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Davide Zavagnin

Nr.Matr:158778

Report finale per seminario “Laboratorio di Social Innovation”

Sport fra manutenzione e promozione Confronto fra due realtà diverse: Bolzano e Vicenza

Abstract Questo progetto di ricerca analizza due modalità di gestione degli impianti sportivi cittadini: tramite cooperativa come nel Comune di Bolzano e tramite società sportive come nel Comune di Vicenza. Effettuerò un confronto fra queste due modalità evidenziando le differenze per quanto riguarda l’aspetto della manutenzione dell’impianto e della promozione dello stesso. L’obiettivo è individuare un modello smart, efficiente e snello.

My research project analyses two typologies of civic sport facility: cooperative model, into municipal district of Bolzano, and model opened to sport societies of municipal district of Vicenza. I’ll compare these models highlighting the differences about maintenance of structure and promotion of it. The goal is to individualize a smart, efficient and agile model.

Obiettivi Il mio progetto si pone l’obiettivo massimo di identificare quale sia il modello migliore per la gestione degli impianti sportivi comunali di una città. La mia attenzione si è rivolta sia alla pubblica amministrazione, i comuni di Bolzano e Vicenza, sia su una cooperativa che opera nel settore, la bolzanina Sport City. Ho preso in considerazione due aspetti della gestione: la manutenzione degli impianti e la loro promozione. La manutenzione quotidiana, pulizia e messa a norma è certamente un aspetto fondamentale della gestione: ma occorre andare oltre valorizzando l’impianto stesso al fine di utilizzarlo a 360°. Spesso succede, infatti, che gli impianti sportivi, come palestre o campi coperti da tensostrutture, non siano utilizzati per la maggior parte della giornata, per essere occupati solo nelle ore serali. È necessario quindi sfruttare queste strutture al meglio, poiché spesso hanno un costo importante, sia di 1


costruzione che di mantenimento, offrendo iniziative che si aprano a tutta la comunità, non solo agli sportivi, al fine ridurre le ore di inutilizzo. Fondamentale diventa quindi la promozione degli impianti per far sì che siano conosciuti: per fare ciò occorre andare oltre ai canali tradizionali (manifesti, sito internet, passaparola), adottandone di nuovi, come gli emergenti social network che si stanno sempre più imponendo come un media efficace per le aziende e la pubblica amministrazione. I social media possono quindi diventare un’arma in più per quanto riguarda la promozione di un impianto sportivo e le attività ad esso collegate, ma sta all’amministrazione e agli uffici sfruttarli al meglio. Essi si sono diffusi massicciamente solo da pochi anni e probabilmente lo faranno sempre più aumentando costantemente il loro bacino di utenza: è opportuno quindi che chi gestisce impianti sportivi comprenda l’importanza dei mezzi che offre il web 2.0 e li sappia sfruttare al meglio. Dal tema principale che ha indirizzato questa mia ricerca, si possono indagare delle utili questioni: chi sa meglio gestire un impianto sportivo? e chi sa meglio promuovere un impianto sportivo?

