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cover shot: Australia by Grey side of the Ocean rider: Alessandro Piu

10 domande per mark lacomare 8 - 13 alessandro piu australia 16 - 27 palmè gallery 30 - 39 mind surfers 40 - 49 twinsbros surfboard clinic 52 - 59 mattia migliorini bali trip 2015 62 - 69 laura romeo 70 - 75 quiksilver pro gold coast 2016 76 - 93 filippo orso interview 94 - 101 portogallo trip 2015 102 - 127 surfando a carnevale 2016 128 - 137 the eddie wsl 138 - 151 jp 152 - 155 blackwave marocco surf trip 156 - 171

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JULIAN WILSON / SIGNATURE TRACTION


SURFFCS.COM


10 DOMANDE PER MARC L ACOMARE Marc Lacomare nel corso degli anni si è sempre presentato con il suo style potente e preciso. Un mix esplosivo che non passa osservato. Lo abbiamo rincorso durante le sue trasferte in giro per il mondo e siamo riusciti a strappargli 10 domande per conoscerlo meglio.


a cura di: Surf Culture Staff photo courtesy: Quicksilver


marc lacomare interview

1 - Marc, where is started everything? Your first time in the water... I started surfing when I was 7 my dad took me on his longboard at home in Hossegor. 

7 - Someone told to us that some professional surfers have sleeping problems after several years of traveling and many changes of countries. This is true? Not for me.

2 - When you really realized that you want to become a professional surfer? I think probably around 12.

8 - Have you ever been surfing in Italy? You know there are good waves during the big storms? Yes I ve been to beautifull Sardinia on a storm swell and we had some really fun waves.

3 - You training a lot outside the water? Tell us about some cool exercises you do in the gym for improve your surfing. Yes I train when I am at home lots of explosive stuff and stretching too.

9 - Your backside is one of the best in Europe, how can you, despite your height to be so loose in the maneuvers? What’s your secret? I don’t know i train hard watch lots of the goofy guys and try to improve. My friend Joan Duru has the best backside so I surf a lot with him.

4 - Have you ever been scared in the sea? I have been scared a lot of time. 5 - Tell us about your plans for this 2016?  Try to get my body my mind and my boards ready and make some good result on the QS and hopefully make the CT. 6 - Your quiver? Channel island 6”0. 18 3/4. 2. 3/8 Proton - squash tails.

10 - What kind of food you prefer?  Sushi and big steak.

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marc lacomare interview

1 - Marc, quando è iniziato tutto? Raccontaci della tua prima volta in mare: Ho iniziato a surfare a 7 anni con mio padre. Mi portava in mare on il suo longboard davanti alla nostra casa ad Hossegor.

Channel Islands 6,0 x 18 3/4 x 2 3/8 Proton Squash Tail. 7 - Qualcuno ci ha detto che alcuni surfisti professionisti hanno seri problemi del sonno dopo molti anni di viaggi e cambi di paesi. E’ vero? Non nel mio caso.

2 - Quando hai capito veramente che saresti diventato un surfista professionista? Credo intorno ai 12 anni.

8 - Sei mai stato in Italia? Sai che abbiamo buone onde durante le grosse perturbazioni? Si sono stato nella bellissima Sardegna durante una mareggiata ed abbiamo preso onde divertenti.

3 - Ti alleni molto fuori dall’acqua. Parlaci di alcuni esercizi che fai in palestra per migliorare il tuo surf. Si mi alleno molto in palestra con esercizi per l’esplosività e tanto stretching.

9 - Il tuo backside è uno dei migliori d’Europa, come riesci, nonostante la tua altezza ad essere così sciolto durante le manovre? Quale è il tuo segreto? Non lo so sinceramente, mi alleno molto e guardo molti surfisti goofy e cerco sempre di migliorarmi. Il mio amico Joan Duru ha il miglior backside quindi cerco di surfare il più possibile con lui.

4 - Ti sei mai spaventato in mare? Si, molte volte. 5 - Parlaci dei tuoi piani per il 2016: Cercare di avere la mia mente, il mio corpo e la mia tavola pronti per ottenere buoni risultati nel Qs e sperare di entrare nel CT.

10 - Qual’è il tuo cibo preferito? Sushi e bisteccha.

6 - Il tuo quiver?

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marc lacomare interview

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marc lacomare interview

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ROXY.COM/FITNESS


ALESSANDRO PIU AUSTRALI A

Dopo aver passato 6 mesi a casa per via del mio infortunio alla caviglia, sapevo che l’Australia sarebbe stata il posto ideale per il mio totale recupero. Lo scorso anno sono stato qui per 4 mesi su e giù tra Sydney e la Gold Coast e quest’anno non vedevo l’ora di ri vivere quelle esperienze. Ad aspettarmi quest’anno c’erano diversi amici con cui ho subito condiviso bellissime surfate. L’Au stralia ti insegna a vivere la vita in modo diverso, ti spinge a fare sempre di piu e migliorarti, ed è proprio quello che io cerco. Vivendo qui si prende un bel ritmo, ci si alza presto e si surfa almeno 2 volte al giorno. La mattina, quando arrivo in spiaggia con la macchina vedo tante persone nel prato davanti al mare che corrono o fanno esercizi, addirittura vedo mamme in tenuta da ginnastica col passeggino che corrono per tenersi in forma! Poi le onde..molte persone girano il mond o alla ricerca dell’onda perfetta e questa è una cosa molto bella, ma le onde qui non sono mai perfette ed è per questo che da qui escono fuori i Campioni mondiali. Ci sono più di cento tipi di onde diverse che rompono su roccia e su sabbia, un giorno con vento da terra e il giorno dopo con vento laterale che è ideale per le manovre aeree. Ovviamente anche qui si possono trovare onde perfette, basta andare a Snapper rocks o a Lennox head per farsi un’idea. Quando sono arrivato qui quest’anno sapevo che non ero in forma come lo scorso anno ma mi sono bastate 2 settima ne per sentirmi carico di energie e più sicuro di me stesso. Inoltre a questo giro è venuta lamia ragazza a trovarmi, quindi ho avuto una carica in più e questo mi ha aiutato a seguire una vita regolare.

