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5 Gemini Srl - Via Cenisio 50 - Milano 20154 - ITALY - Trimestrale - Poste Italiane Spa - Sped. in A.P. D.L. 353/03 (conv. in L. 27.02.04, n° 46), art. 1, c. 1, - LO/MI - Gennaio / Marzo 2019 - Anno 2°

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15TH - 18TH OCTOBER 2019 PORDENONE FAIR www.exposicam.it

Exposicam srl Via G. Carducci, 12 .JMBOt*UBMZ Tel: +39 0286995712 JOGP!FYQPTJDBNJU

INTERNATIONAL EXHIBITION OF COMPONENTS, SEMIFINISHED PRODUCTS AND ACCESSORIES FOR THE FURNITURE INDUSTRY


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b-COVER

SURFACES AND MORE PROTAGONISTA DELLE RUTILANTI GIORNATE DELLA MILANO DESIGN WEEK Ci siamo! Milano torna al centro della scena mondiale durante le giornate internazionali del design che dall’8 al 14 aprile prossimi renderanno la città un palcoscenico imperdibile per coloro che amano il design e l’arredo, grazie al “combo” espositivo del Salone del Mobile e del Fuorisalone. Una settimana dove tra la fiera e la città ci si potrà muovere tra oltre mille eventi, party, esposizioni e installazioni. Una settimana in cui la nostra Rivista sarà

anch’essa protagonista portando all’attenzione degli amanti del design provenienti da tutto il mondo il meglio dei prodotti da rivestimento e le più innovative soluzioni stilistiche e progettuali del segmento superfici per l’arredo e l’architettura di qualità. Surfaces and More sarà distribuita sia al Salone del Mobile che al Fuorisalone, nei numerosi distretti cittadini coinvolti, come Brera, Tortona, Isola Design District, 5 Vie Art + Design, Porta Venezia, Ven-

tura Project, Lambrate, Milano Durini, Porta Romana, Area Bovisa e Zona Sant’Ambrogio. Ma Surfaces and More sarà, come detto, presente anche all’intero dei padiglioni del Salone del Mobile a Rho, ambasciatrice specializzata di tutti i materiali idonei a impreziosire e arricchire tutti gli ambienti di un’abitazione. Cercateci a Milano, non sarà difficile trovarci! Robert Adam

SURFACES AND MORE SHINES AMIDST THE SPARKLE OF MILAN DESIGN WEEK Here we are! Milan returns to the center of the world during the international design days that from April 8 to 14 will make the city a must to visit for lovers of design and furnishings, thanks to the combination of the Salone del Mobile (Furniture Show) with the FuoriSalone. A week in which the city will be hosting more than a thousand events, parties, exhibitions and installations. A week in

which our magazine will also shine, bringing to the attention of design lovers from all over the world the finest covering products and most innovative ideas in the sector of surfaces for quality furnishings and architecture. Surfaces and More will be distributed at both the Furniture Show and the FuoriSalone in the many parts of the city involved in it like Brera, Tortona, Isola Design District, 5

Vie Art + Design, Porta Venezia, Ventura Project, Lambrate, Milano Durini, Porta Romana, the Bovisa area and Sant’Ambrogio zone. And Surfaces and More will also be found in the pavilions of the Furniture Show in Rho, an ambassador specialized in all the materials suited to embellishing and enriching all the rooms of a home. Look for us in Milan, we won’t be hard to find!


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Edizione n° 5 Cover Story:

Gemini Srl - Via Cenisio 50 - Milano 20154 - ITALY - Trimestrale - Poste Italiane Spa - Sped. in A.P. D.L. 353/03 (conv. in L. 27.02.04, n° 46), art. 1, c. 1, - LO/MI - Gennaio / Marzo 2019 - Anno 2°

A detail of Decidedly Jazz Danceworks new space, Calgary. Design: DIALOG Photo Credit: Ema Peter Photography

Sommario Contents SURFACES AND PROJECTS│pp. 4 - 93 SUPERFICI FUNZIONALI E COLORATE PER LA RISTRUTTURAZIONE DI UN DUPLEX A BROOKLYN

PRACTICAL, COLORED SURFACES TO RESTRUCTURE A DUPLEX IN BROOKLYN MALESIA: LAME D’ORO E RAME PER LE PROVOCATORIE SUPERFICI DELL’HEADQUARTER MANTAB

MALAYSIA: GOLDEN AND COPPER BLADES FOR THE SURFACES PROVINCES OF THE HEADQUARTER MANTAB PATTERN GRAFICI E COLOR GRAFITE PER LE SUPERFICI EFFETTO “WOW” DI UN CAR-WASH A MOSCA

GRAPHIC PATTERNS AND GRAPHITE COLOR FOR THE “WOW-EFFECT” SURFACES OF A MOSCOW CARWASH UN’ESPLOSIONE DI COLORI E ATMOSFERE ALLA ALMODOVAR PER LE SUPERFICI DI UN RISTORANTE A MADRID

AN ALMODOVAR-STYLE EXPLOSION OF COLORS AND ATMOSPHERES FOR THE SURFACES OF A RESTAURANT IN MADRID

SURFACERAMICS│pp. 94 - 103 BLUSTYLE BY COTTO D’ESTE ⎥ CASALGRANDE PADANA ⎥ CAESAR ⎥ KEOPE ⎥ PIEMME

CASE STUDY│pp. 104 - 106 SWISS KRONO

STATE OF THE ART - STATE OF THE FAIR│pp. 107 - 112 BENCORE ⎥ CLAYHAUS ⎥ HARO ⎥ MOSAICO+ ⎥ SWISS KRONO ⎥ MADE EXPO


Aziende Company Index

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CERAMICA GIOVANNI DE MAIO ______________________________________39 CERSAIE _____________________________________________________III COV. INTEREXPO _______________________________________________________77 KALINGA STONE___________________________________________________63 LIOLI CERAMICA___________________________________________________21 MARMOMAC _____________________________________________________53 SARDEGNA MARMI S.IM.IN___________________________________________9 SICAM _______________________________________________________II COV. SWISS KRONO ____________________________________________________71

Gennaio-Marzo 2

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January-March

TABU ____________________________________________________________31 XIAMEN STONE FAIR _______________________________________________87

Surfaces and More is published quarterly by Gemini Srl - Via Cenisio 50 Milan 20154 - ITALY Managing editor: Flavio Marabelli flavio.marabelli@gmail.com Editorial staff: Robert Adam editor@surfaces-more.com Pasqualino Pietropaolo press@surfaces-more.com Advertising office: Donatella Alzetta donatella@surfaces-more.com Mattia Codazzi mattia@surfaces-more.com Accountancy office: Elisa Cavalmoretti English translation: Chama Armitage Rogate Graphic design and typesetting: Negro Stefano info@studio-grafico-negro-stefano.it Printing: Castelli Bolis Poligrafica SPA Via A. Volta, 4 - Cenate Sotto (BG) All rights for any form of reproduction or translation of content are reserved. The reproduction of an article or of part of it without the consent of the publisher is forbidden. Any manuscripts, photographs or other material received will not be returned even if published. The publisher assumes no responsibility for opinions expressed in editorial articles or advertisements. Articles in standard type / Advertising features in italics. Gemini s.r.l. under Article 2 paragraph 2 of the Code of Ethics relating to the processing of personal data in the exercise of journalism, disclose the existence of a database of personal editorial use at headquarters in Milan, in Via Cenisio, 50. Those interested can contact the owner of data processing at the above place to exercise the rights provided by Law No 675/96. SURFACES AND MORE Authorization n. 13, 17-01-2018 High court of Milan “Periodicals postage is paid at Rahway, N.J. SURFACES AND MORE is published in March, June, September, December by GEMINI SRL Annual subscription rate: euro 5,00.


UN’ESPLOSIONE DI COLORI E ATMOSFERE ALLA ALMODOVAR PER LE SUPERFICI DI UN RISTORANTE A MADRID Il design dell’AXEL Hotel in Atocha Street a Madrid sovrappone una serie di reminiscenze storiche creando un mix stilistico esplosivo. Innanzitutto, a influenzare le atmosfere del progetto è il contesto della sua location, una zona privilegiata nel cuore del quartiere letterario di Madrid dove si colloca il suo involucro architettonico, ovvero un palazzo

teri diversi e differenti consistenze materiche. In quella che era l’entrata originale del palazzo riservata alle carrozze trainate dai cavalli, oggi si trova l’ingresso principale dell’Hotel che divide la parte maggiormente aperta al pubblico – ovvero quella del ristorante - in due ambienti distinti. Entrambi gli spazi sono tuttavia progettati secondo lo stesso

Gli elementi principali degli interni di questo colorato universo sono i due banconi rossi che dominano le due stanze e che per tutta la mattina funzionano come tavoli da buffet per la colazione, tramutandosi in piani da birreria e snack-lunch - nel più puro stile di Madrid - durante il resto della giornata. Un altro elemento importante della cultura popolare di Madrid

Photo Credit: ADRIÀ GOULA via v2com

storico del diciannovesimo secolo. A queste premesse si aggiunge la scelta progettuale di attingere alle suggestioni più tradizionali e popolari della cultura madrilena. Per raggiungere questo obiettivo e rappresentare appieno la specificità urbana della città, la strategia compositiva degli architetti de El Equipo Creativo si è orientata a un uso estensivo delle campiture di colore, un elemento che accompagna il visitatore lungo tutte le aree dell’Hotel nelle cui diverse zone le superfici e gli elementi cromatici assumono carat-

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concept architettonico e con il medesimo obiettivo stilistico: la creazione di un'atmosfera spensierata dotata di un carattere vivace e variopinto che nell’allestimento degli interni utilizzi grandi elementi grafici di colore che richiamino la provocante "Movida Madrileña" e riecheggino l'universo visivo ideato e ricreato da Almodovar nei suoi film. Il nome stesso di questo ristorante ricavato all’interno dell’AXEL Hotel, ovvero “Las Chicas, Los Chicos y Los Maniquies”, è il titolo di una nota canzone della movida locale le cui parole sono tutt’oggi parte della cultura popolare di Madrid.

sono i classici negozi di quartiere con le loro spaziose vetrine, con nomi attraenti e offerte incredibili: sciarpe, cappelli e elaborati manichini riempiono alcune delle poche vetrine ancora presenti in questa parte della città. Atocha Street, tuttavia, è riuscita a mantenere inalterati alcuni dei suoi negozi più classici, negozi ai quali i designer hanno voluto fare un tributo riempiendo gli spazi interni dell’hotel e del ristorante con grandi manifesti luminosi su cui vengono riportati slogan commerciali d’impatto.


Photo Credit: ADRIÀ GOULA via v2com

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Nella parte inferiore, il ristorante ha altre tre piccole sale da pranzo comunicanti dove, ancora una volta, il cromatismo è indiscutibilmente l'elemento principale. Ogni stanza afferma la propria personalità con l'uso predominante di un unico colore: rosso, verdastro e rosa. Le pareti ricoperte di tessuti che, così come le scelte cromatiche, cercano di fare riferimento alle stanze nobiliari delle dimore sontuose del XIX secolo. Gli ideatori di questo sogno di colore e tradizione nel cuore di Madrid sono gli architetti Oliver Franz Schmidt, Natali Canas del Pozo, and Lucas Echeveste Lacy – componenti de EL

EQUIPO CREATIVO – uno studio con base a Barcellona e specializzato nel design di interni per spazi gastronomici, commerciali e del segmento hospitality che vogliano connotarsi come veri e propri brand. I loro progetti sono stati menzionati e premiati in oltre 25 concorsi di archiettura internazionali e – proprio l’AXEL Hotel di Madrid – è stato nominato al premio di miglior progetto europeo di design nella categoria Hotel del prestigioso Hotel & Property Awards 2018 e il suo ristorante “Las Chicas, Los Chicos y Los Maniquís” ha recentemente vinto l’FX Award come miglior spazio per la ristorazione 2018

e il premio Frame 2019 per il miglior uso del colore. R.A.

Photo Credit: ADRIÀ GOULA via v2com

AN ALMODOVAR-STYLE EXPLOSION OF COLORS AND ATMOSPHERES FOR THE SURFACES OF A RESTAURANT IN MADRID The design of the AXEL Hotel in Calle de Atocha, Madrid, superimposes a series of historical reminiscences, creating an explosive style. First of all, the project was influenced by the context of its location, a privileged area in the heart of Madrid’s literary quarter, and of its architectural “wrapping”, an historic 19th

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century building. In addition, the designers chose to draw from the most traditional and popular influences of Madrid’s culture. To achieve this goal and fully represent the city’s urban specificity, the compositional strategy of the El Equipo Creativo architects was oriented towards an extensive use of

fields of color, an element that accompanies visitors throughout the areas of the hotel, where in different zones the surfaces and chromatic elements take on different characters and different material consistencies. In what was the original entrance to the hotel, reserved for horse-drawn carriages, today there


is the main entrance, which divides the part most open to the public – the restaurant – into two distinct areas. Both spaces are, however, designed with the same architectural concept and stylistic aim: creating a carefree atmosphere possessed of a vibrant and colorful character that in the interiors utilizes big colored graphic elements recalling the provocative "Movida Madrileña" and wink at the visual universe that Almodovar ideated and created in his films. The name itself of the restaurant in the AXEL Hotel - “Las Chicas, Los Chicos y Los Maniquies” is the title of a well-known song about local nightlife whose words are still part of Madrid’s popular culture. The main elements of the interiors of this colorful universe are the two red counters dominating the two rooms, in the morning serving as tables for the buffet breakfast and for the rest of the day offering drinks and quick lunches in the purest style of the city. Another important element of popular Madrid culture are its classic local shops with spacious windows, attractive names and incredible offers: scarves, hats and elaborate mannequins fill some of the few shop windows still present in this part of town. Nevertheless Calle de Atocha has managed to keep some of its most traditional shops unchanged, shops to which the designers wished to pay homage by filling the interiors of the hotel and restaurant with big, bright posters bearing smart advertising slogans. In the lower part of the hotel the restaurant has three small, communicating dining rooms where, once again, color is indisputably the main element. Each room has its own personality, with the predominant use of a single color: red, green and pink. The textile-covered walls, like the choice of colors, cite the patrician rooms of sumptuous 19th century dwellings. The creators of this dream of color and tradition in the heart of Madrid are architects Oliver Franz Schmidt, Natali Canas del Pozo and Lucas Echeveste Lacy – the members of EL EQUIPO CREATIVO, a Barcelona-based firm specialized in interior design for restaurants, stores and hotels that wants to be known as an actual brand. Their designs have won mentions and awards in more than 25 international architecture competitions

and the AXEL Hotel in Madrid was nominated for Best European Design in the hotel category at the prestigious Hotel & Property Awards 2018, while its

restaurant recently won the FX Award for Best Restaurant Design 2018 and the 2019 Frame prize for best use of color.

Photo Credit: ADRIÀ GOULA via v2com

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INTERPRETAZIONE CONTEMPORANEA DELL'USO DEL LEGNO PER LA CASA RUBNER DI STEFAN HITTHALER A Chienes (BZ), nella bassa Val Pusteria, l’architetto Stefan Hitthaler ha progettato l'avveniristica nuova residenza privata della famiglia Rubner, proprietaria di una delle più importanti aziende italiane produttrici di costruzioni in legno. Originale, ampio ed estremamente articolato negli spazi, oltre che autosufficiente dal punto di vista energetico, l'edificio - realizzato naturalmente da Rubner Haus - si ca-

edificio dal minimo impatto ambientale, che fosse quindi autosufficiente dal punto di vista energetico grazie all'utilizzo di un sistema geotermico. Sotto i nostri piedi abbiamo infatti una quantità di energia inesauribile, gratuita, rinnovabile, ecocompatibile e a disposizione 365 giorni l'anno". A partire da una profondità di 10 metri il terreno presenta infatti una temperatura costante per tutto l’arco dell’anno

luppa su tre livelli per 260 mq complessivi, andando a comporre un volume orizzontale dalle linee semplici ma allo stesso tempo ricercate che si inserisce in maniera armonica nel contesto ambientale del maso della famiglia Rubner, che comprende un suggestivo specchio d'acqua, una scuderia e diverse stalle. Da queste, un piccolo viale conduce al piano interrato della casa, contraddistinto da

Photo Credit: STEFANO SCATÀ

ratterizza per delle scelte architettoniche d'avanguardia e una forte attenzione alla personalizzazione sia dell'involucro che degli interni. "Gli spunti che hanno ispirato questo ambizioso progetto sono stati diversi racconta Stefan Hitthaler, la cui idea è stata scelta attraverso un concorso privato a inviti -. Innanzitutto le caratteristiche del terreno che dolcemente si apre su una piccola valle, da cui è nata l'idea di realizzare un'abitazione che ne seguisse la conformazione aprendosi verso ovest, dove il paesaggio è imponente; e poi il desiderio di costruire un

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e la geotermia sfrutta questo calore “gratuito” estraendolo dal sottosuolo attraverso una sonda geotermica, per poi cederlo a una pompa che lo accresce ulteriormente e lo distribuisce all’edificio. Lo stesso processo, ma in maniera inversa, avviene durante il periodo estivo per rinfrescare i locali. "Durante tutto l’anno si riesce quindi a produrre contemporaneamente riscaldamento, raffrescamento e acqua calda per coprire l’intero fabbisogno dell’edificio", conclude il progettista altoatesino. A livello architettonico la villa si svi-

un'ampia sala da pranzo con cucina, un bagno, e l'acetaia dove viene lavorato l'aceto balsamico di produzione propria. Il piano intermedio - che ospita la zona living dotata di un'ampia cucina, soggiorno panoramico e bagno - e quello superiore - dedicato alla zona notte, con 4 camere da letto e 2 bagni - sono collegati da una elegante scala in legno caratterizzata da gradini a sbalzo, che sembrano così fuoriuscire dalla parete stessa per entrare nella lastra di vetro che ne delimita lo spazio dal lato opposto. In ogni ambiente della casa sono pre-


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senti ampie vetrate che incorniciano il paesaggio montano circostante, rendendolo il vero protagonista di ogni stanza e creando un dialogo continuo tra esterno e interno. In particolare, le camere da letto sono caratterizzate da una struttura aggettante che sporge dalla struttura base e si prolungata in direzione dello scenario delle Dolomiti, andando a costituire dei veri e propri "binocoli" rivolti verso il panorama su cui si affacciano attraverso speciali balconi coperti, delle piccole suite da cui contemplare la maestosità delle Dolomiti in una piacevole atmosfera intima e di relax. "La sfida - racconta la progettista degli

interni, Barbara Mayr - era creare un ambiente accogliente e caloroso che allo stesso tempo fosse essenziale e coerente con lo stile lineare dell'architettura esterna, unito alla volontà di realizzare un arredamento completamente personalizzato". Da qui la scelta di utilizzare per le superfici dei materiali scuri che fanno risaltare la spaziosità e la luminosità caratteristiche di ogni ambiente, come la pietra oleata, il legno invecchiato e i mobili laccati esternamente. Il legno ha naturalmente un ruolo centrale nel progetto anche e soprattutto a livello strutturale. Per il primo piano, ad esempio, è stata realizzata una

struttura completamente lignea, con quattro sbalzi che non necessitano di alcun tipo di appoggio: sono le travi di legno lamellare, poste all'interno delle pareti, che assolvono alla funzione di sostegno della superficie sporgente. Casa Rubner mostra così in maniera esemplare l’attitudine di un materiale millenario come il legno nel soddisfare anche le richieste più complesse e nell’adattarsi a forme architettoniche contemporanee e ai più innovativi sistemi e tecnologie di bio-costruzione. P.P.

Photo Credit: STEFANO SCATÀ

STEFAN HITTALER’S CONTEMPORARY INTERPRETATION OF USING WOOD FOR THE RUBNER HOUSE In Chienes (Bolzano) in the lower Val Pusterla, architect Stefan Hitthaler designed a futuristic new home for the Rubner family, owners of one of Italy’s leading companies making wooden buildings. Original, spacious and extremely well divided in its interiors, as well as self-sufficient in energy terms, the house - built, of course, by Rubner Haus - features avant-garde architec-

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tural choices and great attention to customizing both the exterior and the interiors. “There were many ideas behind this ambitious project,” said Stefan Hitthaler, who won the private competition for its design. “First of all the characteristics of the terrain, which slopes gently down to a little valley, giving me the idea to create a home that follows this conformation,

opening to the west where the landscape is imposing; and then the desire to build a house with minimal environmental impact that was therefore also self-sufficient energy-wise, thanks to its geothermal system. In fact, beneath our feet is an inexhaustible amount of energy, free, renewable, eco-compatible and available 365 days a year”. In fact, starting from a depth of 10 meters below


the ground, there is a constant temperature all year round and the geothermal system makes use of the “no-cost” heat, extracting it by means of a geothermal probe that sends it to a pump that increases it and distributes it throughout the building. The same process, in reverse, is used to cool the rooms in summer. “So through the year you can have heat, coolness and hot water at the same time to cover all the building’s needs,” the Alto Adige architect concluded.

tural plane. For the first floor, for example, a completely wooden structure was created with four cantilevers requiring no support: wooden beams embedded in the walls sustain the jutting surfaces. The Rubner house thus exemplifies how an

ancient material like wood can meet even the most complex demands and adapt to contemporary architectural designs and the most innovative bio-building systems and technologies.

