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Corso di laurea specialistica in Comunicazioni visive e multimediali a.a. 2008/09 Laboratorio di Allestimento 1 Prof.ssa Cornelia Lauf Stud Luca Boscardin, Ilaria Boldrin, Oriella Esposito, Charles Heranval, Minervina Lenassi


Venezia Disneyland La risposta Progetto Gafica Allestimento Inventario

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Venezia Disneyland CORRIERE DELLA SERA 28 Sett. 2008 «Venezia è il primo parco tematico urbano. Ha 70.000 residenti e ogni anno ospita 19 milioni di visitatori.... Dovrebbe essere amministrata come una città turistica e non come un comune. Ormai è artificiale come Disneyland... I successori dei Dogi di Venezia sono politici dell’ Italia moderna e oggi a Venezia manca un competente management che invece la Walt Disney Company potrebbe offrire. Se i turisti pagassero 50 euro a testa per entrare a Venezia, come si fa a Disneyland, i proventi potrebbero finanziare sia le barriere per difendere la città dal mare che i necessari restauri o strutture turistiche che possano soddisfare i desideri dei visitatori rispettando il carattere della città». Ecco una parte dell’ articolo apparso a marzo sul Times di Londra e firmato dal prestigioso giornalista economico John Kay. Il titolo, se mai ci fossero dubbi: «Benvenuti a Venezia, parco tematico». Per questa provocazione, John Kay riceverà oggi a Venezia, a palazzo Cavalli Franchetti, l’ ambito premio dell’ Istituto veneto di scienze, lettere e arti: nobile accademia fondata nel 1810 (economicamente e politicamente indipendente grazie ai lasciti di molti soci). Il presidente è il giurista Leopoldo Mazzarolli e del Consiglio di presidenza fanno parte Antonio Paolucci, ex ministro dei Beni culturali e attuale direttore dei Musei Vaticani, Pierre Rosenberg, accademico di Francia ed ex direttore del Louvre, Wolfgang Wolters, studioso del Rinascimento veneziano. Tra i soci dell’ Istituto che fanno parte della commissione


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del premio, Lady Frances Clark (premiata come «veneziana dell’ anno» nel 2006 alla Fenice alla presenza del sindaco Massimo Cacciari) e lo scrittore e saggista Alvise Zorzi. L’ Istituto Veneto sa bene che il premio farà discutere. Infatti nella motivazione si legge che «l’ immagine di una città trasformata in parco tematico e priva della sua antica anima, proprio per l’ aderenza all’ evoluzione in corso diventa leggibile come un forte grido d’ allarme. Al di là delle parole è lo stimolo brutale a un ripensamento complessivo del presente e del futuro cittadino. Il paradigma della disneyficazione... è di fatto un invito ad analizzare con i molti strumenti oggi disponibili un processo evolutivo dalle molte criticità». Ma è ovvio che il riconoscimento a Kay provocherà polemiche. Anche dopo il discorso che il giornalista pronuncerà oggi, già a disposizione dell’ Accademia, e che inevitabilmente diventerà un atto d’ accusa all’ amministrazione: «Quando dico che la Disney gestirebbe Venezia meglio di quanto non sia gestita oggi, la mia è una provocazione e non una proposta seria. Eppure la sensazione che la ragione di vita di tutte le persone che incontri sia quella di alleggerirti le tasche appartiene di più al turista che visita Venezia che al visitatore di Disneyland. La Disney cerca di offrire un rapporto ottimale tra qualità e prezzo. L’ obiettivo dell’ azienda è che i propri clienti si divertano affinché ritornino». Invece per Kay «a Venezia i venditori di cartoline e caffè non si aspettano che i turisti ritornino e, per gran parte dei veneziani, questa è una speranza...» Insomma, per farla breve, «Venezia ha bisogno di essere gestita e ha il dovere


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di generare utili. Non dovremmo, pertanto, arricciare il naso dinanzi a gestione e profitti ma piuttosto far sì che questi siano a vantaggio dell’ ordine e della conservazione della città». Quindi, argomenta Kay, occorre un centro visitatori, imporre visite guidate nelle stagioni di maggior flusso, controllare la qualità dei souvenir. «Già odo il grido “non vogliamo trasformare Venezia in un parco tematico!” Ma io rispondo che Venezia è già un parco, come città è morta secoli fa ed è stato solo il flusso di visitatori a riportarla in vita». Dopo aver parlato del fallimento della Lehman Brothers e della vicenda Alitalia, Kay conclude: «Per Venezia ci sono paralleli e lezioni da apprendere tanto nell’ avidità e negli orizzonti a breve termine nel suo settore privato quanto nell’ indolenza e nel disprezzo del suo settore pubblico». Che ne dirà, a premio assegnato, il sindaco Massimo Cacciari?