Metodologia seguita Come ogni ricerca che si basa su un confronto, sono stati due i fronti su cui ho operato. Da una parte il Comune di Vicenza, nello specifico l’Ufficio Sport, e dall’altra la cooperativa Sport City e il Comune di Bolzano. Per quanto riguarda il fronte vicentino, non ho trovato particolari difficoltà, avendo la fortuna che mio padre, Fausto Zavagnin, è Dirigente dell’Ufficio Sport. Gentilmente mi ha spiegato come il Comune di Vicenza gestisce gli impianti sportivi, attraverso delle convenzioni con le società sportive che operano in quel determinato impianto. Ho avuto modo anche di parlate telefonicamente con una dipendente che mi ha illustrato le intenzioni dell’ufficio di aprirsi ancor più ai social media per promuovere le attività sportive e creare un dialogo più diretto e profondo coi cittadini. Grazie al prezioso contatto datomi dal Dott.Lantieri, ho avuto modo di organizzare un’intervista discorsiva col Sig.Massimo Moretti, Direttore tecnico-amministrativo della cooperativa Sport City che, da una ventina d’anni, gestisce un ampio impianto sportivo per conto del Comune di Bolzano. L’intervista è stata piacevole, snella e parecchio utile, dato che sono stati trattati in modo esaustivo tutti i punti cui tenevo aver chiarimento. Al fine di comprendere in modo più chiaro il rapporto della cooperativa in questione con il Comune di Bolzano e come quest’ultimo gestisca nel complesso i propri impianti, ho conversato telefonicamente col Dott.Berantelli, Direttore Ufficio Manutenzione e Gestione degli Impianti Sportivi, il quale mi ha spiegato la tendenza da parte del Comune stesso ad affidare le strutture a delle società sportive. Purtroppo non ho avuto occasione di avere un colloquio, anche telefonico, con la Dott.ssa Pichler della Ripartizione Patrimonio ed Attività 2


Economiche, indicatami dal Dott.Berantelli come dipendente comunale maggiormente qualificata sul tema da me trattato, ciò non ha comunque pregiudicato il mio cammino di ricerca. La mia concentrazione, ai fini della ricerca, è rimasta comunque sulla cooperativa, poiché a Vicenza non sono presenti situazioni equivalenti. Le cooperative di gestione degli impianti sportivi di Bolzano, Sport City non è l’unica, sono una particolarità, uno strumento adottato dal Comune alternativo alla convenzione con le società sportive. Sport City è divenuto nella mia indagine l’elemento di confronto del modello bolzanino. Chiaramente il tempo che ho dedicato a questo lavoro è stato congruo alla portata del seminario, perciò non ho avuto modo di effettuare ricerche approfondite, entrando nei punti specifici riguardo ad esempio le concessioni o i contratti, ma mi sono limitato ad effettuare un confronto di respiro generale. Ciò non ha comunque reso insufficiente la mia ricerca: considerati gli obiettivi, credo di essermi mosso in maniera corretta attraverso le opportunità che mi si sono presentate, sfruttando i contatti ed ottenendo da loro le informazioni necessarie. Utile è stata anche la lettura di due vademecum: il primo redatto dall’ANCI sulle smart city, il secondo curato dalla Formez PA sulle possibilità d’uso dei social media per la pubblica amministrazione.

Confronto dei risultati fra i Comuni di Bolzano e Vicenza Come già accennato fra i due comuni in questione possiamo riscontrare in buona parte il medesimo sistema di gestione degli impianti sportivi, ossia sia attraverso la stipulazione di convenzioni o concessioni a delle società sportive. Questo sistema è esclusivo, nel nostro caso, solo per il Comune di Vicenza, dato che il Comune di Bolzano dà la gestione di alcuni impianti a delle cooperative (è su questa differenza che verte la mia indagine) o li gestisce direttamente coi propri dipendenti. Il sistema di convenzioni può essere effettuato o attraverso una gara d’appalto pubblica, se ci sono più società che aspirano ad ottenere la gestione dell’impianto, o attraverso una affidamento diretto se la società è unica e ritenuta idonea. Le clausole di questi contratti non sono standard, ma variano a seconda del caso e dell’impianto in questione. Il vantaggio principale di questo sistema è che gli impianti vengono affidati a delle società competenti, abituate ad utilizzare un impianto specifico per il proprio sport e, conoscendolo, lo sanno anche mantenere al meglio. Se i comuni dovessero gestire tutti gli impianti che dispongono coi propri dipendenti, questi necessiterebbero di conoscenze specifiche per curare ogni impianto, cosa ovviamente impossibile, perciò preferiscono delegare società terze ben più adatte. Poi, chiaramente, la buona o cattiva gestione sarà determinata da come lavoreranno le società sportive: occorre quindi che i comuni le monitorino al fine che non trascurino gli impianti che necessitano 3