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a cura di: Alessandro Piu photo: Grey Side of the Ocean riders: Alessandro Piu - Lars Craven

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PALMĂˆ GALLERY I migliori scatti del nostro senior photographer Fabio Palmerini in esclusiva per voi.

photo: Fabio Palmerini riders: Leon Glatzer, Charly Quivront, Michel Bourez, Leonardo Fioravanti, Marco Urtis

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MIND SURFERS INTERVISTA A RICHARD BENNETT, ROSS CLARKE-JONES E LAKEY PETERSON. È da qualche tempo che su queste pagine parliamo del potenziale che la mente ha rispetto alla progressione del proprio modo di surfare. Oggi, avremo l’occasione di farci raccontare da alcuni professionisti del mondo del surfing la loro esperienza diretta in questo campo. Gli ospiti di questa intervista si sono mossi per anni nei massimi livelli del surf mondiale. Richard Bennett, esperto psicologo e surfer australiano, è stato il “Surf Psychologist” ufficiale nella World Surf League, allora ASP World Tour, dal 2000 al 2003, oltre ad aver partecipato a moltissimi altri progetti di psicologia sportiva con i team olimpici australiani. Faremo due chiacchiere anche con due atleti con cui Richard ha lavorato come psicologo del surf, e che ci racconteranno a cosa è servito allenare la loro mente. Ross Clarke-Jones è un nome che non ha bisogno di presentazioni nel mondo del big wave surfing; l’australiano ha cavalcato alcune delle onde più grandi mai surfate. La 21enne Lakey Peterson, dalla California, sta collezionando impressionanti successi a livello competitivo, ed il suo talento per il surf è talmente di lunga data che già da bambina era soprannominata “Lakey the Legend”. È con grande piacere e una certa riverenza che lascio la parola a loro. Enjoy!

a cura di: Marco Sassoon photo: Willie Kessel, thesurfersmind.com, heidiatkinscreative.com, noyesbrownphotography.com, Derek @ boxoflight, Stu Gibson riders: Richard Bennett - Ross Clarke-Jones Lakey Peterson

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RICHARD BENNETT Ciao Richard, benvenuto su Surf Culture Magazine. Siamo molto felici di averti su queste pagine! Hai lavorato per molti anni come “Surf Psychologist”, lo psicologo del surf. Che cosa significa? Che cosa ti ha portato a coniugare la psicologia con il surf, e come si può applicare la psicologia al surfing? Nel mio primo anno in tour sono diventato conosciuto come il “Surf Psychologist”, lo psicologo del surf, perché fui riconosciuto come il primo psicologo a specializzarsi in tutti gli aspetti della psicologia del surf: il free surfing, il surf nelle competizioni, il big wave surfing, come creare una carriera professionale nel surf e come immergersi consapevolmente e totalmente nell’esperienza, la cultura e lo stile di vita del surf per l’attualizzazione di sé – il processo di crescita interna personale e spirituale. Ho iniziato a unire la psicologia e il surf fin dal primo momento che ho visto l’oceano da bambino. Ho sempre avuto una fervida immaginazione ed è stato molto naturale surfare le onde con la mente e sognare l’oceano. Sono anche sempre stato intrigato dal surfare onde grosse, e mi chiedevo come mai può accadere che un surfer si lancia mentre un altro si tira indietro, anche se quello che si tira indietro può essere tecnicamente e fisicamente

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più allenato. Poi, all’inizio degli anni 90, durante l’università , imparavo concetti o paradigmi di psicologia a lezione e trovavo un modo per comprenderli attraverso l’esperienza nell’oceano. Quando ho terminato gli studi, ho lavorato inizialmente nella psicologia clinica e ho iniziato ad applicare le strategie che insegnavo ai miei clienti per gestire le loro paure, alla gestione delle mie stesse paure nelle onde grosse. Ho sviluppato rapidamente la mia capacità di rimanere calmo e sicuro di me in onde sempre più grandi, e ho iniziato a scrivere articoli sulla mia esperienza per Tracks Magazine in Australia. Perciò, in effetti, sono stato il mio primo cliente di psicologia del surf e ho scoperto con l’esperienza diretta come la psicologia può essere applicata al surfing per esplorare e ottimizzare il potenziale sia del surfista che dell’oceano, migliorare la performance, evolvere personalmente e arricchire la qualità della propria vita. Nel 2004 hai pubblicato un libro intitolato The Surfer’s Mind, la Mente del Surfer, che trovo un titolo molto intrigante. Cosa caratterizza la mente del surfer dal tuo punto di vista? Sia il cuore che la mente del surfer realmente dedito al suo sport sono caratterizzate da amore e devozione profonda all’oceano. Coltivare una relazione intima


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con Madre Natura e permettersi di essere vulnerabili al suo potere è anche un modo meraviglioso di scoprire e accrescere la nostra vera natura; e così, semplicemente essendo consapevoli attraverso le nostre esperienze con il surf, apriamo la nostra mente per imparare leggi universali di Madre Natura, della natura umana e di come questa saggezza può essere applicata sia nella nostra vita di surfer che in quella quotidiana.

drasticamente, e da allora sempre più atleti si sono avvicinati ai miei servizi. La psicologia coincide con la vita, dato che la nostra mente si integra in ogni momento e ogni esperienza che facciamo; perciò, il lavoro che ho svolto con i surfers in tour è stato molto ampio, attraverso le tre aree della “psicologia della performance”, per aumentare la qualità e la costanza della prestazione, il “tutoraggio professionale”, per ottimizzare i risultati in termini di sponsor, media e carriera, e la “psicologia personale”, per consolidare le fondamenta personali del surfer e le sue abilità di gestire l’esperienza personale di essere un atleta professionista e altre esperienze di vita che potessero trovare impegnative.

Hai lavorato nella World Surf League (ex ASP World Tour) per qualche anno, ci puoi raccontare questa esperienza? Su cosa hai lavorato con gli atleti, e come è stato lavorare con i surfers di massimo livello? E’ stata un’esperienza magnifica lavorare nel tour. A livello personale, è stata la realizzazione di un sogno, viaggiare e surfare tutte le onde che avevo sognato di surfare; e lo è stato anche a livello professionale, coltivare una carriera nello sport e nello stile di vita che amo. Essendo stato il primo psicologo a viaggiare e lavorare nel tour, ci è voluto un po’ di tempo per condividere e dimostrare l’utilità della psicologia agli atleti, anche se sin dal primo giorno sono stati molto aperti, e non è passato molto finché alcuni surfer hanno chiesto di lavorare con me. I loro risultati sono migliorati

Credi che ci siano dei fattori chiave in una performance in surf di alto livello? In The Surfer’s Mind presento il modello dei “4 Core Elements della Performance in Surf”, insieme a 23 fattori mentali chiave per sviluppare una performance ottimale nel surf e nella vita in generale. Ogni surfer ha le sue specifiche doti e punti di forza a livello mentale, oltre ad aree da migliorare, quindi i fattori chiave nel gioco mentale di ogni atleta sono altamente individualizzati.

