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MARTEDÌ 31 AGOSTO 2010 ANNO 135 - N. 206

In Italia

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Campionato L’Inter stecca la prima Solo pari a Bologna

L’altra Mostra Gli splendidi fantasmi Il Lido oltre il cinema

di F. Monti e A. Ravelli alle pagine 48 e 49

di Paolo Maurensig a pagina 29

In edicola Magic English Prima uscita Fascicolo e Dvd «Hello» 1,99 euro più il prezzo del quotidiano

Show anche sulle donne e il colonialismo. Scontro politico. Il Cavaliere: sbaglia chi critica l’amicizia con Tripoli

I credenti nella società

Gheddafi a Roma provoca l’Europa

IL CATTOLICO POST MODERNO E LO SCARSO PESO IN POLITICA

«Alla Libia 5 miliardi l’anno o sarete invasi dagli immigrati e diventerete Africa» OLTRE IL LIMITE di FRANCO VENTURINI

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Il mio Iran come una grande prigione di Stato

di GIUSEPPINA MANIN A PAGINA 15

Il presidente Barroso

❜❜ L’individualismo dei Paesi

minaccia l’Unione

DA PAGINA 2 A PAGINA 5

di ROBERTO BAGNOLI

Baccaro, Buccini Caccia, Farina

chi frequenta la realtà cattolica italiana desta un po’ di sconcerto la superficialità con cui di essa si parla e con essa si vuole dialogare. La persistente diaspora elettorale, seguita alla fine della Dc, istiga qualcuno a tentativi di nuova unità o convergenza, magari di stampo minoritario; ma ne istiga molti di più a tentativi di appropriazione, di alleanze, di consonanze programmatiche e/o etiche nei confronti delle sue diverse componenti. Tutti tentativi, però, che, al di là della loro reiterazione e del loro rifiuto, declinano verso una evidente confusione. Per tentare di fare un passo in avanti occorre partire dalla considerazione che in ogni realtà complessa (e quella cattolica lo è più di quanto sembri) bisogna privilegiare una linea interpretativa che parta non dall’alto dei principi ideologici o di alleanze politiche, ma dal basso, cioè dalla fenomenologia quotidiana del popolo cattolico.

A PAGINA 6

Gli sport pericolosi che cominciano troppo presto

CONTINUA A PAGINA 42

L’ipotesi di rivedere le norme sulla prescrizione

Scuola e precari

Berlusconi vuole fare un intervento in tv sui «processi ingiusti»

I FURBETTI DEL SOSTEGNO CHE TRUFFANO SUI DISABILI di GIAN ANTONIO STELLA

di MARCO GALLUZZO

In morte di un pilota. Di 13 anni di PAOLO DI STEFANO

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icono che per diventare campioni bisogna cominciare da piccoli. Ma la notizia di un tredicenne morto per un incidente in moto a Indianapolis è di quelle che lasciano sbalorditi. Un ragazzino di Washington, Peter Lenz (in primo piano nella foto Ap), caduto durante un giro di ricognizione della sua categoria, è stato travolto da un’altra moto. L’ansia di successo può uccidere. A PAGINA 25

CONTINUA A PAGINA 3

«Sto pensando di andare in tv e spiegare agli italiani come stanno veramente le cose». Berlusconi ha paura di un autunno caldo. Non con i sindacati, ma con i magistrati. La Lega gli ha detto che c’è un piano per farlo fuori. Lui ha risposto che il piano lo conosce già, che è in atto da sedici anni. Lo scenario che lo preoccupa è noto: senza uno scudo giudiziario ulteriore, se la Consulta a dicembre boccerà le norme sul legittimo impedimento, il capo del governo sarà «nudo» di fronte ai processi che lo riguardano, primo fra tutti quello sul caso Mills, la cui sentenza potrebbe arrivare in primavera. ALLE PAGINE 10 E 11

Calabrò, M. Franco, Garibaldi

A Roma

Lite in corsia Muore un neonato di ESTER PALMA A PAGINA 20

In Slovacchia

Sterminata una famiglia di rom di DANILO TAINO A PAGINA 22

«V

ogliamo più disabili!». L’invocazione surreale che spinse un gruppo di precari ad assediare il Provveditorato di Caserta chiedendo un aumento degli insegnanti di sostegno appare esaudita: la crescita dei portatori di handicap è dieci volte superiore a quella degli studenti. Una notizia da brividi se non ci fosse un sospetto. Che l’impennata sia dovuta alla scoperta da parte di chi aspira alla cattedra di un’equazione: più handicappati, più assunzioni. Soprattutto nel Mezzogiorno. CONTINUA A PAGINA 9

Un centinaio di contestatori gli impedisce di parlare dei presunti diari di Mussolini

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Assedio a Dell’Utri, zittito a Como

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di PIERLUIGI BATTISTA

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osa crederanno di aver dimostrato, impedendo a Marcello Dell’Utri di parlare? Di compiere un’azione fieramente antifascista, visto che a contestarlo a Como è stata l’Associazione dei partigiani? O di irrobustire la lotta alla mafia, come avranno pensato i giovani dei centri sociali che lo hanno fatto andar via? O di dar vita all’ennesima manifestazione di intolleranza, togliendo il diritto di parola a un politico bollato e vituperato come un nemico mostruoso? La solita storia, purtroppo. CONTINUA A PAGINA 42 A PAGINA 23 Giannattasio

Scienza e longevità

LETTERA AI BAMBINI CENTENARI DI DOMANI di EDOARDO BONCINELLI A PAGINA 40

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ari bambini, centenari di domani, vi spiego che cosa vi succederà. Invecchiamo meglio e più lentamente, ma è più difficile scegliere». Il Corriere pubblica un estratto del nuovo libro di Edoardo Boncinelli che al Festival della Mente parlerà delle «tre età dell’uomo». «Tu che ti sei affacciato alla vita in questi giorni, hai una probabilità su due di vivere oltre cent’anni. E non posso non augurarti che si tratti di una esistenza serena e felice».

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disinvoltamente provveduto prima della firma del Trattato di Bengasi. Eppure, anche se è ragionevole e conveniente «tapparsi il naso» e accogliere Gheddafi nel modo migliore, crediamo che l’Italia di Berlusconi abbia sbagliato nel superare, o nel lasciare che venissero superati, limiti che dovrebbero essere considerati invalicabili perché collegati al buon nome del Paese e alla sua credibilità sulla scena internazionale. Erano presenti Berlusconi e quasi tutto il suo governo, ieri, quando Muammar Gheddafi ha lanciato quello che è difficile non definire un ricatto all’Europa. Per fermare l'immigrazione clandestina nella Ue, ha spiegato, la Libia deve ricevere almeno cinque miliardi di euro l’anno. Altrimenti risulterà impossibile controllare il flusso di milioni di esseri disperati, e l’Europa si ritroverà nera come l’Africa. È vero che il leader libico non ha indicato scadenze, non ha precisato i termini dello scambio. Ma ha affermato (e noi rimaniamo speranzosi in attesa di smentite) di muoversi con il sostegno dell’Italia. Come se la ben pagata rappacificazione bilaterale gli offrisse ora l’occasione di alzare la posta, di chiedere soldi a tanti mettendo loro alla gola il coltello dei clandestini. Erano presenti Berlusconi e quasi tutto il suo governo anche quando Gheddafi — che nel frattempo aveva strizzato l’occhio ai padroni di casa appoggiando un seggio italiano nel Consiglio di sicurezza dell’Onu — ha disegnato la sua visione del Mediterraneo.

di GIUSEPPE DE RITA

Il regista Panahi

Giannelli

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Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano

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u Indro Montanelli a spiegare che talvolta bisognava votare «tappandosi il naso». Gli interessi economici di tutti gli Stati, anche delle democrazie liberali, applicano un identico pragmatismo. Pensiamo ai rapporti degli Usa con la Cina, che non è certo la patria dei diritti umani. Pensiamo agli europei, italiani compresi, che per il gas e il petrolio trascurano i vizietti autoritari della Russia o la natura non esattamente democratica delle monarchie del Golfo. Non dobbiamo dunque scandalizzarci se l’Italia e il suo governo (peraltro ci provarono anche quelli precedenti, di destra e di sinistra) hanno teso tutt’e due le mani a un interlocutore tirannico, dal passato tenebroso e bizzarro come Muammar Gheddafi. Non dobbiamo neppure, visto che da questa tolleranza ricaviamo un notevole tornaconto, essere eccessivamente intransigenti sulla forma propria delle visite di Stato, e ritenerci perciò offesi da quel che è stato benevolmente definito «folclore». In questi tempi di vacche magre fare business con chi se lo può permettere e portare in Italia i relativi benefici (sperando che tali davvero siano) è cosa che vale ampiamente qualche distrazione protocollare. Tanto più che Berlusconi, visto che di lui si tratta, per favorire l’azienda Italia ha chiuso con Gheddafi l’interminabile contenzioso coloniale e post coloniale, e non ha, come erroneamente si dice, «sdoganato» la reproba ed ex terrorista Libia perché a questo l’Occidente aveva già

La provocazione di Gheddafi all’Europa: «Date alla Libia 5 miliardi all’anno o sarete invasi dagli immigrati e diventerete Africa». Il Colonnello usa parole forti durante la seconda giornata della visita a Roma, che si è trasformata in uno show. Berlusconi dopo l’incontro con il leader libico: «Sbaglia chi critica l’amicizia con Tripoli. Si è chiusa una ferita, chi non lo capisce appartiene al passato». Il Colonnello: «L’Italia finora ha fatto poco rispetto a ciò che abbiamo subito». Ma elogia il premier: «Coraggioso».

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BIENNALE 2010 DOVE C’È ARCHITETTURA C’È DOMUS IN REGALO, DOMUS JOURNAL VENEZIA/NEW YORK

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Martedì 31 Agosto 2010 Corriere della Sera

Il leader libico La visita

La parata Il premier Silvio Berlusconi e Gheddafi ieri sera alla caserma Salvo D’Acquisto

Islam, nuova sfida di Gheddafi «Da noi donne più rispettate» E sugli immigrati: l’Europa ci dia 5 miliardi l’anno o diventerà come l’Africa La Libia in «rosa»

Pilotesse e ministri Ma solo con il «sì» di padri e mariti Kulthum Bouseyfi, una delle rare donne pilota libiche, ha raccontato alla Bbc della volta che durante un volo disse «buongiorno parla il capitano» e alcuni passeggeri anziani cominciarono a sbraitare: «Com’è possibile, è una donna!». E poi ce l’ha il permesso paterno? Fu proprio il femminista Gheddafi, nella sua precedente visita italiana, a parlare di donne al volante con la condizionale: «Spetta al marito, ai fratelli, al padre dare il permesso di farle guidare». Il Libia le donne costituiscono il 22% della forza lavoro. Negli anni ’70 erano soltanto il 6%. Un passo avanti. Ci sono ministre e avvocatesse, giudici e dottoresse. All’Accademia Militare Femminile venivano ad addestrarsi anche dall’estero, dal Sudan e dal Libano. Andare oltre confine per le libiche non è così facile: secondo il Dipartimento di Stato Usa i mariti possono rivolgersi alla magistratura per bloccare l’espatrio della moglie (anche straniera). Falsità messe in giro dal nemico americano? Secondo il Uguaglianza Sigi (Social Institutions & Index) Tripoli è al 91˚ Tripoli è al 91˚ Gender posto nella classifica di 102 posto su 102 «Paesi non Ocse» in base Paesi «non all’uguaglianza tra i sessi. In Libia sono illegali le Ocse» per femminili l’uguaglianza associazioni indipendenti dallo Stato. Il tra i sessi livello di protezione e integrità fisica «è relativamente basso». Non esiste il reato di violenza sessuale all’interno del matrimonio. Nessuna legge proibisce alle donne di muoversi liberamente, anche se le «norme sociali» riducono di molto la possibilità di farlo. E il lavoro? Alcune professioni «dure o pericolose», in linea con i comandamenti del Colonnello, sono riservate agli uomini. «Per noi è raro vivere da sole o lavorare nel settore pubblico — ha detto una donna d’affari alla Bbc, sotto il velo dell’anonimato — È una società molto conservatrice e patriarcale». E poi c’è la differenza «a sorpresa» tra città e deserto. Storicamente le libiche di città sono sempre state più sofisticate e consapevoli, ma curiosamente anche più conservatrici nelle relazioni sociali e nell’abbigliamento. Nella tradizionale società beduina le donne non portano il velo, che simbolizza una condizione di inferiorità.

Michele Farina © RIPRODUZIONE RISERVATA

ROMA — Gheddafi a Roma, giorno secondo. Messaggi forti da mattina a sera. Comincia davanti alle hostess, il Colonnello, nella residenza dell’ambasciatore: «Da noi la donna è molto più rispettata che in Occidente e negli Stati Uniti. In Occidente le donne guidano i treni e lavorano nelle miniere. In Libia, invece, la donna è più libera e non è costretta a lavori non consoni al suo fisico...». Una ragazza per niente sprovveduta alza la mano e gli chiede allora un giudizio sulla vicenda di Sakineh, la donna condannata in Iran alla lapidazione. Il raìs le risponde pronto: «Quello non è il vero Islam, quello è fondamentalismo...». Passano 12 ore e la scena si sposta nella caserma «Salvo D’Acquisto» di Tor di Quinto, prima del Carosello dei carabinieri e della cena di gala con 800 invitati. Davanti al governo italiano schierato al gran completo, Gheddafi rinnova ad alta voce la sfida all’Europa: «La Libia, sostenuta dall’Italia, chiede che l’Ue offra almeno 5 miliardi di euro all’anno per fermare l’immigrazione non gradita. Bisogna sostenere questo esercito che combatte per fermare l’immigrazione, altrimenti l’Europa un giorno potrebbe diventare Africa, potrebbe diventare nera. La Libia è l’ingresso dell’immigrazione non gradita, dobbiamo lottare insieme per affrontare questa sfida...». E ancora: «Il mar Mediterraneo sia un mare di pace, sottratto ai conflitti imperialistici — prosegue il leader libico — Le flotte militari dei paesi non rivieraschi siano fuori (riferimento alla VI flotta americana, ndr)». Ma sono tanti i temi di politica estera sfiorati dal Colonnello: «Quando sento parlare di riforma del Consiglio di Sicurezza dell’Onu io proporrei un seggio permanente per l’Italia, che è stata capace di superare il fascismo e il colonialismo». Gheddafi giorno secondo: Maria Bellucci, 30 anni, abruzzese, laureanda in filosofia, dice di aver contato almeno sette telecamere di tv arabe nella sala dove il raìs ha tenuto le sue lezioni di Corano davanti alle hostess. Questione di propaganda: «Ragazze italiane si convertono all’Islam dopo aver incontrato Gheddafi», titolava ieri non a caso il quotidiano

«Arab online». Intanto circolano voci di 20 mila euro a testa e un impiego presso una compagnia petrolifera in Libia «regalati» alle neo convertite all’Islam, ma una di loro, Rea Beko, reagisce: «Solo calunnie». Fioccano critiche politiche. Il senatore dell’Idv Stefano Pedica ha piantato una «tenda della legalità» a due passi da quella beduina. Ma anche i finiani hanno fatto sentire la loro voce: «La dignità di una nazione è un valore, anche economico. Basta con le pagliacciate», afferma il direttore di «Generazione Italia», Gianmario Mariniello. Rincara «Farefuturo»: «L’Italia è diventata la Di-

sneyland di Gheddafi». Giornata densissima, chiusa dal ringraziamento all’Italia del raìs: «Il Trattato di amicizia italo-libico è stato un atto di coraggio. Avete riconosciuto gli errori del passato, vi ringrazio per la condanna del colonialismo, ringrazio voi e il vostro coraggioso Berlusconi». Poi ecco il Carosello dell’Arma e l’esibizione dei 27 cavalli berberi. E poiché sembra davvero che il Colonnello ci abbia preso gusto, forse si ferma a Roma anche oggi, un giorno in più rispetto alle previsioni. L’agenda è vuota, tutta da riempire.

Fabrizio Caccia © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il Mediterraneo sia un mare di pace. Fuori le flotte militari dei Paesi non rivieraschi Le celebrazioni Ben Ammar scherza sulla pioggia in tribuna: porta fortuna

Da Telecom alla Rai, dall’Anas a Unicredit Gli imprenditori a cena con il Colonnello ROMA — Per tutto il pomeriggio gli uffici stampa delle più grandi aziende e organizzazioni italiane si sono rimpallati l’invito alle celebrazioni del secondo anniversario del Trattato di Amicizia tra Italia e Libia organizzate presso la caserma dei Carabinieri, Salvo D’Acquisto, in onore del «leader della rivoluzione», Muammar Gheddafi. «No, l’amministratore non ci sarà» si rispondeva con malcelato imbarazzo. «Verrà una delegazione» si divagava. «Il presidente aveva un altro impegno» era la giustificazione. Ma alla fine il parterre preparato dal cerimoniale di Palazzo Chigi (che relegava la stampa a debita distanza dagli ospiti più illustri) e dall’ambasciata libica si è riempito a dismisura. Ad accorrere sono stati molti volti noti dell’impresa e della finanza italiana. C’erano il presidente di Telecom, Gabriele Galateri, l’amministratore delegato di Unicredit, Ales-

sandro Profumo, il presidente di Enel, Piero Gnudi, e l'ad Fulvio Conti, il presidente della Rai, Paolo Garimberti, e il direttore generale Mauro Masi, l’ad di Anas, Pietro Ciucci, il presidente di Fonsai, Jonella Ligresti, e l’ad Fausto Marchionni, il presidente di Impregilo, Massimo Ponzellini. Per la Fiat c’era il responsabile delle Relazioni istituzionali, Ernesto Auci, mentre per

La Lega La «Padania» di oggi, polemica sulle parole pronunciate da Gheddafi domenica: «L’Europa sia islamica»

Finmeccanica era annunciata la presenza, alla successiva cena, dell’ad Pierfrancesco Guarguaglini, che si è detto speranzoso di nuove commesse libiche. Per Confindustria, assente il presidente Emma Marcegaglia, è stato schierato il direttore generale Gianpaolo Galli. Il finanziere franco-tunisino, Tarak Ben Ammar è arrivato per ultimo e ha preso posto, per errore, nella tribuna riservata al «popolo libico»: una nutrita schiera di connazionali che Gheddafi ha fatto invitare. Tra loro, donne col capo coperto, e molti studenti: «Studio ingegneria a Perugia — dice uno di loro che chiede l’anonimato —: secondo me in Libia si dovrebbero fare meno autostrade e più investimenti su sanità e scuola». Al calar del sole, dalle loro borse e tasche sono spuntati come per incanto acqua e datteri, a rompere il digiuno del Ramadan. Dall’altra parte, la delegazione del governo

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Primo Piano

Corriere della Sera Martedì 31 Agosto 2010

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Convertite Le tre ragazze velate che domenica all’Accademia libica di via Caldonazzo, a Roma, avrebbero suggellato la loro conversione all’Islam con un breve rito compiuto davanti al colonnello Muammar Gheddafi, da due giorni in visita in Italia

Clio Evans, attrice metà inglese e metà romana, mostra il medaglione che Gheddafi le ha regalato quest’anno quando è stata in Libia

I rapporti «Tra noi e la Libia chiusa una ferita»

Il Cavaliere difende l’alleato «Sbaglia chi critica l’amicizia» L’ipotesi di commesse all’Italia per elicotteri, aerei e navi La passeggiata dei leader Nei giardini dell’ambasciata libica a Roma, il premier Silvio Berlusconi sale a bordo di una vettura insieme a Gheddafi e al sottosegretario Letta

La carica I cavalieri berberi durante l’esibizione alla caserma di Tor di Quinto, ieri sera per il secondo anniversario del trattato di amicizia italo-libico. Ad assistere in tribuna molti imprenditori e politici (foto Ravagli Infophoto)

prendeva posto: il ministro degli Esteri, Franco Frattini, dell'Interno, Roberto Maroni, della Difesa, Ignazio La Russa, dell'Istruzione Mariastella Gelmini, dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, della Salute, Ferruccio Fazio, della Funzione pubblica, Renato Brunetta e dell’Agricoltura, Giancarlo Galan, i sottosegretari Gianni Letta e Paolo Bonaiuti, il sindaco di

Milano, Letizia Moratti. Surreale l’attesa dei due leader, durata venti minuti, con più di cento carabinieri a cavallo schierati immobili sotto una leggera pioggia. «Porta fortuna» ha commentato Ben Ammar cambiando tribuna.

Antonella Baccaro © RIPRODUZIONE RISERVATA

ROMA — Il Trattato di amicizia italo-libico «porterà dei vantaggi per tutti» e «chi non lo capisce, e in questi giorni si sono sentite delle critiche, appartiene al passato ed è prigioniero di schemi superati. Ora noi vogliamo guardare avanti». Berlusconi pronuncia queste parole di sera, prima del Carosello di cavalli berberi e di cavalli nostrani, dei carabinieri, nella caserma Salvo D’Acquisto, dove si tiene l’evento principale della celebrazione per il secondo anno del trattato di amicizia italo-libico. Poche parole, sobrie, ma significative. A Palazzo Chigi infatti si nega qualsiasi imbarazzo, così come qualsiasi tipo di irritazione, per le iniziative estemporanee di Gheddafi. Il discorso del capo del governo sembra confermare: se il Cavaliere ha storto il naso per qualche eccesso di troppo del Colonnello non ha comunque voglia di dirlo in pubblico, non ne vale la pena. Vale la pena invece dare una risposta alle polemiche di queste ore arrivate dalle opposizioni come dalla fondazione vicina a Gianfranco Fini. Come del resto ha già fatto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, parlando di «gente che non conosce affatto né la politica estera, né gli interessi dell’Italia», aggiungendo che da questa opposizione «non ci aspettiamo nulla». Gheddafi è seduto al suo fianco, una vasta platea di politici, ministri e imprenditori

ascolta i discorsi. Il Trattato, toccato un tasto foriero di ul- ca di ieri, lo scambio di veduaggiunge il Cavaliere, ha teriori intese concrete per le te fra i due leader, potrebbe «chiuso una ferita e ha fatto nostre imprese. Gheddafi ha concretizzarsi in progetti di cominciare una vita nuova. Il detto espressamente che la Li- commesse che riguarderanpassato del popolo libico cari- bia «vuole stringere rapporti no navi, elicotteri e aerei di co di sofferenza è consegnato bilaterali più intensi nel setto- addestramento come quello ai libri di storia. Tutti dovreb- re della difesa e guarda alla prodotto da Alenia-Aermacbero rallegrarsene, possiamo tecnologia militare italiana chi, l’M-346 Master, uno dei gioielli della nostra tecnoloaffrontare il futuro con otticon molto interesse». gia militare. mismo e con la volontà di reUn memorandum di intesa Ironia della sorte fra i due cuperare il tempo perduto, dobbiamo e vogliamo farlo sarebbe in via di scrittura. leader c’è stato anche un cuper il bene dei nostri popoli». Finmeccanica e Fincantieri sa- rioso duetto sui progetti di «Grazie a questa amicizia rebbero le principali aziende edilizia popolare. Quello del — prosegue il premier, che tricolori a beneficiarne. A fi- Cavaliere è stato più volte anannuncia anche l’istituzione ne settembre la cornice politi- nunciato all’inizio della legidi un’Università italo-libica — l’Italia ha potuto contribuire a risolvere la crisi dei visti fra la Libia e i Paesi dell’Unione europea e grazie al trattato è stato possibile contrastare con successo la tratta dei clandestini dall’Africa all’Europa per mano delle organizzazioni criminali». Le tende La struttura montata per Gheddafi e quella di protesta dell’Idv Sotto la tenda, slatura, new town per le gionella residenza dell’ambasciavani coppie e per le famiglie tore libico in Italia, nel pome- Difesa riggio, i due leader hanno par- Il Colonnello ha detto che meno abbienti, ma è rimasto in sostanza nel cassetto. In Lilato invece da soli, a quattr’oc- la Libia vuole stringere bia, invece, sembra in fase chi, di ulteriori accordi fra i rapporti bilaterali più forti avanzata quello del Colonneldue Paesi nel campo sociale, lo, almeno 200 mila alloggi di culturale e soprattutto econo- sulla difesa edilizia per i ceti più poveri mico. Hanno conversato sul della popolazione: «Ammiro Medio Oriente e sul processo moltissimo questo tuo prodi pace. Sulla crisi economica Elogi sull’edilizia getto — gli ha detto il Cavalieinternazionale e sulla forza Il premier ha elogiato re, forse un po’ invidioso — della Cina e dei prodotti cinedovresti darne maggiore pubsi, che il leader libico guarda Gheddafi per il suo progetto sull’edilizia blicità nei Paesi arabi». con molta preoccupazione. Marco Galluzzo Ma è soprattutto a proposi- popolare: lo ammiro molto to di accordi militari che si è © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’analisi

I LIMITI INVALICABILI PER IL BUON NOME DEL PAESE SEGUE DALLA PRIMA

Un mare di pace, e va bene. Un mare che va salvato dall’inquinamento, e va bene. Un mare nel quale deve esserci dialogo tra sponda nord e sponda sud, e va benissimo. E poi, ecco la ciliegina: un mare da sottrarre ai «conflitti imperialistici», nel quale possano muoversi soltanto le navi militari dei Paesi rivieraschi. Chissà se Gheddafi pensava in astratto. Perché in concreto l’unica forza «straniera» dislocata nel Mediterraneo è la VI Flotta statunitense, che ha le sue basi, guarda caso, in Italia. Tutto «folclore», tutte stranezze di un leader che è sempre stato diverso? Chi vuole crederlo lo creda. Ma a noi pare di rivedere semplicemente il Gheddafi di sempre, quello pre-Trattato con l’Italia, quello che ha sempre tenuto la corda tesa per ricompattare il suo fronte interno e

ha sempre monetizzato gli interessi altrui. Se necessario con un non troppo velato ricatto, come accade nei confronti di una Europa che conosce bene, e affronta male, la questione dell’immigrazione clandestina. E non finiscono qui, le grandi questioni che la visita del leader libico ha sollevato e che fanno da contralta-

Rivoluzione Muammar Gheddafi: il 26 agosto del 1969 il Colonnello guidò la rivoluzione contro il sovrano Idris I (a destra)

re alle nostre convenienze economico-energetiche. Gheddafi si fa predisporre una platea in fiore per auspicare che l’Islam diventi la religione dell’Europa. Concetto per nulla scandaloso, dal momento che ognuno è libero di auspicare il trionfo anche

planetario della propria religione. Ma Gheddafi il suo proselitismo lo fa a Roma, capitale della cristianità. E lo fa ospite di Berlusconi, che polemizzò a suo tempo con la Francia perché la laica Parigi non voleva che nella poi fallita costituzione eu-

ropea venissero menzionate le radici giudaico-cristiane. Questo numero Gheddafi lo aveva già recitato in occasione della sua prima visita a Roma. Si poteva e si doveva prevedere, e prevenire, la sua ripetizione. Anche perché sorge spontanea una domanda: come reagirebbe il medesimo Gheddafi se il capo dello Stato italiano si recasse a Tripoli e lì, nell’ambasciata d’Italia ma davanti a una folta platea libica appositamente riunita, auspicasse la cristianizzazione di Libia e dintorni? Poi c’è quel tipo di forma che diventa sostanza. Passi, lo abbiamo detto, per gli aspetti circensi. Ma è sbagliato inserire tra le stranezze del colonnello anche la ripetuta convocazione di centinaia di hostess alle quali esprimere, appunto, il desiderio di estendere le fortune islamiche. Come si è giunti a queste riunioni che per la loro evidente selettività

di sesso e di estetica offendono le donne? Chi ha finanziato una ricerca tanto accurata e tanto difficile (pensiamo alle implicazioni in materia di sicurezza)? Qualora venisse invocato il rispetto dell’extraterritorialità (gli incontri hanno avuto luogo in sedi libiche), quale parte hanno svolto le autorità italiane? Se si considera che è sempre aperta la ferita delle intese sui respingimenti degli immigrati clandestini provenienti dalla Libia (il numero degli arrivi in Italia è effettivamente diminuito, ma la sorte di quei disgraziati rimandati al mittente rimane più che incerta nei poco ospitali campi di Gheddafi), la nostra impressione è che il conto del dare e dell’avere avrebbe potuto, anzi avrebbe dovuto essere fatto meglio. Anche tappandosi il naso.

Franco Venturini © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Martedì 31 Agosto 2010 Corriere della Sera

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Corriere della Sera Martedì 31 Agosto 2010

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Il leader libico La polemica

E il raìs riscrisse la Storia «Italiani maestri di Hitler» La visita alla mostra sul passato coloniale ROMA — Fuori, nel caos di viale Cortina d’Ampezzo, è appena svanita la seconda vagonata di studentesse del raìs (Glorioso Corano appoggiato sull’anca in favor di telecamera: «Ex terrorista, lui? Ehhh, non ho fatto una ricerca approfondita per rispondere!», sospira una moretta da reality). Il povero Shaykh Abd al Wahid Pallavicini, presidente della Comunità religiosa islamica, venuto fin quassù a sollecitare a Berlusconi tramite Gheddafi nientemeno che il «riconoscimento dell’Islam tra le grandi religioni monoteiste diffuse in Italia», «e non solo per rimediare l’otto per mille!», si fa largo a fatica («sì, c’è molto di sacro e anche di profano, noi cerchiamo di stare nel sacro...»). Dentro, nell’Accademia di Libia, tra noi e loro, c’è la Storia e c’è il sangue, c’è questa mostra terribile e dolorosa, «L’occupazione italiana 1911-1943». Farsa e dramma giocano a rimpiattino tutto il giorno, nell’incredibile copione della visita gheddafiana. «Gli storici dicono che il maresciallo Graziani è stato il maestro di Hitler per i campi di concentramento e l’Olocausto. Lo stesso sistema è stato usato contro i libici. Nei campi morivano cinquanta libici al giorno, donne, uomini, bambini», tuo-

Rapporti La Guerra di Libia Nel 1911 l’Italia si lancia nella conquista di Tripolitania e Cirenaica strappandole all’Impero Ottomano (foto sotto). Il dominio italiano in Libia durerà oltre 30 anni. Nel 1943, il ritiro I crimini Dalla conquista, furono migliaia i deportati, 40 mila i morti nei campi di concentramento italiani. Inoltre, oltre 20 mila libici finirono uccisi per «collaborazionismo» con le autorità coloniali L’espulsione Dopo il 1945, l’Italia ottenne l’amministrazione fiduciaria dell’ex colonia. Dal 1951 la Libia è indipendente sotto re Idris. La monarchia dura fino al colpo di Stato di Gheddafi che nel 1969 espelle circa 20 mila italiani (foto in basso) Il missile Nel 1986, durante la crisi Usa-Libia, uno Scud libico sfiora Lampedusa. Nel 1998 viene firmato a Roma un accordo bilaterale

to al convegno di politici, professori e imprenditori che accompagna la mostra, ridacchia e spiega: «In quella battuta c’è più malizia politica di quanta ne sia stata colta!». Prego? «Mi segua: Gheddafi ha detto che l’Europa deve avvicinarsi all’Islam. E, del resto, quale nazione islamica è in bilico per entrare in Europa? La Turchia. Dunque Gheddafi ha detto agli europei: avete già 20 milioni di musulmani, i Turchi sono 70 milioni... Dov’è la notizia? Nel fatto che il Colonnello non si scalda per niente all’idea dell’ingresso della Turchia in Europa, anzi. Gheddafi sa benissimo che l’Islam non ha chance di espansione in Occidente, semmai rischia l’occidentalizzazione, come dice Messori». Traduzione: tramite le sue veline coraniche, il raìs di Tripoli avrebbe semplicemente messo un bastone tra le ruote del carro con cui Erdogan vorrebbe guidare il Paese che fu dell’Atatürk in seno all’Unione. Possibile? Pisanu ha chiavi di lettura e rapporti col mondo islamico da quando era ministro degli Interni: «Sì, me ne sono sempre occupato», dice sornione. Del resto con Gheddafi ogni cosa ha il suo doppio, come con la sua faccia scavata dal deserto e il suo inve-

Passato Muammar Gheddafi con Silvio Berlusconi alla mostra sul passato coloniale allestita all’Accademia Libica di Roma

rosimile henné che lo fa sembrare in lontananza un’accompagnatrice di Berlusconi sul trabiccolo da golfisti: farsa e dramma stanno lì, mischiati, come nel tendone della mostra. C’è questa lunga sequenza di pannelli agghiaccianti sui nostri trent’anni in Libia: fucilazioni, gas tossici, deportazioni di massa, fino all’esecuzione di Omar El Mukhtar, il Leone del Deserto impiccato a quasi settant’anni e morto invocando il suo Dio dal patibolo, l’uomo di cui Gheddafi esibiva la foto appuntata in petto durante la sua pri-

ma visita romana. E c’è una «seconda parte» della mostra, lato sud, che sa un po’ di «pecetta», di romanissimo cerotto giustapposto dopo il trattato d’amicizia berlusconiano del 2008. «Con quella parte io non c’entro nulla, la mia mostra si ferma al 1943, sia chiaro», spiega il curatore Costantino Di Sante. L’allora ambasciatore italiano a Tripoli, Francesco Paolo Trupiano, avrebbe ottenuto che pure i nostri rapporti più recenti (e più civili) fossero effigiati come si deve, e così ecco i pannelli con foto di Gheddafi e Andre-

Turchia Il Colonnello non si scalda per niente all’idea del possibile ingresso della Turchia in Europa

Mostra Una lunga sequenza mostra pannelli sui nostri trent’anni di presenza in Libia

otti, Gheddafi e D’Alema e, soprattutto, Gheddafi e il caro Silvio, sempre e comunque col ritornello di sottofondo dei soldi che tornano, infine tornano, assieme agli appalti e alle commesse, come sogna anche Pier Francesco Guarguaglini, il leader di Finmeccanica in prima fila al convegno, «sì, speriamo». Qui, dagli interventi dei libici, coordinati da Ibrahim Magdud, il direttore dell’Accademia, il messaggio che passa è chiaro: li avremo irrorati di iprite, gli avremo bombardato l’oasi di Taizerbo, gli avremo pure deportato centomila poveretti in tredici campi di concentramento, gli avremo persino mandato giù dall’Italia fior di esaltati come l’aviere Vincenzo Biani che in «Ali del deserto» raccontava l’emozione di sganciare bombe e brindare a champagne all’atterraggio; ma, accidenti, possia-

mo tornare a essere «italiani brava gente» se solo riapriamo i cordoni della borsa. «Metabolizzare, non rimuovere», traduce Gianluigi Rossi, preside di Scienze politiche della Sapienza. «Non eravamo tutti fascisti, c’era chi voleva la Libia indipendente», sbotta Valentino Parlato, un’infanzia a Tripoli che adesso si ridisegna nelle piazze e nelle strade della mostra. Il gran carosello di emozioni non si placa, fuori c’è una tenda blu montata dall’Italia dei Valori contro Gheddafi. Dentro, il raìs porta il premier a visitare di nuovo la mostra. «Si è commosso, il mio coraggioso amico Silvio s’è commosso guardando le foto dei nostri drammi», rivelerà in serata. Non se n’era accorto nessuno, ma se lo dice il Colonnello è vero di sicuro.

Goffredo Buccini © RIPRODUZIONE RISERVATA

Reazioni Mario Lupi e Mario Mauro

«Non solo folklore Lui sfida l’Occidente»

nerà in serata il raìs tra danzatori folk e galoppate di cavalli berberi, nella caserma Salvo d’Acquisto dei carabinieri. Incomincia a maneggiare direttamente la Storia e i suoi orrori già sotto il grande tendone dell’Accademia che ospita la mostra, palcoscenico pomeridiano del lunedì dei cari leader, Muammar e Silvio, di nuovo insieme, ma stavolta gelati dalle troppe polemiche: dunque, niente baciamano del nostro premier al dittatore, Berlusconi è terreo e forse di pessimo umore mentre arriva su una macchinetta da golfista con il partner libico accanto e Letta seduto vicino all’autista, per scoprire una targa che in arabo augura all’Accademia di essere un ponte culturale con noi. L’augurio del Colonnello agli europei, lanciato tramite le sue discepole romane («Ha detto convertitevi all’Islam», svelavano l’altro ieri le più ardite) ha lasciato strascichi pesanti, anche nel Pdl in tanti l’hanno presa maluccio. Beppe Pisanu, molto applaudi-

La maglietta Nel 2006 undici persone muoiono in incidenti davanti al consolato di Bengasi: protestavano contro la maglietta con la vignetta satirica su Maometto mostrata da Roberto Calderoli in televisione Trattato di amicizia Nell’agosto 2008 Berlusconi e Gheddafi firmano un «Trattato di amicizia» con il quale l’Italia si impegna a pagare in 20 anni 5 miliardi di dollari di risarcimenti alla Libia per i danni dell’epoca coloniale: la cifra servirà per la realizzazione dell’autostrada Tripoli-Bengasi. Previsto anche un rafforzamento della lotta all’immigrazione clandestina

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ROMA — A sentire Maurizio Lupi e Mario Mauro le dichiarazioni di Gheddafi su Islam e Turchia non vanno affatto sottovalutate. Entrambi gli esponenti di Comunione e Liberazione e parlamentari del Pdl (il primo è vicepresidente della Camera, l’altro è capogruppo al Parlamento europeo) ritengono che «non sono espressioni folcloristiche ma una vera e propria sfida all’Occidente, sfida che non va lasciata cadere». Come? «Ho l’impressione — argomenta Mauro — che il colonnello scommetta sulla nostra, di noi europei intendo, mancanza di ideali, visto che quelle parole non suscitano particolari reazioni, segno che l’Europa è impregnata di relativismo culturale». «A Gheddafi — aggiunge Lupi — occorre replicare ribaltando la sua impostazione. Mi spiego: lui può venire in Italia e dire quello che dice perché l’Italia fa parte di un mondo tollerante, permeato di valori cristiani, e molto rispettosa della persona». «Nessun europeo — lo interrompe Mauro — ha la possibilità di esprimersi in questo modo nei Paesi arabi, in moltissimi dei quali non vale il principio della reciprocità, ovvero della libertà di culto». Insomma, «le parole del leader libico non vanno affatto sottovalutate e neppure ritenute espressioni di semplice folclore, buttate lì per caso da un portavoce particolarmente colorito», avverte Lupi. A suo giudizio, infatti, bisogna raccogliere la sfida in esse contenuta sapendo che l’Islam sul piano culturale ha ingaggiato una competizione con il mondo occi-

dentale. Il problema a questo punto, fa notare ancora Lupi, è il «come»: «E il modo più corretto e credo efficace sia andare al fondo delle radici cristiane, richiamarsi ai valori della tolleranza, del rispetto della persona, tutti elementi che costituiscono la grande tradizione dell’Occidente, non avere timore di essere orgogliosi di questi simboli». Mauro rileva poi che il colonnello libico indugia su un registro, diciamo così bizzarro, «come se volesse fare pagare un sorta di prezzo per ottenere in cambio benefi-

Ideali «Il colonnello scommette sulla nostra, di noi europei si intende, mancanza di ideali» ci di natura economica». Connessa alla questione dell’Islam c’è il problema della Turchia, in attesa di fare parte dell’Unione europea. «Ankara non può ancora entrare — osserva in proposito Mauro — perché l’Europa ritiene che non possegga i requisiti, o meglio gli standard di democrazia che permettono di fare questo passo». Mauro ritiene che in questo caso «il messaggio più che all’Europa sia rivolto proprio alla Turchia. Gheddafi si candida a svolgere un ruolo di mediazione per conto di Ankara confidando sul fatto che egli può vantare buoni rapporti con l’Italia e la Gran Bretagna».

L. Fu. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Primo Piano

Martedì 31 Agosto 2010 Corriere della Sera

Unione europea L’intervista La Commissione

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Il rapporto Monti? Stiamo già lavorando per rimuovere una serie di ostacoli in grado di aumentare l’integrazione tra le varie economie

«L’euro è un successo straordinario, lo si è visto con la crisi economica». Ora una nuova architettura istituzionale per regolare il sistema finanziario

«Troppi Paesi individualisti e miopi Così il progetto europeo si ferma» Barroso: «Se le cose vanno bene è merito dei governi, altrimenti si accusa Bruxelles» E’ sicuro che insieme al presidente Usa Obama entro novembre riuscirà a varare nuove misure per regolare i mercati finanziari. E in Europa presto arriverà una governance economica in grado di controllare i budget e «introdurre sanzioni e incentivi per raggiungere stabilità e crescita». José Manuel Durão Barroso, l’unico presidente della Commissione europea dopo Delors al secondo mandato, è ottimista sul futuro del Vecchio Continente ma chiede ai governi comportamenti più convergenti e meno egoismi. Lunedì a Bruxelles è convinto che sull’immigrazione, alias caso-Rom, vincerà il buon senso per difendere libera circolazione e diritto alla sicurezza dei cittadini. Europa alla ricerca della sua identità. Mission impossible? «Bisogna abituarsi alla doppia identità. Sulla prima pagina del "Corriere della Sera", faccio un piccolo esempio, c’è il simbolo dell’Europa ma è un giornale italiano. Non possiamo più pensare a una identità esclusiva, dobbiamo abituarci al concetto di identità multipla. Sommare due parti che devono diventare complementari: la diversity e l’unità». L’euro doveva creare questa identità. Non pensa che alla fine abbia creato dei problemi? «No. L’euro è un successo straordinario, ormai è la seconda valuta del mondo dopo il dollaro. E l’identità europea è cresciuta. Certo ci sono problemi con i deficit pubblici ma non oscurano i vantaggi che l’euro ha portato. Oggi l’Europa è uno dei mercati meglio integrati del mondo. Pensi cosa sarebbe successo se i Paesi europei avessero dovuto affrontare la crisi finanziaria ognuno con la sua moneta. Ognuno avrebbe fatto svalutazioni competitive. Per le piccole e medie aziende sarebbe stato un disastro. Senza euro e senza mercato unico alcuni Paesi non sarebbero riusciti a superare la crisi. Con opportuni aggiustamenti sulla stabilità interna tutti i governi ora devono difendere l’euro». Anche Obama ha chiesto un’Europa più forte. «E’ molto importante che questa richiesta venga anche dall’esterno, dai nostri partner più importanti. Immaginatevi in un mondo globalizzato come oggi se la Francia, la Germania o l’Italia si dovessero muovere da sole. Non sarebbero in grado di proteggere i loro interessi. Ai 27 diversi governi nazionali oggi conviene trovare una visione comune». Con il presidente Usa lei si vedrà per un summit il 20 novembre a Lisbona. Può anticipare la sua agenda? «A dire la verità non c’è ancora una agenda definita. Sicuramente affronteremo i temi legati alla crescita e alla occupazione su entrambi i fronti atlantici. Così come discuteremo di politica estera a partire dall’Iran al Pakistan e il Medio Oriente. Il contributo comune sarà determinante». La scorsa settimana l’eurobarometro ha segnato un’altra flessione del 6% sulla fiducia nei confronti delle istituzioni europee. Non è un bel segnale. «Lo stesso eurobarometro chiede però una governance economica europea più forte. In ogni caso è normale che durante una crisi la fiducia dei cittadini scenda. Così quando l’economia cresce, aumenta anche la fiducia. Riconosco che occorre fare di più insieme per dare sicurezza ai consumatori e ai cittadini. Mi lasci però dire la verità: i problemi non si risolveranno fino a che ogni nazione non vede il progetto europeo come il suo progetto. Questo è il fatto. Bisogna difendere gli interessi dell’Europa rispettando la sussidiarietà. E invece non è così: quando le cose vanno bene è merito loro quando vanno male la colpa è di Bruxelles». Lei continua a invocare una maggiore governance economica. Ma concretamente cosa biso-

-6%

❜❜ I problemi non si risolveranno

finché ogni nazione non vedrà il progetto europeo come il suo progetto. Bisogna difendere gli interessi dell’Europa

le flessione della fiducia nei confronti delle istituzioni europee

gnerebbe fare? «Prima di tutto le scelte di politica economica di ogni Paese devono essere coordinate insieme agli altri. Una strategia che alla fine è stata accettata. Non c’è altra strada credibile: andare avanti con la concertazione pur accettando le prerogati-

ve dei parlamenti nazionali. Così come bisogna coordinarsi per anticipare comportamenti virtuosi verso benchmark di eccellenza. I budget vanno messi sotto controllo e occorre introdurre sanzioni e incentivi più forti per raggiungere stabilità e crescita. Il rischio è di mettere in discussione l’as-

setto del welfare europeo. Naturalmente non si può più rimandare l’approvazione di una rigida agenda per regolare il settore finanziario. Stiamo lavorando per creare una architettura istituzionale che garantisca una maggiore supervisione. E’ stata concordata nuova strategia Europa 20-20 per il rilancio di una crescita intelligente, innovativa e inclusiva». Dal rapporto Monti lei crede verranno approvate novità? «Penso di sì. Stiamo già lavorando per rimuovere una serie di ostacoli in grado di aumentare l’integrazione tra le varie economie. Entro settembre prenderemo delle decisioni». Però l’asse franco-tedesco è sempre più forte. E’ inevitabile questa asimmetria? «Il problema è molto semplice. Noi non siamo gli Stati Uniti, la Cina o il Brasile. In Europa ci sono 27 nazioni ognuna con le sue differenze. La lezione fondamentale che ci ha fornito l’ultima crisi è che dobbiamo convergere di più verso l’equilibrio Chi è dei conti pubblici. Purtroppo non stiamo andando verso l’uniformazione dei bilanci». Mettiamola così: la debolezza di Grecia, Portogallo, Spagna e Irlanda, i cosiddetPresidente ti Pigs, può mettere in forIl portoghese se il futuro dell’euro o no? José Manuel «Queste nazioni sono in Durão Barroso, reale difficoltà. Però la Gre54 anni, è il cia, per esempio, ha preso presidente della decisioni molto determinate Commissione e le altre sono pronte a seguieuropea. È re l’esempio. Non sono d’acsucceduto a cordo con quella definizione Romano Prodi sprezzante. Sono Paesi che nel 2004 e nel stanno cambiando molto vesettembre locemente. E’ una parola nescorso è stato gativa che contiene molti riconfermato per pregiudizi». un secondo Dall’apice della crisi somandato no passati quasi due anni. Premier Molti i progetti per riscriveLa sua carriera re le regole finanziarie inpolitica inizia nel ternazionali. Si è parlato ad1980, quando dirittura di una nuova Bretaderisce al ton Wood. Ma non è succesPartito social so niente. Perché? democratico «Su questo fronte c’è tropportoghese. Nel pa paura. Alcune promesse e ’99 viene impegni non sono state prenominato se. Non per colpa dell’Europresidente del pa che nel G20 ha combattupartito, carica to per introdurre nuove e che gli viene più ambiziose regole. A Toriconfermata tre ronto, per esempio, ci siamo volte. È stato spesi per cambiare le normaprimo ministro tive sulle transazioni internadel Portogallo zionali. Ma alcuni Paesi si sodal 6 aprile no opposti. E’ un errore pen2002 fino sare che nulla stia accadenal 29 giugno do. Nel G20 sono stati fatti 2004, alla guida passi avanti per superare il di una protezionismo e promuovecoalizione di re la crescita. Cina e Usa comcentrodestra. È presi. Al vertice di novemstato anche bre sono certo che a qualche vicepresidente conclusione arriveremo. Nodel Partito nostante le difficoltà tecnipopolare che siamo molto vicini a coeuropeo struire una nuova architettura finanziaria per regolare private equità, hedge fund, derivati. Forse non è abbastanza. Le divisioni comunque non sono solo in Europa ma in tutto il mondo». Lunedì prossimo a Bruxelles affronterete il problema dell’immigrazione. Potrebbe trasformarsi, sotto la spinta della Francia e dell’Italia, in un vertice contro i rom? «Sono convinto di no. La nostra preoccupazione principale è di garantire la libera circolazione senza discriminazione. Non è una questione ideologica. Sia la destra che la sinistra sono impegnati a rispettarla. Naturalmente la libera circolazione non è incondizionata. Vanno rispettati anche i cittadini e il loro diritto alla sicurezza sviluppando contemporaneamente la promozione dell’integrazione. Con questo approccio equilibrato verrà rispettata la legge europea. Prevarrà il buon senso».

Roberto Bagnoli © RIPRODUZIONE RISERVATA

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governance economica europea più forte. Occorre fare di più insieme per dare sicurezza ai consumatori e ai cittadini Stampato e distribuito da NewspaperDirect

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Martedì 31 Agosto 2010 Corriere della Sera

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Istruzione I casi

Terremo conto non solo dei risultati, ma anche di inclinazioni, interessi, motivazione degli allievi Miguel Soler, ministero dell’Educazione

Lezioni supplementari ai più bravi Il modello spagnolo a scuola La proposta del ministro. Critiche da sinistra: così si crea un’élite DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

MADRID — Non è mai troppo presto per individuare un piccolo genio. Ed è anche possibile che i normali programmi scolastici gli vadano un po’ stretti e le sue potenzialità non siano coltivate. Non è forse vero che anche i migliori possono migliorare? L’interesse del ministero dell’Educazione spagnolo si sposta dunque sui grandi dimenticati della scuola dell’obbligo: i primi della classe. E promette che, dal prossimo gennaio, ai migliori allievi dell’Eso, la scuola secondaria obbligatoria (che si frequenta fra i 12 e i 16 anni), saranno offerti gratuitamente corsi fuori orario di approfondimento della o delle materie nelle quali eccellono. Il progetto è stato anticipato ieri da Miguel Soler, direttore generale della Formazione Professionale del Ministero, all’inaugurazione dei Corsi di formazione del corpo docente dell’educazione infantile e primaria dell’università internazionale Menendez Pelayo di Santander. Secondo Soler, l’iniziativa dovrebbe aiutare a colmare le lacune riscontrate in Spagna da ricerche internazionali, come gli studi Pisa-Ocse, ai due estremi della classifica del profitto scolastico: da un lato quel 30% di alunni che nemmeno arrivano al diploma di media superiore, dall’altro quell’imprecisata quantità di giovanissimi talenti che potrebbero arrivarci in largo anticipo e ai quali non viene dedicata invece alcuna attenzione speciale. Perché, di solito, ci si preoccupa di sostenere chi resta indietro e non di potenziare chi già rende tutto quanto gli è richiesto dalla scuola. Da qui l’idea di sviluppare, con le Comunità autonome, una corsia riservata per quanti hanno una marcia in più: «Da noi esiste una lunga tradizione in proposito: due scuole d’eccellenza, la Ortega y Gasset e la Blas Cabrera, offrono programmi specifici e incentivi a neo diplomati particolarmente brillanti — informa Virginia Maquieira D’Angelo, vice rettore della Menendez Pelayo —; ma è indispensabile formare anche la classe docente e lo staff direttivo perché questi progetti funzionino davvero». E 12 anni

2 Istituti per «geni» Per i neo diplomati spagnoli plusdotati

non sono pochi per essere trattati da fuoriclasse? «No, a quell’età c’è già modo di motivare la crescita, premiare i risultati, valorizzare le inclinazioni. È uno strumento che va certamente articolato secondo i diversi livelli educativi, ma indispensabile per la grande trasformazione di una società della conoscenza». Appena annunciato, comunque, il proposito del governo ha subito sollevato dubbi e obiezioni: e se alla fine si rompesse il principio di equità che

regola la scuola dell’obbligo? E se, a emergere, fossero inevitabilmente i rampolli delle famiglie benestanti che dispongono, a casa, di buone librerie e solide tradizioni culturali? «Nella selezione si terrà conto non soltanto dei risultati scolastici, ma anche di inclinazioni, interessi, motivazione degli allievi — ha specificato Soler —. E saranno i professori a segnalare non solo i migliori in tutte le materie, ma anche chi si distingue in una in particolare». Il rischio che ragazzi brillanti, ma

senza mezzi finanziari, restino esclusi è tuttavia alto, come dimostra l’esperienza di un professore ora in pensione, Francisco Caballero, che all’Istituto La Sisla di Sonseca (Toledo) fu tra i primi con classi per l’insegnamento in inglese di alcune materie: «Entravano quelli con le valutazioni migliori — testimonia al quotidiano El País — e in maggioranza appartenevano a famiglie di alto livello socio-economico». Ciò non toglie che l’esperimento si sia dimostrato proficuo: «Spendendo la

metà della metà di quanto si investe nei programmi di sostegno per gli studenti che vanno peggio». Per l’ex sottosegretario all’Educazione, Alejandro Tiana, la valutazione degli scolari meritevoli di un trattamento extra non va lasciata al solo professore: «Occorre anche un riscontro esterno, o può prodursi l’effetto Pigmalione». Da gennaio, in ogni caso, anche ai primi della classe toccheranno gli straordinari.

Elisabetta Rosaspina © RIPRODUZIONE RISERVATA

Bambini prodigio I presidi: «Finora abbiamo pensato a chi resta indietro». La psicoterapeuta: «Gli anni 70 hanno negato le differenze»

Italia senza progetti per i primi della classe. «La super intelligenza fa paura» ROMA — Un tempo dicevamo bambino prodigio, poi abbiamo cominciato ad usare piccolo genio (come nel film di Jodie Foster), poi ancora il burocratico plusdotati. L’Università di Pavia, tra le pochissime ad occuparsi del misterioso caso, ha addirittura bandito un concorso ad hoc. Ed alla fine la scelta è caduta su «fartughe», cioè quelli che vorrebbero volare come farfalle e sono costretti ad andare piano come tartarughe. Ecco, in Italia siamo ancora alla ricerca della parola giusta. Ed è il segnale che sul tema, a differenza di quanto sta per avvenire in Spagna, siamo ancora all’anno zero. A livello nazionale non ci sono progetti tagliati su misura per i ragazzi che fin

dal primo giorno di scuola si dimostrano chiaramente più svegli degli altri. Anzi, non sappiamo nemmeno cosa voglia dire plusdotato, bambino prodigio o fartuga, perché non esiste uno standard, una scala che ci consenta di capire

se la mente di quel bambino sia davvero eccezionale oppure no. Certo, qualche scuola si è posta il problema. Ma prima di arrivare alle lezioni dedicate agli studenti speciali ci siamo fermati agli incentivi per

spingerli a sgobbare di più: un liceo di Ancona, il Savoia, spediva i suoi pezzi migliori a seguire i corsi di fisica e di informatica al Politecnico di Torino, ad esempio. L’istituto tecnico industriale Rosatelli di Rieti regalava ai più bravi un viaggio premio. Diverse scuole, prima di andare in bolletta ed essere costrette a chiedere soldi ai genitori, hanno regalato una piccola somma ai chi finiva gli studi con il massimo dei voti. Ma è un’altra storia. Per trovare l’unica traccia paragonabile al progetto spagnolo bisogna entrare nelle scuole Faes, istituti finanziati dalle famiglie con una retta intorno ai 4 mila euro l’anno, che seguono il modello di Jo-

semaría Escrivá, fondatore dell’Opus Dei, e forse non a caso spagnolo pure lui. «Per i nostri studenti — racconta Claudio Marcellino, segretario generale dell’associazione Faes, e professore di filosofia e storia al liceo da Vinci di Milano — abbiamo un’attività di tutoraggio che mira ad individuare potenzialità e lacune. Fuori dall’orario classico, offriamo attività aggiuntive anche per sviluppare le qualità di chi si dimostra particolarmente dotato in alcune materie». Finora la scuola italiana si è sempre concentrata su chi rimane indietro, lasciando andare per la sua strada chi potrebbe correre di più. Giusto o sbagliato? «Una cosa non dovrebbe escludere l’altra — dice Gior-

gio Rembado, presidente dell’Associazione nazionale presidi — ma con i tagli degli ultimi anni mi sembra difficile trovare i soldi anche per questo». Il problema, in realtà, non è mai stato al primo posto nella scala delle priorità. «E questo perché nel nostro Paese, come in tutta Europa, la super intelligenza fa ancora paura» dice Federica Mormando, ex bimba prodigio, psicoterapeuta e già docente all’Università di Bergamo di «Riconoscimento e didattica dell’allievo superdotato». Perché abbiamo paura delle super intelligenze, professoressa? «In generale temiamo che i super intelligenti possano prendere il potere e quindi li consideriamo potenzialmente antidemo-

cratici. Gli anni Settanta e l’egualitarismo hanno portato alla negazione delle differenze in più, lasciando vedere solo le differenze in meno, che non fanno paura a nessuno». In altri Paesi non è così. I corsi o addirittura le scuole per i migliori sono una realtà negli Stati Uniti, in Israele, in Cina. «E lo erano in Unione Sovietica con Akademgorodok, la cittadella della scienza dove venivano concentrati i piccoli geni della matematica». Quello era un metodo sbagliato, secondo la professoressa. «Ma delle lezioni supplementari per stuzzicare la curiosità e allargare gli orizzonti, quelle sì che sono utili».

Lorenzo Salvia © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Corriere della Sera Martedì 31 Agosto 2010

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È cresciuto molto lo sforzo dello Stato per un settore che per molti versi è un fiore all’occhiello della scuola Dossier di Tuttoscuola

Il caso

SEGUE DALLA PRIMA

La clamorosa denuncia è contenuta in un dossier di Tuttoscuola. «Nell’anno scolastico 2009-10 gli alunni disabili inseriti nelle scuole statali di ogni ordine e grado hanno superato le 181 mila unità (il 2,3% della popolazione studentesca), con un incremento di oltre 5 mila rispetto all’anno precedente», scrive la rivista diretta da Giovanni Vinciguerra. Peggio: «Negli ultimi cinque anni sono aumentati del 12,3%, mentre nello stesso periodo la popolazione scolastica aumentava dell’1,2». Un decimo. Sgomberiamo subito il campo: quello dei portatori di handicap, come dimostra tra gli altri il libro di Matteo Schianchi La terza nazione del mondo — I disabili tra pregiudizio e realtà, è un tema serissimo. Che toglie il sonno ai genitori dei ragazzi affetti da qualche disabilità, costretti ad affrontare il percorso scolastico troppo spesso senza un’assistenza adeguata. Il sito InterA tempo net di riferimento indeterminato della Fish, la federaI docenti di zione italiana per il sostegno assunti superamento degli con contratto handicap, www.sufisso nel 2007/08 perando.it, segnala a ripetizione casi di seria difficoltà. Certo, grazie a Dio è cambiato tutto riA termine attività didattiche spetto a quando i nostri nonni erano malGli insegnanti di visti al loro ingresso sostegno assunti a negli Stati Uniti pertempo determinato ché provenienti da per lo stesso anno una nazione a rischio con una mortalità infantile così alta che l’età media dei morti negli ultiPresenze mi decenni dell’Ottoannuali cento era di sei anni Nel 2007/08, e mezzo e Regina Arerano i docenti mstrong scriveva su di sostegno con Leslie’s Illustrated contratto annuale nel 1901 che «c’è una gran quantità di malattie organiche in Italia e molte deformazioni, molti Gli alunni zoppi e ciechi, molti disabili con gli occhi malaNell’anno scolastico 2009-10, ti». È cambiato tutto, ma il problema secondo il dossier c’è. di Tuttoscuola Proprio perché il problema esiste, però, suona offensivo il modo in cui alcuni ne approfittano. Come accadde tempo fa ad Agrigento, dove il Circolo della legalità mandò una lettera al ministero sottoscritta da 550 addetti e un esposto alla Finanza per denunciare l’abuso della legge 104. Legge che, a tutela dei dipendenti che abbiano invalidità superiori a un certo limite o debbano farsi carico di un parente disabile, dice che hanno la precedenza in graduatoria per avere un posto più vicino a casa. Norma giusta. Ma utilizzata, stando alla denuncia, da troppi furbi: «Praticamente il 100% dei posti nelle "materne" è stato assegnato negli ultimi tempi grazie alla legge 104. C’è una dilagante e prepotente disonestà che coinvolge non solo chi usufruisce dei benefici della Legge, ma anche chi consente queste pratiche fraudolente». Di più: «Il sistema sta dilagando». Dice oggi il dossier Tuttoscuola che

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Il dossier di Tuttoscuola: su 10 mila nuove immissioni in ruolo, più della metà è per posti di sostegno

La fabbrica delle cattedre al Sud con i «furbetti del sostegnino» In quindici anni i docenti per i ragazzi con difficoltà sono triplicati «nel 1995-96, con una popolazione scolastica complessiva superiore a quella attuale, gli alunni con disabilità erano 108 mila. In quindici anni sono aumentati di quasi il 70%. I docenti di sostegno, che in quell’anno erano 35 mila, sono diventati ora più di 90 mila». Quasi il triplo: «Allora vi era un docente di sostegno ogni tre alunni disabili; oggi c’è un docente ogni due». Sia chiaro: è bene che i ragazzi più sfortunati vengano aiutati. E sotto questo profilo la legge italiana è migliore di tante altre al mondo. E lo riconosce anche la rivista di Vinciguerra: «È cresciuto molto negli ultimi 10-15 anni lo sforzo dello Stato

verso un settore che sotto molti aspetti rappresenta un fiore all’occhiello» della nostra scuola. Ormai «l’Italia investe circa 3 miliardi di euro l’anno solo per il personale di sostegno». E quell’esercito di 90 mila insegnanti specializzati è maggiore più di tutti gli psicologi (70 mila) e i pediatri (14 mila) messi insieme. Che ci sia qualcosa che non va lo dice la mappa, da cui emergono squilibri sorprendenti»: «Ci sono più studenti disabili al Centro e nel Nord Ovest, ma lo Stato destina gli insegnanti di sostegno (a tempo indeterminato o precari) soprattutto al Sud e nelle Isole. E tra questi offre posti

Il fenomeno I nuovi dati Tuttoscuola ha dedicato un dossier ad alunni disabili e insegnanti di sostegno Docenti e allievi Negli ultimi 5 anni gli studenti sono aumentati del 12,3%, contro un +1,2% della popolazione scolastica. I docenti di sostegno in 15 anni sono passati da 35 mila a oltre 90 mila

stabili (immissioni in ruolo a tempo indeterminato) molto di più proprio al Sud e nelle Isole che nel resto del Paese: il 52% dei posti fissi sono assegnati infatti nel Meridione». Dove vive circa il 27% degli italiani e dove risultano (sulla carta) il 40% degli alunni bisognosi di un appoggio. Dice la legge che ogni 100 insegnanti di sostegno 70 devono essere stabili ma questa percentuale sale all’89% in Campania e in Sardegna e crolla al 56% in Lombardia e in Veneto, si impenna al 91% in Basilicata e precipita al 55% in Emilia Romagna. Perché differenze così abissali? Tuttoscuola risponde che dipende «probabilmente in buona misura dai diversi criteri utilizzati dalle Asl per la valutazione delle disabilità» e questo nonostante «la legge richieda l’utilizzo dei parametri internazionali dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità: e non a caso la manovra finanziaria di inizio estate ha introdotto la responsabilità per danno erariale da parte dei medici preposti». Quanto al «numero di docenti di sostegno e, tra questi, di quanti sono assunti stabilmente, si tratta di decisioni prese dal Ministero dell’istruzione». Di più: la sproporzione negli ultimi anni «si è accentuata». Esclusa l’ipotesi che Maria Stella Gelmini abbia un occhio bonario per le clientele meridionali, con le quali ha bisticciato spesso, la spiegazione è una sola: c’è qualcuno negli uffici assai disponibile a fare piacerini agli amici e agli amici degli amici. C’è chi dirà che anche qui si tratta di un «risarcimento» al Mezzogiorno, come lo chiamava Mastella. Ma che c’entra il riscatto del Sud coi «furbetti del sostegnino»? Spiega il dossier che il posto d’insegnante di sostegno è in realtà una scorciatoia, tanto più in questi tempi di magra e di riduzione del personale, per la conquista della cattedra a vita. Basti dire che «dei 10 mila posti di docente per le nuove immissioni in ruolo 2010-11, più della metà (5.022) sono per posti di sostegno». Posti che dopo 5 anni, una volta guadagnata l’assunzione, si possono abbandonare per «passare all’insegnamento tradizionale». Ma come si diventa insegnanti di sostegno? Penserete: chissà quanti studi! No: basta frequentare «un semestre aggiuntivo all’università, per 400 ore totali. E non sempre la preparazione è all’altezza: per gli alunni con disabilità visiva, ad esempio, non è raro imbattersi in docenti di sostegno che non conoscono l’uso del Braille, la scrittura per ciechi».

Gian Antonio Stella

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Per legge ogni 100 docenti di sostegno 70 devono essere stabili Ma in Campania sono l’89%, in Emilia il 55% Stampato e distribuito da NewspaperDirect

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Martedì 31 Agosto 2010 Corriere della Sera

Politica

Antico progetto Già due anni fa il premier pensò a un messaggio sulla giustizia

Le mosse Berlusconi: voglio spiegare la mia odissea giudiziaria. Non farò la fine di Craxi

Parlare in tv, la tentazione del premier Ghedini e Bongiorno lavorano all’ipotesi di rivedere le norme sulla prescrizione ROMA — Berlusconi ha paura di un autunno caldo. Non con i sindacati, ma con i magistrati. La Lega gli ha detto che c’è un piano per farlo fuori. Lui ha risposto che il piano lo conosce già, che è in atto da sedici anni e che per questo sta pensando di andare in televisione e spiegare agli italiani come stanno le cose. Lo scenario che lo preoccupa è noto: senza uno scudo giudiziario ulteriore, se la Consulta a dicembre boccerà le norme sul legittimo impedimento, il capo del governo sarà «nudo» di fronte ai processi che lo riguardano, primo fra tutti quello sul caso Mills, la cui sentenza potrebbe arrivare in primavera. Il cosiddetto processo bre-

ve, già approvato in Senato, servirebbe come soluzione, forse definitiva. Ma potrebbe essere una toppa peggiore del buco: il Colle potrebbe rimandare la legge alle Camere, il tempo risparmiato per non fare delle modifiche verrebbe perso per rivotare le norme e rimandarle al Quirinale. Senza escludere un intervento successivo della Corte costituzionale. Ce n’è abbastanza per provocare qualche preoccupazio-

ne superiore alla media anche a uno che da anni è abituato alla più drammatica guerra politica con le toghe. Per questo da alcuni giorni il presidente del Consiglio ha rispolverato una sua vecchia idea, elaborata altre volte e mai messa in pratica: «Andrò in tv a spiegare la mia odissea giudiziaria, perché gli italiani sappiano che non farò la fine di Craxi», racconta. Già due anni e mezzo fa, mentre si riposava ai Caraibi,

La lettera Il Cavaliere vorrebbe mandare ai 26 Paesi Ue una lettera sullo stato della giustizia in Italia

Le condizioni Tra le condizioni per un accordo c’è la scomparsa del gruppo Futuro e Libertà

ad Antigua, gli ultimi mesi all’opposizione, meditava di fare un discorso in Parlamento sulla giustizia italiana, ovviamente politicizzata, scandalosamente corporativa, eccessivamente sottratta a qualsiasi controllo disciplinare, un caso nel mondo occidentale, un caso di cui lui sarebbe un esempio pratico e lampante, oltre che una vittima. Poi, complice l’accelerazione della crisi prodiana, vi rinunciò. Oggi sembra tornato alla carica: ha anche chiesto alla Farnesina di rispolverare l’idea di mandare ai 26 Paesi dell’Unione europea una lettera sullo stato dell’ordinamento giudiziario italiano. Anche questo un progetto vissuto qualche settimana, prima dell’estate, e poi ripo-

sto nel cassetto, perché giudicato controproducente. La televisione e la lettera (una prima versione è già stata scritta) non è detto che si realizzino: per ora vivono nella testa del Cavaliere, nei suoi sfoghi di fine agosto, una chiacchierata in tribuna allo stadio Meazza, un’altra nelle terrazze della sua villa sul lago Maggiore, a Lesa. Ovviamente c’è anche chi lavora perché tutto questo non accada, perché la lettera non sia mai spedita alle altre Capitali del vecchio Continente, perché non ci sia bisogno di appellarsi agli italiani sulla giustizia. È al momento ancora in embrione, ma sembra che sia già partita l’ennesima trattativa sotterranea fra l’avvocato del capo del go-

verno, Nicolò Ghedini, e quello vicino al presidente della Camera, Giulia Bongiorno, per cercare una soluzione tecnica alternativa al processo breve. «C’è un tentativo in corso di andare oltre», racconta un berlusconiano

del primo giro, appena un filo di voce al telefono. Il tentativo sarebbe quello di lavorare sulle norme del Codice penale che regolano la prescrizione; si arriverebbe in questo modo a uno «scudo» giudiziario, per il premier, che

La Nota di Massimo Franco

Un mese per capire se c’è il rischio del voto anticipato

E

ntro un mese si capirà se la legislatura potrà in qualche modo andare avanti, o se a primavera ci saranno elezioni anticipate. Su uno sfondo in bilico, le uniche cose verosimili sono che difficilmente la legge elettorale cambierà; che una crisi del governo di Silvio Berlusconi significherebbe il ritorno alle urne; e che in questa fase tutti sembrano chiedere tempo, perché, Lega e Idv a parte, nessuno sembra pronto al voto. La sensazione è che lo spartiacque sarà il cosiddetto «processo breve», in Parlamento da metà settembre. Palazzo Chigi lo considera l’ultimo avviso alla minoranza del Pdl guidata dal presidente della Camera, Gianfranco Fini. Sulla carta, è difficile che i finiani possano approvare norme additate come indigeste: un’altra «legge ad personam» che per proteggere il capo del governo porterebbe alla cancellazione di migliaia di processi. Ma l’insistenza con la quale il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, chiede coerenza a Fini fa sospettare che possa spuntare un compromesso; o comunque che il centrodestra sia deciso a cercarlo fino in fondo. Come minimo per rinviare la resa dei conti; e, se è possibile, per scongiurare lo scioglimento del Parlamento da parte del capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Si tratta di una guerra dei nervi condizionata da più di una variabile. Il fatto che la Lega tenti una mediazione con Fini, affidandola al presidente della regione Piemonte, Roberto Cota, offre un indizio. Ma la scelta di in- Sul processo contrarsi in un giorno successivo al- breve ultimo la riunione dei seguaci del presidente della Camera, fissata a Mirabello il avviso del 5 settembre, conferma l’incertezza. governo alla Nessuno vuole precipitare le cose: il timore che la situazione sfugga di ma- minoranza no è evidente. Tra l’altro, Pdl e Lega dovrebbero spiegare perché, dopo la vittoria netta del 2008, non riescono più a governare. Tutti sono consapevoli che la stabilità dipende dai rapporti di forza nel centrodestra; e soprattutto dalla rottura anche personale che si è consumata ai vertici del Pdl. D’altronde, lo stesso Fini ha bisogno di tempo per trasformare il suo «Futuro e libertà» in qualcosa di diverso da una pattuglia antiberlusconiana. Bersani è alla ricerca di una parola d’ordine che unifichi un’opposizione altrettanto divisa anche sulla legge elettorale; e senza un candidato a Palazzo Chigi. E per consolidarsi, la strategia di Pier Ferdinando Casini contro il bipolarismo ha bisogno di una geografia politica meno confusa. Finora, invece, si è solo accentuato il nervosismo. Il Quirinale aspetta di vedere che cosa emergerà da questa velenosa resa dei conti. Una parte dell’opposizione coltiva la speranza che Napolitano benedica un governo di transizione per evitare il voto nel caso in cui cadesse Berlusconi. Ma l’ipotesi di un suo avallo a quello che apparirebbe un pasticcio è poco verosimile. In realtà, finora il capo dello Stato si è limitato soltanto, e correttamente, a rivendicare con puntiglio le proprie prerogative; e a far capire che se ci sarà scioglimento delle Camere non sarà per decisione di Berlusconi e Bossi, ma del Quirinale. Si tratta comunque di semplici scenari: in fondo, non c’è neppure una crisi. Per questo, ufficialmente non vengono neppure presi in considerazione.

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Politica 11

Corriere della Sera Martedì 31 Agosto 2010

I precedenti

non coinvolgerebbe migliaia di processi in corso, come nel caso delle norme sul processo breve. Sicuramente però si esporrebbe il Cavaliere ad un’altra campagna fondata sul varo di una norma ad personam. Si vedrà: la notizia è che, riservatamente, si sta cercando una soluzione alternativa a quella che sino a poche ore fa sembrava l’unica soluzione. Berlusconi ovviamente lascia fare: l’importante per lui è che venga risolto il problema della governabilità, che chi è stato eletto dalla maggioranza degli italiani possa completare la legislatura senza doversi difendere da processi che ritiene totalmente politicizzati e giuridicamente inconsistenti. Anche alla luce di questo lavorio due sere fa si diceva ottimista sulla possibilità di trovare un patto di fine legislatura con Gianfranco Fini, ovviamente a condizione che il gruppo di Futuro e Libertà scompaia, che i deputati e i senatori rientrino nel Pdl, che le cose da fare, il pro-

gramma in cinque punti che verrà presentato in Parlamento fra qualche giorno venga votato senza distinguo. Bisognerà vedere, da qui ad allora, se un punto di questa verifica, quello sulla giustizia e sul processo breve, sarà stato modificato. E se il Cavaliere avrà o meno sciol-

to la riserva sul progetto di spiegare agli italiani, in prima persona, in televisione, «quello che i magistrati mi hanno fatto in sedici anni di politica».

