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editoriale di

susanna

bonati

vision.sunnycom.it Registrazione: Tribunale di Milano n. 23 del 19/01/07 Anno VII - n° 02 maggio | giugno 2013

Direttore responsabile e creativo:

Susanna Bonati | susanna.bonati@sunnycom.it

Responsabile marketing e comunicazione:

Edoardo Decio | edoardo.decio@sunnycom.it

Redazione:

Alexia Rizzi | alexia.rizzi@sunnycom.it Cecilia Cantadore | cecilia.cantadore@sunnycom.it Dario Zocco Ramazzo | dario.zocco@sunnycom.it Giannina Airaghi | giannina.airaghi@sunnycom.it

Progetto grafico:

Susanna Bonati | susanna.bonati@sunnycom.it Stefania Moruzzi | stefania.moruzzi@sunnycom.it Ivana Gramignano | ivana.gramignano@sunnycom.it

Impaginazione e copertina:

Stefania Moruzzi | stefania.moruzzi@sunnycom.it Ivana Gramignano | ivana.gramignano@sunnycom.it

Advertising:

Deborah Ferrari, Marco Marcuccio advertising@sunnycom.it

parola al

direttore!

susanna.bonati@sunnycom.it

Ufficio traffico:

Manuela Spatola | advertising@sunnycom.it

Hanno collaborato:

Taryn Di Ventura, Alessandra Furlan, Gabriele Goretti, Antonio Provenzano, Margherita Suss

Stampa:

Reggiani - Gavirate (VA) Tel +39 0332 755300

Grazie!

Tiratura: 8.000 copie

Così voglio esordire oggi, dall’angolo privilegiato del mio editoriale vorrei ripetere all’infinito tanto da riempirne tutto lo spazio fisico fisico ed emotivo, grazie! Di avere accolto VISION così calorosamente, di averla capita al volo e di averne subito colto la fresca contemporaneità. Grazie a chi ha già voluto essere con noi, da subito, per contribuire concretamente a crescere; grazie a chi vorrà presto salire a bordo; grazie a tutti i nostri nuovi collaboratori che con tanto slancio si sono riconosciuti in un magazine che hanno già fatto loro e che contribuiscono a educare, a portare nel mondo. Grazie all’amica geniale margherita suss (pregiato architetto tutta riccioli) che ci illuminerà su lighting design per il retail; grazie a gabriele goretti (anche lui architetto & designer), puntuale nelle retail technologies tanto discusse ma così poco delineate; grazie ad alessandra furlan (di nuovo architetto!!!) e al suo amore verso il retail design, l’arte della struttura del punto vendita.

grazie a tutti i nostri nuovi COLLABORATORI E dite poco? Così, quasi appena nati? Grazie ad antonio provenzano che ci segue puntuale brandendo la spada per la difesa del suo cross marketing e in store promotion; grazie a taryn di ventura, giovane astro nascente del cross merchandising. Grazie a noi!, concedetecelo. Così entusiasti da crederci sempre, anche nell’annus horribilis (in cui ci si è messo pure il tempo a fare il complicato...), apripista di mercati e di modi. A cui tutti, a ruota, cercano poi di attingere, ma il pensiero, si sa, è salvo da qualunque tentativo di usurpazione e di corsa dei criceti. Grazie a chi ha fatto in modo di regalarci la nostra unicità, quindi; perché con quella, un pezzettino alla volta, conquistiamo il mondo!

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Una copia euro 5,00 - Arretrati euro 10,00 Abbonamento 4 numeri: Italia euro 20,00 - Estero euro 40,00 Ufficio Abbonamenti: tel. + 39 02 48516207 e-mail: abbonamenti@sunnycom.it I pagamenti possono essere effettuati: - on-line con carta di credito su http://abbonamenti.sunnycom.it - CCP n° 31993207 intestato a: sunnycom publishing srl milano Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC) n° 14289 del 15/07/2005 - Poste Italiane s.p.a. - Sped. Posta Target Magazine (SMA autorizzazione LO/CONV/037/2010) CMP di Milano-Roserio - Contiene I.P. - In caso di mancato recapito inviare al CMP di Milano-Roserio per la restituzione al mitt. previo pagamento dei resi sunnycom publishing srl direzione, redazione e amministrazione: via stromboli, 18 - 20144 Milano tel. +39 02 48516207 - fax +39 02 43400509 Associato a:

Cercaci su facebook! Alla voce vision! Tutti i diritti sono riservati. Notizie e articoli possono essere riprodotti solo con l’autorizzazione dell’Editore e in ogni caso citando la fonte. Manoscritti, disegni, foto e altri materiali inviati in redazione, anche se non pubblicati, non verranno, in nessun caso, restituiti. In particolare l’invio di articoli implica, da parte dell’autore, l’accettazione (in caso di pubblicazione) di un compenso puramente simbolico stabilito dall’Editore, salvo accordi preventivi sottoscritti e comunicati a mezzo R.R. Gli articoli firmati impegnano esclusivamente gli autori. Dati, caratteristiche e marchi sono generalmente indicati dalle Case Fornitrici (rispettivi proprietari); non sono comunque tassativi e possono essere soggetti a rettifiche in qualunque momento. Informativa ai sensi dell’art. 13, d. lgs 196/2003. I dati sono trattati, con modalità anche informatiche, per l’invio della rivista e per svolgere le attività a ciò connesse. Titolare del trattamento è: sunnycom publishing srl - via stromboli 18 - 20144 milano (mi). Le categorie di soggetti incaricati del trattamento dei dati per le finalità suddette sono gli addetti alla registrazione, modifica, elaborazione dati e loro stampa, al confezionamento e spedizione delle riviste, al call center, alla gestione amministrativa e contabile. Ai sensi dell’art. 7, d. lgs 196/2003 è possibile esercitare i relativi diritti fra cui consultare, modificare, aggiornare o cancellare i dati, nonché richiedere elenco completo e aggiornato dei responsabili, rivolgendosi al titolare al succitato indirizzo. Spedizione in abbonamento a titolo oneroso: il ricevimento di questa rivista avviene a titolo oneroso secondo il tipo di abbonamento sottoscritto o tacitamente accettato. Chiunque desiderasse sospendere tale abbonamento ne avrà piena facoltà, senza alcun costo e basterà darne comunicazione scritta all’ufficio abbonamenti.


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Il designer di fama mondiale Karim Rashid ha utilizzato tecnologie di stampa HP Latex per il suo progetto di creative interior design destinato al restyling del nhow Bar a Milano. Il risultato è una zona bar di 50 m2 dal look rinnovato che comprende otto tavoli con grafiche a colori e due specchi di grandi dimensioni a cui sono applicati elementi decorativi. www.hp.it

Manetti&Roberts

temporary store

Manetti&Roberts apre il suo primo Temporary Store, presso la Stazione Termini di Roma, grazie a cui le storiche origini dell’azienda rivivono attraverso una chiave di lettura moderna e di design. Il vintage incontra il futuro: tutti insieme per la prima volta, infatti, si trovano in vendita i prodotti del gruppo che rappresentano il meglio della tradizione e dell’innovazione italiana, dall’Acqua distillata alle Rose alla storica polvere di Talco, fino alle superpratiche salviettine Chilly o la nuova linea Men Neutro Roberts.

www.boltongroup.net

t i . m o c y n vision.sun

Eucerin Academy in tour È in corso la wave estiva di “Eucerin Academy On Tour” che promuove il sell out delle linee Sun e SunKids. L’evento itinerante firmato Adverteam per Beiersdorf farà tappa fino al 4 agosto nelle più importanti località balneari con attività di engagement ed edutainment. Per la wave estiva è stata messa a punto una meccanica mista trade-consumer che coniuga la proximity nelle farmacie all’engagement sui lungomare. www.eucerin.it

Lighting design mont e h c i R r e p S by Studio GM 6


Billboard con... performance Per pubblicizzare l’efficacia del prodotto, Orphea ha realizzato a Milano una maxiaffissione “ready-made” che aveva come soggetto un insetticida e includeva una performance dimostrativa. Una parte del maxiposter è stata trasformata in una trappola per insetti: al termine della campagna, i migliaia di animaletti, catturati dal billboard, hanno completato la creatività... con grande efficacia comunicativa!

www.orphea.it

Visual Merchandising

e Visual Marketing

e g n u o L a e S Nivea,

Questo manuale edito da FrancoAngeli e scritto da Beatrice Rizzi e Silvia Milani è ricco di regole, idee ed esempi per rendere più attrattivi e remunerativi i punti vendita, in particolare nel settore del fashion. Ma anche un testo che nasce dalla diretta conoscenza ed esperienza di una delle autrici dei negozi degli States.

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www.francoangeli.it

Da maggio Nivea Sun torna tra gli ombrelloni del Fantini Club di Cervia, stabilimento balneare della Riviera Adriatica, per regalare a tutti i clienti del club, e non solo, un’estate all’insegna del relax, dello svago e dello sport, senza i rischi di un’inadeguata esposizione ai raggi solari. Gli oltre 15.000 m2 dello stabilimento accolgono le diverse iniziative che Nivea dedica a tutti i veri amanti della spiaggia, per offrire loro solo il buono del sole grazie ai vantaggi dei solari Nivea Sun. Nell’elegante Nivea Sea Lounge, allestita con ombrelloni, sedie e tavolini nell’area fronte mare, le hostess Nivea offrono ai bagnanti consigli sulla crema solare più adatta ai diversi fototipi, e prove gratuite dei prodotti della gamma NIivea Sun. E dopo una giornata al sole, nulla di meglio che dissetarsi con i cocktail preparati dai barman del Fantini Club, tra cui le 4 esclusive ricette di centrifugati naturali ispirate alle principali referenze della gamma Nivea Sun e preparate con ingredienti noti per le loro proprietà dermatologiche e tonificanti.

o che creerete “Nel microcosm consumatore, o str vo per il gesto, ogni og ogni scelta, ni colo evento, pic ni og , tto do pro sì dire, venire dovranno, per co coefficiente un r pe ti moltiplica lla ricerca de ello costante, qu dell’armonia..””