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La risposta GAZZETTINO 29 Sett. 2008 Cacciari: «Venezia non è una Disneyland in laguna» Se l’Istituto voleva lanciare la provocazione, ci è riuscito benissimo. Nelle motivazioni del premio, assegnato ieri mattina, si legge: «L’articolo si segnala per l’insolito approccio ad un tema cruciale per la realtà veneziana. Un centro di grande tradizione si trasforma in un parco tematico a fortissima connotazione turistica, con modifiche gestite in modo non efficace e senza adeguata capacità manageriale e amministrativa». Una lettura disincantata di «un percorso di mercificazione e sfruttamento senza speranza», un «grido d’allarme» che pone «con forte vigore il problema della sopravvivenza e della tutela di quei valori e della qualità non soltanto economica e aziendale del sistema veneziano». Spiegando le ragioni del premio, la commissione presieduta da Leopoldo Mazzarolli ha denunciato anche il rischio di «trasformare definitivamente Venezia in oggetto di banale e dequalificato consumo con danno di tutto e di tutti... La brutalità di John Kay mette a nudo le radici dei problemi nel modo più crudo senza rinunciare all’abile arma dell’ironia». Ha fatto ricorso al sarcasmo Massimo Cacciari, sindaco di Venezia. Non era presente alla consegna del premio (delegata l’assessore Mara Rumiz), non ha ascoltato la relazione di Kay. Ma dopo mezzogiorno ha rilasciato dichiarazioni indignate. «Ritengo semplicemente “comico” che un’istituzione culturale che si rifà al nome di Venezia, dia vita ad iniziative di altissimo spessore e annovera


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tra i suoi membri alcune delle personalità culturali e scientifiche più prestigiose del Paese, premi un giornalista per un’opera che insegue, senza neppure una qualche dignità letteraria, i peggiori luoghi comuni, le più cartolinesche immagini su Venezia e il suo futuro». Concludendo la sua dichiarazione, Cacciari ha voluto sottolineare lo scarso significato sostanziale del premio. «Mi auguro che si tratti di una simpatica boutade, e in questo caso auguro buon divertimento agli amici dell’Istituto Veneto». La replica è venuta dal professor Ortalli, dell’Istituto Veneto. «Nessuno vuole che Venezia diventi Disneyland , o un parco tematico. Non è una linea che l’Istituto Veneto di scienze, lettere ed arti assume. Nessuno di noi ha sposato questa tesi, ma la lettura proposta da Kay, uno dei maggiori esperti di management in campo internazionale, deve far ragionare, perché pone sul piatto un grave problema: la gestione finanziaria del turismo a Venezia ». E ha aggiunto: «L’Istituto non ha né apprezzato né condiviso un progetto. Ha semplicemente letto attentamente e premiato l’articolo di un economista di rilievo internazionale, non un giornalista, che dice l’immagine, quella di un parco tematico, che Venezia sta avendo nel mondo». La relazione di Kay è stata ricca di spunti e provocazioni. Ha detto che Venezia è minacciata «da infrastrutture fatiscenti, dall’acqua alta, nonchè da un numero di visitatori in crescita inesorabile». Ma se si pianificano i flussi turistici si possono ottenere le risorse per salvarla dal degrado urbano e ambientale. Altrimenti la marea dei visitatori sarà più letale

di quella dell’Adriatico. Venezia come prima globalizzatrice. Turismo culturale come risorsa non solo economica. Di questo ha dissertato Kay. Che ha replicato alle possibili polemiche: «Quando dico che la Disney gestirebbe Venezia meglio di quanto non sia gestita oggi, la mia è una provocazione e non una proposta seria. Ma Venezia è già un parco». E qui ha fatto un parallelo, cercando di interpretare lo stato d’animo dei foresti. «La sensazione che la ragione di vita di tutte le persone che incontri sia quella di alleggerirti le tasche appartiene di più al turista che visita Venezia che al visitatore di Disneyland». Perchè la Disney vuole che i clienti tornino, mentre «a Venezia i venditori di cartoline e i caffè per turisti non si aspettano che i turisti lo facciano». La Disney reinveste gli introiti all’interno della struttura del divertimento, mentre in Laguna «i venditori di merci scadenti portano a casa il proprio gruzzolo sui treni dei pendolari». Osservazioni pesanti. Anche perchè denunciano un’economia di rapina, mentre invocano una creazione di ricchezza «a vantaggio dell’ordine e della conservazione della città». In coda ha rincarato la dose, sostenendo che a Venezia si deve imparare la lezione della fallita Lehman e della dissestata Alitalia: «Per Venezia vi sono paralleli e lezioni da apprendere tanto nell’avidità e negli orizzonti a breve termine del suo settore privato, quanto nell’indolenza e nel disprezzo del suo settore pubblico».


