abbia colpito nel segno: che i rappresentanti del popolo si occupino della risoluzione dei problemi concreti dei cittadini e la smettano con queste gazzarre indecorose. Quanto poi alla sfiducia e smobilitazione che Grazia Manni ha riscontrato girando per le elezioni primarie, va detto che la corsa a cinque non favorisce certo la chiarezza. Lei stessa è portatrice di una contraddizione: con suo papà Piero Manni, candidato rifondarolo, a rosicchiare consensi ad Antonio Rotundo, a tutto vantaggio della sua amica Loredana Capone. E lo stesso dicasi per il margheritino Giampiero Corvaglia, impegnato a favorire indirettamente Rotundo.

N. 29 Settembre 2006

do una milanese. Destagionalizzazione, fare sistema, pianificazione, flussi turistici, indotto, promozione del territorio, marketing territoriale, beni da valorizzare, tipicità. Non se ne può più. Usiamo le parole come scatole vuote, scollandone il contenuto dal contenitore. Per Freud, il padre della psicoanalisi, la prima fase che un bambino attraverso nel suo percorso di conoscenza di sé stesso e della realtà è la “fase anale”. Ecco: il turismo salentino sta attraversando la sua fase anale: è ai suoi primi esperimenti. Va benissimo, bisogna passarci a tutti i costi. L’importante è esserne consapevoli e non giocare invece ad essere grandi, per poi convincersene. L’importante è esserne consapevoli e guardare agli errori degli altri. Rimini oggi rimpiange la cementificazione selvaggia e la distruzione di tutte le “tipicità”, a cominciare dal mare. Siamo in tempo (anche se c’è sempre chi ci prova. Leggi a pagina 18). Un elefante può starci benissimo anche in piazza S. Oronzo. Il tacco d’Italia Il mensile del basso Salento Anno III - n. 29 - Settembre 2006 Iscritta al numero 845 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 27 gennaio 2004 EDITORE: Nerò Comunicazione - Casarano - P.zza A.Diaz, 5 DIRETTORE RESPONSABILE: Maria Luisa Mastrogiovanni HANNO COLLABORATO: Mario Maffei, Laura Leuzzi, Marco Sarcinella, Marco Laggetta, Enzo Schiavano, Mario De Donatis, Guido Picchi, Antonio Lupo, Paolo Vincenti, Giuseppe Finguerra, Roberto Fonte, Antonella Coppola, Roberto Rocca COPERTINA DI: Paolo Guido REDAZIONE: p.zza Diaz, 5 - 73042 Casarano Tel./Fax: 0833 599238 - sms: 329 1276931 E-mail: redazione@iltaccoditalia.info PUBBLICITÁ: marketing@iltaccoditalia.info - tel. 347 4013649

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Tacco, I figli della lupa

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