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SETTIMANALE | n° 02 | 8 maggio2012

L’ITALIA É BIANCONERA

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Questo finale di campionato vede una squadra su tutte in grande spolvero; è il Parma di Donadoni.

Il giorno degli ultimi verdetti è arrivato: due squadre, Herta Berlino e Colonia, un posto per non retrocedere, 575 km di distanza...

Approfittando dello scivolone del Milan con i cugini nerazzurri, la Juve conquista il titolo con una giornata d’anticipo

Non tutte le annate che iniziano male sono destinate a finire allo stesso modo.

Se il Pescara di Zeman è ormai diventata una realtà nella serie B di quest’anno molto lo si deve al reparto offensivo


> Antonio Conte Lecce (Italia) 31 luglio 1969 Allenatore della Juventus


> Shinji Kagawa Kobe (Giappone) 17 marzo 1989 Attaccante del Borussia Dortmund

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Claudio Mammana

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Claudio Mammana

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LETTERA DAGLI EDITORI Supporters è una rivista sportiva online, nata dall’idea di un gruppo di giovani catanesi, appassionati allo sport e particolarmente sensibili alle innovazioni apportate dalla tecnologia. In un’ epoca in cui internet e il web sono ormai indispensabili, abbiamo pensato di creare questo magazine settimanale per tenere informati i nostri lettori sui principali avvenimenti sportivi nazionali e non. Supporters conterrà rubriche sulla serie A, la Champions League, l’Europa League, Euro 2012, il calcio estero, il calciomercato e uno spazio dedicato ai pronostici. Il magazine uscirà il martedi di ogni settimana e sarà aperto ad ogni tipo di collaborazione con chiunque abbia voglia di scrivere sugli eventi sportivi più disparati. La consultazione della rivista è assolutamente gratuita e, a breve, sarà disponibile anche l’applicazione per iphone e ipad.


> Andrea Stramaccioni Roma (Italia) 9 gennaio 1976 Allenatore dell’Inter


11 L’italia é bianco nera di Paolo Meli

CONTENUTI 17

Tiene il Montpellier. Per il Psg una vittoria “bizzarra” di Angelo Pierino

16 Il tardo risveglio di Alessio Piso

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Milano é nerazzurra

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BUNDESLIGA: ecco i verdetti dell’ultima giornata

di Paolo Meli

di Angelo Pierino

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Bologna fatale per il Napoli. La vittoria di Di Natale. di Giuseppe Libertella

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Giusto crocefiggere Delio Rossi? di Paolo Meli

22 Meisterschale bissato, Meisterschale meritato. di Angelo Pierino

40 Generazione fenomeni di Angelo Pierino


> Emanuele Giaccherini Talla (Italia) 5 maggio 1985 Centrocampista della Juventus

> Simone Pepe Albano Laziale (Italia) 30 agosto 1983 Attaccante della Juventus


> 28 campionati italianii 19 goal subiti (miglior difesa) 22 vittorie 37 risultati utili consecutivi 46+ di differenza reti

> di Paolo Meli

L’ITALIA É BIANCONERA!!! Approfittando dello scivolone del Milan con i cugini nerazzurri, la Juve conquista il titolo con una giornata d’anticipo “Non è squadra attrezzata per lo scudetto”. Questo il commento che a inizio campionato si sentiva da più parti. E invece la Vecchia Signora ha stupito tutti. Conte e i suoi hanno compiuto un capolavoro calcistico, frutto dell’abnegazione e della voglia di tornare grandi. La Juve torna laddove era abituata a stare fino a qualche anno fa, sul tetto d’Italia. Una macchina inarrestabile quella bianconera, mai guastatasi nel corso della stagione. Una sola sconfitta con il Milan in Coppa Italia, vanificata però dall’euro goal di Vucinic ai tempi supplementari, che ha permesso l’approdo in finale. L’unico appunto fattibile è il numero di occasioni non concretizzate dall’attacco bianconero, compensato però dalla impenetrabilità del reparto arretrato. Il trio composto da Bonucci, Chiellini e Barzagli ha permesso a Super Gigi di incassare soltanto 19 reti nel corso del

campionato,contro le 32 subite da Abbiati. Ma il vero ago della bilancia è stato il centrocampo. Un nome su tutti, Andrea Pirlo. Il metronomo azzurro è stato l’uomo in più dei bianconeri. L’uomo che con le sue geometrie ha dettato il ritmo del gioco e più volte servito agli attaccanti il passaggio finale. A Milano l’avranno rimpianto sicuramente. Non meno importanti i compagni di reparto Marchisio e Vidal, cuore e polmoni di questa squadra, che hanno dato un notevole contributo anche in fase offensiva, totalizzando ben 16 reti (9 Marchisio, 7 Vidal). L’assenza dalle coppe europee ha sicuramente giocato un ruolo decisivo a favore dei bianconeri, che hanno potuto gestire al meglio le forze nel corso della stagione. Tuttavia ciò non costituisce una giustificazione per la stagione fallimentare del Milan, fuori da tutte le competizioni. Se si

