Sul Romanzo, Anno 3 n. 4, ago. 2013

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Siamo tutti prigionieri dei nostri ricordi di Beatrice Mantovani

Complici le tecniche adoperate da James Joyce in Irlanda, Marcel Proust in Francia e Italo Svevo in Italia, Virginia Woolf ha avuto il grande merito di dissolvere le strutture tradizionali del romanzo, concentrandosi sulla vita interiore dei personaggi, a discapito della trama e degli eventi esterni. Attraverso l’uso del flusso di coscienza (stream of consciousness) la scrittrice inglese ha eliminato la forma comune del dialogo diretto, facendo ricorso al monologo interiore indiretto, in cui il narratore parla al lettore – con l’ausilio della terza persona –, confondendosi col personaggio che parla a se stesso. Woolf non rinnega la realtà, ma la sottopone a un processo d’interiorizzazione. La narrazione procede attraverso continui spostamenti in avanti e all’indietro nel tempo e si sbriciola in associazioni di idee che si dipanano su una trama esile. Tutto si concentra sui processi mentali dei personaggi: è il tempo della coscienza a essere in primo piano. Il pensiero vaga liberamente tra i ricordi, e le riflessioni ostacolano il procedere regolare dell’azione. Non vi è mai obiettività nel ricordo. I ricordi sono come li vogliamo ricordare. La memoria è una lente di ingrandimento che sfoca, rimpicciolisce, ridisegna il nostro vissuto. Allo stesso tempo, però, è il ricordo che ci restituisce il nostro percorso, la nostra storia e la misura del nostro agire. Il flusso di coscienza dà sfogo al libero arbitrio della memoria, al suo procedere a tentoni, per associazioni di idee. Non è la tirannide dell’io né l’autoreferenzialità dell’ego. È, piuttosto, il tentativo di rendere, attraverso la narrazione, l’incedere psichico dei personaggi, e la lingua rispecchia, in un mimetismo ardito che talora abolisce la sintassi e la punteggiatura, l’urgenza psicologica di ciascun personaggio, in una continua osmosi tra psiche e linguaggio. I registri linguistici variano e, in alcuni casi, si presentano particolarmente raffinati e ricercati, financo lirici, ricchi di similitudini, metafore, assonanze e allitterazioni.

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Sul Romanzo

n° 4 • Agosto 2013