interventi continui di mantenimento per essere a norma d’utilizzo. I comuni dovranno essere attenti a valutare le possibilità economiche delle società, le quali spesso faticano a sopravvivere, stipulando convenzioni adeguate e facendosi carico di alcune spese di gestione per non gravare troppo su di esse. Probabilmente una convenzione di più anni stimolerà la società sportiva ad investire maggiormente sulla struttura che utilizza, poiché dovrà utilizzarla per un tempo prolungato. Possono però emergere problemi di gestione e spiacevoli incomprensioni quando vi sono più società che utilizzano e gestiscono il medesimo impianto. La condivisione di uno spazio non è mai facile se i patti non sono chiari dall’inizio e non vi è il rispetto di essi. Può capitare infatti che il comune debba mediare fra le parti e riorganizzare la gestione tenendo conto delle rispettive richieste. Ciò occorre farlo al più presto, poiché se l’impianto viene mal gestito per un lungo tempo, non impiega molto a degradarsi. Si possono identificare due tipologie di impianti sportivi: quelli utilizzati esclusivamente da società sportive, come campi da baseball, palascherma, palestre di ginnastica artistica, stadi e quelli aperti anche alla cittadinanza, come piscine, campi da calcetto o da tennis. Nel primo caso la società sportiva che gestisce la struttura, deve dar conto del proprio operato solamente al comune che gliel’ha affidato, non deve rapportarsi con l’utenza, perciò è più libera di utilizzare l’impianto come meglio crede per le proprie attività. Nel secondo caso, avendo un costante afflusso di utenti all’impianto, esso richiede una manutenzione maggiore e costante, dalla pulizia alla messa in sicurezza. La cooperativa Sport City gestisce un impianto del secondo tipo, composto da campi da calcio, tennis, calcio a cinque, beach volley, rugby e aree di tiro con l’arco, d’arrampicata orizzontale e paintball. L’impianto è quindi ampio e diversificato, perciò non è di semplice gestione. L’opinione tecnica del Dott. Berantelli è che le cooperative non riescano a curare le strutture in maniera efficiente come le società sportive e ciò è senz’altro dovuto ad una mancanza di conoscenze specifiche. Sport City si scontra con l’amministrazione locale anche per quanto riguarda la distinzione fra manutenzione ordinaria, affidatale, e straordinaria, a carico del Comune di Bolzano. Spesso il confine fra i due tipi di interventi non è ben definito e dato che ambo le parti tengono a risparmiare è naturale che vi sia lo scontro. Le cooperative utilizzano lavoratori con diverse problematiche sociali (salute, droga, psichici); possono essere un punto di riferimento per chi deve svolgere ore di inserimento lavorativo o stage. Naturalmente essendo persone dequalificate, non possono svolgere compiti specifici (si limitano alla pulizia, tinteggiatura o cura del verde), perciò difficilmente l’impianto sarà curato come uno gestito da una società sportiva con le conoscenze adeguate. Occorre però dare atto al modello cooperativa poiché dà spazio a persone svantaggiate, anche se, come nel caso di Sport City, non è previsto specificatamente da statuto. 4