Marco Galluzzo

La discesa in campo La prima volta di Silvio Berlusconi in fatto di videomessaggi risale al suo esordio in politica: il 26 gennaio 1994, in un discorso preregistrato, parla per 8 minuti e annuncia ufficialmente la sua discesa in campo Sulle pensioni Settembre 2003, il governo presenta alle parti sociali la riforma delle pensioni. Il 29 del mese il premier difende a reti unificate la decisione di intervenire sulla previdenza: «Sono misure necessarie, chi dice di no inganna» La Liberazione Il 25 aprile di quest’anno, per il 65˚ anniversario della Liberazione, il premier (sotto) ha lanciato un appello, trasmesso dai tg, per «scrivere insieme una nuova pagina condivisa della storia della nostra democrazia» Le polemiche A luglio Berlusconi parla contro «le furibonde campagne mediatiche» di cui sarebbe vittima il suo governo in un videomessaggio destinato

originariamente al sito Forzasilvio.it. Il video finisce sul sito del Tg1: il direttore, Augusto Minzolini, viene accusato dall’opposizione di essere il «megafono del premier»

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La trattativa sulla giustizia Cicchitto: basta con questioni di lana caprina

Processo breve, i paletti dei «falchi» finiani Duello nella maggioranza Bocchino: perplessi sull’impatto della norma ROMA — «Ci vuole lo scudo per il premier, ma il processo breve mette a rischio quattrocento-cinquecentomila processi», dice Italo Bocchino da Reggio Calabria, dove è stato in visita per portare solidarietà dopo le bombe fatte esplodere sotto la casa del Procuratore. L’ennesimo stop and go che ha reso palpabile negli uomini del Pdl l’insofferenza verso quella che sta assomigliando sempre più a una doccia scozzese: «Votiamo la fiducia sui cinque punti, compreso il processo breve — ha ripetuto Bocchino anche ieri — metteremo però agli atti parlamentari la nostra perplessità sull’impatto sui processi». E ancora: «Ci vuole lo scudo per il premier, ma la norma transitoria non deve influire sui processi». Innanzitutto il Pdl contesta che i processi a rischio siano tanti. «Sono dati lontani dalla realtà e in ogni caso si tratta di reati commessi dopo il maggio 2006, e se oggi, dopo quasi quattro anni e mezzo, non c’è ancora la sentenza di primo grado, sono già sotto la mannaia della prescrizione», aggiungono ufficiosamente anche da via Arenula. Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario a Palazzo Madama, dichiara: «I numeri che fornisce Bocchino sono fantasiosi. Il processo breve del resto risponde a un’esigenza generale della giustizia italiana. Quanto al premier, Bocchino stesso ammette che

serve uno scudo. Arrivati a questo punto come scudo per il premier il processo breve è "la" soluzione, o gli sta bene, oppure devono essere loro a dire come tutelare il capo del governo, è loro l’onere della prova». Altrimenti, basta. «Basta con questioni di lana caprina», ha tagliato corto anche il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto. Già, serve uno scudo per il

premier, ma quale? Bocchino dice: «La strada maestra sarebbe il Lodo Alfano costituzionalizzato, ma si può fare anche con legge ordinaria». Giorgio Stracquadanio, deputato molto vicino a Berlusconi, ribatte: «Non si ritorni a parlare di uno scudo per le Alte cariche, perché ormai il tempo non c’è più. Dopo la bocciatura da parte della Corte Costituzionale del Lodo Al-

fano, dopo l’approvazione di un provvedimento-ponte che è il legittimo impedimento che dovrà essere esaminato dalla Consulta il 14 dicembre, ma che comunque perderà efficacia nell’ottobre del 2011 (cioè dopo 18 mesi dall’approvazione), non resta che una norma sull’ordinamento giudiziario come appunto il processo breve». E qui Stracquadanio aggiunge: «La necessità dello scudo per il premier è come la premessa maggiore in un sillogismo, una condicio sine qua non, perché senza la scudo non c’è più il governo». E ricorda che «furono proprio Fini e la presidente della Commissione Giustizia, Giulia Buongiorno, che in un pranzo che si tenne alla Camera dopo la bocciatura del Lodo Alfano convinsero Berlusconi a seguire la strada del processo breve. L’onorevole Ghedini aveva invece suggerito l’abbreviazione dei termini di prescrizione». E al-

I numeri Secondo i dati di Fli la legge toccherà «400, 500 mila processi». Via Arenula contesta le cifre lora il deputato si chiede: «Al Senato i finiani hanno votato "sì" al processo breve, che è stato modificato anche in base alle loro argomentazioni: come mai adesso a loro non sta più bene?». Quanto ai numeri, per togliere qualsiasi «alibi» la settimana prossima Stracquadanio chiederà un’indagine conoscitiva sull’impatto sui processi. Ieri intanto il Codacons, l’associazione dei consumatori, si è detta favorevole al provvedimento per evitare che siano necessari anche 40 anni per ottenere una sentenza civile e 20 anni per una penale, ma ha anche chiesto al premier di rinunciarvi per quanto lo riguarda personalmente.

M.Antonietta Calabrò Divisi Italo Bocchino e Gaetano Quagliariello

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L’ad di Intesa

Strategia Intanto si espande la fondazione Generazione Italia, che dichiara di aver raggiunto 12 mila iscritti

Accuse al Cavaliere ma porta aperta: la linea di Fini Il cofondatore prepara il discorso di Mirabello: si allontana l’ipotesi di un nuovo partito

Passera: in campo? Ci sono già come banchiere DAL NOSTRO INVIATO

ROMA — Mirabello per Gianfranco Fini è un luogo del cuore. Di queste parti ferraresi era originaria la mamma, Erminia. Qui si tenevano le Feste tricolori del Movimento sociale e qui Almirante (era il 6 settembre 1987) lo nominò suo successore. Poi furono trasformate in feste di An, poi — lo scorso anno — in festa Pdl e quest’anno in festa di Futuro e libertà. Domenica, sulla spianata di cemento che per lui è quasi casa, Fini scioglie qualche nodo. Ma non tutti. Non annuncia un nuovo partito (anche se nel frattempo la fondazione Generazione Italia si allarga e già dichiara 12 mila iscritti e 370 circoli). Usa toni forti per sottolineare l’«aggressione», quasi un «linciaggio a mezzo media», subito da giornali e tv vicine al premier durante tutta l’estate. E tuttavia, lascia una porta aperta, torna a prima dell’«espulsione» dal Pdl, a quel colloquio con Il Foglio in cui disse: «Io e Berlusconi non abbiamo il dovere di essere amici, ma dobbiamo onorare un impegno politico ed elettorale con gli italiani». E propose: «Resettare tutto, senza risentimenti». Offerta ancora valida,

Gianfranco Fini, 58 anni

ma ci vuole un gesto da parte di Berlusconi, un gesto di «rispetto». Per questo lavora in silenzio, da molti giorni, l’unico ministro finiano, Andrea Ronchi. Avverrà dopo il 5 settembre, dopo Mirabello, l’incontro tra Fini e il leghista Cota in qualità di «mediatore». L’8 riaprono le Camere e il giorno 16 invece è fissato davanti ai probiviri del Pdl il «processo» ai finiani Bocchino, Briguglio e Granata. L’appuntamento di Mirabello avrà qualche prologo. Sabato 4 settembre, nella sede della fondazione Farefuturo, Fini incontra i parlamentari dei suoi nuovi gruppi per fare il punto e nel pomeriggio raggiungerà il borgo di Labro, provincia di Rieti, per partecipare alla Festa di Alleanza per l’Italia, la formazione di Rutelli. Fini, con Tabacci, discuterà di «Alleanze per il futuro» e farà qui un «trailer», un anticipo di Mirabello. La festa di Api è tutta all’insegna del «terzo polo», arriveranno Casini, Pisanu e i rappresentanti di Montezemolo, ma per ora il presidente della Camera si limita ad aver accettato l’invito, la sua collocazione resta nel centrodestra. Fini prepara in solitudine il discorso di Mirabello, anche

«Un gesto» I finiani attendono un «gesto di rispetto» da parte di Berlusconi Il «processo» Altro punto di snodo il 16 settembre, quando i probiviri processeranno i finiani

Vincino

se ascolta i contributi di molti, come il viceministro Urso, il sottosegretario Viespoli o il direttore scientifico di Farefuturo Alessandro Campi. Urso dice che sarà un «messaggio alla nazione». Ci sarà al centro il tema della legalità, sul quale si consumò passo dopo passo la rottura con Berlusconi. Quindi, la giustizia e il «processo breve», con apprezzamento per la promessa del ministro Alfano di dare fondi agli uffici giudiziari. Ma la legge si può ancora migliorare... E poi il lavoro, le relazioni sin-

dacali, il disagio giovanile, i modi per affrontare la crisi, le questioni reali del Paese. Un discorso che vuole rivolgersi ad alcune categorie poco rappresentate, insoddisfatte. Parti di società civile, giovani, professionisti, il mondo cattolico diverso da Comunione e liberazione, certi delusi dalla sinistra. Quello che Fini dovrebbe delineare — fino a domenica le strategie possono essere corrette — per adesso non è un partito ma un movimento, con le caratteristiche di una destra moderna. Per sicurezza, però, Generazione Italia, che terrà la sua prima Convention a Perugia il 6 e 7 novembre, si struttura sul territorio proprio come dovrebbe fare un partito. E lo stesso Fini esamina con i collaboratori possibili scenari di un nuovo partito, radicato soprattutto al Sud. Dal Sud, il finiano Fabio Granata dice che il processo per una nuova formazione è già in atto e cita un sondaggio dell’Istituto Demopolis di Palermo: in caso di elezioni in Sicilia una lista Fini sarebbe all’8 per cento, con l’Mpa di Lombardo al 14 e Udc più Rutelli all’11: un terzo polo da 33 per cento.

DRO (Trento) — In maniche (arrotolate) di camicia, Corrado Passera arriva a VeDró, il pensatoio trasversale di Enrico Letta, e parla per una mezz’ora buona con il vicesegretario del Pd sul prato dell’ex Centrale elettrica di Fies. Poi la discussione si allarga ai presenti e l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo risponde sull’eventualità di un suo diretto coinvolgimento in politica: «Sono già in campo e ci sto benissimo. Come banchiere. Anche noi possiamo occuparci del bene comune, tutti ne devono parlare». I problemi veri sono la mancanza di sviluppo e una certa latitanza della capacità di decidere: «Ci sono una serie di rischi pesanti che pendono sulla nostra democrazia, che non garantisce crescita economica e può portare forti delusioni. Questo, come la storia ci insegna, può essere pericoloso. Una democrazia che non decide diventa insopportabile e pesante». Passera ha affrontato poi il tema dell’Italia tra 10 anni: «C’è bisogno di una leadership che sia in grado di realizzare sviluppo, occupazione e welfare». Un’ultima riflessione, positiva, sul federalismo: «Può aumentare di molto l’efficienza del Paese, a patto che sia accompagnato da una seria riforma fiscale».

Elsa Muschella

Andrea Garibaldi

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12 Politica

Martedì 31 Agosto 2010 Corriere della Sera

La legge elettorale Passigli: da evitare il ritorno al Mattarellum

Uninominale, sì trasversali Ma il centrosinistra è diviso Il rilancio del modello tedesco. Bonino: no ad alleanze postelettorali La scheda L’appello Sabato sul Corriere 42 tra opinionisti, studiosi e politici appartenenti ad aree diverse, hanno lanciato un appello in favore dell’uninominale «per ottenere anche in Italia quella stabilità delle leggi elettorali che gli standard democratici internazionali esigono»

Le reazioni Sul versante politico, dal centrodestra è emersa forte ostilità sull’ipotesi di riformare il sistema di voto. Da sinistra reazioni divise tra chi, come Massimo D’Alema (Pd), punta sul modello tedesco (proporzionale con lo sbarramento) e chi si attesta su quello francese (maggioritario a doppio turno) come l’ex senatore diessino Stefano Passigli (foto sopra)

poniamo noi perché comporterebbe alleanze postelettorali, così come vogliono l’Udc e l’estrema sinistra. Sono posizioni che esistono ed è giusto che vengano allo scoperto». Un altro esponente della sinistra, l’ex senatore diessino Stefano Passigli argomenta invece che le opzioni possibili sono più d’una. «L’uninominale — osserva — è compatibile sia con il proporzionale tedesco sia con maggioritario a doppio turno francese. Se quanto si cerca è la governabilità e la democrazia si scelga dunque tra questi due sistemi e non si glorifichi il Mattarellum che può forse servire ad alchimie interne ai due schieramenti, ma non alla stabilità ed efficienza del sistema». Augusto Barbera, già parlamentare del Pds ed esponente del movimento referendario negli anni Novanta oltre che autorevole costituzionalista, da un lato apprezza e sottoscrive l’appello per l’uninominale ma dall’altro si mo-

Pd e bipolarismo Il costituzionalista Barbera: non vedo nel Pd una grande voglia di rafforzare il bipolarismo

stra assai scettico sull’esito della discussione avviata, convinto com’è che sarà difficile raggiungere l’obiettivo fissato. «Si devono realizzare una serie di condizioni — afferma — ci deve essere una crisi dell’attuale governo, deve nascere un nuovo esecutivo con lo scopo di rifare la legge elettorale. Ma qui sorge un dubbio: la nuova maggioranza avrà una visione unitaria? Allo stato attuale devo ammettere che non la scorgo. Non mi pare, infatti, che nel Pd ci sia una grande voglia di andare verso un rafforzamento del bipolarismo». Insomma di fronte a questa polifonia gli uomini della maggioranza fanno muro. «Non è una priorità non la cambieremo», osserva il ministro Gianfranco Rotondi. «Si vuole surrogare con la manovra politica e con la modifica della legge elettorale la debolezza politica e sociale del Pd rispetto all'azione di governo», obietta il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto. «Riformare il sistema di voto senza prima modificare la Carta non è pensabile, e sarebbe tempo perso», scolpisce Francesco Nucara.

Lorenzo Fuccaro

ROMA — La questione elettorale torna a fare discutere. Non soltanto perché proseguono le adesioni bipartisan all’appello per un ritorno all’uninominale pubblicato dal Corriere — ieri si sono aggiunte quelle della senatrice del Pd Maria Pia Garavaglia e del deputato del Pdl Mario Pepe — ma anche perché il dibattito sul meccanismo con il quale si scelgono le persone da mandare in Parlamento si intreccia con la dialettica politica. E se dal campo del centrodestra emerge una forte ostilità all’idea stessa che si possa rivedere il sistema di voto perché si dice che l’attuale ha funzionato benissimo, tra le opposizioni le idee in proposito sono assai variegate. L’ex ministro degli Esteri, Massimo D’Alema (Pd), in un colloquio con Repubblica, rilancia il modello tedesco basato sul proporzionale con lo sbarramento. Opzione che non convince affatto la radicale Emma Bonino. D’Alema, obietta il vicepresidente del Senato, «sostiene un sistema alternativo a quello che pro-

La lettera

Arturo Parisi

«Chiediamoci perché lasciammo il vecchio Ulivo»

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Caro direttore, in uno dei ricorrenti esercizi di cartografia politica, applicata questa volta al Pd, mi trovo mappato sul «Corriere» tra i sostenitori della proposta di Bersani. Nulla da eccepire se la politica fosse fatta di nomi, forme, e di esercizi retorici come sembra in questo scorcio d’agosto la politica della quale si dibatte dalle mie parti. In pochi testi come nella lettera di Bersani mi è capitato di ritrovare tutti assieme i nomi che mi hanno accompagnato in questi ultimi venti anni. Tra Alleanza

Democratica, Ulivo, Pd e Primarie non saprei proprio per quale emozionarmi di più. Purtroppo e fortunatamente anche dietro le leggerissime etichette del linguaggio politico esistono e sono esistiti sentimenti e cose. E il problema della proposta di Bersani è appunto che non si capisce quali cose stiano dietro le etichette da lui ora richiamate in servizio, e quali rapporti esse abbiano con le cose in nome delle quali si è candidato ed è stato eletto alla Segreteria del Partito. Considerata la mia iscrizione nella categoria degli «ulivisti puri» è per

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Politica 13

Corriere della Sera Martedì 31 Agosto 2010

Il Pd Fioroni: l’ex premier vuole il terzo Polo con cui accordarsi dopo le urne

Ieri e oggi

La campagna del ’99 e il referendum fallito contro il proporzionale Il costituzionalista Augusto Barbera, già parlamentare del Pds ed esponente del movimento referendario negli anni Novanta, apprezza l’appello per l’uninominale sottoscritto, fra gli altri, dall’ex ministro Antonio Martino (Pdl). I due erano assieme anche nella battaglia per la riforma della legge elettorale che portò al referendum sull’abolizione della quota proporzionale, ossia quel residuo 25% di deputati scelti con il calcolo proporzionale accanto ad un 75% di eletti col metodo uninominale (nella foto, da sinistra Antonio Di Pietro, Augusto Barbera, Mario Segni, Achille Occhetto, Luigi Abete e Martino a Roma alla presentazione del referendum: la consultazione non raggiunse il quorum)

primo sul suo Nuovo Ulivo che mi farebbe piacere avere da Bersani qualche delucidazione in più. Come ironizza da par suo Vincino in calce alla mappa del Pd, «tornare all’Ulivo» è di certo «una grande idea» una pensata «meravigliosa» e «pazzesca». Per capire come tornare sarebbe utile capire il perché e il come dall’Ulivo ci siamo allontanati. Senza di questo rischiamo di dimenticare che molte delle condizioni che dell’Ulivo furono all’origine non esistono più, mentre non sono purtroppo venute meno le cause che ne hanno determinato la fine. Né nella proposta di Bersani mi convince il percorso fatto di governi e di legislature di transizione che

lui prospetta per portare il Paese fuori dalla disperazione. Non è tempo a mio parere di governi a scadenza e neppure di legislature di transizione. I governi e le legislature che hanno già in partenza una scadenza sono per definizione scadenti. Se Bersani ritiene che sia necessario dar vita di nuovo a una alleanza di natura politica, come appunto fu per noi l’Ulivo, essa deve essere fondata da subito su un progetto di lunga durata per il Paese, e non svolta come una sequenza di iniziative eccezionali, di compromessi a termine. Il Paese non si può permettere di attendere, né noi possiamo chiedere di attenderci.

Arturo Parisi

Piemonte

A Torino la Festa della Lega Chiamparino (invitato) non andrà TORINO — Parte giovedì 2 settembre a Torino la Festa nazionale della Lega Nord. Presentandola, ieri, il presidente del Piemonte Roberto Cota ha confermato che sarà Umberto Bossi a tenere il comizio inaugurale e ha rinnovato l’invito al sindaco di Torino Sergio Chiamparino, inoltrato nei giorni delle polemiche sul mancato invito di Cota alla Festa Pd. «Il sindaco ha dimostrato

solidarietà e una posizione di dialogo — ha detto Cota, che sarà alla Festa il 3 settembre —, noi gli avevamo detto che se non aveva un luogo dove presentare il suo libro lo avremmo ospitato. Non era una provocazione, ma credo sia stata logica la sua risposta di rifiutare l’invito». A Torino sono attesi anche Roberto Calderoli (il 4 settembre) e Roberto Maroni (il 5). © RIPRODUZIONE RISERVATA

Legge elettorale e alleanze Sfida tra D’Alema e Veltroni Il primo guarda all’Udc, il secondo si schiera con «l’appello dei 42» ROMA — Passano i mesi, anzi gli anni, e nonostante gli auspici del sindaco di Firenze Matteo Renzi, che vorrebbe pensionare l’intera classe dirigente del suo partito, il Pd rimane sempre allo stesso punto: ingessato nella divisione D’Alema-Veltroni. L’ex leader democratico caldeggia l’appello per l’uninominale pubblicato dal Corriere della Sera: «È un bene perché va nel senso del mantenimento e del rafforzamento del bipolarismo». E non a caso i parlamentari veltroniani hanno sottoscritto quel testo e lo sponsorizzano pubblicamente. Ma ecco che, di fronte a questa iniziativa, l’ex premier subito ripropone il suo cavallo di battaglia: il sistema tedesco. Un modo per agganciare l’Udc. L’amo ai centristi è lanciato. Perché per dirla con Beppe Fioroni «siccome Casini non può allearsi alle elezioni con il Pd, altrimenti perde i consensi dei moderati, D’Alema punta a una legge elettorale che faccia nascere il terzo Polo: in questo modo l’alleanza si farebbe dopo il voto». La cosa non piace a Fioroni e neanche a tutti i suoi, gli ex margheriti, perché, di fatto, farebbe inevitabilmente spostare il partito a sinistra. Infatti, con la soglia di sbarramento prevista dal tedesco tutti gli alleati, da Vendola a Ferrero, passando per Di Pietro e i verdi, dovrebbero necessariamente confluire nel Pd, e alla fine della festa, il «Nuovo Ulivo» non sarebbe altro che questo. Un classico «dalemone» (sono ancora le parole del leader dell’ala cattolica del partito Fioroni). O, per usare invece una battuta cara a Veltroni, l’ex premier «è come Trapattoni, usa sempre lo stesso schema: Dc e Pci». Questa volta nella versione ridotta Pd e Udc. Ma D’Alema rilanciando la riforma della legge elettorale punta più in alto ancora: chiede a Gianfranco Fini e ai suoi i voti per mandarla in porto. Voti indispensabili per far

passare un simile provvedimento. Non è quindi una coincidenza il fatto che i veltroniani siano ben contenti che tra i firmatari dell’appello all’uninominale ci siano anche dei parlamentari di Futuro e Libertà: un modo per cercare di arginare le mosse di D’Alema. Non finisce qui, però. Il traguardo finale dell’ex premier è molto ambizioso. E insidioso. Ne sono convinti i berlusconiani. Spiega un ministro del Pdl: «L’idea è quella di creare una tenaglia in cui schiacciare il presidente del Consiglio e provocarne la caduta: da una parte grazie alla sentenza del processo Mills, dall’altra con una legge elettorale che serva ad aggregare una serie di forze che possano poi ritrovarsi insieme in un governo tecnico, con la Lega dentro, e, magari, guidato da Giulio Tremonti...». Insom-

ma, ancora una volta uno schema che sembra prefigurare quell’addio al bipolarismo temuto da personaggi come Veltroni e Fioroni. Costretto a guidare un Pd avvinto nell’eterno dualismo tra ex premier ed ex segretario, Pier Luigi Bersani cerca di annacquare divisioni e dissapori. «Non impicchiamoci ai modelli», è l’ammonimento del segretario. Perciò il sistema elettorale caldeggiato da Bersani è bipolare, sì, ma solo «sostanzialmente», e comunque deve essere «flessibile». E nel suo tentativo di tenere insieme due posizioni distanti anni luce Bersani arriva a sostenere che la nuova legge elettorale può venir fuori da «una correzione del modello tedesco», ma anche «da una correzione del Mattarellum».

gna della verità. Per quell’appello ci ho sofferto e ci soffro. Dopo tutto questo tempo non si sono purgate le cose, ci sono parecchie ombre». Ecco perché Nessuno non trova pace mentre scorre un elenco di inviti mai ricevuti a piccoli eventi nella sua Reggio Emilia: dibattiti, feste locali, commemorazioni di quegli anni e dei personaggi più volte avvicinati e conosciuti. Amareg-

Chi è Otello Montanari nel 1990 quando scrisse il suo «Chi sa parli»

no apprezzamento al «Chi sa parli» arriva da Luciano Violante, da sempre sostenitore di una lettura del passato capace di superare la coesistenza di due storie d’Italia, una per i vincitori e una per i vinti: «Montanari fece bene a impegnarsi in quel suo scritto, all’epoca rilanciò vicende note aprendo un acceso dibattito. Ogni guerra, anche la più giusta, porta con sé aspetti tragici. Anche alla luce di episodi gravissimi di quel periodo nessuno può negare il valore supremo della lotta di liberazione dal nazifascismo». Violante ricorda un incontro con Montanari di qualche tempo fa, per una giornata in omaggio a Nilde Iotti: «Lui c’era. Ma la ruota del tempo gira e magari i nuovi dirigenti del partito locale non lo conoscono. Io credo che ognuno di noi percorra un ciclo storico, finito il quale non si può pensare di essere sempre sulla cresta dell’onda».

Elsa Muschella

Alessandro Trocino

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Strategie Il presidente del Copasir Massimo D’Alema e il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini: nell’ottica di una crisi di governo il Pd potrebbe cercare un’alleanza con i centristi

Ex partigiano e parlamentare del Pci, Montanari critica il Pd (nel tondo, Violante)

giato, sfida i vertici di un partito di cui custodisce la tessera, nonostante tutto: «Dal Pd mi aspetto un invito a preparare insieme un convegno per fare luce su tutte le vicende del Dopoguerra. Un confronto pubblico e aperto, senza preclusioni. Portiamo avanti insieme un’operazione di trasparenza, per una politica dell’onestà». Chi condivide «totalmente» il suo pensiero, per ragioni familiari, è l’onorevole Renzo Lusetti, dell’Udc. Dopo la Liberazione, suo nonno materno scomparve nel «triangolo della morte» e lo zio di suo padre, don Umberto Pessina, fu freddato dai partigiani: «Otello lo conosco, la sua è una battaglia giusta. La sinistra lo ha sempre mal sopportato e poi emarginato. Quando militavo nel Pd proposi più volte un’opera di riconciliazione con quella parte di storia: non ho mai trovato terreno fertile, me ne andai anche per questo». Un genui-

DAL NOSTRO INVIATO

TORINO — «Il nuovo Ulivo sarà tutto il contrario di un’ammucchiata». Pierluigi Bersani torna sul progetto appena lanciato e lancia la riscossa: «A volte siamo un po’ demo-depressi. Vorrei che ci dessimo combattività, solidità. Siamo più forti delle nostre debolezze, basta con il guardarci la punta delle scarpe. Il Pd deve essere il fratello maggiore delle altre forze di centrosinistra». Il segretario del Partito democratico annusa l’aria di difficoltà del centrodestra e prova a rimettere in moto la macchina. Anche se non mancano opinioni diverse, a cominciare dalla legge elettorale, il primo vero scoglio che dovrà superare il nascente nuovo Ulivo. Dario Franceschini, accolto ieri alla festa nazionale di Torino, lancia «la resistenza» contro Berlusconi che «tenta il colpaccio»: «Alleanza costituzionale o democratica è lo stesso: quando c’è un’emergenza democratica si risponde con l’emergenza. E quando i nostri genitori facevano la resistenza non chiedevano se eri di sinistra o di destra, monarchico o repubblicano, per il maggioritario o il proporzionale». Allusione al dibattito interno, nel quale l’ex segretario ribadisce la sua preferenza per il doppio turno alla francese. Posizione un po’ isolata, visto che alla reiterata propensione di Massimo D’Alema per il sistema proporzionale alla tedesca, Bersani risponde con una mezza apertura e un tentativo di mediazione: «Ho sentito dire da qualcuno che il modello tedesco vanifica il Pd. Ma dico, vogliamo scherzare?». E poi ancora: «Potremmo fare una correzione del tedesco o del Mattarellum: non impicchiamoci alle formule». Quello che è chiaro a tutti è che bisogna uscire dalla legge attuale, come dice Franceschini: «Dobbiamo superare questa legge porcata, che Berlusconi vuole usare per prendersi il potere assoluto». Ma prima di cambiare la legge elettorale, in un eventuale governo di transizione, bisogna accelerare la caduta del berlusconismo. Per questo Bersani, in una videochat con Repubblica, spiega che vorrebbe «un po’ di coerenza» dai finiani sul processo breve. Per il futuro annuncia che nel programma ci sarà una legge sul conflitto d’interessi e per il presente manda a dire a Matteo Renzi e ai suoi «sbadigli» per l’Ulivo che «per costruire non basta distruggere». A Sergio Marchionne spiega invece che «servono nuove leggi»: «Non si arriva da nessuna parte dividendo l’Italia tra chi sta nell’800 e chi nel 2010. Siamo tutti nel 2010». Su Marchionne e il caso Fiat, da Torino interviene anche Franceschini: «Io avrei votato sì all’accordo. Ci vuole coraggio e dovrebbero averlo anche i sindacati. Solo sindacati uniti possono fare passi avanti, stabilendo un confine netto tra il cambiamento necessario per tenere il passo della globalizzazione e la lesione dei diritti dei lavoratori». Se Franceschini invoca «compattezza» nel Pd e considera «irresponsabile» chi litiga sui giornali, Bersani si sofferma anche sulla corsa per la leadership: «Non c’è nessuna retromarcia sulle primarie, ma ricordiamoci che abbiamo uno statuto che dice: il Pd propone primarie di coalizione. Certo, prima bisogna fare la coalizione».

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Otello Montanari, vent’anni dopo: «Escluso dal Pd» zione delle ricerche e delle notizie». Se la prende con l’Anpi e con l’Istituto storico della Resistenza, colpevoli a suo dire di una discriminazione tra compagni declinata in pagine di libri nei quali «si dice che io opero al limite del grottesco». Ma è soprattutto la sua parte politica ad averlo dimenticato: «Il Pd non utilizza i protagonisti viventi della campa-

Bersani mediatore: «Non impicchiamoci alle formule»

Maria Teresa Meli

Il caso Partigiano, nel ’90 denunciò le uccisioni in Emilia a guerra finita. Violante: finito il ciclo storico di cui fu un protagonista

MILANO – «Io ero e sono Nessuno». Si sente come il suo vecchio nome di battaglia, il partigiano Otello Montanari. Giusto vent’anni fa Il Resto del Carlino pubblicava il suo intervento sulle vicende oscure degli uomini della Resistenza e le sparizioni nel «triangolo della morte», articolo spesso issato come bandiera rossa di un impegno a colmare i vuoti della Storia e poi confinato in archivio sotto la legenda del «Chi sa parli». Invocando un contributo alla verità, Montanari puntava il binocolo sulle campagne tra Castelfranco, Manzolino e Piumazzo, nel Modenese, dove un gruppo di partigiani continuò a uccidere anche dopo la fine della guerra. Adesso, a 84 anni, l’ex combattente e deputato del Pci si fa intervistare dallo stesso quotidiano e lancia critiche a una sinistra ingrata: «Da vent’anni sono escluso. Il Pd non ha la responsabilità che ebbe il gruppo dirigente comunista ma attua una politica di preclusione, di non utilizza-

Nuovo Ulivo e regole del voto

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Esteri 15

Corriere della Sera Martedì 31 Agosto 2010

Esteri Il caso Giornale dei mullah contro l’impegno per i diritti umani delle attrici francesi

Teheran insulta Carla Bruni «Una prostituta non dà lezioni»

Condannata Sakineh, condannata alla lapidazione per adulterio. Il presidente brasiliano Lula, amico di Teheran, ha chiesto la sua liberazione

Attacco senza precedenti dopo l’appello per Sakineh DAL NOSTRO INVIATO

PARIGI — À la guerre comme à la guerre. Teheran è sotto un attacco mediatico partito dalla Francia per la «barbarie della condanna alla lapidazione» di Sakineh Ashtiani? I media iraniani rispondono con un fuoco di fila che punta il più vicino possibile al potere senza scomodare le diplomazie. Ha cominciato sabato Kayhan, il quotidiano portavoce ufficioso della Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei. Il titolo era l’elegante «Le prostitute francesi blaterano di diritti umani», ma nel testo si trascendeva ancor di più e Carla Bruni (moglie del presidente della République) veniva definita «battona», «attrice e cantante depravata», «rovina famiglie». La Première Dame, assicura l’articolo, «merita quell’appellativo tant’è vero che sulla stampa occidentale si trovano nel dettaglio i suoi numerosi atti contro la morale. Tali precedenti spiegano bene come mai questa donna immorale (Carla Bruni) tenti di aiutare un’altra donna (Sakineh

Ashtiani) condannata per adulterio e complicità nell’omicidio di suo marito». Nell’elenco delle «prostitute francesi» accorse in aiuto della donna che potrebbe essere lapidata anche Isabelle Adjani, che viene schiaffeggiata con un semplice «attrice corrotta». La televisione Irib è stata più chiara sui fini degli insulti

Insieme Isabelle Adjani, 55 anni, e Charlotte Gainsbourg, 38 anni: schierate con Sakineh

Dal 2005 Mahmoud Ahmadinejad, 53 anni, sesto presidente della Repubblica Islamica dell’Iran, guida il Paese dal 2005. L’opposizione ha contestato la regolarità della sua rielezione nel 2009. Il governo ha represso nel sangue le proteste

«Ingerenza» Dietro la volgarità dell’articolo, il fastidio per l’«ingerenza» di Parigi negli affari interni dell’Iran parlando sì d’«immoralità» ma anche di ingerenza negli «affari interni» iraniani. Il vero punto cui probabilmente mira la raffica di offese e male parole di cui è diventata bersaglio Carla Bruni. Tanta volgarità è insolita per un Paese raffinato e colto oltre che sessuofobo come l’Iran. Il caso all’origine di tutto è spinoso. Sakineh Ashtiani è imputata in un processo assai opaco in cui le accuse cam-

Appelli

Leader

biano nel corso del tempo come le condanne. Accusata di adulterio poi di istigazione a delinquere, poi di complicità in omicidio, le pene sono state le frustate, la galera e la lapidazione. Per il momento sospesa. Diversi gli appelli e le raccolte di firme a favore della donna in tutto il mondo. Bernard-Henri Lévy, che ieri è intervenuto anche sul Corriere, ha lanciato quello a cui hanno

aderito più celebrità. Tra loro appunto Carla Bruni e Isabelle Adjani. «Dal fondo della vostra cella — ha scritto pochi giorni fa la Première Dame all’iraniana in carcere — sappiate che mio marito difenderà la vostra causa senza sosta e che la Francia non vi abbandonerà». Alle promesse sono seguite i fatti. Il presidente Sarkozy ha detto di considerare Sakineh sotto la protezione francese e poi ha

incaricato il ministro degli Esteri Bernard Kouchner di chiedere ai 27 Paesi dell’Unione europea l’impegno a varare sanzioni nel caso la sentenza venga eseguita. «Dobbiamo ricordare alle autorità iraniane che, così come per il problema del nucleare, l’isolazionismo e le chiusure hanno un prezzo». Anche in Italia sono numerosi gli appelli contro la lapidazione e destra e sinistra marciano, se non assieme, almeno nella stessa direzione. Il Comune di Firenze (Pd) ha esposto una gigantografia dell’iraniana sulla facciata di Palazzo Vecchio e la Regione Lazio (Pdl) ha lanciato un appello online. Ancora nessun atto ufficiale dal governo, solo un messaggio su Facebook del ministro degli Esteri Franco Frattini. Non è la prima volta che la Bruni si vede dare della «poco di buono» da Hossien Shariatmadari, direttore di Kayhan, il giornale all’origine del caso. Per il giornalista la «cantante italiana» era già una «prostituta» quando usciva prima del matrimonio con il presidente «playboy» di Francia. Le nozze, per Shariatmadari, non hanno evidentemente «riparato» nulla.

Andrea Nicastro © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’intervista Parla l’artista d’opposizione liberato dopo gli appelli al festival di Cannes. Al Lido il suo cortometraggio «La fisarmonica»

«Il mio Iran come una grande prigione» Il regista Panahi sogna un visto per Venezia: «Mi vietano di fare nuovi film» «Sto aspettando il visto, non so ancora se ce la farò ad arrivare. Sono nove mesi che mi hanno tolto il passaporto. I giorni passano, ma non dispero. Nonostante tutto ero e resto ottimista». Da Teheran Jafar Panahi, 50 anni, regista iraniano Leone d’oro nel 2000 alla Mostra del Cinema per «Il Cerchio», Orso d’argento a Berlino nel 2006 per «Offside», parla per la prima volta dopo il lungo silenzio a cui l’ha costretto il regime. Arrestato lo scorso 2 marzo per aver partecipato ai movimenti di protesta dell’Onda Verde, rilasciato 83 giorni dopo, il 24 maggio, a seguito di una mobilitazione internazionale. Colloquiare con lui non è facile, Panahi parla solo farsi, domande e risposte passano attraverso un’interprete di fiducia, Ella Mohammadi. Il momento è delicato. Sono le ultime ore buone per arrivare in tempo a Venezia dove domani sarà presentato in anteprima mondiale il suo nuovo film, «The Accordion» (La fisarmonica) prodotto da ART for The World all’interno del progetto «Then and Now, Beyond Borders and Differences» sulla tolleranza tra culture, evento d’apertura delle Giornate degli Autori/Venice Days. E il giorno dopo incontro pubblico con Panahi, il regista Mazdak Taebi, la produttrice Adelina von Furstenberg. E forse a sorpresa, Abbas Kiarostami. Allo scorso Festival di Cannes la sua sedia di giurato è rimasta per tutto il tempo vuota. Durante la conferenza stampa di «Copia conforme» Abbas Kiarostami, di cui lei è stato assistente, ha pubblicamente sollevato il suo caso. Mentre Juliette Binoche si è commossa fino alle lacrime... «Tutto questo ha avuto una vasta risonanza in Iran. Io in quei gior-

La vita e il cinema I film Jafar Panahi, 50 anni, nel 2000 ha vinto il Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia per «Il Cerchio» e nel 2006 l’Orso d’argento a

ni ero in prigione, e in prigione non arrivano né i giornali né la tv. L’ho saputo solo dopo, quando mi hanno rilasciato. Come ho saputo che, anche nel mio stesso Paese, nonostante i mille problemi, molti intellettuali hanno preso posizione in mio favore». Fatto sta che lei è stato liberato proprio il giorno dopo la chiusura di Cannes, che ha funzionato da detonatore mediatico... «L’elenco di chi ha firmato l’appello per la mia liberazione è stato davvero lungo. Ho capito cosa vuol dire far parte della grande famiglia del cinema mondiale. Quando uno di noi si trova in difficoltà, il problema diventa comune. Voglio ringraziare tutti. I registi, gli attori, gli amanti del cinema. Ovunque si trovino sul pianeta: grazie di cuore». Lei torna al cinema con un piccolo film di otto minuti. Una sto-

ria tenera quanto emblematica: due fratelli, un ragazzo e una bambina suonatori ambulanti in un suk, lui con la fisarmonica, lei con il tamburello. Ma quando sconfinano nello spazio di una moschea, la fisarmonica viene strappata di mano da un integralista che condanna la musica nei luoghi sacri. Quando l’ha girato? Come ha scelto questa storia? «L’ho girato prima di venir arrestato, a Shiraz, nel cuore dell’Iran.

La storia è tratta da un racconto che avevo letto tanto tempo fa, quand’ero ragazzo. Mi era rimasto sempre in mente, anche per la sua conclusione violenta. Ho voluto riprenderlo ma con un finale diverso. Tenendo conto dell’attuale situazione in Iran, ho scelto quella che per me è l’unica possibile strada: la non violenza. Il senso del mio piccolo film sta tutto lì». L’uomo che sequestra la fisarmonica per ragioni d’ordine reli-

❜❜ ❜❜ Grazie a chi s’è prodigato Più che i motivi religiosi, per la mia libertà: è bello far parte della grande famiglia del cinema

spesso è la necessità economica a costringere la gente ad atti discutibili

Berlino per «Offside» L’arresto Giurato al festival di Cannes, non ha potuto prendervi parte: arrestato il 2 marzo 2010 per aver partecipato ai movimenti di protesta dell’Onda Verde a Teheran, è stato rilasciato 83 giorni dopo, in seguito a una mobilitazione internazionale che ha coinvolto molti nomi del cinema mondiale La fisarmonica Domani a Venezia sarà presentato in anteprima mondiale il suo nuovo film, «The Accordion» (La fisarmonica), storia di due fratellini che fanno i suonatori ambulanti in un suk

Il vuoto e le lacrime Cannes 2010 Juliette Binoche in lacrime per il regista iraniano. A sinistra, il posto di giurato di Panahi tenuto vuoto al Festival accanto a Shekhar Kapur e a Victor Erice. Il regista è stato liberato il 24 maggio

gioso, in realtà si rivela un ladro. «Non lo condanno. Nei miei film non ci sono buoni o cattivi in assoluto. Sono le condizioni sociali che spingono le persone ad agire in un certo modo. Più che motivi religiosi spesso è la necessità economica a costringere la gente a comportamenti discutibili». La bambina spegne la voglia di vendetta del fratello dicendo: quello è più povero di noi. Si tratta di una guerra tra poveri? «Non intesa in senso strettamente sociale. Guerre del genere esistono in ogni classe. Quel che conta è andare alle radici dei problemi». Il fatto che sia una giovane donna a suggerire una soluzione pacifica è indicativo di quello che può essere il ruolo femminile nel suo Paese? «Non amo le classificazioni, mi interessa analizzare gli ostacoli e le privazioni che vengono imposti alle persone e i loro sforzi per poterli superare con intelligenza e saggezza. E’ ovvio però che le donne, essendo più soggette a queste limitazioni, si diano più da fare per trovare soluzioni adeguate». Durante la sua detenzione ha avuto paura? «Tutti gli esseri umani hanno paura. Non si può non averne in certe circostanze. Sono cinque anni che non ho il permesso di girare un film. E per un regista la vita ha senso solo se può fare il suo lavoro. Se ti viene impedito, allora è come stare in prigione. Una prigione più grande, ma non fa differenza. Nonostante ciò, amo il mio Paese e spero di poter in futuro tornare dietro la macchina da presa. Le idee certo non mi mancano. Finché c’è vita, c’è speranza».

Giuseppina Manin © RIPRODUZIONE RISERVATA

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16 Esteri

Martedì 31 Agosto 2010 Corriere della Sera

I colloqui Al via a Washington i negoziati diretti tra il premier israeliano Netanyahu e il presidente palestinese Abu Mazen

Medio Oriente, l’America ci riprova

Gli Usa criticano il rabbino ultrà che invoca la sparizione dei palestinesi DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

GERUSALEMME — «Non è vero che la speranza è l'ultima a morire: moriranno anche un sacco d'israeliani e di palestinesi, dopo» (Lior Shein, comico, Canale 10). Scettico e controvoglia, mister Abu Mazen va a Washington: stamane sarà già là. Pessimista e recalcitrante, mister Bibi Netanyahu lo segue di qualche ora. I due leader partono «con le gambe tremanti», scrive Yedioth Ahronot. Domani, dopo 20 mesi, ripartono negoziati diretti ai quali «entrambi rinuncerebbero volentieri»: consapevoli del fallimento annunciato da quasi tutti. E del nulla che, dopo, aspetterebbe tutti. «Siamo al momento della verità», dice il premier palestinese Salam Fayyad, quello che più ha spinto perché il suo presidente accettasse l'invito di Obama. «Non crederete che, di colpo, arriveremo a un accordo di pace entro un anno?», dice il mi-

Nuovo inizio Incontro Il presidente palestinese Abu Mazen e il premier israeliano Benjamin Netanyahu sono attesi domani a Washington per la ripresa dei colloqui di pace Scommessa Le trattative si sono interrotte 20 mesi fa. Obama si pone come obiettivo un accordo nel giro di un anno Nodo Soldatesse israeliane a Gerusalemme, capitale contesa

nistro degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman, quello che minaccia d'uscire dal governo se il suo premier cederà troppo. Brutto clima. Il segretario di Stato americano Hillary Clinton è dovuta intervenire con

un portavoce per le parole «profondamente offensive» d'un rabbino ultraortodosso, Ovadia Yosef, che sabato aveva invocato Dio perché «faccia sparire dalla faccia della terra» Abu Mazen e i palestinesi. Il rabbino è leader spirituale del-

Attesa Operai palestinesi in preghiera per il Ramadan

lo Shas, partito alleato di Netanyahu: anche Bibi ha preferito prendere le distanze, «Ovadia non rappresenta la posizione del governo». Fucili puntati pure nel Likud: il presidente della Knesset e un paio di ministri, durante l'incontro di

Washington, andranno dai coloni a portare solidarietà. Vietato mollare su insediamenti, Gerusalemme, ebraicità dello Stato d'Israele, confini del '67. «Vogliamo sicurezza — Netanyahu ieri ha rassicurato i suoi —, non abbiamo presentato

❜❜ Abu Mazen

e i palestinesi dovrebbero sparire dalla faccia della Terra. Odiano Israele. Dio dovrebbe colpirli con una piaga

agli americani alcuna proposta di un'estensione del congelamento nelle colonie». In 55 insediamenti, le ruspe sono già pronte a ripartire: il 27 settembre, non appena finiranno i dieci mesi di stop. Anche nell'Autorità palestinese è una corsa a ostacoli. Dieci gruppi radicali, Hamas per primo, chiedono le dimissioni di Abu Mazen, reo d'aver accettato l'invito americano. «Gli schiacceremo la testa», hanno promesso da Gaza, se cederà su Gerusalemme, sugl'insediamenti e sugli stessi punti sui quali non può cedere Netanyahu. Nessuno ancora pronuncia la parola intifada — non si dimenticano facilmente i morti dell'ultima guerra, 4.500 civili palestinesi, 500 cittadini israeliani e 140 kamikaze —, ma è quel che si vede in fondo, in caso di fallimento. Due leader deboli, un obbiettivo enorme. Il presidente palestinese si porta a Washington vecchie mappe del '67. Il premier israeliano non si porta Lieberman: al suo posto un avvocato, Yitzhak Molcho. Giovedì sera, il pranzo di gala comincerà un po' più tardi sul solito cerimoniale, per rispetto del Ramadan. Alla Casa Bianca ci sarà un'altra sedia vuota, quella di Lady Ashton, la «ministra» europea che ha preferito una missione in Cina. Un'assenza molto criticata, anche questa. E che dice molto su quel che ci si aspetta.

Francesco Battistini © RIPRODUZIONE RISERVATA

Love Parade La strage di luglio

I video di Duisburg accusano la polizia DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

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BERLINO — La triste «guerra delle ricostruzioni» per stabilire di chi sia la responsabilità principale della strage della Love Parade di Duisburg, nella quale persero la vita 21 persone lo scorso 24 luglio, ieri ha fatto un salto di qualità. Gli organizzatori della manifestazione hanno messo online la registrazione tratta dai video del circuito chiuso interno: sono 22 ore di filmati e a un certo punto si vede la polizia che forma tre cordoni per bloccare gli accessi (e le uscite) al luogo della manifestazione. Secondo il responsabile dell'organizzazione dell'evento, Rainer Schaller, furono quei tre blocchi a provocare l'assembramento, il panico che ne seguì e le morti. Nei filmati si vedono in effetti file di poliziotti che bloccano l'accesso al fiume di persone in arrivo e che ormai avevano imboccato i tunnel che portavano alla rampa d'ingresso del piazzale in cui era in corso il concerto. A un certo punto, uno dei tre cordoni viene meno e una massa di persone si riversa verso gli altri due: avviene a quel punto uno scontro colossale, tra chi è bloccato, chi vuole entrare, chi vor-

rebbe uscire. La pressione cresce e la situazione finisce fuori controllo. Su queste basi, Schaller ha detto di sentirsi sì addosso una responsabilità morale per avere organizzato la Love Parade, ma ha indicato la polizia come responsabile fattuale della tragedia.

D. Ta. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il tunnel Strage Alcune scene del video diffuso dagli organizzatori della Love Parade del 24 luglio a Duisburg. La polizia tedesca è accusata di aver bloccato il deflusso dal tunnel (freccia), provocando la calca in cui sono morti 21 giovani

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Esteri 17

Corriere della Sera Martedì 31 Agosto 2010

La doppia crisi La Casa Bianca inizia a parlare di un secondo piano di stimolo per l’economia fatto di interventi chirurgici

Obama: tagli alle tasse per la classe media Annunciati anche sgravi fiscali alle piccole imprese per creare nuovi posti di lavoro MILANO — Il prossimo momento della verità arriva venerdì, con l’uscita messa in calendario dal dipartimento del Lavoro. Per allora, sono ormai in molti a prevedere che la curva della disoccupazione negli Stati Uniti invertirà la sua direzione dell’ultimo anno e tornerà a salire: appena una frazione di punto, dal 9,5% al 9,6%, ma mai un decimale aveva avuto nel passato recente un simile peso politico. Mentre la ripresa americana svapora, Barack Obama è sempre più sotto pressione a Wall Street, negli ambiti della destra repubblicana e anche fra i sindacati. Tutti aspettano da lui un’iniziativa che permetta all’America di reagire alla deriva che da qualche mese sembra averle fatto perdere la via della crescita dopo la grande recessione del 2009. È questione di psicologia più che di pura contabilità, e il presidente ci prova: ieri al rientro dalle vacanze, nel Rose Garden della Casa Bianca Obama ha iniziato a parlare di un nuovo piano di stimolo per l’economia. Non sarà niente di simile al piano da oltre 800 miliardi che ha sospinto la prima fase della ripresa dal 2009 in poi. Con il deficit a livelli greci (al 10% del Pil quest’anno) e il debito quasi a livelli italiani (al 100% del Pil nel 2012), l’amministrazione non può spendere un solo dollaro in più senza rischiare la sanzione dal mercato e quella delle urne al voto congressuale di midterm a novembre.

L’intervista

Piuttosto, Obama punterà su interventi chirurgici là dov’è possibile creare più posti di lavoro in meno tempo: sgravi fiscali alle piccole imprese che assumono, aliquote più basse ai ceti medi che fanno shopping, nuovi incentivi agli investimenti nelle energie pulite. «Con la mia squadra di economisti lavoriamo duro per identificare misure supplementari che possano realmente fare la differenza», ha detto Obama ieri nel Giardino delle Rose.

Il problema politico, è che la sua stessa squadra di economisti dà segni di scollamento. Dei nomi di punta della nuova Casa Bianca, in 18 mesi due su quattro se ne sono andati: prima il responsabile del Bilancio Peter Orszag, poi la consigliera economica Christina Rohmer. Restano in prima fila il segretario al Tesoro Tim Geithner, considerato dalla sinistra democratica troppo vicino a Wall Street, e il superconsigliere Larry Summers. L’autore del piano di stimolo

da 800 miliardi del 2009 è proprio Summers, ma ora è chiaro che la colossale somma impegnata allora non basta più. L’economia è più debole e squilibrata di quanto lo stesso Summers credesse. Di quel suo pacchetto sono stati iniettati nel sistema già due terzi dei fondi, ma già solo l’idea che la trasfusione finirà presto sta di nuovo frenando l’America. L’inflazione sta cadendo perché ci sono più beni e servizi in offerta che soldi per comprarli, e i tassi d’interesse a lungo termine sono ai minimi. In molti, a partire da premio Nobel Paul Krugman, temono un destino di deflazione alla giapponese: quando il debito è alto e i prezzi cadono, le imprese smettono di investire e assumere e il potere d’acquisto dei consumatori crolla, alimentando nuova deflazione. In più, la fine degli sgravi sui mutui ha riportato alla paralisi il mercato immobiliare. Le banche non prestano, le case non si vendono e dunque si svalutano, nuove famiglie fanno default creando nuove sofferenze bancarie: il ciclo tossico rischia di ripartire. È la sfida di Obama per suo il secondo biennio. Dovesse perdere il controllo del Congresso a novembre, ogni misura da ora in poi andrebbe negoziata con i Repubblicani. Ma nessuno meglio di loro sa che è meglio sfidare alle presidenziali un inquilino della Casa Bianca quando l’economia è fuori giri.

Ombrello Il presidente americano Barack Obama copre la first lady Michelle con l’ombrello durante una visita a New Orleans nel quinto anniversario dall’uragano Katrina

La polemica sulla nascita

«Non posso andare in giro col certificato sulla fronte» WASHINGTON — «Non posso passare tutto il tempo col certificato di nascita attaccato alla fronte». Il presidente americano Barack Obama, in una intervista alla Nbc, ha detto di non essere preoccupato delle false voci che continuano a circolare sulla sua presunta fede musulmana o sul fatto che non sarebbe un cittadino americano. «I fatti sono i fatti. Non intendo trascorrere tutto il mio tempo a preoccuparmi per questo. E non penso che gli americani desiderino che io passi il mio tempo a preoccuparmi per queste cose» ha detto Obama, che è di fede cristiana ed è nato ad Honolulu, nelle Hawaii.

Un recente sondaggio ha mostrato che il 18 per cento degli americani è ancora oggi convinto che Obama sia di fede musulmana. Il presidente, nella intervista alla Nbc, ha attribuito l'esistenza delle false voci «a una rete di disinformazione che nella nuova era mediatica è quasi costantemente all'opera», alludendo probabilmente alla campagna lanciata su Fox News da Glen Beck, l’anchorman ispiratore dei Tea Party. Lo stesso Beck ha detto ieri di ritenere che Obama si ispiri a una «visione diversa» del cristianesimo rispetto alla maggioranza degli americani.

Federico Fubini © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il guru ispiratore della sinistra Usa e internazionale

«La retorica del Tea Party può innescare la violenza» Podesta: una destra populista come in Europa ROMA — «Considero scandaloso che le stesse persone che contestano la costruzione di una moschea a Ground Zero, invocando l’argomento che non tiene conto dei sentimenti delle famiglie delle vittime, non trovino offensiva la presenza al Lincoln Memorial di Glenn Beck e Sarah Palin che, nell’anniversario del discorso di Martin Luther King, hanno preso in ostaggio il movimento dei diritti civili». John Podesta definisce «irresponsabili» i due tribuni della destra americana, che hanno rovesciato sull’Amministrazione Obama l’accusa di razzismo. E ammonisce che si «possa andare molto lontano, anche senza volerlo, nella retorica incendiaria, innescando emozioni che rischiano di condurre a esiti violenti». Ma si dice convinto che «nel lungo periodo, la società americana abbia gli anticorpi per reagire». L’ex capo di gabinetto di Bill Clinton, che ha poi guidato l’insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca, è in Italia per presentare l’edizione italiana del suo libro, L’America del Progresso, edito da Marsilio. Guru riconosciuto della sinistra internazionale, fondatore del Center for American Progress, la più importante fucina di quadri del Partito democratico, Podesta avrà anche una serie di incontri con i principali leader dello schieramento progressista, oltre a colloqui con alcuni imprenditori, fra i quali Luca di Montezemolo. In campagna elettorale Obama aveva promesso di superare la durissima conflittualità tra repubblicani e democratici, che ha paraliz-

Biografia

Insediamento John Podesta (foto) è l’ex capo di gabinetto di Bill Clinton e ha poi guidato l’insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca Libro È in Italia per presentare l’edizione italiana del suo libro, L’America del Progresso (Marsilio) Sinistra È il fondatore del Center for American Progress, la più importante fucina di quadri del Partito democratico

zato Washington negli anni di Clinton e di Bush. Oggi però la divisione tra i due schieramenti appare ancora più profonda e insanabile… «Sicuramente, la furia del dibattito politico è più intensa che in passato. Sin dal primo giorno dell’Amministrazione, c’è stata una decisione politica dei repubblicani: diventare il partito dell’opposizione totale, poiché il loro successo deve passare dal fallimento di Obama. Così il presidente per realizzare il proprio programma è stato costretto a scegliere se lavorare con i democratici, producendo risultati di parte, oppure cercare di andare incontro all’opposizione, rischiando di fallire. Ha cercato un difficile equilibrio e in termini generali, ha avuto successo, salvando la sostanza delle proprie iniziative. Ma così facendo è rimasto vittima di un paradosso: più entrava in negoziati di tipo tradizionale, per inseguire l’ultimo voto democratico o un solo voto repubblicano, più veniva associato ai meccanismi del Congresso, una delle istituzioni più invise agli americani. Non aveva altra scelta. Ma in tanti negli Stati Uniti sono rimasti delusi che Obama non

sia riuscito a cambiare come per magia la politica di Washington. All’incendio politico in corso ha molto contribuito la ferocia dell’opposizione più estrema, parlo dei Tea Party, non tanto alle politiche di Obama, quanto alla sua presidenza». E se Obama pagasse invece il fatto di voler imporre soprattutto sul piano culturale un’agenda che l’America rifiuta? «La campagna ha dimostrato ampiamente come Obama sia in linea con le posizioni e le aspirazioni della maggioranza. Il Tea Party è la punta più estrema di un movimento estremista, se guarda la percentuale di voti che esprime è veramente una minoranza. Ma fa rumore e produce una narrativa che fa sembrare il presidente non connesso con l’America e il suo popolo. Ciò che il pubblico vuole coincide largamente

con quello che il presidente sta tentando di fare: rimettere in marcia l’economia, creare lavoro, ampliare le coperture sanitarie, riportare ordine a Wall Street. Ciò che l’opinione pubblica sente invece è questo baccano, prodotto da una struttura politica estremista e ora amplificato da un gruppo di media apertamente schierati e partigiani, come Fox News». È un fatto però che nell’estate 2010, a due mesi dalle elezioni di Midterm, Obama vede il suo tasso di approvazione fortemente indebolito e fronteggia la prospettiva di perdite sostanziali a novembre sia alla Camera che al Senato. Perché? «In gran parte perché nonostante con le sue misure abbia evitato una recessione ancora più profonda, abbiamo ancora una disoccupazione

❜❜ ❜❜ ❜❜ Il Tea Party è la punta Il partito repubblicano La campagna ha di un movimento estremista ma, se si guarda la percentuale di voti, è una minoranza

farebbe bene a prendere pubblicamente e con più forza le distanze dal Tea Party

dimostrato come Obama sia in linea con le posizioni e le aspirazioni della maggioranza

al 10% e una ripresa che non incide nelle condizioni reali delle persone: 4 su 10 di quelli che non hanno un lavoro sono disoccupati da 40 settimane, la più alta percentuale del Dopoguerra. Ma questo per l’opinione pubblica non conta e l’argomento (legittimo) che poteva andare molto peggio non funziona. Fino a quando non ci saranno miglioramenti sul fronte del lavoro, il presidente sarà politicamente in difficoltà. Quanto alle elezioni di Midterm, l’opinione prevalente è che i democratici manterranno una ristretta maggioranza in ambedue le Camere. Alcuni osservatori indipendenti suggeriscono che al Congresso ci sia una remota possibilità di cambio di maggioranza. A mio parere ciò che conta è che egli abbia seguito con coerenza una strategia, avendo ereditato la più grave crisi dell’economia in 80 anni, due guerre, un disastro in politica estera. Sotto questo aspetto Obama fin qui ha avuto successo». C’è a suo avviso un fondo razzista nell’opposizione a Obama? «Non voglio generalizzare sul movimento anti-Obama, dicendo che nel suo nucleo la destra estremista che si oppone al presidente sia razzista. Ci sono sicuramente elementi razzisti al suo interno e il Partito repubblicano farebbe bene a prenderne pubblicamente e con più forza le distanze, ma credo che siamo in presenza di una destra dura e populista, qualcosa piuttosto familiare in Europa. Essenzialmente si rifiutano di accettare che il mondo sia cambiato e che la loro presa sulla realtà economica e sociale si sia allentata. Ma è un elemento marginale della società americana».

Paolo Valentino © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Martedì 31 Agosto 2010 Corriere della Sera

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Esteri 19

Corriere della Sera Martedì 31 Agosto 2010

Conquista Per la prima volta nella storia dell’ex colonia britannica, un indigeno entra nella Camera bassa. Ma c’è chi lo insulta

Il deputato aborigeno che sorprende l’Australia Ken Wyatt è stato eletto per il Partito liberale I suoi antenati appartenevano alle tribù Noongar, Yamatji e Wongi. Conoscevano le Vie dei canti e ascoltavano gli spiriti delle cose e degli animali. Anche Ken Wyatt, 58 anni, ha imparato da ragazzo il linguaggio segreto degli antichi abitanti dell’Australia. E ora, primo deputato aborigeno a entrare nella Camera bassa di Canberra, avrà l’occasione di far ascoltare la voce di mezzo milione di cittadini «dimenticati» per decenni dal Paese del perenne miracolo economico. Eletto per il Partito liberale di Tony Abbott in un distretto marginale, Hasluck, alla periferia di Perth, nell’Australia Occidentale, Wyatt porta un nome «da bianco» e un viso che tradisce rimescolamenti genetici: sua mamma — cresciuta in una missione dopo essere stata strappata alla famiglia — era una mezzosangue. Lui oggi convive con Anna-Marie Palermo, un’australiana di origini italiane e, a dicembre, si sposerà proprio nel nostro Paese. Ma, per il momento, si gode l’inaspettato successo, decisivo per il suo partito, che ha proprio un seggio in più, 73 contro 72, dei rivali laburisti guidati dalla premier Julia Gillard, Julia la Rossa. «Fra 50 anni — ha dichiarato, sorridendo, Wyatt — gli storici cercheranno di capire com’è che Hasluck avesse scelto un candidato indigeno. E cosa scopriranno? Che gli elettori mi hanno voluto, molto semplicemente, perché erano convinti di votare una persona che avrebbe rappresentato i loro interessi. Ed è esattamente quello

La vicenda

Voto Ken Wyatt, 58 anni (al centro nella foto), è stato eletto nel distretto di Hasluck, alla periferia di Perth (Australia Occidentale) per il Partito liberale. Wyatt è il primo aborigeno australiano a diventare deputato Elezioni L’Australia ha votato il 21 agosto scorso per rinnovare la Camera bassa ma dalle urne è uscito un Parlamento «bloccato». Il Partito laburista, al governo, ha ottenuto 72 seggi e i liberali 73, quando la maggioranza è di 76. Saranno decisive le trattative con gli indipendenti (4) e l’unico Verde

che intendo fare». In un Parlamento «bloccato» dove la maggioranza richiesta per governare è di 76 seggi, il destino dell’esecutivo resta appeso alle trattative con i quattro indipendenti e l’unico verde. Così Ken Wyatt emerge come una felice anomalia in un’Australia non proprio abituata a un clima post-elettorale tanto incerto. Vero che altri due aborigeni, Neville Bonner, scomparso nel 1999, e Aden Ridgeway, erano stati eletti al Senato federale in passato. Ma la Camera alta è per lo più

di rappresentanza. Il vero potere, compreso quello di sostenere un governo, è riservato ai deputati. Dunque il tabù rotto da Wyatt è davvero significativo. Ed è sottolineato dalle lettere di insulti e d’odio da lui ricevute. «Alcuni elettori — ha raccontato — mi hanno scritto una frase molto semplice: "Se avessi saputo che eri un aborigeno, non ti avrei votato". Intendiamoci: è una vita che mi sento dire queste cose. È ora di andare avanti, di pensare al futuro e all’Australia che vogliamo co-

Tribù Gli antenati di Ken Wyatt appartenevano alle tribù Noongar, Yamatji e Wongi

Lettere Alcuni gli hanno scritto: «Se avessi saputo che eri un aborigeno, non ti avrei votato»

struire». Il lavoro non manca. Wyatt, per quanto in parte bianco, è cresciuto insieme agli aborigeni tra gli anni 60 e 80, quando i diritti degli indigeni d’Australia erano pochi, e i torti subiti molti. I «veri» abitanti dell’Australia — almeno fino al un referendum popolare del 1967 — erano «invisibili» al resto dei cittadini: discriminati sul lavoro, a scuola, erano limitati nel movimento e relegati in «riserve» sempre più strette, proprio loro che avevano attribuito un nome — anzi, un «sogno», come racconta la loro tradizione — a ogni singola manifestazione (oggetto o animale) del Creato. Per almeno 50 anni, dal 1910 al 1960, le autorità hanno strappato decine di migliaia di bambini, molti di sangue misto, alle famiglie d’origine, per dar loro un’educazione «bianca» e «trasformarli» in australiani. Definiti la «generazione perduta», questi aborigeni — tra i quali la madre di Ken Wyatt — hanno faticato non poco per ritrovare un equilibrio nella loro identità spezzata: non bianchi, non indigeni. Oggi, con l’elezione di uno di loro alla Camera dei deputati, l’Australia fa un passo in più verso il riconoscimento della complessità della sua Storia. Un passo significativo che segue le «scuse formali» dell’ex premier Kevin Rudd, pronunciate nel febbraio di due anni fa e finalmente recepite in un atto vero di riparazione che pure si è concretizzato grazie a soli mille voti di differenza. Ma Wyatt resta ottimista: «Sono fiero delle mie origini e felicissimo di essere il primo rappresentante aborigeno nella Camera bassa. Ma, sia chiaro: il mio lavoro sarà per tutti, sarà per l’Australia».

Paolo Salom © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Martedì 31 Agosto 2010 Corriere della Sera

Cronache Roma Il caso al Policlinico Casilino. Il primario: falso. Indaga la Procura

Un’altra lite in sala parto Muore un neonato a Roma La madre: diverbio sui tempi del cesareo, poi ritardi nel soccorso ROMA — Una ginecologa che litiga con le ostetriche in sala parto a proposito di un cesareo, mentre la paziente è in preda alle contrazioni. Un neonato che riesce a strapparsi da solo il tubo con cui respira, il trasferimento (dello stesso neonato) in un ospedale più attrezzato richiesto forse con troppo ritardo. È successo nei giorni scorsi al Policlinico Casilino, un ospedale della periferia sud est della Capitale, il bambino è morto. Dei troppi punti oscuri della vicenda che ricorda almeno in parte quella di Messina, ma con un esito ancora più drammatico, si sta occupando la

magistratura. «Voglio almeno sapere perché mio figlio è morto, di cosa. E soprattutto se poteva essere salvato», piange e chiede Selene De Luca, 26 anni, madre di altre due bambine di 6 e 3 anni. La storia di Jacopo, così era stato chiamato il bambino, inizia alle 13 di giovedì 26 agosto. Sua madre è alla trentacinquesima settimana e ha già un cesareo programmato per il 7 settembre. Ma avverte forti contrazioni e va in ospedale con il marito. Il suo ginecologo lavora lì, ma è in ferie. Le applicano una flebo per tentare di ritardare la nascita, ma nel pomeriggio viene lo stesso porta-

ta in sala parto. Qui avviene la prima «stranezza»: «Per le ostetriche era il caso di operarmi subito, ma la dottoressa era contraria, voleva aspettare i colleghi del turno successivo, quello delle 21. Hanno discusso a lungo, è stato un diverbio piuttosto acceso», racconta ancora la mamma. Finalmente la ginecologa si fa convincere e Jacopo nasce alle 20.47. Piange, ma è cianotico, il padre si sente dire che «ha bevuto liquido amniotico sporco», segno di sofferenza fetale, «ma va tutto bene». Poco dopo però viene portato in terapia intensiva, intubato e sedato. «Ci hanno detto che

era per dargli un farmaco che lo avrebbe aiutato a sviluppare i polmoni», spiega ancora Selene. La mattina dopo però avviene un altro episodio decisamente poco chiaro: «La pediatra ci ha detto che Jacopo si era strappato il tubo da solo, ma che non era un problema perché per respirare gli bastava l’ossigeno pompato nell’incubatrice. Anzi gliel’avrebbero ridotto perché ne aveva sempre meno bisogno. Ma, mi chiedo, come fa un neonato di un giorno a togliersi un tubo dalla trachea?». Per tutta la giornata comunque i genitori visitano Jacopo ogni 3 ore e lo trovano in condizioni di-

In ospedale Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ieri a Messina e, a sinistra, l’assessore regionale Massimo Russo. A destra, nell’altra pagina, Matteo Molonia, padre del neonato

screte. La mattina dopo, il dramma: «Alle 6 sono andata da lui, volevo vederlo. Ma la pediatra mi ha detto che alle 3 aveva avuto una crisi respiratoria gravissima e che disperavano di salvarlo». Ma è solo alle 10 che dal Casilino parte un fax per il Bambin Gesù, l’ospedale pediatrico specialistico. E che non ci sia posto per Jacopo si sa soltanto altre due ore dopo, a mezzogiorno. Intanto le due pediatre, secondo la madre, discutono animatamente sul trasferimento: «Una diceva che lì non c’erano strutture adatte al suo caso, l’altra invece che non avrebbe sopportato lo spostamento». Alla fine un posto, ma al Policlinico Umberto I, si trova. Ma sono già le 13: Jacopo è ormai agonizzante e muore mentre lo trasferiscono dall’incubatrice all’ambulanza. In serata ha replicato il primario. «Siamo certi che il bimbo è deceduto per un problema di metabolismo — spiega Piermichele Paolillo — ma forse sono stati anche suggestionati da quanto accaduto a Messina. Non c'è stato nessun diverbio tra ostetriche, alle quali tra l'altro non spetta la responsabilità di decidere come intervenire in questi casi».

Se nascere diventa una patologia

di GIANNA FREGONARA

E’

difficile dire a questa mamma romana e alla mamma di Messina che ha visto i medici picchiarsi, che l’Italia ha uno dei migliori tassi al mondo per la sicurezza dei parti. È anche purtroppo vero che la media delle morti per parto in Sicilia è tre volte quella in Toscana e quella del Lazio una volta e mezza. Ma la nascita non è una malattia: esami, diagnosi, ecografie anche a 3D non hanno diminuito l’importanza della tecnica delle ostetriche e delle scelte dei ginecologi. Ce lo ha ricordato la settimana scorsa l’anestesista che con cesareo in ambulanza ha fatto nascere Marisol, dalla mamma morente. 150 anni fa a Vienna si scoprì che per abbattere le morti per parto bastava convincere i dottori a lavarsi le mani. E non fu affatto facile. Oggi in sala parto servirebbe solo un po’ di concentrazione.

Ester Palma

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In Francia

Violentata da cinque donne per una rivalità in amore LILLE (Francia) — Cinque ragazze, tra cui quattro minorenni, sono state arrestate per aver violentato un’altra donna, che avrebbe avuto la colpa di aver «rubato» il fidanzato a una di loro. Teatro della «spedizione punitiva», durata un’intera notte, la casa della donna, Saint Quentin nel dipartimento settentrionale della Piccardia. Secondo la prima ricostruzione, la maggiore del gruppo, una 27enne, ha organizzato tutto coinvolgendo le sue amiche tra i 14 e i 17 anni. Nella notte tra il 19 e il 20 agosto il gruppo ha ripetutamente abusato della vittima 29enne mentre il figlio di due anni era in casa.

Roma

Riciclaggio, giudizio immediato per l’ex senatore Di Girolamo ROMA — Si aggiungono anche i nomi dell’ex senatore del Pdl, Nicola Di Girolamo, e di Marco Toseroni, alla lista delle 38 persone che il 2 novembre dovranno comparire davanti alla 4a sezione del tribunale di Roma per essere processate, con rito immediato, per la vicenda del presunto maxi riciclaggio da due miliardi di euro. A disporne il giudizio è stato il gip Luisa Paolicelli. Oltre a Di Girolamo e Toseroni, quest’ultimo già braccio destro di Gennaro Mokbel, alla sbarra finiranno anche l’ex presidente di Fastweb, Silvio Scaglia, e l’ex amministrazione delegato Telecom Italia Sparkle, Stefano Mazzitelli. Tra i reati contestati: associazione per delinquere internazionale al riciclaggio.