As for the architecture, the house is on three levels for a total of 260 square meters, creating a horizontal volume with simple but elegant lines that harmoniously blends in with the environment of the Rubner estate, which features a lovely pond and stables. From these a little path leads to the basement of the house, which has a spacious dining room with kitchen, a bathroom and cellar where the family makes its own balsamic vinegar. The first floor - which has a panoramic living room with large kitchen and a bathroom - and the upper level - with four bedrooms and two baths - are connected by an elegant, cantilevered wooden staircase that seems to jut out of the wall itself and enter the glass slab that delimits the space on the opposite side. All the rooms in the house have large windows that frame the surrounding mountain landscape, making it the real focus of every room and creating constant dialogue between inside and out. In particular, the bedrooms are structured to jut out from the base of the house and stretch towards the scenic Dolomites, serving as “binoculars” trained on the panorama, from which extend special covered balconies so the scenery can be enjoyed in a pleasantly intimate and relaxing atmosphere. “The challenge,” states the interior designer, Barbara Mayr, “was to create a warm and welcoming home that was at the same time streamlined and coherent with the exterior architecture, along with a brief for completely customized furnishings”. Hence the decision to use dark materials for the surfaces, which enhance the spaciousness and luminosity of every room, such as oiled stone, aged wood and lacquered furniture. Wood naturally played a central role in the design and above all on the strucPhoto Credit: STEFANO SCATÀ

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TRIPTYCH: UN’ABITAZIONE “DIPINTA” SULLE RIVE DEL LAGO I progettisti dello studio yh2 di Montreal hanno concepito la residenza Tryptych come uno scenario adatto a tutte le stagioni. Articolata in tre volumi distinti, l’abitazione è contraddistinta da linee compositive acute e da una palette di colori sobri, con un layout attentamente incastonato nel paesaggio lacustre circostante. La casa è infatti costruita su un pendio adiacente a un piccolo lago sulle Lauren-

zione. Ciascuno dei tre volumi è costruito e pensato per essere un osservastorio sulla natura circostante, incorniciata dalle geometrie degli edifici. Il tetto ad esempio, che si inclina in tre differenti direzioni partendo dal centro della casa, ha proprio la funzione di enfatizzare le viste che si possono godere dagli spazi interni. In termini funzionali, la cucina e l’ufficio adiacente occupano il blocco centrale

scultorea che sembra fluttuare nel vuoto con le sue pedate d’arrivo sospese. A ovest invece, il secondo volume laterale rispetto al corpo centrale è leggermente inclinato rispetto al resto della casa, permettendo lo svolgimento di funzioni di depandance per amici e ospiti dei proprietari. Situata in stretta prossimità dell’ingresso principale, la guest-suite gode di maggiore privacy rispetto agli altri spazi della

Photo Credit: MAXIME BROUILLET via v2com

tian Mountains, un sito a circa 100 km da Montreal. L’approccio complessivo degli architetti dimostra un’impronta progettuale classica, cou un corpo centrale dotato di viste panoramiche sul Lago St-Cyr e due volumi laterali adibiti a funzioni abitative più riservate e a più stretto contatto con gli alberi circostanti il sito di giacitura della casa. Il progetto punta anche a indagare il concetto di frammentazione, prendendo le mosse dalla volontà di integrare le sue forme tra la vegetazione esistente e adagiarle con naturalezza sul terreno, assecondandone l’inclina-

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dell’abitazione, caratterizzato da generose aperture verso il lago. La zona del salotto o living-room, invece, è collocata a est del volume centrale ed è a questo collegato da una porta scorrevole a vetri. Il punto più alto di questa stanza è la finestratura che attira lo sguardo verso il cielo. La camera padronale, esposta a favore del sole mattutino, è collocata direttamente sotto la living room e si innesta saldamente nel terreno di fondazione grazie all’andamento inclinato del piano d’appoggio, e grazie a questa sua posizione è raggiungibile attraveros una scala

casa, e questa differenza è marcata dai materiali da rivestimento della pavimentazione, che passano dal legno al cemento lisciato: le superfici dunque intese come elemento che segnala e distingue le diverse destinazioni d’uso dei volumi. Mentre garage ed entrata secondaria sono collocati al livello inferiore, i tre volumi della residenza sono collegati attraverso due passaggi vetrati che creano allo stesso tempo una giunzone e uno stacco formale tra gli elementi principali del progetto, alloggiando in modo discreto anche l’entrata frontale.


Photo Credit: MAXIME BROUILLET via v2com

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L’area di ingresso è rivestita dello stesso materiale utilizzato per le superfici verticali della facciata, sfumando in tal modo i confini tra interni ed esterni. Sul lato opposto rispetto al padiglione principale, il corridoio/passaggio che conduce alla living-room di fatto raddoppia trasformandosi in sala da pranzo ed è completamente aperto verso l’esterno. Un elemento architettonico degno di nota è anche il sistema di illuminazione notturna, realizzato attraverso un controsoffitto in alluminio sospeso a ricreare la sensazione di trovarsi sotto i rami di una foresta. Confermando la predisposizione della maggior parte dei progettisti verso

l’utilizzo di materiali naturali, anche in questo progetto le superfici sono realizzate prediligendo la scelta di rivestimenti capaci di incarnare lo spirito di perfetta integrazione con l’ambiente circostante che ispira tutto il progetto. Le facciate sono rivestite con tavole di cedro orientale, trattate con un effetto invecchiamento. Pareti e soffitti interni sono invece rivestiti in cedro bianco mentre i pavimenti sono in rovere bianco o in cemento lucido. Le ampie vetrate, con serramenti in alluminio nero, incorniciano i panorami sempre diversi che si presentano al frequentatore della casa, mentre un patio si estende infine dalla

cucina e dalla sala da pranzo verso il lago. Scelte compositive che confermano una volta di più come la geometria complessiva dell'edificio sia stata creata per renderlo una raffinata platea dalla quale affacciarsi per godere lo spettacolo della natura circostante. R.A.

Photo Credit: MAXIME BROUILLET via v2com

TRIPTYCH: A HOUSE “PAINTED” ON THE LAKESIDE The architects at the yh2 firm in Montreal have called their Triptych house a setting for all seasons. Composed of three distinct volumes, the house features sharp lines and a palette of sober colors, with a layout carefully fitted into the surrounding lakeside landscape. In fact, the house is built on a slope next to a small lake in the Laurentian Mountains, located about 100

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km from Montreal. The architects’ overall approach is fairly classical, with a central part offering panoramic views of Lake St-Cyr and two side buildings for more intimate living in closer contact with the hillside trees. The design also aims to examine the concept of fragmentation, starting from the desire to blend the home’s shapes into the existing vegetation

and rest it naturally on the ground, following the slope. Each of the three volumes is built and designed to be the ideal background for its natural setting, framed by the shapes of the buildings. The roofs, for example, which slope in three different directions, starting from the center of the house, emphasize the views that can be enjoyed from the interiors. In func-


tional terms, the kitchen and adjacent office occupy the center block, with large windows overlooking the lake. The living room is on the eastern side of this block and connected to it by a sliding glass door. The master bedroom, with exposure to the morning sun, is located right under the living

room and nested into the hillside’s slope; it is accessed by a sculptural staircase that, with its suspended landing, seems to float. To the west, the second side building is slightly pivoted from the rest of the house, serving as a separate guest area. This guest suite, located very near the en-

trance, enjoys more privacy than the other interiors and this difference is marked by the different materials used for the house’s flooring, which change from wood to smooth cement: so in this home its surfaces serve to designate and divide the different uses for the rooms.

Photo Credit: MAXIME BROUILLET via v2com

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LA DOLCE VITA: AUDAX PROGETTA UNA RESIDENZA PRIVATA ISPIRATA AL DESIGN MILANESE Incaricato di progettare la residenza di un noto chirurgo plastico, lo Studio canadese AUDAX ha colto l’occasione per allestire una serie di ambienti interni contraddistinti da un gusto lussuoso e raffinato, ispirato alle linee pulite del design moderno milanese in cui l’utilizzo colto e sofisticato dei materiali da rivestimento gioca un ruolo di primo piano. Attingendo a una palette materica comprensiva di marmi, ottoni,

del nucleo famigliare, senza trascurare la realizzazione di un’entrata di rappresentanza; spazi che comprendono nel dettaglio una sala da pranzo, una cucina aperta sulla casa, una cucina riservata ai domestici – defilata dal resto delle stanze – quattro camere da letto, tre bagni e un patio esterno. Per garantire ai proprietari un accesso riservato alla clinica sottostante è stato ricavato anche un ingresso separato a loro ri-

vello di materiali da rivestimento utilizzati, è la superficie della sala da trucco realizzata con una piastrella esagonale in rilievo cromata oro, che dialoga sia con la carta da parati sempre in tinta oro che con il top realizzato su misura in marmo nero venato. Anche nel bagno padronale i rivestimenti hanno un ruolo da protagonisti, con un’eclatante parete rivestita in legno d'olmo che risalta grazie al con-

Photo Credit: ERIK ROTTER via v2com

legni di noce e varie tipologie di tessuti, i progettisti canadesi si sono concentrati sulla realizzazione di un contesto abitativo dotato di tutti i comfort per una famiglia composta, oltre che dal chirurgo e sua moglie, anche da tre figli. A guidare il programma di progetto la scelta strategica iniziale, accolta con entusiasmo dai committenti, di realizzare l’abitazione sopra la clinica chirurgica, sviluppando il layout sui quasi 1.300 metri quadri del piano sovrastante la clinica. Su questo piano AUDAX ha creato tutti gli spazi necessari alla vita

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servato. Come dicevamo i colori e i materiali prescelti dai progettisti spaziano dalle pietre naturali agli ottoni. È senz’altro degno di nota il camino dal doppio affaccio rivestito in marmo brecciato, cui fanno da contrappunto elementi d’arredo particolarmente pregiati come sofà d’epoca restaurati e cuscini realizzati su misura, che richiamano l’eleganza degli arredi collocati nella sala da pranzo di rappresentanza quali la console Donatello, ideata dagli stessi progettisti, o le sedie firmate Jonathan Adler modello Rialto in colore blu Navy. Davvera degna di nota, a li-

trasto con il piano di marmo nero Grand Antique a finitura lucida. Il design di ogni spazio è tuttavia declinato secondo i canoni dell’unicità e del lusso, e si caratterizza per un mix di elementi tradizionali e moderni. Come la tradizionale boiseries a muro in noce che incornicia una cucina in stile contemporaneo. Anche la camera da letto principale, infine, presenta il contrasto tra gusto contemporaneo e classico che caratterizza tutta la residenza, grazie a un tocco moderno su un tradizionale arazzo italiano con l'uso della carta da parati Armani Casa. R.A.


LA DOLCE VITA: AUDAX CREATES A HOME INSPIRED BY MILANESE DESIGN Commissioned to design the home of a well-known plastic surgeon, Audax, a Canadian architecture firm, reaped the opportunity to create a series of interiors featuring luxurious, refined taste inspired by the clean lines of modern Milanese design in which the cultured and sophisticated use of surface materials plays a leading role. Utilizing a host of materials like marbles, brasses, walnut woods and various types of tex-

bedrooms, three bathrooms and an external patio. To give the owners private access to the clinic below, a separate entrance was created for them. As we said, the colors and materials the designers chose range from natural stones to brass. Worthy of note is the double-sided fireplace with brecciated marble surrounds, counterpointed with especially fine furnishings such as restored period sofas and made-to-mea-

counter. Every room is designed to be unique, luxurious and characterized by a blend of the traditional with the modern. Like the traditional walnut paneling framing a contemporary-style open kitchen. Finally, the master bedroom also reiterates the contrast between contemporary and classic found throughout the apartment, thanks to a modern touch combining a traditional Italian tapestry with Armani Casa wall-

sure cushions that cite the elegance of the furniture in the dining-room, such as the Donatello console ideated by the designers themselves, or the navy blue Rialto chairs by Jonathan Adler. And truly outstanding for the surface materials used is the powder room, featuring hexagonal tiles in gold-plated relief that dialogue with the golden wallpaper and custom-made veined black marble sink top. In the master bathroom, too, materials play a starring role, with a striking elm wood wall enhanced by its contrast with the polished Grand Antique black marble

paper on the wall behind the bed, itself featuring a period headboard and night-tables from Restoration Hardware.

Photo Credit: ERIK ROTTER via v2com

tiles, the Canadian firm concentrated on creating a home equipped with every comfort for a family consisting of the surgeon, his wife and three children. Guiding the design was a strategic initial decision – which the clients enthusiastically approved – to locate the apartment above the surgeon’s clinic, developing the layout over the nearly 1,300 square meters of the upper story. Here Audax created all the spaces required for family living, including an elegant entrance, with a dining room, open kitchen, servant’s kitchen – hidden from the rest of the rooms – four

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MATERIALI NATURALI PER UNA RESIDENZA CHE GUARDA L’OCEANO Heusch Inc, studio di progettazione basato a Los Angeles e Parigi, ha scelto materiali naturali per le soluzioni d’interno di una residenza privata di alta gamma con una vista spettacolare che spazia dalla Città degli Angeli fino alle spiagge di Santa Monica, all’Oceano Pacifico e a Malibù. Tra gli elementi d’arredo degni di nota vi è senz’altro la vasca in pietra calcarea realizzata su misura che è stata ricavata da un

blocco di pietra portoghese. Anche il bagno principale gode di un rivestimento in pietra calcarea naturale, mentre il pavimento della camera da letto è realizzato in legno di noce, essenza lignea utilizzata anche nell’impiallacciatura delle porte e di alcuni dei pensili della cucina. La cucina è di Boffi, ma le sottili mensole in alluminio e il supporto per il bancone da cucina completamente a sbalzo sono stati proget-

tati su misura, realizzando uno spazio cucina unico nel suo genere. Il dialogo tra ambiente esterno e naturalità delle soluzioni progettuali adottate nei vari ambienti è ricercato anche attraverso una disposizione del lay-out complessivo dell’appartamento che - da tutte le zone della casa, anche dal bagno padronale e dalla cabina armadio -, possa far godere appieno della splendida vista verso l'esterno. R.A.

Photo Credit: DAVID KOENIG via v2com

NATURAL MATERIALS FOR A HOUSE OVERLOOKING THE OCEAN Heusch Inc., a design firm based in Los Angeles and Paris, chose natural materials for the interiors of a high-range private home with a spectacular view extending from the City of Angeles to the Santa Monica beaches, the Pacific Ocean and Malibu. Among the noteworthy furnishings is a tub in calcareous stone made to measure from a block of Portuguese stone. The master

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bathroom is also surfaced in natural calcareous stone, while the floor of the master bedroom is in walnut, the same wood used for the doors and several kitchen cabinets. The kitchen itself is from Boffi but the thin aluminum shelves and support for the cantilevered counter were custom designed, creating a kitchen unique of its kind. The dialogue between the exter-

nal environment and naturalness of the materials used in the various rooms extends to the overall layout of the apartment, where everywhere – even in the master bathroom and closet – there is a splendid view of the exterior.


Photo Credit: DAVID KOENIG via v2com

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UN "TAPPETO" DI PIETRA NATURALE PER LA PIAZZA DEL CINEMA DI VENEZIA In occasione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica dello scorso agosto è stata inaugurata la nuova Piazza del Cinema al Lido di Venezia, un nuovo spazio pubblico di 20 mila mq - di cui 12.400 pavimentati progettato dallo studio C+S Architects che va ad ampliare e riqualificare l'area del Festival, rendendola al contempo fruibile dai cittadini. I progettisti hanno disegnato la piazza

del Cinema ricucendo insieme gli elementi che hanno creato l’identità di questo spazio urbano: gli edifici storici vincolati (Palazzo del Cinema e Casinò) vengono infatti collegati grazie a un tappeto continuo di pietra naturale chiara (la pietra di Apricena), materiale che esalta la dimensione dello spazio storico e della Belle Epoque e che ben si integra col verde del giardino secolare. La piazza ha una quota rialzata

per consentire la vista del mare e "affida ai dettagli sottili dell'orientamento delle pietre, del loro trattamento superficiale, ai tagli per lo smaltimento delle acque, ai tasselli della fontana invisibile che occupano la parte centrale della piazza e ai preziosi dettagli dei corrimani e parapetti di ottone le parole che permettono di far dialogare il contemporaneo e la storia", spiegano i progettisti. P.P.

Photo Credit: C+S ARCHITECTS

A “CARPET” IN NATURAL STONE FOR THE PIAZZA DEL CINEMA IN VENICE Inaugurated at last August’s Film Festival was the new Piazza del Cinema on Venice’s Lido, a new 20,000 square meter space - 14,000 of them paved designed by C+S Architects, which enlarges and renovates the Festival area, at the same time making it enjoyable by the public. The designers of the new Piazza del Cinema reunited elements that had created

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the identity of this urban space: the protected historic buildings (Palazzo del Cinema and the casino) are, in fact, now connected thanks to a continuous “carpet” of pale natural stone (Apricena Stone), a material that enhances the size of the historic piazza and the Belle Époque architecture, which blend in well with the green of the century-old gardens. The piazza has been raised to

provide a view of the sea and “entrusts to the subtle details of the stones’ orientation and surface treatment, to the cuts made for water drainage, to the inserts of the invisible fountain that occupies the center of the piazza and to the precious details of brass railings and parapets the words making it possible to make the contemporary dialogue with history”, the designers explained.


"MAISONP": SUPERFICI E STILE IN PROVENZA Situata nel villaggio francese di PuySainte-Réparade, la residenza unifamiliare MaisonP si annida in una porzione collinare di suolo circondata da una densa vegetazione, con una vista panoramica verso le Alpi. Il volume semplice della casa è stato designato al fine di sposarsi perfettamente con l’orientamento del suolo, riducendo al minimo la necessità di modificare le inclinazioni naturali del terreno e mantenendo in tal modo la personalità silvestre del luogo. Il progetto si

compone di due parti distinte: la casa principale e il volume esterno realizzato in pietra a secco. La superficie della casa, con una metratura complessiva di 296 metri quadri, è sviluppata su un unico livello ma organizzata in diverse unità. Il piano terreno comprende tre volumi separati della medesima altezza, che ospitano rispettivamente un garage, l’entrata e la zona cucina, e l’area living e le quattro camere da letto. L’edificio di servizio esterno ha invece

una superficie di 95 metri quadri, con un’altezza leggermente superiore a quella della casa, e una posizione nella parte nord-ovest del terreno. MaisonP non è un monolite ma una composizione architettonica sviluppata attraverso una serie di spazi vuoti che richiamano l’architettura classica della Provenza. R.A.

Photo Credit: PHILIPPE BIOLATTO via v2com

MAISONP: SURFACES AND STYLE IN PROVENCE Located in the French village of PuySainte-Réparade, this single-family home is nested on a grassy knoll, surrounded by dense vegetation and with a panoramic view of the Alps. The house’s simple volume was designed to blend in perfectly with the orientation of the ground, reducing to a minimum the need to modify the natural slopes of the terrain and thereby retaining the rugged personality of the place. The de-

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sign has two distinct parts: the main house and the outer building in drywall. The layout of the house, which covers 296 square meters, is single-level but organized into several rooms. The ground floor has three separate parts, all the same height, consisting of a garage, an entranceway and kitchen, the living room and four bedrooms. The external service building instead is of 95 square meters, slightly higher than

the house and located to the northwest of it. MaisonP is not a monolith but an architectural composition developed through a series of hollows that cite the classical architecture of Provence.


Photo Credit: PHILIPPE BIOLATTO via v2com

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MALESIA: LAME D’ORO E RAME PER LE PROVOCATORIE SUPERFICI DELL’HEADQUARTER MANTAB Gli uffici della Mantab Development Company di Kuala Lumpur è una delle ultime realizzazioni dello studio S/LAB10, chiamato a ridisegnare la sede di questa azienda, in crescita sia dal punto di vista della squadra che del portafoglio lavori e per questo alla ricerca di un concept di spazio capace di coniugare gli ambiti operativi con quelli dell’accoglienza di clienti e partner. Lo studio S/LAB10 si è trovato di fronte alla

una tranquilla strada suburbana si solleva dal livello del terreno dell'edificio per schermare in modo enigmatico l'interno. Le sfaccettature triangolari della finitura opaca e lucida della lega di rame-oro sono apparentemente arbitrarie, ma in realtà sono concettualmente estrapolate dal nome e dal marchio della società. Tradotto dal linguaggio malese, "mantab" significa infatti solidità, un'integrità incrollabile. Un signi-

chiuso in toto per la privacy e per tenere fuori il bagliore della luce tropicale, la facciata gode di un andamento accattivante e attraente, con il fascino misterioso di un diaframma mobile che cela ai visitatori gli interni dell’edificio. Il brief fornito dai committenti ai progettisti era insolito: creare una serie di spazi all'interno dell'edificio per soddisfare una varietà di scopi che andavano dal business alla convivialità e alla so-

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necessità di ripensare un edificio esistente, cercando di rinnovare la tipologia dello spazio ad uso ufficio in un clima particolarmente sfidante come quello del sud-est asiatico, coniugando come detto la commistione di esigenze business e leisure dell’azienda committente, traducendole nella trasformazione di una residenza indipendente multipiano in uno scintillante corporate hub. E l’aggettivo scintillante non è utilizzato casualmente, in quanto ciò che caratterizza l’architettura di quest’opera è l’audace rivestimento di facciata, una superficie in lega di oro e rame che in

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ficato del brand che i designers hanno collegato al diamante e alla sua proverbiale durezza, dotato di una conformazione e una sfaccettatura delle superfici mai identica eppure capace di generare una bellezza impeccabile e resistente. Ulteriori elementi degni di nota e ispirati al linguaggio architettonico vernacolare malese fatto di chiusure pieghevoli in ferro sono i pannelli rivestiti in lega di rame dorato incernierati e orientabili. In questo modo, sia che si tratti di un pannello con l’angolo mezzo chiuso che consente di sbirciare dall’interno verso i dintorni suburbani o di un pannello

cializzazione, e per questo gli architetti di S/LAB10 si sono visti costretti a mettere completamente in discussione il concetto classico di ufficio, cercando di rispondere a un programma di progetto che comprendeva la creazione di nuovi uffici per i tre direttori della compagnia, le realizzazione di una galleria espositiva e l’approntamento di numerosi spazi per il tempo libero dove ospitare i clienti. Il team di progetto ha pertanto cercato di soddisfare le esigenze del cliente offrendo un design che non solo ha rielaborato il significato di luogo per l’ufficio ma ha portato a un layout innovativo e


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sorprendente sia dal punto di vista percettivo che funzionale. L’impianto complessivo eredita infatti la struttura di base della casa preesistente, dimostratasi peraltro preziosa nel governare la pendenza naturale particolarmente ripida del sito, sviluppandola tuttavia in un gioco sofisticato di volumi a sbalzo, superfici, materiali e texture capaci di creare una serie di contrappunti stilistici che valorizzano la perizia della progettazione e la cura del dettaglio. Questo ripensamento della configurazione strutturale dell'edificio preesistente attraverso la giustapposizione di elementi superficiali e volumetrici provocatori si traduce in un'esperienza spaziale e sensoriale dal carattere forte e sensuale,

intenzionali" evidenti in diversi dettagli, come l’articolata manipolazione volumetrica degli spazi e le trame contrastanti di colori, materiali ed elementi di arredo complementari personalizzati. Anche la divisione degli spazi è attentamente considerata: uno di questi esempi è la sala conferenze posizionata centralmente al primo piano, contraddistinta da una pavimentazione bianca in materiale epossidico e circondata da pesanti tendaggi di privacy verde smeraldo. Lasciati aperti quando non in uso, i tendaggi stessi offrono un uso flessibile dello spazio che espande il cuore del piano piuttosto che segmentarlo ulteriormente. Lungo il perimetro sono inoltre presenti degli schermi traslucidi ad

Continuando nell’analisi della composizione dell’edificio, i due piani superiori sono uniti e attraverso i pannelli mobili di lega di rame dorato brillante. A sinistra di questo spazio vi è un volume più piccolo rivestito in legno, che costituisce l'entrata principale e controbilancia l'intera composizione della facciata. Rivestito con legno riciclato di provenienza locale, questa sporgenza è stata progettata per ottenere un effetto drammatico della facciata. Al di sopra della hall a doppia altezza ricavata nel corpo principale, si trovano come incastonati gli uffici dei direttori, rivestiti di vetro. Generosamente dotati di luce naturale, gli uffici e il salone godono di una luce soffusa e calda. Lungo il bordo sud-occi-

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creando una presenza architettonica dall’identità visuale definita ma integrata nella tipologia dell’involucro originale. Nel soddisfare la richiesta del cliente di avere uno spazio di lavoro ibrido, il team di S/LAB10 ha ideato uno schema funzionale semplice ma in grado di rispondere adeguatamente alle complesse funzioni richieste agli ambienti. La strategia progettuale adottata per ottenere questo obiettivo è stata quella di un approccio contraddistinto dall’utilizzo di contrasti audaci ma realizzati con metodo, attraverso quelli che si potrebbero definire "disallineamenti

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arco con cornice sottile che aprono ulteriormente la prospettiva verso lo spazio aperto. Progettati in modo unico e su misura, questi pannelli di diverse e morbide tonalità al neon, sono racchiusi in una sottile struttura d’acciaio nero che svolge anche il ruolo di mensola e aggiunge interesse visivo e profondità allo spazio. Questi elementi, inoltre, presentano un aspetto differente a seconda dell’angolo da cui si osservano, con un aspetto reso cangiante anche grazie ai loro colori multi-strato e alla loro silhouette che si fonde con i materiali e le finiture delle superfici circostanti.

dentale dell'edificio, infine, i progettisti hanno ricavato una terrazza verde all'aperto, soprannominata la "terrazza di bambù". In tal modo, anche la natura e l’ambiente esterno sono integrati con gli eleganti interni. Frequentando in modo originale e creativo la composizione di superfici, volumi e spazi, i progettisti di S/LAB10 sono riusciti a ottenere con successo un’alternanza di spazi dedicati al lavoro e allo svago che fluiscono con naturalezza l’uno nell'altro. R.A.