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news

Lo stand concept di Vision dedicato ai ne Miti della Comunicazio Vision e la sua sorella maggiore Comunicando hanno unito il loro stile e il loro know-how per dare vita, in occasione di Grafitalia, a un progetto di stand concept basato sui Miti della Comunicazione in versione Pop... il successo è stato strepitoso! vision.sunnycom.it

UN DETTAGLIO DELLO STAND: RUBATI AI NUOVI TREND DEL DISPLAY MINIMAL CHIC, I PALLET BIANCHI PERSONALIZZATI DAL TOCCO CREATIVO DEL NOSTRO DIRETTORE E ART DIRECTOR, SUSANNA BONATI.

Il retail set per show televisivi QVC, canale tv dedicato allo shopping, ha allestito la propria Lounge all’interno del Temporary Store Frette at Home: la Temporary Lounge QVC, ha presentato l’affascinante mondo del retail multimediale attraverso una nuova esperienza diretta con il pubblico. Gli show sotto forma di remote broadcasting, interamente dedicati a Frette, hanno offerto una diretta in remoto del canale retail per eccellenza, in un inedito fuori studio. L’idea è nata dalla stretta collaborazione tra QVC Italia e Frette per il lancio nazionale in anteprima del nuovo marchio Frette at Home. www.qvc.it

Banner on demand

Eurmoma ha lanciato il primo magazzino in pronta consegna dei banner di Roma con un assortimento di tutte le misure sempre disponibili e un centro automatizzato di taglio che effettua un taglio veloce grazie a una taglierina di nuova concezione unica in Italia.

www.eurmoma.it

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Eco-gruccia personalizzabile Le grucce brevettate da Norman Hangers e distribuite in Italia da Relaxion, sono uno strumento di marketing, ecologico e creativo per il punto vendita. Realizzate in cartone, sono completamente personalizzabili grazie a un semplice processo di stampa, dando visibilità al brand e diventando il supporto per campagne promozionali in store.

www.normanhangers.it

Espositori durevoli smart e high-tech Prodotto in HDF questo originale espositore durevole, proposto da Union PK, è dotato di estrema stabilità, supporta pesi notevoli e offre un’esposizione del prodotto studiata ad hoc. È disponibile con un monitor sul crowner e ha un sistema per la movimentazione con traspallet. www.unionpk.com


Più luce all’ immaginazione con MyLiteLed Balt Led di MyLiteLed è un versatile modulo led ellittico da 1 watt resistente all’acqua che offre un notevole risparmio economico ed energetico. Caratteristiche di Balt Led sono la doppia angolazione di emissione della luce e il singolare sistema di gestione della luce laterale. Il suo impiego più innovativo è all’interno di cassonetti luminosi bifacciali sagomati ed è perfetto come sistema di illuminazione per interni ed esterni (pareti, vetrine) o come faretto spot, per effetti luce ricercati.

www.myliteled.com

Retail design

by 3A Composites

3A Composites ha partecipato alla fiera Global Shop 2013 di Chicago per presentare i propri materiali rigidi dedicati alla realizzazione di espositori e strutture di interior design per il mondo retail. Il prodotto di punta è stato FiberMate, realizzato con legno riciclato. www.3acomposites.com

iprintdifferent propone due versioni di Roll Up: quelli della gamma Basic, veloci da montare e comodi da trasportare e i Roll Up Elegance, che uniscono alla praticità del Basic, un tocco di charme dato dalla struttura realizzata in alluminio e rifiniture con eleganti coperture laterali cromate.. Tutti i Roll Up hanno in dotazione la borsa di tela, in colore nero, che ne consente il trasporto. www.iprintdifferent.com


CROSS MERCHANDISING BOOK Il cross merchandising è una disciplina di in store

marketing affermata, la novità rispetto questa strategia promozionale è che un fornitore globale di soluzioni per il retail come Pasolini proponga al mercato un catalogo di prodotti dedicato. Il Cross Merchandising Book è la prima raccolta di strutture modulari appositamente pensata per offrire alla Gdo soluzioni progettate ad hoc per creare display con associazioni di prodotto non appartenenti alla stessa categoria. Lo scopo di questo catalogo non è solo promuovere le soluzioni di display di Pasolini, ma anche diffondere la cultura di un cross merchandising efficace e strategie vincenti per aumentare gli spazi di vendita nel mondo del retail. Il Cross Merchandising Book si può richiedere a:

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retail | technologies

Interfaccia Playfull per lo shopper La tecnologia influenza il nostro comportamento d’acquisto e la nostra shopping experience? La risposta è sicuramente sì. In questo articolo analizziamo nello specifico il sistema dell’interazione nella user experience dei sistemi di vendita. di Gabriele Goretti - gabriele.goretti.design@gmail.com

Gabriele Goretti, Architetto, designer, svolge attività di ricerca e coordina laboratori congiunti Università Impresa presso il Design Campus dell’Università degli Studi di Firenze. PHD in Industrial Design, si interessa delle relazioni che intercorrono tra strategie design e processi manifatturieri, ovvero sul trasferimento dei valori del prodotto attraverso il design dell’interazione basato su tecnologie integrate e tracciabilità.

I dispositivi digitali che invadono la nostra vita quotidiana ci portano ad acquisire “comportamenti screen-based”, in cu il focus di attenzione è sul dispostivo, come chiave di accesso a nuovi contenuti e modalità di approfondimento. Questi aspetti del vivere quotidiano sono di particolare interesse e attualità se affrontiamo la tematica dell’intrattenimento ludico attraverso sistemi digitali che offrono una “playful interaction”. Nuovi concetti di “gioco” che offrono scenari composti da una dialettica screen-based tra user e dispositivo, corredata spesso da attività motorie o gestualità, che enfatizzano i valori del contesto che si sta osservando o vivendo. Questi concetti sono enfatizzati all’interno del punto vendita, per questo abbiamo deciso di analizzarli nel corso di una serie di articoli che, a partire da questo numero, toccheranno gli aspetti più coinvolgenti della tecnologia applicata al retail. Augmented

shopping experience

Il sistema commerciale, ovvero la shop experience, è particolarmente coinvolta dall’esperienza ludica del consumatore attraverso le nuove tecnologie. Questi processi di intrattenimento sviluppano infatti nuovi focus di attenzione, che indicono a nuove interpretazioni delle esigenze e dei desiderata del cliente. D’altro canto, si permette al cliente di sviluppare una nuova visione sugli scenari d’uso e una “metabolizzazione” dei valori tangibili e intangibili dell’oggetto, sviluppando veri processi di partecipazione al patrimonio di marca del prodotto. Un primo percorso attraverso cui si può realizzare questo fenomeno partecipativo è rappresentato dall’uso stesso di un prodotto interattivo. Si instaura una relazione dialettica user-dispositivo che

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retail | technologies

La shop experience, è particolarmente coinvolta dall’esperienza ludica del consumatore attraverso le nuove tecnologie che consentono di condividere il modo di usare il prodotto, di esporre e di far interagire il consumatore con il prodotto stesso e di garantirgliene la qualità.

crea una fidelizzazione attraverso community di consumatori che condividono una stessa esperienza d’uso. Il caso Apple è sicuramente l’esempio più eclatante. Si condivide il modo di usare il prodotto, gli accessori e addirittura il modo di accedere ai servizi di esso. Si appartiene quindi alla stessa corporate identity product-based.

Il fashion system è all’avanguardia

Altro fenomeno rigurda la vera e propria modalità di esporre e di far interagire il prodotto con la shop experience. In questo caso è proprio l’approccio mediatico all’acquisto che diviene un vettore di identità per il prodotto. Al di là delle piattaforme e-business, che hanno ormai invaso moltissimi contesti merceologici di mercato, l’interazione userprodotto resta un elemento di assoluta centralità nei luoghi fisici dell’acquisto, ovvero il sistema store. Il fashion system, anche in questo caso, rappresenta un punto di assoluta avanguardia. Il caso dello shopping online nel sistema moda è divenuto un vero e proprio elemento “cool” a livello globale, proprio di consumatori amanti dell’alta gamma e della ricerca delle tendenze del contemporaneo. Se si afferma da un lato lo shopping online, dall’altro la boutique cambia volto e diviene una vera e propria showroom interattiva, in cui si può interagire con schermi multitasking che affiancano il tradizionale shop assistant. Stessa tendenza è riscontrabile in altri contesti di prodotto, come il sistema food.

Retail technologies anche nel food

L’esperienza dell’acquisto del bene alimentare e, in particolare, della degustazione del cibo sta attraversando un’interessante fase di cambiamento. Superando i tradizionali canoni dell’effetto “retro” come garanzia di bontà e autenticità del cibo, si ricorre alle nuove tecnologie web come elementi garanti di qualità e sicurezza alimentare. I temi della tracciabilità del prodotto alimentare e del concetto di “chilometro zero” giocano un ruolo determinante in questo processo di interazione con il valore dell’alimento. Allo stesso modo il concetto di servizio e di degustazione si arricchiscono di nuovi elementi di servizio e informazione che si basano su nuovi concetti interattivi screen-based. Efficacia del servizio, aggiornamento del menù, provenienza dell’alimento, divengono vettori di comunicazione e differenziazione del brand. Un esempio di particolare interesse è offerto dal marchio Ham – The Holy Burger, catena di ristoranti che servono hamburger di carne rigorosamente italiana. Nei ristoranti Ham l’ordinanzione può essere effettuata solo attraverso l’Ipad posto sul tavolo (o in un’apposita tasca ricavata in esso). Gli ingredienti e il menù sono aggiornati in tempo reale, la selezione delle pietanze del pasto diventa un gioco e uno strumento di coinvolgimento del cliente nel mood e nei valori del marchio. Non solo fidelizzazione del cliente, quindi, ma una vera e propria partecipazione del consumatore alla vita del prodotto e del servizio.