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Cronache 21

Corriere della Sera Martedì 31 Agosto 2010

53%

In Sicilia la percentuale nel 2009 dei parti nei quali si è ricorso al cesareo

38%

In Italia la media dei parti cesarei L’obiettivo del ministero è ridurli al 20%

Il ministro in Sicilia Il padre del piccolo: spero che la visita non sia soltanto di facciata

Scuse di Fazio alla mamma di Messina Sospeso il primario del reparto. Al giovane ginecologo revocato l’assegno

❜❜

Il ministro Queste cose succedono in un humus particolare

MESSINA — Scuse e sanzioni. Il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha voluto personalmente incontrare la donna che giovedì scorso si è ritrovata in mezzo alla rissa scoppiata in sala parto al policlinico di Messina. «Una visita di solidarietà alla signora, al figlio e a suo marito — ha spiegato — un colloquio personale e riservato incentrato più sul futuro che sul passato». Ma allo stesso tempo ha annunciato la linea dura nei confronti dei protagonisti della rissa e del responsabile del reparto. Sospeso dall’attività il ginecologo Vincenzo Benedetto, ancora più severo il provvedimento a carico del collega Antonio De Vivo al quale è stato revocato «l’assegno di ricerca» di cui era titolare seppur ancora per pochi giorni. Tolleranza zero anche nei confronti del primario di ginecologia Domenico Granese, sospeso dalle funzioni per non aver saputo adeguatamente gestire il reparto. Provvedimenti che materialmente sono stati adottati dalla direzione genera-

le e dall’università su sollecitazione dell’assessore regionale alla sanità. «Quest’andazzo deve finire — sentenzia Massimo Russo col piglio dell’ex pm — e noi non possiamo andare a rimorchio della magistratura. Quando vengono ravvisate delle responsabilità si deve intervenire tempestivamente perché si capisca una volta per tutte che la musica in Sicilia è cambiata e noi ci stiamo mettendo la faccia». Linea dura che, ricorda Russo, potrebbe arrivare «sino al licenziamento in base a quanto previsto dal nuovo contratto». La Regione e i responsabili sanitari del policlinico avvieranno anche un’azione civile nei confronti dei medici incriminati per il risarcimento del danno

Le regole Il ministro Fazio ha annunciato delle «linee guida» per i ginecologi in sala parto

d’immagine a tutta la sanità siciliana. Per nulla intimorito dalle polemiche della vigilia (anche ieri il sindaco di Messina Buzzanca lo ha accusato di venire a fare «solo passerella») il ministro Fazio non ha fatto marcia indietro sul tema della qualità degli ospedali. «Se queste cose succedono qui è anche perché c’è un humus particolare». E ha fornito alcuni numeri: «Stiamo parlando di parti. La media Ocse accettabile di cesarei è di non oltre il 25%. In Italia siamo al 38%, in Sicilia al 53% e la Campania sfiora addirittura il 60%». Tuttavia ha apprezzato i recenti provvedimenti dell’assessore Russo per ridurre la proliferazione dei cesarei. Fazio annuncia anche delle «linea guida» per i ginecologi in sala parto. Per evitare che la legittima necessità di seguire i pazienti trasformi gli ospedali in succursali degli studi privati. Fazio ha poi voluto vedere il piccolo Antonio che è in terapia intensiva e non ha ancora potuto sentire l’abbraccio della mamma. Il

bambino sta bene anche se bisognerà attendere per valutare eventuali danni provocati dall’arresto cardiaco. Si è intrattenuto anche col papà Matteo Molonia al quale ha riservato un consiglio «si comporti meno da investigatore e più da marito». «Ma io sono un marito arrabbiato — ha replicato — per mia moglie e mio figlio». Intanto prosegue il lavoro della procura. Ieri il pm è andato in ospedale per un primo col-

loquio con Laura Salpietro. Nei prossimi giorni verranno ascoltati tutti i protagonisti di questa brutta storia che reagiscono in modo diverso. Si dicono amareggiati ma preferiscono non andare oltre i due medici coinvolti nella rissa. Non ci sta il primario Granese: «È un provvedimento ingiusto e inatteso. Ho fatto il mio dovere fino in fondo e pago adesso per colpe non mie».

A. Sc. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il direttore generale Giuseppe Pecoraro

Il manager del policlinico: troppi abusivi in corsia, ignorate le mie denunce MESSINA — «Il colmo di tutta questa brutta storia è che io sono stato informato solo qualche ora prima che la notizia finisse sulle agenzie di stampa. Giovedì mattina due medici si prendono a cazzotti in un reparto dell’ospedale di cui io sono responsabile e il primario me lo comunica solo venerdì sera, quando la notizia era già arrivata ad alcuni media. Ma le pare normale?». L’interrogativo resta sospeso a mezz’aria per qualche minuto. Il tempo necessario perché Giuseppe Pecoraro prenda fiato e si dia da solo la risposta. «È chiaro che non è normale. Come non sono normali le tante cose che in questi anni ho visto in quest’ospedale. Per la verità dopo il primo anno ero certo che sarebbero arrivate anche le minacce esplicite e magari qualche busta con i proiettili. Fortunatamente non è avvenuto. Piuttosto hanno cercato di fermarmi con le intimidazioni sotto traccia, la calunnia o gli ammiccamenti. In questi anni ho stretto tante mani e troppe volte mi sono sentito passare il pollice sul polso, tipico gesto per tastare la mia eventuale affiliazione massonica. Questa è Mes-

sina e il policlinico è solo lo specchio fedele della città con i suoi pregi e difetti». Giuseppe Pecoraro è un ex funzionario regionale che si è fatto le ossa guidando il Policlinico di Palermo. Tre anni fa è stato catapultato a Messina prima come commissario e poi come direttore generale. Un passato di simpatie politiche a sinistra, è stato anche vicino a Leoluca Orlando. Proprio il presidente della Commissione errori sanitari che ieri ne ha in qualche modo chiesto le dimissioni. «Non ho nulla da rimproverarmi — ribatte — e comunque se l’assessore lo dovesse ritenere opportuno sono pronto a fare le valigie. Ritengo che quello di Orlando sia solo un attacco personale di un ex amico». Piuttosto Pecoraro preferisce «spiegare concretamente» quel che ha fatto a Messina. «La mia missione era proprio cercare di mettere ordine in un tipo di struttura che, come tutti i policlinici, ha una gestione complessa in quanto in buona parte dipende dall’università». E questo in una città in cui il mondo accademico è stato il punto di snodo del cosiddetto «verminaio» ed è tutt’ora il cuore di

Il fatto

5 indagati Sono indagate 5 persone per la rissa al Policlinico di Messina (in alto a destra) che avrebbe ritardato il parto di Laura Salpietro, 30 anni, mettendo a rischio la salute della donna e del suo primo figlio

Il carpentiere di Viareggio Il ministro chiede garanzie per la famiglia della vittima durante l’esame

Autopsia sull’italiano nel carcere francese, interviene Frattini VIAREGGIO — Il giallo di Daniele Franceschi, l’italiano di 36 anni trovato morto in un carcere francese, si trasforma anche in polemica politica con uno scontro durissimo tra il portavoce dell’Idv, Leoluca Orlando, e il ministro degli Esteri, Franco Frattini. Orlando ieri ha accusato Frattini di essere «complice della morte» del giovane, e ha paragonato l’episodio a «un nuovo caso Cucchi». Il ministro ha replicato definendo «spregevoli» le parole pronunciate da chi «non perde occasione di mostrare la propria immagine indegna del ruolo di parlamentare». E poi ha spiegato che dal primo mo-

La vittima Daniele Franceschi, 36 anni, carpentiere, è morto nel carcere francese di Grasse. Era stato arrestato lo scorso marzo

mento la Farnesina si è interessata del caso e il console italiano a Nizza sta cercando di ottenere la presenza di un perito di fiducia della famiglia all’autopsia che si svolgerà stamani. Tentativo però finora fallito. La procura, su sollecitazione del console italiano, ha acconsentito alla presenza di due medici legali francesi (la prassi ne prevede soltanto uno) ma ha detto no alle richieste di far partecipare all’esame autoptico anche un medico italiano nominato dalla famiglia della vittima. Sul corpo di Daniele Franceschi non ci sarebbero «apparenti segni di violenza», fa in-

tanto sapere il dottor Arpia, procuratore di Nizza. Ma l’inchiesta non si ferma. Sono troppi i punti oscuri che probabilmente neppure l’autopsia di stamani riuscirà a chiarire completamente. Ed è per questo che la procura ha deciso di ascoltare tutto il personale del carcere e probabilmente anche qualche detenuto amico della vittima. «Anche se fosse esclusa ogni forma di violenza su Daniele Franceschi — spiega l’avvocato della famiglia della vittima, Jean François Gonzales — la direzione del carcere dovrebbe spiegare perché un giovane con sospetto infarto dopo un

elettrocardiogramma, che non è mai risolutivo, viene rispedito in cella da solo. Se con Daniele ci fosse stato un altro detenuto forse oggi sarebbe salvo». Insieme ai familiari della vittima, anche il console italiano a Nizza Agostino Chiesa Alciator aveva ricevuto a marzo, subito dopo l’arresto, una lettera di Franceschi. «Mi aveva chiesto di indicargli un avvocato francese e di aiutarlo a riscuotere un assegno di disoccupazione bloccato in Italia — dice il console — ma non mi aveva parlato di soprusi e minacce».

Marco Gasperetti

La rissa Secondo la ricostruzione del marito della donna, Matteo Molonia, la lita è nata tra il medico di turno e il ginecologo della moglie, «assegnista di ricerca» al Policlinico. Sopra, nella foto, il direttore generale Giuseppe Pecoraro

tutto il sistema di potere cittadino. Negli anni è stato crocevia di scandali di ogni tipo. Dalle varie parentopoli alla compravendita di esami, dagli omicidi fino al traffico d’armi. Pecoraro sostiene che già due anni fa avrebbe cominciato a mettere mano al fenomeno dei «troppi abusivi che frequentano le corsie ospedaliere». Dottorandi, specializzandi e borsisti universitari che «dovrebbero frequentare i reparti solo in relazione alla loro specifica attività di ricerca e non certo fare attività medica se non sotto il vigile controllo di un tutor». Come invece faceva il ginecologo Antonio De Vivo che è (anzi era perché gli è stato revocato) «assegnista di ricerca» e invece portava i suoi pazienti in ospedale e, secondo il medico con il quale ha fatto a cazzotti, è intervenuto autonomamente su Laura Salpietro. «A suo tempo sollecitai formalmente l’università a intervenire su questo fenomeno dilagante. Mentre io personalmente misi fine a una prassi ancor più sconcertante: quella dei volontari. Medici che venivano gratis in ospedale per poter gestire liberamente i loro pazienti fruendo di servizi e strutture dell’ospedale». Stando a quel che è successo giovedì scorso certe cattive abitudini forse non sono mai cessate. L’altro buco nero di questa enorme struttura sanitaria sono i costi. Pecoraro fornisce qualche esempio. «Io ho preso in mano un ospedale che pagava un milione e settecento mila euro l’anno per la vigilanza, che si esauriva nel controllo agli ingressi. Con una gara pubblica ho cambiato tutto portando i costi a 300 mila euro. Per aver fatto ciò si è scatenata l’ira di dio. Denunce anonime, attacchi sui giornali, convocazione della commissione viabilità del Comune. Mi hanno persino accusato di essere socio della nuova ditta». Altro capitolo i pasti: «Al Policlinico costavano 7 euro in più della media nazionale. Oggi arriviamo a risparmiare quasi un milione l’anno. E complessivamente abbiamo tagliato sprechi per 22 milioni l’anno. A conferma che la buona sanità costa meno». Nonostante ciò «questo resta un ospedale sfigato». In che senso? «Nel senso che certe sacche di inefficienza e malcostume finiscono per danneggiare il lavoro di tanti ottimi operatori. Si finisce per parlare delle liti in sala parto e non, per esempio, di uno dei migliori reparti di neurochirurgia d’Italia o delle attrezzature per la cura dei tumori uniche in tutto il meridione». Ecco perché Pecoraro non ha esitato a farsi interprete della linea della tolleranza zero. «Procederemo anche in sede civile perché l’ospedale venga risarcito per il gravissimo danno d’immagine che ha subito».

Alfio Sciacca

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22 Cronache

Martedì 31 Agosto 2010 Corriere della Sera

Slovacchia L’uomo aveva un fucile d’assalto e due pistole

Orrore a Bratislava Ex poliziotto di 50 anni stermina famiglia rom Sette morti, l’ipotesi del movente razziale DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

L’etnia

Il 10 % in Slovacchia Concentrati in 3 regioni In Slovacchia, la comunità rom è la seconda etnia più popolosa dopo quella ungherese.

Secondo stime, oscillano fra i 458 mila e i 520 mila ovvero il 10% della popolazione slovacca (5,4 milioni). Le regioni con più presenze sono: Kosice, Presov, Banska Bystrica

BERLINO — Un uomo di 50 anni ha fatto strage, ieri mattina, di una famiglia di rom in un quartiere alla periferia di Bratislava, la capitale della Slovacchia. Armato di un fucile d’assalto modello 58, di due pistole e di otto caricatori, ha fatto sette morti — cinque donne e due uomini — e 14 feriti, nove dei quali ricoverati in ospedale. Al momento, non si sa se la ragione del massacro sia di origine razziale oppure se l’omicida, che secondo la polizia si è poi suicidato, fosse mosso da desiderio di vendetta o fosse in preda a un attacco di follia. Le autorità di Bratislava stanno cercando di identificare l’uomo e di risalire alle motivazioni che lo hanno spinto. Prima di indicare nella violenza razzista le cause del massacro vogliono essere certe: la questione rom è delicatissima in Slovacchia ed è al fondo di numerosi scontri sociali e politici degli ultimi anni. Per ora, governo e polizia si sono rifiutati persino di fornire l’identità dell’omicida,

L’inchiesta

Scene da una strage Sopra, la sequenza della strage ripresa da un videoamatore. A destra, i parenti scossi. Più a destra, in alto, la polizia porta via uno dei cadaveri

secondo alcuni testimoni un ex poliziotto. La cosa certa è che la strage è stata cercata e che, quasi sicuramente, le vittime non sono casuali ma individuate in precedenza. Il massacro è avvenuto vicino al centro di Devinska Nova Ves, una cittadina di industrie automobilistiche, parte del comune di Bratislava, sulle rive del fiume Morava, al confine con l’Austria. Verso le dieci del mattino — hanno detto la polizia e alcuni testi-

moni — l’uomo è entrato in una casa prefabbricata, vicino a un supermercato e a un asilo infantile. Ha fatto irruzione in un appartamento dove si trovavano quattro donne e un uomo e li ha uccisi. Un altro uomo, probabilmente un famigliare, sarebbe stato freddato sull’ingresso di casa. Poi, uscendo, ha iniziato a sparare come per farsi strada e aprirsi una via di fuga terrorizzando tutti: avrebbe anche aperto il fuoco contro le finestre di alcune abitazioni. Ha

così ferito una serie di passanti e una donna che casualmente si trovava su un balcone e che nel tardo pomeriggio è poi morta. Anche un bambino di tre anni risulta essere tra i feriti.

Il suicidio del killer La polizia ha circondato rapidamente l’omicida che si sarebbe poi tolto la vita

La polizia è arrivata con una certa velocità, pare, e lo ha presto circondato. Vistosi perduto, l’uomo si sarebbe sparato: così ha detto il presidente della polizia Jaroslav Spisiak. In serata, il ministro dell’Interno slovacco, Daniel Lipsic, ha confermato in televisione che la famiglia presa di mira era di origine rom, ma non ha aggiunto altro. Marta Vozbranukova, maestra dell’asilo nelle vicinanze, ha detto di avere visto l’uomo armato entrare nella casa e, dopo

un momento, un altro uomo, un rom, che scappava di corsa fuori dall’appartamento. Quest’ultimo è poi caduto a terra e l’omicida gli avrebbe tirato altri due o tre colpi. «Dopo, l’uomo ha cominciato a sparare nella strada», ha aggiunto. Le autorità slovacche sono molto prudenti nell’indicare le ragioni che hanno mosso il pluriomicida. Se risultasse che ha ucciso per odio contro la popolazione gitana, nel Paese si aprirebbe una polemica politica forte, probabilmente si rischierebbero scontri. I rom, infatti, in Slovacchia sono una minoranza cospicua, 430 mila su una popolazione di nemmeno cinque milioni e mezzo, e le tensioni nei loro confronti sono fortissime. In molte città sono stati costruiti muri per separare le loro abitazioni e i loro accampamenti da quelli degli slovacchi e durante le elezioni dello scorso giugno alcuni manifesti di propaganda del Partito nazionale, xenofobo, scrivevano, sopra il corpo di un rom seminudo, «Non diamo da mangiare a chi non vuole lavorare».

Danilo Taino © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il 13 per cento delle ordinanze emesse in base al decreto Maroni riguarda questa problematica. Sanzioni anche ai clienti

Prostitute in strada, il federalismo delle multe Manca la legge nazionale, si attrezzano i Comuni. Bergamo: stop al «turismo sessuale» dei vicini MILANO — In attesa di quello fiscale, si radica il federalismo etico. Sempre più trasversale. Oggi a Genova sarà presentata l’ordinanza che vieta di «esercitare con qualunque modalità l’attività di meretricio» firmata dal sindaco Pd Marta Vincenzi. A giorni l’omologo Pdl Franco Tentorio darà il via al provvedimento contro prostitute e clienti di Bergamo. Era trasversale anche l’asse dei Comuni di Milano, Rimini, Modena, Bologna, Verona, Padova, Olbia e Vicenza che nel 1998 cominciò a studiare iniziative antesignane del decreto 5 agosto 2008 di Roberto Maroni contro «i comportamenti che possono offendere la pubblica decenza». L’ultima, dunque, è Marta Vincenzi. Dal 25 settembre multerà uomini e donne, fino a 500 euro ciascuno, all’insegna della tutela del decoro urbano. «Ci muoviamo in assenza di una legge. Il disegno del ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna ancora giace in Parlamento. La prostituzione in Italia non è un reato. Non pensiamo di risolvere noi il problema, ma speriamo almeno di arginarlo, come è successo ad altre amministrazioni che hanno preso l’iniziativa» spiega l’assessore alla Città sicura di Genova Francesco Scidone. Tra i pionieri, dodici anni fa, c’era Flavio Zanonato (Ds), oggi di nuovo sindaco di Padova con il Pd, che è anche il delegato dell’Anci sulle questioni di sicurezza urbana

Le deleghe ai sindaci con il decreto Maroni

1 Genova Marta Vincenzi

Il decreto del 5 agosto 2008 firmato dal ministro dell’Interno Roberto Maroni dà ai sindaci facoltà di intervenire contro le situazioni di degrado urbano

Contro lo spaccio e la prostituzione

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Il sindaco interviene per prevenire e contrastare le situazioni che favoriscono l’insorgere di fenomeni criminosi, come lo spaccio di droga e lo sfruttamento della prostituzione

ed è stato ovviamente tra i primi a convertire le misure antitraffico con cui si mascheravano gli interventi per le prostitute nell’ordinanza contro chi offende la pubblica decenza. Dice: «L’obiettivo non è tanto colpire la prostituzione, perché è un fenomeno contro il quale spero intervenga lo Stato, quanto il disturbo e il degrado che crea. Noi sanzioniamo entrambi, clienti e meretrici, con una pena pecuniaria massi-

Tutte le offese alla pubblica decenza

No all’intralcio della pubblica viabilità

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Via libera contro le situazioni che costituiscono intralcio alla pubblica viabilità o che alterano il decoro urbano, in particolare l’illecita occupazione di suolo pubblico

ma di 500 euro, che si riduce a 200 se si paga entro tre giorni. Il fenomeno è stato ridotto perché il timore di ricevere a casa una notifica si è rivelato il miglior deterrente». L’Associazione nazionale dei Comuni italiani ha calcolato che un anno dopo l’approvazione del decreto Maroni sono state emesse 788 ordinanze in materia di sicurezza urbana. Il 13% ha disciplinato proprio la prostituzione, che è risultata il tema prevalente delle delibere

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Bergamo Franco Tentorio

Il decreto contrasta la prostituzione o l’accattonaggio molesto, che possono offendere la pubblica decenza anche per le modalità con cui si manifestano

in Lombardia, Veneto, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Campania e Calabria. Peraltro, è proprio perché i Comuni dell’hinterland cittadino avevano già preso provvedimenti che il sindaco di Bergamo ha dovuto decidere di firmare a sua volta un’ordinanza ad hoc. «Ormai i clienti venivano tutti qui. Bisognava ridurre questo via vai. L’ufficio competente sta elaborando il testo, appena è pronto lo firmerò» spiega. A Milano, dove ogni notte tre pattuglie hanno il compito di vigilare sui marciapiedi, da gennaio a oggi sono stati multati dai «ghisa» 1.161 clienti e 4.648 prostitute. «Ma non è possibile che siamo ancora fermi alla legge Merlin» protesta il vicesindaco Pdl Riccardo De Corato. Più che un modo di fare cassa, le ordinanze non sono altro che un tentativo, dal basso, di contenere la diffusione del mestiere più antico del mondo. A Brescia c’è «divieto di contrattare o concordare prestazioni sessuali su tutto il territorio comunale» (sanzione 500 euro). A Parma 300 euro di multa a chi «arreca disturbo ai condomini, ha comportamenti che turbano la convivenza civile e offendono la pubblica decenza» (vale pure per i clienti). A Zola Predosa, 18 mila abitanti alle porte di Bologna, il sindaco Pd Stefano Fiorini ha proibito di «prendere contatti verbali con dette persone» (le «lucciole»), la multa è di 300 euro. Venezia, Vicenza: la tolleranza verso è la stessa, zero. Prima abbozzata con i 36 euro di multa previsti per «divieto di fermata», diventati ora 500 per chi «offende la pubblica decenza».

Elvira Serra © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cronache 23

Corriere della Sera Martedì 31 Agosto 2010

A «Parolario» Sospeso l’incontro sulla presentazione dei presunti Diari di Mussolini. Il senatore se ne va scortato

L’opera discussa

Cori e slogan, Dell’Utri non può parlare

Contestato a Como. Dalla platea: «Mafioso». E lui: «Non mi impressiono» Tensione A sinistra, Marcello Dell’Utri, sul palco di «Parolario», si rivolge alle persone che lo stanno contestando. Il senatore del Pdl era intervenuto alla kermesse letteraria comasca per presentare i presunti Diari di Mussolini (Fotogramma)

DAL NOSTRO INVIATO

COMO — Doveva presentare in anteprima nazionale i presunti diari di Benito Mussolini. Non ha fatto neanche in tempo ad aprire bocca. Ospite della rassegna libraria «Parolario» a Como, Marcello Dell’Utri, senatore del Pdl, condannato in Appello a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, è stato ferocemente contestato da un centinaio di persone al grido di «mafioso» e ha dovuto abbandonare il palco scortato dalla Digos. «È un vulnus alla libertà dell’individuo — ha commentato a caldo il senatore —. Se questi sono i signori che vogliono prendere in mano il Paese siamo messi davvero male». L’incidente era nell’aria. Da giorni su Facebook circolavano messaggi inquietanti che invitavano a presenziare in massa alla kermesse letteraria per contestare Dell’Utri. Tanto che lo stesso senatore, che ha un domicilio a Torno, vicino a Como, aveva rinunciato a presenziare all’inaugurazione di sabato. Ieri, fuori e dentro il tendone del «Parolario», l’atmosfera si è subito riscaldata. Un volantinaggio serrato all’esterno. Con l’Anpi di Como, l’associazione dei partigiani, che criticava senza mezzi termini gli organizzatori per aver invitato l’esponente del Pdl «già condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e noto per le sue numerose dichiarazioni a soste-

gno del fascismo e di Mussolini». L’altro, sotto la sigla collettiva di Comitato per la difesa della costituzione, è sintetizzabile così: «I nostri eroi non sono i personaggi condannati per mafia come Vittorio Mangano, stalliere ad Arcore, ma don Puglisi, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Libero Grassi, Emilio Alessandrini, Carlo Alberto Dalla Chiesa». Il tempo che Armando Torno, giornalista del Corriere della Sera, introducesse gli ospiti (oltre a Dell’Utri, il vicedirettore della Provincia di Como, Antonio Marino) e subito si è scatenata la bagarre. Dalla platea si sono alzati gruppi di persone

urlando insulti e sollevando striscioni. Il più gentile: «Marcello, baciamo le mani». C’è chi ha rispolverato slogan degli anni 70, tipo «lotta dura senza paura». Chi è entrato più nei dettagli e ha minacciato un «vieni fuori che il processo te lo facciamo noi». C’erano anche sette ragazzi, ognuno con una lettera sulla maglietta. Quante bastavano per comporre le parola «mafioso». La Digos li ha fermati per individuarli. Accanto al centinaio di contestatori c’era anche chi voleva ascoltare la lettura dei diari e applaudiva Dell’Utri. Sono volati spintoni. Alle 18 e 35, senza che il senatore del Pdl riuscisse a prendere la paro-

la, la manifestazione è stata interrotta. Dell’Utri è stato scortato all’uscita dalla polizia. «Siamo sconfitti tutti — attacca Glauco Peverelli, presidente di Parolario — noi organizzatori ma anche i manifestanti e la loro protesta strumentale». Dell’Utri alla fine non se la prende più di tanto: «Sono qui a cena a Como, fumando un bel sigaro. Queste cose non mi impressionano. E mi hanno già chiesto di ripetere la presentazione dei diari nei prossimi giorni».

Maurizio Giannattasio (Ha collaborato Anna Campaniello)

I documenti Tre anni fa Marcello Dell’Utri dette la notizia della scoperta dei «Diari di Mussolini» (saranno pubblicati da Bompiani in novembre). Li avrebbe scoperti nelle sue vesti di bibliofilo Discussi I diari sono stati contestati da alcuni storici per la mancata prova dell’autenticità, sempre rivendicata dal senatore Dell’Utri: «Nessuno potrà mai provare l’autenticità ma nessuno potrà mai affermare che sono falsi» I manoscritti sono diventati sei e corrispondono agli anni 1935-1942 Gli eredi I 12 eredi Mussolini che si sono accordati con Bompiani per la pubblicazione rappresentano la seconda e terza generazione A teatro Dell’Utri ha cominciato la lettura pubblica dei «Diari di Mussolini» nell’agosto 2009 al Teatro di Verdura di Milano

La scritta Un gruppo di contestatori espone lo striscione con la scritta: «Marcello, baciamo le mani». Contro Dell’Utri è stato anche scandito il coro «mafioso, mafioso»

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L’anniversario Proiezione ricordo dell’uomo e del film, presentato nel 2000 a Venezia

I turisti nella pizzeria di Impastato a dieci anni dai «Cento passi» Nel locale A sinistra, Giovanni Impastato nella pizzeria che gestisce a Cinisi, vicino a Palermo. A destra, il fratello Peppino, che fu ucciso dalla mafia nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978. La sua figura fu celebrata nel film «I cento passi»

DAL NOSTRO INVIATO

CINISI (Palermo) — Sta ormai nelle guide turistiche la pizzeria di Peppino Impastato, allora un po’ bottega, un po’ ristorante, oggi pure libreria e museo della memoria. Potenza di un film come i «Cento passi» che fece conoscere la storia di quel martire antimafia dilaniato dalla messa in scena di un attentato terroristico per celare un brutale massacro mafioso. Un film presentato il primo settembre del 2000 alla mostra di Venezia. E per celebrare dieci anni di proiezioni, dibattiti e processi, preceduti da obliqui depistaggi istituzionali, domani la stessa pizzeria gestita dal fratello, Giovanni Impastato, diventa cinema all’aperto. Per rivedere il film con il regista Marco Tullio Giordana e gli attori, da Luigi Lo Cascio che interpretò Peppino, a Gigi Burruano e Tony Sperandeo, da Paolo Briguglia a Claudio Gioè a Lucia Sardo che diede voce e anima alla madre, Felicia Impastato, vera eroina nella vita, schierata fino a quando non se ne è andata a 84 anni contro la sua stessa famiglia mafiosa, testimone al processo col dito puntato contro il boss che un tempo dominava dalla dimora a cento passi dalla sua casa, «don» Tano Badalamenti. Ci saranno magistrati e scrittori, militanti e intellettuali del Centro Impastato, i vecchi amici di Peppino e la pizzeria rivivrà come agorà antimafia. Proprio come acca-

de spesso in estate su questo giardino fra ulivi e fichidindia, a due passi da Cinisi, sulla statale. Perché qui si presentano libri, si esibiscono nuovi gruppi musicali, si fa festa per inaugurare una cooperativa costruita su beni confiscati alla mafia o per brindare alla nuova bottiglia dei «Cen-

to Passi», un buon rosso tirato fuori dai vigneti sequestrati a Riina, Brusca e Provenzano. Doveva essere annullata la memoria di chi aveva osato sbeffeggiare Cosa nostra. Facendo passare Peppino per terrorista e facendone trovare i resti dilaniati sui binari il 9

Sul grande schermo Luigi Lo Cascio e Claudio Gioè nei panni di Peppino Impastato e Salvo Vitale ne I cento passi di Marco Tullio Giordana (2000)

gennaio del ’78, lo stesso giorno di Moro. «Doveva finire tutto e non se ne doveva parlare più» commenta Giovanni Impastato ricordando più di una strana coincidenza: «I carabinieri depistarono le indagini sul massacro e nessuna ne fecero sull’incidente stradale nel quale era morto no-

stro padre». E ce n’era materia da approfondire, perché la morte di quel padre col «figlio nato storto» era forse il via libera per tappare la bocca a chi s’era inventato «Radio Aut» sbeffeggiando i padrini, a cominciare da Badalamenti chiamato «Tano Seduto», il vero padrone del municipio

Il Pd

«Caso Spatuzza, Mantovano torni in Antimafia» ROMA — Si svolgerà probabilmente nel prossimo autunno l’udienza davanti al Tar del Lazio del ricorso proposto dai legali di Gaspare Spatuzza per l’annullamento della decisione adottata dalla Commissione del Viminale sui pentiti, presieduta dal sottosegretario all’interno Alfredo Mantovano, che ha rifiutato di ammettere il boss al programma di protezione. La notizia

del ricorso, anticipata ieri dal Corriere, ha riacceso il dibattito politico sulla vicenda, con le opposizioni all’attacco. Il senatore Luigi Li Gotti (Idv) ha definito la decisione della commissione (che risale al giugno scorso) «manifestamente frutto di una scelta politica faziosa e asservita al potere berlusconiano». Il Pd ha fatto sapere che chiederà una nuova audizione

del sottosegretario in commissione antimafia. In difesa della decisione della commissione e del sottosegretario sono scesi in campo il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto e il vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato Gaetano Quagliariello, i quali hanno parlato di intimidazioni nei confronti del Tar del Lazio. © RIPRODUZIONE RISERVATA

di Cinisi storpiato nelle battute via etere in «maficipio». Se non finì tutto il merito è anche del film prodotto da Fabrizio Mosca e scritto da Claudio Fava e Monica Zappelli che parlarono a lungo con mamma Impastato, commossa quando dopo la prima proiezione accarezzò il volto di Luigi Lo Cascio: «Hai fatto resuscitare mio figlio». E indicando a Giordana una foto di Peppino: «Da quando è uscito il film gli dico che nessuno è mai stato vivo come lui». Esile e determinata si presentò cinque anni dopo al processo parlando del depistaggio: «Terrorista, dicevano. Ma c’erano pietre insanguinate, usate per stordirlo, per abbatterlo, a cento metri dal posto in cui la mafia lo fece saltare in aria. Quelle pietre provai a darle io ai carabinieri. Ma risposero che era "sangue mestruale"... Pure il capitano Basile...». Un nome che diventa un macigno interno al pianeta antimafia. Perché a guidare

quelle indagini c’era pure il capitano Emanuele Basile ucciso due anni dopo a Monreale. Un martire. Ma pensa che sia arrivato il momento di aprire anche questa pagina Giovanni Impastato: «Purtroppo lavorò male pure Basile, in quel caso. Dove finirono le pietre insanguinate con cui cominciò il massacro? Il depistaggio è chiaro, preciso... E i responsabili non erano solo i mafiosi». Ecco uno dei temi che aggancia all’attualità dei depistaggi e delle trattative fra mafia e pezzi di istituzioni l’appuntamento del primo di tre giorni di rievocazioni da concludere nell’anniversario di Carlo Alberto Dalla Chiesa, ma cominciando domani pomeriggio dal corso di Cinisi, per entrare nella dimora di Badalamenti, frattanto confiscata agli eredi di «Tano Seduto», quella a cento passi da casa Impastato.

Felice Cavallaro © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Martedì 31 Agosto 2010 Corriere della Sera

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Cronache 25

Corriere della Sera Martedì 31 Agosto 2010

Il caso

Moda Sul Web

Dall’alpinismo alla vela, la ricerca di protagonisti sempre più giovani

Gucci, il nuovo sito e la sfilata «virtuale»

Le sfide dei giovani talenti

Vela e tuffi Sopra Abby Sunderland, velista sedicenne e, a destra, Tom Daley, campione d’Europa di tuffi nel 2008 quando aveva 15 anni

Arrampicatore A tredici anni, il californiano Jordan Romero, è stato il più giovane scalatore dell’Everest. Qui è in posa sulla vetta della montagna

La morte del pilota tredicenne Quando si rischia troppo presto I genitori silenti (o sostenitori) e i piccoli che si lanciano in sport estremi Dicono che conoscendo il mondo delle moto, non bisogna troppo stupirsi. Raccontano che Valentino ha cominciato a correre a sei anni, Lorenzo a cinque, Stoner a quattro o forse addirittura a tre anni, e così via. È normale: per diventare campioni a 16 o a 18 anni, come in tutti gli sport, bisogna cominciare da piccoli. È normale. «Moto racing is dangerous». il motociclismo è pericoloso. Ciò non toglie che per chi non ha mai frequentato i circuiti, la morte di un bambino di 13 anni in seguito a un incidente sulla pista di Indianapolis sia una di quelle notizie che lasciano sbalorditi e increduli. È successo, domenica, che Peter Lenz, un ragazzino di Washington, caduto dalla sua Honda Moriwaki 250 durante un giro di ricognizione della categoria Us GpRace Union, è stato travolto da un’altra moto ed è morto poco dopo. A niente è servito il massaggio cardiaco dei medici. Il padre ha dato l’annuncio un paio d’ore dopo su Facebook: «Peter è deceduto facendo quello che amava. Lassù correrà più forte». Qualcuno si è precipitato a commentare su un blog: «Coloro che si sono permessi di fare commenti sulla giovane età del centauro, oltre a essere degli imbecilli, probabilmente non conoscono nulla degli sport motoristici e farebbero bene a tenere la bocca chiusa». A bocca chiusa, si potrebbe postillare che già la parola «centauro» accostata a un bambino fa venire il capogiro, e che ci vuole una bella dose di pura follia per considerare normale che un ragazzino rischi la vita con il consenso di papà e mamma. Per quali oscure ragioni? Per appagare l’ansia di successo (e di denaro?) dei genitori (e di chi, se no?). Per soddisfare un’ambizione familiare che in passato è stata frustrata? Per semplice debolezza dell’autorità paterna e materna? «Per la sua passione», ribadiran-

Vittima

Indianapolis Peter Lenz, 13 anni, è morto domenica scorsa durante un giro di pista della sua categoria (Us Gp Race Union)

no quelli (proprio convinti o ipocriti?) che frequentano il circo delle moto, ma non vale la pena rispondere che anche le passioni, spesso, hanno qualcosa di insano, specie se vengono istillate, trasmesse, o banalmente assecondate in età troppo giovane. Certe volte, c’è da essere fieri della propria imbecillità di genitori prudenti. Tra l’iperprotettività dilagante nei confronti dei figli e l’incoscienza, la sconsideratezza, la temerarietà, la fierezza emulativa (chiamatela come volete), sarà lecito ritenere che esistono pure delle sfumature intermedie senza bisogno di passare per moralisti. E saranno moralisti anche quelli che si stupiscono nel constatare che domenica l’incidente di Peter non è bastato a interrompere la corsa?

Non è certo la prima volta che un adolescente guadagna la dignità della cronaca per un’impresa sportiva da persone adulte. Qualche settimana fa un altro tredicenne, californiano, più fortunato del povero Peter, si è conquistato inni di meraviglia e di gioia per aver scalato l’Everest polverizzando il record precedente di un nepalese di 16 anni. Il sogno di Jordan Romero era raggiungere la vetta più alta del mondo per staccarne un pezzetto di roccia, farne un ciondolo da portare per sempre al collo ed esibirlo ai compagni. Gli è andata bene, ha superato la cosiddetta «zona della morte» e i suoi genitori, alpinisti accaniti, ne vanno fieri, forse hanno coronato, pure loro, un sogno di gloria. Del resto, a dieci anni Jordan aveva già scalato il Kili-

L’annuncio su Facebook I medici tentano di praticare a Lenz un massaggio cardiaco ai bordi della pista Il ragazzo, caduto dalla sua moto durante una curva, è stato investito da un concorrente. Suo padre ha dato l’annuncio sul social network Facebook

Baby velista La quattordicenne olandese Laura Dekker è salpata, di recente, per compiere il giro del mondo in solitaria

manjaro, il McKinley e l’Aconcagua. Giunto sull’Everest, la foto del «ragazzo prodigio» avvolto nella bandiera americana, con il suo casco di capelli biondi sulla testa, ha fatto il giro del mondo. A proposito di giro del mondo. L’anno scorso la velista Laura Dekker, 14 anni, fu rintracciata nelle Antille olandesi e fermata dal Tribunale dei minori di Amsterdam che ritenne troppo rischioso il suo progetto di circumnavigare il pianeta e le impose di tornare a casa. Non potevano fermarla prima i suoi genitori, sia pure divorziati? Il padre era un suo «supporter», la madre si opponeva. L’impresa agognata da Laura, che nel frattempo è ripartita, è invece riuscita quest’anno a un diciassettenne inglese, Michael Perham, entrato nel Guinness dei primati per aver compiuto in solitaria il giro del mondo dopo aver passato nove mesi e mezzo in alto mare a bordo di una barca di 15 metri. Ma i record adolescenziali in vela non si contano: il nome del diciassettenne Zac Sunderland e quello dell’australiana sedicenne Jessica Watson non sono certo ignoti agli esperti della specialità. Il 10 maggio scorso alle quattro del pomeriggio, Jessica, dopo 210 giorni di viaggio, è stata accolta nel porto di Sidney da una folla festante di fans, compreso il primo ministro australiano. Fatto sta che fra i tredici e i diciassette anni c’è una bella differenza. E dà una fitta al cuore osservare su You Tube il filmato del piccolo (piccolo) Peter Lenz sorridente — la felpa arancione da bambino e un tutore alla gamba sinistra (probabilmente per una precedente frattura) — che spiega con voce infantile e allegra le ragioni della sua «passione». E alla fitta al cuore, sapendo com’è finita la sua breve vita, si aggiunge la rabbia quando si passa in rassegna, nel suo sito, la lista infinita di sponsor prima di vederlo sfrecciare in pista sul suo bolide rosso. Bisogna andare alle «news» per trovare, dopo le notizie dei tanti successi passati, l’ultimo messaggio paterno.

MILANO — Se il marketing, anche nella moda, non può più prescindere dai social network di Internet come Facebook e Twitter, e un colosso delle aste on line come eBay ha appena creato una nuova sezione «fashion» che prepara una maxi-boutique telematica, la faccia dell’e-commerce è davvero destinata a cambiare radicalmente. Gli stilisti si adattano: e dopo un anno e mezzo di lavoro, Gucci ha presentato ieri il suo nuovo sito — www.gucci.com — una boutique virtuale che cerca di ricreare nel modo più preciso possibile l’esperienza dello shopping in carne e ossa. Il sito, che ha già 2,5 milioni di visitatori mensili, da adesso espone i prodotti a tre a tre (come nei negozi) su pareti da toni oro, beige, palissandro. Video e fotografie raccontano la storia dei prodotti; un menu «a cascata» permette di leggere le varie sezioni senza abbandonare la pagina corrente. E a partire da domani, i navigatori potranno registrarsi su gucciconnect.com per ricevere un biglietto virtuale che darà loro accesso alla sfilata di Milano del 22 settembre: la presentazione della collezione donna primavera-estate 2011. I partecipanti virtuali vedranno una presentazione in diretta dalla passerella, posti a sedere virtuali con video delle webcam proiettati e condivisi presso lo spazio sfilata (foto). Un’applicazione Facebook poi permetterà di creare gruppi e competere per l’assegnazione dei migliori «posti a sedere».

Paolo Di Stefano

R.I.

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L’indagine Operazione della Guardia di Finanza partita da Terni. I proprietari si accordavano con un tour operator che trovava i clienti

Case al mare affittate in nero, i proprietari da 500 mila euro a stagione MILANO — Dopo gli yacht furbescamente celati dai vip dietro il paravento complice di società di noleggio, dopo le verifiche negli stabilimenti balneari che non rilasciano le ricevute e gli scontrini ai clienti assetati dalla canicola ferragostana, ora è il turno di chi affitta in nero la casa al mare di finire sulla graticola di un fisco sempre più a caccia di evasori: la Guardia di finanza ha smascherato decine di proprietari di immobili che si trovano in alcune delle località turistiche più rinomate dalla Sardegna alla Puglia, dal Lazio alla Sicilia, in Liguria, in Emilia Romagna e in Calabria. Il principale filone di indagine è stato avviato dalla Guardia di finanza di Terni che, dopo un normale controllo di routine, ha scoperto

che una agenzia di viaggi della città gestiva un giro notevole di case in affitto. Esaminando la documentazione, la Gdf dall’agenzia è risalita a una sessantina di proprietari

di immobili dislocati nella costa nord-est della Sardegna, tra San Teodoro e Budoni, una delle zone più belle della regione, tra le più ricche dal punto di vista naturalistico e

per questo molto apprezzata dal turismo internazionale. Si trattava di semplici appartamenti da 4.000 euro al mese, ma anche ville importanti date a 35mila euro per la sta-

Lo «spot» delle aspiranti sacerdotesse Sui bus la protesta delle cattoliche inglesi per la visita di Benedetto XVI: «Sacerdozio femminile ora!» dicono i manifesti del Catholic Women’s Ordination Group.

gione estiva. Ma nulla o quasi veniva dichiarato al fisco. Gli investigatori hanno accertato che i proprietari affittavano gli immobili al tour operator di Terni il quale, a sua volta, li subaffittava a clienti italiani e stranieri, talvolta servendosi di altre agenzie di viaggio. L’attenzione delle Fiamme gialle si è concentrata in particolare sui titolari delle case che sono risultati residenti a Milano, Monza, Bologna, Modena, Torino, Olbia, Roma e solo in un caso a Terni. Uno di loro di abitazioni ne ha otto. La prova definitiva dell’evasione è arrivata dagli assegni con i quali il tour operator pagava gli intestatari degli immobili e che dimostrano il passaggio di denaro. Ma la Guardia di finanza è andata oltre. Consultando le banche

dati è stato possibile accertare che la metà dei proprietari delle abitazioni erano evasori totali. Nonostante avessero un patrimonio immobiliare di tutto rispetto, erano soggetti totalmente sconosciuti al fisco perché non avevano

I luoghi Gli appartamenti a nord est della Sardegna, ma anche in Liguria, Lazio, Puglia, Sicilia e Romagna Evasori totali Metà dei soggetti individuati sono risultati evasori totali, del tutto sconosciuti al fisco

mai presentato neppure una dichiarazione dei redditi e, quindi, non avevano mai neppure pagato le tasse. Gli altri invece si erano limitati a fare i furbi e avevano «dimenticato» di dichiarare gli affitti ricevuti. Altri due evasori totali sono stati identificati a Cervia (Ravenna), risultavano intestatari di ben 37 appartamenti situati sul litorale. Un’attività di locazione estremamente intensa e redditizia, pari all’incirca a 500 mila euro l’anno per ciascun proprietario, ma che solo in minima parte era stata inserita nelle loro dichiarazioni dei redditi che, tra il 2006 e il 2009, non hanno mai superato i 50 mila euro lordi.

Giuseppe Guastella

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Martedì 31 Agosto 2010 Corriere della Sera

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Cronache 27

Corriere della Sera Martedì 31 Agosto 2010

Sanità e ambiente In aumento i pazienti che ne soffrono

I consigli

Fiorisce l’ambrosia Scoppia l’allergia che chiude l’estate

Vaccino se consigliato e cortisone anti-asma

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Sensibili al «nettare degli dei», record lombardo Le caratteristiche La stagione La pianta fiorisce nell’emisfero Nord da circa metà agosto sino all’arrivo di temperature più fredde. Di solito la produzione di polline avviene nelle stagioni umide Il polline Ogni pianta di ambrosia è in grado di produrre fino ad un

miliardo di grani di polline (foto), che vengono trasportati dal vento in quanto l’impollinazione è anemogama. Inoltre si attaccano agli pneumatici delle auto Gli effetti È fortemente allergenica, possiede infatti il più allergenico di tutti i pollini, ed è la causa principale della rinite allergica

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I pollini di ambrosia, chiamata anche nettare degli dei, viaggiano in autostrada e stanno diventando un incubo per almeno 300 mila lombardi. L’allergia a questa pianta infestante, che fiorisce proprio a fine estate-inizio autunno, si concentra, infatti, in questa regione, mentre il resto dell’Italia fa i conti con le solite graminacee (grano, mais e riso), con la parietaria (una parete dell’ortica che cresce sui muri) e con l’artemisia (quella dell’assenzio, per intenderci). «Gli allergici all’ambrosia sono in costante aumento — avverte Claudio Ortolani, direttore dell’Istituto Allergologico Lombardo —. Il record è di Castellanza, in provincia di Varese, dove gli allergici sono il 15 per cento della popolazione. E l’allergia sta oltrepassando i confini regionali». Il segreto della grande diffusione dell’ambrosia, che invade i bordi di strade e autostrade, sta tutto nel seme: «È come un chicco di riso — continua Ortolani — ma ha piccolissimi aculei che gli permettono di agganciarsi agli pneumatici delle auto». Il dilagare del fenomeno

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Usare le mascherine ed evitare i giardini

Ambrosia La pianta fiorisce all’inizio dell’autunno e il suo polline procura allergia. L’intolleranza al polline di ambrosia è in crescita: record a Castellanza (Varese)

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in Lombardia si giustifica, verosimilmente, con la contemporanea presenza di elevate concentrazioni anche di altri allergeni che favoriscono la sensibilizzazione delle persone. «Per esempio quelli di mais, riso e grano, le cui coltivazioni sono tutte presenti nella regione Lombardia — aggiunge Elide Pastorello, Primario di Allergologia all’ospedale Niguarda di Milano —. E poi c’è l’alternaria, una muffa che cresce proprio su queste piante». I sintomi dell’allergia sono i soliti, raffreddore, occhi rossi, naso che cola, fino all’asma che si manifesta quando le concentrazioni dei pollini raggiungono livelli molto elevati. Questi disturbi possono

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8 comparire improvvisamente dopo un temporale: l’acqua, infatti, fa scoppiare i granuli pollinici, permettendo agli allergeni di diffondersi rapidamente nell’ambiente. È indispensabile allora prevenire e curare i sintomi. «Intanto con i vaccini —

Come si diffonde «Il suo seme è come un chicco di riso con aculei che si attaccano perfino ai copertoni delle ruote» I sintomi Occhi rossi, naso che gocciola e asma: i disturbi possono comparire all’improvviso

6 «Vittime» 1 Luisa Ranieri, 2 Philippe Mexes, 3 Giorgio Gori, 4 David Beckham, 5 Sharon Stone, 6 Silvio Muccino, 7 Federica Pellegrini, 8 Bill Clinton: soffrono tutti di una qualche forma di allergia anche se causata da fattori differenti

continua Pastorello —, per via sublinguale o per iniezione sottocutanea, che però vanno somministrati tre mesi prima della stagione delle allergie. Poi ci sono i farmaci, antistaminici e cortisonici. Gli allergici all’artemisia dovrebbero cominciare a prendere le medicine prima del rientro a Milano o nelle altre zone a rischio. Ci sono addirittura persone che sono costrette ad andare in ferie a settembre, perché hanno forme gravi di allergia non controllabili con i farmaci». Non bisogna però dimenticare l’importanza della bonifica ambientale. In Lombardia esiste un’ordinanza sullo sfalcio, ma non sempre le competenze sono chiare.

2

Gli specialisti consigliano di utilizzare mascherine soprattutto quando si va in bicicletta o in moto. È bene evitare il più possibile di frequentare e di sostare a lungo in giardini e parchi

Finestre chiuse nelle ore più calde

3

Quando si viaggia in automobile è opportuno tenere chiusi i finestrini (usando gli opportuni filtri antipolline). Stessa cosa, se possibile, vale anche per le finestre di casa, soprattutto nelle ore più calde della giornata

Cambiarsi gli abiti al rientro a casa

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Adriana Bazzi

abazzi@corriere.it

Altro consiglio degli esperti: evitare di stendere la biancheria all’aperto e possibilmente cambiarsi gli abiti non appena si rientra a casa, perché la caratteristica dei pollini è quella di fissarsi sui tessuti

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Cronache 29

Corriere della Sera Martedì 31 Agosto 2010

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Il luogo e i volti

1957/Anni ’60 Sopra, Maria Callas prende il sole al Lido. Sotto, una giovanissima Raffaella Carrà

1920 Sigmund Freud al Lido di Venezia. Alla moglie scrive: «Venezia getta tutti nel disorientamento. Stiamo davvero bene qui»

1963 Paul Newman, a Venezia per la mostra del Cinema, fa il bagno al Lido

Aspettando le luci del Festival l’altro Lido è quello dei fantasmi Uno scrittore e l’incontro con due strani personaggi. La Venezia lontana dagli eventi di PAOLO MAURENSIG

VENEZIA — Da appassionato del cinema quale sono, non manco mai di andare a Venezia in occasione del Festival. Ci vado di solito nei giorni che precedono le premiazioni, mi piace girare tra la gente, ascoltare i commenti e le previsioni, cercare di individuare qualche volto noto. Alla passione per il cinema ho sacrificato qualche anno della mia vita e parecchio denaro, ma con scarsi risultati. Mi sarebbe piaciuto girare un film ambientato a Venezia, ma è inutile che ne parli. Da regista sconfitto, amo girarci attorno, guardare gli altri, con un’ammirazione che rasenta l’invidia. Mi consolo con la letteratura. Del resto, che cosa sarebbe il cinema se non poggiasse su solide basi narrative? «La morte a Venezia» non lascia dubbi a proposito. Ma è una giornata particolare, la pioggia ha fatto rintanare tutti, e il viale è deserto. È questo il Lido che conosco e che amo: lontano dagli eventi, un luogo di solitudine e ispirazione. Però oggi non è così. Il viale è tappezzato di tabelloni che richiamano l’Evento. Tra i tanti, ne spicca uno: un film in concorso, un thriller sul mondo del balletto: «The Black Swan». Come non ricordare «Il fantasma dell’Opera»? Mi sembra bellissimo il titolo, e ancor più splendida la protagonista. Non me lo perderò di certo. Intanto mi sto avviando a piedi lungo un percorso che ho fatto parecchie volte, direi ogni volta che sono venuto al Lido. La meta è l’Hotel des Bains. È come entrare in un santuario: Byron, James, Mann, d’Annunzio, Hemingway, scrittori, poeti, musicisti, tutti hanno soggiornato in questo hotel e ne hanno lasciato una traccia. Come nei vecchi manieri, i loro fantasmi si aggirano ancora. Si sente ancora la loro presenza.

Ci arrivo appena in tempo per non prendermi l’ultimo acquazzone della giornata. La hall è gremita da gente del cinema: fotografi e cameramen la fanno da padrone. Tutta questa agitazione stride un po’ con la solennità del luogo. Mi chiedo se tra questa gente ci sia qualcuno che non abbia niente a che vedere con la manifestazione. Adocchio una poltrona libera e non me la lascio scappare. Accanto a me, sono sedute due persone: un uomo corpulento, piuttosto anziano, e una giovane sui trent’anni. A giudicarli dall’aspetto, direi che è facile collocarli nei soliti cliché del cinema. Lui forse è un produttore, lei di sicuro un’attrice, lo si capisce non solo dal modo di vestire, ma anche dall’aspetto: i capelli acconciati in modo stravagante, gli occhi fortemente bistrati, il volto pallido, ieratico. Ho l’impressione di averla già vista, ma il suo nome non mi sovviene. Mi sembra strano che non partecipino alla kermesse. Parlano in inglese, lei con accento americano. Cerco di sentire ciò che dicono. La voce dell’uomo si percepisce appena, quella di lei è squillante, parla accompagnandosi con il movimento delle mani, sembra che segua una musica che

Chi è Paolo Maurensig è nato a Gorizia nel 1943. Agente di commercio passato alla scrittura, il successo arriva nel 1993, con La variante di Lüneburg, affascinante enigma imperniato su un’anomala partita a scacchi; nel ’96 è la musica il fulcro di Canone inverso. La sua ultima fatica è La tempesta. Il mistero di Giorgione

2006/2007 Isabella Ferrari circondata dai fotografi e, a destra, l’arrivo al Lido di Keira Knightley

solo lei può udire. Poi sento che lui le dice qualcosa che riguarda la danza. Le chiede che cosa prova a danzare in riva al mare, e a quella domanda il suo volto s’irradia. «Mi piace danzare in riva al mare e seguire il movimento delle onde». «Ti ho visto danzare questa mattina» dice l’uomo. «Mi piace farlo quando il mare è agitato. Ho danzato spesso di notte con il mare in burrasca». Lei si alza e accenna a qualche passo. Poi torna a sedere. «Potresti buscarti una polmonite».

«Che cosa dici, Henry, quando si danza si è immortali». Ecco scoperto il segreto. Lei di sicuro fa parte del cast di «Black Swan». Mi viene la tentazione di avvicinarli e chiedere loro qualcosa, ma la mia scarsa padronanza dell’inglese mi trattiene. Uno scroscio di applausi copre per un attimo la loro voce, di sicuro ha fatto la sua entrata qualche star. «Che cosa ne penso?» dice lui. «Non lo so ancora. Ho assistito a qualche proiezione, ma non mi ha convinto». «Perché. Io trovo che sia affascinante e che avrà un grande futuro». «Ne dubito». «Oh, Henry, tu sei sempre lo stesso. Non riesco a capire come tu non ne sia affascinato. In fondo, sei un esteta, ami la

2002 Michelangelo Antonioni con la moglie. Sopra, scena di «Morte a Venezia»

pittura. Non è pittura questa?». L’uomo scuote ripetutamente la testa. «Pensa di poter vedere una tua commedia rappresentata su uno schermo. Non attori in carne ed ossa, ma immagini che li rappresentano. Non è affascinante?». «Non mi convinci. Per te le cose sono diverse, e lo capisco: la tua immagine ingrandita, la tua danza sublime, immortalate nel tempo. Per il balletto è diverso, muore nel momento stesso in cui si esegue. Per lo scrittore è diverso, le pagine restano. È per questo che non mi convince». Restavo in attesa di capire di quale film stessero parlando. Poi lui si accese un sigaro, ma questo non sembrò disturbare nessuno. Tendevo ancora l’orecchio per sentire ancora qualcosa. Ormai, semisdraiato sulla poltrona, avevo assunto una posa grottesca. Sentii solo lui che diceva: «Il cinematografo? Solo fantasmi, nient’altro che fantasmi». La loro conversazione finì. I due si alzarono e attraversarono la sala. Ebbi l’impressione che tutta quell’agitazione attorno a loro neppure la vedessero. Venne un cameriere per chiedermi se potevo lasciare libera la poltrona, perché c’era un’attrice, con tanto di cameraman e giornalista al seguito, che doveva essere intervistata. Lasciai il posto di buon grado e mi avviai verso l’uscita. Aveva smesso di piovere. Sulla strada del ritorno ripensai ai due personaggi. Lui, compassato scrittore inglese di nome Henry, lei appassionata danzatrice, che balla sulla riva del mare. Che a discutere del futuro del cinema fossero Henry James e Isadora Duncan? All’Hotel des Bains era possibile. Tornavo verso il centro del Lido dove si era radunata la solita folla: il mio Lido non era quello. Era l’altro dei fantasmi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Dopo l’incendio Il capolavoro nella struttura accanto alla Basilica della Salute. Il procuratore: non ci sono elementi per pensare al dolo

Pellicola protettiva per rimuovere il Tiziano danneggiato Qui Lina

di LINA SOTIS

P

aris Hilton: arresto per cocaina. Le brave ragazze dicono che sono noiose, quelle cattive peggio.

linasotis@gmail.com

VENEZIA — «Dopo l’incendio della Fenice, l’esperienza ci ha insegnato che ogni ipotesi è possibile», dice Carlo Mastelloni, procuratore reggente di Venezia. Aggiunge: «Nel caso del rogo di domenica sera che ha attacco la parte alta del Seminario patriarcale, in fase di restauro, non vi sono elementi concreti che possano far pensare al dolo». Le indagini sono all’inizio, ma in Laguna il clima si è rasserenato. Il sospetto di una mano criminale che possa aver appiccato il fuoco si allontana. Ufficiosamente, sta prendendo corpo la pista del surriscaldamento delle guaine, attorno a cui gli operai avrebbero lavorato. Quando, non è chiaro. Approfondimenti e verifiche verranno

compiuti da un Collegio di periti. Un altro elemento di soddisfazione, sottolineato dal sindaco Giorgio Orsoni, riguarda l’intervento esemplare dei vigili del fuoco che ha permesso di contenere i danni in un’area ad alta densità monumentale e artistica: la basilica della Salute, l’edificio del Seminario che incorpora la sagrestia della stessa chiesa. E, muro a muro, Punta della Dogana, il museo di Francois Pinault. Il procuratore Mastelloni racconta che, ieri mattina, durante il sopralluogo, ha visto travature bruciate, segni di devastazione nei pressi del tetto, dove si è sviluppato il rogo. «Ma, oggettivamente, il danno più grave tocca i dipinti del Tiziano — spiega —. Non a causa

del fuoco ma dell’acqua usata in abbondanza per domare le fiamme. Inevitabile, del resto. Vicino alla tela più colpita delle 3 appese al soffitto, ho evidenziato un foro, forse praticato, ad uso del cantiere. Da lì, l’acqua è piovuta copiosamente. Gli altri dipinti hanno subito danni minori». «Davide che uccide Golia», opera tizianesca della prima metà del Cinquecento, con le altre tele del trittico («Il sacrificio di Abramo», «Caino e Abele») è «uno dei più importanti capolavori dell’artista veneto», chiosa Vittorio Sgarbi, neo sovrintendente. Ora ci si concentra sul complesso procedimento di rimozione della tela e quindi sul nuovo restauro. L’acqua dolce della rete anti-incendio di Venezia ha scolorito ma non corroso.

Marisa Fumagalli © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Martedì 31 Agosto 2010 Corriere della Sera

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Giochi 31

Corriere della Sera Martedì 31 Agosto 2010

I Giochi del Corriere CRUCIVERBA

VERTICALI: 1. Spossare, stremare – 2. Giambattista pittore italiano del’700 – 3. Sono presenti nella benzina – 4. Non appartenente al clero – 5. Dura 12 mesi – 6. Le prime consonanti – 7. Le addobbano i negozianti – 8. La Bonaccorti della TV –

SUDOKU

MEDIO

Lorenza lavora in una fabbrica di caramelle squisite. Oggi, a causa di un guasto al nastro trasportatore, se ne sono mescolate di vari tipi. Lorenza deve ora controllarne poche per volta per tornare a dividerle. Individuate con lei quale caramella (1–12) non fa parte del gruppo mostrato?

2 3

1

4

7

5

6

8 9 11

10

DIFFICILE

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L’HO LETTO SUL CORRIERE

9.Varietà di mantello equino – 10. Impronta – 11. Introduce un’ipotesi – 12. Strumento musicale di terracotta – 13. Connesso in rete – 14. Una dose… di schiaffi – 16. Co‑ da di quaglia – 18. Merano sulle targhe – 21. Guarire – 22. Richiamo al dovere – 24. Un pomello nel viso – 25. Malattia infettiva provocata da ferite – 27. Scesa… come la lava – 28. Pulito con l’acqua – 30. Passato di moda – 31. Pietra per pol‑ verizzare – 32. A base di etanolo – 34. Giura

di dirla il testimone – 35. Avversario – 36. Fissa il vetro alla cassa dell’orologio – 37. Stato di esaltazione mentale – 38. Gran‑ de lago magiaro – 40. Lindo – 41. Piante ornamentali – 42. Le luci dell’auto – 44. Mi‑ sura elettrica di capacità – 45. Raffaella di Maracaibo – 46. Confusione – 47. Un so‑ lido… in discoteca – 48. Rumore di scia‑ bordio delle onde – 50. Coro senza uguali – 51. Si misura quello della pelle – 53. Ardue in fondo – 54. Come comincia così.

Avete letto attentamente il Corriere della Sera nei giorni scorsi? Scegliete le risposte giuste, anagrammate le lettere ottenute e scoprite la parola nascosta... un crostaceo eremitico.

DIABOLICO

L’HO LETTO SUL CORRIERE Risposte: RAPUGO Parola nascosta: PAGURO LOGIQUIZ La caramella nr. 8. Ci sono due tipi di caramelle: con strisce alternate giallo – rosse e quelle giallo – blu. I colori della caramella nr. 8 si alternano ogni due strisce.

4) L’odierno capo Palinuro dovrebbe il suo nome...

2) Lungo i canali di Venezia potremo finalmente vedere...

5) Dal film Blow up di Antonioni Francesco De Gregori ha imparato che...

(A) La prima gondoliera donna (U) Piantagioni di ninfee (V) Suggestive illuminazioni subacquee

(R) Nella vita bisogna zoomare bene (G) La realtà non è fotografabile (Q) Ognuno può far bene solo un lavoro

(B) Propiziare il bel tempo (P) Allontanare volpi e spiriti (L) Far addormentare il gregge

(U) Al nocchiero di Enea che morì nelle sue acque (O) Ad una specie ittica che vive solo lì (E) Alla sua conformazione geologica

6) I dugonghi sono animali acquatici che... (V) Si nutrono di coralli e conchiglie (C) Non si possono mangiare perchè velenosi (O) I marinai di un tempo scambiavano per sirene

SUDOKU MEDIO

SUDOKU DIFFICILE

SUDOKU DIABOLICO

saldi

1) Per superare il confine Messico-U.S.A un clandestino si è infilato... (N) In un peluche gigante (B) In un vaso di terracotta (R) Nel sedile di un pullmino

3) La tradizione sarda vuole che il pastore suoni il corno per...

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SOLUZIONI

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LOGIQUIZ

Come si gioca. Inserite i numeri da 1 a 9 in ogni linea, colonna, quadrato.

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ORIZZONTALI: 1. Al collo del prete – 6. Lo alza il freddoloso – 11. Piccolo veliero da diporto – 15. Affondò nel primo viaggio – 17. Smisurato – 19. Una sigla che riunisce artigiani – 20. Parte dell’occhio – 21. Lettiera per il bestiame – 22. Stato dell’Africa occidentale – 23. Non trasparen‑ te – 24. L’ultima fu la moglie di Nicola II – 25. Elemento chimico con simbolo Th – 26. Giunto dopo otto – 27. Freddo, indif‑ ferente – 28. Ha il mausoleo sulla Piazza Rossa – 29. Un antico centocinquantuno – 30. Ufficio di frontiera – 31. Uno spettacolo mai serale – 33. Le hanno Marco e Lando – 34. Coraggio, ardimento – 35. Parte della chiesa – 36. Concime organico – 37. Il più anziano del gruppo – 38. Danno inizio al ballo – 39. Eliminato politicamente – 41. Lamento soffocato – 42. Ammiratore, tifoso – 43. Collegata – 44. Lo è anche il micio di casa – 45. Diminuzione – 46. In provincia di Cosenza – 47. La suona il trombettiere – 48. Quello Grande è a Ve‑ nezia – 49. Aiuto poetico – 50. Un potente veleno vegetale – 51. Nella sua bandiera c’era il teschio – 52. Ottobre sul datario – 53. Cittadini – 54. Il personaggio creato da Charlie Chaplin – 55.Vino bianco veronese – 56. Detestabile – 57. Il primo assassino.

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Martedì 31 Agosto 2010 Corriere della Sera

Scienza&Tecnologia Entro il 2011 un nuovo standard ringiovanirà uno strumento che ha fatto storia

Nel Golfo del Messico agiscono rapidamente

Il futuro di «nonna radio» Un mezzo (anche) da vedere Diventata digitale e interattiva, trasmette persino immagini Da Parigi arriva una spinta alla radio digitale. Il governo francese ha infatti deciso di imporre lo switch-over a partire dal 2012. Nella televisione l’Europa ha scelto la strada dello switch-off, che prevede lo spegnimento della tecnologia analogica allo scopo di liberare frequenze. Nel caso della radio invece si è preferito far sì che la vecchia tecnologia (la modulazione di frequenza) coabiti accanto alla nuova: lo switch-over, appunto. Per i produttori di auto, ciò comporterà l’obbligo di montare radio digitali su tutti i modelli a partire da quella data. La decisione d’Oltralpe ha riacceso l’interesse sulla radio digitale e sull’evoluzione di un vecchio mezzo sempre nuovo. Sopravvissuta incolume all’impatto con la televisione, la radio avanza anche nell’era di Internet: con i suoi 35 milioni di ascoltatori quotidiani in Italia, la nonna dei media sta seguendo due percorsi di ricerca: la digitalizzazione delle trasmissioni e la cosiddetta «ibridazione» con i nuovi media. In questo articolo ci concentriamo sul primo. In Italia, attualmente, la radio digitale copre il 40% della popolazione con lo standard internazionale Dab-Dmb (Digital audio multimedia broadcasting). Il programma dell’autorità per le Comunicazioni Agcom prevede che la diffusione della radio digitale segua la stessa road map della tivù digitale terrestre, illuminando progressivamente tutto lo Stivale secondo il medesimo calendario. La radiofonia digitale è un’innovazione che procede senza soste dagli anni 90. «Entro la prima metà del 2011 — dice Alberto Morello, direttore del Centro Ricerche Rai di Torino e presidente del comitato tecnico della European Broadcasting Union — definiremo una tecnologia per la radio e la televisione mobile di nuova generazione, il cosiddetto Dvb-Ngh (Digital video broadcasting - Next generation handheld, ndr). Questo sistema avrà capacità di molto superiori all’attuale Dab-Dmb, che già garantisce qualità audio simile al cd». La radio insomma è destinata a diventare sempre più televisiva, un mezzo da vedere oltre che da ascoltare; e sempre più bidirezionale e interattiva, capace di dare servizi a richiesta dell’«ascoltatore». Già oggi, le radio digitali in commercio hanno un piccolo monitor su cui si può ricevere una scheda video sul brano musicale che si sta ascoltando e conoscerne interprete, titolo e album. Con lo sviluppo dell’interattività e l’integrazione nella radio di un canale a banda larga (Umts o Wifi) si potranno anche acquistare il cd o la singola canzone come si fa sul sito iTunes della Apple. Che perderà un po’ della sua centralità. Questi passi tecnologici non vengono compiuti da singoli scienziati, singoli laboratori o singole aziende ma da gruppi di lavoro internazionali collegati a università e centri di ricerca, a cui partecipano le maggiori emittenti. E la partecipazione si allarga sempre più — ecco la novità — al resto del mondo e in particolare agli asiatici: ne fanno parte, ad esempio, esperti di aziende come la giapponese Panasonic e le coreane Samsung e Lg. E non a caso proprio in Corea del Sud è stato lanciato con successo il Dmb (Digital multimedia broadcasting), evoluzione

Tappe

Batteri sconosciuti contro la marea nera L’inventore Guglielmo Marconi (1874-1937) è considerato il primo scienziato ad aver inventato la telegrafia senza fili via onde radio

1894 Marconi trasmette segnali telegrafici grazie a onde elettromagnetiche. 1924

L’Oceano non è rimasto a guardare il disastro ecologico nel Golfo del Messico. Si è subito attivato per combattere la marea nera e ha arruolato una squadra di «speciali anticorpi marini»: i batteri «psicrofilici», in pratica microrganismi (gamma-proteobatteri) che vivono in profondità e in condizioni estreme (a circa 5˚C e con poco ossigeno). Un esercito di 50 mila specie diverse, alcune finora sconosciute, si è messa subito al lavoro per ripulire le acque intorno ai 1200 metri di profondità, dove la chiazza si è sistemata per via del disperdente Corexit 9500 (usato dalla Bp per limitare i danni). Tra i batteri protagonisti in prima linea si distinguono i membri della famiglia Oceanospirillales, in particolare Oleispirea antarctica e Oceaniserpentilla haliotis, già conosciuti per la loro fame di petrolio. I risultati della degradazione batterica del petrolio sembrano confortanti, come afferma uno studio del Lawrence Berkeley National Laboratory (Berkeley Lab) pubblicato su Science: il tempo di dimezzamento dell’oro nero (tempo per smaltire metà quantità) oscilla tra uno giorno e sei giorni. Insomma, il mare reagisce in maniera positiva, attaccando il nemico dall’interno. Ma come mai questi «microeroi» non sono stati notati prima? «Probabilmente erano già lì in forma latente — dice Carlo Giavarini, direttore del dipartimento di ingegneria chimica, materiali e ambiente dell’Università La Sapienza —. Le precedenti piccole perdite del pozzo

PROGRESSO Un esemplare di radio digitale Il 27 agosto nasce l’Unione Radiofonica Italiana. Nel 1927 prenderà il nome di Eiar (foto in alto), che nel 1949 diventerà Rai. 1954 L’avvento

della televisione in Italia spinge la radiofonia a innovarsi: con i transistor e le autoradio, il mezzo rimane comunque protagonista della vita sociale italiana. 2000 Si diffonde la nuova tecnologia digitale: oggi in Italia copre il 40% della popolazione.

del Dab e del Dab+. Il grande vantaggio di scegliere standard aperti è infatti la creazione di un mercato globale, con un enorme abbattimento dei costi delle radio. Un caso a parte è la Cina, che da un lato sviluppa tecnologie per il mercato interno e dall’altro produce radio a standard aperto per il resto del mondo, spesso senza pagare le royalty dei

brevetti. Come difendersi? «Affidando la tutela dei brevetti — dice Gino Alberico, responsabile nuove tecnologie al Centro Ricerche Rai — alle agenzie internazionali specializzate». Ma potrà bastare una strategia legale?

Edoardo Segantini

esegantini@corriere.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

hanno determinato una selezione delle specie nel tempo, facendo sopravvivere le popolazioni in grado di digerire determinati idrocarburi. E così con l’arrivo del cibo, il petrolio, si sono svegliati e sviluppati». Proprio nel momento giusto. A favorire la crescita delle colonie, accelerando di conseguenza il processo di pulitura, è stato proprio il Corexit 9500 perché ha trasformato il greggio da massa solida in piccole goccioline, più digeribili per i batteri. «Adesso bisogna capire se i microrganismi sono in grado di eliminare il Corexit 9500 — precisa Giavarini — che forse è più dannoso del petrolio». La ricerca, finanziata dalla Bp con 500 milioni di euro per i prossimi 10 anni, ha evidenziato anche un problema: se i batteri lavorano a pieno ritmo, nei prossimi anni questa zona di mare potrebbe impoverirsi di ossigeno, elemento necessario alla digestione, al punto da generare delle aree morte (dead-zone). Niente animali e vegetali. Infondato invece in timore di crescita incontrollata dei batteri. «Hanno bisogno di ferro per vivere — aggiunge l’esperto — e qui ne hanno pochissimo, per cui non possono né aumentare a dismisura né migrare in altre acque». I vicini ecosistemi possono stare tranquilli: non esiste rischio di invasione microbica dal Golfo. Almeno secondo i dati attuali.

Paola Caruso twitter@paolacars © RIPRODUZIONE RISERVATA

Nanoagricoltura

Segnali

I pomodori coltivati con il carbonio crescono più grandi e più in fretta

Quando le api fanno il girotondo vuol dire che il cibo è vicino a casa

Progressi nella nanoagricoltura. Un’équipe di scienziati dell’università dell’Arkansas (Usa) ha dimostrato per la prima volta che i semi di pomodoro coltivati in un mezzo contenente nanotubi in carbonio (piccolissime particelle che hanno il diametro di un cinquantamillesimo di un capello umano) germinano in metà tempo e diventano grandi il doppio rispetto ai semi non trattati. Queste nanoparticelle penetrano nella membrana di rivestimento dei semi e aumentano l’assorbimento dell’acqua. L’obiettivo di queste ricerche in «nanoagricoltura» è quello di incrementare la produttività delle piante di interesse alimentare e per la produzione di biocarburante.

Per indicare che il cibo si trova vicino a casa fanno un girotondo; per segnalare invece che il miele è alquanto distante, si esibiscono in una danza più complicata. E’ quanto fanno le api, secondo un dettagliato studio condotto dal team di Gene Robinson, docente di entomologia e neuroscienze all’Università dell’Illinois (Usa). Ma non basta: i movimenti di questi insetti dopo una ricognizione in volo comunicano anche giudizi sulla qualità del cibo trovato. Si tratta di una tappa importante nella decodificazione del linguaggio di api e vespe: «Se finora si pensava che il genoma fosse un modello statico — commenta Robinson — ora constatiamo come esso sia sensibile agli stimoli, specie a quelli ambientali».

Ma. Spa.

Mi. Luo.