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MALAYSIA: GOLDEN AND COPPER BLADES FOR THE SURFACES PROVINCES OF THE HEADQUARTER MANTAB Mantab Workplace is one of S/LAB10’s latest endeavours. Comprising a complete internal overhaul of an existing bungalow—the team was required to re-examine the office/workspace typology in a Southeast Asian climate and locality for a local property development company in Kuala Lumpur Malaysia in producing the final design scheme. The firm required not just a

workspace for its growing team, but also a series of spaces for hosting and entertaining their clients. As such, the existing single unit, multi-storey former residence was transformed into a gleaming corporate hub for a private entity that seamlessly integrates business and leisure. What stands out in particular in Mantab Workplace is its gleaming bold fa-

çade. Looming over the quiet suburban street, the gold-copper alloy façade rises up from the building’s ground level in shielding its interior furtively. The triangulated facets of the matte- and highly polished finishing of gold-copper alloy are seemingly arbitrary–but in essence are conceptually extrapolated from the corporation’s name and brand. Translated from Malay language,

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“mantab” means solidity; an unshakeable integrity. The designers likened this to the hardiness of a diamond—with no single facet on the jewel alike, yet abound with impeccably hardy beauty. Inspired as well by the Malaysian shophouse vernacular of folding iron shutters, the gold-copper alloy clad folding panels are hinged and operable. Whether angled half-shut with its interiors peeking out to its suburban extents, or closed in entirety for privacy and to keep out the glare of tropical light out— the façade is eye-catching and captivating, with the allure of it leaving many a visitor guessing what lies within.

was both visually striking and practical in its function. The project inherits the house’s basic structure (which proved advantageous in dealing with the site’s naturally steep incline). In place, is a dexterous play of cantilevering volumes, contrasting surfaces, materials and texture, as well as the considered use and design of intricate details throughout. The consolidation of the building’s existing structural framework with a bold play of surface and volumetric elements culminates in a strong, sensual spatial experience and language throughout. And subsequently, a confident, bold architectural presence and visual identity for the

well as the contrasting play of colours, textures, materials and, in particular, its complementary custom detailing. The division of spaces are carefully considered, as were the design strategies and elements involved in this. One such example is the centrally positioned conference room on the white epoxy-floored first level. The room is surrounded by heavy but lush emerald-green privacy drapes. Left open when not in use, the curtains provide a flexible use of space that opens up the heart of the level rather than further segmenting it. On its borders are a pair of slender-framed, arched translucent screens that further aid in fra-

Photo Credit: HEARTPATRICK via v2com

The design brief was unusual: to create a series of spaces within the building to suit a variety of purposes that ranged from business to social. Thus, S/LAB10 was tasked to revise and challenge the norms of an office typology. The new programme was to include offices for the company’s three directors as well a display gallery and numerous leisure spaces for hosting clients. The team sought to fulfil the client’s requirements by delivering a design that not only re-worked the aforementioned, but also resulted in a comprehensive design scheme that

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client prudently set within the existing building’s typology. In fulfilling the client’s unique hybrid brief, the team at S/LAB10 recognised the brief’s key challenge: delivering a spatial scheme that was simple in nature, but suitably addressed the brief’s complex demands. Contrasts was a key design strategy employed by the designers in approaching this brief. A strong theme of bold yet methodical contrasts, or as the designers put it: “intentional mismatches”, is evident throughout, as articulated in the design’s volumetric handling of spaces as

ming the open space. Uniquely designed and detailed for the scheme, these translucent panels of varying soft neon hues are encased in a thin black steel frame that double up as feature display shelves and add visual interest and depth to the space when viewed from different orientation derive different outcome, at times stacking of multi-layer colours or silhouette of translucent colour foreground merged with the background surrounding materials and finishes. In another instance, the top two floors of the building are prominently cast in


Photo Credit: HEARTPATRICK via v2com

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operable bright gold-copper alloy panes. Once shut, the broad gold-copper panes make way for a spaciously appointed lounge beyond, concealed behind tall curtain glass panels. To the left of this is a slighter single timberclad volume—this marks the main entrance and balances the entirety of the façade’s composition. Contrasting in size and clad with locally sourced recycled timber, the protrusion was designed for dramatic effect. “We wanted

to create an immersive volume in which to heighten one’s sense and experience of space to highlight their entry into the building,” the designers note. Hovering over the ensconced double-height lounge space are the glass-encased directors’ offices. Generously washed with natural light, the offices and lounge are cast in a soft, warm glow. Along the south-western edge of the building here, the designers have incorporated an outdoor green

terrace—dubbed the “bamboo terrace”—on the first floor. In doing so, nature and the outdoors are a subtle feature that complements the scheme’s sleek corporate interior. By creatively exploring various complex configurations of volume and space with their respective custom crafted details, the designers have successfully composed a series of work and leisure spaces, both private and open, that flow effortlessly from one to the other.

Photo Credit: HEARTPATRICK via v2com

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www.ideasxwood.it With the patronage of

FLA

In collaboration with

Partner


SUPERFICI FUNZIONALI E COLORATE PER LA RISTRUTTURAZIONE DI UN DUPLEX A BROOKLYN Lo Studio BFDO Architects è stato chiamato a ristrutturare un duplex a Brooklyn, New York, che una famiglia composta da genitori e due figli ha deciso di rinnovare con l’obiettivo di trasformare il livello del seminterrato adibito a magazzino in una stanza per la famiglia attraverso l’inserimento di una scala nell’esistente corridoio in grado di connettere questi due spazi. La strategia compositiva è stata quella

di rimuovere diaframmi e partizioni tra la cucina, la sala da pranzo e il salotto. La separazione visiva e funzionale dello spazio adibito alla cucina è stata ottenuta attraverso un controsoffitto rivestito di legno, mentre una nuova parete verticale in vetro e alluminio separa il corner uso ufficio creato nell’angolo della sala da pranzo accanto alla stanza guardaroba, ricavata nella zona di ingresso e pavimentata in ar-

desia; parete che gli garantisce una certa intimità sonora. A organizzare e caratterizzare gli ambienti più privati e intimi della casa è invece l’uso del colore sulle superfici, che contraddistingue sia il lungo tramezzo che distribuisce i vari spazi, tinteggiata in blu scuro e grigio, che la camera da letto padronale, il nuovo bagno, nonché le stanze dei bambini, giocate tutte sugli stessi cromatismi. R.A.

Photo Credit: AMY BARKOW via v2com

PRACTICAL, COLORED SURFACES TO RESTRUCTURE A DUPLEX IN BROOKLYN The BFDO Architects firm was commission to restructure a duplex in Park Slope, Brooklyn that a family – a couple with two children – decided to renovate to convert the basement storage room into a family room by adding a staircase to an existent hallway that could connect the two areas. The compositional strategy was to remove the partitions between the kitchen, dining

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room and living room. The visual and functional separation of the kitchen area was obtained by means of a lowered ceiling covered in wood, while a new wall in glass and aluminum separates the home office created in a corner of the dining room near the mud room, located near the entrance area and floored in slate, which provides soundproofing. Organizing and charac-

terizing the more private and intimate parts of the duplex are colored surfaces, dark blue and gray, which distinguish the long wall that distributes the various spaces, such as the master bedroom, new bathroom and children’s rooms, all played on the same chromatics.


Photo Credit: AMY BARKOW via v2com

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RBI APARTMENT: LEGNI, MARMI E TRASPARENZE PER UNA RESIDENZA A SAN PAOLO Cesar e Daniela Coppola – architetti dello studio brasiliano Coletivo Architects – hanno recentemente firmato la ristrutturazione di un appartamento per un giovane imprenditore nella città di San Paolo. Dato compositivo di partenza del progetto, due piani paralleli di colore bianco che spezzano il confine tra interno ed esterno e sui quali si è incardinate la riorganizzazione del layout della residenza. Lo spazio prin-

cipale include la living room ed è delimitato dal soffitto in legno che corre lungo gli assi principali dell’appartamento, un soffitto progettato per incrementare l’altezza degli ambienti. Il legno è uno degli elementi dominanti nella progettazione delle superfici interne e degli arredi, come si può apprezzare dalla seduta flottante collocata nella zona living ma anche nella parte centrale dell’appartamento.

In questa zona le superfici lignee sono trattate con listelli di legno bianchi di diverse larghezze a creare una zona più intima e riservata per la famiglia. Un ruolo primario, infine, è stato assegnato alla camera da letto principale della coppia dove si impone la bellezza delle superfici del bagno, con un top centrale in marmo Calacatta e specchi sospesi a separare lo spazio da altri ambienti. R.A.

Photo Credit: RUY TEIXEIRA via v2com

RBI APARTMENT: WOOD, MARBLE AND TRANSPARENCY FOR A HOME IN SAO PAOLO Cesar and Daniela Coppola – architects with the Brazilian Coletive Architects firm – recently renovated an apartment for a young businessman and his wife in Sao Paolo. The departure point of the project was two parallel planes of white breaking down the barrier between exterior and interior, on which the home’s layout was reorganized. The main area includes the living room and

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is delimited by a wooden ceiling running along the main axes of the apartment, a ceiling designed to increase room height. Wood is one of the dominant elements in the design of the interior surfaces and furnishings, as can be seen in the floating seat in the living room but also in the central part of the apartment. Here the wooden surfaces consist of fillets of white wood in dif-

ferent widths to create an intimate family room. Finally, a primary role was given to the master bedroom, where standing out are the beautiful surfaces of the bath area, with a vanity top in Calacatta marble and hanging mirrors separating it from the rest of the room.


Photo Credit: RUY TEIXEIRA via v2com

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PATTERN GRAFICI E COLOR GRAFITE PER LE SUPERFICI EFFETTO “WOW” DI UN CAR-WASH A MOSCA In questo allestimento di un autolavaggio di alta gamma nella città di Mosca, i progettisti di GRETAPROJECT avevano il non semplice mandato di ottenere il cosiddetto “Effetto WOW” attraverso la creazione di un luogo unico e avveniristico, senza smarrire la funzionalità degli spazi e prevedendo le adeguate attrezzature per le varie fasi delle operazioni di pulitura. Difficoltà aggiuntive del progetto erano la localizzazione

della struttura, in un sotterraneo di un edificio collocato nel centro città, e la sua conformazione caratterizzata da basse altezze e assenza di luce naturale. Per far fronte a queste limitazioni si è deciso pertanto di espandere la percezione visuale dello spazio e cambiare la sua geometria, obiettivi raggiunti soprattutto con l’originale e innovativo trattamento delle superfici. Superfici progettate combinando il colore della

grafite scura - che è la base cromatica dei piani - con un pattern calligrafico azzurro brillante, mentre le installazioni luminose rendono lo spazio dinamico a livello visivo e lo riempiono di energia. Superfici ed elementi luminosi dialogano pertanto come fossero un’installazione museale contemporanea, dove le opere d’arte sono i bolidi che utilizzano i servizi di questo eccezionale carwash moscovita. R.A.

Photo Credit: MIKHAIL LOSKUTOV via v2com

GRAPHIC PATTERNS AND GRAPHITE COLOR FOR THE “WOW-EFFECT” SURFACES OF A MOSCOW CARWASH For this high-range carwash in Moscow, the GRETAPROJECT designers were given a brief to produce a “wow” effect by creating a unique, futuristic place without neglecting the functionality of the spaces and the equipment needed for the various washing stages. An added difficulty in design was the location of the carwash, in the basement of a building in the heart of the

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city, with low ceilings and the absence of natural light. To deal with these limitations it was decided to expand the visual perception of space and change the layout, objectives reached above all with original and innovative treatment of the surfaces. Surfaces designed by combining the color of dark graphite – the basic color of the planes – with a bright blue calligraphic pattern, while

the lighting fixtures make the space visually dynamic and full of energy. The surfaces and light fixtures dialogue like in a contemporary museum installation, where the works of art are the high-powered cars using the services of this spectacular Moscow carwash.


Photo Credit: MIKHAIL LOSKUTOV via v2com

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ESTETICA RURALE, INDUSTRIALE E GIOCOSA PER LE SUPERFICI DI UNO CHALET NON CONVENZIONALE Immerso nei declivi delle parti orientali della città, vicino al confine del Vermont, l'Abercorn Chalet nasce da un'idea di Laurent Guez, designer e partner di Tux Creative. Il suo scopo era quello di creare un'esperienza di vita unica attraverso l'architettura, incorporando contrasti di armonie, spazi aperti e aree accoglienti da abitare. Dalla strada, la residenza si presenta come un cottage ordinario,

dei materiali di cui sono rivestite, si prestano a questo gioco di opposti e contrasti fondendosi tuttavia in un’armonia stilistica unitaria e risolta. Legno, cemento, acciaio ondulato, lamiera e metallo industriale: il carattere grezzo di questi materiali dona personalità all’architettura e la completa, un’architettura che si sviluppa attraverso una successione di volumi e di prospettive che restitui-

un lay-out con una quantità minima di porte. Ancora con le parole di Guez, l’obiettivo era quello di “creare uno spazio abitativo spazioso e discreto dove ogni elemento afferma il suo carattere e incoraggia un'interconnessione, forte e intuitiva tra gli spazi e gli ambienti”. Innovativo e decisamente alternativo è anche l’approccio alle funzioni tradizionali delle varie stanze. Come nel

Photo Credit: MAXIME BROUILLET via v2com

privo di particolare valore estetico e architettonico. In realtà, la struttura della casa è complessa e consiste di quattro grandi moduli interconnessi fra loro, con i piani di facciata sfalsati che infondono dinamismo all’intera composizione. Ciascuna facciata contiene inoltre ampie finestrature che si affacciano su una piscina interrata e un garage/laboratorio. Come dichiarato dallo stesso progettista, "il gruppo di strutture ricorda una fattoria, con un cortile centrale e fabbricati perimetrali annessi”. Le superfici, in particolare nella scelta

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scono all’osservatore attento le sensazioni di “una personalità calda, uno spirito giocoso e un’anima intensa”, come afferma lo stesso progettista. Questo programma progettuale che porta alla scoperta progressiva degli spazi e delle loro connessioni si applica anche agli spazi interni. La disposizione delle finestre, infatti, permette agli abitanti della casa di apprezzare l’interazione tra i diversi moduli, volumi in relazione costante grazie anche al contributo di una passerella, alla luce che piove dai soffitti forati e alla scelta di disegnare

caso della camera da letto principale, che ha alcune caratteristiche sorprendenti: per giungere in camera si deve infatti attraversare la cabina guardaroba e il bagno, con un approccio che ripensa i codici della convenzione d’uso degli spazi a favore dell'esperienza. Un altro esempio è quello delle camere degli ospiti che, essendo spazi ad uso abitativo temporaneo, non dispongono di scaffalature o armadi, ponendo quindi l'accento sulla vista all'esterno attraverso grandi pareti vetrate libere da ingombri. Anche le dimensioni delle


porte sono non convenzionali, si trova infatti una porta di 3 metri di altezza accanto a un'altra alta 1,8 metri. La cucina è progettata con un’attenzione marcata all’esperienza che in essa si vive e si mette in atto. A livello di arredi, infatti, piuttosto che attraverso un set di complementi e armadi standard, lo spazio è organizzato attorno a due isole funzionali, che richiamano la cucina di un ristorante professionale. Il layout mostra pentole, libri di cucina, condimenti e ingredienti conservati in ceste di legno. Questa disposizione incoraggia il gioco e l'esplorazione di chi cucina. Situata ad una estremità della casa,

locale. "Erano molto orgogliosi e motivati a partecipare alla creazione della residenza” – ha dichiarato Guez, il quale nelle fasi di costruzione diceva loro con una risata, “pensa a un granaio di maiali", cercando di ispirarli e disorientarli mentre sottolineava i lati ruvidi e divertenti del progetto. L'uso interno dei materiali tradizionalmente utilizzati per i rivestimenti esterni, come lamiere grecate o profilate, dipinte di nero o oro, stravolge i punti di riferimento e induce la sensazione di essere fuori, in un altro luogo, mentre si è effettivamente all’interno. "Hai lo stesso effetto quando fai campeggio, dove ti senti come se fossi parte della natura

l'interno della casa. "Ho analizzato la traiettoria del sole e ho anche modellato i suoi riflessi sulle pareti in lamiera. Mentre le ore passano, la luce crea ombre e animazioni interessanti”, commenta il progettista riflettendo su queste soluzioni. Ispirato all'architettura, alla funzionalità, ai romanzi di suspense, alle storie e ai disegni di costruzioni improbabili di Escher, Laurent Guez in questa residenza riesce a conciliare la leggerezza e l'umorismo con il rigore e la razionalità, come sintetizza lui stesso: “questa casa rappresenta la somma delle mie esperienze professionali, il mio sguardo infantile, i miei studi alla Scuola d'arte e design di

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la cucina è inoltre circondata da finestre con angolature e visuali attentamente calcolate per favorire la contemplazione del patio, del giardino e, in lontananza, delle vallate della regione. È un approccio che produce la sensazione "di essere sia ai margini che nel cuore dell'azione", ha dichiarato il progettista, che ha sviluppato questa sua visione con l'architetto Guillaume Kukucka. "Non ho mai visto un progetto come questo!": era questa l’affermazione più ricorrente tra i suoi stakeholder e fornitori, scelti volutamente a livello

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e tuttavia protetto", ribadisce Guez. Anche il camino mostra uno spirito industriale, con elementi da abbinare in modo innovativo, mentre i lavandini e le vasche, entrambi recuperati e acquistati di seconda mano, sono completamente ripristinati. L'orientamento nord del lotto e alcuni altri vincoli hanno portato all'ottimizzazione del posizionamento dell'edificio e ad una disposizione intelligente delle finestre, compresi i lucernari, per favorire l'ingresso della luce, in base all'ora del giorno, alle stagioni e alle diverse vite vissute al-

Ensaama a Parigi e i miei viaggi. Incarna idee semplici ma potenti”. R.A.


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RURAL, INDUSTRIAL AND PLAYFUL AESTHETICS FOR THE SURFACES OF A NON-CONVENTIONAL CHALET Nestled in the vales of the Eastern Townships, near the Vermont border, the Abercorn Chalet is the brainchild of Laurent Guez, designer and partner at Tux Creative. His aim was to create a unique living experience through architecture, embodying contrasts of harmony, open spaces and cozy areas. From the road, the house looks like a modest contemporary cottage. However it actually con-

sists of four large interconnected modules with several offset façades, each containing ample windows that overlook an in-ground pool and a garage/workshop. “The group of structures is reminiscent of a farm, with a central courtyard and outbuildings,” says Guez. Opposites are freely expressed here, particularly in the choice of materials:

wood, concrete, corrugated steel or chequered steel plate and industrial metal. The raw character of such materials complements the architecture, which expands through a succession of volumes and perspectives, giving it “a warm personality, a playful spirit and plenty of soul,” Guez adds. This progressive discovery ploy also applies to interior spaces. The arrangement

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of the windows, which allows to glimpse the action between the modules, the contribution of a footbridge, light from pierced ceilings and a minimal amount of doors integrate this approach: "I wanted to create a spacious and discreet living space where every piece affirms its character and encourages an interconnection, strong and intuitive." The master bedroom has some surprising features: crossing the walk-in and the bathroom leads to the bedroom, an approach that reimagines the codes of convention in favour of the experience. Another example of revisited rooms: the guest rooms. Being temporary living spaces, they do not have shelving or ca-

surrounded by windows. Carefully calculated angles of view encourage users to contemplate the patio, garden and, in the distance, the region’s valleys. It is an approach that produces a sensation “of being both on the sidelines and in the heart of the action,” says Guez, who developed his vision with architect Guillaume Kukucka. "I have never seen a project like this one!” This sentence he has heard many times among his stakeholders and suppliers, voluntarily chosen locally. "They were very proud and motivated to participate in the creation of the residence." “Think of a pig barn,” he would tell

while the sinks and bathtubs, both salvaged and purchased second hand, are fully restored to life. The northern orientation of the lot and certain other constraints led to the optimization of the building’s positioning, and to a clever arrangement of the windows—including the skylights—to favour the entry of light, according to the hour of day, the seasons and lives being lived inside the house. “I analyzed the trajectory of the sun, and I also modelled its reflections on the sheet-metal walls. As the hours go by, the light creates interesting shadows and animations,” he says. Inspired by architecture, functionality, suspense novels, stories, and Escher’s

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binets, therefore placing all the emphasis on the view outdoors. Even the size of the doors are non-conventional, one being reworked to an 11-foot height, is found near another that is 6 feet tall. In the kitchen, rather than a standard complement of cabinets, the space is organized around two functional islands, recalling a restaurant kitchen. The layout showcases cookware, cookbooks, seasonings and ingredients stored in wooden baskets. This arrangement encourages play and exploration. Located at one end of the house, the kitchen is

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them with a laugh, trying to shock them while pointing out the project’s rough and fun sides. The interior use of traditional exterior cladding, like corrugated or profiled sheet metal, painted black or gold, disrupts reference points and induces a sensation of being outside, in another place, while actually being inside. “You get the same effect when camping, where you feel as though you are part of nature and yet are protected.” The fireplace also showcases an industrial spirit, with dimensions to match,

drawings of improbable constructions, Laurent Guez reconciles lightness and humour with rigor and rationality. With the team at Tux, a Montreal-based agency serving a North American and European clientele, he plans to apply the principles and creative approach of Chalet Abercorn to future projects of exceptional residences, hotels and leisure. “This home represents the sum of my professional experiences, my childlike gaze, my studies at the Ensaama School of Art and Design in Paris, and my travels. It embodies simple but powerful ideas.”


