Page 13

ATTUALITÀ

CINEMA. SOGNO O INCUBO z

«Labriola: “Il Salento è

Eccezzziunale veramente. Il sete cinematografico del film in Salento

una colonia dove produrre a basso costo. Una comparsa, che dovrebbe percepire 70 euro al giorno, spesso ne ottiene solo 50. Sospettiamo che esista il caporalato, ma nessuno lo denuncia”

»

E le opportunità d’occupazione? “È impiegata poca manodopera salentina e scarsamente qualificata. Spesso sono figuranti o controfigure. I nostri videomakers sono poco coinvolti come segretari di produzione o registi, anche perché le produzioni sono già attrezzate. Il produttore affida la gestione del casting a conosciuti o a sconosciuti privati. Un esempio è il signor Coppola. Di lui sappiamo solo che è il referente della Rizzoli nella fiction del “Giudice Mastrangelo”. A Cinecittà le regole sono ferree. Il sindacato è informato d’ogni nuova produzione ed ha la possibilità di intervenire sul set che è un posto di lavoro dove le regole della sicurezza e dei diritti dei lavoratori devono essere rispettate. A Lecce, invece, se gli attori professionisti sono iscritti al sindacato non sono assunti. Per questo ho difficoltà a sapere quanto sia pagato un attore”. È possibile introdurre migliori condizioni di lavoro? “La Film Commission è uno strumento per ovviare a queste situazioni, poiché impone alle produzioni di far lavorare la gente nel rispetto dei contratti collettivi. Ha un’autorizzazione del Ministero ed è il riferimento territoriale di tutte le produzioni cinematografiche, raccogliendo in un albo le professionalità locali e collocandole secondo le esigenze della produzione. Altrimenti, queste professionalità faticano a lavorare e, se lo fanno, è grazie alle loro conoscenze”. Esiste una Film Commission nel Salento? “Esiste qualcosa di simile, il Salento Film Found, istituito dalla Provincia con lo scopo di fare del territorio un polo d’attrazione cinematografica, che prevede l’utilizzo di aziende e lavoratori locali. Il Salento Film Found agisce da Film Commission senza esserlo. È un’idea intelligente che tarda a realizzarsi”. Di cosa dovrebbe occuparsi il Salento Film Found? “Di offrire servizi agli addetti ai lavori. Di far risparmiare molte spese ad un set, ad esempio per gli alloggi e la ristorazione della troupe; non mi risulta che esistano protocolli con la Federalberghi, con i ristoratori, con la Confesercenti o con la Confcommercio. Di snellire gli aspetti burocratici: le produzioni devono poter ottenere autorizzazioni in tempo reale dalla Provincia e dai Comuni se devono svolgere riprese all’aper-

N. 29 Settembre 2006

to. Di trovare sbocchi commerciali alle opere finanziate: altri hanno le vie di commercializzazione, ma non il cinema talentino; le altre Film Commissions partecipano alle grandi mostre, Cannes o Venezia, dove hanno i loro stands ed intercettano canali pubblicitari o di produzione. Di creare strutture produttive: la realizzazione della “Cinecittà” di Spongano, che ha suscitato tanto clamore, non ha un chiaro percorso politico ed organizzativo”. Il Salento Film Found come aiuta gli autori locali? “Molti filmmakers del Salento sono ditte individuali, sul mercato senza alcun tipo d’aiuto. Il Film Found ha un fondo pubblico per il sostegno di lungometraggi, cortometraggi e documentari, ma è insufficiente (150mila euro nel 2005). Il bando per l’assegnazione, noto a pochi, è scaduto e non abbiamo notizia della graduatoria degli assegnatari (il Tacco ha chiesto tali informazioni all’Assessorato alla Cultura della Provincia di Lecce. Non abbiamo avuto risposta. Ndr.). La selezione delle opere beneficiarie è svolta da una commissione. Non sappiamo ufficialmente se composta di funzionari o da tecnici competenti. Le vicende del Salento Film Found sono rese pubbliche a fatica. Inoltre, mancano i corsi di formazione”. Esistono delle responsabilità? “La Provincia di Lecce deve dare ascolto alle persone competenti anziché ai funzionari. Ad esempio, Luigi De Luca, responsabile del Film Found, è un funzionario, ma fa il regista, il produttore, l’impresario. Il politico deve dettare una linea, ma quando si parla del pratico non si può prendere un settore come quello del cinema e darlo ad un funzionario”. Che cosa chiede il sindacato alla Provincia? “Concertazione. Il sindacato vuole la pari dignità. La Cgil si aspettava da un’amministrazione di centrosinistra un’attenzione diversa, non occasionale”.

il tacco d’Italia 13

Profile for il tacco d'italia

Tacco_29  

Tacco, I figli della lupa

Tacco_29  

Tacco, I figli della lupa

Advertisement