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Ad ogni modo, trovo che i migliori surfer condividono la padronanza dei fattori chiave della concentrazione, sicurezza in se stessi e creatività, insieme all’abilità di rimanere calmi e lasciare che sia l’intuizione a guidare la performance, specialmente in situazioni molto intense. Tu stesso sei un surfista. Questo in che modo ti ha aiutato nel tuo lavoro e nella tua vita? E dall’altro lato, come hanno influito il tuo lavoro e la tua ricerca sul tuo modo di surfare? Essere un surfer mi ha aiutato molto quando ho iniziato a specializzarmi nella Surf Psychology, poiché avevo già un’intima conoscenza e comprensione dell’esperienza del surf, della sua cultura, il gergo e lo stile di vita. E anche se non ero un atleta professionista in tour per vincere un titolo mondiale, ero uno psicologo professionista in tour completamente focalizzato sul fare il meglio che potevo. Anche come surfista stavo realizzando sogni molto al di là della mia zona di comfort, come surfare Waimea Bay, quindi la mia comprensione esperienziale e la mia consapevolezza intuitiva su come vivere e surfare a quel livello erano in sintonia con quelle dei free surfers, degli atleti in gara e dei big wave riders con cui stavo lavorando. Il mio lavoro e la mia ricerca hanno immensi effetti positivi sul mio modo di surfare e sulla mia vita in generale. Ricordo la mia prima stagione alle Hawaii, seduto sulla spiaggia a intervistare alcuni dei migliori big wave riders del mondo su come gestiscono la paura, e alcuni momenti dopo uscire a Sunset Beach che spingeva applicando le loro strategie alla mia stessa paura, con grande successo. Una delle esperienze che amo del mio lavoro sono i fantastici doni che i clienti condividono con me attraverso il nostro lavoro insieme. Come psicologo fai parte del processo di ogni individuo o team nello sviluppare nuove intuizioni, strategie e saperi e così impari sempre di più su te stesso e su come puoi evolvere e avere risultati nella vita. Ti sei impegnato molto nell’esplorare la mente dei surfisti e hai avuto l’opportunità di lavorare con alcuni dei surfers più di talento che ci siano. Hai scoperto qualcosa che può supportare il surfing quotidianamente? Come possono fare i surfers a migliorare le loro prestazioni e allo stesso tempo divertirsi e godersi di più la surfata, lavorando con la mente? A livello pratico la semplicità, l’accessibilità e un fidato compagno di surfate per stimolarci e mantenerci onesti sono molto d’aiuto nel supportare le session quotidiane e migliorare la prestazione. A un livello personale, immergersi nella danza divina tra la mente giocosa e curiosa del bambino e la mente saggia e informata dell’esperto, è la chiave sia per accrescere la performance che per mantenere il puro divertimento e la gioia di surfare.

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Su quali progetti stai lavorando al momento? Continuo a lavorare molto con surfisti di ogni livello in Australia e nel mondo. Dal 2005 lavoro anche con gli atleti delle nazionali australiane olimpiche e paralimpiche nei giochi invernali ed estivi, e negli ultimi 10 anni la maggior parte dei miei progetti hanno previsto l’uso del surf e della psicologia della performance in ambienti artistici, di avventura, scolastici, aziendali e nella sanità, individualmente e in gruppo. Sto di nuovo scrivendo, ho iniziato a rivedere un manoscritto che ho steso prima di The Surfer’s Mind e sto facendo ricerche su una nuova idea per un libro sul surf. Vuoi aggiungere qualcosa? Una perla di saggezza? Nel surf, come nella vita, c’è il giro sopra l’acqua e il giro sotto l’acqua... Che noi tutti possiamo riuscire con serenità e amore in entrambi... Grazie del tuo tempo! Continueremo a seguire i tuoi progetti, speriamo di vederci in line-up un giorno!! Grazie per l’opportunità di condivisione con voi... Happy surfing...! Richard Bennett Surf Psychologist Author – The Surfer’s Mind thesurfersmind.com


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ROSS CLARKE-JONES Ciao Ross, benvenuto su Surf Culture Magazine. Grazie per essere qui! Sono molto emozionato di poterti fare qualche domanda. Puoi raccontarci in breve cosa ti ha portato a diventare un big wave surfer? Quanto è stato duro arrivare fino a lì? Ho iniziato a surfare nel 1976 all’età di 10 anni, e tempo che ne ho avuti 11 sapevo già che volevo surfare onde più grandi del normale. Mia madre mi portava a surfare a Terrigal Beach, un piccolo beach break. Un giorno ho sfidato i suoi desideri e ho remato fuori per circa un chilometro per surfare un’onda molto più grande a Terrigal Haven. C’erano set di 2 metri e mezzo, che all’epoca mi sembravano di 6 metri, ed ero così eccitato di surfare quelle onde con un 5’3”. Non riuscivo a contenermi. Così, fin da ragazzo ho avuto la passione di cavalcare onde più grandi e ho sempre voluto andare alle Hawaii. Il primo inverno in cui ho surfato le Hawaii è stato nel 1986, che è anche stato il mio primo anno come surfer professionista nell’ASP tour. Waimea Bay ha rafforzato le mie idee e la passione di essere un big wave surfer, mi sentivo come a casa. Sono andato molto bene nel Billabong Pro a Waimea Bay e immediatamente da allora

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sono stato riconosciuto come un big wave surfer. Non ho avuto la sensazione che sia stato duro arrivarci, visto che è sempre stato così naturale per me surfare onde grosse. Hai lavorato con Richard Bennett in occasione del primo documentario Storm Surfers nel 2008. Puoi raccontarci qualcosa di quell’esperienza? Di che cosa si occupava il progetto, e su cosa si è concentrato il tuo lavoro con Richard? Lavorare con Richard mi ha messo a confronto con me stesso, immagino. Ha tirato fuori qualcosa di cui allora ero davvero inconsapevole. Giusto di recente ho ricevuto i risultati di tutti quei test e mi hanno davvero sorpreso. Principalmente le risposte che ho dato, e che hanno di conseguenza dato i risultati. È stato molto interessante quanto io e Tom Carroll siamo risultati diversi nel nostro approccio in generale. Un esempio divertente è stato quando Richard ha testato i nostri battiti cardiaci e lo stile di approccio ad un trampolino alto circa 10 metri in una piscina. C’erano alcuni palloni gonfiabili per attutire l’atterraggio, in modo da non farsi male nell’impatto. Tom è salito in silenzio, ha valutato la situazione con calma e con calcolata precisione ha centrato perfettamente i palloni. Io ho semplicemente corso e sono saltato dal trampolino senza


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Hai fatto qualcosa in particolare per allenare la tua mente per arrivare a questo livello? Che consigli puoi dare ai surfer che vogliono progredire in termini di dimensioni delle onde che surfano? Mi ripeto sempre che non c’è MAI alcun pericolo, che posso sopravvivere a TUTTO quello che l’oceano mi manda. Non combatto mai contro l’oceano, cerco sempre di scorrere insieme a lui. Se davvero volete surfare onde grosse, costringetevi ad aumentare le dimensioni delle onde che surfate. Cadete di proposito per vedere quant’è brutta. Potreste essere sorpresi.

guardare, ho completamente mancato i palloni e sono atterrato sulla schiena e sull’osso sacro. Il culo mi ha fatto male per almeno 3 mesi. Richard stava cercando di determinare gli schemi comportamentali dei big wave surfers. Immagino che io e Tom siamo l’esempio di come non c’è un approccio giusto o sbagliato quando si parla di surfare big waves. Ma a quanto pare Tom rientrava nella categoria dei normali. Io decisamente no. Oltre a un’impressionante tecnica e a un severa preparazione atletica, immagino che surfare onde così grandi richieda molta disciplina mentale e autocontrollo. Puoi darci un’idea di come fai a tenere la tua mente sotto controllo in situazioni estreme? In altre parole, come fai a non fartela sotto quando cavalchi dei giganti? La mia tecnica per surfare onde grosse richiede un 95% di lavoro mentale. È sempre meglio sentirsi forti e in forma per divertirsi al massimo surfando big waves, ma il lato mentale è più importante per sopravvivere. Se vai in panico, sostanzialmente, sei fottuto. Usi tantissimo ossigeno quando vai nel panico e sprechi energia essenziale per sopravvivere in situazioni pesanti. Io mi ripeto sempre che NON c’è pericolo, MAI!