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in LIO G A T T DE INDELEBILE COME UN TATUAGGIO O MUTEVOLE COME IL TESSUTO, L’INTERIOR DESIGN DI GRAPHIC REPORT SI CHIAMA TATTOOWALL E TEXTENSIL

Un ambiente personalizzato grazie all’impiego di Textensil.

Le esigenze di comunicazione visiva che si presentano all’interno – e all’esterno – degli spazi commerciali sono sempre più varie e specifiche, perché le tipologie di punti di contatto con il consumatore sono sempre più eterogenee. Graphic Report, ha saputo interpretare in anticipo le tendenze dell’interior decoration in generale e, in particolare, la decorazione del punto vendita a scopi comunicativi e di retail design. L’azienda padovana, che dal 1985 opera come fornitore di applicazioni per la visual communication, ha messo a punto Tattoowall e Textensil, due straordinari metodi di decorazione, diversi tra loro, ma entrambi capaci di “vestire” di stile e di creatività ogni tipo di ambiente, compresi gli spazi di vendita di ogni tipo!

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Un’applicazione decisamente preziosa di Tattoowall, la tecnica di affresco digitale, brevettata da Graphic Report.

La decorazione che personalizza il retail Graphic Report, operatore specializzato in applicazioni per la visual communication, ha da tempo brevettato e messo a punto metodi di personalizzazione delle superfici che oggi esporta in tutto il mondo. “Essere pionieri in ambito di comunicazione visiva è nel nostro Dna, – ha spiegato Antonio Brigato che, insieme alla moglie, ha fondato e dirige l’azienda – abbiamo cominciato a investire in ricerca e sviluppo oltre 10 anni fa e oggi il nostro fiore all’occhiello è Tattoowall, un brevetto che ha aperto la strada a quello che è stato definito l’affresco digitale”. Tattoowall si ottiene trasferendo il pigmento di una qualsiasi immagine stampata in digitale della forma e dimensione che si desidera, su una parete interna o esterna. Lo scopo è creare un’immagine decorativa di alta qualità che abbia una durata nel tempo illimitata e che valorizzi senza danneggiarla in alcun modo la struttura e i materiali in cui sono composti i muri. “Parallelamente a Tattoowall abbiamo dato vita a Textensil: un prodotto che soddisfa esigenze opposte, quelle cioé di punti vendita, temporary shop, showroom che necessitano di cambiare spesso il loro look per comunicare la stagionalità, eventi promozionali, campagne di in store marketing” ha aggiunto Brigato. Textensil è composto da un tessuto ecologico e fonoassorbente stampato con immagini di qualsiasi dimensione che viene montato su speciali supporti in alluminio per creare quadri, pareti, soffitti anche retroilluminati. Il vantaggio di Textensil è che può essere sostituito rapidamente anche da personale non esperto, è ecologico, economico e decisamente elegante!

Tattoowall è molto efficace anche per la decorazione e personalizzazione degli spazi commerciali.

Graphic Report è un fornitore di servizi integrati per la comunicazione visiva che grazie all’elaborazione di sistemi e materiali selezionati è in grado di offrire dalla progettazione allo sviluppo informatico fino alla produzione. Dispone di servizi di stampa TattooWall e trasferimento delle immagini su muro. GRAPHIC REPORT via Terza Strada, 16 z.i. 35026 Conselve (Pd) Tel. 049 9501011 www.graphicreport.it info@graphicreport.it

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Quando si parla di fornitore globale per il display e la visual communication nell’ambito della Grande Distribuzione Organizzata, si intende un partner in grado di soddisfare tutte le esigenze di questo macrocosmo. Il Gruppo Pasolini è un partner solution in grado di creare all’interno del mondo del retail scenari innovativi e sorprendenti, che permettano al cliente di affermarsi con forza e al consumatore di vivere una shopping experience emozionante.

STORY

succes

Pasolini:tutto ciò di cui il mondo della GDO ha bisogno

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Pioniere nelle soluzioni per il retail e la Gdo

Pasolini, azienda attiva da oltre cinquant’anni nella fornitura di soluzioni per il retail è un partner solution per la visualizzazione del prodotto sul punto vendita diventato riferimento indiscusso per la Gdo. Il punto di forza di Pasolini è porsi sul mercato come unico interlocutore nella fornitura e nell’allestimento di aree di vendita e di consumo, offrendo un servizio simultaneo in più location per tutte le fasi dalla progettazione fino all’installazione. I processi di design, industrializzazione, controllo della qualità e della logistica, fino alla commercializzazione e all’allestimento, sono interamente curati dal team altamente specializzato e supportato da una rete capillare di affiliati. I progetti firmati Pasolini si sviluppano attraverso strategia, ricerca, branding, design, architettura, produzione e interattività e si distinguono per l’estrema capacità di fidelizzare il consumatore e potenziare i risultati e la competitività dei clienti.

Il valore dell’esposizione sul punto vendita

La gamma di soluzioni offerte da Pasolini è composta da oltre 3 mila referenze che, unite alla continua ricerca e sviluppo, permettono di soddisfare ogni tipo di esigenza espositiva e comunicativa. Pasolini In Store Marketing si occupa dello studio e della commercializzazione di segna-prezzi di varie dimensioni con vari sistemi di aggancio, contenitori per l’esposizione di prodotti e espositori promozionali; innovative soluzioni che, grazie a rapporti in esclusiva con grandi produttori mondiali, permettono di riorganizzare lo spazio sullo scaffale e in corsia aumentando l’impatto emozionale e al contempo riducendo i costi di gestione. Un’attenzione particolare è attribuita alla scelta di materiali atossici di prima qualità, certificati e idonei agli alimenti. La divisione Pasolini Eco System studia ad hoc strutture e prodotti ecologici per esporre in modo compatto e personalizzato i prodotti creando aree, corsie o corner dedicati al tema ambientale. Da sempre pioniere in ambito di retail, Pasolini oggi è all’avanguardia nello sviluppo di soluzioni per il cross merchandising nella Gdo.

La divisione Pasolini Eco System si occupa di studiare ad hoc strutture e prodotti ecologici; ha inoltre l’esclusiva per la vendita in Italia dei contenitori Trade Fixtures, leader mondiale nelle soluzioni di vendita di prodotti alimentari sfusi.

Dal retail alla visual communication

Pasolini si è dotata di una divisione per la produzione di grafiche di grande formato destinata alla produzione di applicazioni per la visual communication per i settori della comunicazione sia esterna (grandi formati, insegne e totem) sia interna (decorazione di interni), della decodinamica, degli allestimenti per manifestazioni ed eventi e progetti speciali.

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Pasolini si pone come partner solution per la grande distribuzione organizzata offrendo soluzioni per il dispaly ma anche progettando le realizzando la comunicazione visiva in store.

PIERPAOLO PASOLINI Presidente a di Pasolini Sp

PASOLINI PROPONE SOLUZIONI ALL’AVANGUARDIA ANCHE PER IL CROSS-MERCHANDISING, QUALI STRATEGIE AVETE MESSO A PUNTO IN MERITO? Siamo un team che lavora per ideare e realizzare ambienti di vendita capaci di catturare la lealtà del consumatore e potenziare i risultati e la competitività dei nostri clienti. Tutti i nostri progetti si sviluppano attraverso strategia, ricerca, branding, design, architettura, produzione e interattività. Nel caso del cross merchandising abbiamo ideato e prodotto strutture che permettano di aumentare il sell-out di prodotti a bassa rotazione e allo stesso tempo consentano di migliorare il merchandising e lo spazio a scaffale. Quindi più spazio per le promozioni e maggior spazio fuori scaffale per il prodotto senza dimenticare efficienza ed efficacia del punto vendita. QUALI INNOVAZIONI AVETE INTRODOTTO DI RECENTE A SERVIZIO DELL’IN STORE MARKETING? Grazie all’esperienza di professionisti del settore e a partnership in esclusiva con le migliori aziende produttive di materiale e strutture espositive per il punto vendita presenti in Europa, in Nord America e in Estremo Oriente, analizziamo e apportiamo innovazioni nelle varie aree del punto vendita. Ciò permette di creare spazi efficienti dal punto di vista economico-gestionale, agevolando il lavoro agli addetti, migliorando l’aspetto espositivo e la permanenza nel punto vendita del consumatore. Sono un esempio i prodotti di razionalizzazione dello spazio a scaffale come lo space grid o l’easy roller, oppure i nuovi sistemi di distribuzione del prodotto sfuso, tendenza che sta affermando un nuovo modo di acquistare i prodotti sul punto vendita. QUANTO È IMPORTANTE PER UNA CATENA DELLA GDO AVERE UN UNICO INTERLOCUTORE SIA PER LE STRATEGIE IN STORE SIA PER LA COMUNICAZIONE ESTERNA? Per il retailer è importante avere un unico referente che segua la sua strategia in tutte le declinazioni, sia all’interno che all’esterno del punto vendita. Questo si traduce in risparmio in termini di tempistica, risorse umane ed economiche coinvolte. Tanto più la nostra azienda è coinvolta già nella fase di definizione dei piani strategici, tanto più diventa sinonimo di garanzia di successo. Ciò ci consente di comprendere al meglio le ragioni delle scelte, focalizzare per tempo gli orientamenti, fornendo al cliente l’approccio consulenziale che si concretizza in soluzioni e materiali innovativi e differenti.