Oltre a questa funzione sociale, le tariffe adottate dalla cooperativa per l’utilizzo degli impianti sono assolutamente accessibili e ciò è senz’altro coerente con il modo in cui la struttura è gestita. I prezzi “popolari” mostrano come sia intenzione di Sport City che lo sport sia accessibile a tutti, disponibile per ogni fascia di cittadinanza. Numerose sono infatti le iniziative proposte per far conoscere e promuovere l’impianto, al fine di attirare più utenti a frequentarlo e utilizzarlo. Il credo di Sport City è che lo sport è salute, perciò qualcosa di cui non si può rinunciare. La cooperativa cerca quindi di stimolare le persone sedentarie, per scelta o causa deficit fisico, a praticare attività sportiva. Il Dir.Moretti mi ha descritto numerose iniziative che propone la sua cooperativa al fine di promuovere l’impianto. Una fra le più riuscite è senz’altro la “Notte bianca dello sport”, occasione in cui la struttura rimane aperta e utilizzabile gratuitamente dalle 20 alle 8 del giorno successivo. Chiunque venga alla struttura “non deve guardare chi gioca, ma deve giocare!”. Sport City ha inoltre uno stretto legame con le associazioni di volontariato e i servizi sociali, non solo per dare la possibilità a persone svantaggiate di lavorare, ma anche per supportare eventi nell’impianto. L’obiettivo è comunque quello di creare eventi senza ghettizzare chi ha determinati svantaggi, l’obiettivo è quello di far sentire loro “come tutti gli altri”, facendoli giocare con persone “normali”. Non solo disabili, ma anche bambini e anziani, l’impianto è di tutti e utilizzabile da tutti in qualsiasi momento. Questo è senz’altro il punto di forza di una cooperativa come Sport City che gestisce una struttura utilizzata in modo plurale. Ci sono società sportive che utilizzano il loro impianto, ma soprattutto cittadini. Inoltre la promozione continua dello stesso, può solo fare aumentare l’afflusso di essi. La cooperativa perciò agisce su due fronti, manutenzione e promozione, ponendosi da intermediario fra le società sportive e il Comune, togliendo alle prime l’onere di effettuare la cura della struttura e al secondo di promuoverla. Nel Comune di Vicenza, mancando un ente come la cooperativa, la promozione è effettuata dallo stesso Ufficio Sport, il quale propone eventi e iniziative in accordo con società sportive o per proprio conto. Però, salvo iniziative ricreativo-sportive come la “Corri Babbo Natale”, evento in cui i partecipanti di tutte le età corrono lungo le vie della città travestiti col tipico abito di Babbo Natale, la maggior parte degli eventi promossi sono proposte provenienti dalle associazioni sportive stesse, cui il Comune si limita a coordinare attraverso l’Ufficio Sport. Un’“arma” in più adottata dall’Ufficio Sport per promuovere le attività nei propri impianti e lo sport in generale e stimolare i cittadini a praticarlo, sono le pagine sui social network Facebook e Twitter. La prima, attiva da due anni, conta circa 1300 profili che la seguono e si pone come un’alternativa al sito istituzionale, ne riporta alcuni contenuti, ma dà la possibilità di creare un dialogo più 5


profondo, continuo ed efficace con gli utenti, i quali attraverso commenti e messaggi esprimono i loro pareri e possono chiedere facilmente informazioni. Naturalmente ciò richiede un impegno costante da parte dell’Ufficio, poiché gli utenti si aspettano risposte in tempi brevi. L’Ufficio, infatti, si rapporta nella pagina come se fosse un utente fisico, non è più un ente , riduce così la distanza che lo separa dal cittadino, il quale di conseguenza ripone maggiori aspettative. La forza di questo tipo di comunicazione sta nel fatto di essere immediata, ma per essere efficace occorre che sia continua. Ciò ha frenato la pagina Facebook di Sport City, la quale, non essendo costantemente aggiornata con la pubblicazione di nuovi contenuti, poiché non c’è la disponibilità di un dipendente che la segua, ha perso la sua efficacia. Facebook è probabilmente, in Italia almeno, il social network più efficace per farsi conoscere. Per prima cosa quasi tutti, soprattutto fra i giovani, dispongono di un profilo su questo social network, quindi il bacino di utenza è potenzialmente ampissimo. Inoltre garantisce un dialogo intuitivo e immediato. Si possono condividere ogni genere di contenuti, creare eventi cui invitare gli utenti che seguono la pagina. Di sicuro i social network non sostituiscono il sito, soprattutto per completezza di informazioni, le quali sono sempre reperibili e ordinate, ma offre una più efficace promozione di iniziative. L’utente verrà a sapere delle proposte senza dover cercarle fra le pagine del sito, ma gli compariranno direttamente, in tempo reale, sulla propria “bacheca” del social network. I social possono essere un’opportunità in più, soprattutto oggi cui essere collegati ad internet è costante e necessario. Sport City preferisce carpire nuovi utenti con iniziative dirette, andando alla ricerca di chi non pratica sport e stimolandolo ad andare nel loro impianto sportivo. Il sito, i social network sono luoghi di informazione che difficilmente porteranno agli impianti nuovi utenti, poiché chi cerca queste pagine pratica certamente sport.