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Scienze 33

Corriere della Sera Martedì 31 Agosto 2010

500

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le uova deposte da alcune specie di zanzare dopo un «pasto» di sangue

la vita massima (in giorni) di una zanzara femmina. I maschi vivono tra gli 8 e i 10 giorni

Una missione a rischio

di DANILO MAINARDI

«Canale Mussolini» è un bel libro sulla bonifica pontina. L’io narrante racconta di come, alla fine degli anni Quaranta, gli americani debellarono la malaria. «…se non era per il Ddt noi non ci vivevamo su questo territorio. …Ora a me mi dispiace per la foca del Polo Nord però, se lei permette, è meglio che muoia una foca al Polo Nord o è meglio che moriamo io e i miei figli qui?». Il ragionamento fila, ma in un’ottica ecologica appare un po’ semplicistico. Lo sappiamo bene infatti che le zanzare (nella foto alcune larve) hanno

Studio di Nature: l’estinzione di questi insetti non altererebbe l’equilibrio fra animali e piante

Un mondo senza zanzare? Più benefici che danni ecologici Si eviterebbe un milione di vittime all’anno per la malaria di GIUSEPPE REMUZZI

Immaginiamo di fare una classifica delle cose che maggiormente affliggono animali e uomo, sulla Terra, chi ci mettiamo al primo posto? Le zanzare quasi certamente. Che ogni anno trasmettono la malaria a 247 milioni di persone e ne uccidono almeno un milione. E che con la loro proboscide pungono tutti, animali e uomini, in ogni parte del mondo. Basta e avanza per chiedersi cosa succederebbe se un bel giorno sparissero dalla faccia della Terra tutte le zanzare. Non è un gioco: la rivista scientifica britannica Nature l’ha chiesto davvero a scienziati e entomologi e a chi si occupa dell’equilibrio fra animali e con le piante. Vediamo com’ è andata. Per cominciare, qualche numero. Specie di zanzare ce ne sono 3.500 e quelle che pungono l’uomo sono almeno 200, stanno dappertutto in tutti gli angoli del pianeta, più numerose che altrove nella tundra artica dal Canada alla Russia; le uova si schiudono quando si scioglie la neve, gli insetti diventano adulti in tre settimane e sono così numerosi da formare vere e proprie nubi. Se sparissero di colpo

forse diminuirebbero gli uccelli migratori che nidificano nella tundra (si è sempre pensato che si nutrissero di zanzare) ma Cathy Curby ha visto che ci sono soprattutto moscerini nello stomaco degli uccelli: zanzare ce ne sono ben poche. Certo cambierebbero le rotte dei caribù che oggi si muovono contro vento proprio per evitare gli sciami di zanzare. Migliaia di caribù che smuovono il terreno e mangiano licheni, potrebbero altera-

re l’equilibrio ecologico. Forse, almeno dell’Antartide. E altrove? Se le zanzare sparissero di colpo certi pesci che si nutrono delle loro larve dovrebbero cambiare dieta e forse anche salamandre, lucertole e rane. C’è un pesce, Gambusia affinis, così ghiotto di zanzare che viene allevato nelle risaie per eliminarle. Uccelli come le rondini senza zanzare mangerebbero altri insetti. Forse ne soffrirebbero i pipistrelli, anche se uno studio re-

cente dimostra che solo il 2% del contenuto alimentare dello stomaco dei pipistrelli è fatto di zanzare. Ci sono stagni dove la concentrazione delle larve di zanzara è tale che le loro contorsioni provocano onde d’acqua. Si cibano di foglie marce, detriti e microrganismi. Se sparissero? «Non succederebbe nulla — dicono gli esperti — ci sono altri organismi che processano detriti organici». Insomma dall’eliminazione delle

zanzare l’ecosistema non perderebbe granché, ma l’uomo ci guadagnerebbe davvero tanto: vite salvate, meno malattie invalidanti, milioni di bambini di più che potrebbero fre-

Vantaggi E’ stato calcolato che il Pil dell’Africa subsahariana potrebbe crescere dell’1,3%

Test in Malaysia

Specie ogm per battere la dengue DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

Il dibattito La rivista inglese Nature ha chiesto a scienziati e entomologi e a chi si occupa dell’equilibrio fra animali e piante come sarebbe la Terra se le zanzare sparissero. Molti pro e altrettanti contro: il dibattito è ancora aperto.

PECHINO — Zanzare ogm. In Malaysia: per provare a stroncare la diffusione di dengue, una malattia tropicale che secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità colpisce 50 milioni di persone l’anno e che nel Paese asiatico ha ucciso un centinaio di persone nel 2010. Ciò che tenterà la Malaysia è più di un semplice esperimento ma non ancora un impiego dai contorni definiti. Una zanzara geneticamente modificata verrà introdotta in due Stati della Federazione. L’operazione consiste nel liberare tra i 2 e i 3

mila esemplari maschi di zanzare Aedes Aegypti sui quali si è intervenuti geneticamente in modo che, dopo gli accoppiamenti, la generazione successiva muoia rapidamente (sono le femmine a diffondere il dengue). A preoccupare gli ecologisti non è solo la possibilità che le zanzare ogm falliscano nel contenimento della malattia, ma anche il fatto che «una volta diffuse nell’ambiente, sulle zanzare ogm non si ha più controllo. E possono provocare più problemi di quelli che risolvono».

Marco Del Corona

quentare le scuole, meno spese per sanità e ospedali. E il prodotto interno lordo dell’Africa subsahariana che salirebbe dell’1,3 per cento. Raramente, però, un articolo su Nature ha sollevato tante critiche. «Prima di voler eliminare 3.500 specie (di zanzare) perché ne abbia vantaggio (l’uomo) dobbiamo avere più dati sul fatto che ciò non alteri equilibri ora sconosciuti. Meglio non farlo, usiamo il principio di precauzione». E ancora, come eliminarle le zanzare? «Se dovessimo usare insetti su larga scala, prosciugare le paludi o usare specie di animali modificate geneticamente, i danni all’ambiente potrebbero superare i vantaggi». Ma Jeremy Francis critica i critici: «Se devo scegliere tra un milione di bambini che muoiono ogni anno per via delle zanzare e 500 specie di rane o pipistrelli non ho proprio dubbi, purché non faccia male all’uomo». Il commento finale lo lasciamo a Joe Conlon, un entomologo della Florida: «Se riuscissimo a eliminare le zanzare domani l’ecosistema avrebbe un singhiozzo, poi la vita andrebbe avanti».

rappresentato, e rappresentano, un flagello, ma oggi conosciamo i danni prodotti dal Ddt, allora sconosciuti. Quegli insetti infatti sparirono quasi del tutto, però da un lato imparammo, a nostre spese, che col tempo sanno geneticamente adattarsi diventando resistenti; dall’altro apprendemmo quali danni ambientali può provocare un certo tipo d’intervento (vedi la citata foca, ma non soltanto). Programmare l’estinzione delle zanzare, come proposto sulla rivista scientifica Nature, rimane un esercizio teorico. Da valutarsi positivamente, pensando a quanto successe anni fa, l’accanimento con cui vengono oggi dibattuti i rischi di un’estinzione solo ipotetica. Così bisogna fare, in una consapevole ottica ecologica. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Martedì 31 Agosto 2010 Corriere della Sera

Economia FTSE MIB La settimana

Indici delle Borse

Saipem La settimana

Cambi

Titoli di Stato Titolo

1 euro

3,14

0,67

Btp 07-15/09/23 2,600% 103,12

3,47

Btp 07-15/04/12 4,000% 103,63

1,21

Btp 98-01/11/29 5,250% 109,98

3,89

Btp 02-01/02/13 4,750% 106,45 Btp 04-15/09/14 2,150% 103,91 Btp 04-01/02/15 4,250% 107,06

1,43 1,92 2,04

Btp 02-01/02/33 5,750% 116,58 Btp 03-01/08/34 5,000% 106,94 Cct 04-01/05/11 0,550% 100,01

3,95 3,96 1,01

Btp 02-01/08/17 5,250% 113,16 Btp 08-01/08/18 4,500% 107,21 Btp 08-15/09/19 2,350% 102,42

2,51 2,92 3,21

Cct 05-01/11/12 0,560% Cct 07-01/12/14 0,810% Ctz 09-31/03/11 -

1,59 1,67 0,70

Francoforte

5.912,41 -0,65% 

1 euro 107,5400 yen

FTSE It.Star

10.523,76

0,20% 

Parigi (Cac40)

3.487,01 -0,58% 

1 euro

0,8165 sterline -0,49% 

Dow Jones

10.009,73

-1,39% 

Hong Kong

20.737,22 0,68% 

1 euro

1,3055 fr. sv.

Nasdaq

2.119,97

-1,56% 

Tokio (Nikkei)

9.149,26 1,76% 

1 euro

9,3872 cor.sve. 0,13% 

S&P 500

1.048,92

-1,47% 

Madrid

10.136,00 -0,12% 

1 euro

1,3333 dol.can. -1,14% 

«abbiamo visto tutto e il contrario di tutto, con le compravendite di case che crollano negli Stati Uniti ma, per esempio, risalgono in Italia continua Fumagalli -. Si parla di "double dip" di una ricaduta della crisi, ma anche di ripresa». «Io non penso che le Borse potranno perdere ulteriore terreno, ma non si vede una ripresa a breve, almeno finché i tassi non ricominceranno a salire». E tuttavia ciò che preoccupa è «la bolla che si è creata sul mercato obbligazionario: nei primi otto mesi dell’anno sono stati emessi 180 miliardi di dollari in bond corporate, in tutto il mondo - spiega Fumagalli -. Le imprese che faticano di più ad avere soldi in prestito dalle banche, si finanziano emettendo obbligazioni a ritmi che sono francamente preoccupanti. C’è da sperare che questa bolla non esploda mai».

Paola Pica © RIPRODUZIONE RISERVATA

Quot. Rend. eff. 30-08 netto %

Btp 01-01/08/11 5,250% 103,56

-0,46% 

Dalle aziende che sembrano abbiano ricominciato a muoversi, a lanciare offerte, «immaginare un futuro» arriva «un segnale di fiducia». Ma è difficile che la Borsa riparta senza i risparmiatori, «manca la partecipazione del pubblico la cui fiducia è invece ancora al lumicino». È questo per Ettore Fumagalli uno dei principali problemi del mercato. Decano di Piazza Affari, già presidente del direttivo degli agenti di cambio e della Federazione delle Borse Cee, Fumagalli nel 2011 festeggerà i 50 anni di lavoro in Borsa, dove ha iniziato giovanissimo, poco più che ventenne. «I prezzi sono molto bassi, ci sono società valutate la metà del loro valore, osserva Fumagalli - ma il problema è che non ci sono i cosiddetti "soldi nuovi" che alimentano il mercato che resta appannaggio dei trading bancari e dei fondi». In questi ultimi giorni

Ced.

-0,18% 

FTSE It.All Share 20.281,86

DELLE AZIENDE NON TRASCINA I RISPARMIATORI

Titolo

Btp 04-01/02/20 4,500% 106,59

5.201,56

SE LA FIDUCIA

Quot. Rend. eff. 30-08 netto %

-

Londra

1,2700 dollari

Ced.

Btp 99-01/11/10 5,500% 100,79

-0,59% 

La lente

inv. ҃

-0,10% 

19.699,66

FTSE MIB

0,39% 

98,81 97,50 99,45

Mercati Intel, dopo gli antivirus McAfee, compra per 1,4 miliardi i chip wirelles di Infineon. Lo scontro Dell-Hp per 3Par

Sanofi, maxiofferta (respinta) sul biotech Usa La febbre da Opa sui mercati tocca quota 68 miliardi. L’attesa per Potash MILANO — C’è voglia di Opa sui mercati, almeno a giudicare dalla serie di offerte che hanno preso corpo negli ultimi giorni. Il gruppo ormai francese, Sanofi-Aventis, ha svelato ieri i dettagli delle proprie mire sulla statunitense Genzyme, start-up biotech. Valore non di poco conto anche per un gigante: 18,5 miliardi di dollari, pari a 69 dollari per azione. L’epilogo non è ancora chiaro, perché Genzyme aveva già rifiutato una proposta di fusione arrivata dallo stesso gruppo. Il ceo del gruppo francese, Chris Viehbacher, ha espresso anche su carta la propria «frustrazione» al numero uno di Genzyme per la scarsa disponibilità al dialogo. Comprensibile per altro: chi vorrebbe essere preda consenziente? Ma in parte si può trattare anche di strate-

le società più attive Oltreoceano in prima linea c’è Intel che sta acquistando gli antivirus di McAfee per 7,68 miliardi e ora ha aggiunto la controllata wireless del produttore tedesco di chip Infineon per 1,4 miliardi. L’operazione consentirà ai semiconduttori Intel di rafforzare la loro presenza nel mercato degli smartphone dove c’è un accordo con Nokia. A girare, facendo le somme, sono 68,2 miliardi di dollari, quasi 54 miliardi di euro. Difficile interpretare questi segnali: da una parte potrebbero essere una cartina di tornasole della fiducia. Dall’altra la riprova che le cose non procedono e che chi può ne approfitta per fare shopping a buon mercato. Si vedrà.

gie al rialzo. Comunque ieri il board della società Usa ha ripetuto di non essere interessata. E Sanofi ha detto di essere pronta a un’Opa «ostile», cosa ormai chiara, che si va ad aggiungere a quella da 38,6 miliardi di dollari di Bhp Billiton per i fertilizzanti della Potash Corp. Nel panorama delle Opa in corso la più curiosa, anche se di valore ridotto — circa 2 miliardi per ora — è quella che vede contrapposti i due big mondiali dei pc, Dell e Hp, per le «nuvole» digitali di 3Par. È di certo l’unico caso, a memoria di mercato, in cui la società era già disposta a essere acquistata prima per 1,1 miliardi e poi per 1,6 miliardi, «subendo» il rilancio: ogni volta che il board di 3Par «accetta» l’offerta di Dell arriva puntuale Hp con altri soldi. Tra

Massimo Sideri © RIPRODUZIONE RISERVATA

Le misure Da luglio possibile attribuire ai consigli d’amministrazione più poteri contro i take over

A Piazza Affari è l’ora delle «pillole antiscalate» Torino dà il via, i big studiano le difese MILANO — La Fiat fa da apripista e attribuisce al consiglio poteri anti-scalata. Ci sarà dunque la corsa a dotarsi di «pillole avvelenate»? Sarà la prossima stagione assembleare a dire quante società vorranno seguire l’esempio del Lingotto. Torino riunisce i soci a metà settembre per la scissione e in quella occasione cambierà e adeguerà lo statuto in diversi punti. Si legge così nel progetto che all’articolo 15 dedicato ai poteri del board: Fiat ripristinerà la facoltà, «finora attribuita alla società, in tema di difese volte a contastare il conseguimento degli obiettivi di un’offerta pubblica di acquisto o di scambio». Le regole vengono quindi adeguate, viene spiegato, alle modifiche dell’articolo 104 del Testo unico sulla finanza, il Tuf: per consentire al board di opporre misure difensive in caso di scalata ostile senza riunire l’assemblea per l’ok, è indispensabile che lo statuto preveda tale facoltà. In caso contrario vale la regola generale della passivity rule: di fronte a un takeover gli amministratori devono appunto restare "passivi". Le nuove regole sono state introdotte nel settembre dell’anno scorso, ma sono diventate operative da luglio 2010. E, per quanto è noto, la Fiat è la prima società ad adeguarsi. Probabilmente perché è anche la sola ad avere a disposizione un’assemblea, senza quindi dover ricorrere a convocazioni ad hoc. Ma, a parte l’occasione "propizia", Fiat è forse apripista perché, come si legge nel progetto, si tratta di un «ripristino» di facoltà, e in secondo luogo perché Torino ha un top management molto forte e il fatto che Sergio Marchionne possa decidere misure anti-scalata senza convocare i soci appare un’ulteriore conferma. In terzo luogo non oggi, con gli Agnelli al 30%, ma in futuro, in caso di fusio-

Regole «Passivity rule» Se una società è sotto scalata i consiglieri di amministrazione devono restare passivi: è la «passivity rule», che da luglio di quest’anno può essere

però derogata in statuto dando facoltà agli amministratori di agire senza il preventivo ok della assemblea dei soci

ne con Chrysler e con un assetto più «public company», l’ipotesi di una scalata ostile potrebbe diventare teoricamente meno remota. Altre società seguiranno Fiat? È facile immaginare di sì, ma non è semplice fare ipotesi su nomi, tempi e numeri. Anzitutto va considerato che in Italia gli assetti proprietari, con o senza patti di sindacato, blindano spesso il controllo delle società. Inoltre la questione della passivity rule è controversa. Il governo nel settembre 2009 ha reintrodotto la regola della passività come condizione «normale», prevedendone però la deroga in statuto. Ha quindi fatto in parte marcia in-

dietro rispetto a gennaio 2008: la caduta rovinosa delle quotazioni aveva fatto crescere nella politica i timori di un assalto ai "gioielli della corona", da Eni ed Enel a Telecom, da Fiat a Generali, da Intesa a Unicredit o Mediobanca. Quindi la passivity rule era stata di fatto soppressa. Va detto anche che in realtà nel nostro Paese non sono previste particolari «pillole avvelenate» a disposizione del consiglio. Certo, con le nuove regole il board può rispondere a un assalto decidendo un aumento di capitale o una scissione. Ma poi queste operazioni vanno co-

munque approvate dalla assemblea. Agli amministratori resta la possibilità di cambiare il perimetro vendendo o comprando asset, magari a debito, o partecipazioni strategiche. Inoltre molte società hanno in statuto, per ragioni storiche o strategiche, diverse difese antiscalata. Come i tetti al possesso, presenti nelle banche Popolari, nelle municipalizzate, nei colossi pubblici Eni (3%), Enel (3%), Finmeccanica (3%), Terna (5%), in alcune banche privatizzate, come Unicredit (5%) e Montepaschi (4%). Alcuni big di importanza nazionale poi, da Eni a Telecom, prevedono ancora la golden share, difesa che però sconta l’opposizione di Bruxelles, che di recente ha condannato il governo portoghese per l’uso in Portugal Telecom e ha già un lungo contenzioso con l’Italia sulla materia. Tutte regole che possono tuttavia non essere considerate «granitiche», come del resto i patti i cui vincoli a vendere vengono meno sotto Opa. Altrimenti non si spiegherebbero le decisioni del governo nel 2008, sebbene riviste finita la fase acuta di emergenza e non essendosi verificato alcun assalto dall’estero. Infine, nella decisione delle società non sarà secondario un aspetto di fondo: attribuire la facoltà di azioni anti-scalata al board per statuto cambia di fatto, pur nei limiti già delineati, l’equilibrio della governance: i manager acquistano più forza e il modello muove in direzione public company. Quante spa italiane vorranno «far le americane»? Forse è questo il vero interrogativo che attende una risposta nella prossima campagna assembleare, quando le società potranno cogliere il primo appuntamento utile per cambiare gli statuti.

Il «tetto» Da Eni a Unicredit, banche Popolari e municipalizzate, sono molte le società a prevedere tetti al possesso Golden share L’azione d’oro, presente in alcuni statuti di società pubbliche e «strategiche» è nel mirino Ue

Asta da 10 miliardi

Btp e Cct, tutto esaurito MILANO — Il maxi collocamento di titoli di Stato a medio-lungo termine effettuato ieri dal Ministero dell’Economia ha fatto il tutto esaurito. All’asta sono andati BTp e CcTeu per 10,3 miliardi di euro, a fronte di una domanda totale che ha sfiorato i 14 miliardi di euro. L'attenzione degli operatori era centrata sul soprattutto sul nuovo benchmark decennale, che il Tesoro ha collocato per l'importo massimo di 5 miliardi di euro e rendimento del 3,81%, in calo ma contenuto considerando l’allargamento degli spread rispetto al Bund, che ieri ha riguardato tutti i titoli dei Paesi «periferici». Per l’Italia, in particolare, il differenziale tra i Btp e i titoli tedeschi hanno toccato i 165 punti contro i 159 di venerdì. I Cct-eu e i Btp triennali, venduti per poco meno del massimo previsto, hanno registrato invece tassi in lieve aumento.

F. D. R. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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GESTIONE FUTURO

al 30/04/10

%

al 31/07/10

%

Titoli di Stato emessi in euro Obbligazioni quotate in euro Obbligazioni non quotate in euro Azioni quotate in euro Totale Generale

226.154.938 89,0 22.840.882 9,0 800.000 0,3 4.398.436 1,7 254.194.256 100,0

210.502.251 19.247.031 800.000 4.398.436 234.947.718

89,6 8,2 0,3 1,9 100,0

INTEGRAZIONE FUTURO

al 30/04/10

%

al 31/07/10

%

210.238 100,0 210.238 100,0

210.278 210.278

100,0 100,0

Titoli di Stato emessi in euro Totale Generale

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Economia 35

Corriere della Sera Martedì 31 Agosto 2010

Progetti Visita nell’impianto della Giulietta. Passera: il nodo è la presenza dell’industria in Italia

Occupazione

Fiat riapre con la cassa Blitz di Marchionne a Cassino

Fermi 670 mila lavoratori Cig verso il nuovo record

A Mirafiori sospensione anche per i 5 mila colletti bianchi MILANO — «Blitz» all’alba di Sergio Marchionne, arrivato in elicottero poco dopo le 6 del mattino in visita allo stabilimento di Cassino, dove è rimasto circa un’ora. L’amministratore delegato Fiat ha visitato l’impianto che produce la nuova Giulietta. Una mossa a sorpresa ma non una novità: il top manager coglie di frequente l’occasione di tastare «il polso» agli stabilimenti. E ieri sul tema delle scelte Fiat e dell’Industria-Italia è intervenuto l’amministratore de-

Concessionari Ieri per il lancio Usa della 500 il gruppo incontra 400 concessionari americani legato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera: «La Fiat ha deciso con grande coraggio di intraprendere l’unica azione strategica possibile: la globalizzazione. Fatta la scelta bisogna capire che cosa si può fare in ciascun paese: si sta valutando evidentemente se la componente produttiva possa essere mantenuta in Italia. Riflessione che dovremmo porci in molti comparti». Globalizzazione, dunque, come punto di partenza. Ed è iniziata ieri da Detroit l’offensiva

Fiat per ritornare sul mercato Usa dopo un’assenza di quasi trent’anni. Entro Natale la prima 500 correrà sulle strade Usa e l’obiettivo è portare a 50 mila negli States le vetture entro fine 2011. È quanto emerso ieri dal primo incontro organizzato a Detroit con 400 concessionari americani. L’incontro si è concluso con l'impegno di definire il piano entro il 22 settembre. Il gruppo punta anche

a introdurre sul mercato Usa dal 2012 una 500 elettrica, e a riprendere a partire dal 2011 la vendita di Alfa Romeo. Ieri a Mirafiori sono tornati in fabbrica soltanto i 5 mila colletti bianchi, ma anche per loro è prevista una settimana di cassa integrazione: la cig riparte dal 20 settembre in tutti gli stabilimenti (a eccezione di Cassino e della Sevel) e riguarderà anche gli impiegati dal 13

La pay-per-view sul web

Apple e Google, sfida per il palinsesto (m.sid.) Le chiamano convergenze parallele: nella sostanza tutti contro tutti. Con però il nuovo — Google, Apple ma anche la meno nota Hulu (in Europa non è accessibile) — che scardina riti e rendite del vecchio. A farne le spese ora è il «palinsesto» tv, o meglio ciò che ne rimane nell’era Internet, entrato nelle mire di YouTube (Google) e Apple. La società di Mountain View starebbe trattando con le major di Hollywood per portare a fine 2010 i film in streaming sul web. E la Apple domani a San Francisco

potrebbe rilanciare con la sua iTv che rimbalza tra i rumors di questi giorni. Insomma, banda larga permettendo, anche in Italia potrebbe arrivare una pay-per-view a consumo. Il timing non potrebbe essere migliore con il fallimento in corso di Blockbuster. A finire, a tempo debito, sarà anche la distinzione tra tv e pc. © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL COMMENTO di Massimo Mucchetti nelle Idee&Opinioni

al 17. E prosegue il confronto fra le parti. La Fiom riunirà i delegati con il segretario generale, Maurizio Landini, il 7 settembre a Torino. L’attivo si terrà in concomitanza con il consiglio direttivo di Federmeccanica convocato per definire nel contratto nazionale dei metalmeccanici il perimetro di deroga per il settore auto. La Fiom chiede a Federmeccanica di «non cedere al "diktat" della Fiat». E lo stesso Landini sarà presente oggi a Melfi (dove ieri sera si è recato il presidente della Puglia Nichi Vendola): i componenti Fiom della Rsu hanno presentato una richiesta di assemblea che non ha raccolto sottoscrizioni sufficienti. L’azienda ha però deciso che «l’assemblea potrà essere tenuta se dalla maggioranza dei componenti della Rsu non perverrà una formale comunicazione di diverso avviso». Infine, al numero uno della Fiat si rivolge il segretario del Pd Pierluigi Bersani: «Mi piacerebbe fare una chiacchierata con Marchionne. È vero che le relazioni industriali vanno modificate ma se si vuole creare una partnership tra impresa e lavoro, non si può prescindere dalla partecipazione democratica dei lavoratori».

S. Bo.

Ad Sergio Marchionne, 58 anni

ROMA — C’è attesa per i dati su «occupati e disoccupati» a luglio che saranno diffusi oggi dall’Istat (8,5% il tasso di disoccupazione registrato a giugno). Anche se l’emergenza lavoro non figura nei cinque punti indicati da Silvio Berlusconi per rilanciare il governo, la questione dovrà essere affrontata. Non solo perché ci sono 170 tavoli di crisi aziendale aperti al ministero dello Sviluppo (privo di un titolare da 4 mesi) con più di 200 mila posti di lavoro a rischio. Ma anche perché il 2010 segnerà un nuovo record della cassa integrazione. È ormai certo infatti che si supereranno i 918 milioni di ore autorizzate nel 2009, un dato che aveva frantumato il precedente picco di 816 milioni di ore del 1984. E, a differenza dell’anno scorso la parte del leone la fa non più la cassa integrazione ordinaria, che si usa per far fronte a difficoltà passeggere, ma la cassa integrazione straordinaria, utilizzata per le crisi gravi, e quella «in deroga» per le piccole aziende. Insomma c’è un peggioramento qualitativo, oltre che quantitativo, della cig. Secondo Indagini il monitoraggio fatto nei giorni scorsi dalla Uil elaborando i Le rilevazioni di Uil dati dell’Inps, e confermato da e Cgil: aumenta un analogo rapporto della Cgil, la «straordinaria» il monte ore di cassa utilizzata per le crisi gravi autorizzato equivale a dire che ci sono 670 mila lavoratori in cig a zero ore (60 mila in più rispetto a giugno). Di questi ben 308.388 sono in cassa straordinaria, 197.437 in deroga e "solo" 163.254 in cassa ordinaria. Si tratta di un calcolo che non tiene conto del fatto che circa la metà delle ore richieste dalle aziende non viene poi usata. Ma la consolazione vale fino a un certo punto, perché anche l’anno scorso il cosiddetto «tiraggio», cioè la percentuale di ore di cassa realmente svolte è stata di circa il 60%. E comunque lo stesso Inps ha calcolato che nel 2009 i lavoratori toccati con varie modalità dalla cassa integrazione sono stati più di un milione e 800 mila. Chi solo per qualche settimana, chi per l’intero anno. Situazione quest’ultima molto pesante nelle famiglie con un solo reddito, considerando che la cig copre l’80% della retribuzione e non supera il tetto fissato per legge a 866 euro (1.065 euro in caso di stipendio superiore a 1.917,48 euro). Le ore autorizzate nei primi sette mesi del 2010 hanno già superato i 750 milioni, cioè più del dato dei primi 10 mesi del 2009 (716 milioni). Di questo passo in autunno si supererà il muro del miliardo di ore.

Enrico Marro

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La casa del Biscione Il mercato cinese e le ambizioni di Ghuangzhou

«Asta sotterranea» per l’Alfa Ma il Lingotto resiste ancora MILANO — Nonostante le smentite incrociate degli interessati — Fiat e Volkswagen — sia Automotive News Europe, sia il quotidiano tedesco Handelsblatt, sia le dichiarazioni di Giorgetto Giugiaro, rilasciate a Quattroruote, evidenziano che l'attenzione per il marchio Alfa Romeo è da tempo nei piani di Wolfsburg. Giugiaro è stato molto esplicito al riguardo, e ha confermato che «la Germania ha sempre cercato di annettersi l'Italia, l'interesse del gruppo Volkswagen per l'Alfa è precedente a quello che ha portato all'acquisizione della mia azienda Italdesign. I tedeschi sono convinti che il marchio italiano possa dare ancora buoni frutti». La stampa germanica ricorda anche che, nel 2006, Sergio Marchionne aveva annunciato agli analisti un obiettivo di vendita, per Alfa Romeo, pari a 300mila unità entro il 2010, un piano non rispettato. Addirittura ipotizzano la possibilità che il marchio Alfa venga venduto ad un gruppo cinese. La Fiat ha firmato nella primavera di quest'anno una joint venture al 50% con la Ghuangzhou Automobile Group, che dovrebbe iniziare a produrre l'erede della Linea a fine 2012 (ottenuta l'autorizzazione governativa necessaria per costruire in Cina). La Ghuangzhou vuole iniziare una sua produzione con un marchio autonomo e potrebbe quindi essere interessata all'Alfa, brand che possiede un'elevata forza di attrazione per il cliente asiatico. La stessa intenzione po-

trebbero averla i gruppi Wang, Dong Weng e Cherry, tutte industrie che cercano espansione nel loro mercato, ma non hanno la preparazione e la cultura industriale necessaria per poter progettare modelli sportivi o di lusso. Ma il futuro di Fiat e di Fabbrica Italia configura anche l'utilizzo di pianali intercambiabili tra Chrysler e Alfa. La piattaforma della Giulietta, allungata, sarà utilizzata per costruire la Giulia, la prima Alfa destinata all'America, innescando un processo incrociato di componenti, alla base della redditività del progetto Fiat/Chrysler. E' difficile pensare che possa essere smantellata un’architettura che influenzerà anche i marchi Fiat e Lancia. Marchionne ha sempre detto che potranno esserci altri accordi, ma continua a re-

Per gli States Il pianale della Giulietta, allungato, sarà usato per la Giulia, la prima Alfa Romeo del ritorno negli Usa

spingere con fermezza le voci di vendite (anche da Rimini). Le indiscrezioni, però, contribuiscono ad alzare il valore di Alfa. La Volvo è stata pagata dai cinesi, cash, 1,8 miliardi di dollari e l'unica motivazione per convincere Fiat a cedere potrebbe essere la possibilità di disporre di una forte iniezione di liquidità. I risultati del mercato statunitense, pur soddisfacenti, dimostrano che il 2010, come ha affermato sempre Marchionne «si sta concretizzando come un anno di transizione e stabilizzazione». Chrysler ha una previsione di vendita di 1,1 milioni di pezzi, con un mercato americano previsto a 11 milioni di unità. La Chrysler, nel primo semestre 2010 ha dichiarato un utile operativo di 396 milioni di dollari, ma a fronte del debito contratto con il Governo americano ha pagato, nello stesso periodo 591 milioni di dollari di interessi. La sua «road map», insomma, è ancora in salita. E, attualmente, l'unico mercato in forte espansione è quello cinese, divenuto ormai il primo nel mondo, che ha permesso alle aziende che vi operano, da Gm a Volkswagen e Toyota di realizzare forti utili.

Bianca Carretto © RIPRODUZIONE RISERVATA

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36 Economia

Martedì 31 Agosto 2010 Corriere della Sera

In Asia Nuove misure di Tokyo contro il minidollaro. E Pechino minaccia punizioni per le perdite sui Treasury bond

Intesa preliminare

Cambi, governatori sotto scacco

La Fimit di Massimo Caputi (foto) ha firmato con First Atlantic, sgr immobiliare controllata da Dea Capital, un memorandum of understanding

Giallo sulla fuga americana del numero uno della banca centrale cinese MILANO — È un segno che i leader delle grandi banche centrali ormai si occupano di molto più che semplicemente di inflazione o di tassi d’interesse. O magari è altro un sintomo dell’epidemia occidentale del debito che dal 2007 nessuno riesce a controllare. Ma nella sostanza, per una volta almeno, cinesi e giapponesi si capiscono alla perfezione. I banchieri centrali dei due grandi Paesi creditori d’Asia appaiono sempre più in difficoltà, entrambi per lo stesso motivo: la debolezza del dollaro. Masaaki Shirakawa, il governatore di Tokyo, è ormai sottoposto a una quotidiana gogna pubblica (e governativa) per l’incontenibile sopravvalutazione dello yen sul biglietto verde. Ma è su Zhou Xiaochuan della Banca del Popolo della Cina, il responsabile ultimo di circa 2.500 miliardi di dollari di riserve valutarie di Pechino, che si addensano le voci più destabilizzanti. Ieri in serata Stratfor, il sito di intelligence più autorevole degli Stati Uniti, riportava i sospetti diffusi in Cina che Zhou si sia dato alla fuga, rifugiandosi negli Stati Uniti. Tutto nasce dall’agenzia di stampa di Hong Kong Ming Pao, che nel fine settimana ha parlato di possibili «punizioni» per i responsabili della banca centrale cinese dopo (presunte) perdite da 430 miliardi di dollari sugli investimenti in titoli del Tesoro Usa. Vera o no, la voce riflette bene la crescente paranoia del sistema finanziario cinese: subire perdite sulla colossale esposizione in dollari

Stop su Internet Censurato su Internet il nome del governatore cinese Zhou Xiaochuan: troppe indiscrezioni in rete sulle difficoltà nella politica valutaria

della banca centrale, frutto del surplus commerciale e dei continui interventi per frenare la rivalutazione dello yuan. Ora una scivolata del biglietto verde sullo yuan imporrebbe perdite ingenti a Pechino, dove gran parte delle riserve è proprio in titoli americani. Ming Pao ha subito smentito la sua stessa indiscrezione, ma lo ha

fatto quando il genio ormai era fuori dalla lampada. Da giorni sui blog cinesi si inseguono commenti e fughe di notizie sulla presunta defezione di Zhou negli Stati Uniti, dove peraltro il governatore si è formato. Le voci sono così intense che il sistema di censura di Internet ha bloccato le parole «Zhou Xiaochuan» su tutti i motori di ricerca. Dalla banca centrale

Il compleanno dell’oracolo di Omaha

Buffett ha 80 anni «Voglio lavorare oltre i cento»

Warren Buffett ha compiuto ieri 80 anni ma conta di continuare a lavorare oltre i 100. «Ma per questo — ha detto — devo imparare a pensare fuori dagli schemi». Alcuni giorni fa l’«oracolo di Omaha» e l’altro «grande vecchio» della finanza Usa, George Soros, hanno comunicato alla Sec di aver riorientato i loro investimenti alla luce delle tendenze e delle prospettive dei singoli settori di attività economica. Tre sono i candidati al posto di ceo della sua Berkshire. Ma non c’è fretta.

non sono invece arrivate smentite, solo aggiornamenti sulle attività ordinarie del governatore. Peraltro, secondo alcuni blog Zhou, in realtà sarebbe stato consegnato agli arresti domiciliari. Il governo e la stessa banca centrale in realtà dispongono del modo migliore per placare le voci: mostrare il governatore in pubblico (la sua ultima apparizione risale all’inizio di agosto). Ma se non lo facessero nei prossimi giorni, i sospetti potranno solo rafforzarsi e minare il valore del dollaro. Sui mercati, l’incertezza sulla guida della banca centrale cinese finirebbe infatti per essere spiegata con i dubbi della Cina, primo creditore degli Stati Uniti, sulla tenuta del suo grande debitore. La debolezza del dollaro, frutto del debito pubblico e privato degli Stati Uniti, sta intanto complicando la carriera anche al governatore di Tokyo Shirakawa. Lo yen viaggia ai massimi da 15 sul biglietto verde e la competitività dell’export nipponico soffre. Nel fine settimana, al vertice dei banchieri centrali a Jackson Hole, Shirakawa si è lamentato con i colleghi della pressione a cui lo sottopone il suo stesso governo. Ieri poi ha annunciato modeste misure di ampliamento delle finestre del credito. Ma sia per lui sia per Zhou l’America in crisi, a cui entrambi hanno prestato migliaia di dollari, continuerà ancora a animare i peggiori incubi notturni.

Fondi immobiliari, Fimit ci riprova con Dea MILANO — Fa un passo avanti il progetto di fusione tra Fimit e First Atlantic, la sgr immobiliare controllata dalla Dea Capital della famiglia De Agostini. Le due società hanno firmato prima dell’estate un «memorandum of understanding» per creare la più grande società indipendente di gestione di fondi immobiliari in Italia. A darne notizia è stata Dea Capital nella relazione semestrale pubblicata venerdì scorso. Il memorandum è stato siglato dopo che Fimit e Dea Capital hanno concluso la due diligence, ossia l’analisi dei conti e della documentazione relativa ai fondi in gestione. Si tratta tuttavia di un accordo preliminare non vincolante. E Il progetto poiché già una volta Fimit ha visto sfumare una fusione L’obiettivo è la minuto, quella con fusione: nascerebbe all’ultimo Pirelli Re saltata in seguito ad un gruppo alcune richieste di Bankitalia alla da 8 miliardi società guidata da Massimo Caputi che avrebbe allungato i tempi dell’operazione, c’è ancora prudenza sull’esito delle trattative. Rispetto ai primi colloqui tra le due società, avviati a fine aprile, il memorandum rappresenta tuttavia un passo avanti importante che spiana la strada alla fusione. Nella semestrale Dea Capital ha spiegato che l’unione delle due società creerebbe una sgr immobiliare con oltre 8 miliardi di euro di masse in gestione e 19 fondi gestiti (di cui 5 quotati), «che si porrebbe come uno dei principali interlocutori presso investitori istituzionali italiani e internazionali nella promozione, istituzione e gestione di fondi comuni di investimento immobiliare chiusi in Italia».

Federico De Rosa

Federico Fubini

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TELECOM ITALIA PER TE Informazioni utili per i clienti

Informiamo la Clientela Affari che dal 1° ottobre 2010 verranno applicati i nuovi prezzi dei contributi d’attivazione per l’accesso RTG e per l’accesso base ISDN come indicato nella successiva tabella: Contributi d'attivazione una tantum Prezzi in Euro (IVA esclusa) Accesso RTG Nuovi impianti Passaggio da altro Gestore a Telecom Italia Accesso base ISDN Nuovi impianti Passaggio da altro Gestore a Telecom Italia

Euro 100,00 100,00 Euro 100,00 100,00

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Economia 37

Corriere della Sera Martedì 31 Agosto 2010

Consumatori Nuove misure sui limiti Antitrust. All’Authority per l’energia anche la vigilanza sull’acqua

Concorrenza: benzina e banche ora ci prova il governo Pronto il progetto di Saglia. Ma l’assenza del ministro titolare potrebbe fermarlo ROMA — Per benzina, saldi, appalti, conflitti di interesse, massimo scoperto, concentrazione tra imprese, poteri dell' Antitrust e dell'Autorità per l'energia è in arrivo una piccola rivoluzione a vantaggio dei consumatori. È contenuta nei 29 articoli dell'atteso disegno di legge annuale sulla concorrenza preparato prima delle vacanze dalla struttura del sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico Stefano Saglia. Dopo essere stato vagliato all'inizio di agosto dal sotto-

Il credito Le banche dovranno indicare in anticipo i tassi da applicare per i conti in rosso segretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il ddl dovrebbe approdare al Consiglio dei ministri in una delle prossime riunioni. Il condizionale è d'obbligo visto che dall'uscita di scena del ministro Claudio Scajola, quattro mesi fa, la poltrona è restata vacante. Ma la «lenzuolata» del centrodestra potrebbe essere l'occasione per dimostrare che l'assunzione ad interim dell'incarico da parte del premier Silvio Berlusconi non ha

rallentato più di tanto l’attività del dicastero. Saglia ci spera. La sua «creatura» è stata congeniata «perché fosse a costo zero», spiega il sottosegretario, così da non impattare sui conti pubblici e sulla linea del rigore imposta dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti. La parte più corposa dell'articolato si riferisce al mondo dei carburanti. È prevista, per esempio, entro sei mesi dall'approvazione una piattaforma telematica per la gestione delle transazioni petrolifere con lo scopo di evidenziare le capacità di stoccaggio delle compagnie e la trasparenza dei prezzi di acquisto. I listini dei distributori di carburante potranno essere aggiornati non più giornalmente ma con lo scarto di una settimana. Così come le Regioni, con regolamenti ad hoc da approvare entro quattro mesi dal via libera del Parlamento, dovranno legiferare per favorire l'ammodernamento e l'automazione degli impianti di carburante. I distributori, opportunamente ristrutturati, potranno altresì vendere giornali, bevande e altri generi di consumo con procedure estremamente semplificate. Per queste attività di commercio cade il requisito minimo di una superficie pari a 1500 metri quadrati. È abrogato anche l'obbligo, voluto dal ministero dell'Ambien-

Sul «Wall Street Journal»

Bulgari, cedola più alta «Bulgari recupera il suo lustro». Questo il titolo dell’intervista che il Wall Street Journal ha fatto a Francesco Trapani. Preoccupato per il crescente prezzo dell’oro, il numero uno della gioielleria ha sottolineato come da costi crescenti possano nascere opportunità: come la linea di gioielli oro e ceramica «più economica» e che sta dando grande soddisfazioni in termini di vendite. Trapani conta di chiudere l’anno con profitti in crescita (dopo il rosso del 2009). E con un aumento dei dividendi.

te, di colorare di verde la benzina senza piombo. Per due anni verrà potenziato il fondo per incentivare la chiusura o la ristrutturazione di impianti vecchi. Entro sei mesi tutti i distributori saranno obbligati a esporre chiari cartelli con i prezzi dei vari tipi di carburanti e la differenza tra servito e self service. Rafforzate le misure contro le concentrazioni tra imprese: scende a 4,7 milioni il fatturato delle imprese per le quali vi è l'obbligo di comunicazione all' Antitrust nel caso di acquisizioni di settore. Previsto anche un intervento, ma soft, sui conflitti d’interesse. Banche, assicurazioni e società finanziarie devo-

COMUNE DI SANREMO

CNP UniCredit Vita S.p.A. SOCIETÀ SOGGETTA A DIREZIONE E COORDINAMENTO DI CNP ASSURANCES S.A. SEDE LEGALE: P.ZZA DURANTE, 11 - 20131 MILANO (ITALIA) - IMPRESA AUTORIZZATA ALL’ESERCIZIO DELLE ASSICURAZIONI CON PROVV. ISVAP N° 580 DEL 26/5/97 PUBBLICATO SULLA G.U. N° 126 DEL 2/6/97 - CAPITALE SOCIALE EURO 301.698.528,56 I.V. - REGISTRO DELLE IMPRESE DI MILANO E C. FISCALE 07084500011 - P. IVA 13362170154 - ISCRITTA ALL’ALBO DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE E RIASSICURAZIONE AL N. 1.00129

PROSPETTO DELLA COMPOSIZIONE DELLA GESTIONE SEPARATA IN EURO Periodo di osservazione: 1 novembre - 31 ottobre in conformità alle Circolari ISVAP n. 71 del 26/03/87 e n. 471/D del 12/02/02

GESTIONE SEPARATA "CNP CAPITALIA PREVIDENZIALE" Trimestre precedente al 30/04/10 Comp %

Trimestre attuale al 31/07/10 Comp %

Obblig. e altri titoli a reddito fisso:

99.871.965

92,46

97.324.019

92,28

BTP

32.085.027

29,70

29.416.074

27,89

CCT

13.918.817

12,89

13.888.178

13,17

Altri titoli di Stato emessi in euro

11.926.224

11,04

11.937.905

11,32

Obbligazioni quotate in euro Altri attivi patrimoniali: Quote di OICR

41.941.897

38,83

42.081.862

39,90

8.144.106

7,54

8.144.106

7,72

8.144.106

7,54

8.144.106

7,72

Saldo attivi della gestione separata

108.016.071

100,00

105.468.125

100,00

Riserve Tecniche stimate

100.339.881

97.858.244

www.cnpunicreditvita.it A.T.E.R. DI VENEZIA AVVISO DI GARA AMMINISTRAZIONE AGGIUDICATRICE Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale della provincia di Venezia. Dorsoduro n. 3507. 30123 Venezia. Telefono 041.798811. Telefax 041.5237994. Mail gare.appalti@atervenezia.it. CARATTERISTICHE DELL’APPALTO: DL 163/06 procedura aperta, n. 2010/017, Recupero di un edificio con n. 17 alloggi, in Comune di Chioggia centro storico, Riva Merlin civ. 1435, 1436, 1437b. Finanziamento con fondi Legge n. 560/93 e 560/93 voce D. PEI n. 530, base d'asta € 1.122.893,38, di cui sicurezza € 98.503,03. CATEGORIE PREVISTE: OG1, OS6, OS7. SCADENZA DELLE OFFERTE: 06/10/2010, ore 12.00. Il bando ed il Disciplinare di gara sono reperibili sul sito internet dell’ente appaltante www.atervenezia.it e della Regione Veneto www.rveneto.bandi.it. IL DIRETTORE - cav. ing. A.L. Marcon

PROVINCIA DI CUNEO

REGIONE VENETO

ESTRATTO BANDO DI GARA PROCEDURA APERTA Data pubblicazione sulla GURI 25/08/2010 “FORNITURA BIENNALE DI SEGNALETICA VERTICALE DA IMPIEGARE LUNGO LA RETE STRADALE PROVINCIALE ANNI 2010/2011”. Importo a base di gara: €. 288.615,00 I.V.A. esclusa. Le offerte dovranno pervenire entro le ore 12,00 dell’11/10/2010. Criterio di selezione delle offerte: prezzo più basso (ribasso unico % sull’elenco prezzi). Bando, norme di partecipazione, allegati, computo metrico e stima e Capitolato Speciale reperibili sul sito: www.provincia.cuneo.it o presso il Settore Appalti Contratti ed Espropri - C.so Nizza, 21 - Cuneo. Data invio bando alla G.U.U.E. 17/08/2010. Cuneo, lì 17/08/2010 IL DIRIGENTE DEL SETTORE APPALTI CONTRATTI ED ESPROPRI Dott.ssa Raffaella MUSSO

AZIENDA ULSS N. 15 - “ALTA PADOVANA” ESTRATTO AVVISO RELATIVO AGLI APPALTI AGGIUDICATI Si rende noto che l’Azienda Ulss n. 15 “Alta Padovana” ha assegnato la fornitura, a seguito di gara mediante procedura aperta, di “Sistemi analitici completi per l’esecuzione degli esami delle emocolture e dei micobatteri per alcune Aziende dell’Area Vasta della Provincia di Padova” (Bando di gara pubblicato nella G.U.U.E. 2009/S 193277412 del 07/10/2009) per l’importo complessivo di E. 1.380.850,00=, IVA esclusa. Il testo integrale del presente avviso, che è stato pubblicato in data 18/08/2010 sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea e in data 25/08/2010 sulla Gazzetta della Repubblica Italiana, è visionabile sul Sito aziendale www.ulss15.pd.it. Cittadella, lì 26/08/2010 IL DIRETTORE GENERALE (Dott. Francesco Benazzi)

TRIBUNALE CIVILE DI ROMA ATTO DI CITAZIONE PER USUCAPIONE Il Sig. Alessandro LUPI, res.te in Roma ed ivi elettivamente domiciliato, in Via Casilina n. 1665 Sc. B, presso e nello Studio dall’Avv. Fulvio ROMANELLI, che lo rappresenta e difende cita i Sig.ri Baroni Franco, Bessio Giacomo, Carlo Settimio, Caviglia Samuele, Del Tosto Valerio, Micheletti Teresa Cristina, Vesci Guglielmo, Vesci Maria Emanuela, Vesci Marina, ed eventuali eredi e/o aventi causa comparire dinanzi al Tribunale Civile di Roma presso i suoi noti locali, Sezione Giudice Designandi ai sensi dell’art. 168 bis C.p.c., all’udienza che si terrà il giorno 20/02/2011 ore di rito con invito a costituirsi in giudizio nel termine di venti giorni prima dell’udienza indicata, ai sensi e nelle forme di cui all’art. 166 C.p.c., con l’avvertimento che in difetto si procederà in sua contumacia e che la costituzione oltre i termini suddetti implica le decadenza di cui agli articoli 38 e 167 c.p.c per accertare, da parte del Cav. Alessandro LUPI, il possesso ultraventennale dell'immobile ubicato in Roma Via Santa Rita da Cascia civico n. 2 e facente angolo con via G. Baldrighi distinto al catasto urbano al Foglio n. 1052 particelle n. 2209, 2259, 2260 e per l'effetto dichiarare ai sensi dell'art. 1158 C.C. l'avvenuto acquisto per l'usucapione rigettando ogni contraria domanda, istanza e/o eccezione. Con vittoria di spese di lite in caso di costituzione e resistenza da parte dei convenuti. Avv. Fulvio ROMANELLI

ESTRATTO BANDO DI GARA Il Comune di Sanremo - Servizio Contratti provvederà ad aggiudicare mediante procedura aperta, ai sensi dell’art. 55 e ss. del D.Lgs. n. 163/2006 e s.m.i., i servizi cimiteriali di sepoltura e gestione del Cimitero comunale di Valle Armea, nonché di custodia, sepoltura e di gestione del Cimitero monumentale della Foce e dei Cimiteri frazionali, aventi durata certa di anni tre dalla consegna, eventualmente rinnovabili - codice CIG 052263298F. - Criterio di aggiudicazione: offerta economicamente più vantaggiosa, ai sensi dell’art. 83 del D.Lgs. 163/2006 e s.m.i. Si procederà alla valutazione della congruità delle offerte, ai sensi degli artt. 86 e ss. - pari decreto. Importo posto a base di gara: € 1.020.000,00 oltre IVA 20%, riferito alla durata contrattuale certa di anni tre. - Prima seduta pubblica di gara: 30 settembre 2010 - ore 10,00. - Termine ultimo di ricezione delle offerte: ore 13,00 del giorno 29 settembre 2010. Bando integrale e disciplinare di gara e Capitolato speciale d’appalto sono acquisibili dal sito Internet del Comune www.comunedisanremo.it e dal sito www.appaltiliguria.it, o presso il Servizio Contratti - C.so F. Cavallotti, 59 - tel. 0184/580234 - fax 0184/502371. - Invio bando alla U.E.: 17/08/2010. IL DIRIGENTE DEL SERVIZIO CONTRATTI Avv. Antonio Borea COMUNE DI CANALE MONTERANO Sede Legale: Piazza del Campo n. 9 00060 Canale Monterano (RM) Tel. 06/9962401 - Fax 06/99675132

BANDO DI GARA - CIG 05304469E0 Bando di gara per l’aggiudicazione dei lavori di realizzazione degli impianti fognari e dei collettori necessari alla separazione delle acque reflue bianche e nere. Importo a base d’asta € 729.938,60, di cui € 24.398,77 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso. Procedura aperta - Criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Categoria prevalente OG6 - Classifica III°. Termine ultimo per ricezione offerte: 27/09/2010. Documentazione integrale disponibile su: www.comune.canalemonterano.rm.it Elaborati progettuali consultabili presso: Ufficio Tecnico comunale tel. 06/9962401 int. 13. IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO UNICO Arch. Daniela Sgriscia

Panorama

Turismo, «scalata» di Mordachov al tour operator Tui

no pubblicare sui propri siti le situazioni di conflitto dei membri degli organi di gestione e dei dirigenti con responsabilità strategiche, «in relazione agli incarichi da questi assunti in società concorrenti o che controllano o sono controllate da società concorrenti». L'obbligo di procedere ad appalti per le società pubbliche si dimezza nel valore: passa da 500 mila euro a 250 mila. Molto importante l'articolo 19 per gli sceriffi dell'Antitrust: cade la possibilità di opporre il segreto all'autorità giudiziaria nel casi di violazioni sanzionabili penalmente. In vista della privatizzazione delle società che gestiscono l'acqua, l'Autorità per l'energia e il gas assumerà potestà anche sul settore idrico. Più poteri all’Antitrust nel caso di informazioni scorrette al pubblico. Il massimo scoperto, regolato dall'articolo 11, modifica la legge Bersani e prevede che le Banche debbano indicare ex ante i tassi di interesse da applicare in caso di «rosso». Novità anche per i concorsi a premi televisivi: sono previste sanzioni salate per chi non rispetta gli impegni. E per i saldi: entro 4 mesi un decreto del ministero stabilirà nuove regole su periodi, durata, modalità di svolgimento e pubblicità. «C'è anche un capitolo molto importante — precisa il sottosegretario — che riguarda la possibilità di modificare le accise dei carburanti, ma è una questione delicata e a decidere sarà il governo». Il cammino è comunque lungo. La lenzuolata di Saglia dovrà passare le forche caudine del Parlamento con le lobby pronte a fare fuoco.

Il miliardario russo Alexej Mordachov, uno dei principali azionisti del gruppo turistico Tui (viaggi, crociere), intende aumentare la sua partecipazione oltre il 25% dall’attuale 18% circa attraverso la controllata tedesca S-Group Travel Holding. Lo scrive il quotidiano tedesco Handelsblatt. Cisco ha fatto un’offerta per acquistare Skype prima che la compagnia di telefonia via Internet (VoIP) si quoti in Borsa. L’indiscrezione arriva dal sito TechCrunch. La proposta si aggirerebbe sui 5 miliardi di dollari. Secondo l’Autorità per l’energia occorre «superare alcune criticità del Decreto stoccaggi» sul gas e appaiono «necessari tetti antitrust più proconcorrenziali e benefici anche per famiglie e piccole imprese». Nella nota l’Authority comunica di aver inviato a Parlamento e governo una segnalazione (foto Alessandro Ortis). Maurizio Borletti è sicuro di poter rilevare Karstadt, la catena tedesca di grandi magazzini, perché la sua nuova offerta è «migliore» rispetto a quella di Nicolas Berggrün. «Tutti i partecipanti ne trarrebbero profitto» ha detto al quotidiano Die Welt. Enrico Salza diventa presidente del Comitato per il Controllo interno di Iren, la multiutility nata dalla fusione tra Iride ed Enia. Nel Comitato per la Remunerazione entrano Paolo Cantarella, Franco Amato ed Ernesto Lavatelli.

Roberto Bagnoli © RIPRODUZIONE RISERVATA

PROSPETTO DELLA COMPOSIZIONE DELLE GESTIONI SEPARATE AL 31/07/2010 3° TRIMESTRE – ANNO 2009-2010

(importi in Euro)

Descrizione categoria 1.00 1.01 1.02 1.03 1.05

Obblig. e altri titoli a reddito fisso: BTP CCT Altri titoli di Stato emessi in euro Obbligazioni quotate in euro

Trimestre precedente al 30/04/10 % 1.103.656.747 100.802.230 13.941.377 502.790.825 486.122.315

Trimestre attuale al 31/07/10 %

92,64 1.114.417.580 8,46 156.777.031 1,17 13.942.795 42,20 517.552.715 40,81 426.145.039

94,04 13,23 1,18 43,67 35,96

2.00 Titoli di capitale: 2.01 Azioni quotate in euro

36.168.037 36.168.037

3,04 3,04

40.167.342 40.167.342

3,39 3,39

3.00 Altri attivi patrimoniali: 3.03 Quote di OICR 3.05 Liquidità

51.476.839 51.476.839

4,32 4,32

30.465.998 2.078.777 28.387.221

2,57 0,18 2,39

10.00 Saldo attivi della gestione separata 1.191.301.623

Al tuo fianco, ogni giorno

100,00 1.185.050.920 100,00

(importi in Euro)

Descrizione categoria 1.00 Obblig. e altri titoli a reddito fisso:

Trimestre precedente al 30/04/10 %

Trimestre attuale al 31/07/10 %

83.998.329

91,24

88.124.879

2.792.488

3,03

7.723.479

8,00

1.03 Altri titoli di Stato emessi in euro

54.591.517

59,30

57.753.080

59,79

1.05 Obbligazioni quotate in euro

26.614.324

28,91

22.648.320

23,45

1.01 BTP

91,24

2.00 Titoli di capitale:

4.567.643

4,96

4.584.817

4,75

2.01 Azioni quotate in euro

4.567.643

4,96

4.584.817

4,75

3.00 Altri attivi patrimoniali:

3.494.519

3,80

3.877.971

4,01

3.05 Liquidità

3.494.519

3,80

3.877.971

4,01

92.060.491

100,00

10.00 Saldo attivi della gestione separata

96.587.667 100,00

(importi in Euro)

Descrizione categoria 1.00 1.01 1.03 1.05

Obblig. e altri titoli a reddito fisso: BTP Altri titoli di Stato emessi in euro Obbligazioni quotate in euro

2.00 Titoli di capitale: 2.01 Azioni quotate in euro 3.00 Altri attivi patrimoniali: 3.05 Liquidità 10.00 Saldo attivi della gestione separata

Trimestre precedente al 30/04/10 % 5.329.006 449.893 2.966.790 1.912.323

Trimestre attuale al 31/07/10 %

96,51 8,15 53,73 34,63

5.076.103 449.919 2.713.787 1.912.397

95,12 8,43 50,85 35,84

101.394 101.394

1,84 1,84

101.394 101.394

1,90 1,90

91.141 91.141

1,65 1,65

158.884 158.884

2,98 2,98

5.521.541

100,00

5.336.381 100,00

(in conformità alle disposizioni ISVAP circ. n°71 del 26/3/87 e successive modificazioni)

HDI Assicurazioni S.p.A. Via Abruzzi, 10 - 00187 Roma Tel. 06-42103.1 - Fax 06-42103500 Capitale Sociale € 96.000.000,00 C.F. e P.IVA 04349061004 Impresa autorizzata all’esercizio delle assicurazioni con D.M.I.C.A. n. 19570 dell’8/6/93 (G.U. 14/6/93) Società con unico azionista Società Capogruppo del Gruppo Assicurativo HDI Assicurazioni iscritto all'Albo dei Gruppi Assicurativi al n. 015

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Martedì 31 Agosto 2010 Corriere della Sera

Nome

Data Valuta

AKROS ABSOLUTE RETURN AKROS DYNAMIC AKROS MARKET NEUTRAL AKROS LONG/SHORT EQUITY

31/07 31/07 31/07 30/07

EUR EUR EUR EUR

Quota/od.

489569,349 468774,879 488136,026 489516,134

Quota/pre.

487249,012 466128,907 487581,193 486487,608

www.albertinisyz.it Tel 02 30306.1 31/07 EUR 626201,278 622933,075 31/07 EUR 601240,546 594172,553 31/07 EUR 633886,790 629963,802

Albertini Syz Multistrategy Albertini Syz Long Short Equity Albertini Syz Innovation

www.gestiellehedge.it 30/06 EUR 490565,562 G. Hedge Credit Fund 30/06 EUR 585272,623 G. Hedge High Volatility 30/06 EUR 431021,149 G. Hedge Long Short World 30/06 EUR 561926,745 G. Hedge Low Volatility 30/06 EUR 525195,389 G. Hedge Multi- Strategy 30/06 EUR 390355,209 G. Hedge Opportunity 30/06 EUR 546221,123 G. Hedge Concentr Low 1 30/06 EUR 715383,694 G. Hedge Concentr Medium 1

Amundi Absolute Amundi Azioni QEuro Amundi Breve Termine Amundi Corporate 3 anni Amundi Corporate Giugno 2012 Amundi Dynamic Allocation Amundi EONIA Amundi Equipe 1 Amundi Equipe 2 Amundi Equipe 3 Amundi Equipe 4 Amundi Eureka BRIC Ripresa 2014 Amundi Eureka China Double Win Amundi Eureka Cina Ripresa 2015 Amundi Eureka Doppia Opp 2014 Amundi Eureka Double Call Amundi Eureka Double Win Amundi Eureka Double Win 2013 Amundi Eureka Dragon Amundi Eureka Oriente 2015 Amundi Eureka Ripresa 2014 Amundi Eureka Ripresa Due 2014 Amundi Eureka Settori 2016 Amundi Eureka USA 2015 Amundi Europe Equity Amundi For. E. Eq. Op. 2013 Amundi For. E. Eq. Op. Due 2013 Amundi For. Em.MktEq.R.2014 Amundi For. Gar. Hi. Div. 2014 Amundi Form Gar.E.Mk.Eq.R 2013 Amundi Form Gar.Eq.R.DUE 2013 Amundi Form Gar.Eq.Recall 2013 Amundi Form Gar.Mer.Emergenti Amundi Form Garantita 2012 Amundi Form Garantita 2013 Amundi Form Garantita Due 2013 Amundi Form Priv.Div.Opportunity Amundi Global Emerging Equity Amundi Global Equity Amundi Liquidità Amundi Obbligazionario Euro Amundi Pacific Equity Amundi Più Amundi Premium Power Amundi Private Alfa 2007 Amundi QBalanced Amundi QReturn Amundi USA Equity Unibanca Plus

24/08 27/08 27/08 24/08 24/08 27/08 25/02 27/08 27/08 27/08 27/08 24/08 24/08 24/08 24/08 24/08 24/08 24/08 24/08 24/08 24/08 24/08 24/08 24/08 27/08 24/08 24/08 24/08 24/08 24/08 24/08 24/08 24/08 24/08 24/08 24/08 24/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 24/08 27/08 27/08 27/08 27/08

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

5,247 11,895 7,493 101,927 5,054 5,199 101,967 5,277 5,205 5,165 4,769 5,242 5,593 4,992 5,008 5,378 5,493 4,807 6,306 4,924 5,119 4,831 4,955 4,695 4,094 4,398 4,429 5,074 4,971 5,031 4,934 4,940 5,731 5,088 4,979 4,972 5,000 5,052 4,188 8,953 5,633 4,706 5,640 5,100 4,789 8,568 5,311 4,001 5,274

Numero Verde 800 255783 info@animasgr.it - www.animasgr.it 27/08 EUR 3,863 Anima America 27/08 EUR 6,069 Anima Asia 27/08 EUR 6,207 Anima Convertibile 27/08 EUR 10,186 Anima Emerging Markets 27/08 EUR 3,842 Anima Europa 27/08 EUR 13,454 Anima Fondattivo 27/08 EUR 20,082 Anima Fondimpiego 27/08 EUR 12,317 Anima Fondo Trading 27/08 EUR 6,625 Anima Liquidità 27/08 EUR 7,160 Anima Obbligaz Euro 27/08 EUR 8,564 Americhe 27/08 EUR 7,429 Corporate Bd 27/08 EUR 6,490 Emerging Markets Bd 27/08 EUR 7,130 Emerging Markets Eq 27/08 EUR 4,226 Euroland 27/08 EUR 12,485 Europa 27/08 EUR 7,726 Europe Bd 27/08 EUR 2,832 Flessibile 27/08 EUR 7,600 Fondo Liquidità 27/08 EUR 6,566 Iniziativa Europa 27/08 EUR 12,523 Internazionale 27/08 EUR 14,475 Italia 27/08 EUR 5,702 Mix 27/08 EUR 12,117 Monetario 27/08 EUR 5,833 Obiettivo Rendimento 27/08 EUR 4,850 Pacifico 27/08 EUR 10,355 Pianeta 27/08 EUR 6,634 Premium 27/08 EUR 7,800 Risparmio 27/08 EUR 10,174 Sforzesco 27/08 EUR 6,894 Tesoreria F.per le Imprese 27/08 EUR 19,369 Valore Globale 27/08 EUR 34,799 Visconteo 27/08 EUR 4,545 Capitale Piu' C.Azionario 27/08 EUR 5,292 Capitale Piu' C.Bilanc. 15 27/08 EUR 5,025 Capitale Piu' C.Bilanc. 30 27/08 EUR 5,501 Capitale Piu' C.Obbligaz. 27/08 EUR 5,423 Managers & Co. Comp.30 27/08 EUR 5,064 Managers & Co. Comp.50 27/08 EUR 4,498 Managers & Co. Comp.70 27/08 EUR 4,012 Managers & Co. Comp.90

493294,749 590782,518 433534,636 566840,110 529801,698 397319,939 548863,453 720063,728

5,227 11,801 7,501 101,857 5,049 5,195 101,970 5,278 5,205 5,167 4,766 5,268 5,619 5,016 5,044 5,417 5,582 4,896 6,290 4,939 5,195 4,929 4,958 4,760 4,078 4,465 4,502 5,084 4,964 5,043 4,930 4,932 5,727 5,087 4,973 4,965 4,997 5,058 4,184 8,955 5,643 4,695 5,639 5,098 4,778 8,564 5,261 4,021 5,274

3,811 6,029 6,210 10,142 3,807 13,380 20,085 12,208 6,626 7,164 8,452 7,437 6,498 7,097 4,193 12,416 7,723 2,808 7,600 6,534 12,476 14,407 5,694 12,122 5,839 4,837 10,350 6,634 7,802 10,175 6,897 19,191 34,750 4,515 5,289 5,018 5,503 5,419 5,049 4,471 3,977

FONDO PENSIONE APERTO ARTI & MESTIERI A&M Conservazione 3+ A A&M Conservazione 3+ A&M Crescita 25+ A A&M Crescita 25+ A&M Garanzia 1+ A A&M Garanzia 1+ A&M Incremento e Garanzia 5+ A A&M Incremento e Garanzia 5+ A&M Rivalutazione 10+ A A&M Rivalutazione 10+

30/07 30/07 30/07 30/07 30/07 30/07 30/07 30/07 30/07 30/07

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

13,520 13,402 10,284 10,121 12,496 12,461 10,874 10,842 12,280 12,118

13,555 13,439 10,184 10,028 12,484 12,450 10,774 10,742 12,217 12,061

Nome

Data Valuta 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08

Azimut Garanzia Azimut Prev. Com. Crescita Azimut Prev. Com. Equilibrato Azimut Prev. Com. Garantito Azimut Prev. Com. Protetto Azimut Scudo Azimut Reddito Euro Azimut Reddito Usa Azimut Solidity Azimut Strategic Trend Azimut Trend America Azimut Trend Europa Azimut Trend Italia Azimut Trend Pacifico Azimut Trend Tassi Azimut Trend

Quota/od.

Quota/pre.

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

12,301 9,679 10,985 9,847 11,506 7,697 15,773 6,345 7,909 5,006 8,673 11,875 13,999 6,301 8,966 18,321

12,300 9,679 10,987 9,843 11,508 7,698 15,747 6,384 7,913 5,008 8,746 11,809 13,859 6,303 8,949 18,358

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

5,020 4,915 4,987 4,202 3,258 2,192 5,280 4,970 5,434 5,160 4,927 5,601 5,110 5,096 5,839 4,099 6,654 4,500 2,965 4,637 5,289 4,502 4,760 5,441 5,641 5,034 2,868 3,854 3,658 5,058 4,814 5,009 6,050 5,342 4,546 4,004 6,338

5,017 4,919 4,994 4,209 3,263 2,216 5,281 4,972 5,425 5,161 4,924 5,604 5,112 5,099 5,874 4,080 6,711 4,486 2,948 4,635 5,284 4,496 4,759 5,443 5,632 5,034 2,837 3,847 3,661 5,056 4,813 4,995 6,050 5,344 4,548 4,012 6,376

AZ FUND MANAGEMENT SA AZ F. Active Selection AZ F. Active Strategy AZ F. Alpha Man. Credit AZ F. Alpha Man. H.Vol AZ F. Alpha Man. Them. AZ F. American Trend AZ F. Asset Plus AZ F. Asset Power AZ F. Bond Trend AZ F. Bot Plus AZ F. Commodity Trading AZ F. Conservative AZ F. Corporate Premium AZ F. Dividend Premium AZ F. Emer. Mkt Asia AZ F. Emer. Mkt Europe AZ F. Emer. Mkt Lat. Am. AZ F. European Dynamic AZ F. European Trend AZ F. Formula 1 Absolute AZ F. Formula 1 Alpha Plus AZ F. Formula 1 Alpha Plus 20 AZ F. Formula 1 Conserv. AZ F. Formula 1 Dynamic Trading AZ F. Income AZ F. Institutional Target AZ F. Italian Trend AZ F. Opportunities AZ F. Pacific Trend AZ F. Qbond AZ F. QProtection AZ F. Qtrend AZ F. Reserve Short Term AZ F. Solidity AZ F. Strategic Trend AZ F. Trend AZ F. US Income

Carige Azionario America Carige Azionario Europa Carige Azionario Internazionale Carige Azionario Italia Carige Bilanciato 10 Carige Bilanciato 30 Carige Bilanciato 50 Carige Corporate Euro Carige Flessibile Carige Flessibile Piu' Carige Liquidita Euro Carige Monetario Euro Carige Obblig Euro Carige Obblig Euro Lungo Termine Carige Obblig Internazionale

26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 30/07 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08

27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

2,333 5,225 6,205 4,906 5,615 5,193 5,832 6,706 5,233 4,513 6,335 11,732 11,055 5,873 6,340

2,300 5,189 6,132 4,879 5,619 5,184 5,812 6,720 5,239 4,521 6,335 11,738 11,070 5,891 6,380

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

13,557 13,413 11,182 11,078 10,140 9,895 12,448 12,249

13,536 13,397 11,089 10,988 9,878 9,645 12,313 12,121

Fondo Pensione Aperto Carige 30/07 30/07 30/07 30/07 30/07 30/07 30/07 30/07

Difesa Classe A Difesa Obiettivo TFR Classe A Obiettivo TFR Rivalutazione Classe A Rivalutazione Valorizzazione Classe A Valorizzazione

Num tel: 178 311 01 00 www.compamfund.com - info@compamfund.com 26/08 USD 1214,069 1212,803 Bluesky Global Strategy 26/08 EUR 1168,931 1169,350 Bond Euro A 26/08 EUR 1145,327 1145,748 Bond Euro B 25/08 EUR 1144,216 1142,971 Bond Risk A 25/08 EUR 1116,485 1115,365 Bond Risk B 25/08 EUR 1336,686 1343,233 Em. Mkt S.T. A 25/08 EUR 1306,236 1312,734 Em. Mkt S.T. B 26/08 EUR 1134,247 1126,864 European Equity A 26/08 EUR 1092,965 1085,868 European Equity B 25/08 EUR 110,625 110,523 Multiman. Bal. A 25/08 EUR 111,799 111,695 Multiman. Bal.M 76,099 76,603 Multiman. Eq. Afr. & Mid. East A 25/08 EUR 77,250 77,752 Multiman. Eq. Afr. & Mid. East M 25/08 EUR 25/08 EUR 106,789 106,961 Multiman.Target Alpha A

22,876 6,363 6,421 6,642 6,632 6,386

Data Valuta

Quota/od.

Quota/pre.