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NUOVI PERCORSI, LUCE E SUPERFICI AL CENTRO DEL PROGETTO DI RINNOVO DI UNA RESIDENZA ANNI ‘40 La localizzazione di questa abitazione unifamiiare degli anni ’40, situata in una città giardino di 32.000 alberi in una delle municipalità più esclusive di Montreal e caratterizzata da un favorevole orientamento nord-sud, ha conquistato immediatamente la giovane coppia di nuovi proprietari, i quali hanno ingaggiato Martine Brisson come consulente per la ristrutturazione. Alla progettista sono apparsi su-

nerari e i percorsi interni di fruizione delle diverse stanze e dei diversi ambiti della residenza, studiando il modo in cui le persone si muovono all’interno degli ambienti e adeguandone di conseguenza volumi, dimensioni e funzioni. In questo ripensamento complessivo dell’utilizzo della casa e di stravolgimento del suo lay-out, una scelta decisiva è stata quella di creare nuove finestre e di allargre quelle esistenti, al

volozza di colori neutri e uniformi, adatti a far risaltare l’impressione di luminosità degli spazi attraverso le tonalità di bianco, grigio e nero. Anche la scelta dei materiali da rivestimento è stata ispirata a questa volontà di valorizzare la luminosità interna, con l’impiego di quercia bianca uniforme per i pavimenti in legno e rovere termoformato per scaffali e armadiature. Ma la scelta di una trama cromatica neutra e

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bito chiare le svariate problematiche dell’immobile, dovute soprattutto alla scarsa luminosità complessiva, a spazi costretti e poco funzionali nonché a un layout complessivo datato e poco adatto agli stili di vita contemporanei. La proposta radicale fatta dall’architetto ai nuovi proprietari è stata quella di una completa rivisitazione degli ambienti e un ridisegno dei percorsi della casa, attraverso l’abbattimento di tutte le partizioni interne e la creazione di nuove travi e strutture di supporto. L’approccio progettuale si è infatti basato sul principio di analizzare gli iti-

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fine di consentire un fluire ininterrotto e abbondante della luce naturale all’interno della casa, una luce nuova che inondando le aree centrali dell’abitazione ha avuto il potere di far apparire gli spazi più ampi di quanto siano in realtà. Va sottolineato come per valorizzare la luminosità della casa e la rinnovata spazialità provocata dalle nuove fonti di luce, derivate come specificato sopra dalla creazione di nuove aperture e dall’ampliamento di quelle esistenti, è stato assegnato un valore specifico al trattamento delle superfici interne, interamente giocate su una ta-

poco invadente ha avuto anche la funzione di creare il palcoscenico adatto all’introduzione del “colpo di scena” per quanto concerne l’utilizzo dei materiali d’arredo, ovvero una cucina realizzata a isola con un piano di lavoro di pregiato marmo calacatta, utilizzato anche per rivestire gli inserti angolari dei pensili. L’utilizzo di questo materiale lapideo caratterizzato da una texture ricca e virata sulle tonalità del grigio costituisce un elemento compositivo potente all’interno della scala di tonalità neutre scelta come base cromatica degli spazi interni.


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Un altro elemento decisivo della composizione è inoltre un setto portante da parete a soffitto collocato di fronte all’area cucina caratterizzata da un ampio e fruibile spazio. Questo elemento svolge diverse funzioni aggiuntive: sul lato della sala da pranzo sostiene le scale che conducono al seminterrato e scherma parzialmente la cucina aperta sulla zona living; sul lato opposto contiene invece una cantina, un armadio, un mobile per la porcellana e un ripostiglio per vari attrezzi da cucina. L’approccio generale di valorizzazione degli spazi della casa caratterizza anche gli spazi privati dell'ala sud, dove la camera padronale e il

bagno convivono in un unico ambiente, nel quale una sezione di sostegno alle pareti del box doccia svolge il ruolo di supporto strutturale e definisce altresì le due zone della camera senza frammentare lo spazio pur fornendo la privacy necessaria per l'uso del bagno. Invisibili dalla camera da letto, i sanitari sono infatti disposti in modo da mantenere libere le pareti perimetrali della stanza. Per aumentare infine l’effetto di compenetrazione degli spazi, l’architetto ha suggerito di introdurre aggiungere un oblò rivolto verso la porta dell'area comune, mentre la posizione strategica della finestra alla fine del passaggio

nord-sud attraverso il piano terra ha un effetto davvero magnetico: entrando nella stanza, semplicemente lasciando la porta aperta, lo sguardo è infatti catturato immediatamente verso l'esterno. In questo progetto, rimuovendo le barriere fisiche e i piani di separazione all’interno della casa, il progettista ha consentito ai nuovi proprietari di reinventare completamente lo spazio ispirandone al contempo un nuovo modo di abitarlo. R.A.

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NEW PATHS, NATURAL LIGHTING AND SURFACES THE FOCUS OF RENOVATING A 1940S HOME The location of this single-family house built in the 1940s, set in a garden with 32,000 trees in one of Montreal’s most exclusive districts and with a pleasant north-south orientation, immediately won over its new young owners, and the couple hired Martine Brisson as consultant for the needed make-over. To the designer it was immediately clear that the house had various prob-

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lems, mainly due to meager lighting, small rooms and a dated layout unsuited to contemporary lifestyles. The architect’s radical proposal to the new owners was to gut the interiors and redesign the routes through the house, replacing walls with new beams and support structures. In fact, the design approach was to analyze the routes used to and from the various rooms,

studying how people moved through them and as a consequence tailoring volumes, sizes and uses. In this total rethinking of overall house use and drastic overhauling of its layout, a decisive role was played by creating new windows and enlarging the existent to provide an uninterrupted, abundant flow of natural light into the interior: new light that, flooding the central parts of


the house, made it possible to make spaces look larger than they are. It should be emphasized that to valorize the house’s luminosity and renewed spatiality gained by this work on the windows, a specific value was given to treatment of the internal surfaces, wholly played on a palette of uniform, neutral colors – white, gray and black – that could enhance the impression of lightness and spaciousness. The surfacing materials were chosen for the same purpose, using uniform white oak for the flooring and thermoformed oak for shelves and cabinets. And this choice of neutral, subtle colors also served to set the stage for “surprising” furnishings, such as an island kitchen with counter in premium Calacatta marble, a material also used for the corner inserts of the cabinets. This material, with a rich texture in shades of gray, provides a powerful compositional element within the scale of neutral tones chosen for the rooms. Another decisive element is the floorto-ceiling wall unit located in front of the spacious kitchen area. This loadsupporting unit serves various purposes: on the dining room side it supports the stairs leading to the basement and partially hides the kitchen from the living room; on the other side it has a wine cellar, china cabinet and cabinet for various types of kitchen equipment. The overall approach to valorizing the house’s space also extends to the private areas of the south wing, where the master bedroom and bath form a single room, with the shower stall partition providing structural support and defining the two portions of the room without interrupting the space yet ensuring the privacy required for the bathroom. Invisible from the bedroom, the sanitary fixtures are in fact arranged so that the walls of the room remain free. Finally, to increase the effect of spatial flow, the architect suggesting adding a porthole facing the entrance to the living room, while the strategic positioning of the window at the end of the north-south passage across the ground floor is truly magnetic in effect: entering the room, simply by leaving the door open you immediately look outwards. In this design, by removing the physical barriers and walls from the

house the architect enabled the new owners to completely reinvent its space, at the same time creating a new way to inhabit it.

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CALCESTRUZZO E VETRO PER LA GLASSELL SCHOOL OF ART PROGETTATA DA STEVEN HOLL L'archistar statunitense Steven Holl ha recentemente firmato il progetto della nuova Glassell School of Arts di Houston, che sostituisce una precedente costruzione del 1979 e si inserisce nel progetto di riqualificazione del grande Campus del Museum of Fine Arts della città texana, istituzione culturale fondata nel 1900 e che nel corso del secolo scorso ha affidato il suo ampliamento ad architetti del calibro

di "L" che disegna una piazza aperta in continuità con il Lillie e Hugh Roy Cullen Sculpture Garden, tra le opere di Louise Bourgeois, Henri Matisse, Auguste Rodin e Anish Kapoor, mentre la sua copertura, in parte inclinata, è interamente percorribile attraverso una passerella che collega le due aree centrali del complesso: l’anfiteatro, posto alla base, e il roof garden, che domina l’intero campus.

seriscono 170 aperture vetrate di diversa forma e dimensione (triangolari, rettangolari, romboidali) per offrire un’adeguata illuminazione naturale agli spazi interni. Il gioco di inclinazioni dato dall’alternanza dei pannelli in calcestruzzo e vetro opaco non solo allude alle pareti di Isamo Noguchi nel suo giardino di sculture ma conferisce anche dinamicità alla facciata, che sembra così

Photo Credit: RICHARD BARNES

di Mies van der Rohe, Rafael Moneo e Isamu Noguchi. La Glassell School è inoltre l’unica scuola d’arte degli Stati Uniti affiliata ad un museo, con programmi rivolti a studenti di tutte le età, dai bambini agli adulti. L’edificio realizzato da Steven Holl Architects - che si estende su una superficie di 8.700 metri quadrati suddivisi in tre piani fuori terra - conserva la scelta di cemento e vetro che caratterizzava la sede precedente della scuola, ma è fortemente connotata dal linguaggio dell’architetto americano. Esso si presenta con una struttura a forma

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La Glassell School accoglie al suo interno 36 aule destinate all'attività didattica e ai numerosi laboratori (gioielleria, ceramica, scultura, ecc.), tutti illuminati con luce naturale e progettati per ospitare più di 8.500 bambini e adulti all’anno, tre gallerie - che fronteggiano la piazza esterna - adibite a ospitare mostre, una suggestiva scala centrale che funge da forum della scuola, un auditorium da 75 posti e una caffetteria. Le pareti dell’edificio sono state realizzate con 178 pannelli prefabbricati di calcestruzzo sabbiato in cui si in-

muoversi orizzontalmente lungo le linee dei marcapiani. "Il nostro edificio per la Glassell School è una parte della strategia complessiva di ridefinizione degli spazi pubblici dell’intero campus", spiega Steven Holl. "I pannelli alternati in cemento e vetro creano una porosità tra l’interno e l’esterno, mentre gli spazi di raccordo, tra cui il tetto inclinato, offrono un’esperienza civica per gli studenti e per il pubblico, con una vista spettacolare del quartiere e dello skyline della città". P.P.


Photo Credit: RICHARD BARNES

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CONCRETE AND GLASS FOR THE GLASSELL SCHOOL OF ART DESIGNED BY STEVEN HOLL American architstar Steven Holl designed the new Glassell School of Art in Houston, which replaces the former 1979 facility and is part of a project for renovating the big campus of the Museum of Fine Arts in the Texas city, a cultural institution that in the twentieth century entrusted its expansion to world-famous architects like Mies van der Rohe, Rafael Moneo and Isamu Noguchi. In addition, the Glas-

Henri Matisse, Auguste Rodin and Anish Kapoor) while its partly inclined roof features a walkway connecting the two central areas of the complex: the amphitheater at its base and the roof garden overlooking the entire campus. Inside, the Glassell School has 36 classrooms and numerous studios/workshops (for jewelry making, ceramics, sculpture, etc.), all lit with natural

concrete panels and opaque glass not only alludes to the walls by Isamu Noguchi in the sculpture garden but also gives dynamism to the façade, which seems to move horizontally along the sidewalks. “Our building for the Glassell School is part of an overall strategy of redefining the whole campus’ public spaces”, Steven Holl explained. “The alternating panels in concrete and glass create

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sell is the only art school in the United States affiliated with a museum, offering courses for people of all ages, from children to seniors. The building Steven Holl Architects created - which covers an area of 8,700 square meters on three floors retains the choice of cement and glass that characterized the earlier building but is strongly connoted by the American architect’s language. It is an “L”shaped structure creating an open plaza in continuity with the Lillie and Hugh Roy Cullen Sculpture Garden (containing works by Louise Bourgeois,

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light and designed to host more than 8,500 students (children and adults) per year; three galleries - facing the external plaza - for exhibits, a lovely central staircase serving as the school’s meeting place; a 75-seat auditorium and a cafeteria. The walls of the building were constructed with 178 prefabricated, sanded concrete panels holding glass apertures in different shapes and sizes (triangular, rectangular, rhomboidal) to provide adequate natural lighting for the interiors. The play of inclinations created by the alternation of

porosity between interior and exterior, while the connecting spaces, including the sloped roof, offer a civic experience for students and the public, with a spectacular view of the complex and the Houston skyline”.


DRESSING IS CARING FOR (SOMETHING): UNA NUOVA PELLE PER UN HOTEL IN INDONESIA Questo intervento progettato dallo Studio LMA - Lorenzetti-Medici Architetti Associati, studio di architettura con sede in provincia di Milano – ha previsto il rifacimento degli esterni e della lobby d'ingresso per un hotel ubicato nella città Purwokerto, nella provincia di Jawa Tengah in Indonesia. Il progetto si è proposto di definire e caratterizzare in maniera decisa il design esterno di un hotel in fase di realizza-

zione, in cui il trattamento delle superfici e la valorizzazione della loro valenza compositiva ha svolto un ruolo centrale. Il dato di partenza è un edificio esistente fatto di volumi semplici, al quale si è deciso appunto di applicare una nuova pelle, articolata e formata da diversi elementi. Date le particolari condizioni climatiche il progetto ha puntato l'attenzione sull'utilizzo di diverse tipologie di schermature solari

per le diverse parti dell'edificio (green wall, pannelli metallici, frangisole orizzontali), ottenendo come risultato un sistema articolato e armonico che si sviluppa ricoprendo i volumi del fabbricato e garantendo loro una nuova identità stilistica forte e marcata, ma al contempo connessa con gli echi formali dell’architettura indonesiana tradizionale. R.A.

Photo Credit: LMA - LORENZETTI-MEDICI ARCHITETTI ASSOCIATI via v2com

DRESSING IS CARING (FOR SOMETHING): A NEW SKIN FOR AN INDONESIAN HOTEL This work designed by LMA – LorenzoMedici Architetti Associati, an architecture firm based in the province of Milan – entailed redoing the exteriors and the entrance lobby of a hotel in Purwokerto, a city in the Jawa Tengh province, Indonesia. The design was intended to define and definitely characterize the exterior of a hotel being created, and surface treatments and

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valorizing their compositional worth played a central role. The starting point was an existent building composed of simple volumes, to which it was decided to apply a new skin, well defined and composed of different elements. Given Indonesia’s particular, tropical climate, the design was attentive to using different kinds of sun screens for the different parts of the building

(green walls, metal panels, horizontal sun screens) as a result obtaining an articulated and harmonious system that covers the building’s volumes and guarantees them new, strong and marked stylistic identity at the same time connected with formal echoes of traditional Indonesian architecture.


Photo Credit: LMA - LORENZETTI-MEDICI ARCHITETTI ASSOCIATI via v2com

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LO SPIRITO DI BERLINO IMPRESSO SULLE SUPERFICI DI UN BAR RISTORANTE A MOSCA Dopo quasi trent’anni dalla caduta del Muro, Berlino è ancora sinonimo di vivacità e cambiamento a ogni livello, sia culturale che architettonico, ma anche nel campo dell’intrattenimento e della vita urbana notturna. Grazie a quest’atmosfera speciale che solo Berlino può vantare tra le grandi capitali europee, è in atto una proliferazione di locali e nightclubs in tutto il mondo che portano la parola “Berlino” nel

verso un originale approccio alla finitura delle superfici verticali in cui sono state riprodotte le trame e i colori delle pavimentazioni della capitale tedesca. Ciò è stato possibile grazie all’utilizzo di pannellature in cemento il cui calco è stato eseguito dall’architetto in prima persona, riproducendo l’impronta di alcuni degli spazi pubblici di Berlino di maggior significato per i collegamenti storici e simbolici con

in larga parte un aspetto poco notato della quotidianità della città. Per questo, attraverso un’astrazione della pietra e delle sue trame trasposte sul cemento, Thilo Reich riesce a restituire un riflesso della miriade di storie che attraversano e hanno attraversato Berlino, e che sono in essa custodite. Come effetto collaterale, la verticalità di questi elementi in cemento sembra citare lo skyline degli edifici prefabbri-

Photo Credit: IVAN EROFEEV via v2com

proprio nome, quasi fosse una promessa di esperienze uniche e irripetibili. È il caso anche di questo locale ristorante a Mosca, denominato appunto “Berlin Bar”, i cui spazi l’architetto berlinese Thilo Reich è stato invitato a ripensare in virtù della sua fama come progettista di ambienti dedicati alla ristorazione; spazi che Reich ha proposto di trasformare in modo radicale seppur poetico. La visione progettuale da cui è partito l’architetto è stata quella di riprodurre negli interni il sapore dello spazio pubblico di Berlino di questo locale moscovita, attra-

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Mosca: come il viale di fronte al Café Moskau: la linea di demarcazione tra settore americano e settore russo nella Berlino occupata dell’immediato dopoguerra; Glienicker Brücke o il distretto di Charlottenburg, tradizionalmente abitati da una maggioranza di popolazione russa. Le pavimentazioni di pietra sono modellate dalla storia della città e dei suoi abitanti, trattengono le tracce della vita urbana e dei suoi cambiamenti politici e sono – con l’eccezione delle cosiddette “Pietre d’Inciampo” che segnano luoghi tragici del periodo nazista e delle deportazioni –

cati che dominano il paesaggio urbano di Berlino ma anche i rilievi artistici che si trovano spesso sulle facciate e nei foyer dell'architettura moscovita di epoca socialista. Il concetto di design connette in questo modo Berlino a Mosca attraverso l’estetica, seppur la ruvidezza dei rivestimenti murali grigi e l'uso minimalista del cemento contrasta con gli interni spesso colorati e dorati dei ristoranti classici di Mosca. Così come unici per Berlino sono i modelli e le disposizioni delle pietre del marciapiede che vengono tradotte nei getti dei rivestimenti verticali, altret-


Photo Credit: IVAN EROFEEV via v2com

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tanto uniche sono le pietre prefabbricate in cemento che Thilo Reich utilizza per i piani dei tavoli e il bar. Le lastre della pavimentazione, a partire dalle casseforme disponibili in cinque forme standard, si trasformano anche nelle superfici dei tavoli, con linee di ottone sottili e una struttura portante massiccia che ricompone le cinque casseforme in forma tridimensionale. Gli elementi urbani di Berlino dettano perciò la sceneggiatura del progetto di questo bar e attraversano l'intero concetto compositivo di Thilo Reich. Un racconto che raccoglie tracce e momenti della vita berlinese: come le lampade da bar, a prima vista bande

luminose e sinuose che si intrecciano nella stanza, che sono in realtà composte da moduli di lampioni di Berlino est; o le sottostrutture delle panche in pelle marrone ricavate dalla panchine dei biertgarden, mutuate dalla Baviera e oggi parti integranti dello spirito urbano berlinese. Ulteriori dettagli come bicchieri da cocktail soffiati a mano con la stessa struttura dei tavoli o lo specchio composto di vetri riflettenti dell'ex Palast der Republik raccontano l'attenzione del progettista per i dettagli e la volontà di utilizzare quasi esclusivamente materiali di Berlino o prodotti anche a Berlino. In un design in cui le superfici sono

protagoniste della composizione complessiva, passato e presente sono strettamente intrecciati, e il Berlin Bar di Mosca ricorda il legame storico tra queste due grandi città, omaggiando il presente di Berlino attraverso il linguaggio del non finito, del grezzo, dell'urbano. R.A.

Photo Credit: IVAN EROFEEV via v2com

THE SPIRIT OF BERLIN IMPRESSED ON THE SURFACES OF A BAR RESTAURANT IN MOSCOW Almost 30 years after the fall of the wall, Berlin is still a synonym for dynamic change, for culture, free spaces — and for a nightlife without limits. Thanks to this special Berlin atmosphere, all around the globe bars and nightclubs pop up that carry Berlin in its name and with it the promise to transfer a unique experience. Invited by gastronomes to design a

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Berlin Bar in Moscow, Berlin-based architect Thilo Reich—a fixture in designing gastronomical spaces—proposes a radical yet poetic translation. His concept transfers the public space of Berlin into an interior space of Moscow. He creates within the intimate and small bar a public and social space with concrete wall reliefs of Berlin sidewalks. The castings of

pavement segments that the architect took personally from public places in Berlin relate to the exchange and history between Berlin and Moscow: The sidewalk in front of Café Moskau, the former demarcation line between the Russian and the American Sector, Glienicker Brücke or the district of Charlottenburg, which traditionally has a large Russian population. The


pavement stones are formed by the history of the city and its people, hold traces of city life and political changes and are—with the exception of the historic Stolpersteine—a widely unnoticed aspect of daily city life. Through an abstract stone image made up of concrete, Thilo Reich offers us a glimpse into the myriad Berlin histories that are stored within them. As a side effect, the vertically propped up ground plates cite prefab buildings that dominate Berlin’s cityscape and the artistic reliefs that are often found on facades and in foyers of socialist architecture. The design concept connects Berlin with Moscow— and yet with the roughness of the gray wall paneling, the minimalist use of concrete in contrast to the often colourful and golden interiors of gastronomical establishments in Moscow.

In the spacial design, past and present, history and snapshots are closely entwined. The Berlin Bar recalls the historic connection between the two

cities and equally celebrates Berlin’s present, the unfinished, the rough, the urban.