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Progetto Il nostro progetto nasce da questa critica del sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, a proposito del premio giornalistico conferito all’ economista John Kay. Ci siamo quindi fermati a riflettere sulla città di Venezia e sulle sue caratteristiche, uniche al mondo. Abbiamo voluto affermare questa autenticità con un progetto di raccolta e catalogazone scientifica degli elementi che ricreano il DNA e l’identichit stesso di Venezia. Una collezione di acque, alghe, muffe, terre, foglie (e quanto altro si trova nella città e non in un ordinario museo di scienze naturali) si stabilisce dentro al Magazzino n° 259 del Sestiere di Dorsoduro. Più di 400 anni fa, questo magazzino viveva del commercio del sale, invece oggi, il sale fuoriesce dai muri e sembra preservare Venezia come una città che non vuole essere considerata una città-Disneyland. La mostra mette in luce elementi, organici e non, che costituiscono Venezia come città storica non riproducibile ed unica. L’esposizione, allestita ai Magazzini del Sale, ripropone un’ambientazione museale in cui i reperti saranno presentati all’interno di vetrine e classificati secondo una metodologia archeologica. I frammenti raccolti sono studiati e catalogati come oggetti di alto rilievo scientifico, archivistico, archeologico e naturalistico. Ogni elemento riporterà un’etichetta con il nome del materiale, la sua provenienza, e la data di raccolta.


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Dal 5 dicembre 2008, si da voce alle parti e agli strati che compongono la città a partire dalle sue fondamenta, dalla sua composizione organica e dal suo DNA.  L’esposizione ai Magazzini del Sale propone oggetti, I tochi de Venexia, che restano lontani dallo sguardo di ognuno di noi. I pezzi in esposizione si elevano ad elementi che traducono lo stato particolare e sensibile della città lagunare. I xe i tochi de Venexia al S.A.L.E è un esposizione che evidenzia quanto sia urgente porre lo sguardo sull’aspetto particolare e sensibile di Venezia.


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Grafica Ho realizzato la grafica della mostra consistente nel manifesto, una proiezione ed i volantini. Ho pensato ad una grafica semplice visto che si sta parlando di una mostra archeologica, di una raccolta di oggetti analizzati e catalogati; quasi una grafica per museo. Come soggetto principale, sia nel manifesto che nei volantini, ho utilizzato i contenitori in vetro, dove abbiamo posto i nostri “tochi de Venexia”. Nel manifesto ho posto in primo piano un boccetta con all’interno un’alga che evoca l’immagine di un’anziana signora che arranca lentamente e faticosamente: una rappresentazione di Venezia. Il volantino è diviso in due sezioni orrizzantali dal titolo “I xe i tochi de Venexia Mostra archeologica”. La prima parte reca le informazioni utili per la mostra, mentre nella parte sottostante il vasetto vuoto si ripete e diventa motivo decorativo.


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Allestimento Lo spazio scelto per allestire questa mostra archeologica è il Magazzino del Sale, il 259 del sestriere di Dorsoduro. E’ un edificio composto da grosse murature di mattoni faccia a vista, sia in interno che in esterno, a pianta rettangolare, lungo e stretto, con un altezza di almeno dieci metri. Le imponenti capriate lignee, che richiamano le costruzioni dell’Arsenale, poggiano sugli spessi muri di mattoni, aiutati da almeno venti lesene disposte nei lati lunghi. Abbiamo scelto di preparare un allestimento utilizzando solamente elementi di recupero, di riciclo. Abbiamo quindi recuperato dei mobili vecchi, non in ottime condizioni, ai magazzini Ligabue, dove porre tutte le nostre boccette in vetro e le provette contenenti le acque. Questi quattro mobili si presentavano incolore, a base rettangolare, 20 * 100 cm, con un’altezza di 2 metri e 40 e divisi in sei spazi da cinque ripiani orrizzontali. Avendo a disposizione un numero contenuto di boccette in vetro, si era subito pensato di tagliare questi mobili, riempiendo così tutti i restanti ripiani. Questa loro forma però, alta e poco profonda, era davvero perfetta per lo spazio della mostra, richiamandone infatti l’architettura stessa dei Magazzini. Si è pensato quindi di tappare con una superficie in legno gli spazi lasciati dagli scaffali senza boccette in esposizione, permettendo così al mobile di conservare la sua altezza originaria e concentrando al tempo stesso l’attenzione su quelli pieni. Queste superfici sono state successivamente colorate di nero, contrapponendole agli scaffali utilizzati per l’esposizione, colorati di bianco.