Tel. 02/88219.1 - direzione@gruppoesperia.com www.gruppoesperia.com

Duemme Sicav Asian Equities C Bond Euro Area C Bond Inflation Linked C Bond Variable Income C Corporate Bond Euro C Dynamic Allocation Equity Opportunity C Euro Equities C Euro Investments C Flexible Strategies C Global Allocation C Gov Bond Euro Medium Term C Italian Stocks Money Market C Private Equity Strategies C Revenues C Strategic Portfolio C Trading US Equities C Usa Short Term C

30/08 30/08 30/08 30/08 30/08 30/08 30/08 30/08 30/08 30/08 30/08 30/08 30/08 30/08 30/08 30/08 30/08 30/08 30/08 30/08

JPY EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR USD USD

5551,000 139,780 100,770 98,540 120,850 90,470 104,810 81,010 100,680 95,140 99,730 117,860 68,720 105,200 80,150 99,560 93,040 102,860 89,360 112,310

5476,000 140,030 100,830 98,590 121,120 90,770 104,070 80,670 100,810 95,280 99,920 118,090 68,470 105,210 79,370 99,690 92,730 102,040 89,590 112,300

30/06 30/06 30/06 30/06 30/06

EUR EUR EUR EUR EUR

461171,806 436884,228 400420,269 550673,593 556338,994

464265,585 437071,706 404016,466 548577,552 555304,690

25/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

64,710 106,920 120,080 144,030 97,010 97,280 84,030 84,950 104,870 97,780 116,280 87,410

65,280 107,550 120,790 141,730 96,860 96,550 84,060 84,980 105,420 97,050 116,360 87,200

26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 24/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 25/08 25/08 25/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08

EUR EUR EUR EUR EUR JPY USD EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

98,290 91,840 103,090 78,340 81,950 5807,560 90,140 103,380 123,800 102,630 110,440 91,100 100,580 100,920 96,050 82,820 96,900 83,730 79,310 100,700 105,230 138,940

97,330 90,940 102,090 78,420 81,550 5785,400 90,830 104,060 123,600 102,460 110,100 90,830 100,580 100,920 96,100 82,940 97,080 82,910 79,160 100,520 105,010 138,650

DB Platinum IV Balanced Curr Harv. Euro R1C Balanced Curr Harv. Euro R1C A Balanced Curr Harv. Euro R2C Croci Alpha Pairs Sect Euro R1C Croci Euro R1C B Croci Japan R1C B Croci US R1C B Dyn. Alt. Port. R2C Dyn. Bd Plus R1C Dyn. Bd Plus R1C A Dyn. Bd Stabilität Plus R1C Dyn. Bd Stabilität Plus R1C A Dyn. Cash R1C Dyn. Cash R1C A Dyn. ETF Selector 3 R1C A Dyn. ETF Selector 6 R1C A Dyn. ETF Selector 8 R1C A Eur.Top Stars Fd R1C A Long Short Momen. R1C Long Short Momen. R1C A Sovereign Plus Sovereign Plus R1C

BPVI Hedge Strategy CrevalHedge Duemme Hedge Dynamic Duemme Hedge Performance Duemme Hedge Protection

www.eurizoncapital.it tel. 02 88101 26/08 EUR Eurizon Az Alto Divid Eur 26/08 EUR Eurizon Az Asia Nuove Econom. 26/08 EUR Eurizon Az Energie Mat Pr 26/08 EUR Eurizon Az Europa Multiman 26/08 EUR Eurizon Az Italia 130/30 26/08 EUR Eurizon Az Mondo Multiman 26/08 EUR Eurizon Az Salute E Amb 26/08 EUR Eurizon Az Teconol Avanz 26/08 EUR Eurizon Azioni Finanza 26/08 EUR Eurizon Azioni PMI America 26/08 EUR Eurizon Azioni PMI Italia 26/08 EUR Eurizon Azioni PMI Europa 26/08 EUR Eurizon Bilanc Euro Multiman 26/08 EUR Eurizon Diversificato Etico 26/08 EUR Eurizon Focus Az America 26/08 EUR Eurizon Focus Az Europa 26/08 EUR Eurizon Focus Az Internaz 26/08 EUR Eurizon Focus Az Italia 26/08 EUR Eurizon Focus Az Paesi Em 26/08 EUR Eurizon Focus Azioni Euro 26/08 EUR Eurizon Focus Azioni Pacifico Eurizon Focus Cap Protetto 12/2014 26/08 EUR 26/08 EUR Eurizon Focus Far I T 07 26/08 EUR Eurizon Focus Gar 06/2012 26/08 EUR Eurizon Focus Gar 09/2012 26/08 EUR Eurizon Focus Gar 12/2012 26/08 EUR Eurizon Focus Gar 03/2013 26/08 EUR Eurizon Focus Gar I Sem 06 26/08 EUR Eurizon Focus Gar II Sem 06 26/08 EUR Eurizon Focus Gar II T 07 26/08 EUR Eurizon Focus Gar III T 07 26/08 EUR Eurizon Focus Gar IV T 07 26/08 EUR Eurizon Focus Ob Eur Corp 26/08 EUR Eurizon Focus Obbl Cedola 26/08 EUR Eurizon Focus Obbl Emerg 26/08 EUR Eurizon Focus Obbl Euro 26/08 EUR Eurizon Focus Obbl Euro BT 26/08 EUR Eurizon Focus Obbl Euro HY 26/08 EUR Eurizon Focus Pr Dinamico 26/08 EUR Eurizon Focus Pr Moderato 26/08 EUR Eurizon Focus Pr Prudente 26/08 EUR Eurizon Focus Rend As 2 A 26/08 EUR Eurizon Focus Rend As 3 A 26/08 EUR Eurizon Focus Rend As 5 A 26/08 EUR Eurizon Focus Tesoreria Dollar 26/08 USD Eurizon Focus Tesoreria Dollar 26/08 EUR Eurizon Focus Tesoreria Euro A 26/08 EUR Eurizon Focus Tesoreria Euro B 26/08 EUR Eurizon Liquidita' A 26/08 EUR Eurizon Liquidita' B 26/08 EUR Eurizon Obbl Etico 26/08 EUR Eurizon Obbl Euro Corp BT 26/08 EUR Eurizon Obbl Internazionali 26/08 EUR Eurizon Obiettivo Rendimento 26/08 EUR Eurizon Rendita 26/08 EUR Eurizon Soluzione 10 26/08 EUR Eurizon Soluzione 40 26/08 EUR Eurizon Soluzione 60 26/08 EUR Eurizon Team 1 26/08 EUR Eurizon Team 2 26/08 EUR Eurizon Team 3 26/08 EUR Eurizon Team 4 26/08 EUR Eurizon Team 5 26/08 EUR Intesa Cass Centro Prot Din 26/08 EUR Passadore Monetario 26/08 EUR Teodorico Monetario 26/08 EUR Unibanca Azionario Europa 26/08 EUR Unibanca Monetario 26/08 EUR Unibanca Obbligaz Euro

24,042 10,618 8,632 5,443 15,498 3,207 14,484 3,703 16,891 18,983 4,327 7,929 35,428 7,952 8,195 7,896 6,947 11,084 8,961 12,562 3,840 5,086 5,172 5,146 5,132 5,147 5,189 5,308 5,250 5,133 4,972 5,227 5,733 6,129 11,676 14,266 15,161 7,360 5,233 5,338 5,458 5,240 5,470 4,900 12,961 16,510 7,655 7,701 7,272 7,452 5,599 7,547 9,020 8,117 5,933 6,883 6,080 23,461 6,020 5,701 4,760 3,991 3,804 5,655 7,126 7,467 5,841 5,735 5,894

23,878 10,687 8,651 5,420 15,330 3,216 14,628 3,750 16,939 19,258 4,287 7,872 35,377 7,955 8,309 7,853 6,986 10,966 9,007 12,485 3,848 5,088 5,172 5,148 5,133 5,148 5,190 5,313 5,251 5,134 4,974 5,229 5,736 6,129 11,684 14,267 15,161 7,359 5,234 5,340 5,459 5,242 5,474 4,900 13,062 16,493 7,655 7,702 7,273 7,453 5,600 7,548 9,055 8,117 5,931 6,882 6,096 23,550 6,019 5,703 4,761 3,981 3,797 5,660 7,126 7,468 5,807 5,735 5,892

European Eq Rel Value I Strategic Trend Strategic Trend

27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR

97,280 113,050 110,740

97,470 112,810 110,490

Tel: 848 58 58 20 Sito web: www.ingdirect.it 27/08 EUR Dividendo Arancio 27/08 EUR Convertibile Arancio 27/08 EUR Euro Arancio 27/08 EUR Bilancio Arancio 26/08 EUR Borsa Protetta Agosto 26/08 EUR Borsa Protetta Febbraio 26/08 EUR Borsa Protetta Maggio 26/08 EUR Borsa Protetta Novembre 27/08 EUR Inflazione Più Arancio 27/08 EUR Mattone Arancio 27/08 EUR Profilo Dinamico Arancio 27/08 EUR Profilo Equilibrato Arancio 27/08 EUR Profilo Moderato Arancio 27/08 EUR Top Italia Arancio

37,950 49,810 54,630 46,610 51,300 50,320 53,590 51,540 51,330 34,040 52,820 52,510 51,910 45,380

37,510 49,690 54,670 46,370 51,980 50,800 54,010 51,830 51,280 33,450 52,670 52,420 51,890 45,200

La lista completa dei comparti Invesco autorizzati in Italia è disponibile sul sito www.invesco.it

Invesco Funds

Ersel Hedge Celtis Ersel Hedge Ilex Ersel Hedge Larix Ersel Hedge Robur Ersel Multi-Strategy HIGH Ersel Multi-Strategy LOW Ersel Multi-Strategy MED Hedgersel

30/11 30/11 30/11 30/11 30/06 30/11 30/06 13/08

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

460938,814 376630,521 321778,145 334551,788 572385,605 361442,822 610943,662 680754,331

461080,755 377622,770 322366,642 335667,355 598499,628 360074,844 628722,527 680358,110

Nome

Data Valuta

Quota/od.

Per ulteriori informazioni, visitate il sito www.invescopowershares.net 27/08 EUR 5,522 Dynamic US Market 27/08 EUR 34,675 EQQQ 27/08 EUR 101,251 EuroMTS Cash 3 Months 27/08 EUR 4,735 FTSE RAFI Asia Pacific Ex-Jap 27/08 EUR 8,439 FTSE RAFI Dev. 1000 Fund 27/08 EUR 8,058 FTSE RAFI Dev. Europe Mid-Sm 27/08 EUR 6,934 FTSE RAFI Emerg. Mkts 27/08 EUR 6,961 FTSE RAFI Europe 27/08 EUR 14,123 FTSE RAFI Hong Kong China 27/08 EUR 5,387 FTSE RAFI Italy 30 27/08 EUR 6,972 FTSE RAFI Switzerland 27/08 EUR 6,156 FTSE RAFI US 1000 8,252 Global Agriculture NASDAQ OMX 27/08 EUR 27/08 EUR 4,667 Global Clean Energy 27/08 EUR 5,226 Global Listed Private Eq 27/08 EUR 9,312 MENA NASDAQ OMX 27/08 EUR 7,193 Palisades Global Water

Quota/pre.

5,406 34,185 101,251 4,713 8,332 7,996 6,878 6,912 14,086 5,348 6,927 6,036 8,160 4,595 5,149 9,308 7,107

Duemme Sgr

DB Platinum Agriculture Euro R1C A Branchen Stars R1C Branchen Stars R1C A Comm Euro R1C A Comm Harvest R1C E Comm Harvest R3C E Croci Alpha II R1D Croci Alpha R2C Croci Wld Giants R1C A Dyn Aktien Pl R1C A Dyn Bd Alpha R1C A Liq Alpha Euro4TotRet R1C A

www.ersel.it AZIMUT SGR - tel.02.88981 www.azimut.it - info@azimut.it 26/08 EUR 22,944 Azimut Bilanciato 26/08 EUR 6,370 Azimut Formula 1 Alp +20 26/08 EUR 6,422 Azimut Formula 1 Conserv 26/08 EUR 6,646 Azimut Formula 1 Hi. Risk 26/08 EUR 6,631 Azimut Formula 1 Low Risk 26/08 EUR 6,388 Azimut Formula 1 Risk

Nome

Absolute Return Bd E Asia Consumer Demand E Asia Infrastructure E Emerg. Local Cur. Debt E Emerg. Local Cur. Debt A-Distr. Euro Corporate Bd E Euro Corporate Bd A-Distr. Global Bd E Greater China Eq E Pan European Eq E Pan Europ. Struct. Eq E

30/08 30/08 30/08 30/08 30/08 30/08 30/08 30/08 30/08 30/08 30/08

EUR EUR EUR EUR USD EUR EUR EUR EUR EUR EUR

2,729 8,700 9,940 10,784 10,881 13,003 11,214 5,610 24,080 10,010 7,720

2,732 8,610 9,850 10,780 10,865 13,012 11,220 5,637 23,860 9,860 7,610

30/08 EUR 27/08 USD 27/08 USD

1,116 1,663 1,000

1,116 1,663 1,000

Tel: 02 77718.1 www.kairospartners.com

KAIROS PARTNERS SGR Kairos Asia A Kairos Asia I Kairos Div. + I Kairos Div. + P Kairos Equity A Kairos Fix. Inc. A Kairos Fix. Inc. I Kairos Italia A Kairos Low Vol. I A Kairos Low Vol. I B Kairos Low Vol. I I Kairos Low Vol. II A Kairos Low Vol. II B Kairos Low Vol. II I Kairos Medium Term A Kairos Multi-Str. A Kairos Multi-Str. B Kairos Multi-Str. I Kairos Global Kairos Income Kairos Small Cap

30/06 30/06 30/06 30/06 30/06 30/06 30/06 15/08 30/06 30/06 30/06 30/06 30/06 30/06 30/06 30/06 30/06 30/06 27/08 27/08 27/08

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

590824,795 510261,277 508040,435 504760,953 703356,346 548414,662 487584,837 532078,020 717121,968 492998,464 499278,177 529744,333 492005,485 498482,317 522108,326 734165,425 528223,738 487667,488 5,570 6,695 9,109

592674,811 511883,305 512843,422 509701,936 710946,091 549294,762 488377,874 531841,334 720460,464 495481,918 501619,536 532220,217 494492,196 500837,284 525037,752 738797,005 531863,578 490620,989 5,539 6,695 9,083

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

123,230 114,990 108,970 109,150 116,810 115,930 116,930 117,270 76,460 74,490 76,490 77,090 105,890 104,220 106,600 107,500 103,800 103,110 103,840 104,250 85,080 84,860 85,240 85,890 110,410 98,390 97,750 98,550 98,810

123,850 114,570 109,110 109,290 116,810 115,930 116,930 117,270 75,960 74,010 75,990 76,580 105,890 104,230 106,610 107,500 103,880 103,200 103,910 104,320 84,780 84,560 84,940 85,580 110,620 97,910 97,280 98,070 98,330

Data Valuta 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 26/08 -

Glb EmMkt III 80% I USD S&P DTI Fund A USD S&P DTI Fund A EUR S&P DTI Fund A SEK S&P DTI Fund A NOK S&P DTI Fund A GBP S&P DTI Fund I USD S&P DTI Fund I EUR S&P DTI Fund I NOK S&P DTI Fund I GBP S&P DTI Protect A USD S&P DTI Protect A EUR S&P DTI Protect A SEK S&P DTI Protect A NOK S&P DTI Protect A GBP

USD USD EUR SEK NOK GBP USD EUR NOK GBP USD EUR SEK NOK GBP

Quota/od.

Quota/pre.

102,420 90,800 91,630 91,630 96,920 94,240 93,480 94,260 100,110 96,760 93,380 93,410 -

102,960 90,200 91,010 91,020 96,260 93,610 92,860 93,630 99,430 96,110 93,310 93,340 -

KIS - America A KIS - Asia A KIS - Credit A KIS - Credit I KIS - Dynamic A KIS - Dynamic D KIS - Dynamic I KIS - Dynamic X KIS - Fl. Equity A KIS - Fl. Equity D KIS - Fl. Equity I KIS - Fl. Equity X KIS - Income A KIS - Income D KIS - Income I KIS - Income X KIS - Long - Short A KIS - Long - Short D KIS - Long - Short I KIS - Long - Short X KIS - Sm. Cap A KIS - Sm. Cap D KIS - Sm. Cap I KIS - Sm. Cap X KIS - Target 2014 X KIS - Trading A KIS - Trading D KIS - Trading I KIS - Trading X

ASIAN OPP CAP RET EUR DYNAMIC GROWTH RET EUR EUROPEAN BOND CAP INST FLEX DUR CAP RET EUR A FLEX STRATEGY RET EUR HIGH GRWTH CAP RET EUR ITALY CAP RET A EUR

20/08 20/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 21/06 20/08 20/08 20/08 20/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08

27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

7,880 897,650 944,460 1169,020 102,120 71,980 20,330

7,840 893,560 944,670 1171,080 102,030 71,690 20,270

www.newmillenniumsicav.com Distributore Principale: Banca Finnat Euramerica - Tel: 06/69933475 26/08 EUR 132,200 132,220 NM Euro Bonds Short Term A 26/08 EUR 37,140 36,890 NM Euro Equities A 26/08 EUR 46,570 46,750 NM Global Equities A 104,850 104,380 NM Inflation Linked Bond Europe A 26/08 EUR 26/08 EUR 116,760 116,800 NM Large Europe Corp A 26/08 EUR 122,090 122,310 NM Previra World Cons A 26/08 EUR 76,650 76,970 NM Q7 Active Eq. Int. A 26/08 EUR 100,170 100,380 NM Q7 Alpha Balanced 26/08 EUR 157,190 157,230 NM Q7 Corporate Bond A 20/08 EUR 108,140 107,850 NM Q7 Globalflex A 26/08 EUR 130,630 130,620 NM Q7 High Quality Bond A 26/08 EUR 74,350 73,970 NM Q7 Pan European Eq. A 20/08 EUR 115,040 114,950 NM Total Return Flexible A

Numero verde 800 124811 www.nextampartners.com-info@nextampartners.com 27/08 EUR 4,811 Nextam Azionario Europa 27/08 EUR 6,029 Nextam Bilanciato 27/08 EUR 4,707 Nextam Flessibile 27/08 EUR 5,790 Nextam Liquidita 27/08 EUR 6,025 Nextam Obblig. Misto

4,780 5,998 4,694 5,793 6,024

NEXTAM PARTNERS SICAV AAM Pro Select A AAM Pro Select I Abs Return Strategy A Abs Return Strategy I Income A Income I International Equity A International Equity I Italian Selection A Italian Selection I Fidela A Fidela I Liquidity A Liquidity I Multimanager American Eq.A Multimanager American Eq.I Multimanager Asia Pacific Eq.A Multimanager Asia Pacific Eq.I Multimanager Emerg.Mkts Eq.A Multimanager Emerg.Mkts Eq.I Multimanager European Eq.A Multimanager European Eq.I Strategic A Strategic I

27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 24/08 24/08 24/08 24/08 24/08 24/08 24/08 24/08 27/08 27/08

EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR EUR

4,880 4,906 4,389 5,375 5,383 4,947 4,948 4,956 4,988 5,136 5,300 5,339 3,410 3,513 4,236 4,345 4,399 4,487 3,418 3,506 4,794 4,886

4,870 4,896 4,387 5,375 5,383 4,985 4,986 4,922 4,954 5,135 5,299 5,338 3,390 3,492 4,167 4,274 4,331 4,418 3,438 3,526 4,794 4,887

Glb EmMkts Protect A EUR Glb EmMkt III 80% A EUR Glb EmMkt III 80% I EUR

15/12 EUR 26/08 EUR 26/08 EUR

108,720 100,730 101,590

108,720 101,270 102,110

Nome

Data Valuta 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08 27/08

US Dollar Bond A hdg US Dollar Bond A US Dollar Liquidity A US Large Cap A US Large Cap A US Large Cap EUR hedged A US Small & Mid-Cap Equ A US Small & Mid-Cap Equ A US Smaller Companies A

EUR USD USD EUR USD EUR EUR USD USD

Quota/od.

Quota/pre.

126,480 18,620 105,330 44,610 56,880 75,830 98,920 126,670 63,060

126,490 18,620 105,320 45,050 57,260 76,330 99,540 127,060 63,310

*I LIVELLI DI PROTEZIONE RELATIVI AI FONDI DEFENSIVE SONO CONSULTABILI SUL SITO INTERNET WWW.SCHRODERS.IT

www.sorgentegroup.com

www.oysterfunds.com 25/08 EUR 153,290 25/08 EUR 158,820 25/08 EUR 222,240 25/08 EUR 106,250 25/08 USD 111,110 25/08 EUR 150,467 25/08 EUR 169,100 25/08 EUR 203,060 25/08 EUR 198,440 25/08 EUR 265,100 25/08 EUR 234,880 25/08 EUR 186,150 25/08 USD 182,450 25/08 EUR 77,320 25/08 EUR 25,680 25/08 EUR 183,920 25/08 EUR 113,200 25/08 JPY 10830,000 25/08 EUR 154,150 25/08 EUR 81,510 25/08 USD 127,490 30/06 EUR 120,760 25/08 USD 315,370 25/08 EUR 86,400 25/08 USD 89,150 25/08 USD 150,090 25/08 EUR 118,580 25/08 USD 118,170 25/08 EUR 131,570 25/08 USD 270,480

Absolute Return Italy Credit Opportunities EUR Diversified EUR Emerg. Mkts Dynamic EUR2 Emerg. Mkts Dynamic USD2 Euro Liquidity Europe Dynamic EUR European Corporate Bonds European Fixed Income European Opportunit EUR European Small Cap EUR Global Convertibles EUR Global Convertibles USD Global Warming EUR Italian Opportunities EUR Italian Value EUR Japan Opportunities EUR Japan Opportunities JPY Market Neutral EUR Oncology EUR Oncology USD Responsible Development US Dollar Bonds US Dynamic EUR US Dynamic USD US Small Cap USD US Value EUR US Value USD World Opportunities EUR World Opportunities USD

153,520 158,820 222,680 107,340 112,290 150,491 169,910 203,260 198,410 267,090 236,980 186,150 182,450 77,570 25,890 184,810 114,080 10912,000 154,150 80,710 126,310 124,950 315,620 85,760 88,520 147,870 118,130 117,760 131,520 270,440

KAIROS INTERNATIONAL SICAV

Invesco Stic Euro Liquidity US Dollar Liquidity US Dollar Treasury

Nome

Tel: 0041916403780 www.pharusfunds.com info@pharusfunds.com 27/08 EUR 97,160 27/08 EUR 139,190 27/08 EUR 102,640 27/08 EUR 98,650 27/08 EUR 98,620 30/08 EUR 118,120 30/08 EUR 91,880 30/08 EUR 86,990 30/08 EUR 94,400 30/08 EUR 86,400 24/08 EUR 103,200 24/08 EUR 102,030 30/08 EUR 100,800 24/08 EUR 96,990

97,170 139,190 102,640 99,220 99,190 118,120 91,970 87,070 94,370 85,990 102,560 101,570 100,800 96,600

Numero Verde 800-533377 - www.schroders.it Schroder International Selection Fund SICAV 27/08 USD 108,880 27/08 USD 12,680 27/08 USD 100,980 27/08 EUR 101,320 27/08 USD 17,430 27/08 USD 159,600 27/08 EUR 144,740 27/08 USD 184,250 27/08 USD 221,410 27/08 EUR 18,130 27/08 EUR 28,690 27/08 EUR 16,980 27/08 USD 21,620 27/08 EUR 20,360 27/08 EUR 9,020 27/08 USD 11,510 27/08 USD 26,650 27/08 EUR 23,970 27/08 EUR 15,840 27/08 EUR 16,110 27/08 EUR 2,690 27/08 EUR 18,190 27/08 EUR 8,860 27/08 EUR 121,200 27/08 EUR 6,720 27/08 EUR 18,100 27/08 EUR 9,400 27/08 EUR 69,130 27/08 EUR 55,350 27/08 EUR 36,260 27/08 EUR 10,570 27/08 EUR 139,380 27/08 EUR 18,040 27/08 EUR 93,380 27/08 USD 13,090 27/08 EUR 13,290 27/08 USD 10,610 27/08 USD 97,420 27/08 EUR 96,160 27/08 EUR 128,150 27/08 EUR 7,550 27/08 USD 7,670 27/08 USD 8,670 27/08 EUR 106,590 27/08 USD 6,550 27/08 USD 5,140 27/08 USD 30,930 27/08 USD 12,570 27/08 EUR 85,220 27/08 USD 108,620 27/08 EUR 74,230 27/08 USD 94,510 27/08 USD 28,820 27/08 EUR 27,420 27/08 USD 25,630 27/08 EUR 25,080 27/08 USD 102,460 27/08 EUR 97,160 27/08 USD 99,650 27/08 USD 34,130 27/08 USD 124,160 27/08 EUR 20,620 27/08 JPY 501,080 27/08 EUR 51,380 27/08 JPY 676,560 27/08 JPY 47,610 27/08 EUR 37,330 27/08 USD 47,810 27/08 USD 8,010 27/08 EUR 7,560 27/08 USD 9,640 27/08 EUR 94,400 27/08 USD 121,200 27/08 EUR 124,470 27/08 USD 130,690 27/08 CHF 25,620 27/08 CHF 106,380 27/08 CHF 20,440 27/08 GBP 2,660 27/08 USD 84,890

108,890 12,690 101,080 101,420 17,390 160,230 145,690 184,850 221,870 18,130 28,690 17,100 21,710 20,410 9,080 11,550 26,650 23,950 15,820 16,120 2,690 18,150 8,850 121,200 6,730 18,060 9,390 68,920 55,180 36,090 10,520 139,080 17,990 93,030 13,150 13,390 10,610 97,500 96,240 128,240 7,550 7,660 8,670 106,670 6,530 5,130 30,930 12,580 85,500 108,620 74,340 94,340 28,880 27,470 25,580 25,030 102,370 97,080 99,830 34,230 125,790 20,520 495,250 50,780 669,100 46,720 37,790 48,240 7,990 7,610 9,670 94,530 120,980 124,580 130,810 25,470 105,940 20,360 2,640 85,270

PS - Absolute Return PS - Bond Opportunities PS - Bond Opportunities B PS - Inter. Equity Quant A PS - Inter. Equity Quant B PS - Liquidity PS - Market Neutral PS - Market Neutral B PS - Opportunistic Growth PS - Strategic Colibrì PS - Titan Aggressive PS - Titan Conservative PS - Valeur Income PS - Value

Asia Pacific Property Sec. A Asian Bond Abs.Re. A Asian Convertible Bd A Asian Convertible Bd A Hd Asian Equity Yield A Asian Smaller Companies A BRIC (BR,RU,IN,CH) A BRIC (BR,RU,IN,CH) A China Opportunities A Em. Eur. Dbt Abs. Ret. A Em. Mkts Dbt Ab.Ret.EUR Hdg A Emerging Asia A Emerging Asia A Emerging Europe A Emerging Markets A Emerging Markets A Emerging Mkts Dbt Abs Ret A EURO Active Value A EURO Bond A EURO Corporate Bond A EURO Dynamic Growth A EURO Equity A EURO Government Bond A EURO Liquidity A EURO Short Term Bond A European Allocation A European Defensive A* European Dividend Max. A European Dividend Max. A European Equity Alpha A European Equity Yield A European Large Cap A European Smaller Comp A European Special Sit A Glb Emer Mkt Opps A Glb Emer Mkt Opps EUR A Global Bond A Global Convertible Bd A Global Convertible Bd A Hd Global Corp B Eur Hedge A Global Clim.ChgeEq.A hdg Global Clim.ChgeEq.A Global Corporate A Global Credit Duration A Global Div.Maximiser A Global Div.Maximiser A Global Energy A Global Equity A Global Equity Alpha A Global Equity Alpha A Global Equity Yield A Global Equity Yield A Global High Yield A Global HYield EUR Hedge A Global Infl L B USD Hed A Global Infl Linked Bond A Global Prop Securities A Global Prop. Sec. EUR Hdgd A Global Smal Companies A Greater China A Indian Equity A Italian Equity A Japanese Equity A Japanese Equity EUR Hdgd A Japanese Large Cap A Japanese Smal Companies A Latin American Fund A Latin American Fund A Middle East A Pacific Equity A Pacific Equity A QEP Global Quant Act Val A QEP Global Quant Act Val A Strategic B Euro Hedged A Strategic Bond A Swiss Equity A Swiss Equity Opps A Swiss Small & Mid Cap A UK Equity A US All Cap A

Fondo Donatello-Michelangelo Due Fondo Donatello-Tulipano Fondo Donatello-Margherita David Baglioni Caravaggio di Sorgente SGR

31/12 31/12 31/12 31/12 31/12 31/12

EUR 53356,770 EUR 49261,948 EUR 26502,119 EUR 55927,623 EUR 124270,074 3175,541 EUR

-

Si tratta di Fondi Immobiliari chiusi

Bim Az. Small Cap Italia Bim Azionario Europa Bim Azionario Globale Bim Azionario Italia Bim Azionario USA Bim Bilanciato Bim Corporate Mix Bim Flessibile Bim Obblig. Breve Term. Bim Obblig. Globale Bim Obbligazionario Euro Sicav Asia Flessibile Sicav Az. Italia Small Cap Sicav Azionario Euro Sicav Azionario Intern. Sicav Azionario Italia Sicav Bil.Equ. Italia Sicav Bond Flessibile Sicav Fortissimo Sicav Italia Flessibile Sicav Monetario Sicav Obblig. Area Europa Sicav Patrimonio Globale Sicav Patrimonio G. Reddito Synergia Azionario Europa Synergia Azionario Globale Synergia Azionario Italia Synergia Az. Small Cap Italia Synergia Azionario USA Synergia Bilanciato 15 Synergia Bilanciato 30 Synergia Bilanciato 50 Synergia Monetaria Synergia Obbl. Corporate Synergia Obbl. Euro B.T. Synergia Obbl. Euro M.T. Synergia Tesoreria Synergia Total Return Symphonia MS Adagio Symphonia MS America Symphonia MS Asia Symphonia MS Europa Symphonia MS Largo Symphonia MS P. Emer. Symphonia MS Vivace

Tel: 800/614614 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR 27/08 EUR

Tel. 02 - 430241 www.ubipramerica.it 27/08 EUR UBI Pr. Active Beta 27/08 EUR UBI Pr. Active Duration 27/08 EUR UBI Pr. Alpha Equity 27/08 EUR UBI Pr. Azionario Etico 27/08 EUR UBI Pr. Azioni Euro 27/08 EUR UBI Pr. Azioni Europa 27/08 EUR UBI Pr. Azioni Globali 27/08 EUR UBI Pr. Azioni Italia 27/08 EUR UBI Pr. Azioni Mercati Emerg. 27/08 EUR UBI Pr. Azioni Pacifico 27/08 EUR UBI Pr. Azioni USA UBI Pr. Bilanc. Euro Rischio Cont. 27/08 EUR 27/08 EUR UBI Pr. Euro B.T. 27/08 EUR UBI Pr. Euro Cash 27/08 EUR UBI Pr. Euro Corporate 27/08 EUR UBI Pr. Euro Medio/Lungo Ter. 27/08 EUR UBI Pr. Obblig. Dollari 27/08 EUR UBI Pr. Obblig. Glob. Alto Rend. 27/08 EUR UBI Pr. Obblig. Globali 27/08 EUR UBI Pr. Obblig. Globali Corp. 27/08 EUR UBI Pr. Portafoglio Aggressivo 27/08 EUR UBI Pr. Portafoglio Dinamico 27/08 EUR UBI Pr. Portafoglio Moderato 27/08 EUR UBI Pr. Portafoglio Prudente 27/08 EUR UBI Pr. Privilege 1 27/08 EUR UBI Pr. Privilege 2 27/08 EUR UBI Pr. Privilege 3 27/08 EUR UBI Pr. Privilege 4 27/08 EUR UBI Pr. Privilege 5 27/08 EUR UBI Pr. Tot. Ret. Mod. A 27/08 EUR UBI Pr. Tot. Ret. Mod. B 27/08 EUR UBI Pr. Tot.Ret. Dinamico 27/08 EUR UBI Pr. Total Return Prudente

www.vitruviussicav.com 27/08 EUR Asian Equity B 27/08 USD Asian Equity B 27/08 USD Capital Opportunities 27/08 EUR Capital Opportunities Hdg 27/08 USD Emerg Mkts Equity 27/08 EUR Emerg Mkts Equity Hdg 27/08 EUR European Equity 27/08 EUR Greater China Equity 27/08 USD Greater China Equity 27/08 USD Growth Opportunities 27/08 EUR Growth Opportunities Hdg 27/08 EUR Italian Equity 27/08 JPY Japanese Equity 27/08 EUR Japanese Equity Hdg 27/08 EUR Reserve Liquidity 27/08 CHF Swiss Equity 27/08 EUR Swiss Equity Hdg 27/08 USD US Equity 27/08 EUR US Equity Hdg

8a+ Eiger 8a+ Gran Paradiso 8a+ Latemar 8a+ Matterhorn 8a+ Monviso

6,673 9,344 3,840 6,473 5,778 22,049 5,580 3,759 6,563 6,127 7,037 6,185 3,466 5,336 6,287 10,015 5,289 5,233 2,621 4,891 7,445 9,714 5,155 7,089 5,827 5,949 5,465 5,344 6,057 5,332 5,479 5,635 5,017 5,480 5,079 5,290 5,049 5,231 5,936 3,811 5,205 5,288 5,626 12,956 5,013

6,653 9,281 3,812 6,444 5,704 21,971 5,589 3,758 6,566 6,147 7,046 6,182 3,455 5,302 6,234 9,977 5,283 5,239 2,609 4,878 7,446 9,729 5,137 7,087 5,786 5,898 5,443 5,329 5,980 5,332 5,473 5,625 5,018 5,489 5,081 5,298 5,051 5,235 5,933 3,811 5,194 5,264 5,618 12,953 4,997

4,709 5,711 5,090 4,718 5,267 5,545 4,212 4,560 10,466 6,223 3,833 5,787 6,758 7,283 7,973 7,111 5,445 8,807 6,124 7,013 5,084 5,522 5,968 6,165 5,633 5,577 5,404 5,047 4,723 5,139 5,159 4,967 10,628

4,705 5,718 5,099 4,699 5,247 5,518 4,162 4,554 10,387 6,194 3,769 5,775 6,760 7,284 7,985 7,118 5,472 8,810 6,146 7,047 5,063 5,510 5,967 6,169 5,631 5,574 5,400 5,043 4,718 5,146 5,166 4,964 10,642

68,780 95,210 87,980 82,800 413,510 410,890 199,150 78,300 111,190 47,290 52,610 79,610 83,230 109,560 118,180 104,520 78,740 90,710 101,790

68,550 94,910 87,580 82,420 414,550 411,930 198,600 78,080 110,870 46,710 51,970 79,000 82,290 108,330 118,180 103,740 78,150 89,440 100,360

Tel 0332 251411 www.ottoapiu.it 27/08 EUR 4,388 4,350 27/08 EUR 5,267 5,268 27/08 EUR 5,090 5,079 20/08 EUR 535200,057 542716,244 27/08 EUR 5,100 5,102

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Quota/od. = Quota odierna

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Economia/Mercati Finanziari 39

Corriere della Sera Martedì 31 Agosto 2010

Sussurri & Grida

Piazza Affari I CONTI AIUTANO IL BANCO POPOLARE

Il mesto declino delle risparmio si ferma a Desio

di GIACOMO FERRARI

I

primissimi scambi avevano fatto pensare a una giornata positiva. Nel corso della seduta, invece, le vendite hanno avuto il sopravvento, anche se i volumi sono rimasti particolarmente sottili soprattutto a causa della chiusura per festività della Borsa di Londra. A Piazza Affari, dove l’indice Ftse-Mib è terminato in calo dello 0,59%, i pochi spunti operativi hanno avuto origine, come accade ormai da alcune settimane, dai conti semestrali. Quelli del Banco Popolare, per esempio, dai quali è emersa una forte crescita dell'utile netto, hanno fatto guadagnare al titolo l'1,42% (da segnalare che Akros ha confermato il giudizio buy). Ubi Banca si è collocata in coda al paniere delle blue-chips (con una flessione del 2,78%), sempre a causa dei dati di metà anno sotto le attese. Non hanno invece a che fare con i risultati del semestre (acquisiti da tempo) i progressi di Campari (+1,48%) e Fonsai (+1,26%) e il calo di un altro titolo bancario, Bpm (-1,68%), colpito dai downgrade di Credit Suisse e Banca Leonardo. Scarso, infine, l’impatto su Bulgari (-0,17%) dell’ipotesi di aumento del dividendo avanzata in un’intervista dall’amministratore delegato Trapani.

(r.ve.) Le azioni di risparmio non convertibili stanno gradualmente scomparendo; solo in alcuni gruppi industriali — Agnelli, Pesenti, Telecom — servono ancora ad alcuni soci per mantenere il controllo, con minore impiego di risorse. Ma se dove c'è in ballo la maggioranza le risparmio non convertibili si giustificano ancora, nelle banche, dove il controllo non è certo in gioco, sono ormai un residuato. Tanto più se si considera che la capitalizzazione delle risparmio è esigua in valore assoluto e rispetto al totale. Unicredit vale 36 miliardi di Euro, le rnc capitalizzano 50 milioni, poco più dell'uno per mille. Il Banco di Sardegna ha sul mercato solo le rnc per circa 60 milioni. La controllante Popolare dell'Emilia Romagna capitalizza 2,2 miliardi. In IntesaSanPaolo le risparmio valgono un po' di più, circa 1,6 miliardi, ma con 27 miliardi di capitalizzazione la loro conversione, anche alla pari, non cambierebbe certo gli equilibri. Casomai si risparmierebbe un po' sul monte dividendi, rafforzando il patrimonio. C'è infine il Banco di Desio. Le ordinarie valgono circa 450 milioni, le risparmio 49. In questo caso il rapporto, superiore al 10%, avrebbe effetti diluitivi più significativi in caso di conversione, effetti forse non graditi a tutti a Desio, dove c'è un vero gruppo di azionisti privati che controlla la banca. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Borsa Italiana Nome Titolo

Tel.

A A.S. Roma .....................(ASR) A2A .......................................(A2A) Acea......................................(ACE) Acegas-Aps...........................(AEG) Acotel Group * ......................(ACO) Acque Potabili .......................(ACP) Acsm ....................................(ACS) Actelios *...............................(ACT) AdF-Aerop.Firenze ..................(AFI) Aedes * ...................................(AE) Aeffe *...................................(AEF) Aicon * ...................................(AIC) Alerion ..................................(ARN) Amplifon...............................(AMP) Ansaldo Sts *.........................(STS) Antichi Pell ..............................(AP) Apulia Pront...........................(APP) Arena ....................................(ARE) Arkimedica ...........................(AKM) Ascopiave *...........................(ASC) Astaldi * ................................(AST) Atlantia ..................................(ATL) Autogrill ................................(AGL) Autostrada To-Mi .....................(AT) Autostrade Mer. ................(AUTME) Azimut..................................(AZM) B B&C Speakers ...............(BEC) Banca Generali .....................(BGN) Banca Ifis *...............................(IF) Banca Pop. Emilia R. .............(BPE) Banca Pop. Sondrio.............(BPSO) Banco Popolare .......................(BP) Banco Popolare w10.........(WBP10) Basicnet................................(BAN) Bastogi......................................(B) BB Biotech *............................(BB) Bca Carige ............................(CRG) Bca Carige r........................(CRGR) Bca Finnat * ..........................(BFE) Bca Intermobiliare .................(BIM) Bca Pop.Etruria e Lazio * .......(PEL) Bca Pop.Milano......................(PMI) Bca Pop.Spoleto ....................(SPO) Bca Profilo ............................(PRO) Bco Desio-Brianza ................(BDB) Bco Desio-Brianza rnc ........(BDBR) Bco Santander ....................(SANT) Bco Sardegna rnc ...............(BSRP) Bee Team ..............................(BET) Beghelli ...................................(BE) Benetton Group .....................(BEN) Beni Stabili ...........................(BNS) Best Union Co......................(BEST) Bialetti Industrie *...................(BIA) Biancamano .........................(BCM) Biesse * ................................(BSS) Bioera.....................................(BIE) Boero Bart.............................(BOE) Bolzoni *................................(BLZ) Bon.Ferraresi...........................(BF) Borgosesia..............................(BO) Borgosesia rnc......................(BOR) BPM 09-13 w .................(WPMI13) Brembo * ..............................(BRE) Brioschi..................................(BRI) Bulgari ..................................(BUL) Buone Società .......................(LBS) Buongiorno *.........................(BNG) Buzzi Unicem ........................(BZU) Buzzi Unicem rnc ................(BZUR) C Cad It *..........................(CAD) Cairo Comm. *........................(CAI) Caleffi....................................(CLF) Caltagirone ..........................(CALT) Caltagirone Ed.......................(CED) Camfin .................................(CMF) Camfin 09-11 w ............(WCMF11) Campari ................................(CPR) Cape Live ................................(CL) Carraro ...............................(CARR) Cattolica As.........................(CASS) CDC ......................................(CDC) Cell Therap...........................(CTIC) Cembre * .............................(CMB) Cementir *............................(CEM) Cent. Latte Torino * ................(CLT) Ceram. Ricchetti.....................(RIC) CHL.......................................(CHL) CIA .........................................(CIA) Ciccolella ................................(CC) Cir..........................................(CIR) Class Editori ..........................(CLE) Cobra * .................................(COB) Cofide ...................................(COF) Cogeme Set ..........................(COG) Conafi Prestito' .....................(CNP) Cred. Artigiano ......................(CRA) Cred. Bergamasco...................(CB) Cred. Emiliano .........................(CE)

(s.bo.) Conti in rosso per Starlife, la finanziaria lussemburghese di Salvatore Ligresti che controlla Sinergia, la holding del polo familiare che a sua volta controlla Premafin-Fonsai. E due offerte per Liguria-Sasa, polo assicurativo del gruppo Fonsai. Come emerge dai documenti depositati e consultati da Radiocor, Starlife ha chiuso il 2009 con una perdita di 62 mila euro, dopo averne persi 71 mila nel 2008. Lo scorso anno la holding ha registrato proventi per 533 euro (6.200 nel 2008) contro oneri per 62.300, mentre gli asset sono rimasti invariati a 10,4 milioni, così come l’indebitamento (1 milione). E ieri l’amministratore delegato di Fonsai, Fausto Marchionni, ha confermato che ci sono due offerte per la vendita del polo Liguria-Sasa da parte di Fonsai. La compagnia di Ligresti punta a chiudere l’operazione nei prossimi mesi. Marchionni ha sottolineato che le offerte sono arrivate dal fondo Clessidra e da un fondo legato a un industriale. Il closing dell’operazione, secondo Marchionni, dovrebbe arrivare entro fine anno, anche se «perfezioneremo l’operazione l’anno prossimo».

Finarte resta senza soldi. E la Borsa congela le azioni (f.d.r.) Le difficoltà sono evidenti e non si sa come

Nome Titolo

0,890 1,085 8,770 4,085 48,500 1,690 1,090 2,550 12,390 0,207 0,321 0,227 0,571 3,465 9,060 0,510 0,420 0,027 0,496 1,570 4,883 14,720 9,025 9,665 21,260 6,820 3,272 8,630 5,185 8,745 6,475 4,475 0,014 2,678 1,750 42,250 1,658 2,690 0,540 4,165 3,455 3,360 3,890 0,476 3,730 3,773 9,385 9,670 0,360 0,643 5,365 0,628 1,206 0,382 1,374 5,580 — — 1,869 29,150 1,035 1,094 2,670 5,720 0,163 5,770 0,475 0,861 7,220 4,228 4,205 2,565 1,030 1,950 1,837 0,370 0,060 4,112 0,320 2,337 18,740 1,831 0,287 4,980 2,015 2,400 0,263 0,168 0,305 0,728 1,367 0,450 1,217 0,640 0,455 0,856 1,481 21,800 4,643

Cred. Valtellinese .................(CVAL) Crespi ...................................(CRE) Csp .......................................(CSP) D D'Amico *........................(DIS) Dada * ....................................(DA) Damiani *.............................(DMN) Danieli ..................................(DAN) Danieli rnc ..........................(DANR) Datalogic * ............................(DAL) De'Longhi .............................(DLG) Dea Capital *.........................(DEA) Diasorin *...............................(DIA) Digital Bros *..........................(DIB) Dmail Group * ......................(DMA) DMT * ..................................(DMT) E Edison ............................(EDN) Edison r ..............................(EDNR) EEMS * ...............................(EEMS) El.En. * ..................................(ELN) Elica * ...................................(ELC) Emak * ...................................(EM) Enel.....................................(ENEL) Enervit ..................................(ENV) Engineering * ........................(ENG) Eni .........................................(ENI) Erg........................................(ERG) Erg Renew ............................(EGR) Ergy Capital...........................(ECA) Ergy Capital w11 ................(WECA) ErgyCapital w 16 ............(WECA16) Esprinet * ..............................(PRT) Eurotech * .............................(ETH) Eutelia ...................................(EUT) Exor ......................................(EXO) Exor prv.................................(EXP) Exor risp................................(EXR)

+3,43 -26,14 +16,93 +0,55 -32,14 -11,75 +1,30 -30,75 -13,30 -5,91 -37,30 -28,25 +18,50 +14,45 -32,03 -34,99 -1,06 -26,83 -31,13 +3,56 -20,55 -20,30 +1,52 -8,82 +32,88 -30,36 +30,90 +0,64 -6,28 -16,96 -11,06 -15,25 -76,17 +35,91 -20,27 -18,37 -11,38 -9,20 -11,04 +29,75 -13,57 -34,44 -18,62 -29,97 -12,39 -8,55 -20,53 -7,29 -27,13 -6,88 -14,57 +5,55 -17,51 -23,24 -7,16 +1,27 — — +29,34 -16,36 -24,18 -19,08 -44,20 +9,37 -26,11 -1,79 +18,01 -27,40 -37,22 -43,56 -24,91 -15,35 -2,83 -20,41 +4,79 +18,05 +11,11 +12,44 -2,74 +1,63 -20,66 -11,97 -63,72 +5,06 -39,49 -0,83 -48,33 -9,43 +1,50 -24,56 -26,86 -33,82 -39,23 -4,12 -52,66 -28,71 -19,64 -5,22 -15,74

0,679 1,074 7,210 3,700 48,240 1,479 0,840 2,550 12,010 0,178 0,287 0,227 0,481 2,910 9,060 0,444 0,369 0,024 0,383 1,483 3,958 13,960 8,160 8,990 15,940 6,400 2,500 6,805 4,906 7,945 6,285 4,088 0,010 1,915 1,618 39,880 1,477 2,510 0,488 3,132 3,050 3,170 3,800 0,430 3,600 3,600 7,325 9,320 0,346 0,603 5,170 0,538 1,070 0,350 1,254 4,745 — — 1,365 27,800 0,881 1,080 2,230 4,450 0,163 5,335 0,394 0,798 7,185 4,197 3,865 2,150 0,951 1,919 1,747 0,240 0,029 3,510 0,295 2,210 18,610 1,550 0,255 4,428 1,960 2,350 0,263 0,120 0,272 0,690 1,328 0,440 1,112 0,600 0,433 0,772 1,303 21,160 4,043

1,029 1,469 9,300 4,750 72,810 1,915 1,130 3,880 14,550 0,253 0,538 0,351 0,639 4,190 15,440 0,785 0,458 0,039 0,740 1,700 6,195 19,000 10,480 11,590 24,410 9,838 3,272 8,935 6,033 11,362 7,630 5,454 0,083 3,205 2,240 52,180 2,022 2,990 0,619 4,295 4,210 5,455 4,800 0,679 4,345 4,125 12,000 10,980 0,500 0,753 6,700 0,728 1,617 0,640 1,565 6,610 — — 2,090 35,200 1,411 1,396 5,288 5,950 0,239 6,900 0,748 1,200 12,120 7,670 5,875 3,223 1,149 2,450 2,180 0,380 0,061 4,300 0,420 2,700 24,330 2,470 0,848 5,200 3,345 2,783 0,573 0,191 0,328 1,042 1,918 0,697 2,170 0,794 0,960 1,200 1,909 25,800 5,755

118,6 3411,1 1869,7 220,1 202,0 60,3 84,3 175,7 110,6 151,7 34,5 25,0 248,4 689,2 1090,0 23,2 96,8 34,8 44,1 368,4 479,5 8856,1 2311,1 843,5 93,1 979,9 35,5 961,8 275,0 2222,7 2003,7 2880,8 — 161,0 31,1 — 2684,8 462,8 194,9 650,6 265,8 1404,2 115,4 326,7 438,4 49,3 — 63,1 24,6 130,7 985,4 1192,9 11,3 29,2 46,8 150,4 — — 47,3 162,7 69,2 1,0 — 380,6 127,3 1749,4 4,9 90,6 1202,7 174,7 38,3 200,8 12,9 237,3 227,6 247,9 — 2378,3 15,8 106,6 1020,2 22,2 — 83,6 326,7 24,0 14,2 25,8 27,8 134,8 1087,7 47,2 26,6 455,4 28,8 39,3 420,7 1348,7 1536,9

Tel.

Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz Rif. Rif. 04-01-2010 Anno Anno (in milioni (euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)

Nome Titolo

3,610 0,156 0,988 1,069 3,938 0,783 14,150 7,950 4,200 3,598 1,156 32,010 1,394 3,850 13,370 0,885 1,252 1,485 11,400 1,547 4,543 3,720 1,270 19,260 15,620 9,715 0,810 0,514 0,080 0,186 6,530 2,000 — 14,610 11,890 12,500

Indesit....................................(IND) Indesit rnc ...........................(INDR) Intek.......................................(ITK) Intek r ................................(ITKRP) Intek w11 ..........................(WIT11) Interpump * ..............................(IP) Interpump 09/12 w * .........(WIP12) Intesa Sanpaolo......................(ISP) Intesa Sanpaolo rnc..............(ISPR) Inv e Sviluppo Med w09 ..(WIES12) Invest e Sviluppo ....................(IES) Irce *......................................(IRC) Iride........................................(IRE) Isagro * ..................................(ISG) IT WAY * ................................(ITW) Italcementi................................(IT) Italcementi rnc .......................(ITR) Italmobiliare...........................(ITM) Italmobiliare rnc...................(ITMR) IW Bank...................................(IW) J Juventus FC * ...............(JUVE) K K.R.Energy......................(KRE) Kerself ..................................(KRS) Kinexia..................................(KNX) KME Group ...........................(KME) KME Group 09-11 w ......(WKME11) KME Group rnc ...................(KMER) KME Group w09.............(WKME09) L La Doria *..........................(LD) Landi Renzo *..........................(LR) Lazio .....................................(SSL) Lottomatica ...........................(LTO) Luxottica ...............................(LUX) M Maire Tecnimont ..............(MT) Management e C. .................(MEC) Marcolin ...............................(MCL)

-0,48 -5,17 +0,61 -1,47 +0,45 +0,51 -0,21 +0,51 +0,78 -3,49 +0,96 +2,46 +3,26 -1,09 +0,15 +0,85 -2,03 -4,50 -0,78 +0,13 +2,25 -0,53 +1,76 +1,37 -0,19 +0,47 +1,50 +1,08 +1,78 -4,62 -0,61 -1,60 — +0,07 +1,36 +0,40

-36,33 -25,71 +30,62 -2,55 -32,40 -25,85 -23,14 -17,27 +2,82 +12,60 -8,98 +27,53 -39,65 -26,17 -17,93 -17,44 -5,44 +19,18 -5,08 -20,26 +28,32 -8,77 -11,81 -30,54 -13,70 -2,31 +20,09 +6,41 -23,03 — -30,61 -30,86 — +5,56 +55,63 +23,89

3,547 0,140 0,750 1,050 3,260 0,740 13,780 7,570 2,980 2,800 1,119 23,310 1,219 3,732 11,010 0,870 1,233 1,028 10,950 1,490 3,485 3,433 1,103 19,000 14,610 9,180 0,650 0,462 0,075 0,186 6,140 1,757 — 10,860 6,075 8,170

5,720 851,5 0,245 9,3 1,119 32,8 1,378 159,6 6,055 64,2 1,067 64,9 20,460 577,7 11,120 317,8 4,430 246,6 3,845 536,4 1,374 352,9 34,170 1750,8 2,335 19,5 5,750 29,5 17,600 150,0 1,151 4590,5 1,551 140,5 1,719 64,4 13,120 54,3 2,000 97,0 4,543 124,6 4,230 35141,3 1,480 22,7 27,800 238,0 18,560 62807,2 10,790 1457,8 0,977 77,1 1,148 38,7 0,250 — 0,285 — 9,870 342,5 2,910 70,8 — — 15,660 2344,9 12,190 908,9 13,430 114,6

Exprivia *...............................(XPR) 0,886 -2,37 -27,97 0,785 1,260 47,5 F Fastweb .........................(FWB) 11,450 -0,69 -41,13 10,750 19,450 908,5 Fiat............................................(F) 9,340 -0,11 -10,96 7,730 10,870 10254,0 Fiat prv....................................(FP) 5,755 -0,26 -6,95 4,648 6,470 596,4 Fiat rnc....................................(FR) 6,085 -0,98 -5,66 4,933 6,785 490,6 Fidia * ...................................(FDA) 3,345 -2,19 -26,97 3,110 4,700 16,9 Fiera Milano * .........................(FM) 3,993 -1,36 -11,87 3,800 4,588 169,3 Finarte C.Aste .......................(FCD) 0,105 — -48,66 0,105 0,205 5,2 Finmeccanica........................(FNC) 7,940 +0,57 -29,17 7,835 11,320 4575,0 FNM .....................................(FNM) 0,516 +0,49 -12,85 0,480 0,600 128,2 Fondiaria-Sai .........................(FSA) 7,620 +1,26 -31,84 7,325 12,100 946,4 Fondiaria-Sai rnc.................(FSAR) 4,768 +0,58 -39,84 4,410 8,235 203,0 Fullsix....................................(FUL) — — — — — — — G Gabetti 09/13 w ......(WGAB13) 0,095 -12,76 -31,41 0,081 0,143 Gabetti Pro.Sol. .....................(GAB) 0,325 -0,46 -49,46 0,307 0,655 29,2 Gas Plus................................(GSP) 5,100 -0,87 -17,07 5,015 6,480 229,5 Gefran * ..................................(GE) 2,730 +1,30 +23,11 2,015 2,780 38,9 Gemina ................................(GEM) 0,468 -0,21 -19,26 0,450 0,670 683,0 Gemina rnc ........................(GEMR) 1,250 +1,71 -25,15 1,222 1,720 4,7 Generali ....................................(G) 14,300 -0,69 -24,46 13,890 19,190 22360,9 Geox .....................................(GEO) 3,737 -1,58 -22,74 3,658 5,375 978,7 Gewiss .................................(GEW) 4,110 +0,12 +49,59 2,605 4,390 493,2 Granitifiandre *......................(GRF) 3,353 +8,15 -5,43 2,618 3,815 120,2 Greenvision ............................(VIS) 6,290 +1,04 +1,21 4,275 7,350 36,8 Gruppo Coin..........................(GCN) 6,255 +1,71 +38,69 3,990 6,300 870,9 Gruppo Edit. L'Espresso...........(ES) 1,523 +1,13 -34,56 1,422 2,428 620,8 Gruppo Minerali M...............(GMM) — — — — — — H Hera...............................(HER) 1,437 +2,13 -11,30 1,343 1,746 1593,8 39,4 I I Grandi Viaggi .................(IGV) 0,890 +2,01 -9,83 0,811 1,049 IGD *......................................(IGD) 1,132 -3,41 -28,98 1,046 1,594 353,1 Il Sole 24 Ore ........................(S24) 1,329 +2,39 -30,82 1,287 1,969 57,0 Ima * .....................................(IMA) 13,600 — +5,51 12,860 15,180 463,2 Immsi ....................................(IMS) 0,769 +0,39 -9,27 0,688 0,947 264,5 Impregilo................................(IPG) 1,996 -0,45 -21,11 1,813 2,600 806,9 Impregilo rnc........................(IPGR) 8,055 +2,09 -5,24 7,600 8,750 13,0

Tel.

Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz Rif. Rif. 04-01-2010 Anno Anno (in milioni (euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)

Nome Titolo

7,630 7,000 0,431 — 0,027 4,343 0,650 2,232 1,784 0,007 0,023 1,368 1,223 3,428 3,167 5,685 3,257 22,450 15,350 1,425 0,860 0,073 3,940 1,980 0,296 0,011 0,530 0,012 1,710 3,618 0,312 10,690 18,260 2,625 0,174 2,700

Pierrel 08/12 w ..............(WPRL12) Pininfarina ............................(PINF) Piquadro .................................(PQ) Pirelli & C. ...............................(PC) Pirelli & C. rnc .......................(PCP) Pirelli Real E..........................(PRS) Poligr. S.Faustino *.................(PSF) Poligrafici Editoriale...............(POL) Poltrona Frau.........................(PFG) Pramac .................................(PRA) Premafin Finanziaria ................(PF) Premuda .................................(PR) Prima Ind 09/13 w * ........(WPRI13) Prima Industrie * ....................(PRI) Prysmian ...............................(PRY) R R. De Medici * .................(RM) R. Ginori 1735.........................(RG) Ratti ......................................(RAT) RCF .......................................(RCF) RCS Mediagroup ...................(RCS) RCS Mediagroup risp ..........(RCSR) RDB * ...................................(RDB) Realty Vailog............................(IIN) Recordati *............................(REC) Reply * ..................................(REY) Retelit.....................................(LIT) Retelit w08-11.................(WLIT11) Rich Ginori 11 w ..............(WRG11) Risanamento...........................(RN) Rosss....................................(ROS) S Sabaf S.p.a. * .................(SAB) Sadi .......................................(SSI) Saes *.....................................(SG) Saes rnc *.............................(SGR) Safilo Group...........................(SFL) Saipem.................................(SPM) Saipem risp........................(SPMR) Saras ....................................(SRS) Sat ........................................(SAT) Save....................................(SAVE) Screen Service BT.................(SSB) Seat PG...................................(PG) Seat PG r ..............................(PGR) Servizi Italia * .........................(SRI) SIAS .......................................(SIS) Snai ......................................(SNA) Snam Gas .............................(SRG) Snia ........................................(SN) Snia w10 .........................(WSN10) Socotherm.............................(SCT) Sogefi *...................................(SO) Sol ........................................(SOL) Sopaf.....................................(SPF) Sorin.....................................(SRN) Stefanel * ............................(STEF) Stefanel risp * ...................(STEFR) STMicroelectr. ......................(STM) T Tamburi ...........................(TIP) TAS .......................................(TAS) Telecom IT ..............................(TIT) Telecom IT Media .................(TME) Telecom IT Media rnc .........(TMER) Telecom IT rnc......................(TITR) Tenaris ..................................(TEN) Terna ....................................(TRN) TerniEnergia ..........................(TER) Tesmec * ...............................(TES) Tiscali.....................................(TIS) Tiscali 09/14 w................(WTIS14) Tod's.....................................(TOD) Toscana Fin .............................(TF) Trevi Fin.Ind. ...........................(TFI) TXT e-solution *.....................(TXT) U UBI Banca .......................(UBI) UBI w 09-11....................(WUBI11) Uni Land ...............................(UNL) Unicredit ...............................(UCG) Unicredit risp ......................(UCGR) Unipol ....................................(UNI) Unipol 2013 w.................(WUNI13) Unipol pr ..............................(UNIP) Unipol prv 2013 w..........(WUNP13) V Valsoia...........................(VLS) Viaggi Ventaglio .....................(VVE) Vianini Industria......................(VIN) Vianini Lavori.........................(VLA) Vittoria Ass. *.........................(VAS) W w Cr Val 2010 ..........(WCVA10) w Cr Val 2014.................(WCVA14) W Mediobanca 11 ...........(WMB11) Warr Aedes 14 * ...............(WAE14) Warr Kre 09/12 ..............(WKRE12) Y Yoox *...........................(YOOX) Yorkville Bhn ...........................(BY) Z Zignago Vetro *.................(ZV) Zucchi...................................(ZUC) Zucchi rnc...........................(ZUCR)

+1,46 -4,68 -1,48 -9,03 +1,53 +36,63 — — -10,82 -7,80 +3,15 +19,22 +1,56+180,29 -1,11 -29,46 -1,44 -24,81 -1,47 -25,56 -14,81 -19,53 -0,07 -12,08 +1,83 -9,61 -2,35 -1,51 -0,39 -12,01 -0,61 -41,78 -0,91 -37,36 +1,13 -29,20 +0,79 -33,29 -2,06 -27,59 -2,16 -4,81 -1,08 -51,24 -10,96 -54,48 -1,00 -9,90 +4,59 -5,43 — — — -3,25 +8,49 -58,93 +0,65 -20,65 -0,75 +3,58 -1,89 -9,05 -0,56 -24,51 -0,05 -0,44 +0,77 +5,53 +1,69 +22,11 +0,28 +78,93

7,520 7,000 0,315 — 0,027 3,145 0,222 1,968 1,555 0,006 0,017 1,300 1,178 2,360 3,007 5,640 3,190 20,380 15,230 1,425 0,770 0,048 3,880 1,980 0,257 0,010 0,500 0,010 1,699 2,650 0,300 10,480 17,820 2,268 0,129 1,311

10,390 864,8 8,560 3,7 0,629 57,9 — — 0,092 — 4,530 414,0 0,677 — 3,203 26618,3 2,485 1673,4 0,014 — 0,037 5,8 1,590 37,3 1,522 1439,2 3,705 60,8 3,793 13,8 10,250 1014,5 5,445 343,0 33,000 497,8 23,480 252,6 2,000 106,4 0,928 172,6 0,199 71,3 9,100 69,6 2,880 42,7 0,364 130,1 0,026 — 0,685 22,6 0,040 — 2,480 52,9 3,990 407,5 0,374 21,1 14,790 1850,1 21,890 8482,8 3,275 848,9 0,174 81,7 2,993 167,5

Mariella Burani FG * ...........(MBFG) — — — — — MARR * ..............................(MARR) 7,390 -0,07 +24,10 5,885 7,460 Mediacontech ......................(MCH) 2,970 +3,30 -10,00 2,465 3,395 Mediaset ................................(MS) 4,838 +0,31 -16,67 4,410 6,485 Mediobanca............................(MB) 6,170 -0,16 -26,37 5,765 8,830 Mediolanum .........................(MED) 2,930 -0,26 -34,38 2,915 4,548 Mediterranea Acque..............(MEA) 3,000 +0,17 +10,50 2,380 3,010 Meridiana Fly........................(MEF) 0,053 -1,66 -53,36 0,053 0,120 Meridie ...................................(ME) 0,360 +0,84 -39,80 0,327 0,600 Meridie w11 ....................(WME11) — — — — — Mid Industry Cap ...................(MIC) 11,480 +3,42 -24,97 10,000 15,490 Milano Ass...............................(MI) 1,385 — -32,02 1,339 2,178 Milano Ass. rnc......................(MIR) 1,571 -0,06 -29,71 1,457 2,400 Mirato * ................................(MRT) — — — — — Mittel.....................................(MIT) 3,080 +4,67 -24,14 2,870 4,160 MolMed ...............................(MLM) 0,427 +1,79 -65,36 0,419 1,294 Mondadori..............................(MN) 2,228 +0,68 -30,82 2,188 3,220 Mondo HE.............................(MHE) 0,136 -4,56 -18,71 0,105 0,176 Mondo Tv * ...........................(MTV) 7,095 +1,36 -4,38 6,000 8,365 Monrif..................................(MON) 0,435 — -3,33 0,411 0,485 Monte Paschi Si. ................(BMPS) 0,946 -1,05 -23,63 0,831 1,331 Montefibre ..............................(MF) 0,165 +2,30 +16,07 0,122 0,201 Montefibre rnc....................(MFNC) 0,330 +5,10 +29,41 0,255 0,523 Monti Ascensori....................(MSA) 1,033 -3,19 -27,46 1,021 1,460 Mutuionline *........................(MOL) 5,000 — -10,87 4,720 5,949 N Nice *............................(NICE) 3,050 +0,99 +1,67 2,500 3,180 Noemalife .............................(NOE) 6,040 — +10,02 5,450 6,300 Novare ....................................(NR) — — — — — O Olidata ............................(OLI) 0,756 +11,50 +51,50 0,340 0,980 Omnia Network * ..................(ONT) — — — — — P Panariagroup *................(PAN) 1,780 +1,42 -4,66 1,670 2,240 Parmalat ................................(PLT) 1,908 -0,57 -4,12 1,724 2,127 Parmalat w15..................(WPLT15) 0,901 -1,48 -8,99 0,741 1,093 Piaggio ...................................(PIA) 2,080 +0,48 +3,48 1,778 2,530 Pierrel ...................................(PRL) 3,370 +2,43 -21,90 3,288 5,600

— 490,3 55,1 5711,6 5324,6 2161,1 230,1 36,1 18,1 — 43,6 773,9 48,5 — 216,4 88,8 578,4 2,9 31,0 65,3 5190,3 21,9 8,5 13,9 198,3 349,1 26,2 — 24,9 — 79,3 3301,2 — 767,6 48,3

Tel.

B.O.T.

— 2,570 1,489 5,275 5,175 0,345 10,250 0,520 0,800 1,263 0,840 0,741 — 6,975 12,250 0,208 0,045 0,165 0,745 1,127 0,654 2,080 2,080 6,260 16,000 0,375 0,075 0,015 0,311 1,470 18,100 0,419 5,795 4,745 8,385 27,300 — 1,358 9,585 6,810 0,603 0,132 1,001 5,400 6,650 2,750 3,640 — — — 2,025 4,880 0,063 1,539 0,618 — 5,320 1,396 11,700 1,055 0,190 0,409 0,861 13,330 3,165 3,655 0,617 0,100 0,002 61,880 1,470 10,250 5,265 6,995 0,011 0,600 1,851 2,263 0,529 0,025 0,347 0,022 4,300 — 1,344 4,000 3,658 — 0,310 0,022 0,051 0,030 6,430 0,078 4,700 0,509 0,483

15.10.10 15.11.10 15.12.10 14.01.11 15.02.11 15.03.11

44 75 105 135 167 195

99,935 99,888 99,799 99,728 99,571 99,486

0,42 0,44 0,57 0,64 0,82 0,85

Scadenza Giorni Pr.Netto

— — — +4,47 -13,47 1,630 +1,92 +30,04 1,029 — +9,11 4,042 +0,78+1.011,71 0,429 -0,72 -36,14 0,313 -1,35 -12,77 9,850 +0,97 +15,43 0,422 -1,11 -4,71 0,667 -1,10 +26,93 0,995 -1,18 -19,85 0,840 — -29,43 0,700 — — — +0,79 -11,71 6,565 -1,37 -3,24 11,270 -2,99 -16,43 0,171 — -55,95 0,045 +0,67 -40,17 0,164 -0,67 -21,16 0,731 +1,44 -11,88 0,905 -0,61 -15,61 0,612 — -8,77 1,849 -4,59 -12,97 1,770 +2,29 +18,56 5,065 — +0,44 14,940 +2,32 -14,77 0,326 — -28,57 0,066 — — 0,011 -2,81 -27,51 0,298 -5,77 +16,85 0,650 +0,84 +9,43 15,170 — -11,23 0,399 -0,26 -5,00 4,740 +0,53 -12,70 3,760 -0,06 +4,86 6,090 -0,11 +11,20 23,160 — — — -0,37 -39,38 1,333 — -9,32 8,460 -2,44 +15,13 5,780 -2,67 -12,62 0,550 +0,91 -19,02 0,126 — -9,00 1,000 — +3,45 4,770 +1,37 -0,60 6,205 +0,27 -7,80 2,200 +0,34 +5,43 3,223 — — — — — — — — — +0,37 -5,37 1,791 +2,20 +21,92 3,690 -1,88 -49,72 0,061 +3,99 +17,48 1,190 +3,60 -68,81 0,528 — — — -1,12 -17,90 5,320 -0,21 +15,26 1,149 +1,74 -19,31 10,000 -1,03 -2,85 0,887 +3,76 -63,67 0,168 +4,87 -35,24 0,305 -1,03 +11,24 0,715 -1,11 -13,55 13,120 -0,24 +6,30 2,865 +0,69 +91,46 1,705 +9,70 — 0,560 +1,01 -40,88 0,096 -4,00 -51,02 0,002 -0,72 +14,68 45,830 -0,07 +18,36 1,234 +2,50 -11,33 9,980 -1,96 -20,83 5,060 -2,78 -31,69 6,700 -0,88 -77,51 0,011 +1,69 -36,64 0,522 -1,02 -18,88 1,560 -1,74 -17,81 2,223 +0,38 -38,31 0,519 +1,21 — 0,010 +0,58 -37,46 0,342 +1,38 — 0,007 +1,18 -3,15 3,848 — — — +1,13 -4,00 1,280 — -15,57 3,950 -0,34 -5,25 3,428 — — 0,010 -0,64 — 0,295 -0,45 -80,16 0,022 -2,29 -21,08 0,049 +27,66 -65,44 0,023 -0,31 +13,01 5,095 -1,89 -57,40 0,076 -0,21 +18,99 3,780 +0,79 +13,62 0,389 -0,10 -16,44 0,470

— 3,040 1,520 5,620 5,280 0,540 12,240 0,540 0,889 2,280 1,075 1,054 — 9,450 15,810 0,256 0,111 0,300 1,000 1,437 0,822 2,400 2,485 6,260 17,570 0,465 0,137 0,040 0,434 1,860 18,700 0,513 6,240 5,600 9,760 30,150 — 2,305 10,720 8,000 0,739 0,206 1,750 5,565 7,475 3,140 3,813 — — — 2,450 4,910 0,130 1,570 5,610 — 7,910 1,402 14,900 1,146 0,529 0,780 0,898 17,370 3,230 4,900 0,642 0,186 0,005 62,330 1,490 13,200 7,155 10,500 0,050 0,947 2,310 2,900 0,864 0,035 0,570 0,032 4,680 — 1,478 4,737 4,032 0,404 0,513 0,152 0,087 0,087 7,250 0,188 4,710 0,645 0,650

— 77,5 74,5 2507,9 63,0 290,8 12,0 67,7 112,4 38,5 344,6 106,0 — 60,1 2241,1 79,2 21,0 46,0 23,3 819,8 19,2 94,8 48,7 1303,7 147,9 60,4 — — 86,4 17,9 208,8 38,8 86,3 35,1 473,1 12075,3 — 1293,6 93,4 374,7 84,4 254,2 0,7 87,6 1502,6 321,4 12997,6 — — — 235,3 435,5 26,7 716,2 50,7 — — 155,3 20,4 14145,4 273,5 2,2 5193,3 — 6348,6 90,3 64,3 187,5 — 1902,6 45,0 644,6 14,0 4503,3 — 95,6 35910,1 54,7 1117,5 — 451,5 — 44,9 — 40,0 175,2 239,7 — — — — — 330,0 5,4 375,7 12,2 1,6

* Titolo appartenente al segmento Star.

Valuta al 01-09-10

Rend.

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Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz Rif. Rif. 04-01-2010 Anno Anno (in milioni (euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro)

Dati a cura dell’agenzia giornalistica Radiocor. Monete Auree: ConFinvest F.L. Milano

Scadenza Giorni Pr.Netto

andrà a finire. Il rischio è che uno dei nomi storici di Piazza Affari sparisca dal listino. Per adesso è stato congelato: ieri Borsa Italiana ha comunicato la sospensione a tempo indeterminato di Finarte Casa d’Aste. Nonostante il nome, la società fondata da Casimiro Porro e Francesco Micheli è stata a lungo cassaforte di importanti partecipazioni e crocevia di diverse partite in Piazza Affari, oltre che una delle più rinomate case d’aste internazionali. Sotto la guida di Giorgio Corbelli, l’ex patron di Telemarket ed ex socio del Napoli Calcio, e dei soci Abdorrahman Nassimiha e Fabrizio Garilli, Finarte è tornata al core business delle vendite. Ma, a quanto pare, gli affari non sono andati molto bene. Venerdì scorso infatti i revisori dei conti, Mazars, hanno fatto sapere di essere «non in grado di esprimersi» sulla «conformità» del bilancio semestrale abbreviato presentato dal gruppo, chiuso con una perdita di 2,5 milioni di euro e un patrimonio netto consolidato di 200 mila euro. Nessuna sorpresa per i soci che il 30 giugno avevano deliberato un aumento di capitale da 4,8 milioni di euro per ripianare le perdite e ricostituire il capitale. Ma soldi finora non se ne sono visti e, fanno notare i revisori, «il permanere di tali elementi di incertezza non ci consente di concludere sull'appropriatezza del presupposto di continuità aziendale». In poche parole: o Corbelli & soci vendono a qualche pezzo pregiato delle loro collezioni o la società rischia di saltare.

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Prezzo Var. Var. Min Max Capitaliz Rif. Rif. 04-01-2010 Anno Anno (in milioni (euro) (in %) (in %) (euro) (euro) di euro) +0,23 +0,37 +0,34 -0,73 +0,54 +1,08 +1,11 — — -1,76 -1,53 -1,52 +0,53 +1,32 -0,44 — +1,33 -0,74 -13,07 +0,64 +1,19 -0,07 -1,85 +1,74 -0,14 -0,87 +1,32 -0,17 +0,29 +0,75 -0,46 +1,42 +5,19 +0,28 — +0,02 -1,13 +0,37 — -0,06 -3,36 -1,68 +1,04 -0,83 -1,84 +0,60 +3,13 +2,98 +1,12 -1,15 +0,28 +0,64 +1,17 -3,17 -1,29 +2,39 — — +1,96 +0,87 +2,58 — +4,81 +0,26 -0,91 -0,17 -0,52 +3,42 -0,21 -0,59 -2,83 -0,39 -1,90 -0,51 -0,92 +0,82 +2,56 +1,48 -1,08 -0,95 -0,05 -0,87 +0,17 -0,40 -1,23 -0,21 -1,50 +5,46 +1,84 +2,54 -0,29 -2,17 -0,90 +2,48 -3,30 -2,23 -1,20 -0,46 +2,09

Ligresti, conti in rosso per Starlife e due offerte per Liguria-Sasa

Rend.