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Ci tengo a ricordare quella squadra che ha fatto la serie B e tutti i ragazzi che sono passati da qui: siamo sei volte felici. Se sono otto i miei scudetti? Sì, sì. Quello che è successo stasera mi ripaga di tanti anni, specie ripensando al 2006: è specialissimo.

Le dediche sono tante, la prima ad Alessandro Del Piero, con cui finalmente ho condiviso il giorno dei giorni, quello del riscatto. E poi, a Camoranesi, Trezeguet e Nedved, che meritano di essere protagonisti in questa stagione, e poi la mia famiglia, che mi ha sempre consigliato bene. Ho sofferto tanto, sei anni non sono pochi ma questa gioia non ha eguali.

vuole individuare un’attenuante, la si può ritrovare nel numero di infortuni che hanno falcidiato i giocatori rossoneri, a cominciare da Pato, passando per lo sfortunatissimo Cassano, per finire con Thiago Silva venuto a mancare nella gara di ritorno col Barcellona, snodo cruciale della stagione rossonera. Come se non bastasse, si aggiungono anche le dichiarazioni rilasciate dopo il derby da Ibrahimovic, deluso dal digiuno di tro-

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fei:” voglio vincere e tutto dipende da cosa vuole il Milan. Non ho dubbi su di me, ma non so cosa vogliono fare loro.” L’ultima volta che non vinse lo scudetto era il lontano 2002-2003,quando ancora giocava con l’Ajax. Dalla stagione 20032004 aveva centrato il titolo 8 volte consecutive con Ajax,Juventus,Inter, Barcellona e Milan. Difficile dire se resterà o se risponderà alle sirene spagnole provenienti da Madrid.


Non c’è bisogno di dire che numero di scudetto è questo: le stelle non sono quelle che cuci sulla maglia, ma quelle che hai nel cuore. Sul campo io li ho vinti, poi le polemiche non contano. Conta il cuore, quindi ne ho vinti due La mia dedica va alla famiglia, ma questo scudetto è di Del Piero e Buffon, che a questa maglia hanno dato davvero tutto.

Sono sensazioni belle, festose, straordinarie. Siamo contenti di aver coronato un’annata diventata super straordinaria. Merito dei ragazzi, della loro disponibilità, e dei tifosi, che hanno creduto subito in noi.

Tutt’altro umore in casa Juve, dove l’entusiasmo per l’impresa compiuta è dilagante. Antonio Conte è al settimo cielo:” Siamo contenti di aver coronato un’annata diventata super straordinaria - spiega a Sky - Merito dei ragazzi, della loro disponibilità, e dei tifosi, che hanno creduto subito in noi. Onore però anche ai vinti, abbiamo affrontato un avversario fortissimo come il Milan e questo rende ancora più importante la nostra vittoria”.

Ancora più forti le parole di Andrea Agnelli:” Dal Paradiso all’Inferno e ritorno in Paradiso, fino alla fine...”. Solo un velo di tristezza aleggia sulla festa juventina, gli occhi malinconici di Alex Del Piero e le domande sul suo futuro. Resterà? Andrà via? Comunque vada, non sarà mai un addio, ma solo un arrivederci.

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JUVENTUS CAMPIONE D’ITALIA 2011 - 2012 06 05 2012


> DONADONI << Abbiamo superato i 52 punti che erano il top raggiunto nel 2010. Ci tenevamo molto a dimostrare che saremmo riusciti a fare meglio. Inoltre in 99 anni di storia siamo riusciti per la prima volta a centrare 6 vittorie di fila in serie A, bisogna essere estremamente orgogliosi di questo. >>