Pasolini Spa è partner solution per la visualizzazione del prodotto sul punto vendita. La comunicazione di prezzo e delle promozioni; i contenitori e gli espositori dei prodotti sono il core-business dell’azienda a cui si aggiunge commercializzazione di prodotti e strutture espositive che rivoluzionano i sistemi di vendita delle più importanti Insegne. PASOLINI SPA via G. Di Vittorio, 12 z.i. 25030 Castelmella (BS) tel 030 2583122 www.pasolini.it

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CORSO SUI TESSUTI PER LA STAMPA DIGITALE TESSILE Corso formativo base sul mondo dei tessuti e la loro applicazione nel mondo della stampa digitale

La trattazione del corso Perché partecipare? Il corso intende spiegare e illustrare elementi e aspetti generali del mondo della produzione dei tessuti applicati alla stampa digitale tessile, un settore in forte crescita in Italia e all’estero. Per poter trarre i massimi benefici dal tessuto in ambito produttivo è indispensabile conoscerne le basi tecniche e operative. Il corso offre una panoramica a 360°, chiara ed efficace sulle principali tipologie di filati e la loro tessitura, sulle operazioni di stampa digitale e sublimazione, quindi, il finissaggio funzionale alla realizzazione di un prodotto di alta qualità.

Ti saranno fornite indicazioni indispensabili per comprendere e distinguere le principali differenze tra i tessuti sul mercato e quelli più adatti alla stampa digitale, le tecnologie e i plotter digitali tessili, le tipologie di presse e calandre; quindi come scegliere soluzioni e prodotti più adatte ai diversi flussi produttivi.

Corso a cura di: Giuseppe Bosio di BB Distribution e Sunnycom Publishing

Prima sessione Formazione base sui tessuti 9.00 - 9.15 Apertura e benvenuto 9.15 - 10.30 Filati - artificiali, naturali e sintetici 10.30 - 11.00 Tessitura Pt1 11.00 - 11.20 Coffee break 11.20 - 13.00 Tessitura Pt2

Seconda sessione Formazione sulle tecniche di stampa 14.00 - 15.00 Tessitura - tappeti e TNT 15.00 - 16.00 Finissaggio 16.00 - 16.20 Coffee break 16.20 - 17.00 Tecniche di stampa 17.00 - 17.15 Domande e risposte

Pausa pranzo 13.00 - 14.00 A cura dell’organozzazione

Modalità di partecipazione al corso Evento: Venerdì 12 Luglio 2013 Durata: 1 giornata Dotazione: materiale didattico e informativo esclusivo + abbonamento a 10 numeri di Italia Publishers Partecipanti: a numero chiuso su prenotazione (15 posti disponibili a sessione) Prenotazioni: aperte fino al 5 Luglio 2013 Location: hinterland milanese facilmente raggiungibile da autostrada/tangenziale* (Crowne Plaza a San Donato/Linate, NHotel a Milanofiori) Quota di partecipazione: 420 euro + iva a persona (pranzo compreso) Pacchetto azienda (min. 3 persone) : 380 euro (sconto pari al 10%) + iva Per registrarsi al corso o avere informazioni: tel. 02.48516207 - mail: amministrazione@sunnycom.it *(la location del corso sarà comunicata tempestivamente al raggiungimento del numero minimo di iscritti)


punto di...

di alexia rizzi

alexia.rizzi@sunnycom.it

alessandro

Rovelli

ALESSANDRO ROVELLI

Direttore Acquisti e Marketing di Limoni

LIMONI 25

Alessandro Rovelli, classe 1971, sposato e con due figli, è il Direttore Acquisti e Marketing di Limoni. È entrato in azienda nel settembre 2010, dopo un’esperienza nella filiale italiana UniEuro del gruppo inglese Dixons, prima come Regional Manager e successivamente in qualità di Category Director White Goods.


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Le profumerie Limoni, prima e dopo il progetto di refitting, denominato Revamp. La foto in alto presenta il layout e il visual prima del restyling e l’immagine in grande ritrae i nuovi eleganti punti vendita Limoni.

L’operazione Revamp trasforma gli shop LIMONI in veri e propri Beauty Space Revamp determina la nuova vita di Limoni: in cosa consiste questo restyling, in particolare, per quanto riguarda la comunicazione visiva?

La catena di profumerie Limoni conta oggi più di 400 punti vendita, entrati a far parte della catena in fasi diverse, che si sono avvicendate dalla nascita dell’insegna. Da agosto 2012, la società ha iniziato a mettere in atto un nuovo posizionamento strategico, volto principalmente ad attribuire continuità ai punti vendita sia dal punto di vista del layout e dell’immagine, sia per l’assortimento di prodotto ma anche per i servizi. Per questo è nato il Revamp, progetto di refitting finalizzato a ristabilire uniformità e omogeneità ai punti vendita, che, partendo dall’impatto visivo, vuole esprimere nuovi contenuti. Il progetto è iniziato a marzo 2013 con l’obiettivo di completare il restyling di 70 punti vendita entro il 2013, 100 nel 2014 e altri 100 nel corso del 2015.

Avete scelto un concept store di rottura con il passato o ci sono elementi di continuità?

Il restyling è di vera rottura sia dal punto di vista del concept sia della comunicazione visiva. Siamo partiti da un riposizionamento del brand creando forti sinergie con i marchi di alta gamma del settore cosmesi e profumeria e abbiamo creato attorno a questa strategia un impianto comunicativo basato sulla chiarezza di lettura degli spazi e su un layout uniforme. L’obiettivo era rendere immediatamente identificabili i brand “prestige” all’interno del punto vendita per creare maggior coinvolgimento del consumatore. Sono stati inoltre creati spazi dedicati ai prodotti novità, i così detti “must have”, attraverso una specifica identificazione visiva e con espositori progettati ad hoc, finalizzati a estrapolare i nuovi lanci dal paretale per posizionarli al centro dello store. Altro elemento con una forte identificazione visiva sono le aree di servizio per make up, nail e skin care, dove il consumatore può provare il prodotto.

La scelta cromatica rimane il bianco e il nero, si tratta di un legame con i colori dell’insegna originaria?

In realtà il significato di questa scelta è più legato al nuovo posizionamento di Limoni, che vuole

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associare la propria immagine a un concetto di lusso. Il bianco e il nero sono usati dai brand più prestigiosi come Dior, Armani, Chanel. Però in effetti è vero, in origine l’insegna Limoni aveva una grafica nero su bianco: evidentemente il lusso è nel nostro Dna da sempre!

Quali attività di in store marketing oganizzate per fidelizzare il target?

Un’importante attività in store è stata il lancio ufficiale della nuova Experience Card Limoni, che ha previsto eventi all’interno dei punti vendita accompagnati da due settimane di comunicazione mirata. Più in generale in tutti i punti vendita vengono organizzati eventi beauty o make up – sono in fase di sviluppo anche quelli dedicati a nail e skin care – realizzati con partner del mercato che coinvolgono le consumatrici nella prova dei prodotti: ogni settimana il protagonista è un brand diverso, per una shopping experience multisensoriale sempre nuova.

Quali elementi comunicativi/prodotti non bisogna mai mettere nella shop window di una profumeria e cosa invece funziona?

Funzionano bene i prodotti novità, sia che si tratti di profumi, make up o skin care, – in particolare nel momento in cui passano gli spot in tv – in quanto i brand investono molto per progettare una comunicazione di grande appeal per il lancio delle novità. Sono molto efficaci le comunicazioni promozionali che evidenziano dei vantaggi. Sono da evitare i prodotti prettamente di servizio, in quanto non attirano l’attenzione ma sono proposti in abbinata durante la vendita assistita. Nelle ultime vetrine che abbiamo realizzato l’uso della comunicazione 3D è stato efficace.

Dal visual merchandising al coinvolgimento del consumatore anche fuori dal pdv, come si caratterizza la shopping experience da Limoni? Le nostre iniziative prevedono un coinvolgimento del consumatore che continua al di fuori dello store seguendo un percorso a 360° in quanto integra tutti i mezzi digitali: dalle app per smart phone Limoni Mobile ai social network, dai direct mailing online alla nuova Experience Card Limoni.


punto di...

mission

Limoni è il retailer leader in Italia nel settore della profumeria selettiva con oltre 400 punti vendita distribuiti capillarmente su tutto il territorio nazionale. Limoni propone una scelta completa dei migliori marchi dedicati alla bellezza, al make up e al benessere per uomo e donna, in grado di soddisfare un pubblico sempre più attento ed esigente. Grazie alla sua filosofia innovativa, Limoni consolida di anno in anno la propria posizione di leadership con uno studio continuo del gusto e delle evoluzioni dell’offerta di settore perché ognuno trovi il prodotto perfetto per le proprie esigenze, avendo a disposizione l’eccellenza in ogni categoria di prodotto e su tutte le fasce prezzo. La competenza e la cura nel servizio sono un’ulteriore colonna portante dell’insegna, il cui obiettivo è proporre un’offerta personalizzata e dedicata alla soddisfazione del cliente, da sempre al centro della sua storia.

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retail | lighting design

Light design e spazio di retail Nel panorama di generale globalizzazione dei mercati e dei clienti, il light design dello spazio di retail è un potente mezzo di comunicazione e identificazione del lifestyle del brand commerciale. di Margherita Suss - margherita.suss@studiogms.it

Margherita Suss, professionista di progettazione illuminotecnica dello Studio GMS, dopo la laurea in Architettura al Politecnico di Milano, è entrata a far parte di AIDI, prima come Membro della Delegazione della Lombardia e poi nel Consiglio Direttivo Comitato Esecutivo, e dal 2002 è promotrice e docente dei corsi di Illuminazione per interni ed esterni dell’Associazione. È stata Vice Direttore dellla rivista Luce, per tre anni, e dal 2003 è docente del Corso di Illuminotecnica del Politecnico di Milano, facoltà di Architettura. È stata inoltre relatore di numerosi convegni sulla progettazione illuminotecnica e membro della giuria di concorsi internazionali di Lighting Design.