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Bianco da un senso di pulizia, di ordine, colore ideale per l’allestimento di una mostra scientifica, archeologica; nero si contrappone al bianco, da l’idea di non visibilità, di scuro, di coperto, di qualcosa che non c’è. Inoltre questi mobili colorati in bianco e nero spiccano un sacco sullo sfondo uniforme in mattoni, portando il nostro sguardo su di essi, all’interno di questa grande spazio dei Magazzini del Sale. Per la raccolta dei sassi, foglie e altri reperti organici abbiamo invece pensato di utilizzare delle vetrine, poste orrizzontalmente, da osservare dall’alto al basso. Abbiamo trovato delle finestre, ed abbiamo cominciato a costruire le basi e le gabbie per rialzare queste possibili vetrine. Ultimata la prima, con piano di appoggio e struttura, ci siamo accorti che le tavole in legno per costruire le altre due basi, per le vetrine rimanenti, non erano sufficienti: c’era soltanto una grande superficie da non rovinare. Ho quindi pensato di poggiare le due vetrine restanti, composte di finestre e strutture in legno, sopra questo grande piano e lo abbiamo posto al centro dello spazio espositivo. Infine abbiamo colorato l’interno delle vetrine in bianco, per rendere maggirmente visibile il contenuto,


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e l’esterno in nero, riprendendo i colori già utilizzati per i mobili. Abbiamo allestito lo spazio della mostra adagiando alle pareti i quattro mobili alti che, come già detto, grazie al colore escono dal muro, e richiamano inoltre la forma delle lesene. Le due vetrine sulla grande superficie, posta al centro della sala, caratterizza lo spazio differenziandolo dal resto del Magazzino (l’entrata, la zona bar, zona internet), creando un punto forte della mostra e dello spazio. Questo crea inoltre una sorta di percorso circolare per lo spettatore, lo guida all’interno di questo spazio, partendo da una parete con i suoi mobili, girando attorno alla vetrina, e finendo con l’altra parete.


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Inventario ACQUE -Acqua fontana, Fondamenta de la Toletta, Dorsoduro 1170 05-11-2008, 16.51 -Acqua fontana, Giardini ex-reali, Sestiere San Marco 02-11-2008, 16.12 -Acqua fontana, Calle Larga o campiello de le Chioverete, Dorsoduro 3097/A 05-11-2008, 17.06 -Acqua canale, Fondamenta del Malcanton, Dorsoduro 3593 04-11-2008, 10.38 -Acqua rubinetto di casa, Cannaregio 2814/A 12-11-2008 -Acqua di pioggia, Calle dei Boteri, Sestiere San Polo 06-11-2008, 00.18 -Acqua canale, Fondamenta de L’Arzare, Dorsoduro 2278 03-11-2008, 10.22 -Acqua fontana, Campiello della Malvasia, Castello 2177 15-11-2008, 9.55 -Acqua Canal Grande, Erberia a Rialto, Sestiere San Polo 02-11-2008, 16.12 -Acqua fontana, Cannaregio 6101 12-11-2008, 20.03 -Acqua fontana, Ponte Longo, Giudecca 226 03-11- 2008, 19.31 -Acqua rubinetto della stazione ferroviaria di Santa Lucia, binario 8/9 04-11-2008, 10.05 -Acqua piovana dalle tubature di casa, Calle dei Crociferi, Cannaregio 4903 12-11-2008, 19.47 -Acqua laguna della Giudecca, n. 946 02-11-2008, 15.00 -Acqua bacino San Marco 02-11-2008, 16.26 -Acqua fontana, Campo San Polo 05-11-2008, 11.25