I surfisti tendono a dire che il surf ha cambiato la loro vita. In che modo surfare onde grosse ha influito sulla tua vita e la tua personalità, come ha modellato la tua mente rendendoti la persona che sei ora? Il surf è stata una parte molto forte della mia vita e della mia personalità. La maggior parte delle persone ha paura delle onde grosse e penso che le persone abbiano paura di me e per me. Soprattutto in macchina. La gente se la fa addosso quando sono al volante. Mi piace viaggiare molto veloce sia a terra che in acqua. Devo chiedertelo. Come ci si sente ad essere in cima a uno di quei

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mostri? C’è qualcosa che ci si avvicina? La sensazione è comparabile a quando guidi veloce nel Nurburgring in Germania. Vivrei lì se si potesse surfare. Vuoi aggiungere qualcosa? Ho appena comprato una moto! LAKEY PETERSON Ciao Lakey, benvenuta su Surf Culture Magazine. Grazie di essere qui! Siamo curiosi di conoscere qual è il ruolo della mente nel surf dal tuo punto di vista. Ma prima, dicci qualcosa su di te. Qual’è la tua storia nel mondo del surf fino ad ora? E al momento, che cosa stai combinando? Ciao a tutti! Ho iniziato a surfare quando avevo circa 12 anni. Ho partecipato a qualche contest locale nella mia città natale di Santa Barbara, in California. Me ne sono davvero innamorata e ho finito per partecipare al World Tour a 17 anni. Adesso ne ho 21 e questo è il mio quarto anno nel tour. E’ stato un viaggio incredibile. Al momento, sto gareggiando in tutto il mondo nella WSL. Abbiamo 10 eventi nel corso dell’anno e ci stiamo avvicinando all’ultimo evento dell’anno a Maui, alle Hawaii. Quindi, adesso mi sto giusto preparando a quello!

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Come atleta, hai lavorato con Richard Bennett, lo psicologo del surf. Su cosa vi siete concentrati? In che modo è stato utile al tuo surfing? Lavorare con Rich è stata una grande esperienza. Il surf è uno sport che ha così tante variabili e così tante cose che sono fuori dal tuo controllo. Per questo, è molto difficile affrontarlo da un punto di vista mentale. Ci sono tantissime cose che possono andare male, indipendentemente da quanto ti sforzi. Detto questo, Rich mi ha davvero aiutato a lasciar andare le cose che non posso controllare e semplicemente seguire il flusso delle cose mentre accadono. Hai collezionato dei risultati impressionanti nelle competizioni. Come ci sei riuscita? E quanto è stato importante allenare la tua mente per questo? Un sacco di duro lavoro. Ahah onestamente metto tutta me stessa nel mio surfing. Faccio davvero del mio meglio. Voglio continuare a imparare e voglio diventare la migliore al mondo! La maggior parte della gente pensa che si tratti soprattutto di allenarsi fisicamente, ma in realtà lo strumento più potente che abbiamo come esseri umani è la mente. Quindi ho pensato: mi sembra piuttosto logico allenare la mia mente e diventare forte in quell’area.


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Hai la tua idea personale di come sia la mente del surfer? Cavolo, è una domanda difficile.. ahah ma credo che sia una mente aperta alle cose in costante cambiamento. È aperta alle variabili ed è molto in sintonia con l’oceano e la natura. Alcune abilità psicologiche chiave sono sicuramente cruciali nelle competizioni, ma che mi dici del free surfing? Credi che i surfisti che non gareggiano potrebbero giovare di un allenamento in questo senso? Beh, il free surfing è tutt’altra cosa rispetto ai contest in termini di disposizione mentale. Comunque, penso che anche se stai soltanto surfando in libertà avere una buona disposizione mentale sia utile. Ti dirò, penso che non importa quello che fai, non c’è motivo per non voler avere una mente forte che ti aiuta a goderti ancora di più le cose che ami. Surfando in tutto il mondo, ti sarai trovata in moltissime situazioni diverse, magari anche critiche. Puoi raccontarci qualche esperienza in cui le tue abilità mentali sono state particolarmente utili mentre surfavi? La mente mi ha particolarmente aiutato quando mi sono trovata tra onde più grosse e più pesanti. Ad essere sincera, ho avuto paura delle onde grosse per molto tempo. Essendo una pro surfer,

si è trattato di qualcosa che ovviamente ho dovuto superare. Negli ultimi anni mi sono trovata in alcune situazioni folli in cui la mia mente ha davvero giocato un ruolo enorme nel mantenermi calma e sicura di me. Nelle onde grosse è facile perdere il controllo della mente e dare di matto. La chiave è rimanere calmi ed essere logici. Oltre a surfare, ti dedichi a vari progetti che mirano ad aiutare le persone in modi diversi. Non posso fare a meno di pensare che la tua esperienza nel surf e la tua coscienza sociale siano in qualche modo connesse. È così? Come ha contribuito la tua vita nel surf a dare forma alla tua personalità, il tuo modo di pensare e le tue emozioni? Credo che crescere viaggiando così tanto e conoscendo culture diverse e persone di tutto il mondo mi ha fatto realizzare quanto sono fortunata a vivere dove vivo e avere tutto ciò che ho. Mi ha fatto desiderare di aiutare gli altri e di dare in ogni modo che posso. Prendermi il tempo per farlo è stata la parte più incredibile della mia vita. Davvero, non c’è alcuna sensazione migliore che aiutare gli altri.

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TWINSBROS SURFBOARD CLINIC FIilippo Eschiti e Giovanni Evangelisti ci raccontano le loro Dream Boards.

a cura di: Filippo Eschiti e Giovanni Evangelisti photo: Fabio Palmerini riders: Filippo Eschiti - Giovanni Evangelisti

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RDX (Filippo Eschiti Dream Board) Questa per il momento è la mia “dream board” e la utilizzo prevalentemente in Italia. È una tavola molto performante e versatile ed ha un ampio range di utilizzo. Onde piccole: su onde piccole, grazie al rocker poco accentuato, riesce a mantenere una buona velocità anche nelle sezioni più piatte permettendo al tempo stesso di avere una buona manovrabilità in surfata. Onde medie: su onde di 1 - 1,5m sicuramente questa tavola da il meglio di se. Grazie al suo tail round la tavola permette di avere una super velocità ed un ottima fluidità nei cutback. La sento molto reattiva sia in front che in back side permettendomi di provare qualunque manovra aerea. La consiglierei sicuramente a chi vuole avere un tipo di surfata completa in molte condizioni. Onde grosse: nonostante questa tavola sia nata come un modello “small wave”, assettandola con il giusto set di pinne (io uso le scarfini HX 2.5) può ritrovarsi molto utile anche in situazioni di onde impegnative e tubose anche fino a 2m. Il rocker accentuato sul nose e il suo spessore facilitano la partenza ed i late drop.

