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Legambiente Salve. Perché 3 vele Uso del suolo e stato del paesaggio. È cresciuta la percentuale del territorio occupato da seconde case. Niente di concreto all’orizzonte per la stesura del Pug per il Pcc (piano comunale delle coste) e per l’istituzione di un’area protetta (parco naturale e costiero). Scarsa manutenzione e cura delle aree verdi. L’assenza di un Piano urbanistico generale crea gruppi di edificabilità a macchie di leopardo compromettendo una pianificazione armonica del territorio, es. Torre Pali, loc. Montani, numerosi progetti per residence fuori dai nuclei abitativi o al limite dei 300 metri dal mare e in aree adesso protette dal Piano paesaggistico Regionale. Mancata presenza quindi di aree naturali protette, di musei e di siti archeologici fruibili. Mancanza di un piano per la localizzazione di antenne di telefonia mobile. Stato delle aree costiere. La pressione sui sistemi idrici dei mari vicino alla costa è aumentata. Mancanza di una pianificazione dei fabbisogni in rapporto alle unità abitative come ad esempio la viabilità e il fabbisogno idrico. Scarsi parcheggi pubblici in prossimità delle marine. Crescono senza nessun controllo i parcheggi privati di ben oltre 7000 mq così come stabilito la delibera del 31 marzo 2006. Mancanza di un coordinamento per consentire la giusta distribuzione di turisti lungo tutto il litorale con il risultato che la pressione antropica è notevolmente superiore a quella che la spiaggia e il sistema naturale costiero può sopportare. Camper e auto ancora circolano e sostano sui resti delle dune. I chioschi vengono ancora montati senza controllo e senza rispettare le dovute distanze dal piede dunale come previsto dal piano direttorio. Alcuni operatori decidono di scavare dei varchi per accedere rapidamente in spiaggia o di infilzare qualunque genere di segnaletica sulle dune. Accessibilità alle destinazioni e mobilità locale. Traffico determinato dal turismo, mancanza di mezzi di trasporto a basso impatto. Consumo e produzione di energia. Nulla è la percentuale di approvvigionamento da fonti rinnovabili sui tetti degli edifici pubblici, come pure nessuna iniziativa per incentivare gli impianti (fotovoltaici) ad uso domestico. Non risultano impegni dell’amministrazione alla riduzione dei consumi (patto dei Sindaci disatteso). Consumi idrici. Pressione sulle risorse idriche locali, qualità e disponibilità di acqua per i turisti e locali (aumento vertiginoso del fabbisogno idrico non supportato da adeguata capacità, prelievi da falda fuori controllo). Produzione e gestione dei rifiuti. La percentuale della raccolta differenziata è intorno al 18%, di gran lunga inferiore ai parametri di riferimento e con investimenti inadeguati sulla sensibilizzazione. Aspettiamo iniziative per praticare la differenziata alle marine e per ridurre la quantità dei rifiuti. Iniziative per dissuadere chi, soprattutto tra le attività commerciali, non pratica la differenziata. Poca chiarezza e informazione sulla raccolta di rifiuti speciali unita a mancate sanzioni, con il risultato di micro discariche sparse sul territorio di eternit, pneumatici usati, materiale di risulta dell’edilizia, oli sversati, batterie. Manca un monitoraggio sull’utilizzo delle compostiere distribuite. Auspichiamo pure una rapida realizzazione di un ecocentro che sicuramente va incontro alle esigenze della popolazione.


Sicurezza alimentare e produzioni tipiche di qualità (coltivazioni biologiche e/o a basso impatto ambientale). Disponibilità di prodotti artigianali tipici e locali. È opportuno ricordare che la struttura produttiva agricola locale è costituita da piccole aziende a conduzione familiare, infatti l’87% delle aziende agricole hanno una superficie sotto i 5 ettari. Da qui la necessità di affermare e di far leva proprio sulle caratteristiche originali delle nostre produzioni agricole,esaltando il legame con il territorio, i tratti della tipicità, della biodiversità e della sostenibilità ambientale e sociale. In particolare occorre: - sostenere e realizzare tutte quelle iniziative che mirano alla valorizzazione dell’economia e della cultura agricola dei nostri territori; - favorire la costituzione di gruppi di acquisto solidali; - realizzare un programma di educazione alimentare che guarda alla stagionalità e al consumo di prodotti agricoli locali; - realizzare una serie di incontri al fine di sensibilizzare gli agricoltori alle pratiche produttive rivolte alla tutela del territorio rurale come il biologico e la lotta integrata; - sostenere tutte quelle politiche agricole legate alla biodiversità produttiva.

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