15.04.11

226

99,391

0,87

16.05.11

257

99,286

0,84

15.06.11

287

99,138

0,93

15.07.11

317

98,985

1,00

15.08.11

348

98,789

1,11

Euribor Periodo 1 sett. 1 mese 2 mesi 3 mesi 4 mesi 5 mesi 6 mesi

Monete auree

Oro 30 ago

T. 360

T. 365

Periodo

T.360

T.365

30 ago

0,517 0,624 0,716 0,888 0,957 1,040 1,137

0,524 0,633 0,726 0,900 0,970 1,054 1,153

7 mesi 8 mesi 9 mesi 10 mesi 11 mesi 12 mesi

1,187 1,234 1,282 1,326 1,367 1,415

1,203 1,251 1,300 1,344 1,386 1,435

Sterlina (v.c) Sterlina (n.c) Sterlina (post.74) Krugerrand Marengo Italiano Marengo Svizzero Marengo Francese

Denaro Lettera 212,78 232,92 212,78 232,92 212,78 232,92 945,12 1.017,42 165,78 185,92 165,27 183,86 165,27 182,31

Tassi Mattino Sera

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1,00 0,10 0,50 0,25 0,50

0,30 0,00 0,75 0,00

Borse Estere A New York valori espressi in dollari, a Londra in pence, a Zurigo in franchi svizzeri indici MERCATI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30-08 Amsterdam (Aex) . . . . . . . . . . . . . 315,55 Brent Index . . . . . . . . . . . . . . . . . . 76,35 Bruxelles-Bel 20 . . . . . . . . . . . . 2460,93 DJ Stoxx Euro . . . . . . . . . . . . . . . 250,60 DJ Stoxx Euro50 . . . . . . . . . . . . 2616,57 DJ Stoxx UE . . . . . . . . . . . . . . . . 251,16 DJ Stoxx UE50. . . . . . . . . . . . . . 2447,44 FTSE Eurotr.100. . . . . . . . . . . . . 2157,07 Hong Kong HS . . . . . . . . . . . . . 20737,22 Johannesburg . . . . . . . . . . . . . 25605,33 Londra(FTSE100) . . . . . . . . . . . . 5201,56 Madrid Ibex35 . . . . . . . . . . . . . 10136,00 Oslo Top 25. . . . . . . . . . . . . . . . . 322,23 Singapore ST. . . . . . . . . . . . . . . 2957,06 Sydney (All Ords) . . . . . . . . . . . . 4483,13 Toronto(300Comp) . . . . . . . . . . 11895,55 Vienna (Atx). . . . . . . . . . . . . . . . 2418,39 Zurigo (SMI) . . . . . . . . . . . . . . . 6205,24

var.% -0,47 +0,54 -0,27 -0,42 -0,52 -0,03 -0,01 -0,04 +0,68 +1,08 -0,12 +0,57 +0,62 +1,80 +0,13 +0,19 +0,36

selezione FRANCOFORTE. . . . . . . . . . . . . . . 30-08 Adidas Salomon . . . . . . . . . . . . . . 39,86 Allianz . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 81,14 Bayer Ag. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 47,03 Beiersdorf . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42,05 Bmw . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41,20 Commerzbank Ag . . . . . . . . . . . . . . 6,24 Deutsche Bank n . . . . . . . . . . . . . . 49,65 Deutsche Post . . . . . . . . . . . . . . . . 12,94 Deutsche Telekom n . . . . . . . . . . . 10,34 Dt Lufthansa Ag. . . . . . . . . . . . . . . 12,53 Hugo Boss Ag . . . . . . . . . . . . . . . . 28,00 Metro Ag. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 39,92 Porsche Vz . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37,17 Siemens n . . . . . . . . . . . . . . . . . . 71,36 Volkswagen Ag . . . . . . . . . . . . . . . 71,48

var.% -0,46 -0,36 -0,24 -1,06 -1,33 -0,46 -0,98 -0,46 -0,67 -0,44 +0,88 -1,32 +0,94 -1,23 -0,45

PARIGI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30-08 Air France . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10,44 Air Liquide . . . . . . . . . . . . . . . . . . 81,67 Alstom . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 37,49 Axa SA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12,27 Bnp . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 49,12 Cap Gemini . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33,66 Carrefour . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36,11 Casino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 64,32 Ciments Francais. . . . . . . . . . . . . . 59,11 Crédit Agricole. . . . . . . . . . . . . . . . 10,19 Danone. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42,35 France Télécom. . . . . . . . . . . . . . . 15,93 Havas . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3,61 L'Oréal . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 77,76 Michelin . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 58,82 Peugeot S.A. . . . . . . . . . . . . . . . . . 20,89 Renault. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32,10 Saint-Gobain . . . . . . . . . . . . . . . . . 28,49 Sanofi-Synthelab . . . . . . . . . . . . . . 45,56 Société Générale . . . . . . . . . . . . . . 40,19 Sodexho Alliance . . . . . . . . . . . . . . 45,06 Total . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36,75 Worms & Co ex Som . . . . . . . . . . . . 9,66

var.% +0,14 -0,92 -1,85 -1,76 -1,26 +0,21 +1,11 +0,27 -0,59 -0,56 -3,46 +0,81 -0,31 -2,00 +0,24 -1,34 -0,92 +0,66 -0,66 +0,04 -0,85 -0,41

NEW YORK. . . . . . . . . . . . . . . . . . 30-08 Amazon Com. . . . . . . . . . . . . . . . 123,79 American Express . . . . . . . . . . . . . 39,89 Apple Comp Inc . . . . . . . . . . . . . . 242,50 At&T. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26,63 Bank of America . . . . . . . . . . . . . . 12,32 Boeing . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 62,10 Carnival . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30,84 Caterpillar Inc . . . . . . . . . . . . . . . . 64,47 Cisco Systems. . . . . . . . . . . . . . . . 20,32 Citigroup Inc . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3,67 Coca-Cola Co . . . . . . . . . . . . . . . . 55,55 Colgate Palmolive . . . . . . . . . . . . . 73,86 Dow Chemical. . . . . . . . . . . . . . . . 24,33 DuPont . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40,32 Exxon Mobil . . . . . . . . . . . . . . . . . 59,00 Ford Motor . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11,35 General Electric . . . . . . . . . . . . . . . 14,52 Goldman Sachs . . . . . . . . . . . . . . 136,66 Hewlett-Packard . . . . . . . . . . . . . . 38,56 Honeywell . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38,86 Ibm . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 123,40 Industrie Natuzzi Sp. . . . . . . . . . . . . 3,40 Intel Corp . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17,96 Johnson & Johnson . . . . . . . . . . . . 57,30 JP Morgan . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35,85 Lockheed Martin . . . . . . . . . . . . . . 70,22 Luxottica Grp Spa . . . . . . . . . . . . . 22,90 McDonald's. . . . . . . . . . . . . . . . . . 72,74 Merck & Co. . . . . . . . . . . . . . . . . . 34,73 Microsoft . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23,64 Monsanto Co. . . . . . . . . . . . . . . . . 55,90 Morgan Stanley . . . . . . . . . . . . . . . 24,43 Motorola . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7,52 Nike Inc. Cl. B . . . . . . . . . . . . . . . . 70,36 Occidental Pet. . . . . . . . . . . . . . . . 73,79 Pfizer . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15,86 Procter & Gamble . . . . . . . . . . . . . 59,37 Texas Instruments . . . . . . . . . . . . . 23,25 Unilever NV . . . . . . . . . . . . . . . . . 26,66 Us Steel Corp. . . . . . . . . . . . . . . . . 41,91 Walt Disney. . . . . . . . . . . . . . . . . . 32,35 Whirlpool . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 74,37 Xerox . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8,46 Yahoo Inc . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13,18

var.% -2,25 -2,49 +0,36 -1,15 -2,53 -1,68 -1,97 -2,17 -2,35 -2,39 -1,09 -0,53 -1,58 -1,68 -1,34 -1,82 -1,29 -2,21 +1,47 -1,99 -1,07 -1,16 -2,23 -0,52 -2,05 -2,84 -1,72 -1,69 -0,77 -1,21 -1,17 -2,40 -2,08 -0,82 -2,16 -1,43 -0,72 -3,73 -2,20 -4,12 -1,31 -1,60 -2,08 -1,86

LONDRA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27-08 3i Group . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 260,21 Anglo American . . . . . . . . . . . . . 2278,00 AstraZeneca . . . . . . . . . . . . . . . 3224,80 B Sky B . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 706,24 Barclays Plc . . . . . . . . . . . . . . . . 299,50 BP . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 378,18 British Airways . . . . . . . . . . . . . . 210,60 British Telecom . . . . . . . . . . . . . . 130,84 Burberry Group . . . . . . . . . . . . . . 839,43 Glaxosmithkline . . . . . . . . . . . . . 1215,40 Marks & Spencer. . . . . . . . . . . . . 342,57 Pearson Plc. . . . . . . . . . . . . . . . . 950,25 Prudential . . . . . . . . . . . . . . . . . . 561,98 Rolls Royce . . . . . . . . . . . . . . . . . 553,28 Royal & Sun All . . . . . . . . . . . . . . 123,40 Royal Bk of Scot . . . . . . . . . . . . . . 43,28 Schroders Plc . . . . . . . . . . . . . . 1355,05 Unilever Plc . . . . . . . . . . . . . . . . 1717,34 Vodafone Group. . . . . . . . . . . . . . 151,28

var.% +0,93 -1,04 +0,26 +0,03 -0,83 -1,92 +0,00 +0,18 +0,05 +0,45 +0,58 +0,18 +1,62 -1,02 +0,49 -1,29 +0,00 -0,15 +1,22

ZURIGO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30-08 Nestlé. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 52,60 Novartis . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 53,70 Ubs . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17,08

var.% +0,38 +0,75 +0,06

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Martedì 31 Agosto 2010 Corriere della Sera

IN PAGINA

Kafka e la giurisprudenza di RANIERI POLESE Giancarlo De Cataldo, magistrato e scrittore, rilegge Il processo (Grandi Tascabili Economici Newton Compton, pp.192, e 6) e ci ricorda che Franz Kafka, laureato in giurisprudenza, avvocato e poi

impiegato presso un istituto di assicurazioni conosceva molto bene termini e procedure giuridiche. Cosa che traspare ampiamente nel romanzo. Resta però l’aspetto inquietante, propriamente «kafkiano», della vicenda: il protagonista K non conosce il reato per cui è imputato, e il suo giudice è invisibile e inavvicinabile. Metafisica, fantasia letteraria, profezia delle brutalità imminenti? Forse non del tutto, perché — scrive De Cataldo nell’introduzione

Cultura

— «aspetti che definiremmo oggi tipicamente kafkiani sono rimasti a lungo presenti nei codici di procedura anche delle più avanzate democrazie». E cita alcuni esempi attuali e tristemente famosi: il carcere di Guantanamo, i casi di «rendition» (i sequestri in territorio estero avallati dagli Stati), i centri di permanenza per i migranti, vere e proprie prigioni senza processo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il Filosofo Ignoto Appesa alla bocca insaziabile del suo cellulare, Antigone lascia il corpo del fratello Polinice privo di sepoltura, alle iene del deserto. (G.C.)

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Anteprima È in uscita da Rizzoli il nuovo libro di Edoardo Boncinelli. Che al Festival della Mente parlerà delle «tre età dell’uomo»

di EDOARDO BONCINELLI

T

u, che ti sei affacciato alla vita in questi giorni, hai una probabilità su due di vivere oltre cent’anni. E non posso non augurarti che si tratti di una esistenza serena e felice. Certo diversa, e probabilmente molto diversa, da quella dei tuoi genitori o dei tuoi nonni. Io ti posso raccontare ciò che ti succederà sul piano della salute, starà a te dare dei contenuti al tempo che ti verrà assegnato, ma se fosse troppo breve e vissuto in condizioni precarie anche la tua libertà ne risulterebbe limitata. Qualcuno ti dirà che le cose non stanno così; che sono molto più complicate e le prospettive molto meno rosee. Non credergli. È una strana epoca, la nostra. Mai come oggi siamo in buona salute, almeno noi dei Paesi più industrializzati; eppure, forse mai come oggi ci lamentiamo delle nostre condizioni, della nostra precarietà e dell’inadeguatezza della medicina. La contraddizione è evidente, ma non è che una delle tante che caratterizzano questi anni di sovrabbondanza materiale e di profonda inquietudine interiore. È un fatto che oggi viviamo tutti più a lungo. Molto di più in Occidente, meno, naturalmente, nei Paesi cosiddetti sottosviluppati — ma il fenomeno ha interessato e sta interessando tutto il pianeta. In Italia nell’ultimo secolo la lunghezza della vita è raddoppiata. Negli ultimi quarant’anni si è allungata di dieci anni e negli ultimi dieci di due anni e mezzo, con il risultato che ogni anno che passa ci porta almeno un trimestre in più. In questo momento l’aspettativa di vita è di quasi ottantacinque anni per le donne e di quasi ottanta per gli uomini, con una media di ottantatré anni, e nulla fa pensare che il fenomeno si debba arrestare: se si osserva la curva, si può notare come essa sia in ascesa uniforme e per lo meno per altri trenta o quarant’anni continuerà a esserlo. Parallelamente cresce, anche se in modo più lento, l’età massima osservabile, che guadagna

Conflitti Oggi è possibile modificare i meccanismi biologici della vita. Ciò comporta la necessità di un numero maggiore di scelte un anno ogni dieci. Sono dati statistici, certo, e valgono per l’individuo medio, ma sono comunque dati impressionanti sui quali occorre riflettere, sia per i loro aspetti positivi, sia per quelli negativi. Molti dei problemi attuali, in Italia e nel mondo, sono infatti direttamente o indirettamente legati al fatto che siamo troppi e che viviamo a lungo come mai prima. Si possono quindi fare previsioni e prefigurare prospettive. Per esempio, tu hai il 50 per cento di probabilità di raggiungere i cento anni. Non c’è dubbio che un tale scenario cambi radicalmente il rapporto degli esseri umani con la propria vita. Innanzitutto, l’uomo si è sempre lamentato di vivere poco, ma in realtà non è così vero: anche in epoche passate, la Terra girava attorno al Sole diverse decine di volte, e le stagioni si alternavano altrettante volte durante la sua esistenza. Non c’è un metro assoluto del tempo, ma certo, se comparata agli eventi atmosferici o alla vita degli altri esseri viventi che ci circondano, piante e animali, quella dell’uomo non è breve. Lo è solo rispetto alle nostre aspettative e a tutto il tempo che ci ha richiesto arrivare all’età adulta, tempo che non ha l’uguale in nessun’altra specie vivente. In secondo luogo, invecchiamo meglio e più lentamente, dal momento che sono cambiate le condizioni di vita — dall’alimentazione all’igiene, dalla riduzione della fatica fisica alle misure per prevenire gli incidenti di ogni tipo — e perché la medicina, in tutte le sue branche, ha fatto enormi progressi. Non siamo ancora arrivati invece al punto di estendere la durata della vita agendo sui geni che la controllano. Ma domani, chissà... In terzo luogo, viviamo mediamente meglio, fin dalla prima infanzia. La medicina moderna e le scienze che contribuiscono a dotarla di strumenti sempre più efficienti hanno celebrato i maggiori trionfi nella diagnosi e nella prevenzione delle malattie genetiche. Nel corso degli ultimi quarant’anni, durante i quali mi sono occupato di genetica e di biologia molecolare, abbiamo

Edoardo Boncinelli è nato a Rodi nel 1941. Dal 1968 al 1992 ha svolto attività di ricerca nel campo della genetica presso l’Istituto Internazionale di Genetica e Biofisica del Cnr di Napoli. È stato direttore del Laboratorio di biologia molecolare dello sviluppo presso l’Istituto scientifico dell’ospedale San Raffaele e direttore di ricerca presso il Centro per lo studio della farmacologia cellulare e molecolare del Cnr di Milano. Attualmente insegna Fondamenti biologici della conoscenza nella facoltà di filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele. È autore di libri come «Le forme della vita» (Einaudi, 2000), «Prima lezione di biologia» (Laterza, 2007), «I nostri geni» (Einaudi, 2008), «L’etica della vita» (Rizzoli, 2008) e «Perché non possiamo non dirci darwinisti» (Rizzoli, 2009)

(FOTO ARCHIVIO CORSERA)

L’autore

Cari bambini, vivrete cent’anni e vi spiego perché sarete più liberi Invecchiamo lentamente e meglio. Il difficile dialogo tra scienza ed etica assistito a enormi cambiamenti: un numero considerevole di sogni «impossibili» si sono avverati e taluni sono addirittura finiti nel dimenticatoio. Grazie a questo progresso e all’eccezionale miglioramento nel trattamento delle malattie infettive, si è ridotta drasticamente la mortalità infantile, che ha funestato da sempre il nostro mondo, condizionandone pesantemente la struttura e l’organizzazione. Da quando nacque, nel 1798, Giacomo Leopardi bambino, e poi ragazzo, vide la madre quasi sempre incinta: in diciassette anni, infatti, Adelaide dei marchesi Antici ebbe dodici gravidanze conducendo però alla maggior età soltanto tre figli. Come sarebbe stato possibile in circostanze del genere pensare a una vera emancipazione femminile? (...). D’altra parte, se aumentano le opportunità, la scelta si fa più ardua. Fino a quando le opzioni verso il nuovo si sono confrontate con un passato di sofferenze e di

stenti, non è stato molto difficile prendere decisioni, anche se la storia riferisce che non è stato sempre così. L’introduzione della pratica della vaccinazione, per fare un esempio, ma anche del caffè come bevanda, scatenarono all’epoca furiose polemiche. Molto più difficile è scegliere oggi, poiché ci si confronta con un passato immediato e con un presente che, come abbiamo visto, sono tutt’altro che disastrosi, nonostante i continui «alti lai» dei guru della lamentazione. Si parla spesso di contrasti, se non di conflitti, tra scienza ed etica e chi lo fa lascia intendere nemmeno troppo velatamente che la scienza di oggi va sempre più spesso contro l’etica. Niente di più sbagliato. La scienza e l’etica non possono entrare in contrasto tra di loro, perché troppo distanti sono i loro obiettivi e i loro metodi. I contrasti riguardano posizioni etiche diverse, cioè convinzioni differenti su alcune applicazioni della scienza stessa. Se esistesse nel mondo un’unica posizio-

A Sarzana I traguardi della genetica

Antitumorali, lotta ai virus e sviluppo dei trapianti D

iversamente dagli oggetti inanimati, gli esseri viventi non si arrendono al disordine e all’annientamento progressivo ed entropico cui tende l’universo, ma, almeno secondo la biologia, «lottano contro la tendenza generale all’appiattimento e alla degradazione», organizzati dal patrimonio genetico e con un continuo scambio di «materia, energia e informazione», fino a quando la natura «li lascia invecchiare»: proprio di questo ulteriore processo la scienza moderna cerca di occuparsi, non tanto per impedirlo quanto per renderlo migliore, come spiega Edoardo Boncinelli nel nuovo libro Lettera a un bambino che vivrà 100 anni. Come la scienza ci renderà (quasi) immortali che esce domani

pubblicato da Rizzoli (pag. 209, e 18), e del quale pubblichiamo in queste pagine un estratto dell’introduzione. Dalle nuove tappe della scienza biomedica alle nuove cure contro i tumori, fino alla lotta contro i virus e allo sviluppo della tecnica dei trapianti, per giungere alla ricerca sulle staminali e all’ingegneria genetica, il libro spiega quali sono le attuali certezze e speranze a proposito di longevità e qualità della vita umana, e quali i prevedibili sviluppi in un futuro attento alla ricerca e al miglioramento della vita, per un bambino di oggi (e anche di ieri...). Da ricordare che proprio sul tema delle «tre età» umane, Boncinelli proporrà tre lezioni al Festival della Mente, la manifestazione diretta da Giulia Cogoli e giunta alla settima

edizione, che si svolgerà dal 3 al 5 settembre a Sarzana (Sp) e che ospiterà per dibattiti e incontri numerose personalità della cultura e della scienza, storici dell’arte come Salvatore Settis, Achille Bonito Oliva e Georges Didi-Huberman, autori come John Banville (di cui è in uscita da Guanda il nuovo romanzo Congetture su April), Valerio Magrelli, Vincenzo Cerami e Javier Cercas, filosofi come Salvatore Natoli e Maurizio Ferraris, scienziati quali Gianvito Martino e, appunto, Edoardo Boncinelli. Gli appuntamenti con Boncinelli saranno il 3 settembre su «Mente e corpo: la formazione», il 4 su «La maturità» e il 5 su «L’invecchiamento».

Ida Bozzi © RIPRODUZIONE RISERVATA

ne etica non ci sarebbe alcun problema: la scienza, sia come ricerca pura sia nelle sue applicazioni pratiche, non potrebbe che adeguarsi e subordinarsi ai suoi precetti. Quando ci sono invece contrasti tra posizioni etiche diverse, la scienza non può che stare a guardare, colpevole solo di mettere sul tappeto sempre nuove conoscenze e opportunità di cura o di trattamento. Quello che si osserva, casomai, è che a ogni nuova opportunità messa in campo dalla scienza, il ventaglio già ampio delle diverse posizioni etiche si allarga e si affina sempre di più. Contro il «nuovo» militano due ordini di considerazioni correnti: la natura è buona e ne sa più di noi; il passato è più affidabile perché popolato di cose collaudate. La natura di per sé non è né buona né cattiva: si fa i fatti suoi. Si prodiga per noi, ma anche per le zanzare e le cavallette. E per i batteri e i virus. Si prende cura delle formiche come dei formichieri, della rosa canina come delle mucillagini, delle piante carnivore come degli insetti che incautamente le frequentano. I nostri interventi spesso sono stati – e sono – volti a contrastare la sua imparzialità ed equanimità. A nostro vantaggio. Chiamarli contro-natura è perciò perlomeno ambiguo. È contro-natura l’uso degli occhiali, degli antibiotici e dell’insulina per i diabetici. È contro-natura fasciare una ferita e ingessare un arto. E che cosa c’è di più contro-natura del conficcare nella carne un ago metallico forato che permette di iniettare nel corpo una sostanza estranea, per giunta spesso sintetica? Ma una cosa lo studio della natura ce l’ha insegnata, al di là di ogni altra considerazione: gli esseri viventi, per esistere, devono continuamente cambiare. Non sappiamo perché, ma è così. Il cambiamento, che noi spesso chiamiamo evoluzione, è la condizione necessaria per l’esistenza della vita, in tutte le sue forme. Come essere vivente, quindi, l’uomo è forzato a cambiare. Forse non è sorprendente che come essere culturale faccia altrettanto. Anche se il passato ci sembra più sicuro, non può tuttavia sostituirsi al futuro. Il fatto è che il futuro verrà comunque, per gli entusiasti come per i nostalgici, per i pavidi come per gli avventati. E sarà il futuro che oggi ci scegliamo. L’alternativa a tutto questo è lasciare le cose come stanno e accettare le decisioni del caso. Ma almeno nel campo della salute io non ho dubbi: meglio sani per scelta che malati per caso. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cultura 41

Corriere della Sera Martedì 31 Agosto 2010

Personaggi Così un ragazzo lucano è diventato uno degli uomini più importanti di New York

Elzeviro Educazione e società dello spettacolo

QUEI PICCOLI DIVI NEL PAESE DEI REALITY di LUCA GOLDONI

N

ella bottega del fotografo d’arte entra una coppia con passeggino. Come sempre accade, la più disinibita è lei: «Quanto viene un book?». Il ritrattista osserva il pargolo di pochi mesi, poi con tono quasi paterno dice che un book (cioè un album con decine di foto) costa parecchio e aggiunge: «Il piccolo cresce in fretta, cambia espressione, atteggiamenti, luce negli occhi. Accontentatevi di qualche scatto da regalare ai nonni e agli zii. Per il book c’è tempo». Ma spesso vince la frenesia dei genitori che intravedono nel pargolo un investimento. Non tutti sono padri cinici che programmano la capocciata del bimbo in triciclo, la filmano e la vendono a Paperissima. Ci sono quelli che guardano più lontano e pianificano un piccolo astro nascente nel firmamento della pubblicità, e - perché no, domani - un baby divo nell’olimpo della televisione. Il fenomeno del figlioletto su cui puntare le fortune di famiglia come su uno zio d’America non è nuovo, ma in rapida espansione. Comincio da un classico: il baby calciatore, per

❜❜ Migliaia di book preparano nuove leve per gli show

il quale ovviamente niente book fotografico, ma test ed esami in palestra e sul campo. Un talent scout mi dice: «Voglio vedere anche i genitori, verificare il loro stato di salute, valutare l’educazione loro e quella trasmessa al ragazzino». Gli dico di aver assistito a una partitella fra teen ager, i genitori tifavano come ultras, ho udito un padre sussurrare al figlio scivolato a terra: «Stai giù, lamentati finché non giunge l’arbitro. Esempio da antologia di infortunio simulato». Appunto, conferma il talent scout. Niente book neppure per chi investe sul bambino tenore, il quale si esibisce nell’apposito programma tv sparando impressionanti «vincerò». Costringere a questi exploit le ancor tenere corde vocali di un adolescente osserva un maestro di musica equivale a mandarlo a scaricare camion ai mercati generali. Ma torniamo all’ansia da book. Il piccolo nel passeggino mi sembra un po’ incolore ma la mamma insiste, lo prende in braccio e a quel punto si diffonde un leggero odorino. Il futuro divo se l’è fatta addosso. I genitori, appena imbarazzati si scusano, vanno a cambiarlo. Scherzo con l’amico fotografo: «Po-

Mezzo secolo di sogno americano Michele Rienzi: come ho portato l’Italia nel cuore degli Usa di GIOVANNI RUSSO

tresti fargli un book sul lassativo». Risponde: «Sapessi quante volte succede, i piccoli si emozionano, attrezzerò il mio studio con vasche e fasciatoi». La giovane coppia ritorna col pupo rimesso a nuovo e ancora una volta ascolto il sermoncino del mio amico. «Cominciamo con qualche scatto, ribadisce e ve la cavate con un centone. Per il book occorrono foto scattate in situazioni e contesti diversi, dovete pagare assai di più». Ma la madre è un caterpillar: «Intanto cominciamo qui, gli interni dello studio, e poi il gazebo, le aiuole... fuori abbiamo anche i finestrini della Delta». Fa tutto lei, sceneggiatrice d'assalto. Dannazione, mi verrebbe da gridarle, tolga al pargolo quel drago dalla spalla (spero non tatuato ma solo applicato). Il film cult di Visconti, Bellissima, impallidisce al confronto con questa epidemia di book. Allora, in definitiva si trattava di un singolo concorso. Oggi la pubblicità divora modelli a partire dai neonati, esonda sulle pagine di giornali e rotocalchi, mentre gli spot su abbigliamento e alimentari ci assediano dalla tv. Si tratta di beccare l’agenzia ben introdotta negli uffici commerciali delle industrie cui serve il bambino biondo o bruno, che ride, o fa il mescolo, o si stropiccia gli occhi dal sonno, o dorme come un cherubino, o s’impiastriccia di cioccolata. Le agenzie meno corrette giocano sulle smanie materne e chiedono un contributo a fondo perduto, quelle serie rapporteranno la provvigione ai risultati. A onor del vero i siti di Internet invitano le mamme a non alimentare aspettative e a non trasmetterle ai loro pargoli, si tratta solo di un gioco che non deve stressarli sconvolgendo la serenità di infanzia e adolescenza. Ma sono pie illusioni. Come si fa a non montarsi la testa quando il divo di famiglia giganteggia nella pagina sui pannolini o assurge allo spot tv sulle merendine e piovono telefonate da parenti e amici - ma è un attore nato! ha la recitazione nel sangue! - come si fa a convincere il ragazzino (che si considera ormai parte di un nini-star system, che viene riconosciuto per strada, che impara addirittura a firmare autografi), come si fa a convincerlo che il bel gioco dura poco e che il suo futuro è una scuola per geometri, o radiotecnici, o periti agrari o magari economisti e sociologi? E così migliaia di book preparano ogni giorno nuove leve per la grande abbuffata dei reality e della macina pubblicitaria. Il Paese avrebbe bisogno di cervelli che non fuggano all’estero. Ma la società dell’applauso si accontenta di questi cervellini pieni di farfalle. © RIPRODUZIONE RISERVATA

«De Hominis Dignitate»

Shanghai, Pico della Mirandola tradotto per il pubblico cinese Approda in Cina, all’Esposizione Universale di Shanghai, il pensiero umanistico di Giovanni Pico della Mirandola (1463-1494). Noto a tutti per la sua proverbiale memoria, il nobile emiliano fu convinto fautore di una filosofia universalistica, la cui espressione più alta è il trattato De Hominis Dignitate («La dignità dell’uomo). Proprio quell’opera, che si può considerare una sorta di manifesto dell’umanesimo rinascimentale, è stata tradotta per la prima volta dal latino in cinese, grazie all’impegno del professor Pier Cesare Bori, e sarà presentata al Padiglione Italia di Shanghai venerdì 10 settembre.

M

ichele Rienzi aveva 14 anni quando, il 25 maggio 1960, si imbarcò a Napoli per New York sulla «Cristoforo Colombo» con il padre Giuseppe, la mamma e sei fratelli. A Montemilone, un paese in provincia di Potenza, in Lucania, avevano aspettato esattamente 14 anni la chiamata per ottenere l’ingresso nella quota di immigrazione per gli italiani. Negli anni Sessanta gli emigranti partivano ancora per nave, come agli inizi del Novecento. Mette piede in terra americana, con in tasca soltanto la licenza di quinta elementare, e va a lavorare come commesso in un negozio di alimentari sull’Undicesima Strada, a Little Italy. Oggi è uno degli uoEmigrati mini più ricchi di New York. Andiamo nella pasticceria «Veniero’s», vicino alla drogheria, che è rimasta come cinquant’anni fa; sugli ] Dal 1876 al scaffali ci sono solo 1915 si prodotti italiani: trasferirono olio, pasta, mozzareldall’Italia nelle la, salame, acqua miAmeriche circa nerale. Mentre pren14 milioni di diamo il caffè, ricorpersone, da che nel 1960 la doprovenienti dal menica sembrava di Nord come dal essere in Italia. «La Mezzogiorno piazza era piena di ] ll fenomeno gente che andava a ebbe una ripresa messa nella chiesa vidopo la Seconda cino. Sopra la droguerra mondiale, gheria — dice Rienma poi zi — c’era una stanl’emigrazione zetta e il padrone mi italiana si diresse lasciò abitare lì. Il letsoprattutto in to era proprio sotto Europa alla finestra: il vetro era rotto e d’inverno faceva un freddo terribile, al mattino mi svegliavo con la faccia ghiacciata». Di giorno va a lavorare e la sera a scuola per imparare l’inglese. Per due anni, dai 17 ai 19, fa questa vita. Diventa l’uomo di fiducia del proprietario, che si limita il sabato a ritirare l’incasso. «Nel 1967 mi disse che secondo lui ormai ero pronto a fare da solo. Pensava che avrei aperto un negozio come il suo. Ma io, invece, avevo un’altra idea. Cominciai a rifornire i ristoranti con mozzarella e pomodori che prendevo direttamente dagli importatori. Già quando stavo al mio paese andavo in campagna con la bicicletta, acquistavo il latte a 10 lire al litro e lo rivendevo a 12». Va avanti così

Qui sopra: Michele Rienzi. A sinistra: un corteo a Little Italy per la festa dell’Assunzione negli anni Cinquanta. Il famoso quartiere italiano della metropoli americana si trova nella parte meridionale dell’isola di Manhattan

per qualche mese, poi per ampliare la sua attività compra un vecchio camion. Quando scopre che ha i freni guasti e va a protestare, il venditore gli risponde: «Che cosa volevi per 300 dollari?». Nel 1966 diventa cittadino americano e nel 1969 si sposa. La moglie è di origine siciliana. Rienzi si reca con lei in Sicilia per conoscere i parenti, ma neanche in questa occasione perde di vista il lavoro. «Ho assaggiato la pasta — racconta — che produceva la famiglia Puglisi a Milazzo: era eccezionale, e decisi di importarla. In quei tempi la pasta si vendeva però solo nei piccoli negozi. Mi rivolsi ad un amico ebreo, Waldbaum, che dirigeva una catena di 70 supermercati di generi alimentari. Mi fece provare in cinque, che esaurirono la pasta in due giorni. Waldbaum mi propose allora di rifornire l’intera catena. Nel giro di pochi mesi, da 25 arrivai a venderne 100 mila cartoni». Inizia anche a importare pelati, che vanno a ruba. «Ho capito che puntando su qualità e prezzo avrei potuto accedere a un mercato enorme». Il grande salto che lo renderà miliarda-

La fondazione «Il mio nipotino è nato sordo: questa difficoltà mi ha spinto a impegnarmi per le persone che hanno problemi di udito»

rio è proprio l’aver introdotto per primo pasta e pelati «made in Italy» nei supermercati. Il marchio Rienzi, stampigliato sulle confezioni, è oggi uno dei più importanti sul mercato americano. È lui da quarant’anni il maggior importatore di prodotti italiani: dal pecorino al parmigiano, dalla pasta all’olio, dai pomodori ai peperoni arrosto fino all’acqua minerale, che sono accatastati nei suoi magazzini ad Astoria, un quartiere alla periferia di New York. Sul piazzale, sostano decine di camion con il marchio «Rienzi» sulla fiancata. «Alle sei del mattino prendo il caffè con gli autisti che trasportano i prodotti lungo tutta la costa orientale, da Boston alla Virginia». L’organizzazione commerciale fa capo direttamente a lui. Nel suo ufficio, alle pareti e sulla scrivania vi sono le foto che lo ritraggono in compagnia di Bill e Hillary Clinton, dell’attuale vicepresidente Biden e di Nancy Pelosi, con cui ha stretto rapporti di amicizia. Nel vicino supermercato, mi mostra una confezione di pomodori provenienti dal Cile e una forma di parmigiano che arriva dalla Turchia: entrambi portano la scritta «Italian style», che non ha nulla a che vedere con il «made in Italy», che in America è garanzia di qualità. «Da tutte le parti del mondo arrivano prodotti con vistose etichette che sono spacciati per italiani». Rienzi non è soltanto un emigrante che ha fatto fortuna. Un suo nipotino è nato

sordo. «A due anni ancora non parlava e mio figlio non sapeva se farlo operare. Un giorno è venuto nel mio ufficio ed è scoppiato a piangere. L’ho abbracciato e gli ho detto che conoscevo il direttore del centro per impianti cocleari della New York University, Thomas Roland, che lo ha operato». Dopo l’intervento, lo ha portato sulla spiaggia, voleva che ascoltasse il rumore delle onde: «Non posso dimenticare l’espressione sul volto del bambino quando, per la prima volta, udì il respiro dell’oceano e i richiami dei gabbiani. Oggi ha 10 anni ed è ben inserito nella scuola». Ha creato la Rienzi Foundation per aiutare le persone con problemi di udito, che ha stabilito una stretta collaborazione con specialisti del nostro Paese: principale referente è il Campus Biomedico di Roma. Il 22 maggio, per la prima volta, ricercatori italiani e statunitensi si sono incontrati al Langone Medical Center di New York a un convegno per la realizzazione di impianti cocleari meno costosi, non visibili dall’esterno e autoricaricabili. «Nel 2005, quando abbiamo inaugurato la Fondazione, dice Rienzi, abbiamo invitato Clinton, che non solo è venuto, ma ha offerto un contributo economico e ha convinto più di una persona a sostenerla. L’ex presidente Bush junior, invece, ha detto che sarebbe intervenuto se gli versavo 100 mila dollari. Ho risposto: no, grazie». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Antifascismo Un libro sulle vicende di Leo Valiani, Aldo Garosci, Carlo Ludovico Ragghianti

Azionisti senza Partito d’Azione Le idee di una diaspora feconda di ARTURO COLOMBO

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eo Valiani, Aldo Garosci e Carlo Ludovico Ragghianti: ecco una simbolica trinità laica, che svolse un impegnativo compito culturale e politico durante il difficile quindicennio dai primi anni Quaranta, quando militavano insieme nel piccolo Partito d’Azione, fino alla metà degli anni Cinquanta, segnati dalla rivoluzione ungherese. Su questo capitolo importante della nostra storia contemporanea, Elena Savino ha composto un libro di straordinario interesse dal titolo La diaspora azionista. Dalla Resistenza alla nascita del Partito radicale (Franco Angeli, pp. 367, € 25). Quasi coetanei — Valiani nasce nel 1909, Garosci nel 1907, Ragghianti nel 1910 —, ad arricchire il legame fra loro furono la comune passione politica e il forte interesse per gli studi storici. Valiani ne diede prova con le sue ricerche sul socialismo, mentre Ragghianti si indirizzò verso la storia dell’arte e Garosci seppe spaziare in settori anche lontani, dalla sua Storia della Francia moderna alle pagine sul mito di San Marino (ma converrà aggiungere anche Mario Pannunzio, direttore del settimanale «Il Mondo» e geniale interprete di Tocqueville). Impegnati contro il fascismo, reclamavano — come ogni azionista — la necessità di una «rivoluzione democratica» in un Paese, dove però tanti diffidavano di ogni seria ipotesi rivoluzionaria e non possedevano neppure una concreta forma mentis democratica. Da qui un fondo di amarezza nel constatare che dopo la Liberazione il Partito d’Azione

Lo storico Leo Valiani (1909-1999)

non riesce a consolidarsi, mentre si affermano i partiti di massa. Da un lato con la Dc, che ottiene forti consensi elettorali, e dall’altro con il Pci, costretto a rimanere all’opposizione, insieme ai socialisti. La «diaspora azionista» è un’immagine eloquente, per indicare il processo che porterà alla rapida fine di quel partito, ma che, per fortuna, ha mantenuto attuali i temi di un processo di rinnovamento, soprattutto a livello sociale e economico, che l’Italia è riuscita a realizzare in minima parte (basta considerare il bilancio negativo di certe pseudoriforme,

Il 5 settembre

Giornata della cultura ebraica: mostre, concerti, itinerari Mostre, concerti, visite guidate, degustazioni kosher, conferenze, spettacoli teatrali nelle 62 località coinvolte in Italia per la Giornata europea della cultura ebraica, domenica 5 settembre. Livorno la città capofila, dove ci sarà anche l’esposizione di opere di Amedeo Modigliani (di origine ebraica e nato proprio a Livorno) e Marc Chagall. Tema centrale e filo conduttore della Giornata di quest’anno, l’itinerario ebraico nei luoghi d’arte di Firenze, tra gli Uffizi, il Gabinetto Vieusseux, la Galleria d’Arte Moderna Pitti, antichi palazzi e musei. Saranno inoltre esposti in vari luoghi della città opere di importanti artisti ebrei del ’900.

in primis quelle riguardanti il Mezzogiorno). Sotto questo aspetto ha ragione la Savino di mostrare il costante idem sentire di questi ex azionisti, decisi a contribuire al concreto rinnovamento della sinistra democratica, fuori dalle rigidità ideologiche che per troppo tempo hanno condizionato soprattutto la composita area socialista. Lo sbocco finale sarà la nascita del piccolo Partito radicale nel 1955. Ma molto più di quell’effimera «creatura» è il dibattito che l’ha preceduta a spiegare le differenze fra i protagonisti. Così si capisce che il più deluso è Ragghianti, che non tarderà a tirarsi fuori da quell’aspra (e per lui deludente) temperie politica, anche se nell’estate del ’56 tenterà il breve esperimento di fondare e dirigere «Criterio», mensile «di cultura società politica», con il proposito di veder realizzarsi «una coalizione della sinistra democratica e socialista», in grado di battere quello che Ragghianti considerava «il complesso reazionario-conservatore». Anche in Garosci, pur sempre osservatore acuto (come rivelano i suoi articoli su «Il Mondo») prevale un pessimismo, rattenuto ma insistente. Il più realista, e quindi il più «politico», si rivela Valiani, che intuisce quale ruolo avrebbe potuto svolgere il nuovo Partito radicale, e vi aderisce subito. Adesso, in sede di riesame storiografico, importa poco verificare che anche quel tentativo dei radicali non avrebbe avuto fortuna e si sarebbe risolto in un’ennesima sconfitta elettorale. Molto più significativo rimane, a distanza di tempo, riflettere su quella sconfitta, che rivela quanto sia arduo passare da una diagnosi ragionata dei mali esistenti nel nostro Paese a una concreta terapia, della cui efficacia sappiano diventare convinti sostenitori un numero sufficiente di nostri concittadini. Forse, ancor oggi, troppo spesso succubi degli opposti estremismi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Martedì 31 Agosto 2010 Corriere della Sera

Idee&opinioni

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GLI EDITORI ITALIANI E IL NUOVO FRONTE DEL MERCATO PUBBLICITARIO ONLINE

SEGUE DALLA PRIMA

Che in questo caso si tinge anche di un po’ di grottesco, visto che la «colpa» di Dell’Utri sarebbe quella di voler pubblicare dei diari di Mussolini. E allora, quale sarebbe il delitto? I presunti «Diari» del duce stanno già suscitando molte polemiche sulla loro asserita, ma non dimostrata, autenticità. E si può discutere, anzi si deve discutere la pretesa di Dell’Utri di accreditarne la paternità mussoliniana senza l’ausilio di perizie indipendenti, di valutazioni storiche, di esami spassionati. Ma la polemica culturale non c’entra niente con le liturgie della messa al bando decretata da un manipolo di prepotenti. Il bavaglio è una brutto simbolo. Sempre, non a giorni alterni. Trasformare una discussione politica in un tema di ordine pubblico, poi, rappresenta un atto di intimidazione, anche se animato dalle migliori intenzioni. Nessuno può arrogarsi la facoltà di stabilire chi può parlare e chi no. Nessuno

può calpestare il diritto costituzionalmente tutelato di esprimere in una manifestazione pubblica le proprie opinioni. Non dovrebbe essere difficile. Basta rispettare le regole della democrazia. Senza distinguo pretestuosi. Senza eccezioni. Eccezioni, tra l’altro, unilateralmente decise da chi è più bravo a urlare in piazza. No, la democrazia non funziona così. E spiace doverlo ricordare ai partigiani che contribuirono alla rinascita della democrazia in Italia dopo gli anni della dittatura. Così come bisogna ricordarlo a chi pensa di rafforzare la lotta alla mafia negando a Dell’Utri il diritto di dire la sua, qualunque essa sia. E se pensano di ottenere consenso con azioni corali di disturbo e di intimidazione, si sbagliano. La loro azione è pure controproducente, oltre che intollerante. Basta attenersi a una regola semplice semplice: tutti hanno lo stesso diritto di parola. Tutti, nessuno escluso. È davvero così difficile?

Pierluigi Battista © RIPRODUZIONE RISERVATA

IERI CANTORE DELL’EUROPA UNITA ORA KUPCHAN NE DECRETA LA MORTE

Non è proprio un necrologio, ma una constatazione di coma sì: «l’Unione europea sta morendo», annuncia dalle colonne del Washington Post il politologo americano Charles Kupchan. Già docente a Georgetown e a Harvard, e consigliere di Bill Clinton, correda la sua diagnosi con argomenti di tutto rispetto: il declino economico, ma anche la marcia indietro di tanti Paesi che avevano sacrificato i propri ideali nazionali per il sogno comunitario, e ora tornano sui loro passi; la crisi dello Stato sociale aggravata dall’invecchiamento della popolazione, la partecipazione logorante alle guerre in Iraq e Afghanistan, l’assenza di veri leader europei; e perfino il fatto che sia il Belgio, Paese diviso politicamente e linguisticamente, a presiedere fino al 31 dicembre l’Unione. Questi e altri sintomi, argomenta Kupchan, non lasciano speranze: la Ue muore, non in modo drammatico o improvviso, bensì «di una morte così lenta e uniforme che presto noi potremmo trovarci a guardare oltre l’Atlantico e scoprire che il progetto dell’integrazio-

ne europea, quello che abbiamo dato per scontato nell’ultimo mezzo secolo, non esiste più». Ci vorrebbe una nuova generazione di leader, conclude il politologo americano, gente come Robert Schuman o Konrad Adenauer: ma intanto si guarda intorno, e dice di vedere il deserto. Eppure, solo pochi anni fa, egli stesso intitolava un suo libro La fine dell’era americana, e annunciava che «l’Europa sta emergendo come l’unico vero rivale degli Usa». O che gli Usa «sentono la forza crescente dell’economia europea… vi sono chiari segnali che il vento soffia nelle sue vele». Il mare si è certo increspato per tutti. E può darsi che Kupchan abbia peccato di troppo ottimismo ieri, e di pessimismo oggi. La Ue muore? Forse, con la crisi che ristagna, ci sono due malati, uno su ciascuna sponda dell’Atlantico. E a ognuno si attaglia la diagnosi pronunciata dai medici di Pinocchio: «Il burattino è bell’e morto: ma se per disgrazia non fosse morto, allora sarebbe indizio sicuro che è sempre vivo» (e viceversa).

Luigi Offeddu © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’ONU ACCUSA (E MANDA A CASA) GLI ALLARMISTI DELL’EFFETTO SERRA

Dura bacchettata sui «Nobel del clima», forse micidiale. Ieri, un comitato formato da accademici indipendenti (Iac), voluto dalle Nazioni Unite, ha criticato con decisione l’Ipcc, l’organismo dell’Onu che negli anni scorsi ha guidato la lotta contro l’effetto serra. Dice che ha fatto parecchi errori ed è andato al di là dei suoi compiti schierandosi politicamente. Si tratta della conclusione di una lunga polemica sulla credibilità dell’Ipcc, panel che nel 2007 aveva condiviso il Premio Nobel per la Pace con Al Gore grazie alla sua azione contro il surriscaldamento del pianeta. Il primo effetto delle conclusioni degli scienziati dell’Iac è che il presidente dell’Ipcc, l’indiano Rajendra Pachauri, ha detto che ora i governi internazionali dovranno decidere se potrà andare avanti nel suo ruolo o dimettersi. L’Intergovernmental Panel On Climate Change era da tempo sotto accusa per avere esagerato gli effetti dei gas serra, soprattutto a causa di previsioni sconclusionate e allarmiste sullo scioglimento imminente dei ghiacciai dell’Himalaya. Era anche criticato per non essere in-

dipendente e per svolgere un ruolo politico nel dibattito su come affrontare la lotta ai cambiamenti climatici. Gli scienziati dell’Iac hanno di fatto confermato queste critiche, senza però negare che la temperatura del pianeta cambia e che questo è con buona probabilità in parte effetto dell’attività umana. In più, chiedono che la presidenza dell’Ipcc sia dimezzata, da due mandati di sei anni a uno. Una critica netta a Pachauri e al panel che l’anno scorso era stato accusato di falsificare i dati scientifici a sostegno delle sue tesi dopo che erano venute alla luce una serie di email compromettenti dei suoi membri. Ora, l’Ipcc andrà riformato, se tutto lo sforzo delle Nazioni Unite non vorrà essere ulteriormente screditato. Ed è bene che anche Pachauri se ne vada. L’effetto serra è un problema che abbiamo, che resterà con noi e che va affrontato con credibilità e realismo. Cioè senza imbrogli e forzature. La partigianeria di Pachauri e gli strilli di Al Gore finora hanno portato fallimenti. Forse andrà meglio senza di loro.

Danilo Taino © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’anarco-capitalismo di Google e l’inedita alleanza tra stampa e tv di MASSIMO MUCCHETTI

S

arà anche libertarien de gauche, come ironizza la rivista francese Multitudes, ma Google accumula ricchezze meglio di tante imprese meno «progressiste»; come queste fa accordi, vedi quello con l’americana Verizon, per controllare i mercati generati dalle reti telefoniche di nuova generazione; e più di queste incontra difficoltà con Authority e tribunali, chiamati a tutelare la concorrenza e la privacy. D’altra parte, l’anarco-capitalismo della multinazionale di Mountain View coinvolge questioni di profondo spessore democratico come il pluralismo dell’informazione (che soffre quando le risorse e il potere si concentrano troppo e con troppa opacità) e la salvaguardia dei dati personali dall’abuso che può venire non solo dalle dittature (il governo cinese vorrebbe informazioni sulle mail dei dissidenti), ma anche dai grandi clienti pubblicitari di Google (che entrerebbero nella vita degli altri per renderli consumatori compulsivi) e pure dal governo americano (al quale Google non negherà certo, alla bisogna, i segreti della sua banca dati planetaria). La semestrale 2010 aggiunge miliardi al mito di Sergei Brin e Larry Page, i fondatori. Mentre il mondo coltiva ansioso i semi di una ripresa troppo modesta, Google baldanzosamente aumenta del 23% i ricavi, tutti da pubblicità, e del 30% gli utili, portandoli rispettivamente a 13,6 e a 3,8 miliardi di dollari. Poiché il secondo semestre è sempre migliore del primo, a fine anno i numeri saranno più che doppi, e il tesoro in cassaforte, pari a 19,3 miliardi, salirà a 23-24 miliardi. Google riesce nel miracolo perché il suo modello d’impresa è vincente, ma forse anche perché si riserva di diminuire i margini unitari retrocessi ai fornitori di contenuti, che hanno aderito ai suoi programmi, in costanza di tariffa per gli inserzionisti. E questo in virtù di un potere di mercato fortissimo e crescente. L’Italia costituisce una delle frontiere su cui Google si gioca il predominio. La sentenza di Milano sulle sue violazioni della privacy rischia di fare giurisprudenza nel mondo. Ma ora è il confronto con l’Antitrust e, più avanti, con l’Autorità di garanzia delle Comunicazioni (Agcom) a tenere banco. Il mercato dei motori di ricerca, come quello della tv commerciale, ha due versanti strettamente collegati: il primo è costituito dall’offerta gratuita della ricerca per parole chiave di siti online, dove Google detiene una quota del 70-80% nel mondo, del 90% in Italia; l’altro mercato è formato dalla vendita di parole chiave ai

siti che vogliono essere raggiunti dai potenziali clienti, e qui Google ha un predominio difficile da quantificare per l’opacità dei bilanci ma di sicuro solidissimo, grazie a un’audience senza confronti con gli altri motori. Google attrae buona parte del pubblico collegandolo ad articoli e video, selezionati in base a criteri suoi, non verificabili, e senza remunerare gli editori: lo stesso pubblico che poi rivende agli inserzionisti attraverso il programma Adwords. Agli editori Google offre il programma Adsense, in base al quale riconosce loro un quid sui ricavi senza che questi lo possano contrattare. Chi accetta viene definito affiliato, e la parola dice tutto. All’Antitrust italiano, che ha aperto un proce-

BEPPE GIACOBBE

I «DIARI DEL DUCE» SONO DISCUTIBILI ZITTIRE CHI LI PUBBLICA È PREPOTENZA

dimento per abuso di posizione dominante, Google propone due rimedi principali: un meccanismo, che consente all’editore di escludersi dal notiziario restando però dentro il motore di ricerca; la comunicazione della percentuale riconosciuta ai fornitori di news sui ricavi di Adsense. La Federazione italiana degli editori (Fieg) considera tali rimedi insufficienti. Autoescludersi dal notiziario, che compare sempre in alto nella prima paginata di ricerca, equivale a depotenziare la presenza del giornale online in rete, dato il monopolio degli accessi che Google ha saputo costruire. La percentuale sui ricavi dice poco se non se ne sanno l’ammontare e la formazione in relazione ai costi che Google vi carica. Gli editori, evidentemente, puntano a un ac-

cordo tra parti consapevoli per la condivisione dei ricavi, nella convinzione che si può anche tentare di vivere oltre la legge, ma di eccessi alla fine si muore. E tuttavia Google è forte di un successo meritato che può illudere. Google predica la gratuità e la libertà. Argomenti buoni, e però rappresentativi solo di metà della verità. Come Silvio Berlusconi usò da par suo il pubblico della tv commerciale contro i tentativi radicali di regolazione della comunicazione in Italia, così su scala planetaria, contro chiunque esiga trasparenza, Google si fa scudo degli internauti, destinatari di un servizio che non pagano (finora) con i soldi ma con la disponibilità a farsi bersaglio di avvisi pubblicitari. È possibile che l’Antitrust prenda per buoni i rimedi proposti da un’azienda il cui capo, Eric Schimdt, insulta i giudici italiani e fa cartello con Verizon in nome del ritorno degli investimenti nell’infrastruttura e in barba alle proteste dei delusi davanti alla sua sede californiana. Ma già si sta aprendo un secondo fronte: la consultazione pubblica sul documento dell’Agcom sui mercati rilevanti e l’analisi del settore pubblicitario. Sembra cosa tecnico-burocratica, ma contiene una mina. Per un peccato di provincialismo, la legge Gasparri non ha inserito i motori di ricerca nel Sistema integrato della comunicazione (Sic), che comprende perfino le promozioni nei supermercati. Ma l’Agcom ha facoltà di chiedere al legislatore la correzione dell’errore. E diversamente dall’Antitrust, che interviene solo contro gli abusi di posizione dominante, l’Agcom ha il compito di superare le eventuali posizioni dominanti in quanto tali nei mercati rilevanti della comunicazione. Ed è su questo fronte che stampa e tv, di solito antagoniste, possono trovare l’occasione di una convergenza per aggiungere al Sic il mercato rilevante dei motori di ricerca e il suo padrone. Guardando al futuro. mmucchetti@corriere.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

POLITICA, PARROCCHIE E ASSOCIAZIONISMO

Come ridare peso al popolo cattolico di GIUSEPPE DE RITA SEGUE DALLA PRIMA

È qui, in questa fenomenologia quotidiana, che sta maturando un’evoluzione profonda e importante anche se ancora senza esiti di incisività sociopolitica. È una maturazione che parte dalla tradizionale ma non scontata consistenza quantitativa del popolo cattolico, dalla sua diffusione capillare sul territorio, dal suo costante vivere in orizzontale senza coazioni di verticismo mediatico. Chi lo frequenta e lo «conta» verifica ogni domenica che i partecipanti alle funzioni di quattro-cinque parrocchie dell’Umbria (regione non solo piccolissima, ma da sempre segnata da forte tradizione comunista e massonica) equivalgono ai numeri dei rumorosi cortei che in varie occasioni attraversano Roma; e coloro che in quelle funzioni «fanno la comunione» sono più numerosi dei partecipanti ai vari reclamizzati raduni che ogni tanto occupano le piazze romane. Facendo la somma delle 25.000 parrocchie italiane, si riscontra una totale copertura del territorio e delle sue dinamiche; non c’è gara rispetto alle ambizioni di metter su circoli e squadre da parte di chi sente di non avere un suo quotidiano radicamento nel reale quotidiano. Ma l’importanza sempre più centrale del popolo cattolico la si riscontra specialmente sul piano qualitativo, quasi socio-antropologico: per la sua eredità e testimonianza di fede, visto che «credere» in qualcosa è oggi cosa rara e forse essenziale; per la sua quotidiana capacità di vivere non facendosi prendere dalla bulimia di quell’edonismo banale e facile (per cui delle co-

se si gode anche senza averne avuto il desiderio); per la sua quotidiana capacità di vivere il territorio (la terra, l’ambiente, il paesaggio) come un valore aggiunto, rispetto alla pura localizzazione del vivere; per la sua quotidiana capacità di produrre significative relazioni interpersonali e una tendenziale vita comunitaria; per la sua quotidiana capacità di fare integrazione e coesione sociale (con gli anziani non meno che con i lavoratori stranieri, con gli emarginati non meno che con i depressi più o meno soli); per la sua capacità di fare cittadinanza attiva (nel volontariato, come nelle iniziative culturali, come nell’associazionismo di vario tipo). Si tratta, in ultima analisi e interpretazione, della emergente capacità del popolo cattolico di essere post moderno, cioè post industriale, post urbano, post mediatico, anche post secolarizzato; peraltro senza cadere in tentazione di una regressione verso nostalgie del passato, modelli identitari consolidati, antiche prigionie archetipiche. È quindi verosimile che si sia di fronte a una importanza del popolo cattolico più interessante di quanto pensano coloro che con esso vogliono far politica. Ma perché tale sommersa importanza non riesce a esprimersi nella dialettica socio-politica? La risposta più immediata potrebbero essere quella che si tratta di un obiettivo che la maggior parte dei cattolici italiani non ritiene più meritevole d’impegno; ma sarebbe una risposta parziale. La verità è che mancano al popolo cattolico i livelli intermedi prima di condensazione della propria forza poi di finalizzazione allo sviluppo collettivo del Paese. Non è che manchino in proposito movimenti, associa-

zioni, gruppi di aggregazione intermedia; ma si tratta di strutture dove il fondo identitario è più religioso e spirituale che d’impegno civile; e dove quindi si formano carismi «caldi» ma non spendibili sul piano sociopolitico. E anche sul piano più tradizionalmente ecclesiastico non è che manchino diocesi capaci di guidare il cammino dei propri fedeli, ma in genere i loro vescovi restano incapaci (per propria carenza personale e/o perché abituati a «far fare» ai superiori gerarchici) di elaborare il collegamento delle dinamiche del loro popolo con le grandi tematiche del momento sociopolitico. Non essendoci dunque un tessuto e una dinamica di tipo intermedio, si capisce come su tali tematiche gli orientamenti della base cattolica non arrivino affatto; o arrivino distorti dalle convinzioni di chi presume di parlare in suo nome; o arrivino sì corrette, ma quasi casuali e quindi senza adeguato seguito (si pensi all’ultima presa di posizione del Papa sul problema dell’immigrazione). Chi voglia allora far partecipe il popolo cattolico dello sviluppo complessivo della nostra società deve lavorare sulla crescita del suo tessuto intermedio e delle sue dinamiche intermedie; vale per le gerarchie ecclesiastiche e per l’associazionismo ecclesiale, ma vale anche per chi vuole chiamarlo a responsabilità collettive, magari anche politiche. Altrimenti rischiamo le chiacchiere inutili e confuse che oggi occupano titoli, articoli, dichiarazioni, annunci, siti e circuiti mediatici, verso cui il popolo cattolico si dimostra progressivamente indifferente. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Corriere della Sera Martedì 31 Agosto 2010

Lettere al Corriere

CHE COSA VOLEVA SHARON QUANDO LASCIÒ GAZA

Risponde Sergio Romano Non sono riuscito a trovare mai conferma o smentita ad un articolo, comparso sulla N. Y. Review of Books tempo fa, quando il provvedimento per l’abbandono di Gaza era stato portato in discussione da Sharon al Parlamento israeliano. Nell’articolo si riferiva quanto dichiarato da uno stretto collaboratore di Sharon in una riunione con i leader dell’opposizione al provvedimento in parola. Non ricordo il nome del collaboratore di Sharon ma ricordo il senso delle sue dichiarazioni che sintetizzo: «Non crederete davvero che noi vogliamo abbandonare Gaza ai palestinesi. Però l’opinione pubblica mondiale anche in Usa ci chiede un gesto di distensione e noi siamo certi che i palestinesi, lasciati a loro stessi e in quelle condizioni, ci

POLITICA ITALIANA

Promesse e riforme Caro Romano, che fine ha fatto la legge di riforma costituzionale che prevede la riduzione del numero dei parlamentari e il Senato delle Regioni? Non era una delle punte di diamante del programma del governo? Come mai non fa parte degli argomenti in agenda per la resa dei conti con i «finiani»? Dobbiamo già collocare questa riforma fra le promesse non mantenute, come la diminuzione delle tasse, l’abolizione delle province, la legge anticorruzione, il dimagrimento della pubblica amministrazione? Attilio Lucchini attiliolucchini@hotmail.it

Anche a me piacerebbe che si parlasse di riforme costituzionali, fra le quali dovrebbero esservi la riduzione del numero dei parlamentari e la trasformazione del Senato in Camera delle regioni. Ma le ricordo che la riduzione del numero dei parlamentari era in un pacchetto di riforme presentato alle Camere dal governo Berlusconi e approvato prima delle elezioni del 2006, ma bocciato da un referendum confermativo dopo la

Le lettere, firmate con nome, cognome e città, vanno inviate a: «Lettere al Corriere» Corriere della Sera via Solferino, 28 20121 Milano - Fax al numero: 02-62.82.75.79

daranno ampie giustificazioni per intervenire di nuovo». Può confermare o, magari, smentire quanto ho riportato? Lupo Osti, glosti@tiscali.it Caro Osti, a sua lettera mi è giunta da qualche tempo, ma soltanto ora ho trovato l’articolo a cui lei si riferisce. È un saggio di Henry Siegman intitolato «Sharon and the future of Palestine» ed è apparso nella New York Review of Books del 2 dicembre 2004, tre mesi dopo il discorso con cui il Primo ministro Ariel Sharon aveva annunciato la sua intenzione di ritirare le truppe israeliane da Gaza e suscitato l’opposizione del Comitato centrale del suo partito (il Likud). L’autore è uno dei maggiori conoscitori della questione palestinese. È stato rabbino, dirigente dell’American

L

Jewish Congress, esperto di questioni medio-orientali nel «Council on Foreign Relations» e professore dell’Università di Londra. Nel suo articolo l’autore notava che l’iniziativa di Sharon aveva fatto di lui, agli occhi di molti osservatori, un redivivo De Gaulle: un evidente riferimento all’uomo di Stato francese che era andato al potere per conservare l’Algeria alla Francia e aveva avuto il coraggio di accettarne l’indipendenza. Siegman non ne era convinto. Aveva l’impressione che Sharon non avrebbe creato le condizioni necessarie per l’indipendenza della Palestina e ne vedeva la prova

fine della legislatura. Un nuovo tentativo richiede evidentemente un accordo tra maggioranza e opposizione che oggi appare del tutto improbabile.

Quelle copie in regalo

I rapporti economici

Gheddafi distribuisce copie del Corano a Roma. Suggerirei di contraccambiare, alla prima occasione, distribuendo copie del Vangelo a Tripoli... Bruno Faccini, Milano

Non sono le parole altisonanti sulla islamizzazione dell’Europa, dette nel cuore della cattolicità e della sede del papato, ma ciò che Gheddafi rappresenta a farmi porre una domanda: gli affari finanziari con un Paese che nega i diritti delle minoranze possono giustificare sempre tutto? Non esiste un’etica anche tra contraenti di ghiotti affari? Distinguere dittatori cattivi e dittatori buoni in base alle convenienze per il mondo occidentale è solo un suicidio.

IN TELEVISIONE

Programmi inopportuni

Corrado Stillo corradostillo@tiscali.it

La tua opinione su corriere.it

Ci sforziamo di migliorare l’educazione dei nostri figli, quando tra le nostre mura dalla tv imparano l’odio e la vendetta, che sono poi alla base di ogni violenza. La mia non vuole essere una denuncia moralista; tuttavia siamo di fronte a un’evidente ipocrisia:

SUL WEB Risposte alle 19 di ieri

Sempre più negozi permettono l’accesso ai cani: in 5 anni sono aumentati del 76%. Secondo voi è giusto?

53,3

No 46,7

di Paolo Di Stefano

pace. Si vantava di essere riuscito a fare approvare il ritiro dagli americani e aggiungeva: «In effetti l’intero pacchetto chiamato Stato palestinese, con tutto ciò che esso comporta, è stato definitivamente rimosso dalla nostra agenda». È naturalmente possibile che le dichiarazioni di Weissglass servissero soprattutto a disorientare il fronte anti-Sharon della politica israeliana per consentire al Primo ministro di realizzare la prima fase di un piano destinato forse ad avere altre tappe. Ma anch’io, come Siegman, ho sempre pensato che Sharon volesse sbarazzarsi di Gaza perché 8.000 coloni non valevano lo sforzo militare che Israele faceva per la loro protezione; ma non avesse alcuna intenzione di rinunciare all’effettivo controllo della Cisgiordania.

possibile che solo quando in tv appaiono dei nudi, tutti sono pronti a balzare in piedi per fare denunce? Bruno Russo, Napoli

LE MEDUSE

DISABILI

Posteggi da pagare Noto che sempre di più i sindaci adottano misure dure nei confronti degli invalidi obbligando gli stessi al pagamento dei posteggi laddove non sono presenti posti invalidi disponibili. Ricordo che per i disabili è un diritto costituzionale la mobilità e in nessun modo questa categoria può essere punita a causa dei soliti furbetti che utilizzano contrassegni di terzi o di parenti defunti.

RR

Il piccolo fratello

in due circostanze. In primo luogo il Primo ministro israeliano aveva deciso il ritiro delle truppe e lo smantellamento di quattro insediamenti ebraici (8.000 persone) unilateralmente, senza farne oggetto di trattativa con l’Autorità palestinese. In secondo luogo non aveva mai smesso, anche dopo l’annuncio, di promuovere la creazione di nuove colonie ebraiche nei territori della Cisgiordania. Siegman ammette che la sua tesi sarebbe parsa a molti una diffamazione. Ma era stata confermata da una intervista di Dov Weissglass (forse è questa la persona di cui lei non ricorda il nome) al giornale Haaretz dell’8 ottobre 2004. Intimo collaboratore di Sharon e suo capo di gabinetto, Weissglass aveva dichiarato al quotidiano israeliano che la partenza da Gaza aveva per scopo quello d’impedire il processo di

CORANO CON LA LIBIA

Edoardo Rabascini edoardo.rabascini@ fastwebnet.it

La domanda di oggi Davvero la visita/show del leader libico Gheddafi a Roma ricorda, come sostengono i finiani, Disneyland?

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Cibo squisito per i cinesi Al mare, a chi non è mai capitato un incontro ravvicinato con le meduse, mentre era in acqua? Se per noi europei le meduse sono da evitare questo non lo è per i cinesi. Infatti per loro «tutto ciò che vola e non è di ferro si può mangiare… tutto ciò che ha quattro gambe e non è di legno, pure». In questo caso riescono a creare ricette a base di questa gelatinosa e urticante creatura marina: in tempura e fritta o come insalata. Decimo Pilotto Tombolo (Pd)

A PALAZZO DUCALE

Cartelloni pubblicitari Circa il rifiuto del sindaco di Venezia di una pubblicità troppo osé sul Palazzo Ducale, magari fosse vero che la nudità ci ha salvato dall’ennesimo cartellone pubblicitario che rovina un posto meraviglioso: ne mettono un altro di uguale (enorme) dimensione, come ora c’è l'orrenda reclame di una nota bibita gassata. Michele Boato micheleboato@tin.it

Interventi & Repliche I controlli sulle pensioni di invalidità A proposito delle pensioni di invalidità (Corriere di ieri), io ho l’impressione che lo Stato abbia deciso di ridurre il numero delle pensioni d’invalidità non solo eliminando quelle date in modo ingiusto, ma anche non concedendole a chi ne ha veramente diritto. A mia madre, ottantaduenne cardiopatica con due infarti alle spalle e sotto ossigeno 24 ore al giorno per un’insufficienza respiratoria cronica, è stato negato il diritto alla pensione di invalidità. Secondo una commissione della Asl, in base a chissà quali nuovi oscuri parametri, sarebbe infatti in grado di svolgere le normali attività quotidiane e presentarsi ai continui controlli medici,

senza l’aiuto di nessuno. Va bene risparmiare, ma non sulla pelle delle persone! Riccardo Rivolta

rivolta.riccardo@gmail.com

susseguono a dismisura con rarissimi spazi (indecenti) per la fruibilità gratuita degli stessi. Mi chiedo: ma le regole non sono uguali dappertutto? Concetta Coppa, tinocon@libero.it

Le regole sulle spiagge libere

Stato e Fs: il Contratto di servizio

Essendo appena rientrata da Alghero, condivido gli apprezzamenti di una lettrice (Corriere di ieri) sulla fruibilità di queste spiagge con tratti lasciati volutamente liberi e ripulite ogni giorno dalla capitaneria del porto. Mio malgrado non posso testimoniare altrettanta pulizia e ordine nella gestione delle spiagge del mio paese, Margherita di Savoia (Bt) dove i lidi a pagamento si

Ogni giorno Milano e Crotone sono collegate - senza necessità di cambiare treno - da due (in alcuni giorni tre) convogli e non da uno solo, come scrive invece un lettore (Corriere, 23 agosto). Il numero, le caratteristiche, le fermate, le tariffe di questi treni vengono fissati in un apposito Contratto di Servizio e stabiliti dallo Stato che ne garantisce l’effettuazione con propri corrispettivi.

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Com’erano profetiche le mosche di Volponi

E’

un bel gioco provare a capire come reagirebbero al presente le grandi menti del passato. Per esempio: se Dante fosse in vita, in che cantica, cornice, ripiano, cerchio, girone, cielo caccerebbe Cota, D’Alema, Bocchino, Capezzone, Bonaiuti, Bindi e Bondi? Sceglierebbe una collocazione collettiva, per tutti? O distinguerebbe? Questo qua, quello là… Gioco alquanto difficile. E Paolo Volponi, lo scrittore che meglio di tutti ha saputo raccontare il mutamento industriale, le speranze e le delusioni dello sviluppo italiano mai diventato progresso? Che cosa direbbe Volponi, che è stato manager Olivetti e poi Fiat, della vertenza di Melfi? Forse non direbbe nulla, visto che quel che aveva da dire l’ha detto a suo tempo con una lucidità profetica che solo i suoi personaggi deliranti, alienati e spostati potevano avere. Probabilmente non aggiungerebbe una virgola a quel che scrisse nei suoi straordinari romanzi (accuratamente dimenticati dai più). L’ultimo dei quali, Le mosche del capitale, viene ora riproposto da Einaudi a oltre vent’anni dalla prima edizione. E non c’è uscita più tempestiva e opportuna. Per tante ragioni. La prima è sociologico-politica e la spiega bene Massimo Raffaeli nella prefazione: il romanzo di Volponi, ambientato negli Anni 70 nella metropoli di Bovino (evidentemente Torino), anticipa, per forza di allegoria, il passaggio dalla produzione alla finanza, e dunque la messa ai margini del lavoratore in carne e ossa e più in generale di quella visione umanistica in cui il Volponi dirigente inaveva molto creduto. Torna il grande dustriale Come epigrafe del suo scritto, romanzo Raffaeli mette una frase che Volponi pronunciò in un incontro industriale con la Pantera studentesca: «Il cadello scrittore pitale è un monarca assoluto, terribile, più duro del re Sole, molto marchigiano più potente e prepotente (…). Il capitalismo ha avuto vari collassi, varie crisi, perché è così, è ingordo, avido, mangia troppo, molto di più di quello che può digerire e poi sta male, e naturalmente fa pagare agli altri sempre le sue sofferenze». Ecco qua che cosa ripeterebbe oggi Volponi. Seconda ragione. Volponi era uno scrittore massimalista, preferiva rischiare con le grandi metafore piuttosto che barcamenarsi in uno sciatto «post-verismo». Bruto Saraccini, il protagonista delle Mosche, è una sua proiezione autobiografica: a differenza di Pasolini, Volponi-Saraccini crede nell’industria e nutre l’ambizione di umanizzarne il contesto, ma le «mosche», «tutti gli amministratori e i manager industriali di successo, fatti di voli e voletti, di ali e alette (…) azzurre come cravatte» gli rendono la vita impossibile e lo costringono a lasciare il campo ad altre mosche trafficone e assetate di potere. Tutto questo non sarebbe niente se a raccontarlo non fosse un grande scrittore capace di far parlare persino la borsa del presidente aziendale e di far dialogare un computer (quando si chiamava «calcolatore») con la luna. A proposito dei narratori under 40, a cui si sono consacrati inni nelle ultime settimane: bisognerebbe aprire a caso una pagina di Volponi per capire quanto aveva ragione ieri Franco Cordelli (sul Corriere) nell’affermare che è la potenza dello stile a distinguere lo scrittore dal sociologo.

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Si tratta infatti di servizi «universali», che costano molto di più di quanto riescano mediamente a incassare, ma che lo Stato reputa socialmente utili, chiedendone e pagandone, quindi, lo svolgimento. Federico Fabretti, direttore centrale Relazioni con i Media Ferrovie dello Stato

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Corriere della Sera Martedì 31 Agosto 2010

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Spettacoli Oscar della tv Usa Otto statuette a «The Pacific» di Spielberg e Hanks. «Mad Men» è la miglior serie drammatica, Al Pacino premiato tra gli attori

Confronti

Vince la qualità (che in Italia è ancora d’élite) di ALDO GRASSO

B

Festa Al centro il produttore di «Modern Family», Steven Levitan accanto ad altri produttori della serie. Da sinistra, alcuni protagonisti della serie: Sofia Vergara, Nolan Gould e Sarah Hyland DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

NEW YORK — Hanno vinto gli Anni Sessanta, la Seconda Guerra mondiale, Al Pacino, e George Clooney. Hanno perso Hugh Laurie, «30 Rock» e «Lost». Ma la vera sorpresa del 62˚ Emmy Awards, l’Oscar televisivo assegnato domenica sera a Los Angeles dall’Academy of Television Arts and Sciences, è stata una nuovissima serie tv: «Modern Family», vincitrice di sei statuette. Campionessa della serata si è confermata «The Pacific», la miniserie sul fronte orientale della Seconda Guerra Mondiale, prodotta da Tom Hanks e Steven Spielberg, che ha vinto 8 Emmy, seguita dal telefilm «Temple Grandin», con Claire Danes nei panni dell’omonima scienziata affetta da autismo, che ha portato a casa 7 statuette. Per il terzo anno consecutivo «Mad Men», che racconta la storia di un’agenzia pubblicitaria nella New York degli anni ’60, ha vinto l’ambito premio come migliore serie tv drammatica. Ma i riflettori dei critici sono puntati tutti su «Modern Family», il grande hit della stagione che ha regalato alla ABC il suo primo Emmy in 20 anni nella categoria comedy. Realizzata con la tecnica del falso documentario, la serie è incentrata sulla quotidiana esistenza di una famiglia allargata, composta da tre nuclei familiari — uno dei quali gay —

Emmy, trionfano gli Anni 60 e la satira di «Modern family» La commedia su divorzi e coppie gay è la vera sorpresa Star Jon Hamm e January Jones divi di «Mad Men»

creati dai tre figli del patriarca Jay Pritchett (Ed O’Neill) da poco sposato con la giovane moglie colombiana Gloria (Sofia Vergara). La serie ha fatto centro nell’America dove i divorzi multipli e le famiglie allargate sono la norma. «La dimostrazione», ha spiegato il produttore Steven Levitan, «che le famiglie americane si riuniscono ancora per guardare insieme la tv». Tra le sorprese, da segnalare anche il trionfo di Kyra Sedgwick, dopo quattro tentativi senza successo, come migliore attrice nella serie drammatica «The Closer». Tra gli uomini, nella stessa categoria, si è imposto Bryan Cranston per «Breaking Bad». Anche quest’anno non sono mancati i perdenti. Da «30 Rock» che aveva dominato le passate edizioni, a «Lost» (che vantava ben 12 nomination) a «Dr. House», (Laurie non è riuscito a nascondere una smorfia di sdegno quando anche quest’ennesima nomination è andata a vuoto).