Conclusioni e possibili scenari futuri Molto ancora rimane aperto da questa ricerca. Come riportato nella parte metodologica, la ricerca non è completa e approfondita come desideravo, ma sento comunque di aver centrato ciò che mi ero prefissato. Non si può sostenere che esista un unico metodo valido di gestione degli impianti sportivi. Il sistema cooperativa, nel caso esaminato rappresentato da Sport City, può peccare per quanto riguarda la manutenzione, poiché non può avere le conoscenze e i mezzi che servono per una cura delle diverse parti della struttura, rispetto ad una società adeguatamente attrezzata ed esperta. Dall’altra parte questa tenderà a promuovere solamente i propri eventi, per sostenere più sé stessa 6


che l’impianto su cui opera. La cooperativa invece promuove l’impianto in quanto tale, coinvolge non solo le società, ma anche le associazioni e i singoli utenti, al fine che tutti possano averne giovamento. Essa è più efficace per quanto riguarda appunto la promozione, dato che l’Ufficio Sport fatica a farla in maniera intensa per tutti i propri impianti. La cooperativa punta, oltre che al business, anche al benessere sociale. Una problematica che emerge a Vicenza è che ci sono molti impianti sportivi, ma solo pochi sono utilizzati assiduamente, per buona parte del giorno. Questo perché sono gestiti da società sportive e all’interno di essi, solo queste praticano attività sportiva: l’impianto non è quindi aperto alla cittadinanza. Molte strutture sono perciò utilizzate solo per poche ore al giorno e rimangono in disuso per gran parte della giornata. Se si intensificasse la promozione si potrebbero usare queste strutture per svolgere attività rivolte ad esempio a bambini, anziani, o disabili, tutti gli individui che difficilmente possono praticare lo sport serale. Queste categorie necessitano però di coordinazione. Occorre creare nuove occasioni, attraverso iniziative ad hoc, per queste persone, portandole a praticare sport, per la loro salute e per un miglior sfruttamento degli impianti. Per migliorare lo sport in città occorre da una parte creare strutture adeguate, mantenendole sempre pulite e curate nel rispetto delle norme, dall’altra incentivare i cittadini ad usare queste strutture, farle loro conoscere con il fine di migliorare il benessere di tutti. Come ogni progetto smart city, occorre agire su più fronti, non bastano buone strutture se poi non sono sfruttate a dovere, o un’ottima promozione saturando e mantenendo incurate le strutture a disposizione. Di sicuro la cooperativa Sport City è una prospettiva interessante, almeno per quanto riguarda la sua “filosofia” di fondo, ma ha anche qualche lacuna che può senz’altro essere colmata coordinando altri enti e società. Il coordinare più parti risulta necessario per costruire un qualcosa di migliore e ciò lo deve fare l’amministrazione comunale con piani chiari e a lungo termine. È su questi possibili piani che si potrà sviluppare una futura e approfondita ricerca, tenendo conto ovviamente di svariati fattori omessi

in

quest’indagine.

Dipenderà

poi dalle

dell’amministrazione delineare le priorità dello sviluppo.

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intenzioni

e

dalle

possibilità


Davide zavagnin sport fra manutenzione e promozione