La semplice azione dell’accedere a un punto vendita è guidata da una complessa interrelazione di fattori, catalizzati dal filo rosso del richiamo emozionale presente nell’avventore, che può essere indotto da un’efficace promozione del brand e del prodotto attraverso la progettazione dello spazio di retail. Spazio, materia, colore e intento progettuale sono gli stimoli da recepire per dare origine a una soluzione creativa altamente comunicativa. Relegare la progettazione dell’illuminazione dello spazio di vendita a fatto meramente tecnicistico e industriale non può soddisfare il fine ultimo di integrare architettura e valorizzazione del prodotto, che può essere raggiunto solo attraverso un intervento specialistico e un concept illuminotecnico di qualità. Per questo, a partire da queste pagine e nei prossimi numeri di Vision, analizzeremo il ruolo della luce nella progettazione degli spazi di vendita e la sua influenza sulla visual communication nel retail. La luce artificiale modella gli spazi di vendita

Il progetto illuminotecnico professionale infonde riconoscibilità allo spazio, esprimendo il lifestyle, l’essenza del brand per caratterizzarlo nell’attuale panorama di globalizzazione dei mercati e dei clienti. La luce artificiale è infatti in grado di modellare gli spazi interni di vendita, oltre il fatto tecnico del “dare luce”, per divenire linguaggio scenico, espressione di un artificio ad alta tecnologia. Le tecniche di enfatizzazione del prodotto si ispirano all’esperienza teatrale, in cui il sapiente equilibrio tra luce d’ambiente e diretta crea differenze di illuminamento a esaltare la priorità dei personaggi. Già nella prima metà del ‘900 Richard Kelly, pioniere della progettazione della

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Immagini relative al progetto di lighting design realizzato per la Gioielleria Bucherer di Lucerna: gli apparecchi di illuminazione sono firmati iGuzzini (foto Günter Laznia).

“luce di qualità”, teorizzò la fusione dei concetti di psicologia comportamentale e di illuminazione teatrale nel light design. Nel retail l’Ambient Luminescence, l’illuminazione funzionale dell’ambiente, accompagna il compito visivo creando la scenografia di contesto per la visione e la comprensione dell’oggetto in vendita. Concetti ad ampio impatto sociale come la comunicazione globale, lo spirito ecologista, la cultura multirazziale, i mondi virtuali possono essere trasformati in ambientazioni luminose di tipo evocativo in cui i prodotti e il marchio si collocano come attori protagonisti. L’illuminazione d’ambiente non è l’obiettivo finale, ma la base del progetto in cui sposare luce naturale e artificiale per dare l’orientamento agli avventori consentendo loro di prevedere cosa accadrà nello spazio di vendita. Può essere raggiunta con accorgimenti di diffusione, pareti retroilluminate, apparecchi decorativi e luci indirette. Gerarchie di luce che enfatizzano il

prodotto

L’illuminazione del prodotto, la Focal Glow, crea le gerarchie di luce che assolvono il compito di attrarre il potenziale acquirente verso l’oggetto, conferendo un valore intrinseco superiore a quello reale. L’errore principale, e più comune nell’anonima progettazione non professionale degli spazi di retail, è la decontestualizzazione dei colori. Con il colore è invece possibile emettere segnali che l’acquirente può assorbire anche in un contesto più ampio e saturo di immagini distone. Le sensazioni e gli stimoli di colore, definiti apparenza cromatica, coinvolgono la vista e tutti i sensi fino a guidare, o cambiare, il modo di giudicare, considerare e agire dell’acquirente. Effetti di illuminazione di accento possono essere raggiunti con il posizionamento strategico di apparecchi a luce concentrata, creando contrasti di ombra e luce a sottolineare il dettaglio illuminato. L’intensità e l’indice di resa cromatica della sorgente luminosa, se scientificamente scelte, esaltano l’oggetto facendolo percepire come bello e appetibile. La luce diventa essa stessa

informazione

La consapevolezza che la luce possa, oltre che indirizzare l’attenzione verso le informazioni, essere informazione di per se stessa determina la così detta Play of Brilliants, il sapiente “gioco di brillanti” che aggiunge vita all’ambiente di vendita. Nella progettazione illuminotecnica moderna l’uso mirato di effetti dinamici, di riflessione e rifrazione catturano lo sguardo dell’avventore che diviene immediatamente ricettivo nei confronti del messaggio. Effetti di luce dinamica si ottengono con sequenze luminose, dissolvenze, variazioni del fascio luminoso, cambi di colore, che richiedono un’azione, per quanto inconscia, di decifrazione del messaggio, e proiezioni luminose, che invece comunicano direttamente all’acquirente. È così possibile informare su promozioni, eventi e qualità del prodotto e del marchio.

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retail | cross merchandising


in LIO G A T T DE DISPLAY ECONOMICI PER LA COMUNICAZIONE VISIVA: IN EQUILIBRIO TRA CINA E ITALIA

Dal 1998, Evoluzione Carta opera nel settore della Visual Communication e si propone al mercato italiano del retail e della Gdo con un’articolata gamma di espositori. “Siamo stati tra i primi in Italia a proporre alla nostra clientela un vasto assortimento di display. Inizialmente gli espositori che offrivamo erano per lo più italiani o comunque di provenienza europea. Negli anni abbiamo affiancato prodotti turchi e cinesi. Ora stiamo invertendo la rotta. Cerchiamo idee innovative e diverse a partire dalle esigenze dei nostri clienti. Molti dei nostri prodotti sono realizzati in Italia e su nostro disegno, cercando di coniugare economicità e qualità, senza rinunciare all’efficacia comunicativa dell’espositore”, spiega Roberta Cuzzolin, AD di Evoluzione Carta.

Un esempio di Brunelleschi, soluzione espositiva firmata Evoluzione Carta, che consiste in una cornice a scatto in alluminio, con protezione frontale, montata su colonna adatta per cambi frequenti di soggetto.

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Diversi esempi di soluzioni espositive che fanno parte delle due linee di prodotti firmate Evoluzione Carta (sotto), una per il cambio frequente del semplice stampato su carta e l’altra per messaggi promozionali con stampa adesiva su pannello rigido (linea Market foto a sinistra).

Un’offerta completa di soluzioni espositive per il mondo del retail e della Gdo. Per chi opera nel mondo del retail o della Gdo, la comunicazione visiva è vitale e necessita di supporti espositivi che catturino l’attenzione del consumatore frettoloso. Confrontandosi con questa necessità, Evoluzione Carta ha messo a punto due linee di prodotti, la prima per il cambio frequente del semplice stampato su carta, la seconda per messaggi promozionali con stampa adesiva su pannello rigido. Brunelleschi, Tiepolo Eco e Tiepolo Slim sono indicati per chi ha necessità di sostituire spesso la stampa. Si tratta di cornici a scatto in alluminio, con protezione frontale, montati su colonna per il Brunelleschi, o su cavalletto bifacciale per il Tiepolo. Il formato supportato è il 70x100 cm, a eccezione del Tiepolo Slim (60x140 cm). Per la pubblicità su pannello le soluzioni sono molteplici e tutte disponibili sul sito internet. Nuovissima la linea di cavalletti Market, realizzati in ferro e lamiera zincata per il montaggio di pannelli in pvc o polipropilene da 3 mm. Due misure a magazzino: Market90, di dimensioni contenute (50x93 cm), è ideale per i centri commerciali, in quanto cattura l’attenzione senza ingombrare; Market140, fratello maggiore (100x140 cm), è indicato per spazi più ampi in quanto di grande visibilità. Per quanto riguarda la gamma dei più classici piedini porta pannelli, uno dei prodotti di punta è rappresentato dal Deltaw. Ottimo per l’esterno, grazie alla forma triangolare e al peso, è realizzato in lamiera zincata, verniciata argento ed è sempre pronto a magazzino.

Evoluzione Carta si è affermata come punto di riferimento dei professionisti della stampa digitale, della grafica e della comunicazione visiva. L’azienda dedica molte risorse anche alla ricerca e all’importazione diretta, da produttori asiatici ed europei, di sistemi espositivi per la comunicazione fieristica e del punto vendita, settore di cui è stata pioniere. EVOLUZIONE CARTA Srl Regione Crocetta, 30/B 14018 Villafranca d’Asti (AT) Tel.+39 0141941008 e Tel. +39 0141942805 Fax. 800767698 info@evoluzionecarta.com www.evoluzionecarta.com

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retail | in store promotion

retail | visual merchandising

di Antonio Provenzano antonio.provenzano@sunnycom.it

In carica come Responsabile Visual Merchandising Service di Iper Montebello Spa, Antonio Provenzano è esperto di comunicazione visiva e di visual merchandising operativo. Da sempre impegnato nella formazione su questa disciplina presso università ed enti formativi, collabora con riviste di settore realizzando articoli e ricerche su visual merchandising e store design. È autore del best seller Visual Merchandising dal marketing emozionale alla vendita visiva.