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SHOOTER (Giovanni Evangelisti Dream Board) Questo modello lo consiglio vivamente a chi ama surfare onde consistenti, tubanti e di una certa misura. Amo fare tubi per cui nel mio quiver non può mancare assolutamente questa “spada”! Onde piccole: non è sicuramente adatta a chi vuole surfare onde piccole. Non l’ho mai provata in queste condizioni. Onde medie: non essendo un vero e proprio gun si comporta bene anche con onda media e non molto impegnativa. In queste condizioni garantisce una buona manovrabilità ed un’ottima velocità. Onde grosse: grazie al volume distribuito nella maniera giusta questo modello mi permette di anticipare il take off in quelle situazioni in cui sicuramente non fa male. Mi piace molto come il tail round-pin ed il rocker accentuato mi permettono di mantenere la velocità e di disegnare buone traiettorie nei tubi.


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sequence by: Lorenzo Carretta

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MATTIA MIGLIORINI BALI TRIP 2015 Mattia Migliorini ha recentemente trascorso un mese in Indonesia, dove per la prima volta a potuto surfare alcune delle migliori onde Balinesi. Abbiamo voluto fargli qualche domanda per scoprire come è andata.

Ciao Mattia, per la prima volta, hai surfato assieme a tuo padre le onde di Bali? Cosa hai provato? Il primo giorno che siamo andati in mare ho provato un forte entusiasmo ed una forte emozione,e subito dopo una sensazione di relax,di rilassamento.Bali è un posto magico L’Indonesia è il paradiso dei goofie, come te. La tua onda preferita che hai potuto surfare? Sicuramente l’onda che ho surfato di più è il corner di Uluwatu,un’onda lunga ripida e intensa che dà il massimo a media-bassa marea.Credo proprio che sia la miglior sinistra che ho mai trovato sono a oggi all’estero. Bali, è un posto dove vorresti vivere per tutta la tua vita? Bali è un posto fantastico ma non so se riuscirei a passare tutto l’anno lì;piuttosto per me sarebbe perfetto lavorare durante il periodo estivo in Italia e poi passare il periodo invernale in Indonesia. Molte volte, quando si parla dell’Indonesia emerge il problema dell’inquinamento, cosa pupi dirci a riguardo? Sono rimasto colpito negativamente dal grosso traffico e

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inquinamento che c’è per le strade di Bali. È impressionante il numero di macchine e motorini che si incontrano alle rotatorie ed in certi momenti sembra di non riuscire a respirare. Spesso poi nel tragitto che si fa a piedi per raggiungere alcuni Spot si trovano mucchi di spazzatura che è una cosa strana in posti così incontaminati e forse la responsabilità è in parte anche dei surfisti stessi

ragazzi molto bravi a fare surf e tranquilli quindi un’ambiente che mi ha anche aiutato a migliorare surfisticamente. Uluwatu poi per questo è uno spot incredibile:il 31 dicembre e il1 gennaio ci sono state condizioni perfette e quindi decine e decine di persone in acqua ma nonostante questo ci sono state onde per tutti sparse sui vari picchi. Uluwatu da questo punto di vista è una vera e propria macchina da onde!

Che tavole hai usato? Nel mio viaggio a Bali ho utilizzato 3 tavole che mi ha fatto proprio per l’occasione Antonio Aguirre il mio shaper peruviano della Black magic surf board.Con mare piccolo ho usato una 5,7 17-7’8 per 2,1-4 in epoxy che è lo shape che uso in prevalenza in Italia.poi ho usato per le onde più belle una 5,9 17.3-8 per 2-1-8. che è una tavola molto tirata,bassa di spessore e con i tail molto allungati ed è stata perfetta per l’Indonesia.Infine ho utilizzato alcune volte la 5,10 per 17-3-8 per 2.1-4.quando il mare è stato più grosso. Voglio ringraziare Antonio che tutte le volte riesce a fare delle tavole perfette per me.

Il tuo cibo Balinese preferito e perchè: Il mio cibo preferito sicuramente è il Nasigoren cioè riso con la verdura e si trova un po da tutte le parti nei Warung;questo piatto è perfetto per il surf perchè oltre ad essere buono da molta energia ed è facilmente digeribile di modo che appena mangiato puoi rientrare subito in acqua senza pericoli di congestioni.Comunque è buonissima anche la pizza che fanno a Casa Asia e la birra Bingtan.

Come hai vissuto l’affollamento degli spot? Ho vissuto bene l’affilamento in mare perchè ho sempre trovato

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a cura di: Surf Culture Staff photo: Fabio Palmerini, Michele Chiroli, Giacomo Francesconi, Marcello Rugai


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L AURA ROMEO Lei è Laura Romeo ed oltre ad essere una bravissima illustratrice è una grandissima fan di SurfCulture, ecco le sue opere e la sua bio. Who is the Laura Romero Illustration ? I was born in a little village not far from Barcelona in 1991. Since I have use of reason, I became an artist painter, I did not take neither drawing lessons nor courses. I started like other artists, drawing famous cartoons from our favourite childhood series until 2008, when I set up my bachelor. That was the point when I decided to move forward as a graphic and leather designer. Was in 2013 when I thought that I had to be focused on illustration as a freelance. Yet, 2014 was the year that I created my own style after this long period. In these times, I split my time between my studies and my passion, illustration. Developing new artworks throughout the orders that I have from different inputs and photographical orders as well. In my paintings the main theme is the women figure which I paint using diferent techniques such as graphite and aquarelle. But, due to other requirements, I kicked off using the male figure into my portfolio. After all of that, in 2015, I had the pleasure to make my first exhibition called “Cuatro Manos y veinte melodias” – Four hands and twenty chants – basically based on different kind of artworks, each of them, related to different international glorious musicians. It gave me the opportunity to appear, for the first time, in a national media coverage, TV1 (Televisión Española). Nevertheless, I am still working on myself to improve my skills as an artist to become a referent in this sector and, above all, I will never stop learning for those things that I feel passion of.

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QUIKSILVER PRO GOLD COAST 2016 Le migliori foto ed il report ufficiale.

