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Crisi di valori e d'identità nei Ragazzi dello zoo di Berlino di Elena Spadiliero È degli anni Settanta quella che venne definita la “generazione dell’eroina”, giovanissimi che, in breve tempo, passarono dalle prime esperienze con l’hascisc alla condizione di “bucomani”. Il fenomeno fu piuttosto complesso, e, se attecchì soprattutto nei ragazzi tra i tredici e sedici anni, il motivo è da ricercare in una crisi identitaria e di valori che, progressivamente, spinse molti di loro lungo la strada di non-ritorno. La storia di Christiane F., al secolo Christiane Vera Felscherinow, è nota: sono trascorsi quasi quarant’anni da quando, nel luglio 1977, fu arrestata e processata per prostituzione e detenzione di sostanze stupefacenti. La sua testimonianza, raccolta nel 1978 dai giornalisti Kai Hermann e Horst Rieck, costituì il materiale per uno dei documenti-verità più crudi sulla dipendenza dalla droga, Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, edito da Rizzoli, nel 1981, con la traduzione di Roberta Tatafiore (in tedesco Wir Kinder vom Bahnhof Zoo, edito nel 1978, con quel “kinder” che forse, più della traduzione italiana, sottolineava la giovane età dei tossici: infatti, “kinder”, in tedesco, significa “bambini”, mentre per “ragazzi” sarebbe più corretto il termine “jungen”).

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Sul Romanzo

n° 6 • Dicembre 2013

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Sul Romanzo, Anno 3 n. 6, dic. 2013  

Il numero 16 della Webzine "Sul Romanzo"

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