IL TARDO RISVEGLIO di Alessio Piso Questo finale di campionato vede una squadra su tutte in grande spolvero; è il Parma di Donadoni. I gialloblu, infatti, vincendo a Siena per 2-0, superano il loro personale record di 5 vittorie consecutive, confezionandone addirittura 6! Una domanda sorge spontanea: se Giovinco e compagni avessero tenuto lo stesso andamento da inizio campionato? Sicuramente la rosa della squadra emiliana non è paragonabile a quella di Lazio, Napoli, Inter, Udinese, ma alle volte gli obbiettivi nel calcio non si raggiungono con i singoli giocatori ma con l’amalgama che nasce all’interno di uno spogliatoio. E’questo il caso del Parma. In secondo luogo i Crociati possono vantare all’interno della propria rosa Sebastian Giovinco. Il giocatore, in comproprietà fra Parma e Juventus, è stato autore di una grandissima stagione, siglando ben 15 reti. La più bella sicuramente quella messa a segno proprio domenica a Siena con un tiro al volo che termina la sua corsa sotto il sette. Parma, che è stata crocevia di grandi campioni (Buffon, Thuram, Cannavaro e Veron su tutti),vede nascere una nuova stella dal futuro senza dubbio roseo. Non accettato dalla Juventus è approdato in Emilia Romagna dove ha stupito e fatto ricredere tutti sul suo talento. Chissà se l’anno prossimo lo vedremo giocare nuovamente in gialloblu o con qualche altra maglia, in ogni caso auguriamo sempre il meglio a questo grande campione.

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Tiene il Montpellier. Per il Psg una vittoria “bizzarra” di Angelo Pierino Tre finali, un solo risultato possibile: la vittoria. Così Carlo Ancelotti commentava nel post-partita della partita contro il Valenciennes, una vittoria “bizzarra” secondo l’ex rossonero, strappata con convincenti segnali dal reparto offensivo, ma con qualche sbavatura difensiva di troppo. Una vittoria che sembrava dovesse mettere pressione sulle spalle del rivale diretto, il Montpellier, che invece si è rivelato essere un degno avversario, andando a espugnare il difficile campo del Rennes nel match che chiudeva la 35° giornata di Ligue 1; da considerare anche quel Lille che non ha ancora abdicato e sembra voler rientrare prepotentemente in corsa. Tornando al Psg, vittoria tutta in rimonta visto che i padroni di casa del Valenciennes dopo solo 11 minuti di gioco erano già sul 2-0 con Aboudaker protagonista assoluto con un goal e per aver provocato il raddoppio. In seguito si ha il risveglio del trio d’attacco parigino, senza una punta di peso ma tutto fantasia, stiamo parlando di Pastore – Nenè - Menez; questi ultimi due protagonisti del goal che accorcia le distanze, con Nenè marcatore e Menez nelle vesti di assistman. Sul finire del primo tempo al 40° è Maxwell a mettere in pari il risultato, servito da Nenè, e il gol del sorpasso è ispirato da Pastore che sfrutta una voragine lasciata aperta dai difensori del Valenciennes lanciando Matuidi che porta il risultato sul 2-3 già alla fine del primo tempo. Nella ripresa il risultato viene potenzialmente messo in ghiaccio da Menez concludendo un azione manovrata da Pastore assistito da Nenè. Inutile risulta quindi la terza rete dei padroni di casa siglata con una bella punizione da Cohade all’80.Vittoria che porta il Psg in vetta per una notte in attesa del Montpellier. Montpellier, chiamato alla vittoria sul difficile campo del Rennes, continua a convincere espugnando per 2-0 lo Stade de la Route de Lorient e riportandosi in vetta a + 3 sul Psg e a + 5 sul Lille. Lo scudetto potrebbe anche essere ipotecato se domenica la capolista non si trovasse di fronte il Lille che, dopo aver battuto a domicilio 3-0 il Caen, non intende lasciare il titolo conquistato l’anno scorso. Basterebbe anche un pareggio al Montpellier se sommato a una sconfitta del Psg, oppure una sconfitta dei parigini seguita da una vittoria di Giroud e compagni, per decidere il titolo. Un altro campionato che non ha alcuna intenzione di scegliere il proprio vincitore se non dopo tanta corsa e tanto sudore versato.