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COOLANGATTA, Queensland/AUS (Wednesday, March 16, 2016) Australians Matt Wilkinson and Tyler Wright emerged victorious today, claiming the Quiksilver and Roxy Pro Gold Coast titles respectively, in clean three-to-four foot (1 metre) waves at Snapper Rocks. The opening events on the 2016 Samsung Galaxy WSL Championship Tour, the Quiksilver and Roxy Pro Gold Coast pres. by BOQ showcased the world’s best surfing, massive upsets and a significant tone-setting for the season ahead. Wilkinson’s victory today marked his maiden on the elite Championship Tour with the Australian putting on an exciting performance throughout the event, pushing scorelines and knocking out top-seeded opponents. The goofy-footer unleashed a variety of technical maneuvers to solidify his position atop the ranks of the Jeep Leaderboard. Wilkinson previously dispatched reigning World Champion Adriano De Souza (BRA) and last year’s event winner, Filipe

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Toledo (BRA). Wilkinson faced Kolohe Andino (USA) in the Final and the frontside verse backside match-up did not disappoint. The two battled wave for wave, with multiple lead changes throughout. Wilkinson took an early lead with an 8.60 opening score and held off Andino until halfway through. Andino took the lead and stayed busy as the time ticked down, while Wilkinson waited for a wave. The Australian’s patience paid off with a 5.60 point ride at the six minute mark to regain the lead. With thirty seconds left on the clock Andino caught a wave to chase the 7.38 score needed, but Andino’s efforts were not enough. Wilkinson won the event 14.22 to 13.66. “I started this year with a win in the Qualifying Series and to win this event felt amazing. I did not expect this but I was hoping for it,” said Wilkinson. “My heat against Adriano is the kind of heat where I usually lose. I just got the score right at the end and it gave me the fire to make me feel like the ocean was on my side. I surfed well with so much pressure on, and I knew I hadn’t gotten a great Snapper wave this whole event, and that first wave of the Final had two really nice sections at the start. I am so stoked to


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win. I was hoping to make it in the top five or ten this year, and I have been at the back end of the teens for the last few years, so this is a different start,” continued Wilkinson. “I feel like I have matured a lot in my heat surfing and in my surfing in general. Hopefully I can put a lot of heats together this year and win the Title.”

and committed, winning each heat leading up to the Final. Today was the 10th match-up for Wright and Conlogue, adding a 7th win to Wright’s tally. Wright and Conlogue went wave for wave to start the heat, but Wright continued to outperform her previous wave scores to give her a control halfway through the Final. Wright showcased her powerful rail-to-rail surfing, with a clean and precise rhythm. Wright landed a 14.67 over Conlogue’s 10.94 to give Wright her second Roxy Pro Gold Coast Title. Wright will wear the yellow jersey going into Bells. This was Conlogue’s highest finish at this event, as it was her first Finals appearance on the Gold Coast.

“There are so many great surfers that went out early in this event or did not make the final, so I am stoked, but obviously I wanted to win that final really bad,” Andino said. “I guess it is like the first loser, so it is going to fire me up even more. I am excited for the rest of the year. Obviously, I’ve got big goals and big plans, but it’s a long year. I’m trying to stay even-keeled with my attitude in surfing.”

“The last few months and everything that has happened, it has been such an experience and a crazy one. It brought so much clarity for me and simplified everything so I could come here and absolutely be my best on the day. It made me realize that I want to win a World Title and I want to do it my way.” “I want to verse the best, and Steph (Gilmore), Carissa (Moore),

The final match-up of the Roxy Pro Gold Coast saw Tyler Wright (AUS) battle Courtney Conlogue (USA) in an epic clash. Wright looked smooth and powerful, claiming a win at the first event of the season and climbing the Jeep Leaderboard ranks to earn the top spot. Throughout the competition, Wright stayed focused

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Courtney (Conlogue) and all the girls on Tour, they are all the best. I just want to do my own thing. I’ve known for a long time that I could win and it is having that belief and going out in heats saying ‘Yes, you’ve got this - just get it done.’” “I want to thank Micro [Glen Hall] for being in my corner and helping me out, as well as my family and Rip Curl and everyone who came down today and supported us. It has been absolutely incredible so thanks.” “It was an amazing final as I always wanted to have a heat against Tyler, and she surfed absolutely stellar,” said Conlogue. “ I’m really looking forward to being at Bells and starting over again. I thought every heat was a challenge posing obstacles I had to overcome. Your biggest challenge is usually you and the ocean and trying to get yourself on the right waves and creating those opportunities to perform. I am happy to be out here. To be able to surf Snapper with only a few women out there is amazing.” Filipe Toledo (BRA), defending Quiksilver Pro Gold Coast Champ and favorite to win the event, was injured after trying to

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perform an air-reverse in the Semifinals. Toledo fought through his injury to score a 13.27, but Matt Wilkinson (AUS) came back with a 14.43 two-wave combined score, earning a 6.60 in his last wave to advance to the Finals. “I went for the air on the last maneuver of the wave and when I was landing the wave just came up on my board and put the pressure on my leg, which went up and sideways,” Toledo said. “I kept surfing after that and it was painful. But now I am good. I am not dying at all, I am just feeling a lot of pain. Besides that, I am happy with my result. I was surfing good and the board was good.” In a major upset, Matt Wilkinson (AUS) knocked out reigning World Champion, Adriano De Souza (BRA), in the Quarterfinal match-up. De Souza began the heat with a relaxed approach, where Wilkinson took an early lead, but De Souza snagged the lead right back from Wilkinson. Needing a strong second-wave score to defeat the World Champion, Wilkinson caught a buzzerbeater giving him a 0.43 edge to eliminate De Souza. “He [Matt Wilkinson] has been surfing good with a nice rhythm


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as well,” De Souza said. “It was a tough heat. He got the score he needed right at the end. I’ll just keep fighting. It is another result where I’ll walk away thinking I can do better, I can improve. I’m definitely hunting for a good result at Bells.”

score to answer back to Wright’s 8.50. Wright beat the three-time World Champion 14.17 to 14.00 despite a strong event showing from Moore who swept all heats leading up to the Quarterfinals. “Two minutes to go, I still feel like that was a lot of time,” said Moore. “Just the way that the waves were coming in I was losing a little bit of faith there, but wanted to fight all the way to the end. I am stoked for Tyler. It is good to see she is surfing really well and she’s in rhythm with the ocean. I think for me the most disappointing part of it is that I never felt like I opened up the entire event. It’s just one of those events where I didn’t feel like I really clicked. I am super stoked to start off the year with the semis, not bad.”

Stuart Kennedy (AUS) continued his streak of upsets as he eliminated John John Florence (HAW) from the competition with a buzzer-beater ride in the last heat of the Quarters. Kennedy, who gained entry into the event as an injury replacement, earned a 15.23 combined two-wave score to defeat Florence’s 14.00. “I learned so much coming out of last year and I’m putting it all together this year and figuring out how it all fits together,” Florence said. “The Quarters isn’t a super bad result at all. I am confident going into the next events. I love Bells and Margaret. I am looking forward to doing some carves.” Carissa Moore (HAW), reigning WSL World Champion and last year’s event winner, was defeated by long-time rival Tyler Wright (AUS) in the Quarterfinals. Moore was not able to find a second wave

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FILIPPO ORSO INTERVIEW Qualche domanda al surfer ligure Filippo Orso, new entry nel team RipCurl Italia. a cura di: SurfCulture Staff rider: Filippo Orso photo: Matteo Musetti