Unique for Berlin are the patterns and arrangements of the pavement stones that are translated in the castings, as are the prefab concrete stones Thilo Reich uses for the table tops and the bar. The pavement plates—since GDR times available in five standard forms—are now table surfaces with fine brass lines and a massive bar that is compiled of the five forms into a three-dimensional object. Berlin’s urban street elements as a script for the design of the bar runs through Thilo Reich’s entire design concept. A narrative that consequently picks up on traces and moments of Berlin life: the bar lamps—on first view glowing and winding bands of light weaving through the room— are made up of modules of EastBerlin street lights. The substructures of the brown leather benches are made of simple beer benches—once imported from Southern Germany, now an integral part of Berlin’s streetscape. Further details such as hand-blown cocktail glasses with the same diamond structure as the tables or a mirror made of reflecting window panes of the former Palast der Republik tell of the attention to detail of the architectural concept that also foresees to only use materials from Berlin and have everything produced in Berlin, as well. Photo Credit: IVAN EROFEEV via v2com

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ACQUA E VETRO PER LA “CITTÀ DEL CIELO”: L’HEADQUARTER DI UN DEVELOPER A FUZHOU Chiamati a progettare l’headquarter di “Unicity of Vanke”, importante developer di Fuzhou, i progettisti di WJ Design volevano rimarcare la differenza tra la nuova “City of Sky” – come è stato chiamato l’edificio – e i tradizionali fabbricati della stessa tipologia costruiti in Cina. Per questa ragione, invece che concentrarsi sullo stile, gli architetti hanno rivolto l’attenzione al senso dell’esperienza della vita, convinti che uno

spazio di buona qualità necessiti di essere strettamente integrato sia con l’ambiente che con il costruito circostante, rappresentando al contempo il significato della sua funzione. Il design è stato perciò ispirato dalla volontà di esprimere il flusso naturale delle cose e dell’esperienza, traducendolo nei dettagli architettonici dell’edificio in cui le ampie superfici di acqua e vetro svolgono un ruolo fondamentale. Attraverso

una rampa di collegamento la prima cosa che impone alla vista è infatti un ampio specchio d’acqua, in quanto l’elemento liquido è in grado di rendere maggiormente vitale l’intero ambiente. La reazione poetica dell’acqua con le ampie superfici vetrate che consentono un’abbondante pioggia di luce naturale all’interno dona infine un respiro armonico e naturale all’intera composizione. R.A.

Photo Credit: HUANG via v2com

WATER AND GLASS FOR THE “CITY OF SKY”, A DEVELOPER’S HEADQUARTERS IN FUZHOU Commissioned to design the headquarters of “Unicity of Vanke”, an important Fuzhou developer, the WJ Design team wanted to stress the difference between the new “City of Sky” – as the building is called – and the traditional ones of the same type built in China. And so, instead of concentrating on style, the architects paid attention to the feeling of experiencing life, con-

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vinced that a fine building must be closely integrated into both the environment and the surrounding buildings, at the time representing the meaning of its function. So the design was inspired by the desire to express the natural flow of things and of experience, translating this into the architectural details of the building whose ample surfaces of water and glass play a fun-

damental role. By means of the connection ramp, in fact, the first thing that meets the eye is a large outdoor pool, since the liquid element makes the whole environment more vibrant. The poetic interplay of the water with the large glass curtain walls creates an abundant flow of natural lighting inside and gives harmonious, natural breath to the entire composition.


Photo Credit: HUANG via v2com

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UNA VILLA DI VETRO SOSPESA TRA ACQUA E TERRAFERMA NEL GLOUCESTERSHIRE Lo studio olandese Mecanoo ha progettato una lussuosa villa su un lago nel Glouchestershire, vicino Londra. Per questa residenza di 600 mq su 3 piani - di cui uno sotto il livello dell'acqua gli architetti hanno scelto di sostituire i muri perimetrali con delle vetrate a piena altezza che proseguono intorno agli angoli per consentire ai residenti una vista senza soluzione di continuità sull’acqua, creando una simbiosi per-

fetta tra interni e paesaggio lacustre. La villa è inoltra connessa con l'esterno da un ponticello e da ampie terrazze in legno, che sembrano farla fluttuare tra il lago e la terraferma. I principi di sostenibilità e trasparenza si riflettono inoltre nella scelta di linee sottili, colori, materiali e illuminazioni che ben si armonizzano con l'ambiente circostante. Un grande caminetto divide la casa in zone definite, creando

aree più intime pur mantenendo aperti gli ambienti. Al centro della pianta, un vuoto a tutta altezza occupato dalla scalinata connette i 3 piani della casa in un ampio e luminoso spazio interno. Un ulteriore tocco di leggerezza è aggiunto dai generosi lucernai e dalle pareti bianche, a cui fanno da elegante contrappunto il parquet di legno scuro e gli inserti di metallo brunito. P.P.

Photo Credit: BLUE SKY IMAGES / MARIASHOT.PHOTO

A GLASS HOUSE SUSPENDED BETWEEN WATER AND LAND IN GLOUCESTERSHIRE The Dutch Mecanoo architecture firm designed a luxurious house, Glass Villa, on a lake in Gloucestershire, near London. For this 600-square meter home on three levels - one below water level - the architects decided to substitute outer walls with full-height windows that wrap around the corners to give occupants an uninterrupted view of the water, creating a perfect symbiosis between the interiors

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and the lake landscape. The house is also connected to the land by a little bridge and spacious wooden decks that seem to float between lake and solid ground. The principles of sustainability and transparency are also reflected in the choice of subtle lines, colors, materials and illuminations that blend in well with the surroundings. A big fireplace divides the house into well-defined zones, creating

more intimate areas while keeping the rooms open. In the center of the layout a full-height empty space occupied by the staircase connects the three floors of the house in an ample and luminous internal space. A further touch of lightness is added by big skylights and white walls that provide an elegant counterpoint to the dark wood parquet and inserts of burnished metal.


SUPERFICI DI SALE PER UN’INNOVATIVA WELLNESS ROOM The Welpod è una stanza immersiva multisensoriale progettata per promuovere il benessere fisico ed emozionale, reinventando il concept di sauna tradizionale con nuovi livelli di funzionalità e nuovi significati. Andando oltre le qualità della tipica sauna, WelPod è progettata per favorire meditazione, hot yoga, stretching, profondo rilassamento e riabilitazione. La progettazione si basa sulla selezione e l'uso innovativo

di materiali da costruzione naturali e terapeutici. Le pareti perimetrali sono infatti realizzate in mattoni di sale retroilluminati che definiscono le superfici di uno spazio pulito e aperto, infondendo al contempo una miriade di benefici terapeutici. Oltre a conservare il calore e ad aumentare l'efficienza termica dell’ambiente, il sale non raffinato pulisce l'aria, allevia i problemi della pelle, purifica l'apparato respira-

torio ed emette ioni negativi, elevando anche l'umore. Grazie a un sistema di ancoraggi realizzati su misura, questi blocchi di sale vengono installati senza necessità di utilizzare adesivi o malte, consentendone così anche una facile manutenzione e smontaggio. La metratura di questo concept di sauna readymade è di circa 35 mq e il materiale di rivestimento superficiale esterno può essere customizzato. R.A.

Photo Credit: MARTIN KNOWLES via v2com

SALT SURFACES FOR AN INNOVATIVE WELLNESS ROOM The WelPod is an immersive and multisensory room designed to promote physical and emotional well-being. It is a modern reinvention of the sauna with many new layers of functionality and purpose. Expanding beyond the qualities of a typical sauna, the WelPod is designed for meditation, hot yoga, stretching, deep relaxation, and rehabilitation. The driving force behind The WelPod’s soothing envi-

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ronment lies in the innovative selection and use of natural, therapeutic materials in its construction. Glowing salt brick walls enclose a clean, open space while infusing a plethora of therapeutic benefits. In addition to storing heat and increasing efficiency, unrefined salt cleans the air, relieves skin problems, cleanses the respiratory system and emits negative ions, which elevates mood. A custom-

built rail system is used to mount the salt bricks without adhesive or mortar, allowing for easy maintenance and dismantling. The footprint is roughly 100 sq ft and the exterior finish material can be customized to complement its surroundings. North American market segments for The WelPod include single family homes, multi-family developments, spas, resorts, clinics, retreat centres, and more.


Photo Credit: MARTIN KNOWLES via v2com

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SCHERMO FORATO E GIOCO DI VOLUMI IN UN EDIFICIO POLIFUNZIONALE L’intenzione del proprietario era quella di ampliare e trasformare un edificio a tre piani affacciato su Van Horne Avenue a Outremont, Montreal. Dell'edificio esistente doveva essere preservata solo la struttura in cemento del piano terra, giocando a livello compositivo con una serie di volumi in parte sovrapposti a creare un sistema di terrazze esterne private per ogni unità. L'elemento caratterizzante della facciata su strada è

uno schermo sovrapposto costituito da pannelli di alluminio perforato, dipinti di bianco. Questa schermatura, definita dai progettisti “simile a un pizzo”, riflette i propri giochi di luce anche sulle pavimentazioni interne delle varie unità. Dall'interno, inoltre, lo schermo funge da chiostro, proteggendo gli occupanti. Verso l’esterno, invece, quando di sera le luci sono accese, l'edificio si illumina come una lanterna. Una nicchia al se-

condo piano della facciata principale crea inoltre una loggia, un elemento architettonico spesso visto in Van Horne Avenue, che contiene una copertrura verde installata su una serie di travi. Le suddivisione funzionale dell’edificio prevede al piano terra spazi ad uso commerciale, al secondo piano un appartamento da affittare e infine, al terzo piano, la casa del committente. R.A.

Photo Credit: ADRIEN WILLIAMS via v2com

A PERFORATED SCREEN AND PLAY OF VOLUMES FOR A MULTI-PURPOSE BUILDING The owner’s intention was to enlarge and transform a three-story building on Van Horne Avenue in Outremont, Montreal. To be preserved of the original building was only the cement structure on the ground floor, playing compositionally with a series of volumes, in part superimposed, to create a system of private terraces for each unit. The element characterizing the facade over-

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looking the street is a superimposed screen consisting of perforated aluminum panels, painted white. This screen, which the designers said is “lace-like”, reflects plays of light also onto the floors of the various apartments. Moreover, from the inside the screen serves as a shield, protecting occupants. Outside, when lights are turned on in the evening, the building

is illuminated like a lantern. An alcove on the second floor of the main facade creates a loggia, an architectural element often seen on Van Horne Avenue, which contains a green roof installed on a set of rafters. The building has commercial space on the ground floor, the first floor has apartments for rent and the top floor is the owner’s home.


Photo Credit: ADRIEN WILLIAMS via v2com

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SEAN CONNOLLY AT DUBAI OPERA: SUPERFICI CONTEMPORANEE ISPIRATE AI TEMI MARINI “Sean Connolly at Dubai Opera” è un ristorante, bar e food-court nel cuore pulsante Dubai, con una vista direttamente sul Burj Khalifa ed è l'unico ristorante nel nuovo spazio dell'Opera di Dubai. Il ristorante è stato ispirato dalla forma e dalle proporzioni estremamente irregolari dell'edificio in cui si colloca, attirando l’attenzione dei progettisti di Alexander & CO verso il design e l'architettura classica del XX

secolo, combinati con le influenze oceaniche australiane e neozelandesi tipiche della cucina di Sean Connolly. Ogni elemento di design all'interno del luogo rielabora delle suggestioni marine, dall'ostrica con la sua combinazione di superfici lisce e sensuali e superfici esterne strutturate, ai toni oceanici e ai colori di coralli e tonalità perlacee. Gli elementi del controsoffitto a volta, che richiamano sia l’in-

terno di un'ostrica che le geometrie iconiche della Sydney Opera House, sono una sorta di gioiello riflettente. Gli spazi principali sono dominati dal Pearl Bar centrale, caratterizzato da rivestimenti in pelle grigia, legno di noce e marmo rosato. I divanetti sono anch’essi in marmo grigio rivestiti di pelle rosa, una soluzione stilistica che ricorda i delicati contrasti dei coralli oceanici. R.A.

Photo Credit: BROOKE HOLM via v2com

SEAN CONNOLLY AT DUBAI OPERA: CONTEMPORARY SURFACES INSPIRED BY MARINE THEMES Sean Connolly at Dubai Opera is a 350 person restaurant, bar and courtyard in the heart of bustling Dubai, with direct views of the Burj Khalifa and is the only restaurant in the newly opened Dubai Opera space. The restaurant was inspired by the highly irregular shape and scale of the building and tenancy and drew upon Alexander &CO’s personal interest in 20th-century classic design

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and architecture combined with the oceanic Australian/New Zealand influences of Sean Connolly’s cooking. Each design element within the venue explores ideas of the sea, from the oyster with its combination of smooth sensual surfaces and textured outer surfaces, to the oceanic tones and colours of corals and pearlescent hues. Vaulted ceiling tiles which reference both the inside of

an oyster and the iconic geometries of the Sydney Opera House are jewel like and reflective. The main spaces are focused upon the central cocktail Pearl Bar, constructed from grey leather, walnut timber and yellow marble. The grey marble banquettes with their pink leather are reminders of the delicate contrasts of the ocean corals.


Photo Credit: BROOKE HOLM via v2com

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MIX MULTICULTURALE DI MATERIALI E SUPERFICI PER UN ATTICO A BEIRUT Progettato da Askdeco per un cliente particolarmente colto e attento alle soluzioni architettoniche e di design da adottare, l’attico One Oak 5A2 situato nel centro di Beirut è il risultato di un dialogo costante tra progettisti e committente, capace di dare corpo al desiderio di ottenere uno spazio vibrante e variegato che riflettesse la vocazione al sincretismo stilistico e la vivacità culturale del proprietario, un collezio-

Askdeco, Nisrine Nasr, ha instaurato un dialogo creativo che ha prodotto un equilibrato mix di suggestioni arabe, marocchine e occidentali in grado di creare un ambiente raffinato e allo stesso tempo confortevole. A differenza di un approccio progettuale piuttosto diffuso che mira a ricreare una ambientazione omogenea e uniforme in tutti gli spazi della casa, il briefing del cliente aveva invece richie-

pinti di Joan Miró, T.P.Hardisty e Hussein Madi, ai divani Moroso e agli armadi Nada Debs. La residenza One Oak 5A2 crea un palcoscenico cromatico per i suoi proprietari attraverso stilemi mediterranei, mobili d'avanguardia e persino elementi di cultura pop che includono un jukebox da salotto. Il blu del Mediterraneo e il giallo brillante di alcuni elementi e opere d’arte accentuano invece lo stacco con la cu-

Photo Credit: ALEX JEFFRIES via v2com

nista d’arte e di pezzi unici d’arredo e di design. L’obiettivo dello studio di progettazione libanese - nche può vantare un portfolio internazionale che include residenze di lusso, yacht privati e grandi strutture commerciali – ha cercato di fondere in un unico spazio il variegato orizzonte di gusti del cliente, un universo ideale di colori e molteplici textures ispirate ai molteplici contesti culturali che il committente ha imparato a conoscere nei suoi numerosi viaggi d’affari. Lavorando pertanto in strettissima relazione con il proprietario, la chief designer di

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sto agli architetti che ogni stanza fosse dotata di una propria personalità e una forte identità stilistica, il tutto ovviamente fuso in un unicum comunque armonico e compiuto. Un’aspettativa che i progettisti di Askdeco sono riusciti a soddisfare mescolando elementi classici, moderni e contemporanei. Pareti bianche e levigate e pavimenti in marmo di Carrara forniscono lo sfondo migliore per consentire ad ogni elemento colorato di emergere con la propria individualità stilistica: le superfici neutre sono al servizio dei pezzi unici che impreziosiscono gli arredi, dai di-

cina bianca aperta sulla casa, che si collega ad una zona pranzo adiacente e ad un'area lounge che funge da accogliente spazio conviviale. La camera da letto in stile contemporaneo si apre infine su una terrazza affacciata sul mare, con porte armadio a specchio a tutta altezza al fine di creare l'illusione di uno spazio ancora maggiore, con un colorato dipinto di Cortine Martin che infonde colore all'arredamento contemporaneo della stanza. R.A.


A MULTICULTURAL MIX OF MATERIALS AND SURFACES FOR A PENTHOUSE IN BEIRUT Designed by Askdeco for a highly cultured client attentive to architectural and design concepts, the One Oak 5A2 penthouse located in the center of Beirut is the result of constant dialogue between designer and client able to give form to the desire for a vibrant, variegated space reflecting the vocation for stylistic syncretism and cultural eclecticism of the owner, a collector of art and unique pieces of furniture and design. The aim of the Lebanese design studio – whose international portfolio includes luxury homes, private yachts and big commercial structures – was to blend into a single apartment the variegated tastes of the client, an ideal universe of colors and multiple textures inspired by the many cultural contexts that the client has encountered in his numerous business trips. And so working closely with the client, Askdeco’s

chief designer, Nisrine Masr, installed a creative dialogue that produced a balanced mix of Arab, Moroccan and Western influences generating a refined yet comfortable dwelling. Unlike the fairly common design approach seeking to create a homogeneous, uniform style throughout a home, the client’s briefing had instead called for each room to have its own personality and strong stylistic identity, the whole obviously blended into a harmonious home. A desire that the Askdeco designers succeeded in fulfilling by mixing classic, modern and contemporary elements as the outcome of intense dialogue with the client. Smooth white walls and Carrara marble floors created the best background for letting each colored element emerge with its own stylistic individuality: the neutral surfaces enhance the unique pieces that

enrich the furnishings, from paintings by Joan Miró, T.P. Hardistry and Hussein Madi to the Moroso sofas and Nada Debs cabinets. The One Oak 5A2 penthouse creates a colored stage for its owner by means of Mediterranean accents, avant-garde furniture and even bits of pop culture that include a jukebox in the living room. The blue of the Mediterranean and the bright yellow of several pieces of furniture and works of art accentuate the break with the white open kitchen that connects to a dining area and a spacious living room, perfect for entertaining. The bedroom, contemporary in style, opens onto a terrace overlooking the sea and features closet doors with full-height mirrors creating the illusion of even greater space, with a Cortine Martin painting that adds color to the room’s furnishings.

BE SUSTAINABLE Milano Design Week April 09-14, 2019 Brera Design District C.so Garibaldi 99 Lambrate Design District Spazio Donno/via Conte Rosso 36 Swiss Design Hub Galleria San Fedele/via Hoepli 3/A

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MATERIALI NATURALI PER LE SUPERFICI ESSENZIALI DI UNA RESIDENZA A SHANGHAI In questo progetto firmato Mason Studio, denominato Jjng’an project, le famiglie che da generazioni abitano queste residenze, grazie ad un approccio minimalista, dimostrano come l’essenzialità del design ridefinisca le canoniche nozioni di lusso all’interno di questo tradizionale contesto urbano di Shanghai, in Cina. Il distretto di Jing’an è radicato nella tradizione e nella cultura perché legato indissolu-

di unità residenziali singole. Ogni residenza è stata perciò creata per durare attraverso le generazioni che si succedono, valorizzando la qualità e l’artigianalità degli elementi rispetto all’ostentazione pura. A partire da una rigorosa selezione dei materiali da costruzione e rivestimento, che è ridotta all’essenziale con l’impiego di tre soli materiali principali; legno, marmo e intonacatura manuale a base di gesso.

tegrante nell'architettura degli interni, evidenziando le finiture superficiali e supportando le diverse funzioni dello spazio. La proprietà al piano terra (Townhouse A) è concepita come spazio per una giovane famiglia. Pensata come luogo protetto dal caos dell'ambiente esterno, il suo design ricrea un'atmosfera calma e ordinata tesa a migliorare la qualità della vita familiare attraverso una fluidità percettiva

Photo Credit: SETH POWERS via v2com

bilmente al tempio omonimo che sorge nel suo perimetro. Costruito oltre duemila anni fa, questa architettura rituale rimane il centro fisico e simbolico della comunità. Mentre la città continua a crescere in densità e numero dei suoi abitanti, e le residenze sono costruite per una popolazione in crescita, questo frentico sviluppo ha fornito alle famiglie autoctone l’opportunità di scegliere un'alternativa alla comune tipologia di condominio, rielaborando le nozioni tradizionali di lusso attraverso l’ornamento e l'applicazione decorativa che si sviluppa per addizioni all'interno

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Riducendo i materiali disponibili, durante la progettazione si pone l'accento sulla qualità e l'esecuzione dei raffinati dettagli. Tutte le finiture sono infatti prive di qualsiasi ornamento superfluo, ricercando esclusivamente la bellezza e l'integrità intrinseche del materiale stesso. Un elemento chiave in tutto il design è l'illuminazione, componente altamente studiata e pensata per creare una quinta scenografica e funzionale a prescindere dagli arredi interni. Ben lontana dall’avere solamente una finalità decorativa, l'illuminazione diventa un elemento in-

dello spazio ottenuta soprattutto attraverso l'uso di una tavolozza di colori delicati e naturali, ma anche attraverso trame di materiali morbidi e lineari valorizzate dall'abbondanza di luce naturale. Il soggiorno, la zona pranzo e la cucina sono aperti l'uno rispetto all'altro per incoraggiare l'interazione familiare e la convivialità comune. Textures in pietra naturale e legno di quercia chiaro adornano le superfici verticali e orizzontali dell'involucro interno, mentre la scala centrale scende verso un'area svago nella quale, grazie a un lucernario, piove la luce naturale del


Photo Credit: SETH POWERS via v2com

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giorno che proviene dal giardino interno dell’abitazione. Il vano scala in marmo continua anche al piano superiore creando l’accesso a tre camere da letto e ai rispettivi bagni. Queste aree strettamente private sono state progettate per garantire spazi funzionali ai singoli membri della famiglia. La progettazione del dettaglio e la cura del particolare sono finalizzati anche alla volontà di educare alla cura dei beni personali mettendone in evidenza il valore attraverso l’architettura. La proprietà al piano superiore invece (Townhouse B), è progettata per una famiglia più matura, che trascorre il proprio tempo libero dedicandosi atti-

vamente a iniziative sociali, nonchè intrattenendo la famiglia allargata all'interno della propria casa. La tavolozza dei colori, il pattern e le variazioni materiche riflettono la vivacità dello stile di vita dei proprietari. Su tutto il piano principale, le zone soggiorno e pranzo hanno una gamma di colori saturi ad alto contrasto. Pannelli in legno di rovere a grana aperta e lastre di marmo naturale sono utilizzati come rivestimenti delle superfici di pareti e pavimenti. Le fantasie grafiche naturali di questi materiali e le trame levigate rafforzano la loro qualità e l'innata unicità. Una scala centrale sale attraverso i livelli impreziosita con con opere

d'arte personalizzate e un sistema di illuminazione integrata per enfatizzare le geometrie e i volumi architettonici, culminando al livello del tetto dove i residenti godono di un'ampia terrazza panoramica privata. R.A.