MILANO É NERAZZURRA! Milan sconfitto 4-2 dai cugini nerazzurri! Addio scudetto! MILANO - “I paradossi del calcio”. Sembrerebbe il titolo di un film, e invece è quanto andato in scena allo stadio Giuseppe Meazza. Un Milan costretto a vincere a tutti i costi dominato dall’ Inter, quasi fuori dalla zona Champion’s. E il risultato sarebbe stato più largo se l’arbitro Rizzoli non avesse assegnato un penalty inesistente al Milan per un intervento di Julio Cesar su Boateng. Partita perfetta dei nerazzurri e scudetto alla Juventus, con una giornata d’anticipo. Non è bastata nemmeno la strenua resistenza di Ibra, autore di una doppietta, fenomeno in mezzo a dieci giocatori normali. Quando poi capitan Zanetti si fa tutto il campo,di corsa palla al piede, senza essere fermato da nessuno, Allegri capisce che non è giornata, né stagione. Invece Strama, verso la riconferma, regala in una serata gloriosa la passerella a Cordoba alla sua ultima a S.Siro. Dicevamo partita viziata dall’errore clamoroso di Rizzoli che permette ai rossoneri di

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di Alessio Piso

portarsi sull 1-1 dopo l’iniziale vantaggio siglato Milito. Simpatico siparietto prima dell’ esecuzione del penalty di Ibra. Julio Cesar si avvicina allo svedese dicendogli “tira fuori o te la paro”. Ma Ibra realizza con freddezza. Segue sguardo di sfida alla curva interista e una risposta al portierone nerazzurro:”Forse è entrata Julio”. Il pari dura poco. Ibra non ci sta, sguscia fra Lucio e Samuel e fa 2-1. Ma la Strama-Inter è bella e offensiva. Milito si procura e segna il rigore del 2-2 su fallo di Abate. Al 34esimo campionato chiuso. Cross di Maicon, testa di Pazzini e braccio di Nesta. Per Rizzoli è rigore. Milito va e realizza la sua personale tripletta. Rimane tempo solo per il capolavoro balistico di Maicon, ciliegina sulla torta d una partita perfetta. L’Inter va, il Milan si arrende. La stagione nerazzurra resta amara ma qualcosa da festeggiare c’è. E forse anche le basi per ricostruire una squadra che competa per il titolo proprio e non per consegnarlo agli altri.

di Paolo Meli

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Meisterschale bissato, Meisterschale meritato. Non tutte le annate che iniziano male sono destinate a finire allo stesso modo. Per farvi un esempio rapido prendiamo in esame la stagione appena conclusa del Borussia Dortmund. Una squadra già protagonista l’annata precedente di una cavalcata trionfale. L’avversario più temuto, il Bayern; un unico obiettivo: il Meisterschale. Cambia la stagione ma non il finale: il Bayern, con una rosa sulla carta nettamente più forte di quella dei rivali, è nuovamente costretto ad arrendersi di fronte al gioco dei ragazzi terribili di Jurgen Kloop, stratega di una squadra che è sintesi perfetta di agonismo ed espressività: il BORUSSIA DORTMUND, che bissa

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così il capolavoro dell’anno prima. Il Deutsche Meisterschale alzato al cielo dal capitano Sebastian Kehl, dopo la passerella contro il Friburgo, non è l’unico “titulo”, come direbbe qualcuno di nostra conoscenza, cui concorre la squadra campione di Germania; infatti, il 12 maggio all’Olympiastadion di Berlino, i detentori del titolo affronteranno nella finale di DFB Pokal (Coppa di Germania) il Bayern Munchen per una “Never Ending Story”.

di Angelo Pierino

l’ingresso alla fase successiva di Europa League, in virtù del quarto posto rimediato in un girone che sulla carta si presentava come non impossibile (Arsenal, Olympiakos, Marsiglia). Inoltre bisogna dire che non solo in Europa erano evidenti “falle” a livello di gioco e personalità, infatti neanche in Bundesliga la difesa del Meisterschale era cominciata benissimo: dopo la sconfitta patita ai rigori nella Supercoppa nazionale contro i rivali di sempre dello Shalke04, Un avvio di stagione coa metà settembre erano munque molto deludente arrivate due sconfitte conper tifosi e squadra; da secutive contro Herta e ricordare che Il Borussia Hannover, mentre il Bayern è uscito alla fase a gironi correva come un treno codella UEFA Champions minciando a prender marLeague, fallendo addirittura gine in classifica.


Ma dal 18 settembre 2011 (sconfitta in trasferta per 2-1 ad Hannover con una rimonta nei minuti finali dei padroni di casa) il la squadra di Dortmund non ha più perso una partita, inanellando una serie da record di 28 risultati utili consecutivi in Bundesliga, compresi quello sul ‘Gladbach, che ha chiuso matematicamente il campionato e fatto brindare gli 80mila fedelissimi del WestFalen stadium,e quello sul Friburgo, con il quale ha così raggiunto quota 81 punti, mai toccata in precedenza in Bundesliga: il precedente primato era del Bayern Monaco che nel 1972 – 73 si era fermato a quota 79 punti.