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photo: Stefano Mainiero

Ciao Filippo, dopo anni di lontananza dai surf contest ti ritroviamo sotto una nuova veste di atleta per RipCurl Italia. Raccontaci di questa nuova avventura: Ciao Ragazzi purtroppo si , è qualche anno che sono lontano dalle competizioni e questo mi dispiace moltissimo, molto spesso sono in giro per il mondo con i miei surf camp con surf to live e la stagione estiva la passo in Spagna a playa de Somo vicino a Santander tra le onde dell’oceano atlantico a fare l istruttore e coach ai più piccoli. Ammetto che le gare mi mancano molto , essendo una persona competitiva non è facile stare lontano dai surf contest come non è facile trovare stimoli per andare avanti sulla strada di un vero atleta. Proprio l’estate scorsa è iniziato un bellissimo rapporto tra me e rip curl marchio leader nel surf con gli atleti più forti del mondo tra cui Mick Fanning , Gabriel Medina , Wilko ecc. La proposta di far parte della loro famiglia come atleta ammetto che mi ha fatto tremare le gambe, ho accetto subito senza pensarci 2 volte e ne sono contentissimo.  Un marchio stupendo con ragazzi pieni di energia e di progetti basta vedere l i nuovi Rip Curl store (Levanto, Andora, Milano

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Marittima ecc) negozi monomarca o l’ultimo Rip Curl grom search svoltosi a levanto nel week end di pasquetta , tutte cose che qualche anno fa ci sognavamo . La tua collaborazione con SurfToLive prosegue da molto tempo. Cosa hai da dirci in merito? Quale è il segreto per il successo nella organizzazione dei surf camp? Ebbene si ormai sono anni che faccio da porta bandiera per Surf To Live la mia seconda famiglia. Che dire un ambiente pulito pieno di amici e gente sorridente che ama e vive il mare proprio come me. Quest’ anno come ogni anno siamo presenti in mezzo mondo ma per gli appuntamenti estivi vi aspettiamo in europa che è la meta migliore dove trascorrere l’estate tra le surf house di Playa De Somo , San Sebastian , Bilbao e Fuerteventura  dove ci saranno atleti esperti del nostro team a darvi consigli e migliorare il vostro surf. Organizzare surf camp non è per niente facile anzi , non è facile mettere d’accordo un gruppo di surfisti, non è facile far andar bene uno spot a tutti ma ormai abbiamo una certa esperienza e andiamo alla stra grande!


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photo: Antonio Muglia

Da quest’anno RipCurl Italia si è attivata su diversi fronti ed ha iniziato la stagione 2016 alla grande con l’organizzazione del primo RipCurl Grom Search a Levanto. Tu hai vissuto in prima persona questo evento. Raccontaci come è andata: Si , come ho già detto Rip curl Italia si sta dando molto da fare ed è riuscita ad organizzare un fantastico evento nella cornice di Levanto vicino alle 5 terre meta ormai di tutti i surfisti del nord d’italia e d’europa. Un’ evento durato due giorni un po penalizzato dalle condizioni meteo marine del primo giorno , ma come si dice “The show must go on” infatti i ragazzi si sono divertiti e poi sfidati sull’onda finta con i vari tipi di skate dal carver ai più tradizionali.

Negli ultimi anni hai avuto diversi infortuni che in alcuni casi ti hanno tenuto molto tempo lontano dal mare. Cosa fai in quei momenti per non impazzire? Gli infortuni fanno parte di un atleta, ma è meglio non pensarci e guardare avanti, allenarsi e fare il proprio surf . Ringrazio come sempre la mia famiglia che mi ha dato questa opportunità e che mi supporta sempre , ringrazio i miei amici più cari che non capiscono nulla di surf ma ci sono sempre , i miei amici surfisti con i quali condivido session indimenticabili, i miei sponsor da Rip Curl , Vans , Turtle surf shop per tutto il materiale tecnico , surf to live , Raen optic e Sequoia surfboard con la quale è nata una nuova collaborazione e come non potrei ringraziare la mia Fidanzata, surfista anche lei , che veramente mi sopporta in ogni occasione.

Un giorno di festa che si è concluso premiando il trik più surf style con 5 gg nella surf house di Surf To Live in Spagna. Il giorno dopo grazie a dio le onde sono arrivate e cosi ha preso il via il Rip Curl grom search 2016 , gli atleti si sono sfidati su un onda di circa 50/70 cm nello spot “la gritta” molto tecnico su roccia , giovani atleti con livello già molto alto . E’ stato un vero spettacolo per gli occhi e una bella cosa per il surf Italiano .

Grazie a dio condividiamo questa passione quindi è tutto molto più semplice e le piatte sono meno noiose! Un abbraccio a tutto lo staff di surf culture e grazie per questa intervista saluto tutti e ci vediamo in mare.

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POR TOGALLO TRIP 2015 ROAD TRIP BY IVAN TROVALUSCI

Il mio recente viaggio in Portogallo è stata una delle più belle esperienze belle e incredibili della mia vita. Nato in poco meno di una settimana un pò per caso, un pò per scherzo, ma sopratutto per mostrare una gara di professionisti a mio fratello minore, il RipCurl Pro Portugal 2015.

Vedere Nazarè con i propri occhi è un’esperienza che consiglio a tutti, amanti e non di questo sport, perchè regala emozioni impossibili da scordare. Dal vivo rende molto, ma molto di più! Io sicuramente molto presto tornerò, da quando sono tornato sento il bisogno di vedere nuovamente quel posto.

Siamo arrivati in Portogallo due giorni dopo l’ inizio del waiting period dell’evento, con il primo round appena terminato, con Il nostro trip si è concluso dopo altri due giorni tra avventure delle previsioni un pò incerte ma con una bella swell in arrivo, casuali nelle campagne Portoghesi, cittadine sconosciute e perfetta per Nazarè. disabitate, fuori strada poco consigliati e la ricerca di posti sperduti a caccia di qualche pro in free session. Il primo giorno di gara è stato veramente fantastico. Fin dalle prime luci del mattino le onde rompevano perfette, il tempo non era un granche ma le condizioni del mare erano eccezionali; appena arrivati sono riuscito a immortalare con la a cura di: Ivan Trovalusci mia fotocamera un tubo di Joel Parkinson; non potevo crederci! Le onde sono state perfette per tutto il giorno fino a buio, una vera maratona di dieci ore, no stop. Purtroppo o per fortuna è stato l’unico giorno di contest per noi. Nonostante questo non sono mancate clamorose eliminazioni, colpi di scena, air, tubi e manovre davvero radicali. Davanti alla mia lente sono passati tutti i migliori surfisti del mondo, sfidandosi tra di loro fino all’ultimo secondo, fino all’ultima onda. Il giorno seguente ci siamo goduti un po di sano freesurf davanti al campo gara e una bella esplorazione molto “wild” lungo la costa Portoghese fino al calar del sole. Stanchi ma divertiti la sera ci siamo messi a guardare le previsioni per il giorno dopo consapevoli che in arrivo c’era una bella swell, molto grossa e consistente. A Peniche, dove si svolgeva il Ripcurl Pro le previsioni preannunciavano molto vento, la chiamata della gara era molto incerta, quindi confrontando qualche sito e qualche persona abbiamo deciso di dirigerci verso Nazarè, famosa per le sue onde gigantesche, sperando di azzeccare la scelta. Un pò di autostrada, qualche via per la campagna e per qualche cittadina fino a destinazione. L’adrenalina ha subito iniziato a circolare nel corpo, il mare era bello grosso e dalla strada si vedevano già rompere queste grandi onde di fronte all’immensa scogliera. Come da consueto però il tempo non era dei migliori, tratti di pioggia e sole accompagnati da un leggero venticello di terra. Con il passare delle tempo, le onde incominciarono a regolarizzarsi, ad ingrossarsi ed a rompere sempre più lontano. Ad un tratto dal porto di Nazarè iniziò un via vai di moto d’acqua, segno che qualcosa si stava muovendo, fino all’arrivo di due surfisti. Uno di questi era Sebastian Steudtner. Per circa due ore è stato uno spettacolo continuo, l’emozioni sono state indescrivibili, onda dopo onda, sempre più grossa, piano piano sempre più nell’ inside fino al set gigante, con l’onda del giorno surfata da Steudtner di circa 20 m. Le tante persone sulla scogliera urlavano e applaudivano impazzite. Effettivamente quell’onda era veramente grossa!