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-Acqua pioggia, Campiello del Sol, San Polo 947 04-11-2008, 22.58 -Acqua canale, sotoportego de le acque, San Marco 4938 02-11-2008, 16.48 -Acqua fontana, Fondamenta de i Tolentini, Dorsoduro 190/A 04-11-2008, 10.17 -Acqua laguna, Calle de le Muneghe, Cannaregio 3283 05-11-2008, 16.46 -Acqua fontana, Fondamenta dei Cereri, Sestiere Dorsoduro 30-10-2008, 12.43 -Acqua rubitetto del bagno, 3°piano, Sede IUAV, ex-convento delle Terese, Dorsoduro 2206 03-11-2008, 15.19 -Acqua pioggia, San Giacomo dell’Orio, Santa Croce 1883/E 13-11-2008, 18.50 -Acqua fontana, Campo Santa Maria Formosa, Castello 3246 5-11-2008, 16.25 -Acqua fontana, Campo e Parocchia di San Francesco, Castello 2785 15-11-2008, 15.25 -Acqua canale, Rio de San Pantalon, Dorsoduro 3108 05-11-2008, 17.03 -Acqua laguna, Campo dei Frari, San Polo 2998 05-11-2008, 11.18 -Acqua fontana, campo del Ghetto Novo, Sestiere Cannaregio 02-11-2008, 18.27 -Acqua fontana, Campo Santa Margherita, Dorsoduro 3006 03-11-2008, 12.03 -Acqua fontana Arsenale, Castello 2157 15-11-2008, 10.20 -Acqua rubinetto di casa, Giudecca 58/A 2-11-2008, 15.40 -Acqua Fontana, Campo San Giacomo dell’Orio, Santa Croce

1885 26-11-2008, 16.42 -Acua Fondamenta Navagero, vicino Calle Voloi N°11 12-11-08, 17.10 TERRE -Terra ex.convento delle Terese, Santa Marta, Dorsoduro 2206 14-11-2008, 16.20 -Terra aiuola, Cannaregio 2814/A 12-11-2008, 17.40 - Terra de la Parocchia di San Cristoforo, Fondamenta de L’Abazia, Cannaregio 3567 05-11-2008, 17.10 - Terra prato, Giudecca 952 02-11-2008, 15.12 - Terra con radici di una pianta, Giudecca 952 02-11-2008, 15.14 -Terra e sabbia, Fondamenta de L’Arzere, Dorsoduro 2278 03-11-2008, 11.00 -Sabbia Lido di Venezia, spiaggia 14-11-2008, 15.05 SASSI -Pezzi di mattoni del Magazzino del Sale, Dorsoduro 18-11-2008, 23.02 -Sassi bianchi e piccoli,all’interno dell’ Arsenale, zona barche 01-11-2008, 11.05 -Mattone, San Giovanni e Paolo, vicino a Fondamente Nove 12-11-2008, 19.51 -Sassi dentro all’Arsenale, davanti Made in IUAV 15-11-2008


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-Sassi rossi dentro all’Arsenale 01-11-2008, 16.35 -Mattoni rossi e bianchi dentro all’Arsenale 15-11-2008, 12.57 -Sassi bianchi dentro all’Arsenale 15-11-2008, 16.30 - Sassi cantiere Mose Lido di Venezia 14-11-2008, 15.55 - Sasso spiaggia Lido di Venezia 14-11-2008, 15.51 -Sassi chiostro ex-convento delle Terese, Dorsoduro 2206 03-11-2008, 11.47 -Pezzi di Intocaco, Liceo Marco Polo, Sestiere Dorsoduro 13-11-2008, 19.37 -Intonaco della parete chiesa, Marzaria, San Salvador, San Marco 4834 02-11-2008, 16.58 -Pezzi di muro con sale, Arsenale 15-11-2008, 16.25 -Intonaco ex-convento delle Terese, Dorsoduro 2206 30-10-2008, 12.54 - Pezzo di masegno e pezzo marmo scalino ponte, Fondamenta Barbarigo, Sestiere Dorsoduro 03-11-2008, 11.45 -Pezzi di mattone, San Giovanni e Paolo, Fondamenta Nove 12-11-2008, 19.50 -Frammenti di vaso di terracotta, ex-convento delle Terese, Dorsoduro 2206 14-11-2008, 16.22 -Pezzi di mattone, Ramo Contarini, Cannaregio 2405 02-11-2008, 17.51 -Intonaco, Calle Longa de le Canossiane, Cannaregio 3194 05-11-2008, 15.57 -Pezzi di Mattoni del muro della chiesa di Sant’Aponal, San Polo 1252 11-11-2008, 11.53