Non è ancora paragonabile alle grandi potenze spagnole, ma la squadra di Kloop (il cui contratto è stato rinnovato sino al 2016) è ormai una splendida realtà del calcio internazionale: riesce a valorizzare giovani cresciuti nel settore giovanile o pagati migliaia di euro per poi rivenderli a milioni (basti pensare che uno dei leader di questa squadra, il giapponese Shinji Kagawa, classe 1989, è stato acquistato per soli 350.000 euro dal Cerezo Osaka e ora valutato attorno ai 18-20 milioni di euro). Infine, non potevo non menzionare i giocatori che meglio si son messi in risalto e han reso possibile

la creazione di questa macchina “quasi” perfetta; oltre al già citato Kagawa, non possiamo non parlare di Mario Gotze (classe 1992 e già punto fermo della nazionale tedesca nonostante la giovane età), la bandiera Kevin Grosskreutz (classe 1988) e uno straordinario Robert Lewandowski (1988), centravanti polacco protagonista di una stagione straordinaria conclusa al terzo posto della classifica marcatori con 22 reti. Riuscirà la dirigenza tedesca a trattenere tutti questi piccoli ma grandi allo stesso tempo campioni e a riconfermarsi per il terzo anno consecutivo campione di Germania?.....al campo l’ardua sentenza.


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BUNDESLIGA: ecco i verdetti dell’ultima giornata Retrocede il Colonia, record di punti per il Borussia Dortmund. di Angelo Pierino Il giorno degli ultimi verdetti è arrivato: due squadre, Herta Berlino e Colonia, un posto per non retrocedere, 575 km di distanza...paura, tensione e voglia di vincere per evitare il dramma. Queste le emozioni regalateci dall’ultimo turno di campionato. Detto questo però, non possiamo non cominciare il nostro racconto citando il Borussia Dortmund, già campione di Germania, che puntava al record di punti. Record puntualmente raggiunto grazie a un meraviglioso primo tempo contro il malcapitato Friburgo, in serie positiva da 10 giornate: un 4-0 made in Poland tutto nella prima frazione di gioco. “Made in Poland” perchè le reti sono frutto di giocate messe a segno da Robert Lewandowski e Kuba Blaszczykowski (doppietta per entrambi), gli uomini che proveranno a far della Polonia padrona di casa la sorpresa dei prossimi Europei. Il Bayern è stato arbitro della lotta per non retrocedere, infatti vincendo 4-1 in casa del Colonia ha spinto in Zweite Bundesliga (la serie B tedesca) la squadra dell’ex Lucas Podolski – ormai promesso sposo dell’Arsenal di Arsene Wenger – complice anche la vittoria in concomitanza dell’Herta Berlino. Per i finalisti della Champions League sorprendentemente non va a segno Gomez, che, strano ma vero, perde la classifica marcatori a scapito di Huntelaar. Sul tabellino dei marcatori vanno comunque Thomas Muller (doppietta), Robben e un autorete di Geromel, mentre per i padroni di casa arriva l’inutile rete del bomber Novakovic.