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REPORT DI UNO DEGLI EVENTI PIù PARTICOLARI NELLA SCENA SURFISTICA ITALIANA. l It’s already ten years that a group of crazy surfers are meeting every year at Carnival to challenge the cold wave of Tyrrenian sea in their carnival masks. It started like a joke, an idea of a small surf club called “Soul Riding Association”, and it’s gaining every year more and more fans! According to the organizer “The real challenge is not to ride the biggest wave but to wear the most incredible mask, this is what surfers involved in our expression session look for every year. It is really fun how our surfers try to dissimulate and to hide the mask they are going to wear to their friends and other participants. So it is very exciting to go down to the beach and wait for the masked surfers to appear. The competitions is usually held on Saturday or Sunday so most of our surfers arrives still drunk since the night before. Many of them realize what they are really doing only when the first cold wave smash on them”. The competition is held every year in front of the dock of Viareggio. It is a nice spot and the atmosphere in the water is unique, everybody is relax and no one cares about priorities. In ten years we have seen many legendary masks as: Django, the Pope, the Pilot, Garibaldi, the Shark, the Viking and Jesus. This year the Rastaman won the competition. The jury liked his way to surf and play guitar at the same time. He won the prize donated by Teddy Palomino Surfshop, the only one that supports the competition since 10 years. Probably in this moment there are surfers at home and at work that are thinking how to mask next year to win the “Surfando a Carnevale 2017”.

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Si è tenuta la decima edizione di “Surfando a Carnevale”, l’originale surfata in maschere di Carnevale coordinata dall’Associazione Soul Riding  e sostenuta dal surfshop Teddy Palomino. Ebbene sì, passano gli anni, cadono i capelli, si afflosciano gli addominali, qualcuno è diventato pure genitore ma resta alta la voglia goliardica di sfidare l’infinito ed affermare il proprio IO hegeliano a bordo della tavola da surf. In parola povere: “la voglia di fare i bischeri”. E’ stata una bella edizione, acqua con temperature accettabili e qualche buona onda, che ha  visto la partecipazione di una ventina di maschere di altissimo livello di fronte al Molo di Viareggio. Difficilissimo, quindi, il compito per la Suprema Giuria che ha decretato il podio così: primo premio  Farina Marley  (Francesco Farina vestito da Rastaman), la  Casalingua  (Bebe) al secondo posto, medaglia di bronzo per  Ualker Texas Ranger  (Daniele Pucci). Non riesce il piazzamento all’originalissima coppia “I magnifici due” (Elisa Palmerino e Rosario Lo Porto). Il premio morale viene aggiudicato e non poteva essere altrimenti  al surfista mascherato da “Gesù” (Andrea Orsi) mentre quello per la creatività va alla “Madama Butterfly” (Marco Barsella). Medaglia di legno ai restanti partecipanti: Adamo, Banana Split, il Ragioniere Filini alla partita di Tennis, Batman e Gino Gino Pilotino. Appuntamento – forse – al prossimo anno.


a cura di: Associazione SOUL RIDING

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Monster Energy’s John John Florence Wins the Quiksilver In Memory of Eddie Aikau Invitational Teammates Shane Dorien Takes Third and  Makuakai Rothman Takes Sixth   Corona, California  – February 29, 2016 – Monster Energy congratulates John John Florence, North Shore, Hawaii, on his monumental win at the Quiksilver Eddie Aikau Invitational at  North Shore’s iconic Waimea Bay, the world’s most prestigious big-wave surfing event with the world’s best bigwave talents competing for the sacred title.  As the one of the youngest to ever win in his first Eddie Aikau event, Florence made history and walked away with $75,000. Hawaiian Monster Energy teammates Shane Dorien and Makuakai Rothman take amazing third and sixth in the event.   Referred to as “The Eddie,” the event calls for such massive surf that it has only run nine times in its 31-year history and this year’s conditions were as big as its ever been with faces up to 60 feet.    The unique format consists of a seven-man matchup where the final score is comprised of their top four rides of the day (waves

are judged on a 1-100 scale). With a 28-man field, the best bigwave surfers in the world and endless big waves on tap, this was one of the most competitive Eddie Aikau events in history, and thousands of spectators came out to witness history in the making.   The hometown hero Florence was able to best former event winners like Kelly Slater and Ross Clarke-Jones all the way to the podium with a 301-point score out of 400.  His win will serve as a lifetime achievement and legendary tribute for the history books, as well as a momentum boost as he heads into the first WSL Championship event at Snapper Rocks for the Quiksilver Pro Gold Coast starting on March 10. Florence continues to progress and define the future of surfing.   “I don’t even know what to say I’m so full of adrenaline right now,” said Florence. “It’s one of the most special moments of my life.”   “The Eddie” honors the late Eddie Aikau, a former Hawaiian lifeguard and big-wave surfer who disappeared in 1978 at sea while attempting to save fellow crew members of a stricken vessel.

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a cura di: Alessandro Cinquini

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BL ACKWAVE MAROCCO SURF TRIP Alcuni scatti esclusivi realizzati dal nostro collaboratore Gian Paolo Vanni durante il recente surf trip organizzato da BlackWave.it in Marocco. Uno scorcio su quello che è stato uno dei migliori surf trip mai fin ora organizzati, dove, surfisti di ogni genere e con ogni tipo di tavola, accompagnati da istruttori qualificati come Nicola Bresciani e Matteo Fabbri, hanno potuto assaporare alcune delle splendide onde del Marocco. Un viaggio che racchiude l’essenza della qualità che offre l’Associazione BlackWave che in questi ultimi anni si è specializzata nell’organizzazione dei surf trip in ogni parte del mondo. A questo link potrete vedere il video report dell’intero viaggio: https://youtu.be/3I8JuDAcuGY

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SURFFCS.COM

SurfCulture Digital Volume 22  

The best Italian Digital Magazine. (Exclusive, interviews, photos and more). Volume 22_2016. Follow us on: Official website: www.surfculture...

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