I trofei Migliore miniserie: «The Pacific» (foto) Migliore serie drammatica:

«Mad Men» Migliore serie comica: «Modern Family» Miglior film tv: «Temple Grandin»

E nonostante le 19 nomination, anche la commedia musicale «Glee», una delle principali novità del 2009, ha chiuso con sole 4 statuette. A rappresentare la Hollywood ci ha pensato Al Pacino, premiato per l’interpretazione del «Dottor Morte» Jack Kevorkian nella miniserie «You don’t know Jack». Anche la standing ovation della serata è andata ad un mito della Mecca del Cinema: George Clooney, premiato col «Bob Hope Humanitarian Award» per il suo impegno umanitario in favore delle popolazioni colpite dall’uragano Katrina e per le vittime del genocidio che devasta il Darfur. La star ha percorso il «red carpet» insieme all’inseparabile Elisabetta Canalis, che ha mantenuto un basso profilo per l’intera serata.

asta seguire gli Emmy Awards (in diretta su SkyUno) per provare una rabbia infinita; meglio, un misto d’invidia e d’impotenza. Per non essere lì, a Los Angeles, per non occuparsi quotidianamente di quella televisione. Intanto, già la cerimonia di premiazione è uno spettacolo che noi ci sogniamo, cui partecipano tutti i protagonisti della stagione televisiva con invenzioni, trovate (strepitosa una canzone di Bruce Springsteen interpretata secondo lo stile di «Glee»), spreco di umorismo e professionalità. Al confronto i nostri «Telegatti» o i Premi tv (ex Oscar tv) paiono feste dopolavoristiche, l’esatta espressione della nostra tv. Hanno vinto programmi come «The Pacific», la rivelazione televisiva dell’anno firmata Spielberg e Hanks, «Mad Men» (l’epopea dei pubblicitari di Madison Avenue della cui esistenza si sono accorti persino i «Cahiers du Cinéma») impostosi su contendenti del calibro di «Dexter», «Breaking Bad» o «Lost», «Modern Family» (una sitcom che esplora tre nuclei familiari con leggerezza, in una quotidianità anche ordinaria, il Invidia tutto filtrato da uno sguardo insieme Perfino la tenero e distaccato, cerimonia è uno impietoso ma spettacolo che ottimista, come nei noi invidiamo «Simpson»), «Temple Grandin», «Glee», «24», «CSI», l’inossidabile «Saturday Night Live». Insomma ha vinto la buona tv, quella che da noi viene ancora giudicata «di nicchia», una gentile profilassi per dire che non è di grana grossa, «verace». Gli Emmy Awards di quest’anno sanciscono l’esistenza di una tv viva, ben fatta, intelligente, quando da noi parole come preparazione, qualità, scrittura suonano ancora straniere e dove il peggio ha sempre il sopravvento sul meglio. Negli Usa c’è Tina Fey, noi dobbiamo accontentarci di Serena Dandini o di Antonella Clerici. Recenti cronache si sono tristemente soffermate sulla distribuzione degli appalti in Rai. Con questi sistemi familistici com’è possibile sperare di fare un salto di qualità? Tuttavia, per camuffare il risentimento che innerva le nostre coscienze, come la volpe della celebre favola di Fedro che non riesce a mangiare l’uva, ci convinciamo che non vale la pena di fare buona tv. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandra Farkas © RIPRODUZIONE RISERVATA

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46 Spettacoli

Martedì 31 Agosto 2010 Corriere della Sera

«Controcultura» Nel cd anche un ritratto impietoso dell’Italia. «I miei colleghi? Sono escort»

Debutto con il Tg di La7

Fabri Fibra: il mio rap contro tutti

Direttore Enrico Mentana, 55 anni, dal 2 luglio è il direttore del Tg di La7

Attacchi a Fazio, Laura Chiatti, Carta. La casa discografica: siamo estranei MILANO — Una copertina autocensurata da un adesivo che copre la foto di Fabri Fibra con la testa segata e il cervello in vista. Non è la cosa più forte di «Controcultura», nuovo cd del rapper in uscita il 7 settembre. Quello che Fibra butta nelle rime delle nuove canzoni sono immagini forti, attacchi personali e un ritratto impietoso dell’Italia di oggi. Ce n’è per Marco Carta gay non dichiarato, Laura Chiatti che gli si sarebbe offerta, Fabio Fazio mandato a quel paese, Paolo Brosio impegnato fra coca e modelle, c’è la tv in stile «La Pupa e il Secchione» ribattezzato «La troia e il caso umano», Noemi Letizia fa rima con «Striscia la notizia», non mancano gli scandali sessuali dalla D’Addario a Brenda e Marrazzo. Abbastanza da spingere la Universal, la sua casa discografica, a stampare nel libretto una nota in cui si dice «non in grado di interferire nella libera manifestazione del pensiero dell’artista» e «totalmente estranea». Fibra spiega e collega tutto al titolo dell’album. «Sono nato nel ’76 e non ho vissuto la controcultura ma allora c’era un grande scambio di idee. Oggi non c’è più ma io mi sento comunque in contrapposizione alla cultura dominante: se la musica è cantare bei motivetti che dicono poco io non lo so fare». Sembra arrogante quando si definisce «l’artista hip hop più forte in Italia», ma ha ragione. E lo sembra anche quando se la

Mentana ritorna in video: «Mi sento Cappuccetto Rosso»

I bersagli

Nelle 18 canzoni del suo nuovo album, «Controcultura», in uscita il 7 settembre, Fabri Fibra (a destra) attacca più o meno duramente molti volti noti tra cui Francesco Facchinetti (sopra) e Laura Chiatti (sotto)

prende coi colleghi: «I cantanti sono delle escort, sono pagati per non dire nulla. E quelli che pensano che io sbagli a dire certe cose mi sembra vivano a Disneyland». E forse ha ragione anche in questo caso. Sui nomi è chiaro: «Li uso perché mi servono per evocare degli scenari o per fare una rima. I miei testi non sono verbali dei vigili e non c’è nulla di personale. Qualcuno dice che li uso per vendere e allora consiglio a tutti gli artisti che non hanno successo di fare la stessa cosa». In un disco regalato qual-

che settimana fa su internet ha detto che Marco Mengoni dovrebbe confessare la sua (presunta) omosessualità. Ora di Marco Carta dice più o meno lo stesso. Gli daranno dell’omofobo: «In Italia l’omosessualità è accettata solo su un palco, nella realtà i gay vengono bastonati in piazza. Vorrei che questi artisti invece di mettersi il lucidalabbra facessero uscire il messaggio che si può vivere l’omosessualità, tabù in Italia, in maniera naturale». Francesco Facchinetti, conduttore di «X Factor» aveva difeso Mengoni:

«Il suo quadro è stato tolto dagli uffici della Universal quando sono arrivato io. Continui a fare i suoi programmi del cazzo». La Chiatti era già finita nel disco precedente e qui si trova messa fra le «bambole di pezza»: «La stimo, è una brava attrice. Citandola voglio dire la tv ti fa credere che la puoi avere solo se sei famoso e non se hai una vita normale. L’ho conosciuta quando sono diventato qualcuno, quindi quello che pensavo da ragazzo di provincia è vero».

MILANO — Già il «buonasera» con cui ha salutato gli spettatori del Tg di La7 — che dirige dal 2 luglio (e da allora gli ascolti sono cresciuti: sempre sopra il 4%) — tradiva un’emozione autentica. Segno che non basta una carriera di trent’anni per diventare impermeabili alla tremarella da ritorno in video (non come ospite, ma al timone di una propria creatura). Alle 20 di ieri Enrico Mentana era nuovamente dietro la scrivania di un suo tg. Prima di scatenare la «mitraglietta» sulle notizie, un breve ma doveroso saluto: «Sono cambiate molte cose: la scenografia, la sigla. E sono cambiate anche per me». Poi, la prima delle battute con cui ama infiocchettare le sue cronache: «Oggi mi sono sentito Cappuccetto Rosso per tutti gli in bocca al lupo ricevuti. Ma ho parlato troppo e me ne scuso. È l’ora dell’informazione». E allora via con le notizie, in un tg che è apparso ricco, condotto con uno stile diretto (spesso si è rivolto al pubblico con frasi come: «Vorrei che considerassimo insieme questo...»), con interventi (ha contrapposto il parere di Facci e Travaglio su Berlusconi e Fini) e un collegamento-intervista al marito della donna della rissa in sala parto. Tutto liscio fino alla fine. E nel lancio di «In onda», in palinsesto dopo il tg, ha ricevuto i complimenti di Gad Lerner e Vittorio Feltri, ospiti del talk. A cui ha risposto prontamente: «È come avere l’in bocca al lupo dal Gatto e la Volpe».

C. Maf.

Andrea Laffranchi

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Spettacoli 47

Corriere della Sera Martedì 31 Agosto 2010

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Show

Aveva 67 anni

Niccolò Fabi (a destra), 42 anni, durante il concerto «Parole di Lulù» organizzato per ricordare la figlia Olivia. A sinistra, Max Gazzè e Paola Turci, tra i tanti musicisti che hanno partecipato all’happening

Addio a Corneau, regista da 7 César MILANO — È morto ieri a Parigi, stroncato da un cancro a 67 anni, il regista francese Alain Corneau, pianto da colleghi, attori come Daniel Auteuil, dal presidente Sarkozy. Sarà sepolto sabato al parigino Père Lachaise, la sua compagna era Nadine Trintignant. Appassionato di Fritz Lang, Jerry Lewis ma soprattutto di noir e polizieschi, studioso di musica, Corneau diresse gialli come Police Phyton 357 con Montand e la Sandrelli, La minaccia, Il fascino del delitto. Spesso invaghito dai romanzi, tradusse in cinema il libro di Tabucchi Notturno indiano, curioso film introspettivo su India e dintorni esistenziali, mentre in Tutte le mattine

Maratona benefica La bimba morta per una meningite

Tutti insieme per Lulù L’omaggio del pop alla figlioletta di Fabi

Il cantante: «Sono un uomo fortunato» MAZZANO ROMANO (Roma) — Le «Parole di Lulù» hanno la voce di Niccolò Fabi che alle tre del pomeriggio sale sul palco immerso nella radura che si affaccia sul fiume Treja e spiega: «È stato detto tutto quello che si doveva dire». Si ferma per guardare il migliaio di persone che affollano il prato (che poi aumenteranno fino a diecimila bloccando le strade intorno all’area), e poi riprende: «La giornata è cominciata nel modo migliore, noi andremo avanti finché ne avremo la forza». Sua figlia Olivia, Lulù per i genitori e chi la conosceva, proprio ieri avrebbe compiuto due anni se una meningite fulminante non l’avesse uccisa il 4 luglio. «Parole di Lulù» è stata una festa con il sapore di un commiato, piena di amici, quelli che hanno seguito Niccolò dagli esordi nella scuola romana (Max Gazzè, Roberto Angelini, Alex Britti, Daniele Silvestri, Marina Rei e Paola Turci), ma anche tanti colleghi che hanno voluto far sentire la loro presenza come Fiorella Mannoia, Elisa, Jovanotti, Gianni Morandi, Claudio Baglioni, i jazzisti Stefano Di Battista, Rita Marcotulli. «È toccante che Niccolò sia riuscito a mettere in piedi in così poco tempo un concerto del genere — commenta Elisa — vuol dire che oltre alla sua arte ha seminato umanità e sensibili-

Il dramma

Su Facebook Il 4 luglio Niccolò Fabi pubblica sul suo profilo di Facebook un annuncio: «Amici, vi sto per scrivere quello che non avrei mai voluto... Una sepsi meningococcica ha portato via nostra figlia Olivia, Lulùbella per chi l’ha conosciuta e amata». La bimba non aveva nemmeno due anni e se n’è andata in soli due giorni, dalla diagnosi della meningite alla morte. Inutile la corsa e il ricovero all’ospedale romano del Bambino Gesù L’omaggio Olivia avrebbe compiuto due anni il 30 agosto. Per questo Fabi ha organizzato proprio ieri «Parole di Lulù». I proventi del concerto-omaggio andranno al progetto di riqualificazione del reparto di pediatria dell’ospedale di Chiulo in Angola gestito dall’ong Medici con l’Africa-Cuamm

tà e ha tanti amici». Più di cinquanta artisti si sono divertiti a duettare, improvvisando. Nessuno aveva un’idea precisa di cosa avrebbe cantato né quando sarebbe entrato in scena. E il concerto ha vissuto anche momenti divertenti, come quando Luca Barbarossa e Neri Marcorè hanno proposto «Senza Fini», ispirata al gossip dell’estate sulla famiglia Tulliani, con Marcorè che imitava la voce di Berlusconi. Paola Turci, che ha riformato il trio con Marina Rei e Max Gazzè, ha cantato un brano pieno d’amore richiesto da Shirin, la compagna di Fabi e mamma della piccola Olivia. Poi i tre si sono messi a

vendere le magliette in uno dei chioschetti sparsi nel parco. Perché il concerto non prevedeva biglietti d’ingresso ma il pubblico poteva fare un’offerta libera a favore di un ospedale pediatrico in Angola. Fabi sale sul palco per brevi incursioni con il suo gruppo di sempre. Gianni Morandi canta «Scende la pioggia», «C’era un ragazzo», «Un mondo d’amore» e «Vita»; Samuele Bersani intona da solo «Chicco e Spillo» e «Giudizi universali». Uno dei momenti più emozionanti del concerto lo offre Jovanotti che apre la sua performance con una versione reggae della «Donna cannone» di De

Gregori («Il più bel testo sul mistero della sparizione») mischiata con «Una tribù che balla» e «Piove», per poi lanciarsi in una jam session con Giuliano Sangiorgi dei Negramaro e Stefano Di Battista e Max Gazzè. Quindi attacca «A te», scritta per la figlia Teresa. Anche Claudio Baglioni «ricorda» un brano composto per il figlio Gio-

Cinquanta artisti Baglioni, Morandi, Elisa, Mannoia, Turci, Britti, Silvestri, Marcorè: oltre cinquanta artisti sul palco

vanni: è «Avrai», cantata in coro da tutto il pubblico che non risparmia il fiato nemmeno su «Mille giorni di te e di me» e «Strada facendo». E Niccolò sarà ospite del festival di Lampedusa organizzato da Baglioni. Samuel e Boosta dei Subsonica aprono una struggente parentesi musicale con «The power of love» dei Frankie Goes To Hollywood e offrono una versione per archi di «Tutti i miei sbagli». «Sono un uomo fortunato» dice Niccolò dal palco, ringraziando così le migliaia di persone che non hanno voluto lasciarlo da solo.

Sandra Cesarale © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’amico

Jovanotti: così abbiamo dato un senso al nostro mestiere MAZZANO ROMANO (Roma) — Lorenzo Cherubini, come tutti gli artisti che ieri sono saliti sul palco, non ha avuto esitazioni. Quando Niccolò Fabi lo ha invitato al concerto «Parole di Lulù», ha subito accettato. «Ho risposto al suo sms dicendogli di considerarmi arruolato», racconta Jovanotti. Anche se si trovava a Los Angeles. «Gli artisti sono un gruppo di persone che si mettono

Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti

subito a disposizione quando si tratta di emozioni e sentimenti. La comunità musicale è rimasta scioccata dalla tragedia. Ammiro molto Niccolò per questo concerto che è riuscito a creare: è umanamente enorme». Lorenzo, segnato dalla morte del fratello avvenuta qualche anno fa, sottolinea il coraggio e la forza d’animo dell’amico cantautore: «Per un individuo normale è dura

riprendersi da una tragedia del genere, figurarsi per una persona pubblica che si misura sui passaggi della vita, l’essenza del nostro lavoro». Ma il concerto nasconde un significato importante: «Oggi tutti noi possiamo usufruire di un’occasione che ci consente di ampliare il senso del nostro mestiere». (S. Cs.)

menica?". Era un avvertimento?». La Berlinguer non ci sta: «La realtà è che Beha, una volta finito il campionato, pretendeva di venire in studio quando voleva lui e non quando chiamato dalla direzione. Si è più volte presentato senza preavviso e, quando gli è stato fatto notare,

lui ha replicato dicendo che era lì per acquisire elementi per i suoi legali. Insomma, stava avviando un’altra causa». Intanto, giungono le prime reazioni. A cominciare dal Comitato di redazione del Tg3, che fa quadrato intorno al direttore dichiarando in una nota:

Giornalisti Oliviero Beha, 61 anni, fiorentino, giornalista e scrittore. Bianca Berlinguer (sopra), 50 anni, romana, è direttrice del Tg3 dall’ottobre 2009

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Brevi

Beha: censurato dal Tg3. Bianca Berlinguer: falsità zione, non può decidere lui quando e come andare in onda, ma deve concordare i suoi interventi con la redazione». Da due anni Beha, con i suoi approfondimenti sportivi, va in onda la domenica sera sul Tg3: «È stato grazie a un ordine di servizio, imposto dal giudice alla Rai nel 2008 - riprende Beha con cui venivo reintegrato. Fino al maggio scorso è andato tutto liscio. I problemi sono sorti con i Mondiali di calcio. Ho chiesto alla Berlinguer se voleva un commento quotidiano. Mi ha risposto che voleva solo le partite dell’Italia e gli eventi più importanti. Poi le cose sono precipitate e, quando mi sono presentato la domenica per il mio consueto appuntamento, mi è stato detto "non sei previsto". Sono stato messo alla porta. Se questa non è censura! Caso strano continua - giovedì scorso ero alla festa del Partito democratico a Pesaro e qualcuno mi ha detto "Sei sicuro di andare in onda do-

Maurizio Porro

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La polemica Salta la rubrica settimanale di approfondimenti sportivi in onda la domenica sera

ROMA — Ci risiamo. Oliviero Beha accusa: «Sono stato censurato, estromesso». Stavolta il dito è puntato contro Bianca Berlinguer, direttore del Tg3: «Non ci sarà più il mio commento della domenica sera - denuncia Beha a Radio 24 - dove analizzavo il rapporto tra calcio, società e il contorno di interessi economici. Un tipo di approfondimento che è normalmente "terra di nessuno"». Ma perché censurato? Risponde: «Ho parlato del calcio che non funziona, dello scandalo dei Mondiali, ho fatto le pulci al potere politico legato al calcio... Devo aver dato fastidio a qualcuno». In altri termini il giornalista, che ha al suo attivo una travagliata carriera di cause, adombra l’ipotesi che «qualcuno» abbia fatto pressioni sul direttore del Tg3 per toglierlo di mezzo. Replica la Berlinguer: «Beha si sopravvaluta! Il fatto è che il collaboratore di un telegiornale, come di qualunque altro mezzo di informa-

del mondo, che vinse 7 premi César, con Gerard Depardieu, raccontò la biografia d’un violista da gamba diffondendo la musica barocca francese. Uno dei film più costosi del cinema francese fu il suo irrisolto Fort Saganne con la Deneuve e ancora Depardieu in un avventuroso racconto d’epoca coloniale. Ma i migliori risultati furono quelli legati alle atmosfere noir del vecchio cinema francese, rivivendo atmosfere e talenti come Costa Gavras (di cui fu assistente), Melville, Jose Giovanni. L’ultimo suo film, uscito da poco, Crimine d’amore, sarà alla Festa di Roma: spietata storia di rivalità di donne in carriera con Kristin Scott Thomas e Ludivine Seigner.

«Beha non ha mai segnalato all’organismo sindacale alcuna limitazione professionale, né chiesto tutela a riguardo». Mentre il consigliere d’amministrazione Rai Nino Rizzo Nervo osserva: «Conosco la Berlinguer da anni e so che la parola censura non le appartiene. Credo che un direttore abbia diritto di decidere quando far intervenire un editorialista». E Giorgio Merlo (Pd), vice presidente Commissione vigilanza Rai, aggiunge: «Conoscendo la Berlinguer, posso affermare che la censura non fa parte della sua deontologia professionale». Conclude Beha: «Mi aspetto un chiarimento con l’azienda, per capire se devo tornare davanti al giudice per far valere i miei diritti».

Emilia Costantini

SU CORRIERE.IT

Mostra del Cinema di Venezia: le dirette video di tutti gli eventi Da oggi su Corriere.it lo speciale sul Festival del Cinema di Venezia: notizie, interviste e immagini, oltre alle videorubriche di Paolo Mereghetti e Stefania Ulivi. Da domani per la prima volta sarà possibile anche seguire tutte le dirette video degli eventi: cerimonia di apertura, red carpet, photocall, conferenze stampa, premiazione e chiusura. In più anche dieci video quotidiani on demand con il "best off" e le news da non perdere.

TOUR IN ARGENTINA

Scala a Buenos Aires con «Aida»: 15 minuti di standing ovation Con quindici minuti di standing ovation il pubblico del teatro Colòn ha salutato l’Orchestra e il Coro del Teatro alla Scala, Daniel Barenboim e la compagnia di canto alla fine dell’Aida. L’opera di Giuseppe Verdi domenica sera ha inaugurato trionfalmente la tournée della Scala in Argentina: ognuna delle tre serate del tour ha fatto registrare il tutto esaurito, per un totale di 7.500 spettatori.

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Martedì 31 Agosto 2010 Corriere della Sera

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Sport

La classifica della serie A MILAN PARMA SAMPDORIA CHIEVO GENOA

3 3 3 3 3

BARI FIORENTINA NAPOLI CESENA ROMA

3 1 1 1 1

CAGLIARI PALERMO BOLOGNA INTER CATANIA

1 1 1 1 0

UDINESE JUVENTUS BRESCIA LAZIO LECCE

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Le pagelle Bologna da uno dei nostri inviati a Bologna

Di Vaio trattiene Mudingayi 7,5 VIVIANO Nel primo tempo fa poco, ma nel secondo para semplicemente tutto, compresa la punizione di Sneijder che aveva girato a fianco della sua barriera. Legittima la convocazione di Prandelli. 5,5 ESPOSITO Si trasforma in muro sulla corsa del trottolino olandese e prende l’ammonizione. Nel primo tempo controlla, ma nella ripresa gli interisti gli scappano un po’ dappertutto. 6,5 PORTANOVA Non corre rischi, esce spesso palla al piede. Davanti ci prova di testa senza fortuna. Nel finale devia pericolosamente una punizione di Sneijder. 6,5 BRITOS Come il compagno di reparto, in mezzo all’area diffonde sempre sicurezza. 6 RUBIN Positivo, tiene la posizione e corre un bel po’. 7 MUDINGAYI Piazzato davanti alla difesa, si rivela un elemento essenziale. Ruba una palla via l’altra, corre, lancia i compagni: davvero ispirato. Non a caso scatta l’insurrezione all’idea che venga sostituito. 6 GARICS Si propone sulla destra, buoni dialoghi con Di Vaio e Casarini fino a che ha fiato. 6,5 CASARINI Molto mobile, tanti lanci e triangolazioni: nel primo tempo impensierisce spesso i nerazzurri. 5,5 EKDAL Tra i centrocampisti rossoblù è il meno convincente. 6,5 DI VAIO Un gran lavoro: tiene palla, fa salire la squadra, butta in mezzo cross invitanti. Il capitano è uno dei capisaldi della squadra, nonché vero allenatore in campo: si oppone alla sostituzione di Mudingayi. 5 GIMENEZ Non accetta il regalo di Lucio e sbaglia un pallonetto a porta vuota. Su ottimo cross di Di Vaio, un tiraccio alto: un po’ troppo quanto a sprechi. 6 DELLA ROCCA Chiamato a far respirare i compagni, fa il suo dovere. 6 MAGNANI È lì per improvviso licenziamento di Colomba. Il Bologna è messo bene in campo. Non bello quando chiama la sostituzione di Mudingayi e Di Vaio gli dice di no. Roba da rovinare la gioia del punto preso.

a. rav. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Monday night I campioni d’Italia bloccati sullo 0-0, inizio in salita come nelle ultime tre stagioni Le pagelle Inter da uno dei nostri inviati a Bologna

Sneijder, gran punizione 6 JULIO CESAR Non si capisce con Lucio, poi non è molto impegnato. 6 ZANETTI Non è Maicon, così sulla destra pensa soprattutto a contenere e davanti si vede poco. Conquista una preziosa punizione nei minuti di recupero. 5,5 LUCIO Un bell’assist per... Gimenez al quarto d’ora del primo tempo poteva costare caro. Poi migliora. 6 SAMUEL Dietro è attento, in avanti prova di tacco a fare il colpaccio su calcio d’angolo. Gioca con una fascia da samurai dopo l’incocciata con Di Vaio. 5,5 CHIVU Si è ripreso un po’ dalla serataccia contro l’Atletico, ma non è un granché. 6,5 MARIGA A volte è più veloce del pallone, però lì in mezzo è fondamentale: interrompe le ripartenze avversarie, si propone, è sempre al centro dell’azione. Va al tiro e angola troppo ma non è un goleador. Cala nella ripresa. 6 CAMBIASSO Lì in mezzo è un lavoro sporco ma qualcuno deve pur farlo. Anema e core. 5,5 PANDEV Il gioco si sviluppa più sulla sinistra, e lui è poco mobile. Si ricorda un buon dribbling con cross per Milito nel primo tempo. 6,5 SNEIJDER Una gran palla a Pandev al 23’ del primo tempo battezza la prima bella azione interista. Nella ripresa trascina la squadra: è il più mobile, cerca spesso la porta. Tira una gran punizione, ma trova Viviano. 6,5 ETO’O Posto che il gioco corale latita, ci prova con i dribbling personali. Nel primo tempo riescono poco, va molto meglio nella ripresa, quando è più volte pericoloso: una traversa clamorosa gli nega il gol. 5 MILITO La condizione è un’altra cosa, c’è ancora da soffrire per il Principe. 5,5 COUTINHO Pronti via e sbaglia due-tre palle. Poi manca un controllo davanti alla porta, rimedia crossando bene per Eto’o. 6 BENITEZ La squadra migliora nel secondo tempo quando il Bologna cala. Però il lavoro è molto «in progress». Una cosa è chiara: l’anno scorso la palla di Eto’o sarebbe entrata.

Arianna Ravelli © RIPRODUZIONE RISERVATA

Solo mezza Inter Dopo un primo tempo senza occasioni i nerazzurri innestano le marce alte ma il Bologna resiste e conquista il pari DA UNO DEI NOSTRI INVIATI

Al via Per Rafa Benitez un debutto senza gol e senza vittoria

BOLOGNA — Vita dura per l’Inter campione d’Italia. Quarto pareggio consecutivo all’esordio in campionato. Rafa Benitez ha ripetuto quanto avevano fatto Mancini (2007) e Mourinho (2008 e 2009) e pensando a come era andata a finire in maggio, questo rilievo statistico è l’unico elemento che può indurre il tecnico spagnolo all’ottimismo. La partita con il Bologna ha dimostrato che, al momento, le stelle guardano da un’altra parte. Dopo un primo tempo di stenti, contro un avversario che ha corso di più e che si è battuto con il massimo del furore agonistico possibile, gli interisti hanno provato in tutti i modi a vincere la partita nella ripresa, riuscendo a tirare 15 volte in porta e costruendo almeno 5 palle-gol, compreso quella di Eto’o, che ha calciato il pallone sulla traversa (31’). Si è vista ancora una squadra imperfetta, lontano dalla migliore condizione,

Bologna Inter

0 0

BOLOGNA (4-1-4-1): Viviano 7,5; Esposito 5,5, Portanova 6,5, Britos 6,5, Rubin 6; Mudingayi 7; Garics 6 (Siligardi s.v. 45’ s.t.), Casarini 6,5, Ekdal 5,5 (Della Rocca 6 17’ s.t.), Gimenez 5 (Meggiorini s.v. 23’ s.t.); Di Vaio 6,5. All.: Magnani 6 INTER (4-2-3-1): Julio Cesar 6; J. Zanetti 6, Lucio 5,5, Samuel 6, Chivu 5,5; Mariga 6,5, Cambiasso 6; Pandev 5,5 (Coutinho 5,5 26’ s.t.), Sneijder 6,5, Eto’o 6,5; Milito 5 (Biabiany s.v. 36’ s.t.). All.: Benitez 6 Arbitro: Valeri 5,5 Ammoniti: Sneijder, Esposito, Mudingayi, Mariga, Casarini Recuperi: 1’ più 6’

che litiga con il gol, ma che ha messo in campo tutto quello che aveva, anche se l’impressione è che il gruppo abbia perso un po’ di convinzione, cioè la sicurezza di arrivare al traguardo con i 3 punti che tante volte si era vista nel biennio di Mourinho. Benitez ha insistito sul 4-2-3-1, immettendo un uomo fresco, Mariga, che molto ha corso e che ha recuperato tanti palloni, ma la formula a trazione offensiva non è sembrata congrua alla condizione degli uomini d’attacco e allo sviluppo di partenza della partita. Milito e Pandev sono apparsi ancora fuori dal gioco; Eto’o, che aveva cominciato male, pretendendo di fare tutto, anche quello che non gli compete e Sneijder sono cresciuti nella ripresa, trascinando l’Inter all’assalto per portare a casa la vittoria. Però questo sistema di gioco non è obbligatorio; si possono tentare in partenza anche altre soluzioni, magari meno dispendiose,

in un momento in cui la condizione generale è ancora precaria. La prima parte della gara aveva confermato gli stenti nerazzurri: poche idee e tutte poco chiare, uno sviluppo del gioco macchinoso e tormentato, nessun movimento senza palla, situazioni sempre prevedibili, contro un avversario che, nonostante l’esonero dell’allenatore (Colomba) all’antivigilia del debutto, ha dimostrato di avere lavorato bene in estate. Contro il pressing del Bologna, gli interisti rimanevano fermi ad aspettare, cercando soltanto dribbling avventurosi, in assenza di un gioco collettivo e di quei movimenti senza palla, senza i quali non si va da

Occasioni Nella ripresa i nerazzurri hanno tirato 15 volte in porta creando 5 palle-gol e colpendo una traversa

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Sport 49

Corriere della Sera Martedì 31 Agosto 2010

Serie B, Empoli fermato in casa dal Pescara

Nel posticipo della 2ª giornata di serie B, l’Empoli ha pareggiato (0-0) in casa col Pescara. Dopo due giornate nessuna squadra è a punteggio pieno. Il prossimo turno si gioca domenica, l’anticipo di sabato 20.45 è Torino-Crotone. Classifica: Sassuolo, Novara, Siena, Atalanta, Varese, Empoli e Modena 4; Vicenza, Portogruaro, Livorno e Cittadella 3; Padova, Ascoli, Crotone, Pescara e Grosseto 2; Frosinone, Piacenza, Reggina, Triestina e AlbinoLeffe 1; Torino 0.

L’Aic respinge le proposte della Lega di A

MILANO — Si è riunito il Direttivo dell’Assocalciatori per discutere il rinnovo dell’accordo collettivo con la Lega e le date della sosta invernale. Viste le proposte della Lega, il Direttivo ha espresso ampio dissenso e ha dato mandato al presidente Campana di chiedere urgentemente al presidente federale Abete di convocare le parti. Il Direttivo ha confermato lo stato di agitazione della categoria, riservandosi ulteriori iniziative in base all’esito dell’incontro.

Mercato L’attaccante napoletano chiede ai bianconeri soldi e l’allungamento del contratto

Il Milan spinge Borriello alla Juve per chiudere il colpo Robinho Berlusconi euforico: «Con Ibrahimovic ho ritrovato la passione»

Assalto Samuel Eto’o va molto vicino al gol (Forte)

Le reazioni

Benitez: «Poca freschezza ma tanta voglia di vincere» BOLOGNA — «Manca un po’ di freschezza fisica ma la squadra ha comunque dimostrato di avere una grande voglia di vincere». Rafa Benitez pareggia all’esordio e vede il bicchiere mezzo pieno: «Loro erano bene organizzati in difesa ma il carattere e la reazione messi in campo dalla mia squadra nella ripresa mi sono piaciuti». Sul mercato Benitez glissa: «Inler? Chiedete a Branca... Ho parlato con il presidente... ». Emiliano Viviano si gode la convocazione in nazionale e la parata... di testa: «Non l’ho fatta apposta, quella è fortuna...». Magnani spiega la mancata sostituzione di Mudingayi: «Non ero molto lucido... E poi lui era nervoso, meglio non averlo al fianco».

nessuna parte. In assenza di sbocchi in avanti, l’Inter ha concesso anche due palle-gol al Bologna, per errori che chi ha vinto la Champions League non dovrebbe fare: Gimenez ha avuto una doppia occasione per il vantaggio, sprecato con due conclusioni sbilenche. Per vedere qualcosa di accettabile nei 20 metri finali da parte degli interisti, è stato necessario aspettare gli ultimi 5 minuti, quando il ritmo è salito e la partita si è in parte sbloccata. Era evidente che il Bologna non avrebbe potuto reggere il ritmo imposto nel primo tempo, anche se fino all’ultimo secondo la squadra ha difeso il pareggio con dedizione assoluta. Così l’Inter, nella ripresa, ha

Viviano paratutto In evidenza il portiere rossoblù Viviano, al 50% dell’Inter, che ha parato tutto quanto era possibile

cominciato a guadagnare campo e a farsi minacciosa, riducendo la forza del contropiede rossoblù. L’Inter ha provato in tutti i modi a cercare il gol, con soluzioni centrali, da lontano, compresa la punizione finale di Sneijder (50’), deviata in angolo da Portanova e allargando il gioco sulle corsie esterne. Ma la difesa del Bologna ha sempre saputo reggere l’urto, e Viviano, che al 50% è ancora dell’Inter, ha parato tutto quanto era possibile. È mancata all’Inter anche un po’ di lucidità negli ultimi 20 metri, segno che la squadra resta un cantiere aperto: la sosta per le nazionali difficilmente risolverà i problemi, perché a lavorare con Benitez resteranno in pochi, per prepararsi a un settembre nel quale già si giocheranno molto. Con questi uomini, perché oggi, ultimo giorno di mercato, non sono previsti fuochi d’artificio. Per una volta, sarà un’estate austera.

Fabio Monti

MILANO — «Il vento sta cambiando». Con un sorriso a pianoforte, Adriano Galliani lascia alle 2 del mattino il ristorante dove lo stato maggiore milanista ha festeggiato il 4-0 al Lecce ma, soprattutto, l’inizio della fase di svolta. L’arrivo di Ibrahimovic ha portato nuovo entusiasmo (staccati ieri 1.137 abbonamenti al campionato e 2.749 alla Champions), ha messo il silenziatore alle proteste degli ultrà (che con cori e striscioni nella notte hanno ringraziato la dirigenza) e ha riacceso la passione per il Milan di Silvio Berlusconi. «È vero, mi ero disamorato perché non mi riflettevo nella squadra che Leonardo metteva in campo: Ronaldinho relegato troppo a sinistra e Pato all’ala destra a centrocampo. Nell’ultimo quarto d’ora non avevamo mai il controllo della palla. Ancelotti e Leonardo non condividevano le idee della società, io dissentivo completamente dal loro modo di giocare». Con Allegri la musica è cambiata. «È uno aperto, con lui si può discutere» confessa il Cavaliere, che dopo aver riconquistato San Siro non si ferma più. Così, dopo aver ribadito che per il prolungamento del contratto di Ronaldinho non ci saranno problemi («Resta fino a quando smette di giocare»), aspetta Robinho («Non dipende da noi ma l’intenzione del Milan c’è») e non trattiene Borriello: «Deciderà lui. Sceglierà il meglio per la sua carriera». Anticipazioni a cui ieri è stato dato un seguito. Marco Borriello tratta con la Juventus, che lo preleverebbe dal Milan con la formula del prestito oneroso (per 2 milioni) con diritto di riscatto (fissato a 13). «Va bene Borriello, ma un difensore quando lo compriamo?» si è chiesto Chiellini dal ritiro della nazionale. I bianconeri hanno vinto la concorrenza di Roma (che in serata si è rifatta sotto) e Manchester City. Tiberio Ca-

Fantasia Robinho, attaccante del Santos e del Brasile, sempre più vicino al Milan; a destra in alto Ibrahimovic, nuovo acquisto del Milan; sotto, Marco Borriello, destinato alla Juventus (Ansa, Liverani)

valleri, procuratore dell’attaccante, sta discutendo con la dirigenza bianconera dettagli fondamentali. Manca il sì del centravanti napoletano, che guadagna al Milan 3 milioni annui (troppi, attualmente, per i bianconeri) e chiede alla Juve un prolungamento dell’attuale contratto. Non appena Borriello avrà accettato il trasloco a

Torino, arriverà a Milano Robinho, il perno 26enne della Seleçao. Mino Raiola e l’avvocato Rafaela Pimenta sono volati ieri in Inghilterra per chiudere il colpo «last minute» dell’estate. In via Turati si respira ottimismo sulla riuscita dell’affare (già fissate le visite mediche a Gallarate, nell’ospedale dove il direttore generale è Armando Gozzini, già medico sociale rossonero). In serata, però, i Citizens hanno gelato le speranze milaniste chiedendo 30 milioni (la metà è stata offerta dai rossoneri). Ma anche senza Robinho il Cavaliere è soddisfatto: «Questo attacco è il migliore del Milan dei tempi di Van Basten». Oggi dà l’addio Klaas Jan Huntelaar: Braida è da ieri a Gelsenkirchen per chiudere con lo Schalke 04. In cassa entrano 14 milioni di euro. «Non volevo lasciare Milano ma l’ar-

rivo di Ibra ha cambiato tutto» ha detto l’olandese. Non parte Flamini, che ha un ingaggio monstre (6,5 milioni) sia per il Lione che per il Tottenham. La trattativa per Kaladze al Genoa si è arenata. Oggi potrebbe finire alla Juve in uno scambio di prestiti con Grosso. L’Inter ha effettuato un sondaggio per Gokhan Inler, centrocampista dell’Udinese. La Juve ora vende: tratta la buonuscita a Zebina, che potrebbe finire al Brescia. Camoranesi sta discutendo con lo Stoccarda, da cui i bianconeri potrebbero prelevare il difensore Tasci. Maresca va all’Udinese, Candreva al Parma. Stankevicius è stato ceduto al Valencia dalla Samp. Il Genoa ha un nuovo attaccante: è Linus Hallenius, classe 1989 dell’Hammarby. Oggi alle 19 la fiera dei sogni chiude.

Monica Colombo © RIPRODUZIONE RISERVATA

Anticipi e posticipi

Il Milan non gioca mai di domenica Inter-Juve il 3 ottobre alle 20.45 MILANO — Questi gli anticipi e i posticipi di serie A dalla seconda alla nona giornata. Da segnalare la disposizione degli incontri del Milan: la squadra rossonera dalla seconda alla settima giornata (e poi alla nona con la Juve) giocherà sempre in anticipo, mentre nell’ottavo turno scenderà in campo di lunedì per affrontare il Napoli in prima serata. Seconda giornata, sabato 11 settembre: ore 18 Inter-Udinese; ore 20.45 Cesena-Milan; ore 20.45 Cagliari-Roma. Domenica 12: ore 12.30 Brescia-Palermo; ore 20.45 Napoli-Bari. Terza giornata, sabato 18: ore 18 Fiorentina-Lazio; ore 20.45 Milan-Catania. Domenica 19: ore 12.30 Bari-Cagliari, ore 20.45 Sampdoria-Napoli. Quarta giornata, martedì 21: ore 20.45 Lazio-Milan; giovedì 23, ore 20.45 Juventus-Palermo.

Quinta giornata, sabato 25: ore 18 Milan-Genoa; ore 20.45 Roma-Inter. Domenica 26: ore 12.30 Cesena-Napoli; ore 20.45 Juventus-Cagliari. Sesta giornata, sabato 2 ottobre: ore 18 Udinese-Cesena; ore 20.45 Parma-Milan. Domenica 3: ore 12.30 Lecce-Catania; ore 20.45 Inter-Juventus. Settima giornata, sabato 16: ore 18 Milan-Chievo, ore 20.45 Roma-Genoa. Domenica 17, ore 12.30 Cagliari-Inter, ore 20.45 Bari-Lazio. Ottava giornata, sabato 23: ore 20.45 Fiorentina-Bari. Domenica 24, ore 12.30 Parma-Roma, ore 20.45 Inter-Sampdoria. Lunedì 25, ore 20.45 Napoli-Milan. Nona giornata, venerdì 29: ore 20.45 Genoa-Inter. Sabato 30 ore 18 Roma-Lecce; ore 20.45 Milan-Juventus. Domenica 31 ore 12.30 Palermo-Lazio; ore 20.45 Catania-Fiorentina.

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Martedì 31 Agosto 2010 Corriere della Sera

Nazionale Venerdì a Tallinn il debutto nelle qualificazioni europee. Marchisio è fuori gioco, al suo posto convocato Cigarini

Aspettando Cassano, Prandelli lancia Pazzini Il mal di schiena di Fantantonio condiziona la formazione, l’unica certezza è Pirlo DA UNO DEI NOSTRI INVIATI

FIRENZE — Cesare Prandelli riparte da zero. Balotelli è rimasto a Manchester con un ginocchio malconcio, Amauri è fuori gioco a causa di un problema muscolare e anche Cassano, l’uomo su cui il c.t. punta per rifondare l’Italia, rischia di saltare la prima partita da 3 punti del nuovo corso. Ieri Fantantonio non ha risposto alla convocazione: lombalgia acuta, la diagnosi della risonanza magnetica alla quale si è sottoposto a Genova tra due sedute di fisioterapia. Già durante l’intervallo della sfida con la Lazio, l’attaccante aveva accusato forti dolori alla schiena e dopo una notte insonne non era nella condizione di viaggiare in auto sino a Firenze. Prandelli lo ha esonerato dopo un contatto telefonico. Cassano questa mattina sarà a Coverciano e il professor Castellacci farà il punto della situazione. «Ma soltanto quando potrò visitarlo sarò nella condizione di sbilanciarmi...». A Genova sono convinti che Cassano sarà pronto nel giro di un paio di giorni e lo stesso Prandelli ha fatto sapere che conta di recuperare il suo giocatore più fantasioso. Il rischio di perderlo, però, è concreto: giovedì è fissata la partenza per l’Estonia e venerdì sera la nazionale debutterà nel girone di qualificazione. Cassano sarà a posto per una partita vera in cui il risultato conterà più del gioco? Prandelli allarga il concetto. «Per vincere dobbiamo dimostrarci squadra. Servono equilibrio e ordine tattico». Il 4-2-3-1 mostrato nel debutto con la Costa d’Avorio potrebbe lasciare il posto al 4-3-3. Di sicuro l’attacco sarà rifondato: Pazzini più di Gilardino nel cuore dell’area avversaria e poi, probabilmente, due attaccanti esterni. Ma per capire bene uo-

La storia

Programma Il programma L’Italia affronterà l’Estonia (3/9 a Tallin) e le Isole Far Oer (7/9 a Firenze) per le qualificazioni a Euro 2012. I giocatori Questi i giocatori convocati dal c.t. Cesare Prandelli: Portieri: Mirante, Sirigu, Viviano Difensori: Antonelli, Bonucci, Bovo, Cassani, Chiellini, De Silvestri, Gastaldello, Molinaro Centrocampisti: Cigarini, De Rossi, Lazzari, Montolivo, Palombo, Pirlo Attaccanti: Cassano, Gilardino, Pazzini, Pepe, Quagliarella, Rossi Gli infortuni Antonio Cassano ha problemi alla schiena e si presenterà a Coverciano oggi; Marchisio infortunato è tornato a casa, al suo posto chiamato Cigarini

mini e tattica bisognerà sapere se Cassano sarà arruolato. Servirebbe tempo e invece il tempo stringe. Non è un momento facile. La nazionale ha perso anche Marchisio, assottigliando la nutrita pattuglia juventina. Il centrocampista, dopo un’ecografia di controllo, è stato rispedito a casa con una prognosi di dieci giorni per una distrazione di primo grado al bicipite femorale della gamba sinistra. Al suo posto, in tutta fretta, è stato convocato Cigarini del Siviglia: il 32˚ giocatore di Prandelli, il 14˚ debuttante. È un’Italia nuova, da cercare, aspettare, inventare, modellare. La guiderà Pirlo, una delle poche certezze in vista della tra-

sferta a Tallinn insieme al pacchetto difensivo composto dagli esterni Cassani e Molinaro e dai centrali Bonucci e Chiellini. Tutti gli altri sono in gioco. L’Estonia l’abbiamo battuta quattro volte su quattro, ma è anche vero che nel 2010 non abbiamo vinto lo straccio di una partita. Prandelli però è tranquillo. La sua prima domenica senza il campionato l’ha vissuta saltellando da un campo all’altro davanti alla tv. «Confesso che mi sono fermato un po’ di più sulla Fiorentina, ma ho tifato soprattutto per i miei azzurri». Non risponde a Diego Della Valle, che lo aveva pizzicato sulla Juventus: «Sarebbe un discorso lungo,

32 giocatori chiamati in azzurro da Prandelli

14 debuttanti chiamati dal c.t. compreso Cigarini

ho un ricordo straordinario della famiglia che governa la Fiorentina, forse al patron hanno riportato frasi e volontà non vere. Avremo occasione di chiarire». E sui fischi di Firenze alla nazionale si sbilancia: «Quelli di domenica scorsa sono stati gli ultimi». Prende anche posizione a favore della tessera del tifoso: «In certi momenti servono regole che non vanno giudicate ma accettate» e chiude dando ragione a Capello: «Fabio non ha tutti i torti quando dice che il calcio italiano è in mano agli ultrà. In certe realtà è così e per allenatori e giocatori non è facile».

Alessandro Bocci © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tutto da rifare Il progetto azzerato

La giovane Italia è un’entità virtuale DA UNO DEI NOSTRI INVIATI

FIRENZE — Mario Balotelli: non pervenuto. Antonio Cassano: annunciato per oggi, un giorno dopo l’adunata generale. Più che per i problemi di adattamento alla guida a destra, evidentemente non ancora metabolizzati come si arguisce dal mezzo frontale di cui è rimasto vittima nel traffico di Manchester, SuperMario soffre per l’infortunio al ginocchio, retaggio del debutto (con gol) a Timisoara con indosso la maglia del City di Roberto Mancini. Fantantonio lamenta invece una forma di lombalgia, in sostanza mal di schiena, che a detta di Wikipedia si manifesta «più frequentemente negli anziani». Per questo ieri non si è mosso da Genova impegnato in accertamenti e soltanto oggi sarà a Coverciano per sottoporsi alla visita fiscale da parte dei medici azzurri. Cesare Prandelli fa l’ottimista ma è evidente che venerdì sera a Tallin, tra l’altro in condizioni ambientali poco favorevoli per

Ai suoi piedi Cesare Prandelli (Sync/Ramella)

effetto delle rigide temperature annunciate, non si può correre il rischio di imbragarne la fantasia nella panciera del dottor Gibaud. Così, tra un ginocchio cigolante e una schiena a pezzi, la giovane Italia del dopo-Lippi, almeno quella invocata a gran voce dall’opinione pubblica dopo il naufragio del Mondiale sudafricano, è già un’entità vir-

tuale. Prandelli aveva a disposizione un unico test per provare la nazionale di Balotelli & Cassano, quello di Londra con la Costa d’Avorio, e adesso deve rifare i conti in fretta e furia. È vero che la partita contro gli africani è servita soprattutto a trasformare Zahoui, il mitico Zigulì degli anni Ottanta, da allenatore precario a c.t. patentato visto che battere

Panchine

Zaccheroni nuovo c.t. del Giappone

Alberto Zaccheroni è il nuovo c.t. della nazionale giapponese. Lo ha annunciato ieri a Tokyo la federazione nipponica, secondo cui «è stato raggiunto un accordo con il tecnico», che era arrivato in Giappone domenica per discutere gli ultimi dettagli dell’ingaggio.

gli azzurri gli è valso un contratto in piena regola ed è vero che, al contrario di quello che credevano in tanti, SuperMario + Fantantonio non possono rappresentare la soluzione globale ai nostri mali calcistici, però non v’è dubbio che riproporre entrambi nelle prime due sfide con in palio i punti per Euro 2012 sarebbe stata cosa buona e giusta. Impossibile in effetti fare peggio della piovosa serata londinese. Così, a Tallin e tra una settimana a Firenze contro le Far Oer, il nuovo c.t. dovrà ripensare formula e interpreti, dal 4-2-3-1 sperimentato nel piccolo stadio del West Ham al 4-3-3, con Pazzini ma senza Amauri (un altro tassello scomparso della sua prima Italia virtuale). Forse con Cassano ma certamente senza Balotelli. In questo scenario poco divertente non si possono comunque sottovalutare alcuni indizi che inducono a un cauto ottimismo, dal ritorno di Andrea Pirlo, il nostro Von Karajan, alla classifica Fifa dei nostri prossimi avversari: numero 94 per gli estoni e 118 per le Far Oer. Conclusione: anche un calcio messo male come il nostro, senza SuperMario e forse con Fantantonio a mezzo servizio, dovrebbe riuscire a superare indenne il doppio ostacolo. Poi, quando il gioco diventerà più duro, si vedrà.

Alberto Costa © RIPRODUZIONE RISERVATA

Numeri da kolossal e ironia (inedita) sui protagonisti del campionato

Quel Cassano pasticcione nello spot che smitizza il calcio Dieci giocatori e cento comparse per il promo di Sky Gli italiani ormai lo sanno: di Cassano ce ne sono due. Uno in forma smagliante e addirittura carino, l’altro bolso, sfatto, maldestro. Ma pur sempre Antonio Cassano. Sì perché per realizzare la martellante campagna televisiva («la più forte, impegnativa e fortunata di tutta la storia Sky», conferma il direttore brand communication Alvaro Krupkin) non sono state utilizzate controfigure ma solo originali (dieci calciatori), truccati pesantemente grazie a 4 artisti del make up, 3 costumisti, 2 sarte con un dispiego di 25 parrucche, mille resine e lacche, chili di plastilina per nasi e orecchie prominenti, migliaia di lentiggini e cento comparse, come per un kolossal. Tutto per dimostrare con ironia (spesso in fuorigioco nel calcio) che lo stesso soggetto può avere due volti — e due corpi — ben diversi: quello scintillante dell’alta definizione e quello tristagnolo della normalità tendente all’obbrobrio. Come il Legrottaglie versione zombie («il più difficile da truccare») che guarda con invidia il suo angelico alter ego; o il Cambiasso bis mentre tira una dispettosa frustata con l’asciugamano bagnato alla sua bella copia che lo guarda con aria di com-

patimento; o il Vucinic obeso che urla mentre fa la ceretta osservando il sosia in forma scintillante (qualcuno suggerisce a Ranieri di provare la versione pelosa viste le ultime apparizioni del giallorosso); oppure il Pato dentone che stupisce il Pato vero mentre tiene in equilibrio il pallone sulla testa, come fosse incollato. Anzi incollato proprio. Per non parlare di Frey

bis, portiere strabico che si tuffa quando il pallone è già bell’e che entrato, lo Sculli versione bradipo, il Miccoli tartassato dal «mister», il Gillet in forma pensionato e il Pellissier che non segna nemmeno da zero metri. Uno spot trasmesso a raffica da oltre un mese eppure sempre in grado di strappare un sorriso: non a caso lo

ha diretto — in tre intense giornate sul set dello stadio Brianteo di Monza — David Lodge, regista inglese dal gustoso sense of humour (agenzia creativa la 1861United, casa di produzione Akita film, post produzione agenzia You are). Alla fine si è divertito più lui a dirigere i non-attori: ad esempio quando Cambiasso ha interrotto le riprese per rilasciare un’intervista telefonica, truccato in versione horror ma con una serietà impeccabile. O quando Vucinic si è addormentato per due ore nel suo mostruoso involucro impaurendo tutti quelli

Al trucco e in campo Il vero Antonio Cassano si trasforma nel suo alter ego grasso: sopra è in sala trucco, a sinistra sul campo da gioco dello stadio Brianteo di Monza (Sky)

che passavano vicino. O Pellissier, freschissimo papà, che disertava i ciak per chiamare la moglie e avere notizie della piccola Sofia. O Cassano che avrà rifatto cento volte la scena del ketchup perché non riusciva a farlo in modo naturale. Senza contare gli spaventi che si prendevano i giocatori appena passavano davanti a uno specchio. Il tocco finale lo ha dato la colonna sonora di Pupo, una canzone («La storia di noi due») composta trent’anni fa per Barbara D’Urso. «Quando l’ho scritta — ironizza il cantante — la D’Urso era come il Cassano vero, oggi è come il Cassano finto». Lei, che si sente ancora in alta definizione, pare non l’abbia presa bene.

Federico Pistone Telecamere Pato durante lo spot (Sky)

Pancia XXL Esteban Cambiasso (Sky)

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Corriere della Sera Martedì 31 Agosto 2010

Golf

Si avvera il sogno dei fratelli Molinari Assieme nella «Ryder»

Fratelli Edoardo e Chicco Molinari in azione (Sync)

Formula 1 Lunga telefonata tra Montezemolo e i piloti

ata to azzard a un pun r v o n liams in ella foto a il m W a a u s (n L

bo) nso ia la rchegg ente con Alo ty car (Colom ello pa id fe Barrich so dopo l’inc in pista la sa pericolo dovrà entrare ): grande

MILANO — La telefonata del presidente. Fernando Alonso e Felipe Massa l’hanno ricevuta ieri e con Luca di Montezemolo non è stata una chiacchierata breve. Non ci sono virgolettati, ma un concetto chiaro: a Monza, che già di per sé è un appuntamento speciale, non si può più perdere altro terreno. In precedenza, la riunione tecnica aveva riguardato l’inadeguatezza della prestazione della F10, soprattutto rispetto alle buone impressioni del venerdì. Ma proprio nelle prove libere erano cominciati, insospettabilmente, i guai: la pioggia aveva impedito una valutazione meticolosa del nuovo fondo più rigido (la Ferrari non ha atteso il Gp d’Italia per adeguarsi al giro di vite della Fia). Massa avrebbe dovuto confrontare le due versioni: gran parte del lavoro è saltato. Un guaio non da poco perché, come aveva già sperimentato la McLaren a Silverstone, i dati teorici non sempre collimano con la realtà. Anche per la Ferrari la sorpresa è stata nega-

tiva. Per questo motivo, a giorni si terrà un test aerodinamico sul rettilineo di Vairano: le zone d’ombra vanno rimosse. «Non rinunciamo. Vincere il Mondiale deve rimanere al centro dei pensieri»: quello che aveva detto domenica alla stampa, Stefano Domenicali lo ha ribadito ai collaboratori. Per lui saranno giorni torridi, pensando anche all’udienza del Consiglio mondiale dell’8 settembre, che giudicherà i fatti di Hockenheim e il famoso sorpasso «morbido» di Alonso a

Ferrari, il tempo stringe Test, lavoro, ottimismo per rimanere in corsa Giorni di fuoco: la sentenza Fia e Monza

diretta da Juan Villadelprat, che, tra l’altro, fu capomeccanico alla Ferrari e poi alla Benetton. Però è probabile che... l’asta vada deserta e che la Fia rinvii la scelta: le risorse finanziarie dei due candidati non sarebbero fin qui sufficienti.

ma che rivisita il verdetto negativo per Alonso. È un dettaglio sfuggito ai più. Dunque, lo spagnolo è stato di sicuro rovinato dal tamponamento di Barrichello, ma soprattutto dalla decisione di Rubens di tornare ai box nonostante l’auto semidistrutta. Il brasiliano non ce l’ha fatta e ha mollato la Williams in una zona pericolosa, determinando l’uscita della safety car (nell’altra posizione i commissari se la sarebbero sbrigata velocemente, evitando la safety). Così in due-tre giri Alonso, ritrovatosi con una gomma bucata e, visto lo scroscio d’acqua, risoluto a puntare sulle intermedie, avrebbe potuto risalire. Gli avversari non avrebbero avuto alternative: o girare piano con le slick, o rientrare a loro volta per montare le intermedie. La safety ha invece creato la colonna e i rivali di Nando hanno potuto attendere senza danni la fine della pioggia. Avrà anche sbagliato, Alonso. Ma la fortuna non l’ha certo baciato.

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Flavio Vanetti

Massa. «Sono fiducioso, penso che le nostre tesi saranno comprese» commenta il numero uno della Gestione sportiva. Da Parigi bisognerà tornare con lo scalpo. Un’eventuale punizione più dura rispetto ai 100 mila dollari già inflitti sarebbe una mazzata sugli equilibri della rimonta. La fiducia di Alonso, infatti, non è fuori luogo. Recuperare è solo difficile, non impossibile: in 6 Gp ci sono 150 punti in palio per i vincitori e dei circuiti in arrivo, risultando impronosticabile per tut-

ti quello coreano, giusto Suzuka ha un favorito netto, cioè le Red Bull. A Monza la stabilità in frenata della Rossa potrebbe essere un fattore chiave e in Brasile il colpo è possibile. Quanto ad Abu Dhabi, se la gara d’epilogo avesse ancora qualcosa da dire, chiunque la affronterebbe con logiche che esulano dalla tecnica. Piuttosto, preoccupa la rinascita della McLaren: è il vero pericolo in un Mondiale in altalena. Per chiudere il capitolo Spa, c’è una considerazione postu-

Il 13˚ team: oggi la decisione

Durango ed Euskadi, candidati senza fondi MILANO — (f.van.) Oggi è il giorno in cui la Fia dovrebbe comunicare il nome del 13˚ team per la stagione 2011. La lista dei candidati si è ridotta al Team Durango di Ivan Pinton, che ha stretto un’alleanza con Jacques Villeneuve, e alla Epsilon Euskadi, squadra basca

MILANO — La pallina stava ancora tintinnando sul fondo della diciottesima buca di Gleneagles quando Edoardo ha sussurrato al fratello Francesco: «Adesso mi manca solo una cosa: giocare la Ryder con te». Colin Montgomerie, il capitano della squadra europea lo ha accontentato subito. E i due fratelloni d’Italia saranno entrambi in campo nella sfida che vede opposti ogni due anni i migliori dodici giocatori Usa ed europei. «Non vedo l’ora di essere al Celtic Manor con Chicco — esulta Edoardo — è un sogno che si avvera: nella squadra selezionata per la Ryder e per giunta con mio fratello. Da non crederci». Quella dei Molinari brothers è stata una lunga rincorsa e uno sprint allo stesso tempo. Francesco, il più giovane, gioca sul Tour europeo dal 2005, ha al suo attivo un successo nell’Open d’Italia 2006 e una miriade di piazzamenti al vertice. È uno dei giocatori più continui ed efficaci, un osso duro per qualunque avversario, soprattutto nella formula match-play, quella utilizzata in Ryder Cup, dove non conta il numero totale dei colpi, ma il fatto di averne tirato uno meno dell’avversario diretto. Al Celtic Manor «Questa convocazione è un premio alle ultime due Francesco Il mio modello è ed Edoardo convocati stagioni. sempre stato Costantino tra i migliori 12 Rocca, adesso ho la giocatori europei possibilità di ripetere le sue imprese anche in questa competizione. È quello che volevo». Edoardo, 29 anni, lo scorso anno di questi tempi giocava nel Challenge Tour, la serie B del golf europeo. Negli ultimi mesi ha messo in fila tanti e tali risultati da essersi arrampicato fino alla ventunesima posizione del World Ranking. Due vittorie le ha conquistate in Scozia: a Loch Lomond e domenica a Gleneagles. In entrambi i casi ha giocato l’ultimo giro con il fratello. Sembra quasi che la sfida in famiglia galvanizzi il suo swing. D’altra parte Francesco ed Edoardo in coppia hanno conquistato la vetta del mondo nella World Cup disputata lo scorso novembre sui green cinesi di Mission Hills. I tifosi britannici, quelli con il palato più fino riguardo al golf, hanno adottato i due italians che, nonostante la loro immensa classe, rappresentano pur sempre una sorta di terzo mondo golfistico rispetto a quello anglosassone. Eppure i giornali e i tifosi inglesi, se contestano qualche scelta a Montgomerie non è quella di aver selezionato i due fratelli d’Italia, quanto di aver chiamato l’irlandese Pedraig Harrington, preferito agli inglesi Paul Casey e Justin Rose.

Marco Dal Fior © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Ciclismo

Tennis

Gilbert ok Bratislava vuole il Giro

Schiavone, debutto ok all’Us Open

Vuelta, terza tappa: il belga Philippe GIlbert, tra i favoriti del Mondiale di Melbourne (3 ottobre), vince a Malaga (dopo 157.3 km) precedendo nel breve strappo finale Rodriguez, Anton e Nibali. Gilbert strappa così la maglia rossa di leader a Cavendish. Andy Schleck, in ritardo di 15’, è già fuori classifica. Bratislava, capitale della Slovacchia, è interessata a ospitare il Giro d'Italia 2012. BASKET — Mondiali in Turchia, prima fase, 3ª giornata. Vittoria degli Usa sul Brasile 70-68, Slovenia-Croazia 91-84, Australia-Germania 78-43, Serbia-Giordania 112-69, Angola-Argentina 70-91.

NEW YORK — Ottimo debutto delle azzurre all’Open Usa. La campionessa di Parigi Francesca Schiavone, che a New York sta giocando il 41˚ Slam della carriera, ha lasciato un game alla giapponese Morita (6-1, 6-0) e al secondo turno affronterà in un derby italiano la Camerin (6-4, 6-0 alla Ferguson). Alla Errani la sfida tutta nostrana con la Garbin (7-6, 7-5). Esordio senza problemi anche per la campionessa in carica, la belga Kim Clijsters: 6-0, 7-5 all’ungherese Arn. Avanzano le teste di serie Davjdenko, Cilic, Ferrero e Roddick.

Il coach dei record Missionario irlandese trapiantato in Kenia, è l’artefice del successo di Rudisha

O’Connell, la leggenda del santo allenatore RIETI — Sulla pista dei miracoli, appena riscritta la storia degli 800 metri David Rudisha, il masai che in una settimana ha doppiato il record mondiale (1’41’’09 a Berlino, 1’41’’01 a Rieti), si ferma ad abbracciare un omino con gli occhiali da vista e un improbabile cappello da pescatore. Quell’uomo è una leggenda dell’atletica e per la prima volta da quando si è messo a insegnare i segreti della corsa a una pattuglia infinita di corridori della Rift Valley ha lasciato il San Patrick College di Iten per star vicino a un suo allievo. Padre Colm O’Connell, 60enne missionario irlandese che nel ’76 fu mandato in quella scuola cattolica a 2000 metri di quota per insegnare geografia, non ce l’ha fatta a seguire da lontano il suo gioiello: «Avevamo pianificato l’assalto al record e non potevo lasciarlo solo in questa splendida avventura». Parla come farebbe un parroco di campagna ai fedeli: «Arrivai in Kenia fresco di studi seminaristici, avevo 26 anni quando mi dissero che la missione di Iten sarebbe diventata la mia casa. Allora l’atletica la

potevo conoscere come la conosce qualsiasi irlandese appassionato di sport, il mio interesse a quel tempo era soprattutto per il calcio». Poi la chiamata del Signore: «La scuola si stava preparando a partecipare a una competizione nazionale. I ragazzi erano allenati da Peter Foster, il fratello di Brendan (grande mezzofondista britannico, ndr) e da un certo Norman Thomson, un volontario del corpo di pace che arrivava dal Wisconsin. Mi trovai per caso a dargli una mano e Peter ebbe la bella idea di affidarmi la continuità del suo programma di allenamento». Inizia così la leggenda del missionario talent scout: «Mi facevo spedire da casa tutto il materiale possibile sulle tecniche di allenamento e sulla teoria della corsa. E un po’ sui libri, un po’

Gli allievi famosi Padre Colm, da autodidatta, ha portato al successo anche Rono, Kipketer, Boit e Hussein

guardando i ragazzi al lavoro, mi sono costruito una personalissima cultura nel campo». Oggi la lista dei graduati al Saint Patrick’s College con un passato da grandi atleti è impressionante: il primo fu Peter Rono, oro a Seul sugli 800, quindi Wilson Kipketer, il re fatto scendere dal trono proprio da Rudisha, Wilson Boit-Kipeketer, campione e primatista mondiale dei 3000 siepi, Ibrahim Hussein, tre volte vincitore della maratona di Boston. Tutti cresciuti da padre O’Connell, ospitati nel miniappartamento alle spalle della canonica, educati a una carriera che non doveva essere fatta solo di tempi e primati: «Non ci sono segreti, se non una strada di polvere, il talento di questi ragazzi, l’altitudine e la fede in loro stessi. Sono nati per correre, ma per arrivare in alto devono faticare come gli altri». Il futuro si chiama Rudisha: «Un figlio, come tutti gli altri. Ma ha qualcosa in più: ecco perché sarà il primo uomo a correre gli 800 in 100 secondi...».

Festa Padre O’Connel con Rudisha

Valerio Vecchiarelli © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Martedì 31 Agosto 2010 Corriere della Sera

Grazie Signore per averci dato come marito e padre un uomo straordinario

ing. Claudio Rossi Con immenso dolore ne annunciano la scomparsa la moglie Rachele, i figli Raffaella con Riccardo Margherita e Francesco, Alberto, Virginia con Rachele e Alessandro e i fratelli Evelina e Mario con le loro famiglie.- Un particolare ringraziamento al dottore Guido Moreo, al professore Luca Baldini e al personale sanitario del reparto ematologia del Policlinico di Milano.- I funerali si terranno nella Basilica di San Marco in Milano.- Per informazioni su data e orario cerimonia si prega telefonare al n. 02.32867. - Milano, 30 agosto 2010. Partecipano al lutto: r Cristina Battistella Piccione e i figli. r Angelo e Maria Rosa Pisoni. Alberto Progida, Vincenzo, Chicco, Beatrice con Stefania, Enrica e Malcolm e tutti i bimbi si uniscono in un abbraccio tenero e affettuoso alla zia e ai loro cari cugini Raffaella, Alberto e Virginia per la tragica perdita del loro tanto amato e indimenticabile papà

Claudio ..."e basta!". - Padova, 30 agosto 2010. I tuoi nipoti Margherita, Francesco, Rachele e Alessandro porteranno sempre il ricordo e l'esempio di un uomo buono e coraggioso.- Ciao

nonno Claudio ti abbracciamo con lo stesso amore che ci hai sempre dato. - Milano, 30 agosto 2010.

Daniela, Paolo, Giorgio e Muriel abbracciano con tutto il loro affetto Virginia ed i suoi cari e si uniscono al loro dolore per la perdita dell'adorato papà

Claudio Rossi - Milano, 30 agosto 2010. Partecipano al lutto: r Elio e Lilli Hassan. r Franca Corinaldesi. r Salvatore Daviddi. Caro

Claudio non scorderemo mai il tuo sorriso, i tuoi modi gentili, la tua rettitudine, la battuta sempre pronta e la dedizione nel sostenere chi ti stava accanto.- Un abbraccio forte a Rachele, Raffaella, Alberto e Virginia.- Lele e Ludovica, Paolo e Patrizia, Alessandro e Cristina. - Milano, 30 agosto 2010. Partecipano al lutto: r Francesco e Paola Bruno. Marcello, Laura, Caterina e Federico abbracciano Virginia e famiglia nel ricordo del papà

Claudio Rossi

Ciao

Claudio E' dura sentire che l'amico di una vita se ne va.Pino. - Milano, 30 agosto 2010. Pensiamo e siamo vicini a Rachele e alla famiglia per la scomparsa di

Claudio Rossi Grazie per una lunga e bellissima amicizia.- La famiglia Widegren. - Milano, 30 agosto 2010.

In questo momento difficile pensiamo a Rachele e alla sua famiglia.- Gli amici della Cavotec. - Milano, 30 agosto 2010. Edgardo, Margherita, Andrea, Alberto e Cara profondamente addolorati partecipano affettuosamente al dolore di Rachele, Raffaella, Virginia e Alberto per la scomparsa di

Giorgio, Armando, Claudio e le loro famiglie sono vicini alla zia Raffaella e a tutta la famiglia per la scomparsa del papà

ing. Claudio Rossi Un caldo abbraccio. - Milano, 30 agosto 2010. Cesare Valli e famiglia sono vicini a Rachele, Raffaella, Riccardo, e tutti i famigliari per la scomparsa del

dott. Claudio Rossi che ricorderemo sempre per la sua simpatia, arguzia, voglia di vivere e sperimentare cose nuove. - Milano, 30 agosto 2010. Sandro, Astrid ed Alice con Marco, Paolo e Renato con le loro consorti e i loro figli hanno il grande dolore di annunciare la morte di

Antonella Casana

- Milano, 30 agosto 2010. Caro

Claudio non sarà facile dimenticare un amico intelligente, arguto e con un grande senso dell'ironia e dell'amicizia come te.- Un abbraccio a Rachele, Raffaella, Alberto e Virginia da Mariuccia ed Eraldo. - Milano, 30 agosto 2010. Enrica e Ugo, con Manuela e Carlo, partecipano commossi al grande dolore di Rachele, Raffaella, Alberto e Virginia per la scomparsa del carissimo

Claudio Ci sentiamo fieri di aver goduto per tanti anni della sua sincera amicizia e per sempre serberemo il ricordo delle lunghe chiaccherate, dei reciproci pensieri, dei suoi saggi consigli e delle sue battute salaci. - Milano, 30 agosto 2010. Partecipano al lutto: r Roberto e Gabriella Foiadelli. r Giancarlo e Gabriella Silva Gonfalonieri. r Letizia e Vitaliano Binelli Crivelli. r Sergio e Marina Pavan. Pino e Rina Lai con Roberta e Cristina sono vicini con affetto a Rachele, Raffaella, Alberto e Virginia e si uniscono al loro dolore per la scomparsa del caro amico

Claudio

sei stato il nostro più grande amico.- Granduca ti abbiamo voluto bene come ad un fratello e ti ricorderemo sempre.- Rita ed il capitano con Gian Nando, Patrizia, Paola e famiglie. - Milano, 30 agosto 2010. Partecipano al lutto: r Marina Vignetta. r Lia Abbiati. Elisabetta e Franci con tutti i loro cari abbracciano Raffaella e la splendida famiglia che

Claudio ha saputo creare con affetto, onestà e spirito libero.- Proprio come la sua vita. - Milano, 30 agosto 2010.