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Sorride, visto il regalo avuto dai bavaresi, l’Herta Berlino che fa il suo battendo non senza brividi l’Hoffenheim: va sul 2-0 grazie a una doppietta di Ben Hatira, a 5 minuti dalla fine subisce il gol avversario con Compper; ma al 90’ arriva il sigillo a opera di Raffael, con un contropiede a campo vuoto (il portiere avversario era avanti in cerca del pareggio), quindi formazione della capitale allo spareggio con il Fortuna Dusseldorf (terza in Zweite Liga). Altro verdetto che si attendeva da quest’ultima giornata era quello che assegnava l’ultimo posto in Europa League, che va all’Hannover in virtù della vittoria sul retrocesso Kaiserslautern, che ha comunque onorato l’impegno andando addirittura avanti con De Wit. L’autorete di Bugera e la rete dell’ivoriana Ya Konan portano l’Hannover, già ai quarti di finale quest’anno, in Europa League per il secondo anno consecutivo. A guardare i risultati al termine dei 90’ minuti di gioco però possiamo dire che alla squadra della Bassa Sassonia sarebbe bastato anche il pareggio (e persino la sconfitta), visto che i cugini del Wolfsburg, avanti 2-0 nel difficile campo dello Stoccarda grazie alle reti di Helmes e Russ, hanno subito una rimonta completa dei padroni di casa grazie a Cacau, Maza Rodriguez e Traorè. Nella classifica marcatori vediamo, come detto in precedenza, la vittoria a sorpresa di Klas Jan Huntelaar, protagonista numero uno anche della vittoria dello Schalke 04 sul campo del Werder Brema: “the Hunter” (il cacciatore) risponde con una doppietta dell’immortale Claudio Pizarro, che a sua volta aveva pareggiato il vantaggio iniziale di Draxler, 3-2 per la squadra della Ruhr il risultato finale. Turno completato dalle larghe vittorie esterne del Borussia Moenchengladbach a Mainz (0-3: Reus saluta i suoi tifosi e va al Dortmund con una doppietta, che si somma alla rete firmata De Camargo) e del Leverkusen a Norimberga(1-4 il risultato finale: protagonista dell’incontro il nazionale tedesco Kiessling,autore di una tripletta, a cui s’aggiunge la rete di Schurrle, Mak per i padroni di casa) e dalla vittoria di misura dell’Augsburg sull’Amburgo (1-0 rete decisiva di Koo).

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34^ ed ultima giornata (05.05.2012) Augsburg 1 - 0 B. Dortmund 4 - 0 Colonia 1-4 Hannover 2 - 1 Herta Berlino 3 - 1 Mainz 0 - 3 Norimberga 1 - 4 Stoccarda 3 - 2 Werder Brema 2 - 3

Amburgo Friburgo Bayern Monaco Kaiserslautern Hoffenheim B. Moenchengladbach Bayer Leverkusen Wolfsburg Schalke 04


Classifica finale: Borussia Dortmund 81 Bayern Monaco 73 Schalke 04 64 Borussia Moenchengladbach 60 Bayer Leverkusen 54 Stoccarda 53 Hannover 48 Wolfsburg 44

Werder Brema 42 Norimberga 42 Hoffenheim 41 Friburgo 40 Mainz 39 Augsburg 38 Amburgo 36 Herta Berlino 31 Colonia 30 Kaiserslautern 23


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Bologna fatale per il Napoli. La vittoria di Di Natale. di Giuseppe Libertella “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”, cantava Fabrizio De Andrè. Eppure domenica 6 maggio 2012 Alessandro Diamanti ha dato alla luce il primo dei due “fiori” che hanno steso il Napoli. Un Bologna già ampiamente salvo batte il Napoli, in piena corsa per il terzo posto, con un 2-0 inequivocabile, firmato Diamanti e Rubin. Napoli mai in partita, con la compagine felsinea che onora fino alla fine il campionato disputando un’ottima partita e sfiorando più volte la terza rete. Durante l’incontro ammoniti Cavani e Aronica, che, diffidati, salteranno l’ultimo match del campionato contro il Siena, ed espulso Dzemaili. Vola invece l’Udinese di Totò Di Natale, il quale sblocca l’incontro con una punizione magistrale. A quota 61 punti, e ad una giornata dal termine, il terzo posto è più vicino.

> Marco Di Vaio Roma (Italia) 15 luglio 1976 Attaccante del Bologna

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> Edinson Roberto Cavani Gómez Salto (Uruguay) 14 febbraio 1987 Attaccante del Napoli

Vero e proprio miracolo quello compiuto dalla formazione guidata da Guidolin, che si appresta a disputare la più importante competizione europea per club per il secondo anno consecutivo, dopo aver perso nello scorso calciomercato estivo giocatori come Inler, Sanchez e Zapata. Ai friulani adesso basterà un pareggio al Cibali di Catania durante l’ultima giornata. Vola anche l’Inter, anche se il terzo posto rimane quasi un miraggio. Mister Stramaccioni completa il suo miracolo calcistico strapazzando, è proprio il caso di dirlo, il Milan di Ibra e Allegri, in un derby avvincente e spettacolare. Protagonista del match Diego Milito, che con la sua personale tripletta si porta a 23 goal in campionato. Da segnalare l’eurogoal di Maicon e il simpatico siparietto tra Julio Cesar e Ibrahimovic in occasione del primo calcio di rigore, dubbio, assegnato al Milan. Vince la Lazio a Bergamo, 2-0 con le reti di Kozac e Cana, e rimane virtualmente in lotta per il terzo posto, a soli due punti dall’Udinese. Si attende adesso l’ultima giornata, con lo scontro diretto proprio contro l’Inter di Milito e Stramaccioni. L’Udinese appare favorita, ma questo campionato ci ha dimostrato che nulla è scontato. > Diego Milito autore di una fantastica tripletta nel derby di Milano