LEGNI -Legno del Ponte Contarini, Fondamenta Contarini, Cannaregio 02-11-08, 18.10 -Legno di Palo Attraco Barche, Ponte Canal, Santa Croce 645 05-11-08, 10.35 -Legno di Finestra (marcio), Calle Contarini, Cannaregio 02-11-08, 18.07 -Pezzo di Legno Salmastro (venuto dall’Acqua Alta) 03-11-08, 20.30 -Legno, Lido 14-11-08, 15.53 -Pezzi di Legno di barche in costruzione, Arsenale 01-11-08, 16.15 -Legno, Spiaggia Lido 14-11-08, 16.10 -Legno di Palina, Fondamenta de la Madona, Dorsoduro 03-11-08, 11.30 -Pezzo di Palo Attraco Laguna, Ponte S. Andrea, Cannaregio 4146A 12-11-08, 19.32 -Superficia Passerella, Fondamenta Nove 6579, Castello 12-11-08, 19.15 CONCHIGLIE -Cape stante, Arsenale 15-11-08, 16.35 -Conchiglie, Lido 14-11-08, 16.08 -Conchiglie, Lido 14-11-08, 15.18 -Conchiglie, Chiostro Ex-Convento delle Terese (IUAV), Dorsoduro 220603-11-08, 11.45


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SPUGNE

FOGLIE

-Spugna, Lido 14-11-08, 15.42 -Spugna, Giudecca 120/A 03-11-08, 20.58

-Foglie secche per terra, Giudecca 952 02-11-08, 15.16 -Foglie secche, Lido 14-11-08, 17.15 -Foglie di siepe, Calle Brussa N째3, 30141, Murano 12-11-08, 17.15 -Foglie prelevate da siepe di giardino privato, Calle San Bernardo N째28, 30141, Murano 12-11-08, 18.55 -Foglie, Castello 2177 (dietro al Museo Storico Navale) 15-11-08, 10.00 -Foglie, Campo San Giacomo 204/A 03-11-08, 20.05 -Foglie, Ex-Convento delle Terese (IUAV), Santa Marta 2206 14-11-08, 16.16 -Petali di Rose e Foglie, Calle Convento N째48, 30141, Murano 12-11-08, 18.50 -Foglie, Giudecca 945/A02-11-08, 15.03

MUSCHI -Muschio da Scalino, Campiello de la Scuola, Santa Croce 2454 05-11-08, 11.06 -Muschio, Ponte Tolentini, Fondamenta del Rio Novo 30-10-08, 11.56 OSSA -Ossa, Spiaggia, Lido 14-11-08, 15.50 -Osso di seppia, Spiaggia Lido 14-11-08, 16.44

ALGHE FERRI -Pezzi di Ferro di Inferriata di Finestra (arruginita e sgretolata), Calle de la Laca, Santa Croce 2463 05-11-08, 10.43 -Base Affissione Manifesti in Ferro, Fondamenta Nove 5059 12-11-08, 19.30

-Alghe, Canal della Giudecca, Piazza San Marco 02-11-08 -Alghe, Canal Grande, Erberia, Rialto 02-11-08, 16.05 -Alghe e Terra, Giudecca 218 03-11-08, 19.40 -Alghe, Campo del Santissimo Redentore 03-11-08, 19.45 -Alghe, Lido 14-11-08, 15.27 -Alghe, Canale davanti alle Terese, Dorsoduro 2752 03-11-08, 17.33


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TOCHI VARI -Cuore di Girasole, Fondamenta San Giacomo, Giudecca 180 03-11-08, 20.51 -Fungo, Spiaggia Lido14-11-08, 16.33 -Rosmarino, Spiaggia Lido 14-11-08, 16.20 -Cima per Attraco, Fondamenta Nove, Castello 6576 12-11-08, 19.55 -Vari Strati di Manifesti, Fondamenta della Miseridordia, Cannaregio 05-11-08, 17.28 -Palla di albero, Arsenale 15-11-08, 13.40 -Ricci Vegetali, Spiaggia Lido 14-11-08, 15.54 -Pezzetti di Vetro, Arsenale, Museo 01-11-08, 13.50 -Residui portati dall’Acqua del Canale, Rio de l’Arzere, Dorsoduro 2278 04-11-08, 10.45 -Sale della Parete, Magazzini del Sale 187, Punta della Dogana 18-11-08, 23.15

Laboratorio Allestimento 1  

Prof.ssa Cornelia Lauf

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