Photo Credit: SETH POWERS via v2com

NATURAL MATERIALS FOR THE ESSENTIAL SURFACES OF A RESIDENCE IN SHANGHAI For the Jjng’an project, the multi-generational families that inhabit these dwellings, together with a minimal design approach, express how essentialism redefines accepted notions of luxury within the traditional urban context of Shanghai, China. Jing’an district is rooted in tradition and culture because of its namesake temple. Built over two thousand years ago, it remains

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the physical and symbolic center of the community. As the city continues to densify and residences are built for a growing population, this development provides families with an alternative to the commonly seen condominium typology offering traditional notions of luxury through ornamentation and additive decorative application within single-level residential units. In the

heart of the historical district, the design of these townhome interiors is a pure and minimal expression of extravagance. These family-oriented environments prioritize natural light, personal outdoor space, and the use of the highest quality finishes. The refined construction detailing and minimal use of finishes express how essentialism redefines traditional notions of luxury. Each


townhome is created to be a lasting home for generations; one that values quality and craftsmanship over ostentation. Throughout the development, the interior material selection for the townhomes is reduced to the use of only three main materials; wood, marble and hand-trowelled plaster. By reducing the materials to a select few, an emphasis is maintained on the quality and execution of refined detailing. All finishes are void of any applied ornamentation relying solely on the inherent beauty and integrity of the material itself. A key element throughout the design is the lighting; a highly considered component that creates a dra-

matic and functional backdrop regardless of the interior furnishings. Not solely serving as a decorative application, lighting becomes an integral element in the interior architecture highlighting the interior finishes and supporting the functions of the space. The ground-floor property (Townhouse A) is conceived as a space for a young family. As a rejection of the chaos of the exterior environment, the design creates a calm and ordered atmosphere to enhance the quality of family life. An underlying fluidity was created through the use of a consistently light colour palette, physically soft material textures and subtle patterning, compli-

mented by the abundance of natural light. The living room, dining area, and kitchen are open to one another to encourage familial interaction and communal cooking. Natural stone textures and light oak wood adorn vertical and horizontal surfaces of the interior envelope. The central staircase descends to an entertainment area where an indoor garden and daylight provide natural elements to the subterranean space courtesy of a skylight. The marble-clad stairwell continues upstairs for access to three bedrooms and bathrooms. These private areas are designed to be functional spaces for individual family members to live, work and relax.

Photo Credit: SETH POWERS via v2com

Retail design techniques are used to display personal possessions communicating the value of treating all objects with respect and care.The upper property (Townhouse B), is designed for a mature family, who spend their free time attending social functions, entertaining their extended family within their home. The colour palette, pattern and textural variation reflect the vibrancy of the lifestyle of the homeowners. Throughout the main floor, the living and dining areas have a distinctive high-contrast saturated palette. Open-

grain oak wood panels and natural marble slabs are used on the wall and floor surfaces. The natural graphic patterning and honed textures reinforce the quality and innate uniqueness of the materials. A central staircase ascends through the levels with custom artwork and integrated lighting to exaggerate the architectural geometry adding interest to an otherwise narrow condition. The staircase culminates at the rooftop level where residents enjoy an expansive private sky terrace.

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UNA PELLE DI ALLUMINIO PER LE "CIMINIERE" DELL'EXPLORATORIUM DI TIANJIN È stato ultimato a inizio 2019 l’Exploratorium di Tianjin, il mega polo museale dedicato al patrimonio industriale della città cinese ideato da Bernard Tschumi Architects. Il progetto, che verrà aperto al pubblico quest'autunno, si inserisce all’interno di un più ampio masterplan per la realizzazione del Cultural Centre di Binhai, il distretto industriale della città. Con 33.000 mq di superficie, l’Explora-

torium ospita al suo interno strutture per eventi, spazi espositivi, uffici, ristoranti e aree commerciali. A caratterizzare il complesso è il suo prospetto che si staglia contro il paesaggio industriale - composto da quattro enormi coni che fuoriescono da un volume rettangolare, evocando la forma delle ciminiere delle fabbriche. A unificare il tutto è il rivestimento bronzeo di pannelli di alluminio perforato, che av-

volge le figure geometriche smaterializzandone in parte le imponenti dimensioni. Centro del complesso è la grande hall di ingresso, uno spazio che evoca gli interni del Guggenheim Museum di New York, doppiandolo in altezza. Qui, illuminata dall’alto da un lucernario circolare, una spettacolare rampa a spirale sale fino al livello più alto dell’edificio, collegando gli ambienti principali del museo. P.P.

Photo Credit: KRIS PROVOOSTR

AN ALUMINUM SKIN FOR THE “CHIMNEYS” OF THE TIANJIN EXPLORATORIUM Finished in early 2019 was Tianjin’s Exploratorium, the museum complex devoted to the Chinese city’s industrial heritage designed by Bernard Tschumi Architects. The complex, which will open to the public this fall, is part of a broader master plan for creation of the Cultural Center of Binhai, the city’s industrial district. With an area of 33,000 square meters,

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the Exploratorium has facilities for events, exhibition rooms, offices, restaurants and shops. The complex is characterized by its facade - standing out from the industrial landscape - composed of four enormous cones rising from a rectangle, evoking factory chimneystacks. Unifying the whole is a bronze-colored surface of perforated aluminum panels that envelop the geometric forms, in

part dematerializing their imposing sizes. In the center of the complex is the great entrance hall that evokes the interiors of the Guggenheim Museum in New York, doubling them in height. Here, lit from above by a circular skylight, is a spiral ramp rising to the highest part of the building and connecting all the main parts of the museum.


KENGO KUMA FIRMA IL NUOVO CONCEPT STORE DI CAMPER A BARCELLONA Lo studio giapponese Kengo Kuma and Associates ha firmato gli spazi del nuovo concept store di Camper sul Passeig de Gràcia di Barcellona, vicino Plaça de Catalunya, quattro anni dopo la sua prima collaborazione con il noto brand di calzature in via Montenapoleone a Milano. Il progetto di interior design nasce dalla volontà di dar vita a una nuova idea di esposizione, in cui ogni articolo viene presentato ed esal-

questa "pelle" tridimensionale che riveste i muri, messa ancor più in risalto dalla resina chiara del pavimento e del soffitto. In questa interni apparentemente semplici Kengo Kuma ha voluto celebrare un’intera città, il suo genius loci e i suoi molteplici stili architettonici. Innanzitutto, la visione delle nicchie rimanda al panot, la piastrella esagonale disegnata da Gaudì ad inizio '900 e di cui oggi è

caratterizzano il Barrio gotico - il quartiere più antico di Barcellona - e le composizioni architettoniche sempre di Gaudì, dalla Sagrada Familia a molte delle sue realizzazioni civili. L’utilizzo della ceramica e della forma a volta ha voluto inoltre creare un ponte ideale tra cultura giapponese e spagnola, combinando il minimalismo tipico del paese del sol levante con l’atmosfera calda e accogliente della

Photo Credit: IMAGENSUBLIMINAL

tato singolarmente. Per far questo, lo studio ha pensato a un sistema di nicchie composto da elementi ceramici grezzi monocromi simili alle tegole, delle piccole e semplici volte che, ripetute nello spazio, generano superfici complesse. Questi elementi di colore terracotta arancione - illuminati uno ad uno - sono l’unico elemento d’arredo presente nel negozio: rivestono le pareti, il bancone del personale, la panchina dei clienti. L'ambiente accoglie anche un divisorio a specchio che, oltre ad essere funzionale all'attività di vendita, moltiplica l'effetto avvolgente di

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lastricato il Passeig de Gracia su cui si affaccia lo store di Camper. Il panot è un massello esagonale con disegno in altorilievo, e così come il suo pattern prende vita soltanto quando i suoi sei pezzi sono riuniti nell’ordine giusto, allo stesso modo le nicchie di Kuma definiscono una composizione che va apprezzata nel suo insieme. Una composizione che è anche un rimando alla perfezione geometrica dell’Eixample, l'innovativo quartiere reticolare disegnato dall’urbanista Ildefons Cerdà nella seconda metà del XIX secolo, oltre che alla "volta catalana", i soffitti di archi in mattoni che

Spagna. Il progetto è stato anche l'occasione per l'architetto nipponico di analizzare le differenze nell'uso della ceramica tra i due Paesi: "In Giappone le tegole sono smaltate e lucide, mentre nel Mediterraneo vengono lasciate grezze, lasciando ben visibile il materiale", spiega. "È fantastico utilizzare un materiale così tradizionale e trovare nuovi modi per lavorarlo e modellarlo, combinandone le unità per creare elementi architettonici diversi in grado di soddisfare le esigenze della vita contemporanea". P.P.


KENGO KUMA DESIGNS THE NEW CAMPER CONCEPT STORE IN BARCELONA The Japanese architecture firm, Kengo Kuma and Associates, designed the interiors of the new Camper concept store on Passeig de Gracia in Barcelona, near Plaça de Catalunya, four years after its first collaboration with the famous footwear brand in Via Montenapoleone, Milan. This interior design project was based on the desire to create a new display concept in which every article is shown

ther highlighted by the pale resin of the floor and ceiling. In this seemingly simple store Kengo Kuma wanted to celebrate the entire city, its genius loci and many architectural styles. First of all, the look of the niches cites the “panot”, the hexagonal tile Gaudí designed in 1904 and that covers the sidewalks of the Passeig de Gracia on which the Camper store is located. The “panot” is a solid hexagon

his civic buildings. The use of terracotta tile and its vaulted shape was also intended to create an ideal bridge between Japanese and Spanish culture, combining typically Japanese minimalism with the welcoming warmth of Spain. The project was also an occasion for the Japanese architect to analyze the differences between the two countries in their use of roofing tile: “In Japan roofing tiles are

with an embossed pattern and, like this pattern comes to life when the six pieces are united in the right order, so the Kuma niches define a composition to be appreciated as a whole. A composition that also cites the geometric perfection of Eixample, the innovative reticular district designed by urban planner and engineer Ildefons Cerdà, as well as the “volta catalana”, the vaulted brick ceilings that characterize the Barrio Gotico - the oldest part of Barcelona - and the architectural compositions (again Gaudí’s) of the Sagrada Familia cathedral and many of

glazed and shiny, while in the Mediterranean they are left raw, clearly showing the material”, he explained. “It’s fantastic to use such a traditional material and find new ways to work and model it, combining the units to create different architectural elements able to meet the needs of contemporary life.”

Photo Credit: IMAGENSUBLIMINAL

and enhanced individually. To so this, the firm created a system of niches composed of raw, monochrome ceramic elements similar to roofing tiles, simple little alcoves that, repeated in space, generate complex surfaces. These terracotta-colored elements, individually illuminated, are the only fixtures in the store: they cover the walls, the checkout counter and the seating for customers. The store also has a mirrored partition that, in addition to serving as an aid to sales, multiplies the enveloping effect of this three-dimensional “skin” that covers the walls, fur-

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UFFICI AD ALTA QUOTA: INTERIOR DESIGN DI ALVISI KIRIMOTO PER IL 32° PIANO DI UN GRATTACIELO A CHICAGO "Sospeso tra le nuvole, ma ben radicato nel contesto. Un insolito luogo di lavoro dove il business incontra l'arte". Così lo studio romano Alvisi Kirimoto descrive i nuovi uffici direzionali da loro disegnati che occupano il 32° piano di uno degli ultimi grattacieli realizzati nel vivace quartiere ex-industriale di West Loop, nel centro di Chi-

grattacieli. La grande metropoli americana è inoltre nota per i suoi importanti musei d'arte. Gli architetti si sono così ispirati proprio al tracciato della città dell'Illinois e lo hanno proiettato nella distribuzione degli spazi interni. “Nel momento in cui si esce dagli ascensori, approdando al 32° piano, si ha la sensazione di immergersi nuova-

pareti, dalla luce e dagli assi visuali. Il primo input, infatti, è stato proprio privilegiare questi ultimi e lasciare gli angoli liberi per mantenere sempre il contatto visivo con la città.” Lo sviluppo funzionale del progetto si dipana dall'ingresso principale, situato nel nucleo strutturale dell’edificio, che racchiude tutti i servizi e gli impianti.

Photo Credit: NIC LEHOUX

cago. Il progetto, pensato per ospitare il quartier generale del cliente e parte della sua collezione di opere d’arte, si sviluppa su un intero livello, per una superficie di 2.600 mq, all’interno di un edificio alto 224 m sulle sponde del Chicago River. L'idea progettuale - che si è recentemente aggiudicata il Primo Premio del prestigioso Interior Design Magazine Award per la categoria Mid-Size Corporate Office - gioca sul rapporto con la città e ne incarna gli elementi principali. Nell'immaginario collettivo Chicago evoca immediatamente alti

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mente nella città - a un’altezza e prospettiva diversa, certo, ma con i piedi ben piantati nelle strade di Chicago", raccontano Massimo Alvisi e Junko Kirimoto, che hanno lavorato al progetto in collaborazione con lo studio locale CannonDesign. "Infatti, è proprio il tracciato della città con le sue sorprese, che abbiamo pensato di proiettare all’interno di questo spazio: si passeggia tra pezzi di arte contemporanea, orientale o di archeologia, sorpresi di tanto in tanto da colori forti o da doppie altezze insolite per un grattacielo, guidati dal ritmo serrato delle

Uscendo dagli ascensori, sono subito visibili due ambienti contrapposti: da un lato la reception e dall’altro la playroom, entrambe caratterizzate da una grande quinta vetrata che mette in comunicazione il visitatore con i due volti di Chicago, quello più urbano da una parte, e quello più territoriale dall’altra. Dal punto di vista planimetrico, gli uffici sono divisi in due zone principali: il "front of the house", che ospita le funzioni più rappresentative e di aggregazione come la reception, la sala riunioni, i percorsi espositivi, il Winter Garden e la zona mensa, mentre nel


Photo Credit: NIC LEHOUX

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retro orientato a Sud si trovano gli uffici privati e alcune aree comuni. Il ritmo dei sofisticati spazi interni è scandito da pareti in legno naturale a tutta altezza, partizioni vetrate e pannelli sospesi, che a seconda delle combinazioni, delimitano e disegnano al tempo stesso le diverse situazioni spaziali e le aree di lavoro. La grande flessibilità e trasparenza degli elementi consente a impiegati e visitatori di godere di panorami mozzafiato anche negli ambienti più privati delimitati da superfici opache. I materiali naturali e la grande luminosità sono completati da una ricca palette cromatica rilassante che contribuisce anch'essa a definire le

verticali, aprendo parzialmente le aree di lavoro e calibrando la luminosità. La presenza dei listelli è uno dei leitmotiv del design di questi interni, definendo le direttrici che accompagnando il visitatore fino alla scoperta improvvisa del Winter Garden, un ambiente polifunzionale a doppia altezza che rappresenta il cuore del progetto. “Dalla struttura del Blues, musica che permea la città di Chicago”, proseguono gli architetti, “abbiamo ripreso il concetto di ‘Tension and Release’. L’altezza di 3,60 m del soffitto, assolutamente straordinaria per un ufficio, ci ha permesso di alternare elementi sospesi, come i pannelli di tessuto, a elementi scultorei poggiati a terra e

dissolversi o diventare opaca, generando continuamente splendidi giochi di luce ed ombra, coronati dalla scultura sospesa in bambù, opera dell'artista giapponese Ueno Masao, e dal tavolo disegnato da Junko Kirimoto con finitura in lacca giapponese. Lo spazio di questi uffici nel suo complesso si distingue per le proporzioni sapientemente misurate e un tocco orientale, in linea con le sensibilità italiane e giapponesi che animano lo studio Alvisi Kirimoto. L’intero progetto è stato curato in modo sartoriale in tutti i suoi aspetti, dagli arredi disegnati su misura, come le workstation e i tavoli della mensa, alla disposizione e alla scelta di gradazione dei punti luce.

Photo Credit: NIC LEHOUX

funzioni dei diversi ambienti di lavoro: si va dall'arancione vivace del soffitto della playroom e dei divisori sospesi negli uffici, al rosso intenso dei pannelli in contrasto con le pareti grigie della zona ristorante, dal ruggine caldo della carta da parati giapponese all'ingresso, al bianco lucido e rigenerante delle postazioni open space. Anche le partizioni che dividono alcuni spazi privati, come gli uffici perimetrali, dalle grandi zone comuni sono state concepite come elementi che si smaterializzano, pareti di legno o bianche che si scompongono in lamelle

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lasciati alla loro altezza originaria. Questo gioco di compressione e sospensione culmina nel volume del Winter Garden: uno spazio unico, sospeso nel vuoto della città, un diaframma materico e tattile che racchiude uno spazio per la musica, l’arte e gli eventi così come per la meditazione e la lettura”. A seconda del punto di osservazione, la skin del Winter Garden - composta da due file di listelli lignei sospesi e non allineati fra loro, con un vetro trasparente posto nel mezzo e un sistema di doppie tende oscuranti e filtranti - può

Infine, anche l'arte è parte integrante di questo progetto di interior design: diversi pezzi appartenenti alla collezione privata del committente sono esposti in un un percorso olistico di oltre 1.000 mq, in un susseguirsi di spazi che si compenetrano e si sovrappongono alla città, generando punti di vista inaspettati. P.P.


Photo Credit: NIC LEHOUX

SKY-HIGH OFFICES: ALVISI KIRIMOTO’S INTERIOR DESIGN FOR THE 32ND FLOOR OF A SKYSCRAPER IN CHICAGO “Hanging amidst the clouds, but wellrooted in the context. An unusual workplace, where business meets art.” This is how the Roman architecture firm of Alvisi Kirimoto describes the new executive offices they designed for the 32nd floor of one of the newest skyscrapers built in the lively former indu-

strial district of the West Loop, in the heart of Chicago. The project, studied to host the client’s headquarters and part of his art collection, involves a whole floor, for an area of 2,600 square meters, inside a building 224 meters tall on the banks of the Chicago River. The design concept - which recently

won first prize at the prestigious Interior Design Magazine Awards in the Mid-Size Corporate Office category plays on its relationship with the city and embodies its main elements. In people’s imaginations Chicago immediately evokes skyscrapers. In addition, this great American metropolis is also

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known for its important art museums. So the architects were inspired precisely by these features of the Illinois city and projected it onto the layout of the interiors. “The moment you exit the elevators on the 32nd floor you have the feeling of being immersed again in the city - at a different height and from a different perspective, of course, but with your feet solidly on the Chicago streets”, state Massimo Alvisi and Junko Kirimoto, who worked on the project together with the local CannonDesign firm. “In fact, it’s exactly the features of the city with its surprises that we wanted to project inside this space: you move between pieces of

the reception room and on the other the playroom, both featuring a large glass curtain wall that puts visitors in communication with Chicago’s two faces, the urban on the one hand and the more territorial on the other. From the layout standpoint, the offices are divided into two main areas: the “front of the house” that hosts the most representative and aggregating services like reception, the meeting room, the display routes, the Winter Garden and the lunch area, while in the back, facing south, are the private offices and some common areas. The rhythm of the sophisticated interiors is paced by full-height natural

fices to deep red for panels contrasting with the gray walls in the lunch area to warm rust for the Japanese wallpaper at the entrance to shiny and regenerating white for the open-space workstations. Even the partitions that divide a number of private spaces, like the outer offices, from the big common zones were conceived as elements that dematerialize, wood or white walls that break down into vertical slats, partially opening the work areas and calibrating light. This presence of slats is one of the leitmotifs of the design of these interiors, defining the directions taken by visitors until they suddenly come upon

Photo Credit: NIC LEHOUX

contemporary or Oriental art or archeology, every once in a while surprised by strong colors or double heights unusual for a skyscraper, guided by the incessant rhythm of the walls, the light and visual axes. The initial input, in fact, was precisely to privilege the latter and keep corners free to always maintain visual contact with the city.” The layout spreads out from the main entrance, located in the structural core of the building that contains all the services and installations. Exiting from the elevators you immediately see two counter-positioned rooms: on one side

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wood walls, glass partitions and hanging panels that, depending on their combination, delimit and also design different spatial situations and work areas. The great flexibility and transparency of these elements lets employees and visitors enjoy breathtaking views even in the most private rooms delimited by opaque surfaces. Natural materials and great luminosity are completed by a rich chromatic palette that also contributes to defining the uses of the various work areas: it ranges from bright orange for the playroom’s ceiling and suspended panels in the of-

the Winter Garden, a double-height, multi-purpose area that is the heart of the design. “From the structure of the blues, music that permeates Chicago”, continued the architects, “we took the concept of ‘tension and release’. The 3.60-meter height of the ceilings, absolutely extraordinary for an office, enabled us to alternate suspended elements, like textile panels, with sculptured pieces resting on the ground and retained in their original height. This play of compression and suspension culminates in the volume of the Winter Garden: a unique


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space, hanging in the void of the city, a material and tactile diaphragm that encloses a space for music, art and events, as well as for meditation and reading”. Depending on the observation point, the Winter Garden’s “skin” - composed of two rows of wooden slats, suspended and staggered, with transparent glass in the middle forming a system of double “curtains” that darken and filter light - can dissolve or become opaque,

continually generating splendid plays of light and shadow, crowned by the hanging bamboo sculpture by Japanese artist Ueno Masao and by the table Junko Kirimoto designed, surfaced in Japanese lacquer. The overall space of these offices is distinctive for skillfully measured proportions and an Oriental touch. The whole project was custom designed in every aspect, from made-to-measure furniture, like the workstations and lunch

tables, to the arrangement and gradations of light sources. Finally, art is also an integral part of the interior design: different pieces from a private collection are displayed along a holistic route of more than 1,000 square meters in a sequence of spaces that blend into one another and are superimposed over the city, generating unexpected sights.