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L’OCCASIONE MANCATA di Alessio Piso

Saranno gli ultimi 90 minuti a decidere quali squadre andranno in Champions quale dovrà giocare l’anno prossimo l’Europa League. Infatti Tottenham e Newcastle non sfruttano il mezzo passo falso fatto dall’Arsenal. La compagine di Wenger contro ogni pronostico non riesce ad andare oltre un pareggio (3-3) in casa contro il Norwich che non aveva più nulla da chiedere a questo campionato. Gli Spurs tuttavia non riescono a vincere contro un grande Aston Villa (1-1), mentre i Magpies escono sconfitti, in un match sicuramente più difficile rispetto alle dirette concorrenti, per 0-2 contro il City di Roberto Mancini. L’ultimo appuntamento della Premier vede impegnate il Newcastle in casa dell’Everton, il Tottenham che ospiterà il Fulham e

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Arsenal che giocherà in casa del West Bromwich. L’impegno sicuramente più abbordabile è quello dell’Arsenal, alla quale basta anche un solo punto per accedere in Champions, avendo la migliore differenza reti sul team allenato da Alan Shereer. Il Tottenham, invece, dovrà vincere per ottenere la matematica qualificazione, tuttavia se il Newcastle non dovesse vincere le basterebbe un pareggio. Le possibilità dei Magpies, invece, ormai dipendono anche dai risultati delle altre squadre. La lotta è apertissima! Chi taglierà il traguardo? Lo scopriamo tra 90 minuti!

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Generazione di fenomeni: Lorenzo Insigne di Angelo Pierino Se il Pescara di Zeman è ormai diventata una realtà nella serie B di quest’anno molto lo si deve al reparto offensivo e in particolare ai due giovani attaccanti che a suon di goal stanno trascinando ai vertici del campionato la formazione abruzzese: Ciro Immobile e Lorenzo Insigne. In questo articolo parleremo in particolare di Lorenzo,

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talento nato a Frattamaggiore il 4 giugno di ventuno anni fa. Ma quanto è forte Insigne? Ormai non si parla di altro a Pescara e non solo. E pensare che Torino e Inter, ai tempi del fatidico provino con cui tutti i calciatori iniziano il loro cammino, lo avevano scartato dicen-


dogli: “Sei bravo, ma ‘bassino’, ci dispiace”. Ma quel ‘bassino’, ora è un autentico fenomeno: “Confesso che pensai anche di mollare il calcio. Poi, però, tenni duro perchè giocare a pallone mi piaceva troppo, trovai il Napoli che credette in me e mi prese nelle giovanili. Ed eccomi qui“. Sin dall’adolescenza ha così giocato con la maglia della primavera del Napoli; in una partita del 2010, contro il Livorno, debuttò in Serie A per pochi minuti sostituendo Denis. Da allora è stato prestato dalla società partenopea alla Cavese; dopo una prima esperienza in terza categoria (dieci partite ma nessun gol) l’anno successivo passa con la formula del prestito al Foggia allenato da Zeman, allenatore che fa della velocità e del gioco offensivo l’arma principale. Terreno fertile quindi per Lorenzo che incorona una stagione straordinaria con diciannove reti in trentatre partite, confermandosi capocannoniere della squadra.

so bomber campano ha altre idee: “Intanto, penso a conquistare la seri A sul campo col Pescara. Poi, parlerò col Napoli e prenderò la decisione giusta. Ma almeno un anno con Zeman mi piacerebbe“. Geniale e fantasioso,questo è Lorenzo,che, incredibilmente, da buon tifoso Napoletano, non ha Maradona come punto di riferimento, come idolo, come afferma al noto quotidiano la “Gazzetta dello Sport”: Maradona non l’ho visto giocare, ho ammirato i suoi gol in cassetta, uno dopo che, partendo da centrocampo, si era mangiato tutti gli avversari, l’altro su punizione a due in area contro la Juve, un capolavoro. Ho potuto seguire, invece, Del Piero. Mi ha conquistato con la sua tecnica, tant’è che ho imparato da lui i tiri ‘a giro’, e non solo su punizione. Lui è il mio modello– afferma Insigne – Mi ha colpito la sua serietà e la sua umiltà, in campo e fuori. E’ un esempio per tutti i ragazzi che si avvicinano al calcio“. Invece definisce speciale il suo rapporto con Zeman: “Ci ho creduto perchè sapevo quanti attaccanti sono diventati forti con lui. Non mi ha mai limitato. Mi ha detto che inventare va bene, ma senza danneggiare la squadra. Beh, i risultati si vedono“.

