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Le confessioni d’un italiano. Memoria e passioni di Martino Santillo

Le confessioni d’un italiano è, per un lettore d’oggi, un’introduzione alla storia del Risorgimento italiano. Si tratta di un romanzo di Ippolito Nievo, scritto tra la fine del 1857 e la metà del 1858. In quel periodo, Cavour stringeva la sua alleanza con Napoleone III e preparava, così, la Seconda Guerra d’Indipendenza, a cui lo stesso Nievo parteciperà, arruolandosi nei Cacciatori delle Alpi. Il testo appartiene al genere del romanzo storico ed è formulato come un’autobiografia. Il protagonista, infatti, narrando la sua vita, disegna la storia italiana dal 1775 al 1858. Ne Le confessioni, la finzione e la storia si mescolano e si amalgamano grazie alla voce narrante di Carlino Altoviti, che diventa, nelle mani di Nievo, il filtro attraverso cui passa tutto il mondo descritto. In questo romanzo, dunque, Nievo gioca con la storia, che è il principale oggetto della narrazione. Il protagonista, giunto «Al limitare della tomba», sente il bisogno di scrivere la propria storia, analizzandone i comportamenti e le scelte nel momento stesso in cui li ricorda. Nel gioco di finzione, quindi, gli attori sono diversi: mentre il personaggio Carlino agisce sulla scena, il vecchio Carlino, nell’atto di ricordare, commenta a posteriori le proprie azioni. Ponendo all’attenzione del lettore la storia picaresca del protagonista e la continua riflessione del narratore ottuagenario, il romanzo mostra le

Sopra – Le cinque giornate di Milano, Baldassare Verazzi, prima del 1886. Museo del Risorgimento di Milano (I). A sinistra – Il frontespizio della prima edizione Le Monnier: Le confessioni di un ottuagenario.

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Sul Romanzo

n° 4 • Agosto 2013

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Sul Romanzo, Anno 3 n. 4, ago. 2013  

Il numero 14 della Webzine "Sul Romanzo"

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