Claudio Caro "granduca", Borletti è sempre al posto di manovra.- Vittorio. - Milano, 30 agosto 2010. Sergio, Cristina, Margherita e Benedetta Cariati sono vicini a Rachele, Alberto, Raffaella e Virginia per la perdita del caro

Claudio - Milano, 30 agosto 2010.

figura straordinaria, uomo limpido e sincero, grande e vero amico, e stringono in un commosso affettuoso abbraccio Rachele, Raffaella, Alberto, Virginia e i loro familiari. - Milano, 30 agosto 2010. Gianni, Olga, Alessandro e Francesco si stringono affettuosamente ai familiari e alla cara Raffaella per la perdita di

Claudio Rossi - Torino, 30 agosto 2010. Partecipano al dolore di Raffaella e famiglia per la perdita di

Claudio Rossi Giorgio e Maria Evelina, Marco e Betta, Roberto e Nadia, Roberta e Mino. - Torino, 30 agosto 2010. Silvana Spadafora, Alessandra, Vanni e i nipoti sono affettuosamente vicini a Raffaella e Riccardo per la scomparsa dell'amato padre

Antonella - Corsico, 30 agosto 2010. Prendono parte al grande dolore di Sandro, Astrid, Alice, Paolo e Renato per la immatura scomparsa di

Antonella Casana Stefano e Giovanna Sioli Legnani e figli, Mania Hruska. - Bussero, 30 agosto 2010. Gustavo e Carla, Gabriele Enrica e Giovanna sono vicini a Sandro, Silvia e famiglia nel dolore per la scomparsa di

Antonella - Milano, 30 agosto 2010. Lucilla e Fulvio piangono con infinito dolore

Antonella amica preziosa e insostituibile per le qualità di gusto e di cuore. - Milano, 30 agosto 2010. Roberta e Nick, Rosella e Enrico abbracciano con grande affetto il caro amico Sandro per la scomparsa dell'amatissima figlia

Antonella e partecipano al dolore di Sylvia e di tutti i familiari. - Grosseto, 30 agosto 2010.

ing. Claudio Rossi - Milano, 30 agosto 2010. Al nostro caro amico

Claudio con cui abbiamo passato momenti splendidi, al "granduca" che non dimenticheremo mai, al "pellegrino" che ci ha fatto riflettere sul senso della vita, buon viaggio!- Il grossista, Silvana con Manuela, Fabio e Dario sono vicini a Rachele, Raffaella, Alberto e Virginia con tutto il loro affetto. - Forte dei Marmi, 30 agosto 2010. Ciao

Claudio capitano di mille battaglie, sei stato un faro prezioso, che mi ha guidato nell'uscire dai porti noti e dato lo stimolo per affrontare il mare aperto.Grazie, il tuo passaggio sulla terra ha lasciato un segno e rimarrai per sempre nel cuore di tutti noi.- Fabio e Vittoria. - Milano, 30 agosto 2010.

e ne ricordano con rimpianto le grandissime doti umane. - Milano, 30 agosto 2010. Silvia, Pancho, Maria, Arturo e Martina, affranti piangono la prematura scomparsa di

Antonella e si stringono ad Astrid e famiglia nel dolore. - Milano, 30 agosto 2010. Emanuela Recchi con nel cuore il ricordo incancellabile dei tanti momenti sereni di una lunga profonda amicizia, partecipa commossa al grande dolore di Alice, di Marco e di tutta la famiglia per la perdita di

Antonella Casana - Torino, 30 agosto 2010. Cara

Antonella

- Milano, 30 agosto 2010.

ti abbiamo visto crescere ed affermarti nella vita ed ora piangiamo la tua drammatica prematura scomparsa, partecipando con vecchia amicizia al grande dolore di tutta la tua famiglia!- Gigi e Pucci, Piero e Francesca, Paola, Mila. - Saronno, 30 agosto 2010.

Cristina, Franco, Caterina, Emanuele partecipano con tristezza al dolore di Rachele, Raffaella, Alberto, Virginia per la scomparsa di

Gianco e Bona Boniello con Ilario e Margherita, Matilde e Luigi, Anna sono vicini a Alice, Sandro, Astrid, Paolo e Renato nel ricordo di

Claudio Rossi

Claudio

Antonella

"e basta". - Milano, 30 agosto 2010.

- Milano, 31 agosto 2010.

Angelo, Dada e Francesco addolorati si stringono affettuosamente a Rachele e famiglia per la perdita del caro amico

Luigi e Matilde Vitale con grande affetto abbracciano Paolo nel ricordo di

Claudio

Antonella - Milano, 31 agosto 2010.

- Milano, 30 agosto 2010. Pierluigi, Eleonora, Enrico, Chiara sono affettuosamente vicini a Raffaella e famiglia in questo momento di profondo dolore per la perdita del padre

ing. Claudio Rossi - Milano, 30 agosto 2010.

- Milano, 30 agosto 2010.

Francesca è vicina ad Alberto nel suo grande dolore per la scomparsa del padre

gli zii Lia, Natalina, Lina Ramonda e Miro, Bertilla Ramonda e Bruno, Ginetta Ramonda e Giovanni, Beppe Ramonda e Tiziana, unitamente ai nipoti, cugini e parenti tutti. - Alte Ceccato, 31 agosto 2010. La direzione e i collaboratori del gruppo Fratelli Ganassin S.p.A. partecipano con profondo cordoglio alla prematura scomparsa del caro

prof. Gianfranco Montanari - Milano, 30 agosto 2010. Francesco e Anna Rocco con Bernardo e Giorgia, partecipano commossi al grande dolore del carissimo Emanuele per la perdita del padre

prof. Gianfranco Montanari

Claudio Profondamente commossi partecipiamo al dolore della famiglia Rossi per la perdita di

Claudio persona straordinaria che ha lasciato un segno profondo nei nostri cuori.- Con affetto Alessandra e Michele. - Milano, 30 agosto 2010. Partecipiamo al grande dolore di Raffaella, Ricky e famiglia per la grave perdita del caro papà

Claudio Caterina e Giorgio Calabrese. - Asti, 30 agosto 2010. Tutti gli amici del Rotary Club Milano Sud Est si stringono con affetto alla famiglia di

Claudio Rossi per la sua improvvisa scomparsa. - Milano, 30 agosto 2010. Massimo e Fabio Moretti stringono in un affettuoso abbraccio l'amica Virginia e i piccoli Rachele ed Alessandro in questo momento di dolore per la perdita del loro amato

Claudio Rossi - Milano, 30 agosto 2010. Giovina e Laura, Monica e Beppe si stringono in un forte abbraccio a Virginia e a tutta la famiglia per la grande perdita del caro

Claudio Rossi - Milano, 30 agosto 2010.

Antonella sempre vivi rimarranno la Maremma, Regenbock e i tanti momenti passati insieme sul tuo terrazzo.- Franco Claudia Clara Francesco. - Milano, 30 agosto 2010. Luisa, con la mamma, è vicina alla famiglia nel dolore per la perdita della carissima

Antonella - Milano, 30 agosto 2010. Cristina Mondadori e Mario Gallini sono vicini con tutto il loro affetto e amicizia a Sandro per la perdita dell'amata figlia

Antonella Casana - Ramatuelle, 30 agosto 2010. I condomini di via Senato n. 34 Milano insieme all'amministratore prendono viva parte con sentito cordoglio al dolore della famiglia per la scomparsa della

sig.ra Antonella Casana - Milano, 30 agosto 2010. È mancata all'affetto dei suoi cari

Maria Vittoria (Mariuccina) Riboni Brioschi Ne danno il triste annuncio il marito Tino, il figlio Mario con Nadia, Giulia e Filippo e la nipote Lia.Per il giorno e l'ora dei funerali si prega contattare l'Impresa San Siro al numero 02.32867. - Milano, 30 agosto 2010. Paolo e Guido sono vicini a Tino, Mario e Lia nel ricordo di

Maria Vittoria (Mariuccina) Riboni Brioschi - Milano, 30 agosto 2010. ra

La famiglia Panzeri ricorda con affetto la signo-

Franca Ceccardi e partecipa vivamente al dolore dei figli. - Biassono, 30 agosto 2010.

dott. Lucio

Fulvio ed Antonella Colombo sono vicini con affetto all'amico Emanuele per la perdita del padre

prof. Gianfranco Montanari

- Milano, 30 agosto 2010.

La direzione ed i dipendenti della ditta Deimos SpA partecipano al cordoglio per la scomparsa del

Giulio e Grazia Castelli sono vicini con particolare affetto e commozione al professor Emanuele nel momento di suo grande dolore per la perdita del papà professor

- Malo, 31 agosto 2010.

Gianfranco Montanari - Milano, 30 agosto 2010.

Giorgio Rocco, profondamente addolorato, è affettuosamente vicino alla mamma Maria e a tutta la grande famiglia Ramonda per la scomparsa del caro

Caro Manuel, ti sono vicino in questo momento di dolore in cui una parte importante della tua vita si è spenta.- Ricordo tuo padre

dott. Lucio Ganassin

prof. Gianfranco Montanari

- Milano, 30 agosto 2010. Partecipa al lutto: r Fosca Monica Montibelli. Lo Studio Rocco & Associati partecipa al dolore della mamma signora Maria Ramonda e della famiglia per la scomparsa del loro caro

dott. Lucio Ganassin - Milano, 30 agosto 2010. Partecipano al lutto: r Andrea Mariani. r Barbara Premoli. r Michela Rocco. r Gabriella Tagliabue. Marco Sironi e famiglia partecipano al grande dolore della mamma Maria, della moglie, dei figli e dei fratelli per la scomparsa del loro caro

dott. Lucio Ganassin - Milano, 30 agosto 2010. Giordano, Manlio e gli Zucchi tutti sono vicini alla mamma Maria e alla famiglia Ramonda per l'improvvisa perdita del

dott. Lucio Ganassin - Rescaldina, 30 agosto 2010. Partecipano al lutto: r Vincenzo Zucchi S.p.A. r Antonio Bussolati. r Claudio Corati. r Giovanni Axerio. r Paolo Maspero. Giorgio, Paolo, Alberto, Pietro, Maria e Giovanni, con l'affetto di Giusy, Roberta, Rossella, Cecile e zia Angela annunciano la scomparsa del loro caro papà

Camillo (Millo) Rusconi che dopo solo pochi mesi riabbraccia la sua adorata Chicca.- Le esequie si terranno in Lecco, giovedì 2 settembre 2010 alle ore 10.45 presso la Basilica di San Nicolò. - Lecco, 31 agosto 2010. Partecipano al lutto: r Piero, Antonia, Giuseppe, Francesco e Federica Gualteroni. r Aronne, Regina e Wilma Anghileri. r Beatrice e Osvaldo Cariboni. r Amelia e Nicolò Cariboni. Benedetta, Ludovica, Camillo, Amedeo, Giovanni, Margherita, Chiara, Allegra, Nicolò, Juliette, Léonard e Clementina, col pensiero di avere nuovamente insieme i loro angeli custodi, salutano il loro nonno

Camillo (Millo) Rusconi

con i collaboratori tutti della unità di ortopedia e traumatologia dell'Ospedale San Paolo di Milano.- Luca Pietrogrande. - Milano, 30 agosto 2010. Il personale della Clinica Urologica III dell'ospedale San Paolo di Milano si stringe con affetto al proprio direttore, professore Emanuele Montanari, per la perdita del caro padre

professore

Gianfranco Montanari - Milano, 30 agosto 2010. La Società Italiana di Urologia partecipa al dolore del professor Emanuele Montanari per la perdita del caro padre

Gianfranco Montanari - Roma, 30 agosto 2010. Enrico Opocher unitamente a tutti i colleghi della chirurgia II dell'Ospedale San Paolo si stringe affettuosamente all'amico Emanuele per la perdita dell'adorato padre

prof. Gianfranco Montanari - Milano, 30 agosto 2010. Michela e Fernando Stuccillo sono vicini con affetto al professore Emanuele Montanari per la perdita del padre

prof. Gianfranco Montanari - Milano, 30 agosto 2010. È volato in cielo un angelo dopo tante sofferenze

Massimo Pozzi Lo annunciano l'adorata moglie, le cognate, i nipoti e i parenti tutti.- I funerali martedì 31 agosto alle ore 15 in Abbiategrasso nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù (viale Mazzini, 83). - Abbiategrasso, 31 agosto 2010. Partecipano al lutto: r Piero Lattuada. r Orlando Porfiri. r Carlo Landriani. r Sandro e Rosamaria Bertoia. r Franco Solano. I soci del Rotary Club Abbiategrasso, affranti e sgomenti, partecipano al dolore della cara signora Ileana e dei parenti tutti per l'improvvisa scomparsa del carissimo amico, consigliere e storico prefetto, Paul Harris

Massimo Pozzi - Abbiategrasso, 30 agosto 2010. Gabriella con i figli e i nipoti ricorderà sempre il caro

Massimo

- Lecco, 31 agosto 2010. Elena e Rosa sono vicine a tutta la famiglia per la perdita del signor

Camillo (Millo) Rusconi che oggi è tornato accanto alla signora Chicca. - Lecco, 31 agosto 2010. Il consiglio di amministrazione e i dipendenti tutti della Otomec Srl piangono la scomparsa del loro presidente

Camillo (Millo) Rusconi e sono vicini alla famiglia tutta. - Lecco, 31 agosto 2010. Il consiglio di amministrazione e i dipendenti tutti della Metallurgica Rusconi Srl piangono la scomparsa del loro presidente

Camillo (Millo) Rusconi e sono vicini alla famiglia tutta. - Lecco, 31 agosto 2010. Angelamaria affettuosamente vicina a Giorgio, Paolo, Alberto, Pietro, Maria e Giovanni, partecipa al loro dolore nel ricordo del papà

Camillo Rusconi - Lecco, 31 agosto 2010. Antonio, Simona, Carlo, Antonella, Angelo e Marie, commossi, partecipano con fraterno affetto al dolore dei figli per la scomparsa di

Camillo Rusconi - Lecco, 31 agosto 2010. È mancato all'affetto dei suoi cari

Iain McAllister stringendoci a te per un ultimo abbraccio, ti salutiamo.- La moglie, i figli e i nipoti.- I funerali si svolgeranno mercoledì 1 settembre nella parrocchia di San Giuseppe della Pace.- Per l'ora telefonare al n. 0226119999. - Milano, 30 agosto 2010. Partecipano al lutto: r Marta e Maria Grazia Montrezza.

uomo semplice e generoso con tutti. - Abbiategrasso, 31 agosto 2010. I nipoti Giancarlo con Lilo Laura ed Annalisa, Maria Grazia, Giacomo con Maria Carla, con la loro mamma Attilia si stringono con affetto a zia Ileana nel profondo dolore per la perdita del carissimo

zio Massimo - Gazzada Schianno, 30 agosto 2010. Carla, Barbara e Alessandra, Guido e Maurizio, Cesare e Davide annunciano con dolore la scomparsa di

Antonio (Toni) Fridel - Rovereto, 29 agosto 2010. Emilio e Velia Garavoglia, cui si uniscono Marco e Carla, partecipano commossi al dolore della famiglia per la scomparsa dell'

ing. Antonio Fridel - Milano, 30 agosto 2010. Gli amici Luisa Alè, Andreina Piero e Pinuccia Balossini, Laura Canevari, Costanza Parenti sono particolarmente vicini a Carla e famiglia per la repentina dipartita del caro

Antonio (Toni) - Milano, 30 agosto 2010. Ciao

Antonio amico di una vita.- Carla, Mario e Stefano. - Milano, 30 agosto 2010.

Il presidente Stefano D'Amico, il consiglio direttivo, i soci del Registro Italiano Alfa Romeo partecipano al dolore della famiglia e del Lancia Club per la scomparsa del caro grande amico

Giuseppe (Pupo) Sala Dopo lungo cammino terreno è serenamente mancato nel conforto della fede il carissimo zio

Anche da lassù continuerai a seguire l'Inter insieme a noi cara zia

Lo ricordano i nipoti Guido con Cristiana Stefano e Francesca, Marco con Carla Maria. - Milano, 29 agosto 2010.

Vilma Locatelli Ti vogliamo bene.- Massimo, Claudia, Cristina, Emanuele. - Milano, 31 agosto 2010.

Vilma Locatelli Sarai sempre nel mio cuore.- Tuo nipote Gianluca. - Milano, 31 agosto 2010.

- Arese, 30 agosto 2010.

Enrico Santandrea Lo Studio Ferrari Papetti Francapi con le collaboratrici si uniscono al dolore della famiglia per la scomparsa di

Pierangela Toni Ti ricorderemo sempre con grande affetto. - Milano, 30 agosto 2010. F.C. Internazionale si stringe con affetto a Nicola nel dolore per la scomparsa della sua cara mamma

Ciao

Vilma la tua gioia di vivere sarà sempre nei nostri cuori, ci stringiamo ai tuoi cari.- Alberto Giorgio Elena Pagliacci con le rispettive famiglie. - Milano, 30 agosto 2010. E' mancato all'affetto dei suoi cari

Livio Ghioni Lo annunciano la moglie Janine, il figlio Gerry, i nipoti Guido Bombarda con Rita, Elena e Federica.- I funerali avranno luogo martedì 31 agosto alle ore 10 partendo dall'abitazione di Cormano, via Battisti 22. - Cormano, 30 agosto 2010. Gli amici di sempre Edo Zanaboni, Carlo Giacomini uniti nel gioco e nella profonda amicizia si stringono affettuosamente a Janine e Gerry per la scomparsa dell'amico indimenticabile

Livio Ghioni - Milano, 30 agosto 2010.

Amoia Consiglia - Milano, 30 agosto 2010. Marco e Andrea Camparada, con Paola e Margherita, si stringono con affetto a tutta la famiglia Mora per la perdita della cara signora

Gemma Tosi Mora - Monza, 31 agosto 2010.

Bianca D'Atri La ricordano con grande affetto il figlio Pasquale, la nuora Vanda e i nipoti Francesco e Elisa. - Corsico, 30 agosto 2010. L'agenzia Casiraghi Greco ricorda il papà di Daniela

Dino Greco con tanto affetto. - Milano, 31 agosto 2010.

Carlo Giacomini unitamente a tutti i collaboratori dello studio ed in special modo Benita Concetta e Preziosa vuole ricordare con affetto l'umanità e la bontà del

geom. Livio Ghioni per tanti anni apprezzato professionista ed amico dello Studio Giacomini. - Milano, 30 agosto 2010. Addio

Giovanni (Gianni) Gilardi caro e insostituibile amico.- Pino, Pinù, Veronica con Saverio e Stefano.- Abbracciamo forte Grazia, Max con Myfanwy e Roberta. - Milano, 30 agosto 2010. Partecipano al lutto: r Renzo e Laura Bonadei e famiglia. I soci ed i collaboratori di Xprit Srl partecipano affettuosamente al dolore di Roberta e Massimiliano per la scomparsa del loro papà

Giovanni Gilardi

Da cinquant'anni ci ha lasciato, appena sessantenne, il

gr. uff. dott. Raul Martini uomo di attento e limpido ingegno e di ineguagliabile cultura.- Raggiunto, per il suo tenace lavoro, il vertice del Credito Italiano, mantenne intatta la propria innata modestia.- Memore delle ristrettezze della sua studiosa giovinezza in Alessandria d'Egitto, fu sempre aperto alla più partecipe generosità.- Le asprezze, tutte livornesi, del suo carattere si addolcivano davanti al pianto di un bimbo e alle sofferenze di chi gli passasse accanto.- Ci rimarrai sempre vicino, assieme alla mamma e alla Pupa, che da poco vi ha raggiunti.- Luciano con Lisa, Luca e Alessandro. - Breuil (Aosta), 31 agosto 2010. 1992 - 2010 "Vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia.- In quel giorno non mi domanderete più nulla". (Giovanni 16, 22-23) Nel diciottesimo anniversario di

Dina Scagliotti Andrini

- Milano, 30 agosto 2010. Senza parole e tanta rabbia per quel crudele strappo che ci ha portato via la tua grande umanità, la tua ironia, la tua simpatia speciale da uomo moderno d'altri tempi.- Ciao Pino.- Un grande abbraccio alla famiglia di

Giuseppe Caliandro e ai tuoi affetti da parte dei tanti amici e colleghi della promozione Mediaset di Milano. - Milano Due, 30 agosto 2010. Gli amici e colleghi di Canale 5 si stringono alla famiglia per l'improvvisa e prematura scomparsa di

Giuseppe Caliandro - Cologno Monzese, 30 agosto 2010.

ricordiamo la nostra amata mamma, insieme a papà Angelo.- Con loro, va il nostro cuore agli zii Renzo, Irma, Emma Andrini e Mario Scagliotti che da poco li hanno raggiunti.- Lalla, Popy, zia Irene e Rosanna. - Milano, 31 agosto 2010. 1898 - 1955

Prof. Vincenzo Accardi direttore della clinica oculistica di Modena e di Palermo, membro del Comitato di Liberazione nazionale nella Seconda Guerra Mondiale creatore della città di Modena libera, città ospedale senza conflitti poi disattesi.- Il figlio Antonio ricorda. - Campobello di Mazara, 31 agosto 2010. 2004 - 2010

Angela Pagot l'angelo custode che ci ha permesso di realizzare i nostri sogni ci ha lasciato.- Restano il ricordo del suo dolce sorriso che ancora ci accompagna nella memoria, il suo amore per i figli Gi e Marco e il nipote Stefano.- Il suo affetto per tutti quelli che con lei hanno amato prima e dopo di noi ameranno i nostri e i suoi sogni.- E un pensiero speciale per Adele, Carla, Nadeya e per tutti i nipoti, parenti e amici.- I funerali si svolgeranno oggi 31 agosto alle ore 11 presso la Basilica San Babila, Milano corso Venezia 2/a.- Con eterna gratitudine Marco e Gi. - Milano, 31 agosto 2010.

Paolo Testadura Ci ha lasciato andandosene improvvisamente, dopo una lunga lotta contro la malattia.- Ne danno il triste annuncio la moglie Gabriella, la figlia Martina, e la mamma.- La camera ardente sarà allestita oggi 31 agosto presso l'ospedale IFO Istituti Fisioterapici Ospitalieri San Raffaele in Roma, dalle 11 alle 16.- I funerali si terranno mercoledì 1 settembre alle ore 11 presso la chiesa di Sant'Atanasio in via Achille Benedetti. - Roma, 31 agosto 2010.

Marcelo Ravoni Ti pensiamo sempre e ci manchi tanto.- Coleta, Rosana, Alejandro e Massimo. - Milano, 31 agosto 2010. La famiglia ricorda con immutato affetto

Renzo Melani - Milano, 31 agosto 2010.

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La segreteria della UIL - Unione Italiana del Lavoro di Milano e della Lombardia esprime il proprio cordoglio per l'immatura scomparsa del compagno

L'INVIO DI UN FAX DEVE ESSERE ACCOMPAGNATO DA COPIA DI UN DOCUMENTO DI IDENTITÀ

Mario Savy

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segretario dell'UNIAT - Unione Nazionale Inquilini Ambiente e Territorio e ne ricorda il prezioso e costante appassionato impegno in difesa dei lavoratori e dei pensionati. - Milano, 30 agosto 2010. Alle ore 8.15 del 30 agosto ha raggiunto in cielo il suo adorato Alessandro

Telefono Necrologie

E’ POSSIBILE ANCHE IL PAGAMENTO CON CARTA DI CREDITO NON SI ACCETTANO CHIAMATE DAI CELLULARI

Mario Tolomei di 73 anni.- Ne danno il triste annuncio la moglie Anna, il figlio Alberto, la nuora Elisabetta e le nipotine Giorgia e Vittoria.- I funerali si terranno il 1 settembre alle ore 14 a Trezzano sul Naviglio presso la parrocchia Sant'Ambrogio in via Rimembranze, 1. - Trezzano sul Naviglio, 30 agosto 2010.

ONORANZE FUNEBRI

È mancata all'affetto dei suoi cari

Ernestina Parmigiani dopo una lunga malattia.- Ne dà il triste annuncio il figlio Pietro.- Si ritiene di ringraziare il dottor Caravaggi nonché il personale medico e infermieristico della Clinica Capitanio per la premurosa assistenza prestata.- Per data e orario del funerale contattare il n. 025513027 onoranze funebri Fusetti. - Milano, 30 agosto 2010. Partecipiamo con tanto affetto al grande dolore di Rosy e Monica, per la scomparsa del caro

Stallergenes Italia si unisce al cordoglio di Lorena per l'improvvisa scomparsa del caro

Armando, Mariagrazia, Mario con Diana, Mariasole. - Milano, 30 agosto 2010.

- Milano, 30 agosto 2010.

Rosanna Canepari Vido

Vilma Locatelli

Partecipano al lutto: r Lilli ed Elio Hassan. r Franca Corinaldesi.

Giuseppe Allaria

È mancata all'affetto dei suoi cari La cerimonia funebre si terrà mercoledì 1 settembre alle ore 11 presso la parrocchia di San Pietro in Sala di piazza Wagner, Milano.- La famiglia intera. - Milano, 30 agosto 2010.

Cara zia, tu sei stata un mio grande amore e sempre lo sarai.- Il mio cielo da oggi è ancora più luminoso.- Ti voglio bene.- Il tuo Roberto (Popi).Anche Barbara, Emanuele e Francesco non ti dimenticheranno mai. - Milano, 31 agosto 2010.

prof. Gianfranco Montanari - Milano, 30 agosto 2010.

- Alte Ceccato, 31 agosto 2010.

dott. Lucio Ganassin

"Quanti amori conquistano il cielo, perle d'oro nell'immensità."

- Milano, 30 agosto 2010. Natalia Aspesi e Antonio Sirtori sono vicini al caro amico Emanuele che ha perduto il papà

prof. Gianfranco Montanari

Claudio

- Milano, 30 agosto 2010.

Partecipano al lutto: r Stefania Borgonovo e famiglia.

dott. Lucio

Chicco ed Alessandra Montorsi sono affettuosamente vicini all'amico Emanuele per la scomparsa del suo amatissimo papà

dott. Lucio

Caro

Angelo e Mara con Federica e Donatella e le loro famiglie ricorderanno per sempre il carissimo e abbracciano forte Rachele, Raffaella, Alberto, Virginia e i loro cari. - Segrate, 30 agosto 2010.

Partecipano addolorati all'immenso dolore della famiglia per la perdita del caro

Partecipa al lutto: r Luca Schubert.

Amelia Bastagli con tutti i colleghi della chirurgia III dell'Ospedale San Paolo è vicina all'amico Emanuele nel momento di dolore per la perdita del padre

Letizia, Edoardo abbracciano forte forte Margi nel dolore per la perdita del nonno

Claudio

i fratelli Marisa e Roberto con le rispettive famiglie ricorderanno sempre il suo sorriso, il suo coraggio e la sua voglia di vivere e saranno sempre vicini ad Alberto e Beppe. - Milano, 31 agosto 2010.

- Milano, 30 agosto 2010.

Antonella Casana

Claudio

che rimarrà sempre nella nostra memoria.- Gabriella, Furio, Cristina con Daniele e Andrea. - Milano, 29 agosto 2010.

La direzione e i collaboratori del gruppo Sorelle Ramonda S.p.A. prendono parte con dolore al lutto della famiglia per la prematura scomparsa del caro

dott. ing. Claudio Rossi

- Milano, 30 agosto 2010.

di 55 anni.- Ne danno il triste annuncio la moglie Antonia, i figli Giulia e Filippo, la mamma Maria, i fratelli Ketty con Maurizio, Elisabetta con Giorgio, Cesare con Mariarosa, Mario con Francesca, la suocera Angelina, la cognata Teresa con Michele e parenti tutti.- I funerali avranno luogo martedì 31 agosto 2010 alle ore 16 presso la chiesa parrocchiale di Onè di Fonte (TV).- Dopo il rito religioso la salma verrà tumulata nella tomba di famiglia nel cimitero di Rosà.- Non fiori ma eventuali offerte saranno devolute al C.R.O. Centro di Riferimento Oncologico di Aviano per la ricerca.- Si ringrazia fin d'ora quanti vorranno partecipare alla cerimonia. - Onè di Fonte, 31 agosto 2010.

Elsa, Dario Parini sono vicini nel dolore a Renato, Alice e famiglia per la immatura scomparsa di

ing. Claudio Rossi

Partecipano al lutto: r Giorgio e Vera Panelli.

Elena Farassino con Livia e Matteo con grande affetto è vicina alla cara amica Rachele e ai figli Raffaella, Virginia e Alberto per la perdita di un amico indimenticabile

Vilma Locatelli

Le sedi di Bassano del Grappa, Belluno, Gorizia, Onè di Fonte, Rovigo e Vicenza. - Onè di Fonte, 31 agosto 2010.

Gibi e Bona Borromeo con i figli Vitaliano e Federico partecipano con grande commozione al profondo dolore di Sandro, Astrid, Alice e di tutta la famiglia per la prematura scomparsa di

Claudio

Increduli e sorpresi per l'improvvisa scomparsa della cara sorella

prof. Gianfranco Montanari

Partecipano al lutto: r Fiore e Angelamaria Cosentini d'Aieta. r Giancarlo e Adriana Fontana Rava.

Saro, Elena e Alberto, Umberto e Paola, piangono la dolorosa scomparsa del

Alberto e Nella Superti con Paolo ed Emanuela, Carlo e Valeria abbracciano con tanto affetto Rachele e i suoi figli nel ricordo del carissimo vecchio amico

Sempre più legati a Manuel e Tizzi dopo la scomparsa del loro papà

dott. Lucio Ganassin

- Milano, 31 agosto 2010.

- Milano, 30 agosto 2010.

Claudio

Il giorno 29 agosto 2010 improvvisamente, è mancato all'affetto dei suoi cari il

Gio' e Carlo Monticelli sono affettuosamente vicini a Rachele e famigliari per la scomparsa dell'amico di sempre

Al mio padrino rotariano

Claudio Rossi

Claudio

I funerali avranno luogo oggi alle 14.45 nella chiesa di San Gregorio in via San Gregorio. - Milano, 31 agosto 2010.

Claudio Rossi

- Milano, 30 agosto 2010. You will always be present in our memories.Thank you for the friendship you bestowed on us.Your generosity will be remembered by all you came into contact with.- We grieve with Rachele, Raffaella, Alberto, Virginia and the children.Lakshmi, Neeraja, Vivek and Aditi. - Milano, 30 august 2010.

Caro ti ricorderemo sempre con tanto affetto e abbracciamo forte Rachele, Virginia, Raffaella e Alberto.- Giammaria, Emanuela, Sergio e Cicci. - Milano, 30 agosto 2010.

Walter Negri Partecipano al lutto: r Pinuccia Silvana e Marco Giannoni.

Via F. Sforza 43 P.zza Osp. Maggiore 6 Via A. Trivulzio 18

025513026/7 www.fusetti.it

DIURNO - NOTTURNO - FESTIVO

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Corriere della Sera Martedì 31 Agosto 2010

Il Tempo

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IL SOLE

OGGI

Sorge alle Tramonta alle

Bari

Palermo

Bologna

Firenze

Torino

Napoli

Roma

6.19 19.28

6.35 19.38

6.36 19.53

6.38 19.53

6.50 20.09

6.29 19.37

19.46

Milano

6.35

6.43 20.03

Genova 6.47 20.04

Venezia

LA LUNA

6.31 19.51

Nuova

Primo quarto

Piena

Ultimo quarto

8 Settembre

15 Settembre

23 Settembre

1 Settembre

LE PREVISIONI a cura del Centro Epson Meteo Trento Trieste Aosta

<-10

IN EUROPA

LEGENDA

Venezia

Milano

Sole

Nuvoloso

Coperto

Torino Pioggia

Bologna

Genova

Debole

Firenze

Rovesci Temporali

Moderato

Neve

Forte

Nebbia

Molto forte

Ancona Calmo

Mosso

Agitato

Alta pressione e tempo bello su Isole Britanniche, Francia, Penisola Iberica, Paesi del Benelux e Germania settentrionale. Nuvole e piogge, localmente anche intense, sono invece previste in Polonia, Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Romania, Ucraina occidentale, Bulgaria e, soprattutto nelle ore pomeridiane, anche nelle zone interne della Penisola Balcanica. Qualche nuvola e sporadici piovaschi anche sulla Scandinavia.

-10-5

Oslo

20

Campobasso

Bari

Potenza Napoli

Catanzaro Cagliari

LE TEMPERATURE DI OGGI Aosta

27

Genova

28 Roma

25

Torino

26

Bologna

20 Campobasso

27

Milano

26

Firenze

23

Trento

23

Perugia

27 Napoli 25 Bari

24

Venezia

21

Ancona

24

Trieste

21

L’Aquila

Palermo

22 Potenza

29 R. Calabria 31 Catania

28

Alghero

25 Catanzaro

27 Palermo

28

Cagliari

DOMANI

30

GIOVEDÌ

ASIA AUSTRALIA

28 Seul Tokyo

31 Shanghai 35 Delhi 30 Bangkok

27

Giacarta

30 20 Sydney

Nuvole e precipitazioni diffuse lungo le coste occidentali dell’India, in gran parte del Sudest asiatico, nell’estrema parte orientale della Cina, sull’isola di Taiwan, in Corea e nel Sudovest dell’Australia. Ancora molto caldo tra Pakistan, Afghanistan e India nord-occidentale.

15 13

VENERDÌ

Lisbona

SABATO

Rovesci e temporali nel Canada centrale e in forma più attenuata lungo la valle del Mississippi. Vancouver 32 Piogge lungo le coste pacifiche Chicago del Canada. Nel frattempo San Francisco 22 New York l’uragano Earl, al momento anLos Angeles 33 cora in Atlantico, sembra volersi 20 24 avvicinare nei prossimi giorni alle Città del Messico coste orientali degli Stati Uniti.

Caracas

Bogotà

31

22 Lima

22

26 14

Santiago

19

Rio de Janeiro

Buenos Aires

Fronte Freddo

20

Ankara 25-30

38

Atene

Tunisi

Algeri

20-25

Bucarest

Tirana

28

30

15-20

23

20

25

36

32

30-35

29

29

Fronte Caldo

Belgrado

Milano

27

NORD AMERICA 17

Vienna

16

Roma

5-10

10-15

Berna

Parigi

Kiev

Bassa Pressione

24

Praga

21 Londra 22

Varsavia

16

17

Amsterdam

Domani: sole diffuso e buona visibilità. Pochi annuvolamenti su Est Alpi, Puglia e basso Ionio. Venti in attenuazione con residuo Maestrale sulla Puglia. Giovedì: ancora bello, ma con tendenza a un aumento delle nuvole nella seconda parte del giorno su Nordovest, Isole e regioni tirreniche. Scirocco in rinforzo sui mari di Ponente. Venerdì: nuvole in generale aumento. Peggiora soprattutto su Tirreno, Sud e Isole, con piogge o rovesci sparsi. Qualche rovescio isolato anche sulle Alpi. Minime in aumento. Sabato: i rovesci si concentrano al Sud, mentre altrove rimane una nuvolosità irregolare. Pechino

Berlino

20

18

Barcellona

ROMA

0-5

20

Dublino

SITUAZIONE Giornata ventosa, quella di oggi, con venti tesi e freschi nord-occidentali, ma più asciutti, che seguono il nucleo instabile scivolato ieri lungo la Penisola e che questa mattina avrà gli ultimi effetti residui sull’estremo Sud. Il fresco diffuso del primo mattino sarà seguito nel pomeriggio da un calo termico sul medio Adriatico e al Sud. Da domani temperature in ripresa, ma sempre gradevoli, con il bel tempo che ci accompagnerà fino a giovedì. Nella notte tra giovedì e venerdì alcuni rovesci in arrivo sulla Sardegna e venti di Scirocco sui mari di Ponente annunceranno una perturbazione in arrivo dalla Spagna, che determinerà tra venerdì e sabato un peggioramento del tempo, specie al Centrosud. IL TEMPO OGGI Al mattino nubi associate a qualche rovescio tra la Calabria e la Sicilia tirrenica e nuvole sparse in attenuazione su medio e basso Adriatico e sulle Alpi Orientali, con qualche residua precipitazione nel Nord dell’Alto Adige, con limite della neve fino ai 1500 metri. Nel pomeriggio ulteriore e generale miglioramento, con gli ultimi annuvolamenti a ridosso delle Alpi Orientali, dell’Appennino centro-meridionale e della Calabria, con qualche residuo rovescio intorno alla Sila. Temperature: clima decisamente fresco per la stagione nel primo mattino, specie al Centronord. Massime in rialzo al Nordest, in calo su Marche, Abruzzo e al Sud; valori non oltre i 24-25 gradi sul medio e basso Adriatico. Venti: moderati settentrionali; soffierà il Maestrale al Sud. Mari: da mossi a molto mossi.

-5-0

18

Copenaghen

Madrid

L’Aquila

19 Stoccolma

Perugia

23

Helsinki

17 Edimburgo

Alta Pressione

Fronte Occluso

>35

LE TEMPERATURE DI IERI IN ITALIA Alghero Ancona Aosta Bari Bologna Bolzano Brescia Cagliari Campobasso Catania Crotone Cuneo

min

max

+15 +15 +16 +17 +16 +14 +13 +18 +16 +24 +21 +13

+26 +27 +20 +29 +25 +23 +26 +29 +23 +31 +28 +25

S T S S N P N S N N S

Firenze Genova

S

Perugia

Imperia L’Aquila Lecce Messina Milano Napoli Olbia Palermo Parma

min

max

+14 +19 +18 +15 +16 +25 +15 +19 +19 +22 +13 +15

+27 +27 +25 +25 +30 +31 +26 +28 +28 +27 +26 +25

R S S N S N S P S N N

Pescara Pisa

R

Verona

Potenza R. Calabria Rimini Roma Torino Trento Trieste Udine Venezia

min

max

+17 +17 +18 +24 +16 +21 +12 +15 +18 +16 +14 +14

+29 +26 +25 +30 +26 +28 +25 +21 +24 +19 +20 +25

N N N N N N N P T T T N

LE TEMPERATURE DI IERI ALL’ESTERO Europa min

+10 +23 +22 +11 +10 +11 +14 +7 +10 +3 +4 +9 +14 +8 +9 +23 +9 +10 +18 +7 +23 +7 Parigi +9 Praga +10 S. Pietroburgo +7 Amsterdam Atene Barcellona Belgrado Berlino Bruxelles Bucarest Budapest Copenhagen Dublino Edimburgo Francoforte Ginevra Helsinki Kiev Lisbona Londra Lubiana Madrid Mosca Nicosia Oslo

S = Sereno

max

+18 +31 +25 +25 +16 +17 +21 +20 +17 +16 +17 +15 +17 +14 +21 +39 +18 +13 +33 +12 +37 +16 +18 +14 +12

P = Pioggia

SUD AMERICA Nuvole e piogge nel Nordest dell’Argentina e in Uruguay. Qualche piovasco anche nelle zone andine di Perù, Ecuador, Colombia e nel Sud del Cile. Temperature fino a 40 gradi nella parte centro-occidentale del Brasile, in Bolivia e nelle zone interne di Ecuador e Perù.

Sofia Stoccolma Tirana

R S N S P R R R N N S R R N N S N P S N S N N P

La Valletta Varsavia Vienna Zagabria Zurigo

Africa Casablanca Il Cairo Johannesburg Nairobi Tunisi Americhe Buenos Aires Caracas Chicago Città del Messico Honolulu Houston L’Avana Lima Los Angeles Miami

R

New York

N = Nuvoloso

Casablanca

min

max

+14 +9 +16 +22 +8 +11 +10 +9

+23 +15 +31 +27 +18 +14 +18 +14

P R S S N P P R

+20 +25 +13 +14 +22

+37 +36 +24 +19 +31

N S S C S

+12 +26 +22 +15 +24 +25 +24 +15 +16 +27 +18

+15 +33 +34 +24 +30 +35 +33 +17 +21 +32 +33

C

T = Temporale

S

C = Coperto

Toronto

min

max

+21 +13 +12 +4 +16 +17

+26 N +20 N +30 B +21 N +30 S +33 S

+27 +26 +34 +25 +28 +25 +24 +32 +24 +5 +27 +20 +23 +26 +27 +10 +25 +24 +27

+32 +32 +40 +32 +33 +31 +29 +43 +32 +16 +35 +30 +30 +30 +30 +17 +29 +35 +34

Washington Asia/Oceania Bangkok Beirut Dubai Gerusalemme Hong Kong Kuala Lumpur Istanbul La Mecca Manila Melbourne New Delhi Pechino Seul Shanghai Singapore Sydney Taipei Teheran Tokyo V = Neve

R = Rovesci

N S S N N P N S N N N P N R R N R N N

B = Nebbia

AFRICA

Il Cairo

34

N N C P N N C C P

Rio de Janeiro S. Francisco S.Paolo Santiago

39 29 Lagos

Nairobi

24

Luanda

26 24 Città del Capo

Consueto sviluppo di rovesci e temporali nelle ore centrali del giorno nella fascia compresa tra l’Equatore e i 15 gradi di latitudine Nord, con fenomeni più intensi nel Burkina Faso. Qualche piovasco anche su Madagascar orientale e Seychelles. Molto caldo in tutta l’Africa mediterranea.

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Martedì 31 Agosto 2010 Corriere della Sera

Programmi Tv

PER CONOSCERE

PER IMPARARE

Bova infiltrato Angela descrive racconta la droga Maria Stuarda

Dopo il cinema, arriva in tv il film con cui Raoul Bova (foto) racconta vicende reali che riguardano il mondo della droga. Storie di chi cade in quel tunnel ma anche di chi la combatte. Eroi autentici, che lottano quotidianamente contro la criminalità legata al traffico e al consumo di droga. Per farlo, Bova, nella parte del reporter d’assalto Matteo Gatti, si è inserito, con l’autorizzazione del Ministero dell’Interno, tra le fila della coraggiosa squadra antidroga della Unità Operativa Criminalità Diffusa di Milano. In una originale contaminazione tra realtà e storia.

Alberto Angela fa rotta verso il magnifico Castello di Edimburgo per ripercorrere la vita e la storia di Maria Stuarda (foto), regina di Francia e di Scozia e cugina di Elisabetta I d’Inghilterra. Tra le due esiste un forte conflitto, politico e religioso, che si concluderà con la condanna a morte di Maria Stuarda. Ma suo figlio, Giacomo VI, diventerà re d'Inghilterra, realizzando il progetto per cui la madre aveva perso la vita. Poi, tra le montagne del Tibet orientale, sulle ripide sponde del fiume presso il villaggio di Yanjing, dove le donne raccolgono il sale.

Sbirri Canale 5, ore 21.20

Passaggio a nord ovest Raiuno, ore 23.40

Film e programmi Si cerca il clone di Ugo Fantozzi

L’editoriale di Mieli su Enrico Berlinguer

Decimo film della saga sul ragionier Ugo Fantozzi (Paolo Villaggio, foto). Non esistono più i dipendenti-zerbini di una volta: vanno clonati. Fantozzi 2000 - La clonazione Retequattro, ore 21.10

Con l’editoriale di Paolo Mieli (foto), la puntata di oggi racconta la figura, pubblica ma anche privata, di Enrico Berlinguer. Un uomo schivo, che fu segretario del Pci per 12 anni. Correva l’anno Raitre, ore 23.45

Nozze con sorpresa per Jamie Chung

Omaggio a Mina con Paolo Limiti

La figlia adottiva di una potente famiglia giapponese, Heaven (Jamie Chung) deve andare a San Francisco per un matrimonio combinato. Ma durante la cerimonia ci sarà un imprevisto. Samurai girl Italia 1, ore 21.10

Una serata d’autore per celebrare Mina. Conduce Paolo Limiti, che per la cantante ha scritto alcuni brani. Con alcuni incursioni di Lucia Ocone proprio nei panni di Mina. Minissima 2010 Raidue, ore 21.05

Rai1

Rai2

Rai3

Rete4

Canale5

Italia1

La7

MTv

rai.it

rai.it

rai.it

mediaset.it/rete4

mediaset.it/canale5

mediaset.it/italia1

la7.it

6.30 TG 1. 6.45 UNOMATTINA ESTATE. Attualità. Con Georgia Luzi, Pierluigi Diaco 10.40 VERDETTO FINALE. Attualità. Con Veronica Maya 11.30 APPUNTAMENTO AL CINEMA. Attualità 11.35 TG 1. CHE TEMPO FA. 11.45 LA SIGNORA IN GIALLO. Telefilm. Con Angela Lansbury 13.30 TELEGIORNALE. 14.00 TG 1 ECONOMIA. Attualità 14.10 DON MATTEO. Miniserie 15.05 CAPRI - LA TERZA STAGIONE. Serie 17.00 TG 1. 17.10 CHE TEMPO FA. 17.15 LE SORELLE MCLEOD. Telefilm. Con Bridie Carter, Lisa Chappell 17.55 IL COMMISSARIO REX. Telefilm. Con Gideon Burkahard, Wolf Bachofner 18.50 REAZIONE A CATENA. Varietà. Con Pino Insegno SERA 20.00 TELEGIORNALE. 20.30 DA DA DA. Videoframmenti 21.20 UN MEDICO IN FAMIGLIA 6. Serie. Con Giulio Scarpati, Lino Banfi 23.35 TG 1. 23.40 PASSAGGIO A NORD OVEST. Attualità

7.00 CARTOON FLAKES. Ragazzi 10.15 CULT BOOK STORIE. Attualità 10.30 TG 2 MATTINA. 10.45 TG 2 E...STATE CON COSTUME. Attualità 11.00 MEDICINA 33. Rubrica 11.15 LOVE BOAT. Telefilm 12.05 IL NOSTRO AMICO CHARLY. Telefilm 13.00 TG 2 GIORNO. 13.30 TG 2 E...STATE CON COSTUME. Attualità 13.50 MEDICINA 33. Rubrica 14.00 GHOST WHISPERER. Telefilm 14.50 ARMY WIVES. Telefilm 15.35 SQUADRA SPECIALE LIPSIA. Telefilm 16.20 THE DEAD ZONE. Telefilm 17.10 SEA PATROL. Telefilm 17.50 TOM & JERRY TALES. Cartoni 18.05 TG 2 FLASH L.I.S. 18.10 RAI TG SPORT. 18.30 TG 2. 19.00 STRACULT PILLOLE. Attualità 19.30 SQUADRA SPECIALE COBRA 11. Telefilm. Con Erdogan Atalay

8.10 LA STORIA SIAMO NOI. Attualità 9.10 FILM CI SPOSEREMO A CAPRI. (Commedia, Italia, 1956). Regia di Siro Marcellini. Con Tina Pica 10.30 COMINCIAMO BENE ESTATE. Attualità 12.00 TG 3. RAI SPORT NOTIZIE. 12.25 COMINCIAMO BENE ESTATE. Attualità 13.00 COMINCIAMO BENE ESTATE CONDOMINIO TERRA... Attualità 13.10 JULIA. Telefilm 14.00 TGR. TGR METEO. 14.20 TG 3. METEO 3. 14.50 COMINCIAMO BENE ESTATE CONDOMINIO TERRA... Attualità 15.00 TG 3 FLASH L.I.S. 15.05 LA TV DEI RAGAZZI. Attualità 16.30 COPPA DEL MONDO: 2ª giornata. Ginnastica ritmica 17.15 KINGDOM. Telefilm 18.00 GEO MAGAZINE 2010. Documentario 19.00 TG 3. 19.30 TGR. TGR METEO.

8.10 STARSKY E HUTCH. Telefilm 9.05 NIKITA. Telefilm 10.30 ULTIME DAL CIELO. Telefilm 11.30 TG 4 TELEGIORNALE. Nel programma: Meteo; Vie d’Italia 12.00 WOLFF - UN POLIZIOTTO A BERLINO. Telefilm 12.55 DISTRETTO DI POLIZIA. Telefilm 13.55 IL TRIBUNALE DI FORUM ANTEPRIMA. Attualità 14.10 FORUM - IL MEGLIO DI. Attualità 15.10 HAMBURG DISTRETTO 21. Telefilm 16.15 SENTIERI. Soap Opera 16.25 FILM CONTRO QUATTRO BANDIERE. (Guerra, Italia, 1979). Regia di Umberto Lenzi . Con George Peppard. 18.55 TG 4 TELEGIORNALE 19.35 TEMPESTA D’AMORE. Soap Opera

8.00 TG 5 MATTINA. 8.40 IL SUPERMERCATO. Serie 9.10 FILM UN MATRIMONIO QUASI PERFETTO. (Commedia, Usa, 2004). Regia di Steven Robman. Con Joseph Lawrence, Maggie Lawson. 13.00 TG 5 13.40 BEAUTIFUL. Soap Opera 14.10 CENTOVETRINE. Soap 14.45 ALISA - SEGUI IL TUO CUORE. Soap Opera 16.50 FILM ALLA RICERCA DI PAPÀ. (Commedia, Germania, 2006). Regia di Thomas Jacob. Con Johanna-Christine Gehlen, Markus Knüfken, Laura Alberta Szalski. Nel programma: Tg 5 minuti; Meteo 5 19.00 PAPERISSIMA SPRINT - ESTATE. Varietà. Nel programma: Tg 5 Anticipazione

8.10 CARTONI ANIMATI 9.45 RAVEN. Serie 10.20 SLEEPOVER CLUB. Telefilm 11.20 DÉJÀ VU. Telefilm 12.25 STUDIO APERTO 13.00 STUDIO SPORT. 13.35 MOTOGP - QUIZ. Quiz 13.40 CAMERA CAFÉ. Serie 14.05 ONE PIECE - TUTTI ALL’ARREMBAGGIO! Cartoni 14.35 FUTURAMA. Cartoni 15.00 FILM L’ISOLA DEL TESORO E LA LEGGENDA DEGLI ABISSI. (Avventura, Nuova Zelanda, 2004). Regia di Michael Hurst. Con Beth Allen. 17.00 BLUE WATER HIGH. Telefilm 17.30 SAILOR MOON. Cartoni 18.00 KILARI. Cartoni 18.15 BAKUGAN. Cartoni 18.30 STUDIO APERTO. Nel programma: Meteo 19.00 STUDIO SPORT. 19.25 SPORT MEDIASET WEB. Rubrica sportiva 19.30 TUTTO IN FAMIGLIA. Serie

7.00 OMNIBUS. Attualità 9.55 IN ONDA. Talk show 10.20 HARDCASTLE AND MCCORMICK. Telefilm 11.25 MOVIE FLASH. Attualità 11.30 L’ISPETTORE TIBBS. Telefilm 12.30 CHIAMATA D’EMERGENZA. Telefilm. Con Joséphine Thiel, Joachim Raaf, Dominic Saleh-Zaki 13.30 TG LA7. 14.00 MOVIE FLASH. Attualità 14.05 FILM OPERAZIONE CICERO. (Guerra, Usa, 1952). Regia di Joseph L. Mankiewicz. Con James Mason, Danielle Darrieux, Michael Rennie. 16.05 STAR TREK. Telefilm. Con Leonard Nimoy, William Shatner, DeForest Kelley 18.00 RELIC HUNTER. Telefilm. Con Tia Carrere, Christien Anholt, Lindy Booth 19.00 NYPD BLUE. Telefilm. Con Dennis Franz

20.25 ESTRAZIONI DEL LOTTO. Varietà 20.30 TG 2 20.30. 21.05 MINISSIMA 2010. Varietà. Con Paolo Limiti 23.45 TG 2. 24.00 STRACULT. Attualità 1.35 I SIGNORI DEL RUM. Telefilm

20.00 BLOB A VENEZIA 2010. Attualità 20.10 SECONDE CHANCE. Telefilm 20.35 ASPETTANDO UN POSTO AL SOLE. Videoframmenti 21.05 TG 3. 21.10 CIRCO MASSIMO SHOW 2009. Varietà

20.30 RENEGADE. Telefilm. Con Lorenzo Lamas 21.10 FILM FANTOZZI 2000 - LA CLONAZIONE. (Commedia, Italia, 1999). Regia di Domenico Saverni. Con Paolo Villaggio, Milena Vukotic, Anna Mazzamauro

20.00 TG 5 20.30 VELONE. Varietà. Con Enzo Iacchetti 21.20 FILM SBIRRI. (Azione, Italia, 2009). Regia di Roberto Burchielli. Con Raoul Bova, Alessandro Sperduti.

20.05 I SIMPSON. Cartoni 20.30 MERCANTE IN FIERA. Quiz. Con Pino Insegno 21.10 SAMURAI GIRL - IL LIBRO DELLA SPADA. Miniserie. Con Jamie Chung, Brendan Fehr, Kyle Labine

20.00 TG LA7. 20.30 IN ONDA. Talk show 21.10 MEDICAL INVESTIGATION. Telefilm. Con Neal McDonough, Kelli Williams 23.05 LEVERAGE. Telefilm. Con Timothy Hutton

0.55 TG 1 - NOTTE. 1.25 CHE TEMPO FA. 1.30 APPUNTAMENTO AL CINEMA. Attualità 1.35 SOTTOVOCE. Attualità

2.15 ALMANACCO. 2.25 METEO 2. 2.30 APPUNTAMENTO AL CINEMA. Attualità 2.35 TG 2 E...STATE CON COSTUME. Attualità

23.10 TG REGIONE. 23.15 TG3 LINEA NOTTE ESTATE. METEO 3. 23.45 CORREVA L’ANNO. Attualità

23.25 FILM TRE TIGRI CONTRO TRE TIGRI. (Commedia, Italia, 1977). Di S. Corbucci, Steno. Con Renato Pozzetto.

23.30 FILM BANGKOK, SENZA RITORNO. (Drammatico, Usa, 1999). Regia di Jonathan Kaplan. Con Claire Danes.

23.00 OCTOBER ROAD. Telefilm 0.55 CINQUE IN FAMIGLIA. Telefilm 1.50 STUDIO APERTO LA GIORNATA

PREMIUM GALLERY

Digitale Terrestre

Vi segnaliamo

13.35 SIRENE. Film Studio Universal 13.55 COCO AVANT CHANEL L’AMORE PRIMA DEL MITO. Film Premium Cinema 14.05 SURFACE - MISTERO DAGLI ABISSI. Telefilm STEEL 14.53 SOPHIE PAQUIN II. Telefilm MYA 15.35 L’AMORE GIOVANE. Film Studio Universal 15.40 CRIMINAL INTENT VIII. Telefilm JOI 15.45 FLASH GORDON. Telefilm STEEL 15.51 CORALINE E LA PORTA MAGICA. Film Premium Cinema 16.35 HEROES IV. Telefilm STEEL 16.57 SCRIVIMI UNA CANZONE. Film MYA 17.18 ALIBI E SOSPETTI. Film JOI 17.37 TORQUE - CIRCUITI DI FUOCO. Film Premium Cinema 18.10 R.I.S. 4 - DELITTI IMPERFETTI. Telefilm STEEL 18.25 GET SHORTY. Film Studio Universal

RAI 4 18.43 LA VERA STORIA DI MORK E MINDY. Film Tv MYA 19.06 WILD WILD WEST. Film Premium Cinema 19.21 THE CLEANER II. Telefilm JOI 20.10 HEROES IV. Telefilm STEEL 20.12 THE STARTER WIFE. Telefilm MYA 21.00 HAZZARD. Film Premium Cinema 21.00 COLD CASE - DELITTI IRRISOLTI VI. Telefilm JOI 21.00 IL GUSTO DELL’AMORE. Film MYA 21.00 SUPERNATURAL III. Telefilm STEEL 21.10 REQUIEM FOR A DREAM. Film Studio Universal 21.47 COLD CASE - DELITTI IRRISOLTI VI. Telefilm JOI 21.50 FRINGE II. Telefilm STEEL 22.34 E.R. - MEDICI IN PRIMA LINEA XV. Telefilm JOI 22.40 IL TOCCO DEL MALE. Film STEEL 22.50 LA RIVOLTA DELLE EX. Film Premium Cinema

13.10 ALIAS III SERIE. Serie 14.00 SENZA ESCLUSIONE DI COLPI. Film 15.35 LIFE ON MARS II. Serie 16.30 DEAD LIKE ME II. Serie 17.20 STREGHE VIII. Serie 18.05 4400 III STAGIONE. Serie 18.50 BATTLESTAR GALACTICA III. Serie 19.35 ROSWELL. Serie 20.20 ALIAS III SERIE. Serie 21.10 BEST LAID PLANS. Film 22.40 NOMADS. Film DAHLIA TV 13.00 ONBOARD MAGAZINE. Rubrica sportiva DAHLIA SPORT XTREME 14.00 PRO BULL RODEO. 16.00 MANCHESTER TV SPECIALE. Calcio DAHLIA SPORT 17.00 FIVB BEACH VOLLEY WORD CHAMPIONSHIP WOMEN: Olanda, semifinale. DAHLIA SPORT 18.00 EPIC CONDITION. Reality XTREME 19.30 MASS PARTECIPATION: London. Triathlon DAHLIA SPORT 21.00 CHALLENGE SERIES. Sport XTREME

0.05 TG LA7. 0.15 DELITTI. Doc. 1.10 DUE MINUTI UN LIBRO. Attualità 1.20 ALLA CORTE DI ALICE. Telefilm

mtv.it 13.05 TEEN CRIBS. Varietà 13.30 DISASTER DATE. Varietà 14.05 TRUE LIFE. Varietà 15.05 MADE. Varietà 16.00 MTV THE SUMMER SONG. Musica 16.30 SUMMER HITS. Musica 18.00 LOVE TEST. Musica 19.00 MTV NEWS. 19.05 JERSEY SHORE’S TOP 50. Musica 20.00 MTV NEWS. 20.05 TAKING THE STAGE. Telefilm 21.00 THE CITY. Telefilm 21.30 THE CITY. Telefilm 22.00 AMERICA’S MOST SMARTEST MODEL. Varietà

Deejay TV 6.00 COFFEE & DEEJAY. Musicale 9.45 THE CLUB. Musicale 10.30 DEEJAY HITS. Musicale 13.00 THE CLUB. Musicale 13.30 HI SHREDABILITY. Attualità 13.55 DEEJAY TG. 14.00 VIA MASSENA. Attualità 14.30 SUMMER LOVE. Musicale 15.55 DEEJAY TG. 16.00 SUMMER DAYS. Musicale 18.55 DEEJAY TG. 19.00 THE CLUB. Musicale 19.30 DEEJAY MUSIC CLUB. Musicale 21.00 ROCK DEEJAY. Musicale 22.00 HI SHREDABILITY. Attualità 22.30 VIA MASSENA. Attualità 23.00 THE LIFT. Attualità

Charlize Theron operaia in miniera

Centrali nucleari: giusto averle abolite?

Charlize Theron (foto) è una ragazza madre, messa alla prova da sfortunate esperienze di vita e oppressa dall’assillo di mantenere due figli. Accetta così di andare a lavorare in miniera. Ma, anche lì, la vita non sarà semplice. North Country - Storia di Josey Cinema Emotion, ore 21

Lo speciale di questa tema indaga su un argomento controverso e delicato: le centrali nucleari. In Italia, il referendum del 1987 ha portato al loro abbandono. Ma ora bisogna fare i conti con le nuove necessità energetiche del nostro Paese. Dixit Rai Storia, ore 21

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Corriere della Sera Martedì 31 Agosto 2010

Dal Satellite Film e programmi Harrison Ford controlla i clandestini

Un film sull’immigrazione con Harrison Ford (foto) nei panni di un agente anti immigrazione degli Stati Uniti che lavora in un territorio difficile, in cui si intrecciano tante storie: il confine con il Messico. Crossing Over Sky Cinema Mania, ore 21

Due ragazzi si sposano per spartirsi i regali

Forum «Televisioni»: www.corriere.it/grasso Videorubrica «Televisioni»: www.corriere.tv

Cinema

Sport

14.55 LA VERITÀ È CHE NON GLI PIACI ABBASTANZA Storie di vita quotidiana nella Baltimora di oggi, accomunate dall’incapacità di comprendere i rapporti sentimentali. Con J. Aniston. Sky Cinema Family 15.10 L’ISOLA SUL TETTO DEL MONDO Un uomo parte per la Groenlandia in cerca del proprio figlio. Gradevole pellicola fantastica. Regia di R. Stevenson. Sky Cinema Classics 16.10 GREY OWL - GUFO GRIGIO Film d’avventura diretto da R. Attenborough con P. Brosnan, qui nei panni di un cacciatore che si converte all’ambientalismo. Sky Cinema Hits HD 17.05 OUTLANDER - L’ULTIMO VICHINGO Re Halgar, valoroso capo vichingo, è morto. Nessuno dei suoi successori lo eguaglia e la vita del villaggio è scossa da minacce straniere. Sky Cinema 1 HD 18.45 PRIDE AND GLORY - IL PREZZO DELL’ONORE Thriller drammatico spinto da un dilemma: la scelta tra la fedeltà alla famiglia e quella alla società e i suoi apparati. Con E. Norton. Sky Cinema Max HD 19.25 L’AEREO PIÙ PAZZO DEL MONDO Un classico della commedia demenziale, parodia del ciclo “Airport”, diretto nel 1980 da J. e D. Abrahams e J. e D. Zucker. Sky Cinema Mania

21.00 L’ORO DI ULISSE Ulee è un onesto apicoltore che si prende cura delle due nipotine, abbandonate da genitori. Film indipendente prodotto da J. Demme. MGM ALIENI IN SOFFITTA Tom e Jake si trovano a combattere contro un’invasione aliena nella propria soffitta. Film a portata di bambini. Sky Cinema 1 HD FIORE DI CACTUS Julian (W. Matthau), dentista e scapolo per vocazione, finge di essere sposato per non subire le avance della giovane Toni (G. Hawn). Sky Cinema Classics I LOVE SHOPPING Rebecca ha 25 anni che scrive per un giornale di giardinaggio. Ha un serio problema: è una shopaholic... Tratto dall’omonimo romanzo. Sky Cinema Family CROSSING OVER Film corale del 2009, sulla vita degli immigrati illegali negli Stati Uniti e gli sforzi per ottenere riconoscimento e integrazione. Sky Cinema Mania FOUR BROTHERS Mark Wahlberg, con altri tre fratelli, giura vendetta dopo la morte della madre. Sky Cinema Max HD 22.35 IL GRANDE SOGNO Roma, 1968. Nicola è un poliziotto con la passione del teatro. Da infiltrato all’Università, la sua vita si intreccia con quella di Laura. Sky Cinema 1 HD

10.30 BASKET: SLOVENIA - CROAZIA Campionati Mondiali RaiSport più 11.00 CALCIO: 04/07/06. GERMANIA ITALIA FIFA World Cup Classic ESPN 11.30 RUGBY: SUD AFRICA - AUSTRALIA Tre Nazioni Sky Sport 2 HD 12.15 BASKET: USA - BRASILE Campionati Mondiali RaiSport più 12.30 BEACH SOCCER: SERIE A Sky Sport 1 HD 13.00 WRESTLING: EP. 9 Wrestling WWE 24/7 Preview Sky Sport 2 HD 14.00 CALCIO: FIORENTINA - MILAN 31/05/09 Serie A Milan ESPN 14.45 CALCIO: TERNANA - COSENZA Campionato Italiano Lega Pro RaiSport più 15.00 CALCIO: INDEPENDIENTE ARGENTINOS JR Copa Sudamericana Sport Italia 15.30 RALLY: OPEN DELLA REPUBBLICA CECA International Rally Challenge. Sintesi Eurosport 15.45 AUTOMOBILISMO: GARA 2 Trofeo 500 Abarth Sky Sport 2 HD 16.00 CICLISMO: 4ª TAPPA Tour di Spagna. Diretta Eurosport 16.15 PALLANUOTO: OLANDA UNGHERIA Campionati Europei Femminili. Diretta RaiSport più 16.30 CALCIO: BARI - JUVENTUS Serie A Sky Sport 1 HD 17.00 CALCIO: MILAN - LECCE Serie A Sky Sport 1 HD 17.30 CALCIO: BOLOGNA - INTER Serie A Sky Sport 1 HD

17.45 TENNIS: GIORNO 2 US Open. Diretta Eurosport 18.00 BASKET: TREVISO - AVELLINO Serie A Sky Sport 2 HD 19.00 TENNIS: 1994: ARANTXA SANCHEZ-VICARIO - STEFFI GRAF Us Open Classic ESPN 19.10 TENNIS: GIORNO 2 US Open. Diretta Eurosport 19.20 PALLANUOTO: GRECIA - ITALIA Campionati Europei Femminili. Diretta RaiSport più 19.30 BEACH SOCCER: SERIE A Sky Sport 1 HD 20.00 WRESTLING: EP. 10 WWE Domestic Raw Sky Sport 2 HD 20.30 TENNIS: 1974: JIMMY CONNORS - KEN ROSEWELL Us Open Classic ESPN 20.55 ATLETICA LEGGERA: MEETING DI ROVERETO RaiSport più 21.00 CALCIO: BOCA - VELEZ Apertura Sport Italia 22.15 AUTOMOBILISMO: GARA 1 Trofeo 500 Abarth Sky Sport 2 HD 23.00 CALCIO: MILAN - ROMA 24/05/09 Serie A Roma ESPN 24.00 PUGILATO: PUGNI D’ACCIAIO ESPN Boxing ESPN 0.45 WRESTLING: EP. 9 WWE NXT Sky Sport 2 HD 1.00 TENNIS: GIORNO 2 US Open. Diretta Eurosport 1.45 BASKET: MONTEGRANARO TREVISO Serie A Sky Sport 2 HD

Serie Tv

Intrattenimento

Ragazzi

Documentari

14.05 15.35 16.30 17.10

14.00 LA FAVOLOSA VITA DI KIMORA E! 15.40 TAKING CHANCE - IL RITORNO DI UN EROE Sky Cinema Mania 16.00 DR. 90210 E! 17.00 FORBES TOP 20 YOUNG ROYALS E! 18.15 EXTREME MAKEOVER HOME EDITION Sky Uno 19.15 LA BANDA OLSEN JUNIOR Sky Cinema Family 21.10 TAKESHI’S CASTLE K2 22.00 GIRLS OF THE PLAYBOY MANSION E! 22.25 AMERICAN GLADIATORS K2 22.30 WILDEST WEDDING SHOW MOMENTS E! 23.05 DAVID LETTERMAN SHOW Sky Uno 23.15 NAKED & FUNNY E!

16.35 LEONE IL CANE FIFONE Cartoon Network 17.10 LE FAVOLE DI HELLO KITTY DeAkids 17.40 LE AVVENTURE DI PIGGLEY WINKS Boomerang 17.45 DUE FANTAGENITORI K2 17.50 BAKUGAN BATTLE BRAWLERS Cartoon Network 18.20 LOLA E VIRGINIA Rai Gulp 19.00 IL TRENO DEI DINOSAURI DeAkids 19.05 LE NUOVE AVVENTURE DI SCOOBY-DOO Boomerang 19.30 TOM & JERRY SHOW Boomerang DUE FANTAGENITORI K2 20.25 LEONE IL CANE FIFONE Cartoon Network 20.50 JOHNNY BRAVO Cartoon Network 21.00 THE GARFIELD SHOW Boomerang

14.35 MARCHIO DI FABBRICA Discovery Science 15.30 AEREI DA GUERRA National Geographic 16.30 DESTROYED IN SECONDS Discovery Channel HD 17.00 A CACCIA DI TESORI: FINO ALL’ULTIMO DOLLARO History Channel 18.00 L’ULTIMO SOPRAVVISSUTO Discovery Channel HD 19.10 HAI MAI PROVATO A... National Geographic 20.05 LA TERRA DOPO L’UOMO History Channel 21.30 DESTROYED IN SECONDS Discovery Channel HD 22.00 I SEGRETI DEL CIBO: FRITTO MISTO History Channel

Per risollevare la loro situazione finanziaria, Jennifer (M. J. Hart), che è appena stata derubata da un traslocatore, e Vince (J. Lawrence, foto con Hart) decidono di sposarsi per spartirsi i regali di nozze. Il mio finto fidanzato Sky Cinema Hits, ore 21.15

Diventa famosa perché spendacciona

Dal libro della Kinsella: una consumista compulsiva (Isla Fisher, foto) con il conto perennemente in rosso diventa reporter-diva di una rivista per risparmiatori. I love shopping Sky Cinema Family, ore 21

18.05 19.10 19.50 20.20 21.00 21.10 21.45 21.50 21.55 22.00 22.40

JAKE E BLAKE Disney Channel PIPPI CALZELUNGHE DeAkids THE GUARDIAN Fox Crime HD ZACK E CODY AL GRAND HOTEL Disney Channel I SIMPSON Fox HD LAW & ORDER Fox Crime HD LA VITA SECONDO JIM Fox HD IL MONDO DI PATTY Disney Channel LIFE ON MARS Fox Crime HD MEDICAL INVESTIGATION Fox HD SONNY TRA LE STELLE Disney Channel LIFE ON MARS Fox Crime HD DEFYING GRAVITY Fox Life GREEK Fox HD QUELLI DELL’INTERVALLO Disney Channel

Totò e Peppino in trasferta a Milano

Radio

Totò e Peppino De Filippo sono due fratelli. Quando scoprono che il nipote, a Milano per studiare, ha una relazione con un' attrice, decidono di raggiungerlo per farla troncare. Totò, Peppino e la malafemmina Sky Cinema Italia, ore 22.50

RADIO 1 rai.it 13.22 A TUTTO CAMPO. 13.35 GIAN VARIETÀ. 14.08 CON PAROLE MIE. 15.06 BAOBAB - L’ALBERO DELLE NOTIZIE. 18.08 LIDO LORENA. 19.22 RADIOUNO SPORT. 19.30 ASCOLTA, SI FA SERA. 19.40 ZAPPING. 21.10 SUONI D’ESTATE.

RADIO 2 12.55 BRAVE RAGAZZE. 13.30 GR 2. 15.35 MUSICAL BOX. 16.30 GR 2. 17.35 IL GECO DI CITTÀ. 19.42 GR SPORT. 19.50 MOBY DICK. 22.00 EFFETTO NOTTE ESTATE. 24.00 RADIO2 REMIX SOLO MUSICA.

rai.it

RADIO 3 rai.it 13.00 I MAESTRI CANTORI. 14.00 ALZA IL VOLUME. MUSICHE NUOVE. 15.00 FAHRENHEIT. 16.00 AD ALTA VOCE. 18.00 SEI GRADI. UNA MUSICA DOPO L’ALTRA. 19.00 HOLLYWOOD PARTY. 19.50 RADIO3 SUITE - FESTIVAL DEI FESTIVAL. 20.00 IL CARTELLONE. 24.00 IL RACCONTO DELLA MEZZANOTTE.

RMC radiomontecarlo.net 7.00 LUISELLA. 10.00 IN TEMPO REALE MONICA SALA, MAX VENEGONI. 13.00 IN THE MUSIC STEFANO BRAGATTO. 15.00 IN THE MUSIC PATTY FARCHETTO. 18.00 ANTEPRIMA NEWS MASSIMO VALLI. 22.00 MONTE CARLO NIGHTS NICK THE NIGHTFLY.

I Classici dell’estate di Maurizio Porro

Wong Kar-wai e l’amore inespresso

L

a storia di un amore mancato, di una passione struggente e inespressa sta al centro di un capolavoro del cinema dei sentimenti, In the mood for love (il titolo cinese significa L'età della fioritura) con cui nel 2000 Wong Kar-wai raggiunse e ampliò il suo pubblico non più solo d’essai, colpendo al cuore amanti felici ed infelici. Siamo ad Hong Kong nel 1962, con la colonna sonora che ripete Nat King Cole, e la bella segretaria Chan scopre che il marito è l’amante della moglie del vicino di casa, il giornalista Chow. Tentati di rendere pan per focaccia i due, dopo aver a lungo accarezzato l’idea di una relazione ed essersi osservati, spiati, piaciuti lungo i corridoi, decideranno di soprassedere non fidandosi degli affetti. Dopo la partenza di lui per Singapore, non si vedranno più, anche se il regista deciderà in seguito di girare un numero due. E’ nello stesso tempo un film radicato nel profondo dei sentimenti privati ma anche testimone del cambiamento dei costumi di Hong Kong negli anni 60: come in Messaggero d’amore di Losey la Storia diventa Memoria viceversa, con la benedizione di Marcel Proust. Parlato pochissimo, ma vestito divinamente con i tubini di mrs. Chan che nessuno ha dimenticato, il film osserva e virgoletta, con un sano pessimismo esistenziale, un amore che non riesce ad esprimersi se non con gli occhi e i silenzi. Insegue così un binario di tensione interiore che affiora benissimo nei termini di quel grande cinema che riesce ad esprimere l’invisibile con una rara proprietà di linguaggio tecnico e sentimentale. Cadenzato sulla musica, sui song, sulla ripetizione degli spazi quasi claustrofobici ed ispirato a un romanzo breve, In the mood for love è un melò frenato ed una lezione di altissima regia che infatti conquistò molti premi al Festival di Cannes, dove ottenne la Palma Tony Leung, il triste protagonista, magnificamente accanto alla insostituibile Maggie Cheung (foto). Nel 2004 Wong Kar-wai decise di dare un seguito a questo breve incontro con 2046 in cui il nostro torna nel ’66 a Hong Kong per cercare la donna che visse due volte almeno nella sua immaginazione e scrivendo un romanzo di fantascienza: ma anche stavolta vince sempre la sfiducia per l’amore. © RIPRODUZIONE RISERVATA

In the mood for love Cult Sky, ore 19

RADIO 105 105.net 8.00 TUTTO ESAURITO MARCO GALLI, PIZZA, MITCH & SQUALO. 10.00 105 FRIENDS TONY, ROSS. 13.00 105 ALL’UNA ALESSANDRO CATTELAN. 14.00 ONE RADIO ONE WORLD DARIO SPADA. 16.00 MUSIC & CARS ALVIN, DJ GIUSEPPE. 19.00 105 NON STOP. 21.00 ZAC ATTACK LA ZAC. 23.00 MUSIC & CARS ALVIN, DJ GIUSEPPE.

VIRGIN RADIO virginradioitaly.it 9.30 VIRGIN ROCK LIVE ANDREA ROCK. 11.30 ROCK IN TRANSLATION GIULIA SALVI. 12.30 MUSIC HISTORY PAOLA MAUGERI. 13.30 INVESTIGATION BUREAU. 14.00 REVOLVER SURF RINGO. 14.05 SUPER SIC MARCO SIMONCELLI. 18.00 VIRGIN GENERATION. 19.30 INVESTIGATION BUREAU. 20.30 VIRGIN ROCK LIVE.

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Martedì 31 Agosto 2010 Corriere della Sera

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corriere 31 08 2010