Quest’anno viene mandato in serie B, a Pescara, un altro scalino da salire, un altro tassello fondamentale per una maturazione veloce. Insigne in Abbruzzo ritrova l’allenatore Boemo che esalta le qualità del giovanissimo attaccante cresciuto a Frattamaggiore e tifosissimo del Napoli. 17 gol Questo è Lorenzo Insigne, 163 cm e tanta alla prima stagione in Serie B e 59 reti in voglia di creascere ancora...almeno calcistitotale con Immobile e Sansovini capaci camente! di sfruttare al massimo il sistema offensivo creato da Zeman. Il Napoli stesso sogna di poter contare su un giocatore come Insigne per la prossima stagione e c’è già chi associa il nome del talento partenopeo come prossimo sostituto di Ezequiel Lavezzi ,qualora quest’ultimo dovesse essere ceduto, anche se lo stes-

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GIUSTO CROCIFFIGGERE DELIO ROSSI? L’ex allenatore della Fiorentina condannato dalla stampa per il folle gesto ai danni di Ljaijc di Alessio Piso Il 2 maggio allo stadio Artemio Franchi di Firenze abbiamo assistito ad un gesto che poco ha a che fare col calcio, quello vero, quello giocato. Un gesto sicuramente deprecabile, ancor più vista l’età dei protagonisti. Rossi è stato abbondantemente condannato dai media nazionali e dai moralisti, e sta scontando la sanzione inflittagli dal giudice sportivo, una sospensione di tre mesi. Tuttavia personalmente ritengo eccessiva e fuori luogo l’opinione di molti che chiedono l’esclusione definitiva dal mondo del calcio dell’ex tecnico viola. Prima di sputare sentenze, bisognerebbe analizzare l’episodio nel dettaglio e capi-

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re da cosa è scaturita l’ira di Rossi verso Ljaijc. Sul web sono state riportate molteplici versioni. Quella secondo cui il serbo avrebbe detto all’allenatore:” sei più handicappato di tuo figlio” è stata smentita. Nessuno dei tre figli di Rossi pare sia diversamente abile. L’allenatore riminese, in conferenza stampa, è rimasto piuttosto vago:” su alcuni punti fermi non transigo - chiarisce Rossi -, sono il rispetto della mia persona, del lavoro, della squadra che alleno e della mia famiglia. Sono state toccate queste situazioni.”


< DELIO ROSSI << Chiedo scusa per l'episodio, alla gente di firenze, alla squadra alla società anche a Ljajic >>

Prescindendo dalle esatte parole dette da Ljajic, non credo sia giusto che un ragazzino di vent’anni, pagato fior di quattrini, possa permettersi di infangare il lavoro e la sfera privata del proprio allenatore, più grande di lui di circa trent’anni. Le scelte dell’allenatore dovrebbero essere rispettate sempre e comunque dai giocatori. Non condivise, ma rispettate. Sembrano pensarla allo stesso modo anche i tifosi della viola. All’uscita dello stadio è apparso uno striscione che recita:”Da mercenari circondato, uomo vero ti sei dimostrato”. Con questo non intendo dire che Rossi ha fatto bene

a picchiare Ljajic. La reazione è stata spropositata e inaccettabile e di questa lo stesso allenatore si è scusato. Ma, personalmente, nel suo gesto vedo quello di un padre frustrato dal comportamento del figlio, reo di non aver fatto ciò che gli è stato chiesto e di aver risposto maleducatamente. Un figlio irrispettoso. E’ venuto meno un valore fondamentale, il rispetto nei confronti di un’autorità (genitore, o professore a scuola, o allenatore nello sport). E quando vengono lesi determinati valori non ci sono leggi umane o scritte che tengano. Di una cosa sono certo: la prossima volta Ljajic, prima di contestare l’allenatore, ci pensarà un paio di volte.

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> Quando un giocatore smette, diventa sempre migliore. Io ho giocato tante brutte partite, ho sbagliato gol clamorosi. Mi dite che sono stato il piĂş grande ma la veritĂĄ ĂŠ che ho fatto parte di una squadra imbottita di campioni.

Marco Van Basten


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