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THE

20th

CHINA XIAMEN

INTERNATIONAL STONE FAIR

NEW DATE

  DISCOVER A NEW DECADE

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FINITURE GREZZE E MATERIALI TECNICI PER LE SUPERFICI DI UNA CLINICA VETERINARIA Lo studio d’architettura T B A/Thomas Balaban Architect è stato chiamato a ripensare gli spazi di una clinica veterinaria ricavata all’interno di un edificio adibito in precedenza a studio fotografico che – oltre alla clinica stessa – prevedesse la realizzazione di quattro unità abitative al livello superiore del fabbricato. L’intervento dei progettisti è stato in grado di valorizzare lo spazio e ridefinire l'esperienza di clinica veterinaria,

recuperando a nuova vita l’ambiente trasandato dell’edificio preesistente attraverso un sapiente utilizzo dei cromatismi e delle superfici, basato su una tavolozza di tinte minimali che giustapposte alle superfici grezze esistenti e alle ampie partizioni vetrate creano un contesto completamente nuovo in grado di trasformare le debolezze degli spazi in punti di forza. Anche l’utilizzo dei materiali è stato asservito ai bisogni

specifici di una clinica veterinaria, senza tuttavia trascurarne l’estetica. Basamenti in pietra, boiserie in calcestruzzo e piastrelle in ceramica proteggono infatti la parte inferiore delle pareti, che devono essere resistenti all'usura e ai graffi, mentre i pannelli di soffitto in policarbonato latteo nascondono un complesso sistema meccanico che rivela un’illuminazione graficamente minimalista. R.A.

Photo Credit: TBA via v2com

RAW FINISHES AND HIGH-TECH MATERIALS FOR THE SURFACES OF A VETERINARY CLINIC The T B A/Thomas Balaban Architect firm was commissioned to design a veterinary clinic in a building formerly housing a photography studio that - in addition to the clinic – foresees creating four housing units on the upper floors. The work of the designers was able to enhance the space and redefine the veterinary clinic experience, giving new life to the rundown building

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through skillful use of colors and surfaces based on a palette of minimal tints that, juxtaposed to the existent raw surfaces and ample glass partitions, created a totally new context transforming the weak points of the spaces into strong ones. Even the use of materials was based on the specific needs of a veterinary clinic but without neglecting aesthetics. Stone base-

boards, concrete paneling and ceramic tiles in fact protect the lower parts of the walls, which have to resist scuffing and scratching, while the ceiling panels in milky polycarbonate conceal a complex mechanical system revealing a graphically minimalist lighting installation.


Photo Credit: TBA via v2com

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SUPERFICI DAI PATTERN GEOMETRICI PER LA TORRE DI CITTERIO-VIEL A TAICHUNG Lo studio milanese Antonio Citterio Patricia Viel ha realizzato a Taichung, sull'isola di Taiwan, il progetto Treasure Garden, una torre residenziale che sia nell'involucro che negli interni omaggia il design geometrico dei grandi architetti della tradizione milanese del Novecento e propone spazi abitativi sontuosi e generose aree comuni dall’elegante stile italiano. L'edificio vanta inoltre una posizione

via come un elemento costruito dai piani e non dai volumi. All’interno del suo corpo compatto, infatti, nel susseguirsi dei diversi livelli, trovano posto zone residenziali, spazi pubblici, terrazze, panorami e aree verdi. Dal punto di vista dell'inserimento paesaggistico dell'edificio, in particolare, il progetto si basa sulla definizione di uno spazio dall’accesso chiaro e definito: esso distingue un

Taiwan in particolare, nel rapporto pubblico-privato si dà maggiore peso al pubblico questo perché qui non esiste la stratificazione storica che caratterizza i paesi europei e nel loro breve processo di urbanizzazione le metropoli sono cresciute in modo disordinato, senza spazi pubblici, senza la piazza. Nell’attuale ridefinizione le torri assolvono a queste mancanze, includendo al loro interno luoghi di

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privilegiata all’interno di un distretto emergente della città: grazie all'affaccio sul parco adiacente (il Summer Green Park), gli eleganti interni si aprono così verso la città instaurando al contempo un intenso dialogo con l’ambiente in cui è inserito. Il Treasure Garden, alto quasi 160 metri, è caratterizzato da un impianto progettuale unitario avvolto da una trama a reticolo allungata e una palette cromatica delicata arricchita da elementi metallici. La nuova torre residenziale, al contrario di altre realizzazioni simili, si presenta tutta-

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luogo privato, delimitato rispetto all’esterno da una doppia chiusura a disegno di diamante, un muro-filtro per creare una zona giardino rigogliosa e calma con piante da frutto, e alberi scultorei a segnalare l’ingresso per le automobili e l’entrata. “La progettazione degli spazi comuni ricalca tipologicamente i canoni alberghieri: hall, piscina, palestra, ristorante, club e giardini offrono una qualità della vita attraverso il servizio gestito e le diverse funzioni. Poi ci sono le residenze”, raccontano i progettisti. “In molte città asiatiche, di

incontro e condivisone che racchiudono la vita sociale”. In questo contesto, gli elementi architettonici diventano l'elemento portante nella costruzione dell’immagine complessiva dell’edificio, scandita da solidi elementi in pietra separati tra loro dalle superfici vetrate delle facciate e dai balconi. A caratterizzare il progetto è così un elegante pattern romboidale che investe sia le superfici esterne che quelle interne della torre, dalle tre lame metalliche terra-cielo leggere e sottili che contraddistinguono il com-


Photo Credit: STUDIO MILLSPACE - SAM SIEW SHIEN

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plesso, ai rivestimenti delle pareti e dei pavimenti degli spazi comuni, in un gioco di rimandi e riflessi, luci e ombre, indoor e outdoor, che scandisce la vita di chi vi abita. È infatti il motivo a "losanghe", caro ai grandi architetti milanesi del Novecento, il fil rouge sotteso al progetto di Citterio e Viel, che lo declinano in chiave contemporanea utilizzando pietra, vetro e acciaio. “È l’attenzione alla qualità degli interni che contraddistingue il progetto” - ha commentato in merito Antonio Citterio. “Per noi è difficile pensare all’architettura senza immaginare come sia l’interno dell’edificio”.

Proprio per questo, gli interni - sia negli spazi comuni che nelle abitazioni - sono connotati da un'estrema eleganza e ricercatezza, sia in termini di immaginario evocato (l'italian style), che di scelta dei materiali - dai marmi al legno delle superfici, dall'ottone all'acciaio delle finiture - e degli arredi, caratterizzati da un forte gusto contemporaneo. E in questo modo il motivo della losanga, che ritroviamo riproposto con continuità anche internamente all'edificio, non costituisce più solo un semplice segno decorativo, ma diventa un vero e proprio omaggio a designer come Gio Ponti e Caccia Do-

minioni, che concepivano - non a caso - gli interior come parte integrante dell'edificio. P.P.

Photo Credit: STUDIO MILLSPACE - SAM SIEW SHIEN

GEOMETRICALLY PATTERNED SURFACES FOR THE TOWER CITTERIO-VIEL DESIGNED IN TAICHUNG In Taichung, on the island of Taiwan, the Milanese architecture firm Antonio Citterio Patricia Viel designed the Treasure Garden, a residential tower that both inside and out pays tribute to the geometric design of the great 20th century Milanese architects and offers sumptuous apartments and spacious common areas in elegant Italian style. The building also enjoys a privileged

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position within an emerging district of the city: overlooking the adjacent Summer Green Park, the elegant interiors open to the city and at the same time dialogue with their surroundings. The Treasure Garden, nearly 160 meters tall, features a unitary design layout wrapped in an elongated grid and a delicate chromatic palette enriched by metal elements. Unlike similar

buildings, however, the new residential tower looks like it was built of planes rather than volumes. In fact, inside its compact body different levels contain residential zones, public areas, terraces, panoramas and green areas. From the standpoint of the landscaping, in particular, the design is based on defining a clear and definite access area, distinguishing a private place de-


limited from the outside by a diamondshaped double closure, a filter-wall creating a luxuriant, calm garden zone with fruit trees and topiary marking the vehicle access and pedestrian entrance. “The design of the common areas is of the hotel type: hall, pool, gym, restaurant, club and gardens provide excellent quality of life through managed service and different uses. Then there are the apartments”, the architects say. “In many Asian cities, and in Taiwan in particular, in the public-private relationship more weight is given to the public because there is no historical stratification like in European countries and in their brief process of urbanization the metropolises grew in a disordered way, without public spaces, without the central piazza. In their current redefinition, the towers make up for this, including in their interiors places to meet and enjoy social life together”.

lozenge motif, continually found also inside the building, is not just a decorative element but also an authentic tribute to designers like Gio Ponti and

Caccia Dominioni who conceived of interiors as integral parts of a building.

In this context architectural devices become the supporting element in constructing the overall image of the building, scanned in solid stone pieces separated by the glass surfaces of the facades and balconies. Characterizing the design is an elegant rhomboidal pattern that covers the external and internal surfaces of the tower, from the three light, thin metal blades soaring up from the ground to the flooring and facing of the common spaces, in a play of citations and reflections, lights and shadows, indoor and outdoor, pacing the life of occupants. And in fact the “lozenge” pattern, dear to 20th century Milanese architects, is the guideline of Citterio and Viel’s design, here employed in a contemporary key using stone, glass and steel. “It’s attention to the quality of the interiors that distinguishes the design,” Antonio Citterio commented. “For us it’s hard to think of architecture without imagining what a building is like inside”. And so the interiors - in the common spaces and the apartments are extremely elegant and refined, both in terms of what they evoke (Italian style) and in the choice of materials, from marble and wood for the surfaces to brass and steel for the finishes, and in the furnishings, very contemporary in taste. And thus the Photo Credit: STUDIO MILLSPACE

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PROGETTI, NOVITÀ E TENDENZE DELL’INDUSTRIA CERAMICA PROJECTS, NEW PRODUCTS AND TRENDS IN THE CERAMICS INDUSTRY

MATERA: CERAMIC TILE IN A CONTEMPORARY MOOD TO RESTYLE A “LAMIA”

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lustyle by Cotto d’Este è stata scelta per reinterpretare in chiave contemporanea la tradizione architettonica materana. Lo Studio LOMO degli architetti Maria Rosaria Mongelli e Antonio Giulio Loforese, autori del progetto di recupero di un lamione nei Sassi di Matera, rinato come moderna ‘casa vacanze’, ha utilizzato la collezione Concrete Jungle di Blustyle by Cotto d’Este nell'affascinante finitura Honed per le superfici a pavimento dell'intera abitazione ed a rivestimento nei bagni. Lamia Matera 11 gode di un affaccio molto suggestivo sul profondo solco della gravina materana. L’edificio originale, detto lamione o lamia, dalla caratteristica volta a botte, è stato recuperato secondo le linee del design contemporaneo per dare vita ad ambienti raffinati, sorprendenti, rilassanti. La casa si sviluppa su tre diversi livelli. Al pian terreno l’ampio soggiorno con angolo cottura è impreziosito da una scala dorata che si snoda attorno al camino a due fuochi. Su questo livello si trova una delle camere, con l’elegante bagno. Al piano inferiore, interamente scavato nella roccia, è situata una camera accogliente e spaziosa, mentre un’altra matrimoniale con bagno si trova al livello superiore, sotto l’originaria volta in tufo.

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lustyle by Cotto d’Este was chosen to reinterpret traditional Matera architecture in a contemporary key. Studio LOMO of architects Maria Rosaria Mongelli and Antonio Giulio Loforese created the project to recoup and repair a lamione (cave dwelling) in the Sassi di Matera, reborn as a modern vacation home, and chose the Blustyle Concrete Jungle collection by Cotto d’Este in the fascinating Honed finish for the flooring of the entire house and the bathroom surfaces. Lamia Matera 11 enjoys a very lovely view, perched above the deep ravine that divides the city. The original structure, called a lamione or lamia, with a characteristic vaulted ceiling, was recuperated according to contemporary design guidelines to create refined, surprising, relaxing rooms. The house is on three levels. On the ground floor is a spacious living room with kitchenette and a golden staircase winding around the double fireplace. On this level is one of the bedrooms with its elegant bathroom. On the lower level, entirely carved from the rock, is a spacious, inviting bedroom, while another double bedroom with bath is on the upper level, beneath the original vaulted tuff stone ceiling.


Progetto/Project: Lamia Matera 11 Luogo/Location: Matera (Italy) Progettista/Design: Studio LOMO - Maria Rosaria Mongelli e Antonio Giulio Loforese Produttore Ceramico/Ceramic Manufacturer: Blustyle by Cotto d’Este – www.blustyle.it Collezione/Collection: Concrete Jungle Fotografie/Photo: Pierangelo Laterza


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DIAMOND-SHAPED CERAMIC SURFACES FOR THE INNOVATIVE OFFICES OF “LA POSTE”

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rogettato dallo studio 5+1AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo, Diamante BOA è stato sviluppato espressamente per Casalgrande Padana. Collezione è costituita da un’esclusiva piastrella in grès porcellanato smaltato plasmata tridimensionalmente nel suo spessore, questo elemento ceramico di nuova concezione è stato utilizzato nell’allestimento degli interni della sede del Gruppo La Poste a Issy-les-Moulineaux, in Francia. Grazie alla brillantezza e alle sfaccettature ispirate al diamante che lo caratterizzano, le superfici realizzate con questa collezione sono in grado di definire geometrie mutevoli disegnate da riflessi e contrasti chiaroscurali capaci di rendere la loro percezione sempre differente. Prodotta nei formati 10x20 e 60x60 cm in tre versioni, contraddistinte da differenze tridimensionali, la collezione Diamante offre innumerevoli possibilità di combinazione per ottenere la massima personalizzazione così come la flessibilità e l’adattabilità del rivestimento a pareti di grandi e piccole dimensioni. In questo progetto questa collezione si è adattata perfettamente a spazi di lavoro concepiti non per essere delle “scatole” bensì ambienti capaci di proporre delle variazioni di paesaggio in un continuo gioco di metamorfosi.

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esigned by the 5+1AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo firm, Diamante BOA was developed expressly for Casalgrande Padana. The collection consists of an exclusive glazed stoneware tile, molded three-dimensionally. This new-concept tile was used to surface the interiors of the headquarters of the La Poste Group in Issy-les-Moulineaux, France. Thanks to the tile’s brilliancy and diamond-inspired facets, the surfaces covered with this collection are able to define changing patterns with chiaroscuro reflections and contrasts making perception of them always different. Made in three versions in the 10x20 and 60x60 cm formats, featuring threedimensional differences, the Diamante collection offers innumerable combinations to obtain the utmost personalization plus flexibility and adaptability to large and small surfaces. In the La Poste project the collection adapted perfectly to work spaces conceived not as “boxes” but as areas able to propose variations in landscape in a continual play of metamorphosis.


Progetto/Project: La Poste Headquarters Luogo/Location: Issy-les-Moulineaux (France) Progettisti/Designers: 5+1AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo Produttore Ceramico/Ceramic Manufacturer: Casalgrande Padana – www.casalgrandepadana.it Collezione/Collection: Diamante BOA Fotografie/Photo: Luc Boegly


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STONE-LOOK SURFACES FOR THE SOPHISTICATED ATMOSPHERE OF A RESTAURANT IN FLORENCE

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n assaggio d’Oriente nel cuore di Firenze: è Fulin, il lussuoso ristorante cinese a due passi da Piazza della Signoria. Qui, i sapori della millenaria tradizione cinese si fondono alla modernità di un ambiente estremamente elegante ed accogliente, in cui il Made in Italy fa il suo ingresso grazie alle piastrelle in gres porcellanato a firma Caesar, scelte per assicurare continuità estetica ed alta funzionalità tecnica. È stata in particolare la serie ceramica effetto pietra Elapse a risultare ideale per i pavimenti della sala da pranzo e i rivestimenti dei bagni e delle scale del locale. Declinata nella sfumatura imbrunita Oyster e nel formato quadrato 60x60 cm, la collezione dona ai pavimenti un indescrivibile concetto di eternità, trovandosi in perfetta sintonia con la storia millenaria della cultura cinese. Le pareti delle scale d’accesso al piano superiore, si animano del dinamismo in 20x120 cm del decoro Scrape le cui superfici si caratterizzano per pattern in discontinuità armonica e minuziosi graffi artistici. La semplicità del decoro Groove, scelto nella tonalità chiara Neutral formato 60x60 cm, definisce invece le pareti del bagno, dove alternanze visive ed ecletticità grafiche sono segno tangibile di una raffinata complessità progettuale.

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taste of the Orient in the heart of Florence: at Fulin, the luxurious Chinese restaurant just steps from Piazza della Signoria. Here the flavors of millenniums-old Chinese tradition blend with the modernity of an extremely elegant and inviting venue where the Made in Italy enters thanks to the glazed stoneware from Caesar, chosen to ensure aesthetic continuity and high technical performance. The stone-look Elapse series proved to be ideal for the dining room flooring and the restaurant’s bathrooms and stairs. Chosen in the darkish Oyster shade and square, 60x60 cm format, the collection gives the floors an indescribable feeling of eternity, in perfect harmony with ancient Chinese culture. The walls of the staircase leading to the upper floor are animated by the dynamism of the 20x120 cm Scrape tiles, with uneven patterns and tiny artistic graphics. The simplicity of Groove, chosen in the pale Neutral tone and the 60x60 cm format, instead defines the walls of the bathroom, where visual alternations and eclectic graphics are the tangible sign of refined design complexity.


Progetto/Project: Ristorante Fulin/Fulin Restaurant Anno/Year: 2016 Luogo/Location: Firenze/Florence (Italy) Produttore Ceramico/Ceramic Manufacturer: Ceramiche Caesar - www.caesar.it Collezione/Collection: Elapse Fotografie/Photo: Ceramiche Caesar


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QC TERME DOLOMITI: A RELAXING OASIS WITH SURFACES SUITING WELLNESS

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ompletamente immerse nella Val di Fassa, tra paesaggi d’incanto e panorami mozzafiato, sorgono le QC Terme Dolomiti. Delizia per gli occhi e per il corpo, la struttura di montagna ha scelto Ceramiche Keope per i rivestimenti delle sue suggestive zone benessere. L’edificio e il panorama circostante dialogano grazie all’utilizzo della collezione in gres porcellanato effetto pietra In&Out Percorsi Smart che garantisce continuità tra interno ed esterno e riveste gli ambienti con eleganza e omogeneità.Per la collezione In&Out Percorsi Smart è stata scelta la veste compatta e moderna dalla Pietra di Bagnolo che definisce le geometrie degli spazi di saune, stanza del sale e percorso kneipp riproducendo le affascinanti ed eterogenee sfumature della pietra nel formato 30x60 cm. Un effetto completamente naturale che regala unicità, bellezza e forza espressiva alle lastre. In&Out Percorsi Smart è una collezione al passo con la sostenibilità ambientale e perfettamente rispondente alle esigenze dei progettisti sia per ambienti residenziali sia commerciali, una proposta eclettica e straordinariamente resistente che, grazie alle grafie naturali della pietra, dona un’atmosfera raffinata e senza tempo alla Spa.

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ompletely immersed in the Val di Fassa, amidst enchanting landscapes and breathtaking views, is the QC Terme Dolomiti spa. A delight for the eyes and the body, this mountain facility chose Ceramiche Keope for the surfaces of its lovely wellness zones. The building and surrounding panorama dialogue thanks to use of the stone-look glazed stoneware in the In&Out Percorsi Smart collection that guarantees continuity between interior and exterior and covers the areas with elegance and homogeneity. From the In&Out Percorsi Smart collection were chosen the compact, modern look of Bagnolo Stone that defines the layouts of the saunas, salt room and kneipp routes, reproducing the stone’s lovely and heterogeneous shading in the 30x60 cm format. A completely natural look that gives the slabs uniqueness, beauty and power of expression. In&Out Percorsi Smart is a collection in step with environmental sustainability and responds perfectly to designers’ needs for both residential and commercial projects. It is an eclectic and extraordinarily resistant product that, thanks to the natural graphics of the stone, gives the spa a refined and timeless atmosphere.


Progetto/Project: QC Terme Dolomiti Anno/Year: 2018 Luogo/Location: Pozza di Fassa - Trento (Italy) Produttore Ceramico/CeramicManufacturer: Ceramiche Keope – www.keope.com Collezione/Collection: In&Out Percorsi Smart Fotografie/Photo: Luciano Busani


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STONE-LOOK GLAZED STONEWARE FOR THE ELEGANT BATHROOMS IN THE ASTRAL TOWER IN SYDNEY

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Astral Tower, uno degli hotel più prestigiosi di Sydney, ha scelto Ceramiche Piemme per arredare gli ambienti bagno. Lo studio di interior design Lombard & Jack di Melbourne ha infatti apprezzato la luminosità e la texture della collezione Geostone nel colore Bianco. Oltre 7.600 mq di superficie in grès porcellanato in diversi formati di alta qualità che - pur garantendo facilità di posa e resistenza nel tempo, facilità di manutenzione nonché importanti vantaggi in termini di sostenibilità - ricreano perfettamente l’effetto delle rocce sedimentarie. Le più avanzate tecnologie di stampa digitale abbinano infatti alla grande omogeneità cromatica una varietà di venature che rende unica ogni singola lastra, proprio come avviene in natura, nel taglio delle pietre. La collezione comprende anche una struttura 3D (Velvet) con elevato grip superficiale, ideale per ambienti esterni e zone umide. Il progetto fa parte del pluripremiato complesso The Star firmato da Francis-Jones Morehen Thorp (FJMT), con più di 20 ristoranti, bar, centro benessere, discoteca, galleria commerciale e casinò. La struttura è collegata con lo Star Event Centre ed è vicino al Darling Harbour, al Sydney International Convention Centre e al Sydney CBD.

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he Astral Tower, one of Sydney’s most prestigious hotels, chose Ceramiche Pieeme for the surfaces of its bathrooms. In fact, the Lombard & Jack interior design firm of Melbourne admired the luminosity and texture of the Geostone collection in the white version. More than 7,600 square meters of surfaces in high-quality glazed stoneware in different formats that - while ensuring easy installation and resistance through time, easy maintenance as well as big advantages in sustainability terms - perfectly recreate the look of sedimentary rocks. The latest digital printing technologies combine great chromatic homogeneity with a variety of veining making each single slab unique, just like in nature, in cut stones. The collection also includes a 3D structure (Velvet) with excellent surface grip, ideal for exteriors and humid areas. The project is part of the multi-awardwinning complex, The Star, a skyscraper designed by Francis-Jones Morehen Thorp (FJMT) with more than 20 restaurants, bars, a luxurious wellness center, discotheque, commercial gallery and casino. The facility is connected to the Star Event Center and near Darling Harbour, the Sydney International Convention Centre and the Sydney CBD.


Progetto/Project: Astral Tower Luogo/Location: Sydney (Australia) Progettisti/Designers: Lombard & Jack Produttore Ceramico/CeramicManufacturer: Ceramiche Piemme – www.ceramichepiemme.it Collezione/Collection: Geostone


SWISS KRONO GROUP AL FUORISALONE 2019: UNA FAVOLA CONTEMPORANEA evento unico. La multinazionale svizzera si iscrive stabilmente nell’olimpo delle aziende di riferimento per il design. Nel 2017, gli SWISS REX in Brera e Tortona presentavano per la prima volta nel mercato italiano l’azienda svizzera. L’anno successivo, SWISS KRONO AG spostava le montagne, ricreando il Cervino in piazza XXV Aprile. Quest’anno l’azienda racconta una storia al pubblico milanese e internazionale, attraverso un progetto volto a sensibilizzare le coscienze sul tema della produzione etica ed ecosostenibile, temi da sempre centrali per il gruppo. Per trasmettere il suo messaggio, SWISS KRONO GROUP si affida a una delle icone più amate nella cultura italiana e mondiale: Pinocchio.

