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DOMENICA 5 GENNAIO 2014

IL PORTICO DEI GIOVANI

IL PORTICO

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Esperienze all’estero. La testimonianza di una giovane universitaria di Cagliari impegnata a New York.

Non semplici spettatori dell’esistenza ma giovani davvero capaci di scegliere Viviamo in un mondo dove siamo chiamati a prendere in mano la nostra vita e imparare a scegliere in modo autonomo

ascoltando il tuo cuore e la tua testa ed in quell’attimo, sbagliata o giusta che sia, quella sarà la tua scelta, quel primo mattoncino che ti porterà a costruire il tuo futuro. A poco a poco anche io sto costruendo il mio, mattone dopo mattone. L’ultima esperienza che ho vissuto, la scelta più recente che ho fatto, è stata quella di vivere a New York per tre mesi… “La città che non dorme mai, luogo di opportunità, la Grande Mela, il posto del futuro: questa è New York!” O almeno questo è quello che le persone dicono di New York.

Nessuno però ti dice che è la città delle sfide,un posto che coi suoi pericoli e le sue difficoltà ti mette costantemente alla prova, ti aiuta a conoscere te stessa e ti permette di capire quale potrà essere il tuo futuro. La mia avventura a New York è iniziata per caso, avevo vinto una borsa di studio per un tirocinio a Città del Messico ma spinta da familiari e amici mi sono sentita costretta a cambiare destinazione e ad optare per New York, la città dove avevo sempre desiderato tornare. Arrivata lì non avevo grandi aspettative ma solo la speranza di non desiderare di tornare a casa troppo in fretta e per fortuna questo desiderio però non si è manifestato perchè la prima impressione che ho avuto è che la gente fosse disponibile, ti aiutasse anche per banalità e che la città non fosse troppo difficile da girare data la sua semplicità nelle strade (la città è divisa in streets e avenues che attraversano la città seguendo una progressione numerica). Col tempo però ho realizzato che in una grande città è inevitabile ritrovarsi soli: nessuno ti conosce, nessuno sa dove vivi, chi sei, a nessuno importa di te, ogni contatto o scambio di battute è superficiale perché ognuno poi torna alla sua vita, alla sua frenesia..si questo è vero, New York è una città frenetica! Tutti corrono, impazzano, ti travolgono, ma tutti si fermano anche solo per un secondo, ti guardano negli occhi e si scusano.

L’America, gli americani non è facile descriverli con poche parole dato che essendo una grande Metropoli, è cuore di tante popolazioni diverse e quindi fonte di diversi pericoli. New York non è “stare come in un film”, New York è esattamente quello che i film mostrano: rapine nei piccoli market, sparatorie, omicidi, rapimenti. Ho sentito diverse tristi notizie durante la mia permanenza e alcune cose succedevano proprio a pochi passi da dove ero io o pochi minuti prima che attraversassi un posto. E’ in questi casi che la parola destino veniva messa in discussione, tutto all’improvviso può succedere e tutto può cambiare e New York mi ha insegnato proprio questo: vivere la mia vita,ma anche saper chiedere aiuto se si è in difficoltà, saper riconoscere e non sottovalutare situazioni di pericolo ed essere coscienziosa, essere pronta a tutto e soprattutto essere decisa perché il mondo va veloce ma tanti di noi lo rincorrono a passo lento. Credo che sia un’esperienza di vita fondamentale e necessaria che ti aiuta a capire i tuoi limiti, le tue capacità e ti aiuta ad ascoltarti. Tra le tante cose che mi avevano detto prima di partire, posso dire che una è davvero verità: New York è la citta delle opportunità ed è l’unica città dove se ci credi davvero puoi realizzare i tuoi sogni e rendere possibile ogni desiderio, il tutto ovviamente mentre ti godi un delizioso cookie al cioccolato!

to dal nostro vescovo, Monsignor Miglio, che invita i tanti ragazzi a partecipare ad una piccola e giovane processione conclusasi alla chiesa di Sant'Eulalia nel quartiere della Marina. Qui, sciolto il corteo il vescovo ha rincontrato i ragazzi per vivere un

momento più intenso, introdotto del coro diocesano che con la sua musica ha contribuito alla buona riuscita della serata e alla creazione di un'atmosfera speciale. L'evento è poi proseguito con una piccola celebrazione accompagnata dalla possibilità di confes-

sarsi e vissuta molto intensamente dai tanti giovani che con la loro partecipazione hanno creato un clima vivace e natalizio, dimostrando che il Natale non significa solo regali ma è decisamente qualcosa di più grande e bello.

FRANCESCA MATOLO

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APIRE CHI SEI, cosa farai nella tua vita ,immaginare dove sarai tra trent’anni, non è facile; ma per avere un futuro fondato su basi solide devi essere artefice ed artigiano del tuo destino. Quante volte ci sentiamo dire :“Qui in Italia non c’è niente, bisogna andare fuori, in questo paese nessuno investe per i giovani!” Ebbene questa è una dura realtà, più il corso di studi prosegue e più si ha timore che si stia studiando inutilmente perché non si troverà mai un lavoro. Eppure forse per paura o per poca fiducia in noi stessi, cresciamo forti della convinzione che la nostra storia sia già stata scritta e fermi in questa convinzione ci stanziamo in una situazione comoda in cui non facciamo niente per migliorare quello che potrebbe essere il nostro futuro e diventiamo semplici spettatori della nostra vita. La verità è che viviamo in un mondo in cui dobbiamo imparare a prendere in mano la nostra vita ed essere in grado di scegliere.

La parola “scelta” a volte fa paura, implica che devi scegliere tra due soluzioni, due strade diverse, due strade che non conosci e per cui nessuno ti darà un manuale di istruzioni. Il più delle volte la scelta implica una rinuncia, ma scegliere è un passo obbligatorio nel percorso di ciascuno di noi. Ci si ritrova sempre davanti ad una scelta: la scelta del liceo, dell’università, tutte scelte in cui vieni guidato ed accompagnato da chi ti sta vicino. Quando poi cresci ed impari a conoscerti e ad ascoltarti, arriva un momento in cui devi scegliere

Studenti in preghiera per la festa del Natale Il 17 dicembre si è tenuto l’incontro degli universitari FEDERICA BANDE ONO TANTE E diverse le comunità parrocchiali che autonomamente organizzano dei piccoli eventi studiati per i più grandi e i più piccoli, come le novene, la preparazione di presepi da esporre per la comunità, dei

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ritiri per i ragazzi e cosi via, ma quest’anno la Diocesi di Cagliari ha voluto che tutti i giovani universitari partecipassero e condividessero la preparazione al Natale vivendo un momento dedicato e pensato su misura per la loro età ed il percorso di studi. E' la sera del 17 dicembre la data che l'Ufficio di Pastorale Giovanile sceglie per dare appuntamento sulla soglia della chiesa del Santo Sepolcro a Cagliari ai tanti giovani universitari che desiderano prepararsi ai giorni di Natale in modo diverso, diverso rispetto alla solita corsa per comperare i regali da mettere sotto l'albero, e talvolta accanto ad un presepe. Circa sessanta universitari tra i 18 ed i 30 anni occupano la piazzetta antistante la chiesa in attesa, e una volta accomodatisi all'interno della chiesa assistono ad un breve discorso introduttivo tenu-

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