Un’arma efficace:

LE ATTIVITÀ DI

INpromotion STORE In mercati a volumi fermi le attività di in store promotion sono un mezzo competitivo importante ma vanno pianificate e selezionate. 33


retail | in store promotion

Solitamente si suol dire che “Il principale fattore di successo di un’azienda è la capacità di dare al cliente più valore, rispetto ai suoi concorrenti. Trasmettere valore al cliente può significare anche armonizzare la qualità del prodotto e i prezzi, in modo da raggiungere le aspettative dei consumatori. Non è mai sufficiente fornire un prodotto di qualità, per sopravvivere”. Partendo da quest’assunto, si desume che il concetto di valore indica chiaramente quali sono i più importanti campi d’azione del merchandising e del marketing: la qualità del prodotto, la qualità del servizio, il prezzo e soprattutto la capacità di teatralizzazione. L’in store marketing dell’INDUSTRIA

L’in store promotion è una strategia di marketing finalizzata ad accrescere la presenza in store dei consumatori al fine di incrementare l’acquisto di prodotti specifici facenti parte della attività. Questa strategia spesso viene proposta direttamente dai produttori (industria) per enfatizzare un determinato articolo, oppure è organizzata dalla catena con lo scopo di far percepire al consumatore uno stile di vita che può ripercorrere all’interno dell’ambientazione realizzata. Spesso, tuttavia, l’enfasi principale viene da produttori di marca che tentano di creare brand awareness. Chiunque abbia trascorso del tempo in un supermercato o in un grande magazzino sa che c’è già una quantità enorme di in store marketing messo in atto dall’industria: video di prodotti, annunci pubblici, manifesti, striscioni, cartelli da terra, sono solo alcuni esempi. Per evitare di banalizzare le attività bisogna seguire alcune regole imprescindibili e strategiche quali: - Ogni in store promotion deve avere un obiettivo chiaro, in modo da essere sicuri di sapere che cosa si vuole ottenere prima di iniziare. - Comunicare in modo chiaro gli obiettivi al perso-

nale coinvolto nella promozione. - Infine essere consapevoli che i benefici delle attività sono principalmente a breve termine. È possibile aumentare le vendite o la consapevolezza durante la vita della promozione, ma questo svanirà subito dopo, a meno che non sia accompagnato da specifiche attività di richiamo o di riposizionamento. In base alle dimensioni e alla natura della promozione, si dovrà essere in grado di ridurre i costi coinvolgendo altre imprese non concorrenti che parteciperanno alla costruzione della teatralizzazione abbinando stili di vita e occasioni d’uso. Le attività in store possono essere di: - Animazione: per attirare l’attenzione del pubblico e focalizzarla su determinati obiettivi. -Tentata vendita: per promuovere gli acquisti d’impulso. - Affiancamento a venditori, hostess e promoter. - Degustazione. - Dimostrazione. - Sampling: ovvero la distribuzione gratuita di campioni di prodotto. - Vendita assistita: per promuove il prodotto con il supporto di gadget, buoni sconto, ecc.

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Creare una catena del VALORE

NdiODanNonEe all’interno della I Din A VIV e no, ha come tività di stor

L’at i un an rata di quas e al Gdo, dalla du il consumator re ge in sp di lo el are nel mondo obiettivo qu 2 cendolo entr fa to ot 50 m , od pr trial del isole di 25 e lle ne , to es e, qu teatralizzazion Danone. Per da una grande te ha n za iz io er at tt ic ra un ca omm ia BBoard C agonisti di cui l’agenz to, i veri prot et og pr il to za iz e al rs re e ve di to idea k up di ti stessi: moc ot ck od pa i pr i m si no is so mos roducono i fa e con nt ie cl il o dimensioni rip nd na ionale, avvici della multinaz te ad hoc. ia ud st e, rs modalità dive

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N O I T O M O R P e r o In st

FORMATO SU MISURA

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Il punto vendita investe quindi in diverse iniziative, tra cui l’allestimento di stand dedicati, la presentazione di prodotti e servizi, la distribuzione di materiale informativo, prove e dimostrazioni dirette del prodotto. Abbiamo detto che un’azienda, per conquistare e mantenere un determinato spazio sul mercato, deve offrire valore al cliente. Questo viene creato attraverso la catena del valore, ovvero un sistema che si traduce in un processo ciclico che finisce e inizia con il consumatore e il marketing. Esso dovrà quindi procedere attraverso programmi di ricerca del mercato per misurare il grado di soddisfazione della clientela, in termini di prodotto, e sarà caratterizzato in modo da portare proposte di miglioramento al prodotto o al servizio dell’azienda. Compreso il funzionamento più adatto della catena del valore, sarà necessario sottolineare l’importanza delle attività di in store promotion, quale elemento propulsivo di questo sistema, poiché mettono in relazione diretta il produttore e il consumatore nella fase più importante dell’acquisto, ovvero il punto vendita.

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succes

Lo store concept del primo monomarca Le Babe, brand di calzature made in Italy, è stato concepito e realizzato da Visual Display, visual marketing advisor che ha dato vita a un progetto basato su elementi studiati per conferire al design stile, unicità e riconoscibilità ma che al contempo garantisse la replicabilità del format in ambito internazionale. Il risultato è design che offre una shopping experience indimenticabile in ogni parte del mondo.

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STORY

Le Babe, store concept “pop&pink” by Visual Display


Il cuore rosa shocking, marchio di Le Babe, usato come orecchino della protagonista della wall paper, dal catalogo Wall & Decò , è un segno inconfondibile di stile e cura del dettaglio.

Un retail design dal respiro internazionale

Il lettering rosa shocking di Le Babe spicca ben visibile attraverso la shop window del primo monomarca, stringendo tra le due parole il cuore inclinato teso al futuro, marchio dell’azienda friulana Ferca ‘81, che produce ed esporta in tutto il mondo le proprie inconfondibili ballerine e décolleté. Accentuare l’anima pop del brand di calzature, per costruire uno store concept deciso e coinvolgente, è una strategia che potrebbe sembrare scontata, ma Visual Display, che ha curato il retail design tenendo a battesimo la prima apertura nel centro storico

di Udine – città natale di Ferca ‘81 – dando il via al nuovo progetto retail, non ha ceduto a luoghi comuni. Lo stile che contraddistingue i progetti dell’azienda specializzata in marketing at retail, store & exhibit design e visual merchandising – anch’essa friulana – è emerso senza compromessi e senza lasciare al caso neanche il più piccolo dettaglio. Visual Display oltre a lavorare su elementi di unicità e riconoscibilità che, oggi più che mai, sono valori imprescindibili per un brand come Le Babe, ha basato il progetto su elementi studiati per garantire la replicabilità del format in ambito

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Volumi espositivi semplici ed essenziali rendono il prodotto il vero protagonista del punto vendita. Lo store concept “pop” del nuovo punto vendita Le Babe è studiato per coniugarsi perfettamente a qualsiasi contesto, sia nei centri storici delle città che nei centri commerciali, che ospiteranno future aperture nel mondo.

internazionale. Questa caratteristica, per cui Visual Diplay vanta una forte esperienza, è fondamentale per un’azienda che ha l’obiettivo di espandere il progetto commerciale con nuove aperture in Italia e nel mondo.

Uno store concept “pink” in tutti i sensi

Linee progettuali semplici e dettagli di stile rendono lo spazio di vendita del flagship store Le Babe unico e distintivo: uno spazio dedicato alle donne il cui concept è stato sviluppato quasi esclusivamente da un team di donne, il cui tocco essenziale e di stile ne costruisce la caratterizzazione. Visual Display ha optato per una scelta cromatica in cui dominano i toni del grigio per creare uno sfondo neutro che dia il massimo risalto alle calzature con l’aggiunta equilibrata di colori a contrasto. La carta da parati Wall & Decò rappresenta il tocco glamour del concept insieme al richiamo al design delle lampade Plumen. “Il nostro approccio progettuale – spiega Giorgio Di Bernardo, AD di Visual Display – fa sì che il marchio crei un collegamento reale con le persone che incontra e che tale legame diventi esperienza di consumo positiva. Nel caso di Le Babe – grazie all’esperienza nel settore per marchi quali Geox, Scholl e Diadora – il progetto si sviluppa su più canali, sia quello del retail tradizionale, attraverso lo sviluppo del concept monomarca, sia quello delle grandi catene con strumenti di visual merchandising”.

Visual Display dal 1999 aiuta i brand a promuovere il loro potenziale commerciale nei luoghi di consumo, attraverso la ricerca, la sperimentazione, le strategie, la creatività e l’esperienza di molti progetti realizzati. Per questo l’azienda si definisce Visual Marketing Advisors. VISUAL DISPLAY via Fabio di Maniago 15 33100 Udine (Ud) Tel. 0432 600331 - Fax 0432 603678 info@visualdisplay.it visualdisplay.it

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MARKETING direzionale il GPS del PDV di Alexia Rizzi

alexia.rizzi@sunnycom.it

Retail dove sei? A rivelarci le coordinate di shopping center e punti vendita di ogni tipo, una fitta rete di segnaletica che appartiene alla classificazione del marketing direzionale. Nell’era degli smartphone e della navigazione GPS è ancora utile la segnaletica direzionale promozionale, quell’apparato multiforme e variopinto di mezzi di comunicazione sponsorizzati dal retail e dalla grande distribuzione che servono a fornire indicazioni sulla collocazione nel tessuto urbano e suburbano di punti vendita, outlet e shopping center? Certo che sì! In queste pagine analizziamo il marketing direzionale statico, riservandoci di approfondire quello dinamico in un prossimo articolo.

Supporti, tipologie e formati

Il mezzo di comunicazione direzionale più classico è rappresentato dalle frecce segnaletiche, che rispondono all’esigenza primaria di ogni esercizio commerciale di farsi trovare facilmente dai propri clienti. Possono esse monofacciali o bifacciali e il loro formato è di 25x125 cm; spesso sono posizionate su cartelli stradali già installati. Per renderle ancora più visibili e facilmente individuabili, si possono applicare pellicole rifrangenti.

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outdoor

marketing direzionale Barriere parapedonali

Un esempio di comunicazione direzionale posizionato sulla barriera parapedonale in prossimità di una rotatoria. Questo tipo di supporto è efficacissimo in quanto il messaggio che riporta è ben visibile sia dai pedoni sia dagli automobilisti.

Un esercito di piccoli “soldati”

Di piccole dimensioni ma efficacissimo, questo tipo di segnaletica direzionale, posizionata in serie nelle strade urbane ad alta frequentazione, sfrutta le strutture di supporto dei lampioni e gioca sulla ripetitività e sulla semplicità della grafica.

Il classico 6x3

L’ora esatta...