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opo due anni di successi, SWISS KRONO è di nuovo presente al Fuorisalone, e lo fa partecipando insieme all’intero gruppo, SWISS KRONO GROUP.

Case-Study

Una presenza importante coordinata dalla Direttrice Vendite Italia, dottoressa Michela Muntean, che mette in campo tutta la sua esperienza nel creare un

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Il progetto BE SUSTAINABLE ripercorre i passaggi esperienziali che conducono il burattino collodiano a trasformarsi in bambino. Così come Pinocchio anche noi impariamo dai nostri errori e dall’esperienza a essere più “umani”, e in senso più lato SWISS KRONO GROUP vuole raccontare attraverso questa metafora i vari passaggi che hanno portato l’azienda a diventare nel tempo sempre più consapevole ed ecosostenibile.


Il progetto, che ha ottenuto il patrocinio del Comune di Milano e dalla Fondazione Nazionale Carlo Collodi, si propone come una esposizione diffusa che toccherà i tre luoghi simbolo del Fuorisalone.

KRONO GROUP per la settimana del Fuorisalone, crocevia di incontri e eventi. Qui sarà collocata l’installazione principe e l’esposizione dell’intera colle-

personaggio e toccare con mano le novità presentate in questo appuntamento. Le pareti di questo spazio saranno rivestite dal pannello fonoassorbente SWISSCLIC PANEL-A, un prodotto estremamente performante che

A Brera, in Corso Garibaldi, troveremo un’installazione che rappresenta la sintesi del percorso di Pinocchio da semplice ceppo di legno a bambino. La struttura/scultura è stata concepita insieme allo studio di architettura Caberlon Caroppi di Milano, ed è completamente realizzata in SWISSCDF, il nobilitato elvetico simbolo per le applicazioni di design. La struttura poggerà su una pedana realizzata con un prodotto estremamente innovativo, il pavimento water resistant. Una serie di decorativi e finiture, tra cui CamuStyleTX vincitore del German Design Award 2019, impreziosiranno le sagome del famoso burattino. La seconda tappa dell’installazione sarà la galleria San Fedele in pieno centro a Milano, dove Swiss Desing Hub organizza una collettiva con diverse aziende svizzere patrocinate dal Consolato Svizzero. Il tema è il legno e la sua applicazione nell’arredo, e SWISS KRONO GROUP assume in questo contesto un ruolo da mecenate accompagnando aziende esordienti o semi-esordienti nel mercato italiano. La terza tappa, particolarmente suggestiva, sarà allestita nel cuore pulsante del Lambrate Design District, presso lo Spazio Donno in via Conte Rosso, che sarà la “base milanese” di SWISS

zione. Reinterpretando uno dei passaggi più salienti della fiaba, lo studio Caberlon Caroppi ricrea in questo spazio il ventre della balena pretesto narrativo, ma anche e soprattutto originale applicazione dei prodotti. Particolare rilevanza lo spazio interattivo dedicato alla condivisione del messaggio di Pinocchio, #nolies, dove si potranno scattare foto insieme al

ricreerà una vera atmosfera “da favola”, grazie alla sua capacità isolante. E Che favola sarebbe, senza una morale? Rispetto per l’ambiente e innovazione costante hanno portato SWISS KRONO GROUP a realizzare prodotti 100% ecosostenibili, proiettando l’azienda verso un futuro sempre più green. www.swisskrono.com

SWISS KRONO GROUP: A MODERN FAIRY-TALE AT FUORISALONE 2019

A

fter two years of success, SWISS KRONO is back to Fuorisalone, attending the show with the entire organization of SWISS KRONO GROUP. This is a major participation coordinated by Michela Muntean, Sales Manager

Italy, who has deployed all her experience into the creation of a unique event. The Swiss corporation is consolidating its position in the Gotha of design leaders. In 2017, the SWISS REX in the Brera and

Tortona districts introduced the Swiss company to the Italian market for the first time. The next year, SWISS KRONO AG moved mountains, reproducing the Cervino/Matterhorn in XXV Aprile square. This year the company is telling a story to the Milan and international

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audience, through a project created to raise awareness about the topic of ethical and eco-sustainable production, which has always been a key topic for the group. To deliver its message, SWISS KRONO GROUP has adopted one of the most popular icons of Italian and international culture: Pinocchio. The BE SUSTAINABLE project reproduces the experiential steps that lead Collodi's puppet to become a real boy. Just like

applications. The structure will be supported by a base made of a highly innovative product, a water-resistant flooring. The shapes of the famous puppet will be embellished by different decors and finishes, including CamuStyleTX, winner of the 2019 German Design Award. The second stage of the installation will be the San Fedele gallery in city center, where Swiss Design Hub is organizing a collective exhibition with different Swiss companies sponsored by the Swiss Consulate. The topic is wood and its applications in interior decorations, with SWISS KRONO GROUP playing the role of patron, introducing absolute or almost beginners to the Italian market. The third stage, very suggestive, will be located at the core of the Lambrate Design District, in the Spazio Donno in Via Conte Rosso: this will be the Milan headquarters of SWISS KRONO GROUP during the Fuorisalone week, a crossroads for meetings and events. The main installation and the exposition of the entire collection will be here. Reinterpreting one of the key moments of the fairy tale, the Caberlon Caroppi studio has recreated the whale's belly with an original application of the products.

Case-Study

Pinocchio, we also learn from mistakes and experience to be more "human", and in a wider sense, with this metaphor SWISS KRONO GROUP wants to illustrate the steps that have made the company more and more aware and ecosustainable over time.

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The project, sponsored by the Municipality of Milan and The National Carlo Collodi Foundation, consists of a diffused exhibition located in the three areas of Fourisalone. Corso Garibaldi in the Brera district will host an installation representing Pinocchio's transformation from wood log to boy. The structure/sculpture has been designed together with the architecture studio Caberlon Caroppi in Milan and is entirely made of SWISSCDF, the Swiss laminated product ideal for design

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Another highlight will be the interactive space designed to share Pinocchio's key message, #nolies, where visitors can shoot pictures with the fictional character and touch the new products presented at this show. The walls of this area will be lined with soundproofing SWISSCLIC PANEL-A, a high-performance product that will recreate a "fairy tale" atmosphere with its insulating properties. And what would be a fairy tale without a moral? Respect for the environment and constant innovation have led SWISS KRONO GROUP to create 100% eco-sustainable products, projecting the company towards an increasingly green future. www.swisskrono.com


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Made Expo guarda al futuro con ottimismo

Made Expo views the future with optimism

Si è conclusa con segnali incoraggianti la nona edizione di Made Expo, la più importante manifestazione in Italia per l’edilizia e l’architettura, con la presenza di circa 900 espositori su 47.500 mq di superficie netta espositiva, registrando più di 90.000 presenze, di cui circa il 10% straniere. Una manifestazione all’insegna della sostanza e della qualità, dal tema portante della “Qualità dell’abitare” all’alto livello di prodotti e soluzioni nell’edilizia, negli interni e finiture e nell’involucro e serramenti che sono stati portati all’attenzione di progettisti, imprese, contractor, distributori ed operatori specializzati quali i serramentisti. Un luogo di incontro per tutti gli attori della filiera dove i materiali e le soluzioni sono state davvero “vissute” e toccate con mano, un volano di relazioni da consolidare nel breve e nel lungo termine. Questo anche per i 180 progettisti, contractor e buyer provenienti da più di 20 Paesi che, grazie al supporto strategico di ICE, hanno potuto sviluppare più di 1.000 incontri b2b con le aziende italiane espositrici durante MADE expo. La componente fieristica è stata integrata, come da format distintivo di MADE expo, da un intenso programma di formazione tecnica e culturale con oltre 250 tra eventi e convegni che hanno visto intervenire esperti di diverse discipline e grandi nomi dell’architettura quali Mario Cucinella, Renzo Piano BW, Andreas Kipar, One Works, Snøhetta coinvolgendo più di 14.000 persone di cui 6.000 nel solo programma di convegni BuildSMART. L’intenso dibattito che si è sviluppato nei giorni di fiera sulla necessità di sbloccare i cantieri per un rilancio dell’economia e dare una spinta al PIL ha contribuito a mettere l’argomento al centro dell’agenda politica nazionale.

Concluding with encouraging signs was the ninth edition of MADE Expo, the biggest Italian building and architecture show, with some 900 exhibitors displaying on 47,500 square meters and 90,000 visitors, about 10% of them foreign. It was an event devoted to substance and quality, from its “Quality Living” theme to the high level of products and ideas for building and for interiors and finishes, coverings and door and window frames brought to the attention of designers, companies, contractors, retailers and specialized operators like door and window frame suppliers. A meeting place for all the actors in the sector, where materials and ideas were really “experienced” and touched, a flywheel for business relations for shortand long-term consolidation. Also for the 180 designers, contractors and buyers from more than 20 countries that, thanks to strategic support from ICE-Italian Trade Agency, engaged in more than 1,000 B2B meetings with the Italian companies exhibiting at MADE Expo. Following the distinctive MADE Expo format, the tradeshow component was combined with a heavy calendar of educational events and conferences (more than 250) featuring experts in different areas and great names in architecture like Mario Cucinella, Renzo Piano BW, Andreas Kipar, One Works, and Snøhetta; they drew more than 14,000 people, 6,000 to the BuildSMART conferences alone. Heated discussion during the event about the need to open worksites to re-launch the economy and boost GDP helped to make this issue the focus of the Italian political agenda. www.madeexpo.it

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Bencore per il caffè Karavaevi Brothers

Bencore for the Karavaevi Brothers cafe

Una nuova realizzazione per Bencore che si conferma un partner di eccellenza nello sviluppo di progetti contract di varia natura dal forte impatto e dalla tecnologia innovativa. Questa volta siamo a Mosca dove l'Architetto Marina Bagrova è stata incaricata di progettare un caffè della catena Karavaevi Brothers. Il concept sviluppato dall'Architetto parte da una analisi precisa della tipologia dello spazio e della sua funzione e giunge alla definizione di un progetto che integra fra loro materiali diversi senza nessun contrasto, ma anzi con un risultato finale di pulizia formale e di fresca creatività. Il look del caffè, semplice e razionale, vede due zone distinte fra il bancone e la zona ristorante. In questa zona le pareti che delimitano lo spazio sono state realizzate con Starlight Clear Transparent retroilluminato con led RGB e con Lightben Kaos 3D Black nella versione Mirror. Due materiali di Bencore fra i più richiesti da architetti ed interiors per le loro caratteristiche di estrema leggerezza, di versatilità progettuale e di estetica originale ed esclusiva. Perfetti per creare spazi suggestivi e carichi di personalità, con la garanzia di resa che Bencore offre da sempre assieme alla consulenza in ogni fase di sviluppo progettuale.

A new creation for Bencore, confirmed as an excellent partner in developing contract projects of various types with strong impact and innovative technology. This time we’re in Moscow where architect Marina Bagrova was commissioned to design a cafe for the Karavaevi Brothers chain. The concept she developed began with a precise analysis of the type of place and its function, leading to defining a design that blends different materials without any contrast but, instead, a final result of formal cleanness and fresh creativity. The cafe’s look, simple and rational, features two distinct areas between the counter zone and the restaurant. Here the walls that delimit the space are in Starlight Clear Transparent panels, backlit with RGB LEDS, and in Lightben Kaos 3D Black panels in the Mirror version. Two Bencore materials among the most greatly demanded by architects and interior designers for their characteristics of extreme lightness, design versatility and original, exclusive appearances. Perfect for creating attractive places full of personality, with the yield guarantee Bencore has always provided, together with consultancy in every stage of design development.

www.bencore.it

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Collezione Signal Tile

Dimensional Wall Tile Collection

Signal Tile è una collezione di piastrelle geometriche modulari progettate per catturare l’immaginazione del cliente. Una collezione che chiede di giocare con le tessere per progettare e assemblare in maniera orginale il proprio spazio. Questa collezione nasce da una collaborazione tra Clayhaus Modern Tile e la designer Kristine Morich. La gamma di sei tessere singole può essere applicata attraverso serie di ripetizioni continue o combinata per creare modelli su misura. Signal è allo stesso tempo un prodotto moderno e giocoso, in linea con tutta la gamma disponibile attraverso Clayhaus. Clayhaus Modern Tile è infatti un progetto fondato dal team Jason e Megan Coleman, marito e moglie nella vita. Come artigiani, sviluppano prodotti che vogliono ispirare la loro clientela. Nel loro studio di Portland, in Oregon tutti, i loro prodotti e smalti sono realizzati a mano su ordinazione. Ogni singola tessera è realizzata in un pezzo unico dal proprio team di appassionati artigiani.

Signal Tile is a collection of dimensional geometric tile designed to capture your imagination. It begs to you to play with the tiles to design and assemble your own unique space. This collection is a collaboration between Clayhaus Modern Tile and Portland-based designer, Kristine Morich. The range of six individual tiles can be applied in continuous repeats or combined to create customized patterns. Signal is both modern and playful, falling right in line with all the beautiful products available through Clayhaus. Clayhaus Modern Tile is a labor of love founded by the husband and wife team Jason and Megan Coleman. As artisans, they develop products that inspire us. At their Portland, Oregon studio all of their products and glazes are handcrafted and made to order. Each individual tile is unique—crafted one at a time by their team of passionate artisans.

Profilo Kristine Morich

Kristine Morich is a Portland-based multidisciplinary designer who specializes in product, lighting, and furniture design. While studying at the Rhode Island School of Design, Kristine fell in love with the materiality and process of making ceramics. She was hooked after the first kiln she fired and established her own studio in 2008. Kristine is inspired by how pattern can enhance or alter a feeling of space within an interior. The combination of line, composition, and color can help to create a sense of movement and space. This marriage of process, materials, and graphic design is very important for all of her products, which perfectly aligns with the Clayhaus philosophy.

Kristine Morich è una designer multidisciplinare di Portland specializzata nella progettazione di prodotti, componenti di illuminazione e mobili. Mentre studiava alla Rhode Island School of Design, Kristine si è appassionata alla matericità e al processo produttivo della ceramica. Fondato il proprio studio nel 2008, Kristine è ispirata da come il pattern possa migliorare o alterare la sensazione all'interno di uno spazio. La combinazione di linea, composizione e colore può infatti aiutare a creare un senso di movimento. Questo connubio tra processo, materiali e design grafico è molto importante per tutti i prodotti realizzati dalla designer, che si inquadra perfettamente nella filosofia del marchio Clayhaus.

About Kristine Morich

www.clayhaustile.com

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Il parquet HARO per il Maso Villscheider

HARO parquet for the Villscheider estate

In posizione collinare, a 700 metri di altitudine sopra Bressanone, si trova il maso Villscheider, noto anche come ‘Buschenschank’ (osteria contadina) e apprezzato per i suoi vini eccellenti. Con una vista spettacolare sulla città di Bressanone, il maso Villscheider è il posto ideale per una vacanza in montagna in Alto Adige e - per consentire ai turisti/escursionisti di portarsi a casa il gusto della vacanza -, la famiglia Hilpold offre anche degustazioni di vino con visita alla cantina. E la nuova sala di degustazione – grazie al parquet HARO - è un gioiellino che non passa assolutamente inosservato. Il progetto è opera dello studio di architettura raum3 Architekten di Bressanone, che ha creato uno spazio luminoso, con un grande fronte vetrato che si affaccia sui vigneti circostanti dominato da un lungo tavolo in legno di noce. L’elemento più sorprendente è il soffitto costituito da 1980 bottiglie di vino. Dato che l’intero spazio si presenta come una sala da degustazione rustica, seppure interpretata in chiave moderna, il pavimento non poteva che essere in legno. La scelta dei progettisti è pertanto caduta sulla plancia HARO in noce americano Markant che ben si armonizza con il tavolo in noce. Le venature marcate del legno conferiscono all’ambiente un aspetto rustico naturale e accogliente. La finitura naturaLin plus coniuga inoltre il look naturale con il vantaggio di una pulizia e manutenzione estremamente semplice. L’interessante idea progettuale ha fruttato al team di architetti addirittura una nomina al Premio Architettura Alto Adige 2019. La sala di degustazione del Maso Villscheider è una chiara dimostrazione di come sia possibile creare una perfetta sintonia tra architettura tradizionale e architettura moderna.

On the hillside 700 meters above Bressanone is the Villscheider estate, also known as the “Buschenschank” (farmer’s tavern) and popular for its excellent wines. With a spectacular view of the city of Bressanone, the Villscheider is the ideal place for a mountain vacation in Alto Adige and – to enable tourists/excursionists to take home a taste of their vacation – the Hilpoid family also offers wine tastings with a tour of the cellars. And the new tasting room – thanks to HARO parquet – is a jewel hard to overlook. It was designed by the raum3 Architekten firm of Bressanone, which created a luminous space with a large glassed-in front overlooking the surrounding vineyards and dominated by a long walnut table. The most surprising feature is its ceiling, made from 1980 bottles of wine. Since the whole room is a rustic tasting area, although interpreted in a contemporary key, the flooring could only have been in wood. So the designers chose HARO planks of Markant American walnut, which goes well with the table. The wood’s marked grain gives the room a natural, inviting rustic appearance. In addition, the naturaLin finish combines the natural look with the advantage of extremely simple cleaning and maintenance. This interesting design idea won the architecture firm a nomination for the 2019 Alto Adige Architecture Awards. The Villscheider estate’s tasting room is a clear demonstration of how it is possible to create perfect harmony between traditional and modern architecture.

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www.haro.com


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Mosaico+ al FuoriSalone 2019

Mosaico+ at the 2019 FuoriSalone

Non è la prima esperienza per la presentazione dei prodotti Mosaico+ a Milano in occasione del Fuori Salone, ma ques’anno è diverso, in quanto è la prima volta che espone le nuove collezioni nello showroom permanente all’interno di Agape. Uno spazio che diventerà punto di riferimento per clienti e architetti. In questa cornice Mosaico+ presenta le nuove collezioni Diamond e Jointed. Entrambe le linee vanno oltre il decoro, oltre il concetto tradizionale di mosaico. La nuova proposta di Mosaico+ amplia le potenzialità espressive della materia e le modalità di linguaggio per raccontarla. Una serie che si declina in infinite combinazioni per diventare un valido strumento nelle mani di progettisti e interior designer, per definire l’identità di una superficie, per valorizzare i caratteri architettonici e spaziali di un ambiente, per raccontare una storia fatta di segni e tracce che la rendono unica. Il mosaico Jointed e Diamond sono realizzate in vetro cattedrale artistico, un materiale che si caratterizza per la sua brillantezza e luminosità, più sottile rispetto ad altri tipi di vetro. Il vetro artistico può essere colorato con tinte piene e piatte o avere una superficie stonalizzata e venata.

This is not the first time that Mosaico+ products are being presented in Milan at the FuoriSalone, but this year it’s different because it’s the first time the new collections are being displayed at the permanent showroom inside Agape. A showroom that will become a reference point for customers and architects. In this setting Mosaico+ presents its new collections, Diamond and Jointed, both of which go beyond decoration, beyond the traditional concept of mosaic. The new Mosaico+ offer amplifies the expressive potential of material and the languages to recount it. A series that can provide infinite combinations and become a valid tool in the hands of designers and interior designers to define a surface, to valorize the architectural and spatial character of a room, to tell a story composed of signs and traces that make it unique. Jointed and Diamond mosaics are made in artistic cathedral glass, a material renowned for its brilliancy and luminosity and thinner than other types of glass. It can be colored with full, flat tints or have a veined, shaded-color surface.

www.mosaicopiu.it

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CamuStyle TX è German Design Award 2019

CamuStyle TX wins the German Design Award 2019

Le straordinarie caratteristiche di CamuStyleTX, materiale prodotto da SWISS KRONO AG, hanno convinto anche la giuria di specialisti del German Design Award che gli hanno recentemente conferito il prestigioso e ambito German Design Award 2019 nella categoria “Excellent Product Design – Material and Surfaces”. CamuStyleTX è caratterizzato da un aspetto particolare, che conferisce a mobili e ambienti un’aura inconfondibile e un elegante carisma. Un materiale dall’eccezionale “used look”, destinato a essere utilizzato per superfici frontali e parti a vista, nonché per trasformare negozi, aree fieristiche e ambienti interni. La struttura ruvida e allo stesso tempo suggestiva di SWISS KRONO AG apre possibilità di realizzazione mai viste prima nella finitura di mobili e interni. Dotato in un aspetto sorprendentemente autentico, CamuStyleTX crea un’atmosfera al contempo calda e rustica. Oltre al design straordinario, diverse microstrutture garantiscono un tocco finale di perfezione e autenticità, rendendo il prodotto un caso unico in un mercato che fa appello non solo al senso del tatto. CamuStyleTX comprende due linee di prodotti “Fantasy” e “Metallized” con un totale di 12 decorazioni esclusive.

CamuStyle TX wins the German Design Award 2019 The extraordinary characteristics of CamuStyle TX, a material made by SWISS KRONO AG, convinced the judges of the German Design Award 2019 to make it the winner in the “Excellent Product Design – Materials and Surfaces” category. CamuStyle TX has a special appearance that gives furniture and rooms an unmistakable aura and elegant charisma. A material with an exceptional “used” look, it is to be utilized for frontal surfaces and exposed parts as well as to transform shops, tradeshow areas and interiors. The rough yet lovely material from SWISS KRONO AG creates possibilities never before seen in finishes for furniture and rooms With its surprisingly authentic look, CamuStyle TX creates an atmosphere both warm and rustic. In addition to its extraordinary design, different micro-structures guarantee a final touch of perfection and authenticity, making the product unique on a market appealing not only to the tactile sense. CamuStyle TX comes in two lines, “Fantasy” and “Metallized” for a total of 12 exclusive decorations.

www.swisskrono.ch

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Bologna 23

27 - 09 - 2019

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5 Gemini Srl - Via Cenisio 50 - Milano 20154 - ITALY - Trimestrale - Poste Italiane Spa - Sped. in A.P. D.L. 353/03 (conv. in L. 27.02.04, n° 46), art. 1, c. 1, - LO/MI - Gennaio / Marzo 2019 - Anno 2°

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