Il marketing direzionale utilizza i formati e i supporti dei pannelli pubblicitari: dai a più piccoli 3x2 al classico 6x3 si può passare anche a dimensioni molto grandi come ad esempio il 15x4. Il loro posizionamento è regolamentato da precise normative comunali.

Nell’era degli smartphone forse appare un po’ retrò questo tipo di touch point, di cui si trovano molti esemplari nelle aree urbane. Sfrutta la capacità di attirare l’attenzione dell’orologio per fornire indicazioni direzionali per gli esercizi commerciali.

Ma tra tutti gli impianti di marketing direzionale sono le meno ricche di comunicazione visiva perché prevedono indicazioni solo di testo. Per attirare l’attenzione di un pubblico più vasto il retail ricorre ai formati dei classici pannelli pubblicitari, ai più piccoli 3x2 al classico 6x3 si può passare anche a dimensioni molto grandi come ad esempio il 15x4 per renderli particolarmente visibili anche a distanza e alle velocità del traffico extraurbano. Nelle aree urbane si trovano spesso serie di cartelli di piccole dimensioni che attirano l’attenzione grazie alla ripetitività del messaggio; oppure dall’aria più retrò i cartelli posizionati su strutture con l’orologio, che indicano la prossimità di un esercizio commerciale. Anche le barriere che proteggono i pedoni dal traffico lungo le strade cittadine, dette parapedonali, sono mezzi utilizzati per il marketing direzionale, in quanto questi arredi sono costantemente sotto gli occhi sia dei pedoni sia degli automobilisti. I retailer o le catene della Gdo possono decidere di utilizzare una sola barriera o una serie, come nel caso delle scritte che si sviluppano orizzontalmente. Le pensiline di attesa degli autobus sono ottimi supporti per il marketing direzionale. Quali sono i materiali più usati nella cartellonistica? Le lastre monospessore tra cui: pvc semiespanso, pvc rigido, policarbonato alveolare, polistirolo carbonato, alluminio e plexiglass oppure cartelli come ad esempio quelli in vetro resina o alluminio ribordato.

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COSA è utile sapere •ANACS – Associazione Nazionale Aziende di Cartellonistica Stradale (www.anacs.it) è l’associazione che riunisce le aziende che si occupano di cartellonistica stradale. Fornisce supporto alle aziende del settore, contribuendo a migliorare le relazioni con le Pubbliche Amministrazioni nel rispetto delle normative. • Regolamento per la disciplina della pubblicità stradale sulle strade di competenza ANAS Spa, scaricabile da www.aifilinforma. it/wp-content/upls/2011/07/regolamentodisciplina-pubblicita-stradale.pdf. • Imposta Comunale Sulla Pubblicità (ICP) www.contribuenti.it/icp/index.asp A livello locale è il riferimento per chi si occupa di cartellonistica stradale.


STORY

succes

J-Teck3 dieci anni di successo!

Nel maggio 2003, esattamente 10 anni fa, nasceva J-Teck3 con la missione precisa di produrre inchiostri digitali a base acqua per entrare nel mercato di nicchia relativamente nuovo e inesplorato della stampa tessile digitale. Dieci anni dopo il management dell’azienda afferma con orgoglio che la missione è stata compiuta: J-Teck3 è un’azienda il cui successo si basa su un team affiatato che lavora con passione alla ricerca di soluzioni e prodotti innovativi per la soddisfazione del cliente e per la crescita della tecnologia digitale. 42


Cambiamenti e sfide che fanno crescere

In questi 10 anni J-Teck3 ha vissuto moltissimi cambiamenti e affrontato sfide importanti! È cresciuta in personale, capacità produttiva, fatturato ed espansione sul mercato. Si può dire che oggi è leader tra i produttori mondiali di inchiostri digitali per la stampa del poliestere, i cui prodotti sono esportati in tutto il mondo dall’Australia alla Cina, dal Brasile alla Russia. Il core business dell’azienda è dato dagli inchiostri dispersi per sublimazione e stampa diretta. Tanti sono stati i prodotti innovativi lanciati da J-Teck3 in questi 10 anni! Nel 2004 nasceva la linea J-Eco con i prodotti Subly, per stampa transfer, Flag per stampa transfer e diretta e Print, per stampa diretta: prima linea ecologica priva di Alchilfenoletossilati (APE). Nel 2007 ecco la Nanodot Technology, processo produttivo che riduce il pigmento in nanoparticelle. Nel 2009 è la volta di EPS, sistema brevettato per stampa tessile digitale bifacciale. E infine, nel 2011, nasce J-Next Subly, primo inchiostro con tecnologia “Cluster” studiato per testine DX6 e DX7: un grande successo che rappresenta, a oggi, la linea più venduta dell’azienda! Ma il mercato della sublimazione digitale è in continua crescita non solo per le applicazioni più comuni come la stampa di maglieria sportiva e soft signage, ma soprattutto per la produzione industriale quale la stampa tessile per abbigliamento e prodotti moda.

La comunicazione visiva per J-Teck3 è importante, dato che il suo core business è la produzione di inchiostri destinati anche al mercato grafico.

Il segreto del successo sta nel team!

Per adattarsi a questo nuovo sviluppo del mercato tessile digitale, J-Teck3 sta facendo e ha in programma nuovi e più consistenti investimenti in termini produttivi: strutture e macchinari, ma anche in ricerca e sviluppo, quindi nuovi e più performanti prodotti che saranno lanciati nel corso del 2013. Sicuramente sarà un grande 2013: parola di J-Teck3! Sia per le novità che saranno presentate sia per i festeggiamenti che si stanno preparando per celebrare adeguatamente questa tappa così importante! Tra le attività previste: un viaggio di 4 giorni per il personale dell’azienda e un evento dedicato ai rivenditori e collaboratori stranieri a Londra, in occasione di Fespa! Con questo l’azienda vuole ringraziare e festeggiare sia le persone che hanno creduto dall’inizio nello sconosciuto brand J-Teck3 sia quelle che lavorano e collaborano quotidianamente alla sua crescita, con spirito di squadra e senso di appartenenza a un’azienda che ha individuato e riconosciuto nelle molte caratteristiche e qualità del suo team, il segreto del suo successo!

J-Teck3 è produce, sviluppa e commercializza inchiostri per la stampa digitale nell’ambito tessile e grafico. L’azienda è focalizzata sulla tecnologia digitale, nella ricerca di nuovi prodotti e soluzioni per la crescita di un mercato tecnologicamente avanzato. J-TECK3 SRL via per Montorfano, 68/70 Albese con Cassano (Co) Tel +39 031428102 info@j-teck3.com www.j-teck3.com

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retail | cross merchandising

L’uso proattivo del cross selling Come introdotto nel precedente articolo, a causa dell’attuale situazione economica e del relativo calo dei consumi, incrementare le vendite oggi non vuol dire più acquisire nuovi clienti ma tener ben stretti i propri, facendoli spendere di più. Come? di Taryn Di Ventura - diventura.taryn@libero.it

Taryn Di Ventura, nasce a Roma, a 18 anni si trasferisce a Milano per frequentare l’Università Bocconi dove si laurea in Economics of art, culture, media and entertainment. Seguendo la filosofia per cui “Milano offre una possibilità a tutti, ma una sola”, Taryn si mette subito in gioco cominciando a lavorare in una grande agenzia di comunicazione dove si occupa di PR e ufficio stampa, per poi entrare nel mondo della cosmesi con Chanel nell’organizzazione eventi e in L’Oréal, prima nel commerciale e, in seguito, nel trade marketing. Oggi si occupa di sell out e visual merchandising.

Con la strategia del cross selling e l’aiuto del cross merchandising, è possibile stimolare la vendita incrociata o vendita extra, di un prodotto/servizio aggiuntivo rispetto a quanto richiesto o già posseduto dal cliente. Come funziona il cross selling? A cosa deve il suo successo? Questa nuova strategia di vendita consente alle aziende, nonostante il difficile periodo economico, di incrementare le vendite e i guadagni riuscendo contemporaneamente ad aumentare il valore dell’azienda per il cliente e il valore del cliente per l’azienda aprendo le porte al nuovo marketing che non è più esclusivamente pubblicità, ma anche rapporto. Aumentare il valore

dello scambio

Quando il mercato soffriva meno la crisi economica, la fidelizzazione del cliente passava attraverso l’up-selling, tecnica di vendita nata per offrire al consumatore qualcosa di maggior valore rispetto alla sua scelta d’acquisto iniziale – ad esempio l’estensione di garanzia – o la vendita di quantità maggiori dello stesso prodotto. Oggi il cross selling aumenta il valore dell’intero scambio, non solo del prodotto. In un mercato così competitivo e aggressivo una visione di business orientata solo al prodotto non è più sufficiente a garantire la fidelizzazione. Oggi, se la vostra offerta può essere facilmente sostituita dalla concorrenza, lo sarà. Per questo è importante aumentare l’affidabilità sul lungo termine per ottenere una fidelizzazione che resista alle offerte della concorrenza e metta in difficoltà i competitor nel sostituirsi. Questo è possibile solo con una visione di business orientata al cliente (customer-centric) e non più solo al prodotto (productcentric) e che fidelizzi il cliente non più solo al prodotto ma al comportamento complessivo di acquisto.

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retail | cross merchandising

Un esempio di cross selling nella Gdo. Foto GPC Marketing.

Costruire una relazione

con il cliente

La sfida del “nuovo” marketing è usare il cross selling in modo pro-attivo: L’analisi dei clienti è il primo passo per scoprire un profilo di acquisto, le associazioni e complementarietà tra prodotti/servizi acquistati – anche nel passato – e i comportamenti e le esigenze complessive della domanda. Tali informazioni sono fondamentali per pianificare le attività future in termini di nuove soluzioni di offerta (mix di prodotti e servizi). Le performance commerciali vanno valutate periodicamente ed è fondamentale, una volta definite, condividere gli obiettivi commerciali e di marketing con tutte le funzioni aziendali coinvolte. Il successo del cross selling sta nel concentrare gli sforzi sulla qualità della vendita per costruire, in un’ottica di lungo periodo, una relazione con i clienti che vi renda leader nella loro soddisfazione. Non basta vendere tutto a tutti, occorre consigliare e dimostrare quanto i beni o servizi aggiuntivi completino l’acquisto originario. Un esempio è Amazon, quando selezioniamo un libro, il sito automaticamente, oltre a guidarci nell’acquisto, ci propone una lista di altri libri che a partire dalla nostra scelta potrebbero interessarci o l’elenco di altri libri acquistati da persone che hanno comprato lo stesso libro. Questo significa parlare al cliente attraverso i prodotti. Il cross selling, una mission

aziendale

Alcune aziende hanno abbracciato la strategia del cross selling al punto di farla diventare una mission aziendale. Una strategia che non nasce per il punto vendita, ma direttamente dal punto vendita. Clinique, azienda cosmetica con forte impronta dermatologica, propone soluzioni specifiche per esigenze della pelle creando all’interno di una routine di bellezza e trattamento, l’associazione di prodotti diversi ma complementari, per rispondere a queste esigenze. L’invenzione delle coppie perfette di prodotto, (associazione di un prodotto di trattamento che cura una determinata problematica a un prodotto di make-up specifico per coprire la stessa problematica) si propone di stimolare un acquisto aggiuntivo partendo dal presupposto che chi acquista un prodotto di trattamento per curare una problematica della pelle, lo fa per non vederla sul suo viso e quindi vorrà coprirla, viceversa se si acquista un prodotto per coprire un’imperfezione della pelle, nel consumatore ci sarà a monte il desiderio di curarla e quindi di eliminarla con un prodotto di trattamento. Dalla coppia perfetta, si sviluppa una serie più ampia di prodotti dedicati a ogni particolare esigenza che costituiscono una vera e propria routine personalizzata, la cui fidelizzazione molto difficilmente sarà abbandonata. Insegnare a dare al cliente prima che il cliente chieda, tutto quello di cui ha bisogno e anticipare con il cross merchandising il suo percorso logico, sono per le aziende due qualità dal valore inimmaginabile che conducono il mercato verso una dimensione qualitativa dell’acquisto e un terreno di gioco professionale in cui la gara non si gioca solo sul prezzo, ma in cui ci si possa augurare che “ Vinca il migliore!”

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retail | design

di Alessandra Furlan furlan.alessandra.arch@gmail.com

Giovane architetto udinese, dopo la laurea nel 2012 entra nel mondo Retail Design attraverso un’esperienza lavorativa all’interno del gruppo Benetton. Coltiva spiccati interessi per il mondo del retail e per tutto ciò che ruota intorno alla grafica e all’interior e product design. Vincitrice nel 2013 del premio “Vocazione Roma per Campus Mentis”, con una proposta per un network cittadino di pop-up store.

Le ARCHITETTURE dello

SHOPPING Il compito del retail è tradurre in concept, esigenze estetiche, commerciali, tecniche e funzionali

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retail | design

Lo store, nella sua accezione contemporanea, è un vero e proprio palcoscenico dal quale viene raccontata una storia, un’emozione, un’idea. Ma quali sono gli attori e i registi, quali le scenografie di cui si avvalgono e quali gli strumenti che consentono all’azienda di raccontare tale storia agli spettatori-consumatori? Gli articoli dedicati al retail design di cui il presente apre una serie, intendono rispondere a queste domande introducendo una disciplina tanto complessa quanto affascinante di cui analizzeremo gli aspetti più interessanti.

Ontologia del RETAIL DESIGN

La disciplina del retail design nasce nel mondo anglosassone a partire dagli anni ’80; solo nell’ultimo decennio, però, il design ha assunto un ruolo preponderante in tutti gli aspetti del retail, non solo quelli legati allo spazio fisico di vendita: si pensi, ad esempio, a tutte le discipline legate al product design, al packaging design, al visual merchandising e, infine, allo store design. Quest’ultimo settore, in particolar modo, ha recentemente visto un’ulteriore evoluzione, grazie al passaggio dal concetto di negozio tradizionalmente inteso, ovvero uno spazio di mera esposizione del prodotto aziendale, a quello di vero e proprio store (declinato poi nei vari flagship store, concept store, temporary store, ecc.), che diventa uno spazio ibrido in cui l’attività del consumo viene contaminata da altre attività sociali, culturali e di entertainment, diventando così una vera e propria shopping experience. Oggi il consumatore non acquista più solo un prodotto, bensì un vero e proprio lifestyle, sposando una determinata filosofia o rimanendo suggestionato da una particolare emozione. Il

retail design può, pertanto, essere oggi considerato un settore multidisciplinare, in quanto il progettista deve avere un’elevata conoscenza delle diverse variabili alla base del proprio progetto, quindi possedere nozioni di marketing, comunicazione, visual merchandising e psicologia; si può definire, inoltre, una disciplina multitemporale, in quanto strettamente legata alle esigenze di un mercato in continua evoluzione e sempre più esigente. Il messaggio che lo spazio di vendita deve veicolare è strettamente legato al brand, ovvero all’insieme di valori che l’azienda vuole trasmettere attraverso il proprio prodotto, pensato per un determinato target di acquisto. Considerando, dunque, tutte queste variabili, il progettista di spazi di consumo concentra tutto questo in un concept che sintetizza i valori dell’azienda e la sua immagine di riferimento: solo a questo punto entrano in gioco tutte le componenti tipiche dell’interior design quali luci, colori, proporzioni e materiali, che non sono però pensate dal retail designer in una mera accezione estetica, bensì costituiscono una scenografia sempre funzionale alla comunicazione di un messaggio.

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e r u t r e p a nuove

rubrica

di giannina airaghi

giannina.airaghi@sunnycom.it

vedi anche

Puma Roma

è quello dei giovani che avranno a disposizione lobby luminose e spaziose dal design elegante e chic, computer gratuiti e connessione Wi-Fi cui accedere in libertà, aree per incontrarsi e lavorare con grandi pareti attrezzate e televisori da 56 pollici per presentazioni. L’intervento di Ikea caratterizzerà gli arredi per le tecniche di costruzione che utilizzerà.

Design innovativo e sostenibilità per il nuovo Puma Store riaperto a IKEA & MARRIOTT Roma dopo un periodo milano www.moxyhotels.com di restyling. 140 m2 con elementi architettonici di grande impatto, come il muro di cinque metri all’ingresso caratterizzato da elementi distintivi della marca. Finestre e specchi ampliano gli spazi, nei camerini il logo Puma si unisce a iscrizioni murali in latino, il Puma Peepshow è un box rosso dotato di schermo video che, al tocco, si apre e mostra divertenti filmati. Il punto vendita di Roma si allinea al Il nuovo store del gruppo nuovo concept Retail 2.0, H&M ha aperto a Milano un format che si focalizza in corso Vittorio Emanuele 1 un punto vendita di sulle calzature e dà risalto 900 m2 su quattro piani, ai valori cardini del brand con una vasta offerta quali joy e sustainability. di accessori, gioielli e PUMA ready-to-wear. Il piano roma seminterrato è dedicato www.puma.com alle calzature e il primo piano alla bellezza. Le grandi finestre della facciata illuminano lo spazio e ne esaltano le dimensioni, così come il soffitto con travi a vista e i grandi pilastri. Anna Teurnell, head of design di & Other Stories, ha spiegato le ragioni Nasce dall’alleanza dell’opening milanese tra Marriott e Ikea una dichiarando che “Milano nuova catena di hotel è la destinazione per la che si chiamerà Moxy, 50 moda più sofisticata, strutture ricettive low cost elegante, classica e che apriranno nei prossimi innovativa allo stesso cinque anni in Europa, con tempo, con grande l’obiettivo di raggiungere attenzione per i dettagli e le 80.000 stanze nel 2015. gli accessori”. La prima apertura sarà a & OTHER STORIES Milano Malpensa nei primi milano mesi del 2014. Il target www.stories.com

& Other Stories

Ikea&Marriot

Lo store

Il department store di Coin uno spazio suddiviso in cinque piani, vanta un importante progetto di interior design curato da Aldo Cibic e Vincenzo De Cotiis.

Excelsior Milano Il brand di lusso del gruppo Coin conquista Verona

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l brand del gruppo Coin, dopo l’apertura di Milano, sbarca a Verona con uno store di 3700 m2 nella centralissima via Mazzini. Lo spazio, uno storico building su 5 piani, è quello che ospitava il Supercinema ed è stato trasformato in un luogo di shopping metropolitano da Aldo Cibic e Vincenzo De Cotiis. Il basement è dedicato alla food hall “Eat’s Store” che si rivolge a un pubblico di gourmand. Al ground-floor le “it-bag” più desiderate, lo shop-in-shop di Tiffany & co., lo spazio Beauty e il GrandCaffè Excelsior. Ai piani superiori la moda uomo e

donna, selezionata dalla famiglia Galli, titolare delle boutique Folli Follie, per offrire una selezione ragionata di altissimo livello. “A Verona, Excelsior Milano porge con ampio respiro la moda – dice Stefano Beraldo, AD di Coin – offrendo alla città uno spazio dedicato ma aperto, con una selezione dei più noti e importanti marchi del lusso, un’offerta nuova e coinvolgente, capace di dare visibilità a brand di prestigio all’interno di un unico luogo”. Excelsior Milano via Mazzini, Verona www.excelsiormilano.com

THE PRACTICE OF CONSUMPTION AND SPACES FOR GOODS di Francesca Murialdo Disponibile sia in formato kindle sia epub; con link che permettono di raggiungere i siti dei progettisti, i blog, e tutto l’enorme apparato iconografico che la rete offre. www.labomint.it

Progettare i nuovi spazi

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Vision n. 02 / 2013